Pulpito/Poppekanzel (2328 m) – Dolomiti

Il Pulpito/Poppekanzel, vetta di 2328 metri di quota, è situato sul confine tra Alto Adige / Südtirol e Trentino nel gruppo dolomitico del Latemar ed è posto in posizione molto panoramica verso le cime principali del Latemar e verso la Roda di Vael nel gruppo del Catinaccio/Rosengarten.

Il percorso per raggiungere la vetta parte dal Passo Costalunga/Karerpass tra Nova Levante/Welschnofen e Carezza/Karer in Val d’Ega/Eggental e la Val di Fassa; il sentiero conduce dapprima tra boschi, pascoli e piste da sci per poi salire alla cima in ambiente sassoso tipicamente dolomitico con anche un brevissimo tratto finale con cavo e roccette (QUI la “pillola” sul Passo Costalunga e la zona di Carezza e QUI quella sul paese di Nova Levante).

La salita comincia dal Passo Costalunga (1745 m) seguendo il sentiero 17 per il Pulpito; il percorso parte su mulattiera sterrata tra pascoli, seguendo ai vari bivi sempre il sentiero 17 per il Pulpito si sale su mulattiera sterrata alternando tratti ripidi ad altri in pendenza moderata fino ad un punto panoramico con panchine nel Prato del Latemar/Latemarwiese.
Ignorate le deviazione dei sentiero 18A  e 517B si sale sempre su mulattiera sterrata lungo una pista da sci fino a giungere alla stazione a monte di una seggiovia (chiusa in estate).
Continuando sul sentiero 17 per il Pulpito si sale con sentierino terroso nel bosco in moderata pendenza, usciti dal bosco si sale su sentiero sassoso e ghiaioso costeggiando dei ripetitori e salendo poi in tornanti ripidi in ambiente aperto.
Salendo sul sentiero sassoso si giunge quindi ad una selletta da dove, seguendo i bolli a sinistra si sale un brevissimo tratto attrezzato con cavo e un altro con alcune roccette che portano alla vetta del Pulpito (2328 m, cartello, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 3.15 ore dalla partenza.

Percorso: Passo Costalunga – Prato del Latemar – Pulpito – Prato del Latemar – Passo Costalunga

Sentieri: 17

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.15 ore  (1.45 ore la salita, 1.30 ore la discesa)

Quota massima: 2328 m

Difficoltà: EE –  percorso che presenta alcuni tratti ripidi ed un breve tratto finale attrezzato con cavo ed alcune roccette

Data di ascesa: luglio 2022

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere del bel panorama di vetta e adatta anche, con tempo stabile, per un escursione pomeridiana

Cartelli alla partenza al Passo Costalunga

Salendo su mulattiera al Prato del Latemar

Prato del Latemar

Salendo alla stazione a monte della seggiovia

Tratto su sentierino nel bosco

Tratto verso i ripetitori

Vista sulle vette principali del Latemar

Salendo nel tratto in tornanti in ambiente aperto

Breve tratto finale con cavo e roccette

In vetta al Pulpito

Vista dalla vetta sul Latemar

Vista dalla vetta sulla Val d’Ega

Vista dalla vetta sulla Roda di Vael

Mappa del percorso

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Costalunga su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Malga Ora/Auerlegeralm – Passo Oclini/Joch Grimm – Val d’Ega

La Malga Ora/Auerlegeralm, posta a 1870 metri di quota e solitamente gestita anche in inverno, e il Passo Oclini/Joch Grimm, situato a 1989 metri di altezza, si trovano nella zona confine tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental e la trentina Val di Fiemme; questi luoghi giacciono, nell’area del gruppo montoso del Latemar, in posizione idilliaca con bellissima vista sul Corno Bianco/Weißhorn, Corno Nero/Schwarzhorn, diversi gruppi dolomitici e le Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen.

Sia la malga che il passo possono essere raggiunti anche in macchina, viene qui, però, descritto l’itinerario invernale, solitamente battuto dal gatto delle nevi, che porta con buono sviluppo tra bosco e spazi più aperti dal centro di sci di fondo del Passo Lavazè a Malga Ora e al Passo Oclini (QUI la “pillola” sul Passo di Lavazè e il Passo Oclini).

La salita a Malga Ora comincia dal Passo di Lavazè (1802 m, diverse strutture turistiche), dai pressi dell’Albergo Bucaneve si trovano i cartelli indicanti il percorso invernale per Malga Ora.
Il tracciato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, costeggia le piste da sci di fondo portando alla strada asfaltata verso il Passo Oclini e a Malga Varena; si costeggia brevemente la strada e, quindi, si devia a destra e proseguendo con breve discesa, si entra nel bosco.

Si prosegue, quindi, a sinistra nel bosco in lungo saliscendi superando poi un ponte e risalendo, a tratti con pendenza piuttosto ripida, fino a giungere ad un tratto in falsopiano che porta a Malga Ora (1870 m, 1.00 ora dalla partenza).

Dalla Malga si segue in breve la strada asfaltata di accesso trovando sulla destra i cartelli per il Passo Oclini con sentiero 2; si segue quindi la mulattiera innevata nel bosco che, alternando tratti in pendenza lieve ad altri più ripidi, conduce al Passo Oclini (1989 m, diverse strutture turistiche, 30 minuti da Malga Ora, 1.30 ore dalla partenza).

Ritorno per lo stesso percorso con diversi saliscendi in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.

Percorso: Passo di Lavazè – Malga Ora – Passo Oclini – Malga Ora – Passo di Lavazè

Sentieri: traccia battuta invernale per Malga Ora – 2

Dislivello: 250 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.45  ore (1.30 ora la salita, 1.15 ore la discesa).

Quota massima: 1989 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo di circa 9 chilometri totali e dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche, prestare, comunque, attenzione a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata.

Data di percorrenza: dicembre 2024

Annotazioni: per chi  volesse abbreviare l’escursione è, naturalmente, possibile fermarsi a Malga Ora senza salire al Passo Oclini; è bene, inoltre, controllare i periodi di apertura di Malga Ora.
Nell’area del Passo Lavazè e Passo Oclini partono anche altre escursioni innevate come quella che porta alla Malga Costa/Liegalm e quella che conduce al Rifugio Isi Hütte e la Malga Gurndinalm (QUI la “pillola” sul percorso per Malga Costa e QUI quella sul tracciato per il Rifugio Isi e la Malga Gurndinalm).

Piste da fondo al Passo di Lavazè

Cartelli al Passo di Lavazè

Vista su Corno Bianco e Corno Nero

Vista sul Latemar

Breve tratto che costeggia la strada asfaltata

Malga Varena

Vista su Catinaccio e Latemar e Malga Varena

Vista sulle Alpi Sarentine

Verso Malga Ora

Malga Ora

Salendo al Passo Oclini

Al Passo Oclini

Vista sul Corno Bianco

Vista sul Corno Nero

Vista sulle Dolomiti

Zoom sul Catinaccio

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo di Lavazè su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Passo di Pampeago/Reitherjoch – Malga Zischgalm – Val d’Ega

Il Passo di Pampeago/Reitherjoch, posto a 1996 metri di quota, e la Malga Zischgalm, situata a 2050 metri di altezza, si trovano nel comprensorio sciistico ed escursionistico Latemar Dolomites e sono situati ai piedi dell’omonimo gruppo montuoso dolomitico del Latemar; il passo e la malga, posti sul confine tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental e la trentina Val di Fiemme, sono raggiungibili sia con gli impianti e le piste da sci del comprensorio sia a piedi su sentiero invernale battuto (QUI la “pillola” sul Latemar Dolomites).

Viene qui descritto il percorso, solitamente battuto dal gatto delle nevi e con diversi pannelli e strutture informative sulle attività tradizionali del luogo, che conduce al Passo di Pampeago ed alla Malga Zischgalm partendo dalla cabinovia Ochsenweide di Obereggen in Val d’Ega; il tracciato presenta sia tratti nel bosco che altri su spazi ampi aperti molto panoramici (QUI la “pillola” su Obereggen).

La salita al Passo di Pampeago comincia dalla stazione a monte della cabinovia Ochsenweide (1830 m, Malga Epircher Laner, stazione a valle ad Obereggen), dalla malga Epircher Laner si attraversa, con cautela, la pista da sci e si prende la mulattiera innevata a destra.
La mulattiera, che ricalca il sentiero estivo numero 9, conduce inizialmente nel bosco in salita in moderata pendenza, si percorre, poi, un sottopassaggio e si continua nel bosco seguendo sempre il sentiero 9 per il Passo di Pampeago a tutti i bivi.
Si raggiunge, quindi, un’altra pista da sci che si attraversa giungendo alla piccola malga Weigler Schupf (1890 m), si continua sulla mulattiera battuta giungendo, con salita in moderata pendenza, al Passo di Pampeago con diverse strutture in legno e pannelli informativi  che descrivono le attività tradizionali del luogo (1996 m).

Continuando sulla mulattiera innevata in saliscendi si oltrepassano altre piste da sci ed impianti fino a giungere alla Malga Zischgalm (2050 m, 1.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso, con diversi saliscendi nel primo tratto, in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Ochsenweide – Malga Epircher Laner – Malga Weigler Schupf – Passo di Pampeago – Malga Zischgalm – Passo di Pampeago – Malga Weigler Schupf – Malga Epircher Laner stazione a monte cabinovia Ochsenweide

Sentieri: traccia battuta invernale che segue il sentiero estivo 9

Dislivello: 250 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45  ore (1.30 ora la salita, 1.15 ore la discesa).

Quota massima: 2050 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo medio di circa 7 chilometri totali e dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche, prestare, comunque, attenzione all’attraversamento delle piste da sci ed a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata.

Data di percorrenza: gennaio 2022 e gennaio 2025

Annotazioni: è sempre bene controllare periodi di apertura di cabinovia e rifugi e condizioni del tracciato.
La Malga Epircher Laner può essere raggiunta anche a piedi da Obereggen seguendo il tracciato che costeggia la pista da slittino (tracciato, in parte, descritto nella relazione di salita al rifugio Oberholz, QUI la “pillola” relativa).

Malga Epircher Laner alla partenza

Pista che si deve attraversare

Sentiero battuto da prendere a lato della pista

Vista su Corno Bianco, Corno Nero e Pala di Santa

Primo tratto nel bosco

Tratto nel sottopassaggio

Verso la Malga Weigler Schupf

Pista da attraversare arrivando alla Malga Weigler Schupf

Malga Weigler Schupf

Tratto verso il Passo di Pampeago

Al Passo di Pampeago con vista sul Latemar

Tratto verso la Malga Zischgalm

Attraversamento delle piste arrivando alla Malga Zischgalm

Malga Zischgalm posta sulle piste e impianti provenienti dall’Alpe di Pampeago

Pranzo tornando alla Malga Epircher Laner

Lungo il viaggio sulla cabinovia Ochsenweide

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo

Cliccare sull’immagine per visualizzare Obereggen su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Baita Messnerjoch – Val d’Ega e Val di Tires

La Baita Messnerjoch, situata a 1930 metri di quota, è situata lungo le piste del comprensorio Carezza Ski in posizione soleggiata e molto panoramica verso i gruppi dolomitici del Catinaccio/Rosengarten e del Latemar; oltre che con gli sci la malga è raggiungibile anche a piedi, su sentiero invernale solitamente battuto dal gatto delle nevi (QUI la “pillola” sul comprensorio Carezza Ski).

Il sentiero invernale parte dal Passo Nigra/Nigerpass, raggiungibile da Nova Levante/Welschnofen in Val d’Ega/Eggental o da Tires/Tiers in Val di Tires, e porta, con sviluppo e dislivello moderati, alla baita; lungo il percorso oltre ai bellissimi panorami si passa sia da zone di bosco ancora intatte sia in radure, che verranno riboscate, formate dall’abbattimento di diverse zone di bosco causate dalla tempesta Vaia (QUI la “pillola” sul Passo Nigra, QUI quella sul paese di Nova Levante e QUI quella sulla Val di Tires).

La salita alla Baita Messnerjoch comincia dal Passo Nigra (1690 m, parcheggio), si seguono le indicazioni del sentiero 1 per la Baita Messnerjoch; il tracciato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, sale dapprima in moderata pendenza nel bosco e poi alternando tratti tra radure e bosco in pendenza più lieve.
Il tracciato conduce, quindi, al bivio con il sentiero 7, rimanendo sul sentiero 1 si sale con pendenza moderata in ampi spazi fino a giungere al bivio col sentiero 1B; anche in questo caso si rimane sul sentiero 1 che con un tratto un po’ più ripido conduce, in breve, tra rado bosco e spazi aperti, alla Baita Messnerjoch (1930 m, 1.00 ora dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 45 minuti, 1.45 ore dalla partenza.

Percorso: Passo Nigra – Baita Messnerjoch – Passo Nigra

Sentieri: traccia battuta invernale che segue il sentiero estivo 1

Dislivello: 250 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 1.45 ore (1.00 ora la salita, 45 minuti la discesa).

Quota massima: 1930 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo relativamente breve, 4 chilometri tra andata e ritorno, e dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche, prestare, comunque, attenzione a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata.

Data di percorrenza: gennaio 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della Baita Messnerjoch e le condizioni di battitura del percorso

Al Passo Nigra

Vista sul Catinaccio dal Passo Nigra

Mappa del percorso

Primo tratto di salita nel bosco

Tratto tra ampie radure

Tratto finale verso la Baita Messnerjoch

Baita Messnerjoch

Vista su Latemar, Corno Bianco e Corno Nero

Vista su Alpi Venoste e Gruppo di Tessa

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugio Oberholz – Obereggen – Val d’Ega

Il Rifugio Oberholz, posto a 2090 metri di quota, è situato ai piedi delle cime del gruppo dolomitico del Latemar sopra il paese di Obereggen in Val d’Ega/Eggental; il rifugio è raggiungibile da Obereggen sia con percorso invernale, solitamente battuto dal gatto delle nevi, sia con la seggiovia Oberholz, facente parte del comprensorio sciistico Latemar Dolomites (QUI la “pillola” sul paese di Obereggen e la seggiovia Oberholz, QUI quella sul comprensorio Latemar Dolomites).

La salita invernale nel bosco si svolge nel primo tratto sul percorso adiacente alla pista da slittino proveniente dalla malga Laner (raggiungibile in breve, deviando dal percorso di salita); nella seconda parte di salita si segue una strada forestale che porta fino al rifugio posto all’arrivo della seggiovia sulle piste da sci.

Inoltre, da diversi punti panoramici lungo il percorso e dal Rifugio Oberholz si godono bellissime visuali sui vicini Latemar, Pala di Santa/Zanggen, Corno Nero/Schwarzhorn, Corno Bianco/Weisshorn e su moltissimi altri gruppi montuosi.

La salita al Rifugio Oberholz comincia dal parcheggio alto del paese di Obereggen (1600 m), si segue inizialmente la strada asfaltata che costeggia l’Hotel Royal e l’Hotel Cristall fino a giungere all’incrocio con la pista da slittino.
Si sale sul percorso pedonale a lato della pista da slittino, su traccia, solitamente battuta dal gatto delle nevi, in moderata pendenza (attenzione a possibile tratti ghiacciati); la traccia battuta conduce nel bosco fino alla deviazione tra Malga Laner e Rifugio Oberholz.
Si segue per il Rifugio Oberholz su strada forestale nel bosco che, con pendenza moderata e qualche tratto un po’ più ripido, conduce con diversi tornanti fino al Rifugio Oberholz (2090 m, rifugio, stazione a monte seggiovia Oberholz, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.15 ore, 3.00 ore dalla partenza.

Percorso: parcheggio alto Obereggen – Rifugio Oberholz – parcheggio alto Obereggen

Sentieri: traccia invernale battuta che ricalca, in parte, il sentiero estivo numero 18

Dislivello: 500 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore (1.45 ore la salita, 1.15 ore la discesa).

Quota massima: 2090 m

Difficoltà: EAI – percorso, con buone condizioni meteorologiche e della neve, di moderata difficoltà tecnica solitamente battuto dal gatto delle nevi; attenzione a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono equipaggiamento adeguato. Sviluppo di circa 8 chilometri tra andata e ritorno

Data di ascesa: dicembre 2023

Annotazioni: la salita o la discesa possono anche essere effettuati in seggiovia, la discesa nel tratto tra la Malga Laner (raggiungibile, in breve, deviando dal percorso a metà salita) e Obereggen può anche essere efftuata in slittino.

Salendo dal parcheggio alto di Obereggen all’incrocio con la pista da slittino

Cartelli all’incrocio con la pista da slittino

Lungo il tratto di salita adiacente la pista da slittino

Bivio tra la salita al Rifugio Oberholz e la continuazione verso la Malga Laner

Rifugio Oberholz posto alla stazione a monte dell’omonima seggiovia

Panorami verso il Latemar

Panorami su Pala di Santa/Zanggen, Corno Nero/Schwarzhorn e Corno Bianco/Weisshorn

Pista da sci Oberholz

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Passo Santner (2734 m) – Passo delle Coronelle/Tschagerjoch (2630 m) – Ferrata Passo Santner – Dolomiti

Il Passo Santner, posto a 2734 metri di quota, e il Passo delle Coronelle/Tschagerjoch, situato a 2630 metri di altezza, sono due valichi posti nel gruppo dolomitico del Catinaccio/Rosengarten; i due passi possono essere saliti singolarmente dalla Val d’Ega/Eggental in Alto Adige o dalla Val di Fassa in Trentino, viene, però, qui descritto un giro ad anello che li raggiunge entrambi.

L’itinerario molto panoramico parte dal Rifugio Fronza che è raggiungibile con le cabinovie Laurin I e II, facenti parte degli impianti estivi del comprensorio Carezza Dolomites, la cui stazione a valle è posta alla Malga Frommeralm, posta, non lontano dal Passo Nigra, tra i comuni di Tires/Tiers e Nova Levante/Welschnofen (QUI la “pillola” sul Passo Nigra, QUI quella sulla Val di Tires, QUI la “pillola” su Nova Levante e QUI quella sugli impianti estivi Carezza Dolomites).

il percorso prevede dapprima la salita con la Ferrata Passo Santner, segue poi la discesa nella conca del Gartl davanti alle Torri del Vajolet e la successiva risalita al Passo delle Coronelle con discesa finale di ritorno al Rifugio Fronza.

Il percorso risulta, quindi, globalmente impegnativo e interamente su tipico terreno dolomitico ghiaioso e roccioso; la ferrata è di medio impegno ma presenta anche molti tratti di arrampicata di I-II grado non attrezzati, l’interno tracciato è, quindi, adatto per esperti in buona forma fisica ed abituati alla percorrenza di questo tipo di itinerari.

La salita comincia dal Rifugio Fronza alle Coronelle (2339 m, cabinovia Laurin II da Malga Frommeralm nei pressi del Passo Nigra), si seguono le indicazioni per la Ferrata Passo Santner su sentiero 550, la traccia sassosa sale subito ripida superando anche diversi gradoni rocciosi attrezzati con cavi che portano al bivio tra Passo Santner e Passo Coronelle.
Si segue a sinistra per la ferrata Passo Santner con indicazioni 542S, la traccia sassosa e ghiaiosa procede inizialmente in lungo saliscendi a mezzacosta per poi superare diversi canalini rocciosi di I°-II° grado non attrezzati.
Il percorso raggiunge quindi dei tratti in saliscendi su paretine rocciose attrezzate con cavo, si superano poi altri canalini non attrezzati che portano ad una selletta, da qui si scende su paretina piuttosto verticale attrezzata con cavo, i cavi conducono sul fondo di un canale (possibile neve fino ad estate inoltrata) per poi risalire su parete rocciosa, con passaggi atletici, fino ad un’altra selletta; da qui con alcuni traversi attrezzati con cavo si giunge al Passo Santner (2732 m, Rifugio Passo Santner, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Passo Santner si segue il sentiero 542 per il Rifugio Re Alberto I, la traccia sassosa e ghiaiosa scende in breve nel Gartl al Rifugio Re Alberto I posto davanti alle Torri del Vajolet (2621 m, 15 minuti dal Rifugio Passo Santner, 2.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Re Alberto I si seguono le indicazioni per il Rifugio Vajolet sul sentiero 542, la traccia sassosa e ghiaiosa scende ripida nel Gartl, con anche tratti agevolati con cavi, fino a giungere ai Rifugi Vajolet e Preuss (2243 m, 45 minuti dal Rifugio Re Alberto I, 3.00 ore dalla partenza).

Dai Rifugio Vajolet e Preuss si segue in discesa la mulattiera sterrata per il Rifugio Gardeccia trovando, in breve, sulla destra la deviazione per il Passo delle Coronelle con sentiero 541; la traccia sassosa e ghiaiosa sale in pendenza moderata tra magra erba portando poi ad un lungo tratto in leggera salita che conduce ad un successivo bivio.
Da qui si segue il sentiero 550 per il Passo delle Coronelle, la traccia sassosa e ghiaiosa sale ripidamente con alcuni tornanti fino ad incontrare delle roccette e gradoni rocciosi che conducono al Passo delle Coronelle (2630 m, 1.45 ore dai Rifugi Vajolet e Preuss, 4.45 ore dalla partenza).

Dal Passo delle Coronelle si scende, quindi, sul versante opposto verso il Rifugio Fronza, la traccia ghiaiosa e sassosa scende ripida, superando anche diversi tratti con gradoni di legno e cavi, portando poi ad un tratto in pendenza più lieve che conduce al bivio incontrato poco dopo la partenza.
Dal bivio si segue, quindi, in discesa per il Rifugio Fronza superando i gradoni e roccette attrezzati con cavi percorsi in salita e tornando in breve al Rifugio Fronza (45 minuti dal Passo delle Coronelle, 5.30 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Fronza – Passo Santner – Rifugio Re Alberto I – Rifugi Vajolet e Preuss – Passo delle Coronelle – Rifugio Fronza

Sentieri: 550 – 542S – 542 – 541 – 550

Dislivello: 900 metri in salita e discesa considerati le diverse contropendenze

Tempo di percorrenza: 5.30 ore totali

Quota massima: 2732 m

Difficoltà: EEA – itinerario globalmente impegnativo e riservato ad esperti con buon allenamento; la ferrata è di media difficoltà per esperti ma con presenza di molti tratti in arrampicata di I-II grado senza attrezzature. Necessari kit da ferrata e casco.

Data di ascesa: agosto 2021

QUI il link YouTube al video della salita al Passo Santner ed al Passo delle Coronelle

Cabinovia Laurin II

Rifugio Fronza alle Coronelle

Primi tratti attrezzati alla partenza

Bivio tra Passo Santner e Passo delle Coronelle

Sulla Ferrata Passo Santner con diversi tratti in arrampicata libera

Passo Santner con Rifugio Passo Santner

Discesa verso il Rifugio Re Alberto I con vista sulle Torri del Vajolet

Discesa verso i Rifugi Vajolet e Preuss

Risalita verso il Passo delle Coronelle

Passo delle Coronelle

Discesa verso il Rifugio Fronza

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia König Laurin su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Rifugio Torre di Pisa (2671 m) – Cima Valbona (2660 m) – Dolomiti

Il Rifugio Torre di Pisa, posto a 2671 metri di quota, e la Cima Valbona, vetta di 2660 metri di altezza, sono situati nel gruppo dolomitico del Latemar sul confine tra Sudtirolo e Trentino; l’accesso più veloce al rifugio si trova dalla seggiovia Passo Feudo in Val di Fiemme, viene, invece, qui proposto un giro ad anello più lungo ed impegnativo che parte dalla seggiovia Oberholz di Obereggen in Val d’Ega/Eggental (QUI la “pillola” sulla seggiovia Oberholz e Obereggen).

Il percorso, inserito in ambiente roccioso tipicamente dolomitico, raggiunge dapprima la Forcella dei Camosci, traversa poi al Rifugio Torre di Pisa, raggiunge quindi la Cima Valbona con deviazione non segnata e torna alla Seggiovia Oberholz con percorso tra pascoli e bosco; lungo il tracciato si hanno, inoltre, bellissime vedute su diversi gruppi dolomitici, la Val d’Ega, il Corno Bianco ed il Corno Nero ed il Lagorai.

La salita comincia dalla stazione a monte della Seggiovia Oberholz di Obereggen (2100 m, rifugio Oberholz), dalla seggiovia si segue il sentiero 18 che sale su traccia sassosa e ghiaiosa ripida prima tra prati e poi in ambiente roccioso fino alla Forcella dei Camosci/Gamsstallscharte (2564 m, 1.40 ore dalla partenza).

Dalla forcella dei Camosci si segue il sentiero 18/516 verso il Rifugio Torre di Pisa, la traccia ghiaiosa ripida scende dapprima ripidamente ad un pianoro, seguendo a destra (cartello spezzato) la traccia sale, quindi, su tratti ghiaiosi e tra grossi massi portando ad una selletta dalla quale lungo un tratto in costa si giunge al Rifugio Torre di Pisa (2671 m, 35 minuti dalla Forcella dei Camosci, 2.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue il sentiero 516 che scende verso Pampeago, si segue la traccia sassosa ripida per alcuni minuti trovando, quindi, sulla destra una traccia non segnata verso la visibile (con bel tempo) Cima Valbona. La traccia sale ripida prima sassosa poi terrosa fino ad una selletta dalla quale si può salire alla vetta, o su canalino terroso o su paretina con roccette, giungendo in breve in vetta a Cima Valbona (2660 m, croce, 25 minuti dal Rifugio Torre di Pisa, 2.40 ore dalla partenza).

Si torna, quindi, con cautela, al sentiero per Pampeago che si segue in discesa su traccia ripida sassosa che conduce ad un tratto su sentiero ghiaioso in tornanti fino a giungere al bivio col sentiero 22 (prima di giungere al Passo Feudo).
Al bivio si seguono i cartelli per Obereggen con sentiero numero 22, il sentiero traversa su traccia ghiaiosa in lunghi saliscendi tra pascoli fino alla stazione a monte di una seggiovia chiusa in estate. Rimanendo sul sentiero 22 per la sseggiovia Oberholz si risale su traccia ghiaiosa e, passando diversi punti con diverse sculture di legno e pannelli informativi, si torna prima in risalita e poi in falsopiano alla stazione a monte della Seggiovia Oberholz (1.50 ore dalla Cima Valbona, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte seggiovia Oberholz – Forcella dei Camosci – Rifugio Torre di Pisa – Cima Valbona – Stazione a monte seggiovia Oberholz

Sentieri: 18 – 18/516 – 516 – 22 

Dislivello: 900 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore totali

Quota massima: 2671 m

Difficoltà: EE – itinerario dal dislivello rilevante e con diversi tratti ripidi su terreno sassoso che richiede piede fermo, la breve deviazione per la Cima Valbona si svolge su traccia non segnata e cone diversi punti tecnici.

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: la deviazione per la Cima Valbona può, naturalmente, essere evitata continuando a scendere sul sentiero segnato verso Pampeago; necessaria buona visibilità in diversi tratti del percorso sia verso il Rifugio che sulla deviazione per la cima

Salendo alla Forcella dei Camosci

Panorami su Pala di Santa, Corno Nero e Corno Bianco

Forcella dei Camosci

Vista verso la Torre Diamantidi e i Campanili del Latemar

Salendo al Rifugio Torre di Pisa

Rifugio Torre di Pisa

Vista verso il Lagorai

Salendo a Cima Valbona

In vetta a Cima Valbona

Scendendo al bivio con il sentiero 22

Lungo il sentiero 22 di ritorno alla Seggiovia Oberholz

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della Seggiovia Oberholz ad Obereggen su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Santuario di Pietralba/Wallfahrtsort Maria Weißenstein (1520 m) – Dolomiti

Il Santuario di Pietralba/Wallfahrtsort Maria Weißenstein, posto a 1520 metri di quota, è situato a ridosso della zona dolomitica del Latemar in Val d’Ega/Eggental; il complesso religioso può essere raggiunto sia in macchina sia con diversi percorsi escursionistici, viene qui descritto quello che parte dal paese di Nova Ponente/Deutschnofen (QUI la “pillola” sul Santuario di Pietralba e QUI la “pillola” sul paese di Nova Ponente).

Il percorso descritto per raggiungere il Santuario alterna tratti tra pascoli e masi ad altri ripidi nel bosco, conducendo alla Cappella di San Leonardo ed al Santuario con percorso dallo sviluppo piuttosto lungo che permette di godere anche di bellissimi panorami verso diversi gruppi dolomitici.

La salita al Santuario di Pietralba comincia da Nova Ponente dal parcheggio nei pressi del locale Arche (1378 m); si seguono le indicazioni per il sentiero 2/E5 prima su asfalto tra pascoli e masi e poi su mulattiera in sterrata che conduce nel bosco.
Il tracciato prosegue in continuo saliscendi nel bosco a tratti un po’ ripido, con sviluppo piuttosto lungo ,fino a giungere al bivio col sentiero 4A per St. Leonard; si segue, quindi, il sentiero 4A su ripida mulattiera sterrata fino a giungere all’incrocio con il sentiero 4.
Seguendo in breve il sentiero 4 per St. Leonard si sale nel bosco fino alla Cappella di San Leonardo (1525 m, 1.30 ore dalla partenza). Tornati al bivio poco sotto la cappella si prosegue sul sentiero 4 verso il Santuario di Pietralba; si procede, quindi, in saliscendi nel bosco fino a giungere, in breve, al Santuario di Pietralba (1520 m, diversi posti di ristoro, 30 minuti dalla Cappella di San Leonardo, 2.00 ore dalla partenza).
Si segue adesso in discesa il sentiero 2/E5 per Nova Ponente, il tracciato scende ripidamente su mulattiera tra prati e poi nel bosco fino ad incontrare nuovamente il bivio col sentiero 4A; rimanendo sul sentiero 2/E5 si segue il percorso di salita, con numerosi saliscendi, tornando a Nova Ponente (1.30 ore dal Santuario di Pietralba, 3.30 ore totali).

Percorso: Nova Ponente – Cappella di San Leonardo – Santuario di Pietralba – Nova Ponente

Sentieri: 2/E5 – 4A – 4 – 2/E5

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.00 ore la salita; 1.30 ore la discesa, 4.30 ore totali

Quota massima: 1525 m

Difficoltà: E – escursione di moderata difficoltà tecnica ma dallo sviluppo piuttosto lungo e con presenza di diversi tratti ripidi

Data di ascesa: maggio 2020

Annotazioni: si può evitare la salita alla Cappella di San Leonardo, rimanendo sul sentiero 2/E5 anche in salita, con risparmio di circa 30 minuti di tempo.
Dal Santuario di Pietralba partono anche diversi altri itinerari come quello che porta alla Malga Bel Riposo/Schönrastalm, la Capanna Nuova/Neuhütte e la Malga Monte San Pietro/Petersberger Leger (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Esperienza di Stefano: itinerario che attraversa begli ambienti bucolici e rilassanti ma che presenta qualche tratto ripido che non deve essere sottovalutato


Cartelli alla partenza a Nova Ponente

Lungo il primo tratto su asfalto

Salendo nel primo tratto nel bosco

Bivio tra sentiero 2/E5 e sentiero 4A

Salendo verso il bivio col sentiero 4

Bivio tra sentiero 4A e 4

Salendo alla Cappella di San Leonardo

Cappella di San Leonardo

Vista su Nova Ponente dalla Cappella di San Leonardo

Vista sulle Dolomiti dalla Cappella di San Leonardo

Santuario di Pietralba

Lungo il primo tratto di discesa con vista sul Corno Bianco/Weisshorn

Lungo la discesa ripida nel bosco


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Arche a Nova Ponente su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime e sentieri delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Lago di Carezza/Karersee – Lago di Mezzo/Mittersee – Val d’Ega

La zona in alta Val d’Ega/Eggental del Passo Costalunga/Karerpass comprende il famosissimo Lago di Carezza/Karersee con l’omonimo piccolo paese e il comprensorio di sport invernali ed escursionistico Carezza Ski.

Quest’area permette innumerevoli attività estive ed invernali tra cui la possibilità di diversi percorsi invernali come quello che costeggia il Lago di Carezza, non lontano dal paese di Nova Levante/Welschnofen (QUI la “pillola” sul Lago di Carezza, QUI quella sul comprensorio Carezza Ski, QUI la “pillola” sul Passo di Costalunga e Carezza paese e QUI quella sul paese di Nova Levante).

Il giro del Lago di Carezza, che solitamente ha in inverno una traccia battuta, presenta uno sviluppo ridotto e costeggia il lago con percorso nel bosco; lungo il tracciato si possono godere bellissime viste sul lago coperto di neve e verso i gruppi del Catinaccio/Rosengarten e del Latemar.

Inoltre, chi volesse allungare il percorso può dal lago seguire il percorso numero 12 che, con salita nel bosco tracciata solo dagli escursionisti, permette di salire verso il soprastante Lago di Mezzo/Mittersee.

Il percorso intorno al Lago di Carezza comincia dal parcheggio del lago (1520 m) raggiungendo la piattaforma panoramica e seguendo il sentiero, solitamente con traccia, si segue verso destra costeggiando il lago e giungendo al bivio col sentiero 12 per il Lago di Mezzo. Continuando col percorso intorno al lago si giunge ad un altro punto panoramico prima di tornare alla piattaforma panoramica ed al parcheggio. (1.00 ore di cammino totale).

Chi volesse aggiungere la salita a piedi dal Lago di Carezza al Lago di Mezzo deve seguire il sentiero 12, con traccia battuta solo dagli escursionisti, al bivio sopracitato.
Si salem quindi, nel bosco con pendenza moderata, e qualche breve tratto un po’ più ripido, fino al Lago di Mezzo solitamente coperto di neve in inverno (1600 m, 20 minuti dal Lago di Carezza).
Dal Lago di Mezzo si torna quindi in 15 minuti circa al Lago di Carezza ove si può proseguire col giro intorno al Lago sopra descritto.

Percorso: intorno al Lago di Carezza, eventualmente con salita in aggiunta al Lago di Mezzo

Sentieri: inotrno al Lago, eventualmente con aggiunta del sentiero 12 al Lago di Mezzo

Dislivello: quasi nullo il giro intorno al lago, 100 metri in salita e discesa con deviazione al Lago di Mezzo

Tempo di percorrenza: 1.00  ora il giro intorno al Lago, 35 minuti in più se si devia al Lago di Mezzo

Quota massima: 1520 m il Lago di Carezza, 1600 metri il Lago di Mezzo

Difficoltà: EAI – escursione intorno al lago non molto difficile tecnicamente con traccia  con condizioni buone della neve e del meteo ma con possibile presenza di tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata ed esperienza. Di difficoltà media la salita eventuale al Lago di Mezzo se presente la traccia battuta dagli escursionisti, sconsigliabile la percorrenza di questa aggiunta senza traccia o con condizioni di neve non ottimali.

Data di percorrenza: dicembre 2023

Annotazioni: valutare bene le condizioni del percorso se si devia al Lago di Mezzo; è, comunque, sempre bene avere dietro ramponcini o ciaspole (a seconda delle condizioni) visto che sia il giro intorno al Lago di Carezza che la deviazione al Lago di Mezzo sono in continua ombra in inverno

Piattaforma panoramica verso il Lago di Carezza ed il gruppo del Latemar

Lungo il primo tratto del percorso intorno al lago

Deviazione eventuale al Lago di Mezzo

Lago di Mezzo innevato

Continuazione del giro intorno al Lago di Carezza una volta tornati dalla (eventuale) deviazione al Lago di Mezzo

Vista sul Lago di Carezza innevato ed il gruppo del Catinaccio

Continuando il giro intorno al Lago di Carezza

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio del Lago di Carezza su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Passo Lavazè/Lavazè Joch e Passo Oclini/Joch Grimm – Val d’Ega

Risalendo la Val d’Ega/Eggental da Bolzano/Bozen, arrivati a circa metà dello sviluppo della valle, si trova un bivio, a sinistra si segue per Nova Levante/Welschnofen, Carezza/Karer e il Passo Costalunga/Karerpass; a destra la valle conduce invece a Ega/Eggen, Nova Ponente/Deutschnofen, Obereggen  e il Passo Lavazè.

Il Passo Lavazè, ospitante anche un centro di sci di fondo, uno di skiroll ed un laghetto per pesca sportiva, è posto a 1808 metri di quota e mette in comunicazione Ega, Nova Ponente ed Obereggen nella sudtirolese Val d’Ega con la trentina Val di Fiemme raggiungendone il paese di Cavalese.
A breve distanza dal passo, sul versante trentino, si separa anche la strada per il Passo Oclini che conduce nuovamente sul confine tra Alto Adige e Trentino (QUI la “pillola” sul paese di Ega, QUI quella su Obereggen e QUI la “pillola” sul paese di Nova Ponente).

Il Passo Oclini, posto a 1989 metri di quota, è asfaltato ed aperto al traffico privato solo dal versante trentino raggiungibile dal Passo Lavazè in 4 chilometri; il versante sudtirolese presenta, invece, una mulattiera percorribile da mezzi agricoli o a piedi che scende verso la zona dei paesi di Redagno/Redein, Aldino/Aldein e Trodena nel Parco Naturale/Truden im Naturpark.

Entrambi i passi Lavazè ed Oclini ospitano diversi alberghi e ristoranti e sono posti in zona pascoliva con diverse possibilità escursionistiche; si trovano sia itinerari, adatti a famiglie, verso diverse malghe come la Malga Costa/Liegalm, la Malga Isi Hütte e la Malga Gurndinalm sia più impegnativi come la salite al Corno Bianco/Weisshorn e Corno Nero/Schwarzhorn (QUI la “pillola” su Malga Costa, QUI quella sulla gita alla Malga Isi ed alla Malga Gurndin, QUI la “pillola” sulla salita al Corno Bianco e QUI quella sull’ascesa al Corno Nero).

Tra i Passi Lavazè e Oclini è presente anche un sentiero escursionistico, di moderata lunghezza e difficoltà, che, passando per la Malga Ora/Auerlegeralm, unisce i due valichi con percorso tra boschi, radure e viste panoramiche (QUI la “pillola” su questo itinerario).

In inverno il Passo di Lavazè ospita nei suoi pressi un grande e rinomato centro di piste da sci di fondo e diversi percorsi innevati, solitamente battuti dal gatto delle nevi, come quello che conduce a Malga Ora/Auerlegeralm ed al Passo Oclini e quello che porta a Malga Costa/Liegalm (QUI la “pillola” sul percorso invernale per Malga Ora e Passo Oclini e QUI quella sul tracciato per Malga Costa).

Inoltre, nella stagione invernale al Passo Oclini è posto un piccolo ma interessante e tranquillo comprensorio sciistico e sono possibili diverse escursioni su sentieri innevati, anch’essi di solito battuti dal gatto delle nevi, come quello che porta al Rifugio Isi Hütte e la Malga Gurndinalm (QUI la “pillola” sul percorso invernale per il Rifugio Isi e la Malga Gurndin).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025

Al Passo Lavazè con vista sul Corno Bianco ed il Corno Nero

Area degli alberghi e ristoranti del Passo Lavazè, sul versante trentino, con la deviazione della strada per il Passo Oclini

Laghetto per pesca sportiva al Passo Lavazè

Deviazione per il Passo Oclini dal Passo Lavazè

Area del Passo Oclini vista dall’alto

Al Passo Oclini

Berghotel Jochgrimm

Vista sul Corno Nero

Vista sul Corno Bianco

Salendo al Corno Bianco

In cima al Corno Bianco

Salendo al Corno Nero

In cima al Corno Nero

Vista sul Corno Bianco e il Passo Oclini dal Corno Nero

Lungo il percorso per la Malga Isi

Malga Isi

Lungo il percorso per la Malga Gurndin

Malga Gurndin

Lungo il percorso escursionistico che dal Passo Lavazè porta a Malga Ora ed al Passo Oclini

Tracciato verso Malga Costa

Centro fondo del Passo Lavazè

Malga Varena posta nei pressi del centro fondo

Percorso invernale per Malga Costa

Percorso invernale per Malga Ora e Passo Oclini

Passo Oclini in inverno

Lungo il percorso verso il Rifugio Isi e la Malga Gurndinalm

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Lavazè su Google Maps

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