Rifugio Similaun Hütte (3019 m) – Alpi Venoste

Il Rifugio Similaun Hütte, posto a 3019 metri di quota, si trova nelle Alpi Venoste/Ötztaler Alpen a breve distanza dal confine tra l’Alto Adige/Südtirol in Italia e Tirol in Austria; il rifugio è situato sotto l’omonima vetta, con ghiacciaio, del Similaun ed è anche noto perché non molto lontano da esso è stato anche ritrovata la mummia di Ötzi, uomo vissuto oltre 5000 anni fa (la mummia è ora visibile al Museo Archeologico di Bolzano/Bozen) – (QUI la “pillola sul Museo Archeologico).

L’accesso al Rifugio Similaun avviene dal Lago di Vernago/Vernagt Stausee in Val Senales/Schnalstal; il percorso presenta un dislivello molto rilevante ed alcuni tratti tecnici nella parte finale di salita; lungo il percorso si godono anche belle visuali sulla Punta di Finale/Fineilspitz e dal rifugio si può osservare un panorama molto ampio fino al Gruppo dell’Ortles/Ortler e sul lato austriaco (QUI la “pillola” sul Lago di Vernago e QUI quella sulla Val Senales).

Il percorso comincia dal Lago di Vernago (1700 m); seguendo le indicazioni dl sentiero numero 2 per il Rifugio Similaun si sale su stradina asfaltata, in moderata pendenza, raggiungendo il Maso Tisa/Tisenhof (1814 m, punto di ristoro).

Seguendo sempre le indicazioni del sentiero 2 per il Rifugio Similaun si sale su traccia sassosa ed erbosa tra pascoli; si entra quindi, brevemente, in un tratto boscato per poi proseguire nuovamente tra pascoli costeggiando il torrente.
Il sentiero si inoltra nella Valle di Tisa/Tisental salendo in moderata pendenza su fondo sassoso ed erboso fino ad una selletta, superato un tratto più ripido si giunge ad un piccolo ricovero d’emergenza scavato nelle rocce.

La traccia erbosa e sassosa continua in moderata pendenza nell’ampio vallone raggiungendone la testata; piegando a destra la traccia sale a tornanti ripidamente su fondo sassoso e ghiaioso; il sentiero porta, quindi, ad un breve tratto attrezzato un po’esposto  e sale poi nuovamente, ripidamente, su fondo sassoso fino a giungere al Rifugio Similaun (3019 m, 3.15 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 2.30 ore, 5.45 ore dalla partenza).

Percorso: Lago di Vernago –  Maso Tisa –  Rifugio Similaun –  Maso Tisa – Lago di Vernago

Sentieri: 2

Dislivello:  1300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 5.45 ore (3.15 ore la salita; 2.30 ore la discesa)

Quota massima: 3019 m

Difficoltà: escursione di contenuta difficoltà tecnica fino all’inizio del tratto ripido finale che presenta, invece, diversi tratti tecnici ed anche una breve parte attrezzata un po’ esposta; necessario passo fermo ed assenza di vertigini; sviluppo di circa 12 chilometri totali

Data di ascesa: settembre 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio e le condizioni del percorso.
Volendo, dal rifugio, con ulteriori 200 metri di dislivello si può raggiungere il punto in cui è stata ritrovata la mummia dell’uomo preistorico Ötzi; nel punto si trova, tuttavia, solo una grande piramide di sassi.

Esperienza di Stefano: escursione lunga che si svolge in ambienti selvaggi e poco antropizzati; se effettuata in giornata, come ho fatto io, è bene partire presto dal Lago di Vernago; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del panorama dal rifugio.

Alla partenza al Lago di Vernago

Salendo al Maso Tisa

Maso Tisa

Primo tratto di salita nella Valle di Tisa

Ricovero di emergenza tra le rocce

Seconda parte di salita nella Valle di Tisa

Tratto finale di salita al Rifugio Similaun

Rifugio Similaun

Panorami dal rifugio

Maso Tisa visto in discesa

Lago di Vernago visto in discesa


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Lago di Vernago su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta



Rifugio Oberettes Hütte (2670 m) – Alpi Venoste

Il Rifugio Oberettes Hütte, posto a 2670 metri di quota, si trova in Valle di Mazia/Matschertal nelle Alpi Venoste/Ötztaler Alpen; il percorso per raggiungerlo parte dai Masi Glieshof al termine della strada della Val di Mazia che si diparte da Tarces/Tarsch, frazione di Malles Venosta/Mals in alta Val Venosta/Obervinschgau (QUI la “pillola” su Malles Venosta).

Il tracciato per il Rifugio Oberettes, dal lungo sviluppo e dislivello, si svolge prima in ambiente bucolico tra boschi e pascoli lungo il torrente Saldura/Saldur per poi salire al rifugio in ambiente selvaggio d’alta quota al cospetto di molte vette oltre i 3000 metri di quota.

La salita comincia dai Masi Glieshof (1824 m, parcheggio e posto di ristoro, strada a tratti stretta dal paese di Mazia); seguendo la mulattiera sterrata numero 2 per la Malga di Mazia/Matscheralm si sale con pendenza moderata nel bosco fino a giungere ad un bivio sottostante la malga.

Seguendo il sentiero 1 per il Rifugio Oberettes si procede a destra su mulattiera sterrata in lieve discesa, superato un ponte, si incontra il sentiero diretto proveniente dai Masi Glieshof (presenta alcuni saliscendi, perciò, è a mio avviso scegliere la mulattiera).

Proseguendo col percorso numero 1 per il Rifugio Oberettes si sale nel bosco su mulattiera sterrata e sassosa; usciti dal bosco la mulattiera costeggia la gola gola del Torrente Saldura fino a giungere alla teleferica del rifugio.
Continuando su sentiero sassoso e terroso si prosegue in brve, in lieve salita, fino ad un bivio con gorssa piramide di sassi; si segue quindi a detsra il sentiero numero 1 per il Rifugio Oberettes.

La traccia sassosa e terrosa sale ripidamente in tornanti (passando anche nei pressi di una cascatella); superato un tratto con gradoni la traccia prosegue verso sinistra in pendenza moderata, attraversando anche due torrentelli, e salendo poi, ancora ripidamente fino ad una selletta con grossa piramide di sassi.

Il sentiero prosegue, quindi, alternando tratti ripidi ad altri in pendenza moderata su traccia ghiaiosa e terrosa fino a giungere ad un tratto in tornanti che porta al Rifugio Oberettes (2670 m, 2.45 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 2.15 ore, 5.00 ore dalla partenza.

Percorso: Masi Glieshof – Rifugio Oberettes  –  Masi Glieshof

Sentieri: 2 – 1

Dislivello: 850 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 5.00 ore (2.45 ore la salita, 2.15 ore la discesa)

Quota massima: 2670 m

Difficoltà: E/EE – escursione che non presenta nel complesso grandi difficoltà tecniche ma con presenza di diversi tratti ripidi e fondo sassoso e con gradoni che richiedono passo fermo; sviluppo di circa 14 chilometri tra andata e ritorno

Data di ascesa: luglio 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio.
Dai Masi Glieshof è possibile seguire integralmente il sentiero 1 nel bosco che porta al bivio citato nella descrizione (questo sentiero presenta, però, diversi saliscendi ed è, quindi, meglio seguire la mulattiera numero 2).

Esperienza di Stefano: escursione molto affascinante che permette di raggiungere ambienti selvaggi e solitamente non affollati, il tracciato non è, però, da sottovalutare; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami visibili dal percorso

Masi Glieshof

Salita lungo la mulattiera 2

Malga di Mazia

Tratto verso l’incrocio col sentiero proveniente direttamente dai Masi Glieshof

Incrocio col sentiero proveniente direttamente dai Masi Glieshof

Salendo al Rifugio Oberettes nel tratto lungo la gola

Tratto ripido verso il Rifugio Oberettes

Tratto finale di salita

Rifugio Oberettes

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare i Masi Glieshof su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta



Passo di Slingia/Schlinigpass (2309 m) – Rifugio Sesvennahütte (2259 m) – Alpi Venoste

Il Passo di Slingia/Schlinigpass/S-charl Joch, situato a 2309 metri di quota ed il Rifugio Sesvennahütte, posto a 2259 metri di altezza, si trovano nell’omonimo gruppo del Sesvenna, facente parte delle Alpi Venoste/Ötztaler Alpen; viene qui descritto l’accesso classico che parte dal paesino di Slingia/Schlinig, raggiungibile da Burgusio/Burgeis in alta Val Venosta/Vinschgau (QUI la “pillola” su Malles e Burgusio e QUI quella su Slingia ed il Watles).

Il tracciato tocca, con lungo sviluppo ed alcuni tratti ripidi, ma contenuta difficoltà tecnica, dapprima la Malga di Slingia/Schlinigeralm portando poi al Rifugio Sesvenna, al Passo di Slingia e, volendo, al confine con i Grigioni/Graubunden in Svizzera.

Lungo il percorso si attraversano ambienti idilliaci con pascoli, cascate, laghetti ed aree acquitrinose; si hanno anche visuali molto belle sulle soprastanti vette del gruppo del Sesvenna e delle Alpi Venoste.

Il percorso comincia da Slingia (1730 m), seguendo il sentiero numero 1 si sale in leggera pendenza su stradina asfaltata tra pascoli con Via Crucis ed alcune cappellette; proseguendo su stradina sterrata si raggiunge, quindi, la Malga di Slingia (1868 m, posto di ristoro, 45 minuti dalla partenza).

Seguendo sempre il percorso numero 1 si sale su mulattiera sterrata in moderata pendenza fino ad una baita; da qui si può scegliere se continuare la salita dritti sulla mulattiera o a destra su sentiero (io ho scelto la mulattiera in salita ed il sentiero in discesa).
Continuando sulla mulattiera sterrata e sassosa si sale quindi, ripidamente, ai pressi di una cascata e poi all’incrocio col sentiero prima menzionato; salendo ancora ripidamente su mulattiera si giunge quindi ad una sella con crocefissi.
La mulattiera sale ora con pendenza moderata raggiungendo un laghetto con vecchio rifugio dal quale, in breve, si giunge al Rifugio Sesvenna (2259 m, 1.15 ore dalla Malga di Slingia, 2.00 ore dalla partenza).

Dal rifugio si segue il sentiero 18 verso il Passo di Slingia/Schlinigpass; salendo su mulattiera sassosa in moderata pendenza si ignorano diversi bivi e transitando nei pressi del Biotopo Uinamoos si giunge al Passo di Slingia (2309 m, nessun cartello, si nota che si è al passo perché il sentiero continua poi in lieve discesa, 20 munti dal Rifugio Sesvenna, 2.20 ore dalla partenza).

Volendo è possibile continuare in lieve discesa fino al confine tra Italia e Svizzera (2295 m, cippo, 10 minuti dal Passo di Slingia, 2.30 ore dalla partenza).

Ritorno per lo stesso percorso con lieve risalita al Passo di Slingia (se si è raggiunto il confine di stato); in discesa è poi possibile se scendere integralmente per la mulattiera o prendere il sentiero che ne taglia un tratto.

La discesa complessiva impegna per 2.00 ore, 4.30 ore dalla partenza.

Percorso: Slingia – Malga di Slingia – Rifugio Sesvenna –  Passo di Slingia – confine di stato –  Passo di Slingia – Rifugio Sesvenna – Malga di Slingia – Slingia

Sentieri: 1 – 18

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.30 ore totali (2.30 ore la salita, 2.00 ore la discesa)

Quota massima: 2309 m

Difficoltà: E itinerario che presenta difficoltà tecnica contenuta (presenza, comunque, di alcuni tratti ripidi) ma con sviluppo totale lungo sviluppo totale lungo di circa 17 chilometri

Data di percorrenza: luglio 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura di malga e rifugio; da Slingia è possibile intraprendere anche altre escursioni come l’ascesa al Piz Rims e Piz Cristanas (sempre passando per il Rifugio Sesvenna) o la salita al Monterodes (QUI la “pillola” sul percorso a Piz Rims e Piz Cristanas e QUI quella sull’itinerario al Monterodes).

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi ambienti e panorami visibili lungo il percorso.
Io ho percorso integralmente la mulattiera in salita (potendo così passare vicino anche alla cascata) ed il tratto di sentiero in discesa (opzione un po’ più rapida).
Fare attenzione in caso di giornate molto calde e soleggiate in quanto il lungo percorso è quasi tutto esposto al Sole

A Slingia

Salendo alla Malga di Slingia

Malga di Slingia

Primo tratto di salita dopo la Malga di Slingia

Bivio tra mulattiera e sentiero

Salita su mulattiera nel tratto verso la cascata

Ricongiungimento tra sentiero e mulattiera

Tratto finale di salita verso il Rifugio Sesvenna

Rifugio Sesvenna

Salendo al Passo di Slingia

Passo di Slingia

Tratto verso il confine con la Svizzera

Confine con i Grigioni in Svizzera

In discesa sul sentiero che taglia un tratto della mulattiera come descritto nel testo

Cliccare sull’immagine per visualizzare Slingia su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

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Waalweg/Rogge di Laces/Latsch – Ferrata Tiss-Poppele – Alpi Venoste

I Waalweg della Val Venosta/Vinschgau sono antiche rogge, cioè canali irrigui, ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua molto preziosa soprattutto in questa zona caratterizzata da precipitazioni relativamente scarse.

Anche l’area del paese di Laces/Latsch, ospita dei sentieri Waalweg; viene qui descritto un percorso dallo sviluppo e dislivello moderati che permette di visitare parte dei Waalweg di Laces (con anche bellissime vedute panoramiche) oltre che percorrere la recente ferrata Tiss-Poppele aperta nel 2019 (QUI la “pillola” su Laces).

La via ferrata, che devia dal percorso Waalweg (e che, volendo può essere evitata) presenta una difficoltà moderata per esperti di questo genere di percorsi; va, comunque, tenuto conto della presenza di alcuni tratti esposti.

Il percorso comincia dai pressi della stazione a valle della funivia San Martino al Monte/St. Martin am Kofel di Laces (630 m), seguendo il sentiero 7 verso San Martino al Monte si oltrepassa un ponte sull’Adige e si attraversa (con cautela) la strada della Val Venosta.
Si sale, quindi, brevemente con scalini di legno fino a giungere all’intersezione con il Waalweg; seguendo a sinistra il sentiero 3 verso Tiss si procede nel rado bosco in leggera salita lungo la roggia (attenzione ad alcuni passaggi un po’ stretti).

Ignorati alcuni bivi si giunge ad una breve stradina asfaltata ed al grande masso erratico con scritta “Poppele Knott”; procedendo poco oltre si giunge al bivio per la ferrata Tiss (680 m, 45 minuti dalla partenza).

Si segue, quindi, a destra per la ferrata salendo su sentiero nel bosco in breve, ma molto ripidamente, fino all’attacco della via ferrata.
Si sale, seguendo sempre le nuove attrezzature, dapprima con gradoni a tratti su roccette verso destra (attenzione ad alcuni cactus posti nei pressi del tracciato); si sale un tratto un poì più verticale e si giunge ad un ponticello tibetano e successivo spigolo con alcune staffe (punto più impegnativo ed esposto della ferrata).

Proseguendo sempre a mezzacosta si procede alternando tratti in moderata pendenza a salitini rocciosi fino ad aggirare un caratteristico spigolo; risalendo alcune staffe si giunge ad un ponte sospeso, superato il ponte si aggira con staffe un altro spigolo (tratto piuttosto esposto).
Si sale, quindi, una paretina con staffe (atttenzione se bagnata) e poi si traversa a mezzacosta verso sinistra e poi, con saltini rocciosi e tratti in traverso con staffe, nuovamente verso destra; si giunge, infine, ad una paretina (a tratti bagnata) che porta alla fine della ferrata su un pulpito panoramico (846 m, 30 minuti dall’attacco della ferrata, 1.15 ore dalla partenza).

Si scende adesso verso sinistra sul sentiero 5A che scende in moderata pendenza, con qualche tratto più ripido, su fondo erboso e sassoso; raggiunto un punto con cartelli si continua in discesa, si supera un breve tratto con cavo scorrimano, e si torna piuttosto ripidamente al bivio posto poco prima dell’attacco della ferrata.

Seguendo la via di andata lungo il Waalweg si torna, quindi, a Laces (1.00 ora dal termine dalla ferrata, 2.15 ore dalla partenza).

Percorso: Laces – Waalweg di Laces – Ferrata Tiss-Poppele – Waalweg di Laces – Laces

Sentieri: 7 – 3 – Ferrata Tiss-Poppele – 5A – 3 – 7  

Dislivello: 200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.15 ore totali

Quota massima: 846 m

Difficoltà: E il Waalweg – EEA la via ferrata Tiss-Poppele: itinerario che presenta difficoltà tecnica contenuta lungo i Waalweg (attenzione ad alcuni tratti un po’ stretti); la via ferrata è di difficoltà moderata per esperti di questi percorsi ma presenta alcuni tratti esposti, necessari kit da ferrata e casco; sviluppo totale del percorso di circa 5 chilometri tra andata e ritorno

Data di percorrenza: aprile 2024

Annotazioni: è bene evitare di percorrere il tracciato con fondo bagnato o ghiacciato; le rogge sono in autunno ed inverno senza acqua, solitamente sono, invece, funizionanti tra la tarda primavera e l’estate.
Naturalmente, volendo, è possibile percorrere solo il tratto lungo il Waalweg senza percorrere la via ferrata; è, inoltre, possibile allungare a piacimento nei due sensi il percorso del Waalweg (il tracciato completo del Waalweg di Laces, di 8 chilometri solo andata corre da Coldrano/Goldrain a Castelbello/Kastelbell)

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario ad inizio primavera appena aperta l’acqua lungo i Waalweg (in estate fare attenzione al caldo potenzialmente molto elevato in diverse giornate); è bene, inoltre, scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili da diversi punti del percorso

Adige a Laces

Salendo sul sentiero 7 verso il bivio col sentiero 3

Bivio col sentiero 3 lungo il Waalweg

Lungo il sentiero 3 del Waalweg

Masso erratico Poppele-Knott

Salendo all’attacco della ferrata

Lungo la via ferrata Tiss-Poppele

Pulpito panoramico al termine della ferrata

Discesa lungo il sentiero 5A


Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della funivia San Martino in Monte a Laces su Google Maps


DISCLAIMER
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Malga di Slingia/Schlinigeralm – Malga Innerealm – Val Venosta

La Malga di Slingia/Schlingeralm, posta a 1868 metri di altezza, e la Malga Innerealm, situata a 1923 metri di quota, si trovano nelle Alpi Venoste/Vinschgauer Alpen nel sottogruppo del Sesvenna; le malghe sono raggiungibili dal paese di Slingia/Schlinig, posto nell’omonima valletta che si diparte dall’alta Val Venosta/Vinschgau all’altezza del paese di Burgusio/Burgeis (QUI la “pillola”  su Slingia ed il vicino comprensorio del Watles e QUI quella sui paesi di Burgusio e Malles Venosta/Mals).

Il percorso per la Malga di Slingia è di difficoltà contenuta con buone condizioni e si svolge su traccia battuta; il proseguimento per la Malga Inneralm (senza posto di ristoro) presenta traccia battuta solo dagli escursionisti.
Lungo il tracciato si hanno anche bellissime visuali su diverse imponenti vette circostanti e si può godere di magnifici ambienti invernali nel largo vallone che si risale; nel primo tratto di percorso si costeggiano anche le piste di sci di fondo della zona.

Il percorso comincia da Slingia (1738 m), seguendo le indicazioni del sentiero 1 per la Malga di Slingia ed il Rifugio Sesvenna si sale con pendenza moderata, su traccia innevata battuta dal gatto delle nevi,  costeggiando ed incrociando diverse volte le piste da sci di fondo.
Superato un tratto in leggeri saliscendi si raggiunge, con un breve tratto un po’ più ripido, la Malga Schlinigeralm (1868 m, posto di ristoro, 50 minuti dalla partenza).

Se le condizioni lo consentono, seguendo la traccia (se presente) battuta solo dagli escursionisti si segue verso il Rifugio Sesvenna con media pendenza; si supera, quindi, un ponticello e, con breve tratto più ripido, si raggiunge la Malga Innerealm nei pressi della teleferica del Rifugio Sesvenna (1923 m, chiusa, 25 minuti dalla Malga di Slingia, 1.15 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.00 ora, 2.15 ore dalla partenza.

Percorso: Slingia – Malga di Slingia – Malga Innerealm – Malga di Slingia – Rifugio Sesvenna

Sentieri: percorso invernale che ricalca in parte il sentiero estivo 1

Dislivello: 200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.15 ore totali

Quota massima: 1923 m

Difficoltà: EAI – escursione, con buone condizioni della neve e meteorologiche, dalla difficoltà tecnica moderata fino alla Malga di Slingia; il proseguimento alla Malga Innerealm è battuto solo dagli escursionisti e richiede la giusta esperienza e condizioni.
Sviluppo totale di 6 chilometri circa, in base alle condizioni della traccia, è necessaria la relativa attrezzatura (ramponcini e/o ciaspole)

Data di percorrenza: marzo 2024

Annotazioni: è bene controllare il periodo di apertura della Malga di Slingia e le condizioni di battutura del percorso. Naturalmente è possibile fermarsi alla Malga di Slingia senza proseguire alla Malga Innerealm, risparmiando 2 chilometri di sviluppo tra andata e ritorno ed evitando il tratto più impegnativo tecnicamente

Alla partenza al termine della strada al paese di Slingia

Salendo alla Malga di Slingia incrociando diverse volte le piste da sci di fondo

Malga di Slingia

Salendo alla Malga Innerealm

Malga Innerealm

Panorami dalla malga

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare Slingia su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Castello Monte di Silandro/Schloss Schlandersberg (1063 m) – Chiesa Sant’Egidio – Rogge Ilswaal – Alpi Venoste

Il Castello Monte di Silandro/Schloss Schalndersberg, posto a 1063 metri di quota nelle Alpi Vensote, è raggiungibile tramite diversi accessi dal sottostante paese di Silandro/Schlanders in media Val Venosta/Vinschgau; viene qui descritto un percorso ad anello che tocca prima la rocca (privata) e poi i Waalweg (rogge) Ils e la Chiesa di Sant’Egidio/St. Ägidius (QUI la “pillola” sul paese di Silandro).

Il percorso, che offre anche belle vedute panoramiche sulla sottostante Val Venosta e le vette circostanti, presenta dislivello e sviluppo moderati ma con presenza di alcuni tratti ripidi ed altri un po’ esposti; il tracciato tocca anche diversi tipi di ambienti con zone aperte aride, boschi e le antiche rogge irrigue ancora, tutt’oggi, funzionanti in alcuni periodi dell’anno.

Il percorso comincia dal centro di Silandro (718 m) seguendo le indicazioni per il sentiero numero 7 verso il Castello Monte di Silandro/Schlandersberg.
Il sentiero procede dapprima su asfalto tra case e poi su mulattiera ghiaiosa, ignorato il bivio per la Passeggiata Sonnpromenade, si oltrepassa un ponte giungendo ad altri bivi; seguendo sempre il sentiero 7 si sale su traccia ghiaiosa piuttosto ripida nel bosco.

La traccia sassosa e ghiaiosa, con anche diversi gradoni, sale, quindi, ripidamente in spazi aperti con bella vista sul sottostante paese di Silandro; raggiunto un tratto con pendenza moderata la traccia erbosa e sassosa porta al Castello Monte di Silandro (1063 m, struttura privata, 1.15 ore dalla partenza).

Seguendo le indicazioni del sentiero numero 5 per le Rogge Ilswaal si scende su traccia sassosa e terrosa nel bosco il sentiero percorre, quindi, diversi tratti a mezzacosta con alcuni ponti e dei punti un po’ esposti incontrando le prime rogge.

Ignorato il bivio col sentiero 3 si rimane sul sentiero 5 costeggiando alcune rogge verso Corzes/Kortsch; in breve si raggiunge un ulteriore bivio al quale si segue il sentiero 6 verso St. Georg; la traccia sale in moderata pendenza nel bosco con alcuni punti panoramici sulla sottostante frazione di Corzes.
Seguendo le indicazione per la Chiesa di Sant’Egidio/St. Ägidius si giunge in breve, all’antica chiesa (883 m, 1.00 ora dal Castello Monte di Silandro, 2.15 ore dalla partenza).

Dalla chiesa si seguono le indicazioni per il sentiero 5 verso l’Ilswaal; la traccia ghiaiosa e terrosa scende dapprima in mezzacosta in lieve pendenza, con qualche tratto un po’esposto, per poi scendere in pendenza moderata lungo le rogge nel bosco.

Giunti ad un successivo bivio si segue il sentiero numero 2 verso Silandro; la traccia sassosa e terrosa scende nel bosco fino a raggiungere il Castello di Silandro/Schlandersburg (sede di uffici provinciali e con una piccola mostra, da non confondere con il Castello Monte di Silandro/Schlandersberg toccato nel primo tratto dell’escursione).
Dal Castello di Silandro si torna, quindi, in breve lungo le strade del paese, al centro di Silandro (45 minuti dalla Chiesa di Sant’Egidio, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: Silandro – Castello Monte di Silandro – Chiesa di Sant’Egidio – Rogge Ilswaal – Castello di Silandro – Silandro

Sentieri: 7 – 5 – 6 – Ilswaal – 2

Dislivello: 400 metri in salita e discesa considerati i diversi saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.00 ore totali

Quota massima: 1063 m

Difficoltà: E/EE – itinerario che presenta complessivamente difficoltà tecnica moderata ma con alcuni tratti ripidi e una breve parte un po’ esposta; sviluppo totale di circa 6 chilometri

Data di percorrenza: ottobre 2022

Annotazioni: è bene evitare di percorrere il tracciato con fondo bagnato o ghiacciato e fare attenzione ai numerosi bivi presenti e, in autunno, alle foglie presenti sul fondo del tracciato; le rogge sono in autunno ed inverno senza acqua, solitamente sono, invece, funizionanti tra la tarda primavera e l’estate

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario con colori autunnali, il tracciato è, comunque, bello, anche in primavera (in estate fare attenzione al caldo potenzialmente elevato in alcune giornate); è bene, inoltre, scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili da diversi punti del percorso

Lungo il primo tratto di percorso

Salendo più ripidamente verso il Castello Monte di Silandro

In arrivo al Castello Monte di Silandro

Al Castello Monte di Silandro

Scendendo sul sentiero 5

Lungo il sentiero 6

Chiesa di Sant’Egidio

Lungo il tratto sulle Rogge Ilswaal

Scendendo sul sentiero 2

Castello di Silandro

Cliccare sull’immagine per visualizzare Silandro su Google Maps


DISCLAIMER
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Äusserer Nockenkopf (2768 m) – Alpi Venoste

L’Äusserer Nockenkopf, vetta posta a 2768 metri di quota, è situata nelle Alpi Venoste nel gruppo del Sesvenna in alta Val Venosta/Vinschgau; la cima, da cui si gode un panorama ampio su molte vette circostanti, è posta sul confine tra Alto Adige/Südtirol in Italia e Grigioni/Graubunden in Svizzera in un contesto selvaggio e poco frequentato e, quindi, molto caratteristico.

Il percorso per la vetta parte dalla Val Roja/Rojental raggiungibile da Resia/Reschen; il tracciato, che presenta alcuni tratti ripidi ed un dislivello relativamente elevato, attraversa prima zone boschive e poi spazi aperti fino alla Focrella di Fuori/Aussere Scharte dalla quale si giunge, quindi, in vetta tramite la cresta finale (QUI la “pillola” su Resia e Curon Venosta).

La salita comincia dal parcheggio posto poco prima delle case di Rojen/Roia (1935 m, strada asfaltata da Resia, parcheggio al tornante prima delle case), seguendo la stradina asfaltata si giuge, quindi, in pochi minuti al piccolo centro abitato (1973 m).

Dalle case di Roia si segue inizialmente il sentiero 10-13 salendo tra staccionate con percorso con ripidi gradoni; in breve si raggiunge un bivio al quale si segue a destra il sentiero 10 verso la Reschen Hoheweg e l’Äusserer Nockenkopf.
Si procede in moderata salita su traccia erbosa e terrosa nel bosco, attraversato un ponte si sale più ripidamente raggiungendo due baite con crocefisso; proseguendo su terreno via via più aperto si sale su traccia terrosa ed erbosa raggiungendo un successivo bivio.

Rimanendo sul sentiero 10 si sale su traccia in tornanti, piuttosto ripida, fino a giungere ad un grande crocefisso con panca; continuando in leggero saliscendi si giunge ad un bivio al quale si segue a sinistra il sentiero 7 verso l’Äusserer Nockenkopf.

La traccia erbosa e terrosa sale, alternando tratti in moderata pendenza ad altri più ripidi, fino ad un piccolo laghetto formato dal torrente; la traccia sassosa e terrosa sale quindi, in breve ma ripidamente, fino ai pressi della Forcella di Fuori/Aussere Scharte (2636 m).

Dai pressi della forcella si segue la traccia sassosa e terrosa che porta verso destra lungo la cresta finale, che presenta diversi tratti ripidi e un po’ esposti; la cresta porta, quindi, alla vetta dell’Äusserer Nockenkopf (2768 m, grosso ometto, 2.30 ore dalla partenza).

Dalla vetta è possibile, deviando a destra con percorso breve ma su traccia sassosa e ghiaiosa un po’ esposta, raggiungere in discesa anche l’anticima con grande croce e bella vista sul Lago di Resia/Reschensee (2744 m, croce, 5 minuti dalla vetta, 2.35 ore dalla partenza).

Si torna, quindi, in breve risalita alla cima e poi a Rojen/Roia per la via di salita (2.10 ore dall’anticima, 4.45 ore dalla partenza).

Percorso: parcheggio sotto le case di Roia – Roia – Forcella di Fuori – Äusserer Nockenkopf – Forcella di Fuori – Roia – parcheggio sotto le case di Roia

Sentieri: 10/13 – 10 – 7 – 10 – 10/13

Dislivello: 900 metri in salita e discesa considerati i saliscendi tra cima ed anticima

Tempo di percorrenza: 4.45 ore totali

Quota massima: 2768 m

Difficoltà: E/EE – itinerario complessivamente di moderata difficoltà tecnica ma con presenza di alcuni tratti relativamente ripidi e con cresta finale con alcune parti un po’ esposte ed in cui è necessario passo fermo, sviluppo totale di circa 10 chilometri.

Data di ascesa: ottobre 2023

Annotazioni: a Roia è presente un ristorante, è bene informarsi sui periodi di apertura se si volesse usarlo con punto di appoggio.
Dall’area di Roia partono anche diversi altri percorsi e salite a cime, come, ad esempio, la vetta Vallungspitze (QUI la “pillola” su questo itinerario).

Esperienza di Stefano: io ho percorso l’escursione in autunno con clima ancora piuttosto mite per il periodo e senza neve (seppur con pascoli in vesta ormai “secca”); in altri anni, ad ottobre, il percorso potrebbe risultare già in parte innevato; è, inoltre, bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere al meglio dell’amplissimo panorama e per sicurezza lungo i tratti su ampi spazi aperti.

A Roia

Primo tratto con gradoni

Vista su Roia

Lungo il primo tratto del sentiero 10

Baite con crocefisso

Tratto verso il grande crocefisso con panche

Crocefisso con panca

Vista sul Lago di Resia

Breve tratto in saliscendi

Bivio per la vetta

Salendo verso i pressi della Forcella di Fuori

Cresta finale

Vista sul versante svizzero

Lungo la cresta finale

In vetta all’Äusserer Nockenkopf

Panorami di vetta

Zoom sul Piz Sesvenna

Zoom sul gruppo dell’Ortles/Ortler

Tratto verso l’anticima

Anticima dell’Äusserer Nockenkopf

Vista sul Lago di Resia

Zoom sul gruppo della Palla Bianca/Weisskugel

Cartina del percorso

Cliccare sull’immagine per visualizzare Roja su Google Maps (il parcheggio escursionistico si trova al tornante prima di arrivare alle case di Roja)


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta



Baita Lazaun (2427 m) – Alpi Venoste – Val Senales

La Baita Lazaun/Lazaunhütte, posta a 2427 metri di quota, è situata in Val Senales/Schnalstal nelle Alpi Venoste al cospetto di diverse vette di oltre 3000 metri di quota nell’area della Palla Bianca/Weißkugel e del Similaun (QUI la “pillola” sulla Val Senales).

La baita è raggiungibile da Maso Corto/Kurzras, al termine della strada asfaltata della Val Senales, nell’area degli impianti di risalita Alpin Arena Senales (che ospitano anche l’omonima cabinovia Lazaun che porta anch’essa alla baita), (QUI la “pillola” sugli impianti Alpin Arena Senales).

Il percorso ad anello qui descritto, con tracciato di lunghezza e dislivello moderati,  permette, invece, di giungere a piedi alla baita attraversando ambienti boscosi, pascolivi, Waalweg (antichi canali irrigui) ed aree più selvagge.

La salita comincia da Maso Corto al termine della strada della Val Senales (2011 m), ci si porta nella parte alta del piccolo borgo e segue il sentiero 1 per il Bildstöckljoch; su traccia sassosa e terrosa si sale con pendenza moderata tra pascoli e rado bosco giungendo ad un cancello.
Il sentiero conduce, quindi, in breve al Waalweg (antico canale irriguo artificiale) e sale, con pendenza moderata, con fondo erboso e sassoso a delle panche; continuando la salita si ignora il bivio del sentiero 3, si superano due ponticelli e, con un tratto un po’ più ripido, si giunge ad un ulteriore bivio.
Lasciando il sentiero 1 si segue a sinistra il sentiero 11A per la Baita Lazaun; procedendo in leggeri saliscendi si oltrepassa un ponte ed un cancello e si sale con pendenza moderata, su traccia sassosa ed erbosa, giungendo ad un ponticello ed all’area acquitrinosa Lazauner Moose con un laghetto nei pressi.
Dal laghetto si procede in saliscendi raggiungendo, in breve la Baita Lazaun (2427, rifugio, stazione a monte cabinovia Lazaun, 1.45 ore dalla partenza).

Dalla baita si segue, quindi, il sentiero 11 per Maso Corto/Kurzras scendendo su traccia terrosa ed erbosa; la discesa prosegue poi alternando tratti in moderata pendenza ad altri più ripidi entrando nel bosco; la traccia porta poi ad uscire dal bosco giungendo nei pressi della stazione a valle della cabinovia Lazaun dalla quale, in breve, si torna a Maso Corto (1.00 ora dalla Baita Lazaun, 2.45 ore dalla partenza).

Percorso: Maso Corto – Lazauner Moose – Baita Lazaun – Maso Corto

Sentieri: 1 – 11A – 11

Dislivello: 450 metri in salita e discesa considerati anche i leggeri saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.45 ore totali (1.45 ore la salita, 1.00 ora la discesa)

Quota massima: 2427 m

Difficoltà: E –  percorso di difficoltà tecnica moderata con qualche tratto un po’ ripido; sviluppo di 6,5 chilometri

Data di ascesa: luglio 2023

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della baita e della cabinovia, se si volesse utilizzarla in salita o discesa

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ambienti e panorami magnifici; l’escursione, vista la sua lunghezza relativamente contenuta, può anche essere effettuata in mezza giornata

Maso Corto

Salendo da Maso Corto nel primo tratto

Tratto lungo i Waalweg

Salendo al bivio tra sentiero 1 e 11A

Bivio tra sentiero 1 e 11A

Tratto verso l’area Lazauner Moose

Area acquitrinosa Lazauner Moose

Tratto finale verso la Baita Lazaun

Alla Baita Lazaun con stazione a monte dell’omonima cabinovia

Scendendo a Maso Corto sul sentiero 11


Cliccare sull’immagine per visualizzare Maso Corto in Val Senales su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Waalweg/Rogge di Ciardes/Tschars e Castel Juval – Alpi Venoste

I Waalweg della Val Venosta/Vinschgau sono antiche rogge, cioè canali irrigui, ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua molto preziosa soprattutto in questa zona caratterizzata da precipitazioni relativamente scarse.

Anche l’area del paese di Ciardes/Tschars, situato nei pressi di Castelbello/Kastelbell, ospita dei sentieri Waalweg; viene qui descritto un percorso ad anello, dallo sviluppo di 13 chilometri totali e dal dislivello moderato, che permette di visitare i Waalweg di Ciardes (con anche bellissime vedute panoramiche) oltre che altri punti di interesse quali Castel Kasten e le grande Castel Juval (QUI la “pillola” su Ciardes e Castelbello).

Castel Juval è anche inserito nel circuito dei musei di montagna “Messner Mountain Museum”, curati Reinhold Messner, ed ospita diversi cimeli di culti religiosi tibetani ed asiatici di montagna; nel museo sono visibili anche molti oggetti usati Reinhold Messner durante le sue spedizioni essendo Castel Juval residenza del grande alpinista per diversi mesi all’anno (QUI la “pillola” su Castel Juval).

Il percorso comincia dal centro di Ciardes (650 m) seguendo il sentiero 2 per il Trumsberg; salendo tra le case del paese si prosegue in salita un po’ ripida passando su fondo erboso tra coltivazioni fino ad incrociare il sentiero 3 del Waalweg.
Si segue a sinistra il sentiero 3 per Castelbello/Kastelbell procedendo in saliscendi nel bosco sui Waalweg fino a giungere all’icrocio col sentiero 1B.
Si segue, quindi, il sentiero 1B in discesa verso Colsano/Galsaun scendendo nel bosco e poi su mulattiera fino a giungere, in breve, a Castel Kasten (600 m, privato, 45 minuti dalla partenza).

Ritornati in salita sul sentiero 3 si segue a ritroso il sentiero dei Waalweg fino al bivio col sentiero 2; si rimane sul sentiero 3 proseguendo verso Castel Juval; si prosegue, quindi, tra bosco e poi in breve su asfalto rimanendo ai vari bivi sul sentiero 3.
Seguendo sempre per Castel Juval si ritorvano i Waalweg prosegeundo dapprima nel bosco e poi in terreno aperto più ripido con ampie viste sulla Val Venosta fino a giunger al posto di ristoro Sonnenhof (1,15 ore da Castel Kasten, 2.00 ore dalla partenza).
Si segue adesso il sentiero 1 per Castel Juval, il sentiero sale un po’ ripidamente nel bosco fino a raggiungere, in breve, Castel Juval (950 m, museo, punti di ristoro, 15 minuti dal Sonnenhof, 2.15 ore dalla partenza).

Si torna in breve al Sonnenhof e si segue il sentiero 1 per Stava/Staben, si scende un po’ ripidamente tra bosco e terreni più aperti ignorando il bivio il bivio per il sentiero 1C e raggiungendo il bivio per Ciardes/Tschars e gli Stabner Waalweg.
Si seguono gli Stabner Waalweg verso Ciardes nel bosco con qualche tratto un po’ stretto fino a giungere in terreno più aperto in breve risalita tra coltivazioni.
Si giunge, quindi, all’hotel-ristorante Himmelreich e si torna poi su asfalto, in breve, a Ciardes/Tschars (1.30 ore da Castel Juval, 3.45 ore dalla partenza).

Percorso: Ciardes – Waalweg – Castel Kasten – Waalweg – Sonnenhof – Castel Juval – Sonnenhof – Stabner Waalweg – Hotel ristorante Himmelreich – Ciardes

Sentieri: 2 – 3 – 1B – 3 – 1 – Stabner Waalweg

Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerati i tanti saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.45 ore totali

Quota massima: 950 m

Difficoltà: E –  percorso non molto difficile tecnicamente ma che presenta alcuni  tratti un po’ ripidi ed altri un po’ stretti (sconsigliabili con fondo bagnato); 13 chilometri circa di sviluppo totali

Data di percorrenza: maggio 2023

Annotazioni: il percorso ad anello può essere percorso in entrambi i sensi; è possibile, inoltre, abbreviare il percorso non andando verso Colsano e Castel Kasten e seguendo alla partenza direttamente i Waalweg verso Castel Juval. Prestare attenzione ai molti bivi lungo il percorso; se si decide di visitare Castel Juval è bene controllare i periodi di apertura come anche quelli dei diversi punti di ristoro se si volesse pranzare in uno di essi

Esperienza di Stefano: io ho trovato le rogge dei Waalweg asciutte ma, solitamente, in primavera ed estate sono ancora funzionanti Sconsiglio la percorrenza con tracciato bagnato nei tratti ripidi o stretti; è, bene, inoltre scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bellissimi panorami verso la Val Venosta

Primo tratto salendo da Ciardes

Bivio per i Waalweg

Lungo i Waalweg verso Colsano

Castel Kasten

Io e Arianna di https://www.camminiamoyoga.com/

Vista su Ciardes andando verso i Waalweg verso Castel Juval

Waalweg verso Castel Juval

Al punto di ristoro Sonnenhof

Vista sulla Val Venosta salendo a Castel Juval

Castel Juval (foto possibili solo all’aperto)

Scendendo verso l’imbocco degli Stabner Waalweg

Sugli Stabner Waalweg

Tornando verso Ciardes

Cliccare sull’immagine per visualizzare Ciardes su Google Maps

DISCLAIMER
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Vallungspitz (2643 m) – Alpi Venoste

La Vallungspitz, vetta di 2643 metri di altezza, è posta nelle Alpi Venoste nel gruppo del Sesvenna in alta Val Venosta/Vinschgau; la cima, da cui si gode un panorama ampio su molte vette circostanti, è posta in un contesto selvaggio e poco frequentato e, quindi, molto caratteristico.

La vetta presenta diverse possibilità di accesso, viene qui descritta la salita dalla Val Roja/Rojental raggiungibile da Resia/Reschen; il percorso, ad anello, presenta un lungo sviluppo ed un dislivello relativamente elevato ed attraversa prima zone pascolive e poi più aspre attraversando anche diversi tratti ripidi (QUI la “pillola” su Resia e Curon Venosta).

La salita comincia dal parcheggio posto poco prima delle case di Roja (1935 m, strada asfaltata da Resia, parcheggio al tornante prima delle case); i si segue la mulattiera numero 6, con indicazioni Fallungspitz, salendo in leggera pendenza fino ad un gruppo di baite.
Si segue adesso a destra il sentiero 6A per la Fallungspitz, si sale tra pascoli su traccia erbosa, attenzione a non perdere il sentiero, fino ad entrare in un valloncello che si risale su traccia sassosa e terrosa, con alcuni tratti ripidi, attraversando alcune volte il torrente.
Usciti dal valloncello si sale nuovamente tra pascoli in leggera pendenza fino ad un bivio con indicazioni su un sasso; si segue dritti sul sentiero 2A con traccia terrosa e sassosa che porta, con alcuni tratti ripidi, al Passo di Vallunga/Schartl (2619 m, 2.15 ore dalla partenza).

Dal Passo di Vallunga si segue il sentiero 2 a sinistra sull’evidente cresta verso la cima, si risale su traccia sassosa una prima elevazione, si continua poi in saliscendi su traccia erbosa per poi salire, infine, ripidamente su traccia sassosa alla vetta della Vallungspitz (2643, croce, 15 minuti dal Passo di Vallunga, 2.30 ore dalla partenza).

Si torna al Passo di Vallunga e si segue il sentiero 2 sul versante opposto da quello da cui si era saliti al passo; la traccia scende in pendenza leggera tra pascoli risalendo in breve ad una sella e poi traversando, su fondo terroso ed erboso, lungamente a mezzacosta fino a scendere, facendo attenzione a non perdere il sentiero, poi al ricovero per animali Grunbodenhütte (2465 m, 45 minuti dalla cima, 3.15 ore dalla partenza).

Dal Grunbodenhütte si scende su mulattiera inizialmente con numero 2, indicazioni Roja,  fino ad un vicino bivio; si segue poi la mulattiera numero 6 con indicazioni Fallunghütte e Reschen.
La mulattiera scende molto lungamente in moderata pendenza, ignorando diversi bivi, fino alla baita Fallunghütte (non gestita); continuando sulla mulattiera si torna al gruppo di baite incontrato all’andata.
Volendo si può, adesso, seguire il sentiero 8A con indicazioni Rojer Runde salendo su sentiero terroso e ghiaioso nel bosco, in pendenza moderata e poi in saliscendi, fino al Rifugio Rojen Skihütte (2000 m, 2.00 ore dal Grunbodenhütte, 5.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Rojen Skihütte si segue la mulattiera sassosa che riporta in discesa, in breve, al parcheggio (15 minuti dal Rifugio Rojen Skihütte, 5.30 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio sotto le case di Roja – Passo di Vallunga/Schartl – Vallungspitz – Grunbodenhütte –  Fallunghütte – Rifugio Rojen Skihütte – parcheggio sotto le case di Roja

Sentieri: 6 – 6A – 2A – 2 – 6 – 8A

Dislivello: 800 metri in salita e discesa considerati anche i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.15 ore 

Quota massima: 2643 m

Difficoltà: EE –  percorso che presenta diversi tratti ripidi su sentiero terroso e qualche passaggio più tecnico lungo la cresta finale, sviluppo totale di oltre 13 chilometri

Data di ascesa: settembre 2022

Annotazioni: tornati al gruppo di baite alla fine della discesa dalla mulattiera si può, naturalmente, omettere la deviazione al Rifugio Rojen Skihütte e tornare al parcheggio sulla mulattiera dell’andata.
Dall’area di Roia partono anche diversi altri percorsi e salite a cime, come, ad esempio, la vetta dell’Äusserer Nockenkopf (QUI la “pillola” su questo itinerario).

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere del bel panorama dalla vetta e per non avere problemi di orientamento nei tratti tra pascoli; pur non essendo il percorso molto difficile è bene fare attenzione ai diversi tratti un po’scivolosi soprattutto dopo periodi piovosi

Primo tratto su mulattiera verso il gruppo di baite

Salendo tra pascoli e valloncello sul sentiero 6A

Salendo sul sentiero 2A al Passo di Vallunga

Cresta verso la cima

In vetta alla Vallungspitz

Panorami di vetta

Scendendo al Grunbodenhütte

Grunbodenhütte

Scendendo al Fallunghütte ed al gruppo di baite incontrato all’andata

Salendo al Rifugio Rojen Skihütte

Rifugio Rojen Skihütte

Tornando al parcheggio

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio escursionistico di Roja)


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta