Rifugio Pio XI alla Palla Bianca/Weisskügelhütte (2542 m) – Sentiero Glaciologico – Alpi Venoste

Il Rifugio Pio XI alla Palla Bianca/Weisskügelhütte, posto a 2542 metri di altezza, si trova nelle Alpi Venoste, a poca distanza dal confine con l’Austria, nel sottogruppo della Palla Bianca/Weisskügel; l’accesso normale parte da Melago/Melag in Vallelunga/Langtaufers, raggiungibile da Curon Venosta/Graun im Vinschgau in alta Val Venosta/Vinschgau (QUI la “pillola” su Curon Venosta ed il Lago di Resia).

Viene qui descritto un giro ad anello che prima conduce tra pascoli alla Malga di Melago/Melager Alm, con posto di ristoro. e poi sale al rifugio, in ambienti via via più selvaggi, per il Sentiero Glaciologico, per il ritorno si scende sul sentiero “normale” alla Malga di Melago e poi si ritorno a Melago.

Il Sentiero Glaciologico è corredato di diversi pannelli informativi che mostrano come con le sue avanzate e ritiri il ghiacciaio abbia modellato l’ambiente circostante; lungo il percorso si hanno anche bellissimi panorami su molte cime del gruppo della Palla Bianca ed i suoi ghiacciai, purtroppo anch’essi in forte ritiro.

La salita comincia da Melago (1912 m, parcheggio alla fine della Vallunga), si segue il sentiero 2 per la Malga di Melago/Melageralm. Il percorso si snoda su mulattiero in leggeri saliscendi tra pascoli, raggiunto un bivio si segue la deviazione obbligata su un ponte e poi, su mulattiera numero 5 sul lato opposto del torrente, si raggiunge in leggera salita ma con sviluppo piuttosto lungo, la Malga di Melago (1970 m, 45 minuti dalla partenza).

Dalla malga si segue per il Rifugio Pio XI/Weisskügelhütte raggiungendo in breve il bivio tra sentiero normale e sentiero Glaciologico/Gletscherpfad; si segue per il Sentiero Glaciologico salendo dapprima in lieve pendenza nel bosco lungo il corso del torrente.
Incontrati i primi pannelli informativi il sentiero sale su traccia terrosa e sassosa in pendenza accentuata uscendo poi dal bosco ed arrivando al bivio tra variante impegnativa e più facile; andando a sinistra si sale sulla variante più ripida con un tratto su crestina (non adatto a chi soffre di vertigini), a destra la variante più facile risale, invece, in una vallettina.
Entrambe le varianti si ricongiungono, comunque, abbastanza in breve nei pressi del bivio per il sentiero alpinistico; rimanendo sul sentiero Glaciologico “classico” si segue il sentiero a sinistra scendendo su traccia sassosa e terrosa (piuttosto sconnessa) a un ponte.
Superato il ponte sul torrente si sale su traccia sassosa e ghiaiosa con pendenza impegnativa fino a giungere ad una piccola deviazione (segnata ma non indicata) che a destra porta in breve ad un punto panoramico sui ghiacciai.
Tornati sul sentiero glaciologico si sale in pendenza moderata ad una selletta dalla quale si prosegue, in breve, in saliscendi al Rifugio Pio XI (2542 m, 1.45 ore dalla Malga di Melago, 2.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue il sentiero 2 per Melago, si scende su traccia sassosa e terrosa, in moderata pendenza, giungendo ad un laghetto e poi, in pendenza più accentuata passando più volte sotto la teleferica del rifugio, si scende in una valletta giungendo ad un grande crocefisso e poi, rientrando nel bosco, si giunge ad un ponticello.
Da qui, seguendo i cartelli delle deviazioni obbligate, si scende ad un altro grande ponte che riporta al sentiero nei pressi della Malga di Melago dalla quale, sulla mulattiera di salita, si torna a Melago (1.45 ore dal Rifugio Pio XI, 4.15 ore dalla partenza).

Percorso: Melago – Malga di Melago – Sentiero Glaciologico – Rifugio Pio XI – Malga di Melago – Melago

Sentieri: 2 – 5 – Sentiero Glaciologico – 2 – 5 -2

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.15 ore (2.30 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2542 m

Difficoltà: EE –  percorso che presenta diversi tratti ripidi anche su fondo sassoso nel sentiero glaciologico, sviluppo totale di circa 13 chilometri

Data di ascesa: agosto 2022

Annotazioni: per chi volesse rimanere su difficoltà tecnica più contenuta è possibile, naturalmente, salire e scendere per il sentiero normale

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con ottima visibilità per godere del bell’ambiente circostante; il sentiero glaciologico è molto interessante e merita la percorrenza anche se, purtroppo, gli ultimi pannelli informativi prima del rifugio sono rovinati e sarebbero da rifare.

Indicazioni a Melago

Lungo il tratto da Melago alla Malga di Melago

Malga di Melago

Bivio tra sentiero normale e sentiero Glaciologico

Primo tratto del sentiero Glaciologico

Variante più facile

Variante più ripida

Tratto verso il ponticello

Seconda parte del sentiero Glaciologico

Rifugio Pio XI

Ghiacciai della Palla Bianca

Discesa lungo il sentiero normale

Cliccare sull’immagine per visualizzare Melago su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Monterodes (2361 m) – Alpi Venoste

Il Monterodes, vetta di 2361 metri di quota, è una cima posta nelle Alpi Venoste nel gruppo del Sesvenna in posizione isolata e dominante sui sottostanti paese e Valle di Slingia/Schlinig; la vetta è posta in posizione molto panoramica verso i monti del gruppo del Sesvenna, della Palla Bianca/Weisskugel e dell’Ortles/Ortler (QUI la “pillola” sul paese di Slingia ed il comprensorio Watles).

Il percorso per raggiungere la vetta, partendo dal bel paesino di Slingia, attraversa ambienti molto bucolici con boschi e pascoli portando poi alla larga cresta erbosa finale che conduce in cima; il percorso presenta una media lunghezza ed un discreto dislivello e va comunque percorso, quindi, con il giusto allenamento.

La salita comincia da Slingia (1736 m) dal parcheggio alla fine del paese si seguono le indicazione per il Monterodes si percorre inizialmente una mulattiera sterrata trovando, in breve, la deviazione del percorso numero 10.
Si sale, quindi, in pendenza moderata su traccia erbosa e terrosa tra pascoli e bosco fino ad incontrare nuovamente la mulattiera sterrata; seguendo sempre i cartelli per il Monterodes si sale ripidamente  nuovamente tra pascoli e poi nel bosco fino ad un successivo incrocio con la mulattiera sterrata.
Seguendo i segni indicatori si sale sulla mulattiera sterrata, con pendenza accentuata, fino a giungere all’alpeggio Kälberalm (2137 m, nessun posto di ristoro, 1.15 ore dalla partenza), dall’alpeggio si segue sempre il sentiero 10 per il Monterodes che porta, tra pascoli, in breve ad un crocefisso.

Dal crocefisso si segue la traccia terrosa ed erbosa che sale tra pascoli in pendenza moderata fino a raggiungere un costone; da qui, seguendo sempre per il Monterodes ai diversi bivi, si segue in lungo saliscendi la traccia che porta a due piccoli laghetti; dai laghetti si sale poi in pendenza moderata sul largo crestone erboso che conduce alla vetta del Monterodes (2361 m, croce, 1.15 ore dalla Kälberalm, 2.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 4.00 ore dalla partenza.

Percorso: Slingia – Alpeggio Kälberalm – Monterodes – Alpeggio Kälberalm – Slingia

Sentieri: 10

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati le diverse contropendenze

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali (2.30 ore la salita 1.30 ore la discesa)

Quota massima: 2361 m

Difficoltà: E – itinerario senza particolari difficoltà tecniche con buone condizioni ma che presenta uno sviluppo di 11 chilometri circa e diversi tratti ripidi nella prima parte del percorso.

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: da Slingia è possibile intraprendere anche altre escursioni come la slaita al Rifugio Sesvenna proseguendo poi, volendo, verso il Piz Rims e Piz Cristanas od il Passo di Slingia/Schlinigpass (QUI la “pillola” sull’ascesa a Piz Rims e Piz Cristanas e QUI quella sul percorso al Passo di Slingia).

Esperienza di Stefano: questa escursione permette di scoprire, con bel tempo, ambienti e sentieri molto poco frequentati ed è quindi consigliata per amanti di zone molto panoramiche e piuttosto “isolate” pur non essendo molto lontane dal fondovalle

QUI il link al video YouTube sulla salita al Monterodes

Cartelli a Slingia

Primo tratto su mulattiera con vista su Slingia

Tratto tra pascoli e bosco salendo all’alpeggio Kälberalm

Alpeggio Kälberalm

Crocefisso poco sopra l’alpeggio

Tratto salendo al costone erboso

Nel lungo tratto in saliscendi

Lungo la larga cresta che porta in vetta

In vetta al Monterodes

Panorami dalla vetta verso il Sesvenna

Vista sul sottostante paese di Slingia

Cliccare sull’immagine per visualizzare Slingia su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Piengkopf (2792 m) – Ötztaler Alpen

La Piengkopf, vetta di di 2792 metri di quota, è una cima posta in territorio austriaco nel gruppo delle Ötztaler Alpen a poca distanza dal confine con il Sudtirolo e le Alpi Venoste; viene, perciò, descritta in questo sito trovandosi a breve distanza dal Passo Resia/Reschenpass posto in Alta Val Venosta/Vinschgau (QUI la “pillola” sul Passo Resia e il paese di Curon Venosta).

La salita alla vetta avviene sfruttando la cabinovia Bergkastel posta nel comune di Nauders a breve distanza dal confine con l’Italia; il percorso presenta uno sviluppo e dislivello moderati che portano, alternando tratti ripidi ad altri meno faticosi, alla panoramica vetta con bellissimo panorama su molte vette delle Ötztaler Alpen e delle Alpi Venoste.

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Bergkastel (2173 m, rifugio), si segue inizialmente il sentiero 30 per la Piengalm; il primo tratto presenta una mulattiera sterrata che in breve diventa sentiero tra bosco e pascoli di che porta in saliscendi, ben prima di arrivare alla Piengalm, al bivio per il sentiero per la vetta.

Si prende, quindi, il sentiero 29 per la Piengkopf salendo su traccia sassosa e terrosa tra pascoli alternando tratti più ripidi ad altri con pendenza moderata.
Si giunge poi ad un piccolo pianoro dove si segue la ripida traccia ghiaiosa e terrosa che tra magra erba e massi conduce all’anticima della Piengkopf con croce; dall’anticima si segue quindi, volendo, la breve cresta sassosa un po’ esposta fino alla vicina vetta della Piengkopf (2792 m, ometto, 2.15 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.00 ore dalla partenza.

Percorso: Stazione a monte cabinovia Bergkastel – Piengkopf – stazione a monte cabinovia Bergkastel

Sentieri: 30 – 29

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati anche i vari saliscendi iniziali

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali (2.15 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2792 m

Difficoltà: E/EE – escursione di difficoltà tecnica moderata, seppur con diversi tratti ripidi, fino all’anticima con croce, la breve salita finale alla vetta, facoltativa, è di difficoltà EE con alcuni tratti un po’ esposti su massi.

Data di percorrenza: luglio 2019

Cartelli alla stazione a monte della cabinovia

Primo tratto in saliscendi con vista sulla Piengkopf

Bivio per il sentiero per la Piengkopf

Vista sulla stazione a monte della cabinovia lungo il primo tratto di salita

Salita che alterna tratti ripidi ad altri con pendenza moderata

Pianoro sotto la vetta

Ultimo tratto di salita per l’anticima

Anticima della Piengkopf con croce

Cresta finale per la cima

Panorama dalla vetta verso la cresta del Bergkastell

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Bergkastell di Nauders su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Seebodenspitz (2859 m) – Alpi Venoste

La Seebodenspitz è una cima prestigiosa, di 2859 metri di quota, posta in Alta Val Venosta/Vinschgau nelle Alpi Venoste nel sottogruppo del Sesvenna; la vetta dal grandioso panorama circolare è visibile da ampio raggio, qui viene proposta la salita dalla “via normale” dalla Malga Haider dalla cabinovia Haideralm, con stazione a valle posta nel paese di San Valentino alla Muta (QUI la “pillola” collegata alla Malga Haider e QUI quella su San Valentino alla Muta).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Haideralm (2120 m di quota), seguendo le indicazioni Seebodenspitze si procede in breve sul sentiero marcato con il numero 9 trovando dopo poco cammino la deviazione a sinistra sul sentiero 10 per la Seebodenspitz.
Si sale quindi sul sentiero 10 ripidamente tra pascoli tra pascoli  prima su traccia terrosa e poi su mulattiera. Seguendo i bolli indicatori si prosegue nuovamente su sentiero terroso e sassoso raggiungendo un ricovero per animali e poi, con traverso, superando anche un breve tratto franato, si giunge al bivio con i Laghi Drei Seen.

Si continua per la Seebodenspitz salendo su sentiero sassoso prima in moderata pendenza poi su traccia molto ripida tra sassi e ghiaino battuto, si ignora il bivio per il sentiero 16 e si giunge ad una sella, da qui si segue, quindi a destra su traccia sassosa e terrosa in moderata pendenza fino a giungere alla vetta della Seebodenspitz (2859 m, croce, 2.00 ore dalla partenza).

Si scende per la via di salita fino al bivio con i laghetti Drei Seen, si segue quindi il sentiero 10A per i laghetti scendendo su ripida traccia sassosa ed erbosa fino ai piccoli laghetti (2491 m) dai Drei Seen si procede, quindi, tra grossi massi e tratti erbosi (attenzione a non perdere la traccia) scendendo poi su sentiero sassoso e terroso fino ad incontrare il sentiero 9.
Da qui si segue per la Malga Haideralm a destra prima in saliscendi e poi in discesa su sentiero sassoso ed erboso incontrando il bivio di salita e giungendo, quindi, in breve alla Malga Haideralm (1.45 ore dalla cima; 3.45 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Haideralm – Seebodenspitz – Laghetti Drei Seen – Stazione a monte cabinovia Haideralm

Sentieri: 9 -10 – 10A – 9

Dislivello: 750 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.45 ore (2.00 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2859 m

Difficoltà: EE – escursione con presenza di diversi tratti ripidi su fondo instabile

Data di ascesa: luglio 2021

Annotazioni: naturalmente in discesa è anche possibile seguire integralmente il percorso di salita senza deviare ai Laghetti Drei Seen. Ad inizio estate il tracciato può presentare ancora parziale innevamento nella parte sommitale. Inoltre, dalla Malga Haideralm è possibile salire, con escursione anch’essa abbastanza impegnativa, alla Cima Undici/Elfer (QUI la “pillola” sulla salita a Cima Undici).

Esperienza di Stefano: io ho salito la giornata in una giornata di forte vento, caratteristica piuttosto frequente in zona, sarebbe scegliere una giornata limpida ma con vento non troppo forte per godere con calma del bellissimo panorama di vetta. Il tratto ripido su ghiaino sottile nel tratto finale verso la vetta non è da sottovalutare, soprattutto in discesa

QUI il link al video YouTube sulla salita alla Seebodenspitz

Cartelli alla partenza

Primo tratto tra pascoli

Tratto su mulattiera

Di nuovo su traccia tra pascoli

Tratto franato

Verso il tratto più ripido

Lungo il tratto più ripido

Ultimo tratto di salita

In vetta alla Seebodenspitz

Vista dalla vetta verso Cima Undici

Vista sul Lago di Resia

Bivio per i Laghetti Drei Seen scendendo

Laghetti Drei Seen

Vista sul Lago della Muta

Scendendo verso l’incrocio col sentiero 9

Malga Haider


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Malga Haider su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Monte Vatles/Watles (2555 m) – Alpi Venoste

Il Monte Vatles, vetta delle Alpi Venoste di 2555 metri di quota posta nel sottogruppo montuoso del Sesvenna, presenta  varie vie di accesso; la più breve e frequentata parte dalla stazione a monte della seggiovia, facente parte comprensorio escursionistico e sciistico Watles posto in Valle di Slingia/Schlinigtal a pochi chilometri dal paese di Burgusio/Burgeis, frazione del comune di Malles Venosta/Mals (QUI la “pillola” sul comprensorio Watles in estate e e QUI la “pillola” su Burgusio e Malles).

Il percorso, presentato qui in una variante con tracciato ad anello, offre un panorama  spettacolare che spazia dal gruppo dell’Ortles a quello del Sesvenna e della Palla Bianca/Weisskugel; lungo il percorso si attraversano sia ambienti pascolivi che altri più selvaggi transitando, inoltre, per i bei laghetti Pfaffen Seen.

La salita al Monte Vatles comincia dalla stazione a monte della seggiovia Watles (2150 m, rifugio Plantapasch Hütte), seguendo la mulattiera sterrata numero 3 che porta in breve in moderata salita al bivio tra il sentiero 3 per il Watles e il 4A per i laghetti Pfaffen Seen.

Al bivio si segue a sinistra il sentiero 3 per il Watles salendo con pendenza moderata, con alcuni tratti più ripidi, su traccia terrosa e ghiaiosa tra pascoli fino allo stazione a monte di una seggiovia chiusa in estate; continuando a seguire il sentiero 3 per il Watles si sale quindi con pendenza moderata su traccia sassosa e terrosa fino alla vetta del Monte Vatles (2555 m, grosso ometto, 1.30 ore dalla partenza).

Dalla vetta si scende quindi sul versante opposto seguendo con sviluppo piuttosto lungo  la traccia numero 4 terrosa e ghiaiosa  che, tra magra erba, conduce prima in saliscendi e poi in discesa più decisa al bivio col sentiero 9A; al bivio si segue sempre il sentiero 4 per i laghi Pfaffen Seen scendendo con pendenza prima moderata e poi più lieve su traccia terrosa che costeggia prima alcuni piccoli laghetti fino a giungere ai due laghi Pfaffen Seen (2222 m).

Dai laghi Pfaffen Seen si segue quindi il sentiero 4A per il Rifugio Plantapasch Hütte su mulattiera sterrata che prima in leggera salita e poi in oderata discesa porta al bivio col sentiero 3 incontrato all’andata; dal bivio si segue in discesa in breve verso il Rifugio Plantapasch Hütte e la stazione a monte della seggiovia Watles (1.30 ore dalla vetta del Monte Watles, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte seggiovia Watles – Monte Vatles – Laghi Pfaffen Seen – stazione a monte seggiovia Watles

Sentieri: 3 – 4 – 4A

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.00  ore (1.30 ore la salita, 1.30 ore la discesa)

Quota massima: 2555 m

Difficoltà: E – escursione non difficile tecnicamente ma dallo sviluppo moderato percorrendo l’intero anello descritto

Data di percorrenza: giugno 2020

Vista sulla stazione a monte della seggiovia dal primo tratto di salita

Bivio tra sentiero 3 e sentiero 4A

Salendo verso la stazione a monte della seggiovia chiusa in estate

Tratto finale di salita verso il Monte Vatles

Vetta del Monte Vatles

Vista dalla vetta verso il gruppo del Sesvenna

Bivio in discesa tra il sentiero 4 e il sentiero 9A

Vista lungo la discesa sulla Val Venosta

Lungo la discesa tra vari piccoli laghetti

Laghi Pfaffen Seen

Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della seggiovia Watles su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Mutegg (2658 m) – Val d’Ultimo – Alpi Venoste

Il Mutegg, elevazione di 2658 metri posta in Val d’Ultimo/Ultental nell’area delle Alpi Venoste, è una cima tra le più note dell’area e offre un ottimo panorama verso il Gruppo delle Maddalene/Magdalener Berge e le Alpi Vernoste, in particolare verso i sottogruppi dell’Orecchia di Lepre/Hasenöhrl e il Gran Ladro/Hoher Dieb.

L’accesso alla cima classico avviene dalla stazione  a monte della cabinovia Schwemmalm, la cui stazione a valle si trova nei pressi del paese di Santa Valburga/St. Walburg e del Lago di Zoccolo/Zoggler Stausee; viene qui descritto un percorso ad anello che presenta la salita sul sentiero “classico” e discesa per il sentiero passante per la  Forcella Rosslanerscharte (QUI la “pillola” sulla cabinovia Schwemmalm in estate e QUI quella sul paese di Santa Valbruga e il Lago di Zoccolo).

Il percorso di salita è tecnicamente meno impegnativo (seppur presentando, comunque, alcuni tratti ripidi) rispetto a quello di discesa che attraversa, invece, diverse zone rocciose e in parte un po’ esposte; chi volesse evitare i tratti più impegnativi può  quindi ridiscendere dalla vetta sul percorso descritto in salita.

La salita al Mutegg comincia dalla stazione a monte della cabinovia Schwemmalm (2145 m, nei pressi si trova al Malga/Rifugio Schwemmalm), dall’arrivo della cabinovia si segue a destra il sentiero 6 per il Mutegg, si sale dapprima su sentiero in moderata pendenza raggiungendo in breve dei bivi.

Seguendo sempre il sentiero 6 per il Mutegg si sale su sentiero con traccia ghiaiosa tra magri pascoli e poi su terreno più sassoso con pendenza via via più ripida fino a raggiungere la stazione a monte di una seggiovia. Da qui si sale ripidamente su traccia sassosa fino all’anticima del Mutegg con croce, dall’anticima si sale quindi, in breve, su traccia sassosa tra grosse pietre alla cima del Mutegg (2658 m, ripetitore e grosso ometto, 1.45 ore dalla partenza).

Dall’ometto di vetta si segue in discesa il sentiero 32 per la Forcella Rosslanerscharte, il sentiero scende ripidamente su traccia sassosa che alterna tratti ghiaiosi ad altri su grossi massi passando anche per alcuni punti un po’ esposti fino ad arrivare ad un breve tratto in risalita che porta alla Forcella Rosslanerscharte (2500 m).

Dalla forcella si segue ancora il sentiero 32 scende con lungo percorso su traccia ghiaiosa e sassosa, con anche alcune brevi controsalite, fino a giungere ad un tratto con pendenza moderata e traccia ghiaiosa e terrosa che tra pascoli porta ad una mulattiera con bivio.

Dal bivio si segue quindi la mulattiera numero 29 per la Malga Ausser Schwemmalm che porta in discesa tra pascoli fino a giungere in breve alla Malga Ausser Schwemmalm, dalla malga si torna, quindi, su sentiero sterrata in pochi minuti alla stazione a monte della cabinovia Schwemmalm (1.30 ore dalla cima del Mutegg, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Schwemmalm – Mutegg – Forcella Rosslanerscharte – Malga Ausser Schwemmalm – Stazione a monte cabinovia Schwemmalm

Sentieri: 6 – 32 -29

Dislivello: 600 metri in salita e in discesa

Tempo di percorrenza: 3.35 ore totali (1.30 ore la salita, 1.30 ore la discesa)

Quota massima: 2658 m

Difficoltà: E/EE – la salita presenta una difficoltà E con impegno tecnico e fisico moderato seppur con alcuni tratti ripidi; la discesa presenta difficoltà EE attraversando vari tratti ripidi sassosi in parte un po’ esposti

Data di ascesa: luglio 2020

Annotazioni: chi volesse evitare i tratti più impegnativi può  quindi ridiscendere dalla vetta sul percorso descritto in salita

QUI il link YouTube al video della salita al Mutegg

Alla stazione a monte della cabinovia

Panorami sul gruppo delle Maddalene

Lungo il sentiero di salita

Croce sull’anticima del Mutegg

Panorama dalla croce del Mutegg

Cartelli nei pressi della vetta

Salendo dall’anticima alla cima del Mutegg

Cima del Mutegg

Panorama dalla vetta verso Orecchia di Lepre e Lago di Quaira

Panorami verso le Alpi Venoste

Lungo la ripida discesa alla Forcella Rosslahnerscharte

Vista sul Mutegg dalla Forcella Rosslahnerscharte

Scendendo verso la Malga Ausser Schwemmalm

Malga Ausser Schwemmalm

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Schwemmalm su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ultimo

Punta della Vedretta/Im Hintern Eis (3269 m) – Rifugio Bellavista/Schöne Aussicht Schutzhütte (2842 m) – Alpi Venoste

La Punta della Vedretta/Im Hintern Eis, cima di 3269 metri di quota posta sul confine tra Sudtirolo e Austria, è una cima relativamente frequentata ed estremamente panoramica posta nelle Alpi Venoste alla testata della nota Val Senales/Schnalstal, valle laterale che si diparte dalla Bassa Val Venosta/Vinschgau all’altezza del paese di Naturno/Naturns (QUI la “pillola” sulla Val Senales e QUI quella sulla funivia Ghiacciai).

La Punta della Vedretta presenta un accesso dal Rifugio Bellavista/Schöne Aussicht Hütte relativamente breve grazie alla presenza delle funivie della Val Senales poste a Maso Corto/Kurzras, l’intero percorso prevede però una lunga discesa risultando quindi piuttosto faticoso; il tracciato presenta, infatti, diversi tratti ripidi sassosi che richiedono piedi fermo e, grazie anche al bellissimo panorama della vetta verso i ghiacciai circostanti e all’ambiente di alta montagna, risulta molto interessante e appagante per il trekker esperto.

La salita comincia dalla stazione a monte della funivia della Val Senales (3205 m, rifugio, stazione a valle a Maso Corto), dall’arrivo della funivia si segue in discesa il sentiero 3 per il Rifugio Bellavista, il sentiero, prima su mulattiera sterrata poi con fondo sassoso, scende piuttosto ripidamente fiancheggiando un costone roccioso, superato un tratto con presenza di canapone corrimano, il sentiero scende meno ripidamente fino ad un pianoro da dove, su mulattiera sterrata in moderata salita, si giunge al Rifugio Bellavista (2842 m, 1.15 ore dalla stazione a monte della funivia).

Dal Rifugio Bellavista si segue quindi il sentiero 3A con indicazione “Im Hintern Eis”, il sentiero con fondo sassoso sale con traccia a tornanti prima piuttosto ripidamente fino ad una conca, la traccia sale poi con pendenza moderata fino al ripido pendio finale sassoso che conduce alla vetta della Punta della Vedretta/Im Hintern Eis (3269 m, piccola croce, 1.15 ore dal Rifugio Bellavista, 2.30 ore dalla partenza).

Dalla cima della Punta della Vedretta si torna per la via di salita al Rifugio Bellavista (2842 m, 1 ora dalla Punta della Vedretta, 3.30 ore dalla partenza). Dal Rifugio si segue quindi in discesa il sentiero 3 verso Maso Corto/Kurzras, il sentiero con fondo sassoso scende prima con pendenza moderata al bivio per la Palla Bianca/Weisskugel. Continuando sul sentiero 3 si oltrepassa un tratto in saliscendi fino ad arrivare ad una discesa più ripida che conduce ad entrare nel bosco da dove con sentiero ripido si torna a Maso Corto (2011 m, 1.45 ore dal Rifugio Bellavista, 5.15 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte funivia Val Senales – Rifugio Bellavista – Punta della Vedretta – Rifugio Bellavista – Maso Corto

Sentieri: 3 -3A -3

Dislivello: 600 metri in salita e 1700 metri in discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.15 ore totali

Quota massima: 3269 m

Difficoltà: EE – itinerario con alcuni tratti ripidi sassosi salendo alla cima che richiedono piede fermo, anche la discesa risulta lunga e faticosa.

Data di ascesa: luglio 2021

Annotazioni: dalla stazione a monte della funivia è possibile salire in breve (10 minuti), alla cima della Croda delle Cornacchie/Grawand con piattaforma panoramica; inoltre, fino ad estate inoltrata è possibile trovare dei nevai residui lungo la salita alla Punta della Vedretta

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bellissimo panorama di vetta, attenzione al fatto che si possa trovare neve residua nella prima parte dell’estate, non è da sottovalutare anche la lunga discesa fino a valle

QUI il link YouTube al video della salita alla Punta della Vedretta ed al Rifugio Bellavista

Piattaforma panoramica Croda delle Cornacchie

Cartelli alla stazione a monte della funivia

Sentiero che scende dalla stazione a monte della funivia al Rifugio Bellavista

Lungo la breve salita dal pianoro al Rifugio Bellavista

Rifugio Bellavista

Primo tratto di salita dal Rifugio Bellavista alla Punta della Vedretta

Salendo alla Punta della Vedretta

In vetta alla Punta della Vedretta con panorama sulla Palla Bianca/Weisskugel

Panorama dalla vetta verso la Punta di Finale/Fineilspitze

Lungo la discesa a Maso Corto


Cliccare sull’immagine per visualizzare la funivia dei Ghiacciai Val Senales su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Cima Dieci/Zehnerkopf (2675 m) – Alpi Venoste

La Cima Dieci/Zehnerkopf è una cima relativamente nota, di 2675 metri di quota, posta in Alta Val Venosta/Vinschgau nelle Alpi Venoste nel sottogruppo del Sesvenna.

La vetta dalla ottima visuale verso il sottostante Lago di Resia/Reschensee presenta una via normale di salita, relativamente breve ma piuttosto impegnativa tecnicamente, che parte dalla cabinovia di Schöneben/Belpiano, con stazione a valle posta lungo il Lago di Resia nei pressi del paese omonimo (QUI la “pillola” collegata a Schöneben).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Schöneben (2118 m di quota, rifugio), seguendo il sentiero marcato con il numero 9B si procede su mulattiera sterrata in moderata pendenza fino alla stazione a monte delle seggiovie (chiuse in estate).

Continuando sul sentiero 9B si procede su traccia sassosa e ghiaiosa, a tratti un po’ ripida, fino al bivio con il sentiero 9A; si prende, quindi, il sentiero 9A che sale molto ripido per un canale su traccia terrosa e sassosa fino che porta alla breve cresta finale un po’ esposta che conduce alla vetta della Cima Dieci (2675 m, croce, 1.30 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza, prestando attenzione al tratto ripido di sentiero.

Percorso: Stazione a monte cabinovia Schöneben – Bivio sentiero 9A/9B – Cima Dieci – Bivio sentiero 9A/9B  – Stazione a monte cabinovia Schöneben

Sentieri: 9B – 9A

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore (1.30 ore salita, 1.15 ore in discesa)

Quota massima: 2675 m

Difficoltà: EE – escursione di difficoltà tecnica impegnativa nel tratto ripido del sentiero e con cresta finale a tratti esposta

Data di ascesa: luglio 2019

Stazione a monte della cabinovia Schöneben

Lungo il sentiero 9B

Vista verso il Lago di Resia

Verso il tratto ripido sul sentiero 9A

Verso la cresta finale

In cima


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Schöneben/Belpiano su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Piz Cristanas (3092 m) – Rifugio Sesvenna (2256 m) – Alpi Venoste

Il Piz Cristanas è una cima di 3092 metri quota posta nelle Alpi Venoste/Ötztaler Alpen nel sottogruppo del Sesvenna, la cima è posta per pochi metri interamente in territorio svizzero nel Cantone Grigioni/Graubunden, ma l’itinerario proposto parte da Slingia/Schlinig posto nell’omonima valle laterale dell’Alta Val Venosta (QUI la “pillola” su Slingia e il vicino comprensorio Watles).

Da Slingia si raggiunge prima, tra idilliaci pascoli, la Malga di Slingia ed il Rifugio Sesvenna posto a 2256 metri di altezza; si salgono poi le cime dello Schadler (2948 m) e il Piz Rims (3070 m) poste lungo il confine tra Italia e Svizzera e infine il Piz Cristanas dal quale si gode un bellissimo panorama su Alpi Venoste e Grigioni svizzeri.

Il percorso comincia da Slingia (1730 m), seguendo il sentiero numero 1 si sale in leggera pendenza su stradina asfaltata tra pascoli con Via Crucis ed alcune cappellette; proseguendo su stradina sterrata si raggiunge, quindi, la Malga di Slingia (1868 m, posto di ristoro, 45 minuti dalla partenza).

Seguendo sempre il percorso numero 1 si sale su mulattiera sterrata in moderata pendenza fino ad una baita; da qui si può scegliere se continuare la salita dritti sulla mulattiera o a destra su sentiero (io ho scelto la mulattiera in salita ed il sentiero in discesa).
Continuando sulla mulattiera sterrata e sassosa si sale quindi, ripidamente, ai pressi di una cascata e poi all’incrocio col sentiero prima menzionato; salendo ancora ripidamente su mulattiera si giunge quindi ad una sella con crocefissi.
La mulattiera sale ora con pendenza moderata raggiungendo un laghetto con vecchio rifugio dal quale, in breve, si giunge al Rifugio Sesvenna (2259 m, 1.15 ore dalla Malga di Slingia, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si seguono quindi le indicazioni per la Forcella Sesvenna/Furkel con il sentiero 5, si sale su traccia sassosa e ghiaiosa prima tra magri pascoli poi in ambiente più aspro fino al Lago Sesvenna e alla Forcella Sesvenna (2824 m).
Dalla Forcella si volge a destra seguendo le indicazioni per il Piz Rims, la traccia presente, ma non segnata, segue la cresta sassosa che porta prima alla cima dello Schadler (2948 m) e poi, dopo un tratto più ripido, al Piz Rims (3070 m). Dal Piz Rims si entra in territorio svizzero e seguendo la breve cresta di collegamento con traccia sassosa non segnata si giunge alla vetta del Piz Cristanas (3092 m, 3.00 ore dal Rifugio Sesvenna, 5.00 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 4.00 ore ripercorrendo i saliscendi della cresta.

Percorso: Slingia – Malga di Slingia – Rifugio Sesvenna – Forcella Sesvenna – Schadler – Piz Rims – Piz Cristanas – Piz Rims – Schadler – Forcella Sesvenna – Rifugio Sesvenna – Malga di Slingia – Slingia

Sentieri: 1 – 5 – poi traccia non segnata

Dislivello: 1500 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 9.00 ore (5.00 ore la salita, 4.00 ore la discesa)

Quota massima: 3092 m

Difficoltà: EE – escursione di difficoltà tecnica moderata fino alla Forcella Sesvenna e impegnativa verso le cime con tratti ripidi, un po’ esposti e con traccia non segnata; sviluppo e dislivello molto rilevanti che richiedono la giusta condizione fisica ed esperienza

Data di ascesa: luglio 2016; tratto fino al Rifugio Sesvenna ripetuto anche a luglio 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura di malga e rifugio; è possibile spezzare la salita in due giorni pernottando al Rifugio Sesvenna.
Intraprendere la salita solo con buona visibilità.
Inoltre, da Slingia è possibile intraprendere anche altre escursioni come la salita al Passo di Slingia/Schlinigpass (sempre passando per il Rifugio Sesvenna) o l’ascesa al Monterodes (QUI la “pillola” sul percorso al Passo di Slingia e QUI quella sull’itinerario al Monterodes).

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario pernottando al Rifugio Sesvenna; a inizio estate possono essere ancora presenti nevai sulle creste verso le cime, va, quindi, valutata bene la condizione del percorso sul posto. Con buona visibilità i panorami sono spettacolari.

Slingia

Salendo alla Malga di Slingia

Malga di Slingia

Salendo al Rifugio Sesvenna

Rifugio Sesvenna

Salendo alla Forcella Sesvenna

Forcella Sesvenna

Panorama verso il Piz Sesvenna

Cresta di salita verso lo Schadaler

Piz Cristanas visto dal Piz Rims

Salendo al Piz Cristanas

Piz Rims visto dal Piz Cristanas

In vetta al Piz Cristanas


Cliccare sull’immagine per visualizzare Slingia su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Cima Undici/Elferspitz (2926 m) – Alpi Venoste

La Cima Undici/Elferspitz è una cima prestigiosa, di 2926 metri di quota, posta in Alta Val Venosta/Vinschgau nelle Alpi Venoste nel sottogruppo del Sesvenna; la vetta dal grandioso panorama è visibile da ampio raggio e presenta più vie di salita, qui viene proposta la salita dalla Malga Haider dalla cabinovia Haideralm, con stazione a valle posta nel paese di San Valentino alla Muta/St. Valentin auf der Haide (QUI la “pillola” collegata alla Malga Haider e QUI quella sul paese ed il lago di San Valentino alla Muta).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Haideralm (2120 m di quota), seguendo il sentiero marcato con il numero 9 si procede prima in salita tra pascoli e poi in falsopiano fino al bivio tra il sentiero 9 e il sentiero 14. Si continua a seguire a sinistra il sentiero 9 e in breve si arriva al successivo bivio con il sentiero 10A, proseguendo sul sentiero 9 si sale in un vallone tra magra erba e con terreno via via più sassoso e aspro si giunge ad uno strappo ripido che porta nei pressi della Forcella Hoaderschartl (2743 m).

Il sentiero piega ora a destra salendo con sentiero sassoso e ghiaioso sulla ripida cresta finale, a tratti un po’ esposta, che porta sulla vetta della Cima Undici (2926 m, croce e tavola panoramica delle cime, 2.30 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 2.15 ore prestando attenzione al sentiero ripido lungo la cresta.

Percorso: Stazione a monte cabinovia Haideralm – Forcella Hoaderschartl – Cima Undici – Forcella Hoaderschartl – Stazione a monte cabinovia Haideralm

Sentieri: 9

Dislivello: 800 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.45 ore (2.30 ore salita, 2.15 ore in discesa)

Quota massima: 2926 m

Difficoltà: EE – escursione di difficoltà tecnica moderata ma con cresta finale ripida e a tratti esposta

Data di ascesa: agosto 2019

Annotazioni: Dalla Malga Haideralm è possibile salire, con escursione anch’essa abbastanza impegnativa, anche alla Seebodenspitz  (QUI la “pillola” sull’ascesa alla Seebodenspitz)

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una bella giornata per godere del bellissimo panorama di vetta, la cresta finale è piuttosto tecnica e non va sottovalutata, vanno quindi anche bene dosate le forze lungo la salita

Stazione a monte della cabinovia Haideralm

Malga Haider

Primo tratto del percorso verso il bivio per Cima Undici

Bivio per la Cima Undici

Vallone di salita

Salendo alla Forcella Hoaderschartl

Lungo la cresta

Ultimo tratto di salita

In vetta

Panorama dalla cima


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Malga Haider su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta