Il borgo di Campo Tures/Sand in Taufers, situato a circa metà dello sviluppo della Valle Aurina/Ahrntal, giace in posizione idilliaca tra pascoli e boschi, circondato dalla alte vette delle Vedette di Ries/Riesferner Gruppe e delle Alpi di Zillertal, e presenta molti punti di interesse naturali, escursionistici e culturali (QUI la “pillola” su Campo Tures).
Tra questi ultimi si trova, in particolare evidenza, Castel Tures/ Burg Taufers, situato su un’altura poco sopra il paese e raggiungibile da esso sia in macchina che, con circa 15 minuti di cammino, tramite sentiero, a tratti un po’ ripido.
All’inizio del sentiero è posto anche un piccolo museo sito in un maso che mostra alcuni oggetti di uso comune nell’ 800 in questi luoghi.
Castel Tures è da tempo fulcro della storia della zona in quanto luogo di abitazione dei ricchi Signori di Tures, la famiglia più potente della zona in epoca medievale; la rocca è una delle meglio conservate dell’Alto Adige/Südtirol ed è nota fin dal 1300 con successive modifiche.
Il complesso del castello, che si sviluppa intorno alla corte centrale dominata dalla torre, presenta diversi punti di interesse; in particolare tramite visite guidate è possibile visitare le antiche stanze residenziali e nella torre sono presenti diverse mostre temporanee (nel 2025 dedicate alle rivolte contadine del ‘500 ed alla storia della Valle Aurina ed i suoi abitanti).
Il castello è visitabile autonomamente nella parte “comune” e delle mostre mentre solo con visita guidata nelle antiche aree residenziale; per informazioni su orari di apertura e visite guidate è bene consultare il sito internet ufficiale: www.burgeninstitut.com
Le foto si riferiscono alla mia visita nell’autunno 2025
Castello visto da Campo Tures
Piccolo museo sulla vita nell’800 in zona
Salita a piedi al castello
Vista su Campo Tures
Parcheggio nei pressi del castello
Entrata del castello
Cortile centrale
Fucina
Granaio
Ghiacciaia
Cucina
Stanze residenziali visitabili con visita guidata (è possibile scattare foto solo nella prima parte della visita)
Mostra sulle rivolte contadine
Mostra nella torre sulla storia della Valle Aurina e dei suoi abitanti
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina
Scopriamo QUI altre “pillole” sui castelli e rocche del Sudtirolo
Cliccare sull’immagine per visualizzare Campo Tures su Google Maps
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La Croda del Becco/Seekofel, posta a 2810 metri di quota, ed il Rifugio Biella/Seekofelhütte, situato a 2327 metri di altezza, si trovano a cavallo tra Dolomiti di Braies e Dolomiti d’Ampezzo; la vetta è posta sul confine tra Alto Adige/Südtirol e Veneto mentre il rifugio si trova interamente in quest’ultimo.
La cima ed il rifugio sono raggiungibili, con itinerari lunghi, da diversi punti di partenza; viene qui descritto quello, probabilmente, più iconico che si diparte dal noto Lago di Braies/Pragser Widsee in Valle di Braies/Pragsertal (QUI la “pillola” sul Lago di Braies e QUI quella sulla Valle di Braies).
Il tracciato, dal lungo sviluppo e dislivello, raggiunge, dapprima, la Forcella Sora al Forn/Ofenscharte per poi salire con percorso tecnico alla vetta da cui si gode un panorama amplissimo e si può osservare il Lago di Braies 1300 metri pià sotto; dalla forcella con breve deviazione è possibile raggiungere anche il rifugio.
La salita comincia dal Lago di Braies (1494 m, ristoranti), seguendo il percorso attorno al lago sulla sponda occidentale si procede in lievi saliscendi sul mulattiera sterrata fino a raggiungere il bivio col sentiero 1 verso la Croda del Becco ed il Rifugio Biella.
Il sentiero sale su traccia con fondo sassoso e ghiaioso tra rado bosco, dapprima in pendenza moderata e poi ripidamente; si affronta, quindi, un tratto un po’ esposto con gradoni e cavo di sicurezza e si sale nuovamente nel bosco scendendo poi, in breve, ad un bivio col sentiero 4 Rimanendo sul sentiero 1 si sale su traccia sassosa e terrosa nel bosco arrivando ad una selletta dalla quale si sale ripidamente a tornanti su fondo sasosso; superato un tratti attrezzato con cavi si giunge ad un pianoro con bivio col sentiero 3. Continuando col sentiero 1 si sale nel vallone del Forno su traccia ghiaiosa e terrosa prima con pendenza moderata e poi più ripidamente fino a giungere alla Forcella Sora al Forno (2389 m, piccola cappella, 2.40 ore dalla partenza).
Seguendo a destra per la Croda del Becco si sale su ripida vaga traccia sassosa (non ci sono segni, bisogna cercare dove la traccia sia più agevole); salendo a tornanti si sgiunge ad un ripido tratto, attrezzato con catena corrimano. La salita prosegue poi, cercando la traccia migliore tra i vari ometti, salendo ripidamente su fondo sassoso e poi in pendenza più moderata fino alla vetta della Croda del Becco (2810 m, croce, 1.10 ore dalla forcella, 3.50 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso fino alla forcella in 55 minuti, volendo si può seguire in discesa, il sentiero sassoso che in 5 minuti porta al Rifugio Biella (2327 m, 1.00 ora dalla cima, 4.50 ore dalla partenza).
Tornati in risalita alla forcella per la via di salita si torna, quindi, al Lago di Braies in 2.10 ore, 7.00 ore dalla partenza).
Percorso: Lago di Braies – Forcella Sora al Forno – Croda del Becco – Forcella Sora al Forno – Rifugio Biella – Forcella Sora al Forno – Lago di Braies
Sentieri: 1 – traccia verso la cima
Dislivello: 1400 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi
Tempo di percorrenza: 7.00 ore
Quota massima: 2810 m
Difficoltà: EE – escursione con diversi tratti tecnici, salendo alla vetta, e due brevi parti attrezzate salendo alla forcella, richiesti passo sicuro ed assenza di vertigini, ed esperienza nel cercare la via migliore salendo alla cima; dislivello molto rilevante e sviluppo di circa 17 chilometri totali
Data di ascesa: agosto 2025
Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio e le condizioni del percorso. Volendo l’escursione al rifugio può essere anche un tour a sé stante senza salire alla vetta; in questo caso l’itinerario presenta 1000 metri di dislivello in salita e discesa, considerati i saliscendi
Esperienza di Stefano: escursione molto affascinante che permette di raggiungere una vetta prestigiosa, il tracciato per la cima non va sottovalutato; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami visibili dal percorso e per poter valutare la traccia migliore salendo in cima. Io ho percorso l’escursione in giornata partendo molto presto dal Lago di Braies; volendo è, comunque, possibile suddividere il percorso in due giorni pernottando al Rifugio Biella
Lago di Braies al mattino presto
Salita alla Forcella Sora al Forno
Forcella Sora al Forno
Salita alla Croda del Becco
In vetta alla Croda del Becco
Zoom sul Lago di Braies
Zoom sulle Tre Cime di Lavaredo
Discesa verso il Rifugio Biella una volta tornati alla Forcella Sora al Forno
Rifugio Biella
Tornati al Lago di Braies
Mappa del percorso
Cliccare sull’immagine per visualizzare i parcheggi del Lago di Braies su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali
Il Monte Gruppo/Hochgrubbachspitz, situato a 2809 metri di altezza, la Cima Kempspitz, posta a 2704 metri di quota, ed il Rifugio Lago di Pausa/Tiefrastenhütte, situato a 2312 metri di altezza, si trovano nella parte orientale dei Monti di Fundres/Pfunderer Berge; viene qui descritto l’accesso “classico” al rifugio che si diparte dalla Val Vena/Winnebachtal, situata non distante dal paese di Terento/Terenten posto in posizione elevata sulla bassa Val Pusteria/Pustertal (QUI la “pillola” sul paese di Terento).
Il percorso raggiunge, tra bosco e pascoli, dapprima il rifugio e sale quindi su terreno più aspro in ambiente selvaggio alla vette da cui si gode un amplissimo panorama dalle Dolomiti alle Alpi di Zillertal; l’escursione presenta, nel complesso, uno sviluppo e dislivello molto rilevanti.
Si può, quindi, decidere di salire solo al rifugio, o ad una delle due cime o ad entrambe; nel caso si voglia salire alle vette è consigliabile un pernottamento al rifugio posto nei pressi dell’omonimo piccolo, ma affascinante, laghetto.
La salita comincia dal Parcheggio Val Vena (1419 m, strada a tratti stretta da Terento), seguendo le indicazioni del sentiero 23 per il Rifugio Lago di Pausa/Tiefrastenhütte si sale, in ambiente aperto con pendenza moderata, su mulattiera sterrata e sassosa fino ai pressi della Malga Astnerbergalm (1640 m, punto di ristoro, 40 minuti dalla partenza).
Continuando sul sentiero 23 per il Rifugio Lago di Pausa/Tiefrastenhütte si procede nel bosco in salita piuttosto ripida su mulattiera sterrata e sassosa; ignorati diversi bivi si raggiunge una grande baita (chiusa); si continua nel bosco, via via più rado, su sentiero sassoso e terroso che ripidamente porta ad un vallone con piccolo baita chiusa. Risalendo su traccia sassosa e terrosa si sale in pendenza moderata si risale nel vallone, tra pascoli, giungendo ad un tratto più ripido che porta ad una selletta ed, in breve, al Rifugio Lago di Pausa ed al laghetto omonimo (2312 m, 1.50 ore dalla Malga Astnerbergalm, 2.30 ore dalla partenza).
Vengono descritte ora le due salite alle vette, entrambe si dipartono poco oltre il rifugio; ognuno deve valutare se salirle.
Salita al Monte Gruppo/Hochgrubbachspitz:
Dal Rifugio Lago di Pausa si seguono i cartelli per la cima con il sentiero 24; costeggiato il piccolo laghetto la traccia porta, in breve, al bivio tra il Monte Gruppo/Hochgrubbachspitz e la Cima Kempspitz; si segue a sinistra il sentiero 24 per il Monte Gruppo/Hochgrubbachspitz.
La traccia sassosa ed erbosa sale dapprima, tra magra erba, con pendenza moderata e poi, più ripidamente, fino ad un bivio posto nei pressi di un grosso ometto; seguendo a sinistra per il Monte Gruppo/Hochgrubbachspitz si sale su di un saltino roccioso e poi si prosegue su traccia sassosa e ghiaiosa, in pendenza moderata, fino ad una selletta.
La traccia sale quindi, a tornanti ripidi, sul pendio fino ad un’altra forcella dalla quale, con alcuni saltini rocciosi e traccia ripida, si segue la cresta che porta alla vetta del Monte Gruppo/Hochgrubbachspitz (2809 m, croce, 1.30 ore dal rifugio). Discesa al rifugio per lo stesso percorso in 1.15 ore.
Salita alla Cima Kempspitz:
Dal Rifugio Lago di Pausa si seguono i cartelli per la cima con il sentiero 25; ; costeggiato il piccolo laghetto la traccia porta, in breve, al bivio tra il Monte Gruppo/Hochgrubbachspitz e la Cima Kempspitz; si segue a destra il sentiero 25 per la Cima Kempspitz. La traccia, sassosa e terrosa, sale, con pendenza moderata ad un piccolo pianoro che si supera su grossi blocchi; la traccia sale poi ripidamente su traccia sassosa e terrosa fino ad un traverso verso sinistra un po’ esposto su grossi massi. La traccia sale, quindi, ripidamente in tornanti su traccia sassosa, superato un saltino di roccia,si segue la breve cresta finale che, verso destra, porta alla vetta della Kempspitz (2704 m, croce, 1.00 ora dal rifugio). Discesa al rifugio per lo stesso percorso in 45 minuti.
Dal Rifugio Lago di Pausa si torna, quindi, per la via di salita, al Parcheggio in Val Vena in 2.15 ore.
Percorso: Parcheggio Val Vena – Malga Astnerbergalm – Rifugio Lago di Pausa – Monte Gruppo – Rifugio Lago di Pausa – Kempspitz – Rifugio Lago di Pausa – Malga Astnerbergalm – Parcheggio Val Vena
Sentieri: 23 – 24 – 25 – 23
Dislivello: 1800 metri in salita e discesa se si salgono entrambe le cime; 900 metri in salita e discesa per il rifugio; 500 metri in salita e discesa dal rifugio al Monte Gruppo; 400 metri in salita e discesa per la Kempspitz
Tempo di percorrenza: 4.45 ore tra salita e discesa per il rifugio; 2.45 ore tra salita e discesa al Monte Gruppo; 1.45 ore tra salita e discsa alla Kempspitz
Quota massima: 2809 m
Difficoltà: E la salita al rifugio – EE la salita alle vette – escursione che non presenta grandi difficoltà tecniche fino al rifugio ma con presenza di diversi tratti ripidi e sviluppo di 13 chilometri tra andata e ritorno. La salita alle vette presenta diversi tratti su fondo sassoso e saltini di roccia anche, in parte, un po’ esposti che richiedono passo fermo ed esperienza su questo tipo di tracciati. La salita e discesa al Monte Gruppo presenta circa 3 chilometri di sviluppo come anche il percorso alla Kempspitz tra andata e ritorno. L’escursione completa con salita ed entrambe le cime presenta, quindi, circa 19 chilometri di sviluppo e dislivelllo molto rilevante
Data di ascesa: luglio 2025
Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio e della malga; come descritto è possibile salire unicamente al rifugio o ad una sola delle due cime od entrambe
Esperienza di Stefano: escurione molto affascinante che permette di raggiungere ambienti selvaggi e solitamente non affollati, il tracciato non è però da sottovalutare soprattutto nelle salite alle due vette; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami visibili dal percorso. Io ho suddiviso l’escursione in due giorni; il primo ho raggiunto il rifugio e la cima Kempspitz tornando, quindi, al rifugio per pernottare ed il secondo ho salito il Monte Gruppo tornando poi al rifugio ed al parcheggio a valle
Alla partenza
Salendo alla Malga Astnerbergalm
Malga Astnerbergalm
Salendo al Rifugio Lago di Pausa
Rifugio Lago di Pausa
Lago di Pausa
Salendo al Monte Gruppo
In cima al Monte Gruppo
Salita alla Kempspitz
In vetta alla Kempspitz
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Parcheggio della Val Vena su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime DI Monti di Fundres, Vedrette di Ries e Alpi di Zillertal
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali
Il Monte Piana, posto a 2324 metri di altezza, ed il Monte Piano, situato a 2301 metri di quota, sono posti sull’altopiano del Monte Piana facente parte delle Dolomiti di Sesto/Sextener Dolomiten e suddiviso tra Alto Adige/Südtirol e Veneto (QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto).
Proprio la posizione del gruppo montuoso ha determinato il fatto che durante la Prima guerra mondiale sia stato teatro di aspre battaglie i cui manufatti quali trincee e posizioni sono ancora ben visibili; l’altipiano è, infatti, un vero e proprio museo all’aperto della guerra (e delle condizioni di vita difficilissime a cui erano sottoposti i soldati).
L’altopiano e le due vette sono raggiungibili, con dislivello rilevante, da diversi punti di partenza; viene qui descritto il percorso con dislivello meno elevato che parte dal Lago di Misurina (in territorio Veneto); Misurina è raggiungibile dall’Alto Adige dall’alta Val Pusteria/Pustertal, da Dobbiaco/Toblach, passando dalla Valle di Landro (QUI la “pillola” su Dobbiaco).
Il tracciato che si diparte da Misurina tocca dapprima il Rifugio Magg. Bosi (volendo raggiungibile anche con servizio jeep) e poi si diparte sull’altopiano con anche alcuni tratti attrezzati e panorami amplissimi su molti gruppi dolomitici.
Il percorso comincia dal parcheggio P1 sopra il Lago di Misurina (1757 m, punto di partenza anche delle jeep navetta per il Rifugio Bosi); seguendo la stradina asfaltata (chiusa al traffico privato) per il Rifugio Bosi si sale nel bosco, in pendenza moderata, fino ad un bivio. I cartelli indicano a sinistra il percorso pedonale uslla vecchia strada militare; seguendo questa opzione si sale sulla vecchia mulattiera asfaltata e sterrata, il percorso sale nel bosco con pendenza moderata ma attraversa diversi tratti franati (al giugno 2025).
La mulattiera compie poi due tornanti fino ad innestarsi, sulla mulattiera percorsa anche dalle jeep, alla Forcella Auta/Alta (1984 m); a mio avviso è, tuttavia, visti i numerosi tratti franati, seguire al bivio indicato in salta verso destra rimanendo integralmente sulla mulattiera percorsa dalle jeep. Dalla Forcella Auta si segue, quindi, la stradina asfaltata e sterrata che conduce, uscendo dal bosco con diversi tratti più ripidi, al Rifugio Magg. Bosi (2205 m, 1.30 ore dal Lago di Misurina, 5 chilometri di sviluppo).
Dal rifugio si segue il sentiero per il percorso storico su mulattiera, abbandonandolo poco dopo e seguendo a sinistra i cartelli numero 6b per il sentiero attrezzato del Monte Piana si sale su sentiero sassoso in moderata pendenza. Ignorato un bivio a destra si supera un primo breve tratto attrezzato e si continua in salita tra mughi fino ad incontrare le prime postazioni di guerra; si procede, quindi, in saliscendi su sentiero a mezza-costa a tratti un po’ esposto (cavi) fino a giungere alla vetta del Monte Piana (2324 m, croce, 40 minuti dal rifugio, 2.10 ore dalla partenza).
Continuando sul sentiero del percorso storico si prosegue in saliscendi, su sentiero sassoso, tra postazioni e trincee, fino a giungere ad un grosso cippo commemorativo ed, in breve, in discesa alla Forcella de i Castrade/Castrati (2272 m, 20 minuti dal Monte Piana, 1.00 ora dal rifugio, 2.30 ore dalla partenza).
Seguendo sempre i cartelli del sentiero storico si devia, in breve, a destra e si procede su sentiero attrezzato, un po’ esposto, a mezza-costa passando per diverse postazioni di guerra; prima in discesa e poi in risalita su sentiero sassoso e terroso si raggiunge una cengia attrezzata con cavi (a tratti un po’ esposta) che porta ad altre postazioni ed all’ingresso di una galleria di guerra (sconsigliato entrarci). Il tracciato sale ora con due scale di legno e poi prosegue in breve su cengia attrezzata fino a giungere sulla zona sommitale; in breve, deviando a sinistra, e facendo attenzione alle tante fenditure presenti sul terreno, si giunge alla vetta del Monte Piano (2301 m, croce, 30 minuti dalla Forcella dei Castrati, 1.30 ore dal rifugio, 3.00 ore dalla partenza).
Seguendo il sentiero storico si prosegue ora sul sentiero “normale” verso la Forcella dei Castrati; passando da altre trincee e posizioni si prosegue in saliscendi su sentiero sassoso ed erboso fino alla Campana degli Alpini; da qui si scende, in breve, nuovamente alla Forcella dei Castrati (15 minuti dal Monte Piano. 1.45 ore dal rifugio, 3.15 ore dalla partenza).
Seguendo i sentieri del sentiero storico verso il Rifugio Bosi si sale ad una crocetta ed altre trincee e postazioni di guerra; si continua, quindi, in salita alla Piramide e Capanna Carducci fino a giungere alla mulattiera sassosa che riporta, in discesa, al Rifugio Bosi (30 minuti, dalla Forcella dei Castrati, 2.15 ore dal primo passaggio al rifugio, 3.45 ore dalla partenza).
Dal Rifugio si segue, quindi, integralmente in discesa la mulattiera, asfaltata e sterrata, percorsa dalle jeep che riporta alla Forcella Alta ed al parcheggio (1.15 ore dal rifugio, 5.00 ore dalla partenza).
Percorso: parcheggio P1 di Misurina – Rifugio Magg. Bosi – Monte Piana – Forcella dei Castrati – Monte Piano – Forcella dei Castrati – Rifugio Magg. Bosi – parcheggio P1 di Misurina
Sentieri: strada per il Rifugio Bosi – 6b – percorso storico
Dislivello: 850 metri in salita e discesa compresi i diversi saliscendi
Tempo di percorrenza: 5.00 ore
Quota massima: 2324 m
Difficoltà: EE/EEA – escursione che presenta diversi tratti attrezzati (in parte un po’ esposti) in cui è richiesto passo fermo ed assenza di vertigini e molte parti con antiche postazioni e trincee di guerra che richiedono anch’esse attenzione; fare attenzione ai tanti bivi presenti. Necessario tempo asciutto e buona visibilità. Per chi non si sentisse sicuro è bene avere con se il kit da ferrata. Sviluppo chilometrico lungo di circa 17 chilometri totali.
Data di ascesa: giugno 2025
Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio; controllando in anticipo gli orari del servizio, volendo, è possibile usufruire del servzio a pagamento di jeep navetta dal parcheggio al Rifugio Bosi (se prese in salita e discesa si risparmiano 10 chilometri di sviluppo totali e 500 metri di dislivello in salita e discesa). Lungo il percorso storico è anche possibile rimanere, integralmente, sul sentiero “normale” evitando i tratti attrezzati (seppur, “saltando”, quindi, la vista a diverse postazioni e strutture di guerra).
Esperienza di Stefano: escurione decisamente impegnativa ma molto bella, io sono salito e sceso a piedi; nel caso si usasse il servizio jeep navetta va tenuto conto del fatto che la strada è in diversi tratti piuttosto dissestata. Va prestata attenzione a non distrarsi nei molti crocevia facendo attenzione alle direzioni da prendere (meglio avere con se anche una buona carta topografica) e alle tante fenditure del trreno presenti; necessario bel tempo e buona visibilità sia per godere degli ampi panorami e dell’ambiente attraversato sia per la sicurezza vista la tipologia di terreno
Lungo il primo tratto di salita
Bivio tra mulattiera percorsa dalle jeep (a destra) e vecchia strada militare (con tratti franati, a sinistra)
Lungo la vecchia strada militare
Forcella Auta/Alta
Salendo al Rifugio Bosi
Rifugio Bosi
Inizio del percorso storico
Lungo il percorso 6b
In vetta al Monte Piana
Tratto sul sentiero storico verso la Forcella dei Castrati
Forcella dei Castrati
Salita al Monte Piano tramite sentiero attrezzato
In cima al Monte Piano
Tornando alla Forcella dei Castrati lungo il sentiero “normale”
Tornando verso il Rifugio Bosi
Lungo la discesa integralmente sulla mulattiera percorsa dalle jeep
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Parcheggio P1 di Misurina su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.
Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali
Il paese di San Candido/Innichen, posto in alta Val Pusteria/Pustertal, è una delle mete turistiche più note ed amate dell’Alto Adige/Südtirol ed oltre a tantissime possibilità escursionistiche e sciistiche offre anche spunti di interesse architettonico, religioso e culturale (QUI la “pillola” su San Candido).
Tra questi troviamo, ad esempio, il Museo DoloMythos situato in Via P. P. Rainer 11 nel centro del borgo di San Candido, il museo si trova all’interno del residence Wachtler con enorme shop e panifico-pasticceria.
Michael Wachtler, proprietario della struttura, ed appassionato di geologia e storia delle Dolomiti è anche l’ideatore del museo ed alcuni fossili e scheletri di sauri esposti sono stati trovati proprio da lui lungo tour dolomitici; il museo ospita moltissimi reperti legati a geologia, storia, flora, fauna, popolazioni, sviluppo demografico e turistico, leggende e tradizioni dell’area dolomitica con approfondimenti particolari sull’area di San Candido.
L’esposizione è arrichita anche da molti filmati e contenuti multimediali oltre che dalla possibilità, per i bambini, di partcipare ad una caccia al tesoro; il museo è anche sede di eventi, mostre temporanee e ricerca scientifica sul mondo delle Dolomiti.
DoloMythos è aperto, solitamente tutto l’anno tranne il giorno di Natale; è bene, comunque, controllare periodi ed orari di apertura sul sito ufficiale del museo a questo link: www.dolomythos.com
Le foto si riferiscono alla mia visita di marzo 2025
Entrata del museo
Villa Wachtler posta a lato dell’entrata
Alcuni dei tantissimi reperti esposti lungo il percorso museale
Alcune parti del grandissimo shop
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Museo DoloMythos a San Candido su Google Maps
L’area del Lodenwelt (Mondo Loden), con presenza di diverse attività produttive e di vendita, è posta in area bucolica e verdeggiante in bassa Val Pusteria/Pustertal nel comune di Vandoies/Vintl tra i due borghi di Vandoies di Sotto/Niedervintl e Vandoies di Sopra/Obervintl (QUI la “pillola” sul comune di Vandoies).
Nel polo del Lodenwelt tra le varie attività ospitate si trovano la tradizionale fabbrica di loden dell’antica azienda di produzione di questo tessuto Oberrauch-Zitt (con annesso museo del Loden) ed il Caseificio Capriz (QUI la “pillola” sul Museo del Loden).
Il museo del Caseificio Capriz permette di scoprire in maniera molto dettagliata e coinvolgente moltissime informazioni sulle capre ed il loro latte e su tutto il processo che permette la trasformazione del latte nelle diverse tipologie di formaggio di capra preparate da Capriz.
Il percorso museale presenta molte curiosità, video esplicativi e la possibilità di vedere, tramite vetrate, la cantina dove avviene la salatura e stagionatura dei formaggi; presso il Caseificio Capriz è presente anche uno shop ove è possibile acquistare i prodotti Capriz, alcuni dei quali hanno vinto diversi premi internazionali, ed anche diversi altri articoli di specialità gastronomiche dell’Alto Adige/Südtirol.
La visita al Museo Capriz è quindi consigliata a tutti coloro che volessero approfondire la conoscenza di come si crea il formaggio di capra potendo scoprire come la professione del casaro sia una vera e propria arte.
Il museo e lo shop sono aperti, solitamente, tutti i giorni ma è bene controllare date ed orari di apertura sul sito internet ufficiale www.capriz.it
Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025
Entrata del Caseificio Capriz
Ingresso al museo
Prima parte del museo con molte informazioni sulle capre
Seconda parte del museo che permette di scoprire come si passa dal latte fresco al formaggio
Parte finale del museo in cui è possibile vedere la cantina di salatura e stagionatura Capriz
Shop Capriz
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Caseificio Capriz su Google Maps
Il paese di San Lorenzo di Sebato/St. Lorenzen, posto a circa 800 metri di quota, si trova nell’area centrale della Val Pusteria/Pustertal nei pressi della città di Brunico/Bruneck; il comune di San Lorenzo di Sebato giace, circondato da colli e pascoli, ai piedi del Plan de Corones/Kronplatz che ospita l’omonimo noto comprensorio escursionistico e di sport invernali (QUI la “pillola” sulla città di Brunico, QUI quella sul Plan de Corones in estate e QUI la “pillola” sul comprensorio invernale).
Il comune di San Lorenzo di Sebato, con le sue frazioni, conta poco meno di 4000 abitanti; il paese principale si sviluppa, lungo il Fiume Rienza, attorno alla Chiesa parrocchiale di San Lorenzo, nota già dal VI° secolo e successivamente trasformata in stile gotico.
Oltre alle chiesa parrocchiale il paese di San Lorenzo di Sebato ospita diversi altri palazzi antichi; in uno di questi, attiguo alla chiesa parrocchiale, è posto il Museum Mansio Sebatvm dedicato all’epoca dell’Impero romano.
Nel museo sono esposti, infatti, diversi reperti, risalenti all’età di ferro e soprattutto dell’epoca romana, rinvenuti nei dintorni di San Lorenzo di Sebato che ai tempi dell’Impero romano ospitava l’insediamento di Sebatvm.
Lungo il percorso museale, disposto su tre piani, oltre ai reperti sono presenti molte descrizioni accurate della vita in zona, e non solo, in epoca romana; si trovano anche molti contenuti multimediali ed interattivi per immergersi pienamente nella vita al tempo dei Romani.
Il museo è aperto, solitamente, da lunedi a venerdì mattina e pomeriggio e sabato al mattino (anche nel pomeriggio in alta stagione estiva); è bene, comunque, controllare periodi ed orari di apertura sul sito ufficiale del museo a questo link: www.mansio-sebatum.it
Inoltre, dal paese di San Lorenzo di Sebato è possibile intraprendere diverse escursioni sul Sentiero Archeologico, i vicini colli, Castel Badia/Sonnenburg, Castel San Michele e fin verso l’area del Plan de Corones e dell’Alpe di Rodengo-Luson/Rodeneck-Lüsen.
Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020 e 2025
Chiesa parrocchiale
Centro di San Lorenzo di Sebato
Bucolici dintorni del paese
Lungo il Fiume Rienza
Castel Badia
Sentieri escursionistici dell’area di San Lorenzo di Sebato
Museum Mansio Sebatvm
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La Forcella del Picco/Birnlücke, posta sul confine tra Italia ed Austria a 2669 metri di quota, ed il Rifugio Brigata Tridentina/Birnlückenhütte, situato a 2441 metri di altezza, si trovano nelle Alpi di Zillertal; il percorso classico per raggiungerli parte da Casere/Kasern in alta Valle Aurina/Ahrntal (QUI la “pillola” su Casere).
Il tracciato per raggiungerle, che presenta un dislivello e sviluppo molto rilevanti, attraversa ambienti dapprima bucolici e pascolivi portando poi in zona più aspra e selvaggia d’alta quota; lungo il percorso si hanno anche bellissime visuali sull’area del Picco dei Tre Signori/Dreiherrenspitz con i suoi ghiacciai e la Vetta d’Italia/Klockerkarkopf, nell’area più a settentrione d’Italia.
La salita comincia da Casere/Kasern (1571 m) e con il segnavia 13 si giunge, su stradina asfaltata in leggeri saliscendi, alle malghe Prastmannalm e Talschlussalm (con posto di ristoro), situate nei pressi della Chiesetta di Santo Spirito; si sale poi su mulattiera sterrata, seguendo il corso del Torrente Aurino/Ahr, alla Malga Adleralm ed alla Malga Jägerhütte ed (1667 m, posto di ristoro). Continuando in lungo sviluppo, su mulattiera sterrata in moderata pendenza, il tracciato porta ad un pianoro ove, in leggeri saliscendi, si raggiunge la Malga Kehreralm (1842 m, posto di ristoro, 1.20 ore dalla partenza)
Dalla Malga Keher salendo su sentiero sassoso e ghiaioso piuttosto ripido, con anche un breve tratto intermedio in discesa, si giunge quindi, al pianoro pascolivo dove è posta la Malga Lahneralm (1986 m, chiusa). Dalla Malga Lahneralm si attraversa il pianoro Lahner Moos e si sale, quindi, su ripido sentiero a gradoni, con percorso a tornanti; arrivati ad una selletta si prosegue, sempre ripidamente, su traccia a gradoni e ghiaiosa fino al Rifugio Brigata Tridentina/Birnluckenhütte (2441 m, 1.30 ore dalla Malga Kehrer, 2.50 ore dalla partenza).
Seguendo il segnavia 13 per la Forcella del Picco/Birnlücke si sale su traccia sassosa e ghiaiosa che, alternando a tratti in moderata pendenza ad altri più ripidi, porta ad una selletta dalla quale, in breve, su grossi massi e ghiaia, si giunge alla Forcella del Picco (2669 m, confine di Stato, 40 minuti dal Rifugio Tridentina, 3.30 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 2.45 ore, 6.15 ore dalla partenza.
Dislivello: 1100 metri in salita e discesa compresi i brevi saliscendi
Tempo di percorrenza: 6.15 ore (3.30 ore la salita, 2.45 ore la discesa)
Quota massima: 2669 m
Difficoltà: EE – escursione dal dislivello rilevante che presenta diversi tratti ripidi su gradoni e sassosi in cui è richiesto piede fermo; sviluppo chilometrico molto lungo di circa 19 chilometri tra andata e ritorno
Data di ascesa: luglio 2024
Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura di rifugio e malghe; volendo è possibile spezzare la salita in due giorni pernottando al Rifugio Brigata Tridentina Da Casere partono anche diverse altre escursioni come quelle per la Vetta d’Italia (che passa anch’essa per il Rifugio Tridentina) e per la Malga dei Tauri (QUI la “pillola” sull’ascesa alla Vetta d’Italia e QUI quella sul percorso alla Malga dei Tauri)
Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con ottima visibilità per godere degli amplissimi panorami; io sono ho percorso l’itinerario in giornata partendo presto, ma è, comunque, possibile pernottare al rifugio. Fare attenzione, inoltre, in giornate molto calde, al fatto che il percorso è interamente esposto al Sole
Alla partenza
Verso le malghe Prastmannalm e Talschlussalm
Malga Talschlussalm
Chiesetta di Santo Spirito
Verso la Malga Adleralm ed alla Malga Jägerhütte
Malga Adleralm e Malga Jägerhütte
Salendo alla Malga Kehreralm
Malga Kehreralm
Salendo alla Malga Lahneralm
Malga Lahneralm
Pianoro Lahner Moos
Salendo al Rifugio Brigata Tridentina
Rifugio Brigata Tridentina
Salendo alla Forcella del Picco
Forcella del Picco
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DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
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La Malga Kradorferalm, posta a 1704 metri di quota, e la Malga Messnerhütte, situata a 1660 metri di altezza, sono poste nel gruppo delle Alpi Noriche/Norische Alpen in Val Casies/Gsiesertal, valle laterale dell’alta Val Pusteria/Pustertal; le malghe sono raggiungibile in inverno, su sentiero solitamente battuto dal gatto delle nevi, dal Fine valle/Talschluss al termine della Val Casies (QUI la “pillola” sulla Val Casies).
Il percorso presenta un dislivello e sviluppo moderati con salita su pendenze regolari; lungo il tracciato e dalla malga si hanno anche bei punti panoramici verso diverse vette delle Alpi Noriche; con buone condizioni ed giusta esperienza è anche possibile la discesa in slittino.
La salita comincia dal Fine valle/Talschluss in Val Casies (1465 m, ristoranti e alberghi), seguendo le insicazioni del sentiero numero 49 per la Malga Kradorfer e la Malga Messner; si sale dritti prima su stradina asfaltata fino ad un ulteriore parcheggio (volendo, se il parcheggio non fosse già occupato, fin qui anche in macchina).
Seguendo sempre per la Malga Messner e Kardorfer si sale su neve in moderata pendenza, su tracciato solitamente battuto dal gatto delle nevi, proseguendo nel bosco costeggiando, a tratti, il torrente.
Il tracciato raggiunge, quindi la Malga Messnerhütte (1660 m, 1.00 ora dalla partenza), seguendo le indicazioni per la Malga Kradorferalm si prosegue, in breve, raggiungendo la vicina Malga Kradorfer (1704 m, 15 minuti dalla Malga Messnerhütte, 1.15 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 45 minuti, 2.00 ore dalla partenza
Percorso: Fine valle/Talschluss – Malga Messner – Malga Kradorfer – Malga Messner – Fine valle/Talschluss
Sentieri: percorso invernale che ricalca il sentiero estivo 49
Dislivello: 250 metri in salita e discesa
Tempo di percorrenza: 2.00 ore totali
Quota massima: 1704 m
Difficoltà: EAI – escursione, con buone condizioni della neve e meteorologiche, dalla difficoltà tecnica moderata; sviluppo totale di 9 chilometri circa, in caso di ghiaccio o neve fresca, e in base alle condizioni della traccia, è necessaria la relativa attrezzatura (ramponcini e/o ciaspole)
Data di percorrenza: marzo 2024
Annotazioni: è bene controllare il periodo di apertura delle malghe e le condizioni di battutura del percorso. Se si raggiunge in macchina il parcheggio alla fine della stradina asfaltata (un po’ dissestata) si risparmiano circa 2 chilometri di sviluppo tra andata e ritorno. Dal Fine Valle/Talschluss della Val Casies partono anche diversi altri itinerari invernali come, ad esempio, quello per la Malga Stumpfalm (QUI la “pillola” su questo percorso)
Alla partenza al Talschluss/Fine Valle
Sulla stradina asfaltata verso il secondo parcheggio
Secondo parcheggio
Salendo verso la Malga Messnerhütte
Breve deviazione verso la Malga Messnerhütte
Malga Messnerhütte
Salendo alla Malga Kradorferalm
Malga Kradorferalm
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DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
La Malga Stumpfalm, situata a 2001 metri di quota, è posta nel gruppo delle Alpi Noriche/Norische Alpen in Val Casies/Gsiesertal, valle laterale dell’alta Val Pusteria/Pustertal; la malga è raggiungibile in inverno, su sentiero solitamente battuto dal gatto delle nevi, dal Fine valle/Talschluss al termine della Val Casies (QUI la “pillola” sulla Val Casies).
Il percorso presenta un dislivello e sviluppo piuttosto impegnativi ma con salita su pendenze regolari; lungo il tracciato e dalla malga si hanno anche bei punti panoramici verso diverse vette delle Alpi Noriche e fin verso le Dolomiti di Braies/Pragser Dolomiten.
La salita comincia dal Fine valle/Talschluss in Val Casies (1465 m, ristoranti e alberghi), seguendo le indicazioni del sentiero numero 48 per la Malga Stumpfalm si sale a destra su mulattiera dapprima asfaltata e poi innevata.
Seguendo sempre per la Malga Stumpfalm si sale in moderata pendenza, su tracciato solitamente battuto dal gatto delle nevi, raggiungendo una casa isolata e costeggiando, quindi, la pista da slittino ed entrando nel bosco.
Il tracciato raggiunge, in breve, il bivio per la Malga Tscharnied; lo si ignora e prendendo il sentiero 47 si continua a seguire per la Malga Stumpf; il percorso nel bosco oltrepassa un ponticello, e sale poi in tornanti con pendenza moderata e qualche breve tratto un po’ più ripido, ignorato il bivio del sentiero 47A si raggiungere un altro ponticello.
Superatolo si continua a salire con pendenza moderata e brevi tratti più ripidi; seguendo sempre per la Malga Stumpfalm ad alcuni bivi si giunge ad un tratto con pendenza contenuta che porta alla Malga Stumpfalm (2001 m, 2.15 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.00 ore dalla partenza
Percorso: Fine valle/Talschluss –Malga Stumpfalm – Fine valle/Talschluss
Sentieri: percorso invernale che ricalca i sentieri estivi 48 e 47
Dislivello: 550 metri in salita e discesa
Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali
Quota massima: 2001 m
Difficoltà: EAI – escursione, con buone condizioni della neve e meteorologiche, dalla difficoltà tecnica moderata ma dal dislivello rilevante su neve; sviluppo totale di 11 chilometri circa, in caso di ghiaccio o neve fresca, e in base alle condizioni della traccia, è necessaria la relativa attrezzatura (ramponcini e/o ciaspole)
Data di percorrenza: febbraio 2024
Annotazioni: è bene controllare il periodo di apertura della malga e le condizioni di battutura del percorso Dal Taschluss/Fine Valle partono anche altri itinerari invernali come quello che porta alla Malga Messnerhutte ed alla Malga Kradorferalm (QUI la “pillola su questo percorso)
Nell’area di Fine valle/Talschluss
Vista sulle Dolomiti di Braies
Salendo al bivio tra sentiero 48 e 47
Bivio tra sentiero 48 e 47
Continuando a salire sul sentiero 47 per la Malga Stumpf
Malga Stumpf
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina
Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio al Fine valle/Talschluss in Valle di Casies su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.