Il paese di San Lorenzo di Sebato/St. Lorenzen, posto a circa 800 metri di quota, si trova nell’area centrale della Val Pusteria/Pustertal nei pressi della città di Brunico/Bruneck; il comune di San Lorenzo di Sebato giace, circondato da colli e pascoli, ai piedi del Plan de Corones/Kronplatz che ospita l’omonimo noto comprensorio escursionistico e di sport invernali (QUI la “pillola” sulla città di Brunico, QUI quella sul Plan de Corones in estate e QUI la “pillola” sul comprensorio invernale).
Il comune di San Lorenzo di Sebato, con le sue frazioni, conta poco meno di 4000 abitanti; il paese principale si sviluppa, lungo il Fiume Rienza, attorno alla Chiesa parrocchiale di San Lorenzo, nota già dal VI° secolo e successivamente trasformata in stile gotico.
Oltre alle chiesa parrocchiale il paese di San Lorenzo di Sebato ospita diversi altri palazzi antichi; in uno di questi, attiguo alla chiesa parrocchiale, è posto il Museum Mansio Sebatvm dedicato all’epoca dell’Impero romano.
Nel museo sono esposti, infatti, diversi reperti, risalenti all’età di ferro e soprattutto dell’epoca romana, rinvenuti nei dintorni di San Lorenzo di Sebato che ai tempi dell’Impero romano ospitava l’insediamento di Sebatvm.
Lungo il percorso museale, disposto su tre piani, oltre ai reperti sono presenti molte descrizioni accurate della vita in zona, e non solo, in epoca romana; si trovano anche molti contenuti multimediali ed interattivi per immergersi pienamente nella vita al tempo dei Romani.
Il museo è aperto, solitamente, da lunedi a venerdì mattina e pomeriggio e sabato al mattino (anche nel pomeriggio in alta stagione estiva); è bene, comunque, controllare periodi ed orari di apertura sul sito ufficiale del museo a questo link: www.mansio-sebatum.it
Inoltre, dal paese di San Lorenzo di Sebato è possibile intraprendere diverse escursioni sul Sentiero Archeologico, i vicini colli, Castel Badia/Sonnenburg, Castel San Michele e fin verso l’area del Plan de Corones e dell’Alpe di Rodengo-Luson/Rodeneck-Lüsen.
Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2025 e 2026
Chiesa parrocchiale
Centro di San Lorenzo di Sebato
Bucolici dintorni del paese
Lungo il Fiume Rienza
Castel Badia
Sentieri escursionistici dell’area di San Lorenzo di Sebato
Museum Mansio Sebatvm
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina
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La Forcella del Picco/Birnlücke, posta sul confine tra Italia ed Austria a 2669 metri di quota, ed il Rifugio Brigata Tridentina/Birnlückenhütte, situato a 2441 metri di altezza, si trovano nelle Alpi di Zillertal; il percorso classico per raggiungerli parte da Casere/Kasern in alta Valle Aurina/Ahrntal (QUI la “pillola” su Casere).
Il tracciato per raggiungerle, che presenta un dislivello e sviluppo molto rilevanti, attraversa ambienti dapprima bucolici e pascolivi portando poi in zona più aspra e selvaggia d’alta quota; lungo il percorso si hanno anche bellissime visuali sull’area del Picco dei Tre Signori/Dreiherrenspitz con i suoi ghiacciai e la Vetta d’Italia/Klockerkarkopf, nell’area più a settentrione d’Italia.
La salita comincia da Casere/Kasern (1571 m) e con il segnavia 13 si giunge, su stradina asfaltata in leggeri saliscendi, alle malghe Prastmannalm e Talschlussalm (con posto di ristoro), situate nei pressi della Chiesetta di Santo Spirito; si sale poi su mulattiera sterrata, seguendo il corso del Torrente Aurino/Ahr, alla Malga Adleralm ed alla Malga Jägerhütte ed (1667 m, posto di ristoro). Continuando in lungo sviluppo, su mulattiera sterrata in moderata pendenza, il tracciato porta ad un pianoro ove, in leggeri saliscendi, si raggiunge la Malga Kehreralm (1842 m, posto di ristoro, 1.20 ore dalla partenza)
Dalla Malga Keher salendo su sentiero sassoso e ghiaioso piuttosto ripido, con anche un breve tratto intermedio in discesa, si giunge quindi, al pianoro pascolivo dove è posta la Malga Lahneralm (1986 m, chiusa). Dalla Malga Lahneralm si attraversa il pianoro Lahner Moos e si sale, quindi, su ripido sentiero a gradoni, con percorso a tornanti; arrivati ad una selletta si prosegue, sempre ripidamente, su traccia a gradoni e ghiaiosa fino al Rifugio Brigata Tridentina/Birnluckenhütte (2441 m, 1.30 ore dalla Malga Kehrer, 2.50 ore dalla partenza).
Seguendo il segnavia 13 per la Forcella del Picco/Birnlücke si sale su traccia sassosa e ghiaiosa che, alternando a tratti in moderata pendenza ad altri più ripidi, porta ad una selletta dalla quale, in breve, su grossi massi e ghiaia, si giunge alla Forcella del Picco (2669 m, confine di Stato, 40 minuti dal Rifugio Tridentina, 3.30 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 2.45 ore, 6.15 ore dalla partenza.
Dislivello: 1100 metri in salita e discesa compresi i brevi saliscendi
Tempo di percorrenza: 6.15 ore (3.30 ore la salita, 2.45 ore la discesa)
Quota massima: 2669 m
Difficoltà: EE – escursione dal dislivello rilevante che presenta diversi tratti ripidi su gradoni e sassosi in cui è richiesto piede fermo; sviluppo chilometrico molto lungo di circa 19 chilometri tra andata e ritorno
Data di ascesa: luglio 2024
Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura di rifugio e malghe; volendo è possibile spezzare la salita in due giorni pernottando al Rifugio Brigata Tridentina Da Casere partono anche diverse altre escursioni come quelle per la Vetta d’Italia (che passa anch’essa per il Rifugio Tridentina) e per la Malga dei Tauri (QUI la “pillola” sull’ascesa alla Vetta d’Italia e QUI quella sul percorso alla Malga dei Tauri)
Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con ottima visibilità per godere degli amplissimi panorami; io sono ho percorso l’itinerario in giornata partendo presto, ma è, comunque, possibile pernottare al rifugio. Fare attenzione, inoltre, in giornate molto calde, al fatto che il percorso è interamente esposto al Sole
Alla partenza
Verso le malghe Prastmannalm e Talschlussalm
Malga Talschlussalm
Chiesetta di Santo Spirito
Verso la Malga Adleralm ed alla Malga Jägerhütte
Malga Adleralm e Malga Jägerhütte
Salendo alla Malga Kehreralm
Malga Kehreralm
Salendo alla Malga Lahneralm
Malga Lahneralm
Pianoro Lahner Moos
Salendo al Rifugio Brigata Tridentina
Rifugio Brigata Tridentina
Salendo alla Forcella del Picco
Forcella del Picco
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DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime di Monti di Fundres, Vedrette di Ries e Alpi di Zillertal
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Valle Aurina e in Val Pusteria
La Malga Kradorferalm, posta a 1704 metri di quota, e la Malga Messnerhütte, situata a 1660 metri di altezza, sono poste nel gruppo delle Alpi Noriche/Norische Alpen in Val Casies/Gsiesertal, valle laterale dell’alta Val Pusteria/Pustertal; le malghe sono raggiungibile in inverno, su sentiero solitamente battuto dal gatto delle nevi, dal Fine valle/Talschluss al termine della Val Casies (QUI la “pillola” sulla Val Casies).
Il percorso presenta un dislivello e sviluppo moderati con salita su pendenze regolari; lungo il tracciato e dalla malga si hanno anche bei punti panoramici verso diverse vette delle Alpi Noriche; con buone condizioni ed giusta esperienza è anche possibile la discesa in slittino.
La salita comincia dal Fine valle/Talschluss in Val Casies (1465 m, ristoranti e alberghi), seguendo le insicazioni del sentiero numero 49 per la Malga Kradorfer e la Malga Messner; si sale dritti prima su stradina asfaltata fino ad un ulteriore parcheggio (volendo, se il parcheggio non fosse già occupato, fin qui anche in macchina).
Seguendo sempre per la Malga Messner e Kardorfer si sale su neve in moderata pendenza, su tracciato solitamente battuto dal gatto delle nevi, proseguendo nel bosco costeggiando, a tratti, il torrente.
Il tracciato raggiunge, quindi la Malga Messnerhütte (1660 m, 1.00 ora dalla partenza), seguendo le indicazioni per la Malga Kradorferalm si prosegue, in breve, raggiungendo la vicina Malga Kradorfer (1704 m, 15 minuti dalla Malga Messnerhütte, 1.15 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 45 minuti, 2.00 ore dalla partenza
Percorso: Fine valle/Talschluss – Malga Messner – Malga Kradorfer – Malga Messner – Fine valle/Talschluss
Sentieri: percorso invernale che ricalca il sentiero estivo 49
Dislivello: 250 metri in salita e discesa
Tempo di percorrenza: 2.00 ore totali
Quota massima: 1704 m
Difficoltà: EAI – escursione, con buone condizioni della neve e meteorologiche, dalla difficoltà tecnica moderata; sviluppo totale di 9 chilometri circa, in caso di ghiaccio o neve fresca, e in base alle condizioni della traccia, è necessaria la relativa attrezzatura (ramponcini e/o ciaspole)
Data di percorrenza: marzo 2024
Annotazioni: è bene controllare il periodo di apertura delle malghe e le condizioni di battutura del percorso. Se si raggiunge in macchina il parcheggio alla fine della stradina asfaltata (un po’ dissestata) si risparmiano circa 2 chilometri di sviluppo tra andata e ritorno. Dal Fine Valle/Talschluss della Val Casies partono anche diversi altri itinerari invernali come, ad esempio, quello per la Malga Stumpfalm (QUI la “pillola” su questo percorso)
Alla partenza al Talschluss/Fine Valle
Sulla stradina asfaltata verso il secondo parcheggio
Secondo parcheggio
Salendo verso la Malga Messnerhütte
Breve deviazione verso la Malga Messnerhütte
Malga Messnerhütte
Salendo alla Malga Kradorferalm
Malga Kradorferalm
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Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio al Fine valle/Talschluss in Valle di Casies su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
La Malga Stumpfalm, situata a 2001 metri di quota, è posta nel gruppo delle Alpi Noriche/Norische Alpen in Val Casies/Gsiesertal, valle laterale dell’alta Val Pusteria/Pustertal; la malga è raggiungibile in inverno, su sentiero solitamente battuto dal gatto delle nevi, dal Fine valle/Talschluss al termine della Val Casies (QUI la “pillola” sulla Val Casies).
Il percorso presenta un dislivello e sviluppo piuttosto impegnativi ma con salita su pendenze regolari; lungo il tracciato e dalla malga si hanno anche bei punti panoramici verso diverse vette delle Alpi Noriche e fin verso le Dolomiti di Braies/Pragser Dolomiten.
La salita comincia dal Fine valle/Talschluss in Val Casies (1465 m, ristoranti e alberghi), seguendo le indicazioni del sentiero numero 48 per la Malga Stumpfalm si sale a destra su mulattiera dapprima asfaltata e poi innevata.
Seguendo sempre per la Malga Stumpfalm si sale in moderata pendenza, su tracciato solitamente battuto dal gatto delle nevi, raggiungendo una casa isolata e costeggiando, quindi, la pista da slittino ed entrando nel bosco.
Il tracciato raggiunge, in breve, il bivio per la Malga Tscharnied; lo si ignora e prendendo il sentiero 47 si continua a seguire per la Malga Stumpf; il percorso nel bosco oltrepassa un ponticello, e sale poi in tornanti con pendenza moderata e qualche breve tratto un po’ più ripido, ignorato il bivio del sentiero 47A si raggiungere un altro ponticello.
Superatolo si continua a salire con pendenza moderata e brevi tratti più ripidi; seguendo sempre per la Malga Stumpfalm ad alcuni bivi si giunge ad un tratto con pendenza contenuta che porta alla Malga Stumpfalm (2001 m, 2.15 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.00 ore dalla partenza
Percorso: Fine valle/Talschluss –Malga Stumpfalm – Fine valle/Talschluss
Sentieri: percorso invernale che ricalca i sentieri estivi 48 e 47
Dislivello: 550 metri in salita e discesa
Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali
Quota massima: 2001 m
Difficoltà: EAI – escursione, con buone condizioni della neve e meteorologiche, dalla difficoltà tecnica moderata ma dal dislivello rilevante su neve; sviluppo totale di 11 chilometri circa, in caso di ghiaccio o neve fresca, e in base alle condizioni della traccia, è necessaria la relativa attrezzatura (ramponcini e/o ciaspole)
Data di percorrenza: febbraio 2024
Annotazioni: è bene controllare il periodo di apertura della malga e le condizioni di battutura del percorso Dal Taschluss/Fine Valle partono anche altri itinerari invernali come quello che porta alla Malga Messnerhutte ed alla Malga Kradorferalm (QUI la “pillola su questo percorso)
Nell’area di Fine valle/Talschluss
Vista sulle Dolomiti di Braies
Salendo al bivio tra sentiero 48 e 47
Bivio tra sentiero 48 e 47
Continuando a salire sul sentiero 47 per la Malga Stumpf
Malga Stumpf
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DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Il Rifugio Großberghütte, situato a 1644 metri di altezza, ed i Rifugi Pranterhütte e Wieserhütte, posti a 1850 metri di quota, si trovano nel gruppo dei Monti di Fundres/Pfunderer Berge in Valle di Altafossa/Altfasstal raggiungibile dal paese di Maranza/Meransen posto in posizione elevata sul borgo di Rio di Pusteria/Mühlbach in bassa Val Pusteria/Pustertal (QUI la “pillola” su di Rio di Pusteria, Maranza e Valles).
Il percorso per i rifugi si diparte dal parcheggio posto all’imbocco della Valle di Altafossa e raggiunge dapprima, su percorso nel bosco solitamente battuto dal gatto delle nevi, il Rifugio Großberghütte (aperto in alcuni periodi anche in inverno); il tracciato, battuto solo dagli escursionisti, raggiunge poi, con sviluppo piuttosto lungo tra spazi più aperti, la conca idilliaca ove sono posti i Rifugi Pranterhütte e Wieserhütte (chiusi in inverno).
Il percorso in Valle di Altafossa si torva, inoltre, nell’are di sport invernali del Gitschberg-Jochtal, posta tra i paesi di Maranza e Valles, che offre svaraiti chilometri di piste da sci alpino, sci di fondo e diverse possibilità per escursionismo invernale (QUI la “pillola” sul comprensorio Gitschberg-Jochtal in inverno).
L’escursione comincia dal parcheggio della Valle di Altafossa (1520 m, strada a tratti un po’ stretta da Maranza); tornati in breve alla strada di inzio dei sentieri si segue il sentiero numero 15 verso il Rifugio Großberghütte e la Valle di Altafossa proseguendo nel bosco, su traccia solitamente battuta dal gatto delle nevi, in leggeri saliscendi.
Si ignora il bivio per il Rifugio Moser e, ad un a successiva biforcazione, ci si mantiene a sinistra verso il Rifugio Großberghütte; si procede dapprima in discesa fino ad un ponticello con crocefisso, si sale poi con pendenza moderata fino al Rifugio Großberghütte (1644 m, 30 minuti dalla partenza).
Dal Rifugio Großberghütte si continua a seguire il sentiero 15 verso i Rifugi Pranterhütte e Wieserhütte; seguendo la traccia, solitamente presente ma battuta solo dagli escursionisti, si sale tra spazi aperti, in moderata pendenza, lungo la Valle di Altafosse.
Con sviluppo piuttosto lungo si superano alcune baite e si sale, quindi, un po’ più ripidamente fino ad un pianoro, che si percorre in lievi saliscendi, giungendo ai Rifugi Pranterhütte e Wieserhütte (1850 m, chiusi in inverno, 1.00 ora dal Rifugio Großberghütte, 1.30 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso con alcuni saliscendi in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.
Percorso: parcheggio Valle di Altafossa – Rifugio Großberghütte – Rifugi Pranterhütte e Wieserhütte – Rifugio Großberghütte – parcheggio Valle di Altafossa
Sentieri: percorso invernale che ricalca il sentiero estivo 15
Dislivello: 300 metri in salita e discesa considerati i saliscendi
Tempo di percorrenza: 2.45 ore totali
Quota massima: 1850 m
Difficoltà: EAI – escursione, con buone condizioni della neve e meteorologiche, dalla difficoltà tecnica contenuta fino il Rifugio Großberghütte, la prosecuzione ai Rifugi Pranterhütte e Wieserhütte presenta una difficoltà maggiore in base alla traccia, comunque solitamente presente ma battuta solo dagli escursionisti. Sviluppo totale piuttosto lungo di 10 chilometri circa; in caso di ghiaccio o neve fresca, e in base alle condizioni della traccia, è necessaria la relativa attrezzatura (ramponcini e/o ciaspole)
Data di percorrenza: febbraio 2024
Annotazioni: è bene controllare il periodo di apertura del Rifugio Großberghütte e le condizioni di battitura del percorso; naturalmente è anche possibile fermarsi al Rifugio Großberghütte senza proseguire verso i Rifugi Pranterhütte e Wieserhütte
Nei pressi del parcheggio in Valle di Altafossa
Tratto verso il Rifugio Großberghütte
Rifugio Großberghütte
Tracciato verso i Rifugi Pranterhütte e Wieserhütte
Rifugi Pranterhütte
Rifugio Wieserhütte
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina
Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo
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DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Il Passo Stalle/Staller Sattel, posto a 2052 metri di quota, si trova tra le Vedrette di Ries/Riesferner Gruppe e le Alpi Noriche/Norische Alpen sul confine tra Italia ed Austria tra Alto Adige/Südtirol e Tirol austriaco; al passo si giunge in estate anche in macchina mentre in inverno viene raggiunto sulla strada innevata soltamente battuta dal gatto delle nevi (QUI la “pillola” sul Passo Stalle).
La strada del versante sudtirolese del passo si diparte dalla Valle Anterselva/Antholzertal, dall’arena del biathlon si raggiunge il famoso Lago di Anterselva/Antholzersee salendo poi sulla strada innevata fino al Passo Stalle; dal valico si può poi scendere, in breve, sul versante austriaco giungendo al Lago Obersee ove è posto anche il rifugio Oberseehütte (QUI la “pillola” sulla Valle Anterselva e QUI quella sul Lago di Anterselva).
L’escursione offre bellissime vedute sulle circostanti vette e sui due laghi ghiacciati ed innevati oltre ad una bel tracciato nel bosco lungo la salita al passo; lo sviluppo risulta, però molto lungo e la sua percorrenza richiede, quindi, buone condizioni del percorso e giusto allenamento.
Il percorso comincia dal parcheggio del Lago di Anterselva presso la “Südtirol Arena Alto Adige” di biathlon (1641 m), seguendo la strada innevata, chiusa al traffico in inverno, verso il Passo Stalle; si raggiunge in breve il Lago di Anterselva, qui vi sono tre possibilità da scegliere a seconda di condizioni del momento e propria esperienza.
La prima, più facile, consiste nel continuare a seguire la strada, la seconda nel prendere il sentiero estivo che costeggia in saliscendi la riva sinistra del lago (attenzione a possibili tratti ghiacciati nella parte di percorso sotto gli alberi). La terza opzione percorre, se presente, una traccia che passa direttamente sul lago ghiacciato ed innevato (in questo caso fare molta attenzione alla tenuta del ghiaccio sulle acque del lago ed alle condizione della traccia; un cartello indica anche che non viene assunta responsabilità nel caso in cui il ghiaccio ceda).
Tutte e tre le possibilità raggiungono comunque il Ristorante Seerestauarant ed il Rifugio Genziana/Enzian Hütte (1650 m, 45 minuti dalla partenza).
Dai rifugi si segue la strada innevata per il Passo Stalle, solitamente battuta dal gatto delle nevi; la strada sale nel bosco regolare, con media pendenza, fino al bivio con la Malga Steinzgeralm. Ignorato il bivio si prosegue nel bosco sulla strada per il Passo Stalle prima con due tornanti, si oltrepassa, quindi, una breve galleria e si superano altri due tornanti; alternando tratti in media pendenza ad altri un po’ più ripidi si prosegue dritti raggiungendo, infine, gli ultimi quattro tornanti che portano al Passo Stalle (2052 m, 1.30 ore dal Rifugio Genziana, 2.15 ore dalla partenza).
Dal Passo Stalle si scende sul versante austriaco, sempre su strada innevata solitamente battuta dal gatto delle nevi, raggiungendo, in breve, il lago Obersee; seguendo le indicazioni per il percorso pedonale, che costeggia le piste da sci di fondo, si devia a sinistra e si raggiunge il vicino Rifugio Oberseehütte posto sulle rive del lago (2014 m, 15 minuti dal Passo Stalle, 2.30 ore dalla partenza).
Ritorno per lo stesso percorso, con anche la breve risalita dal Rifugio Obersee al Passo Stalle, in 2.00 ore, 4.30 ore dalla partenza.
Percorso: Arena biathlon – Lago di Anterselva – Passo Stalle – Lago e Rifugio Obersee – Passo Stalle – Lago di Anterselva – Arena bithlon
Sentieri: percorso invernale che ricalca la strada estiva per il Passo Stalle (possibili alternative nel primo tratto lungo le sponde del lago di Anterselva o sullo stesso)
Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati i saliscendi
Tempo di percorrenza: 4.30 ore totali
Quota massima: 2052 m
Difficoltà: EAI – escursione, rimanendo sulla strada, dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche ma dallo sviluppo lungo di 15 chilometri totali circa; in caso di ghiaccio o neve fresca è necessaria la relativa attrezzatura (ramponcini e/o ciaspole). I percorsi alternativi lungo le sponde del Lago di Anterselva o su di esso sono più impegnativi e legati alle condizioni del momento; va fatta quindi molta attenzione valutando attentamente se intraprenderli ed avendo la giusta atterzzatura. Soprattutto se si sceglie di passare sul lago va valutata molto bene la tenuta del ghiaccio sulla traccia (se presente); un cartello indica anche che non viene assunta responsabilità nel caso in cui il ghiaccio ceda
Data di percorrenza: gennaio 2024
Annotazioni: è bene controllare il periodo di apertura di rifugi e le condizioni di battitura del percorso; la zona del Passo Stalle si presenta ventosa in diverse giornate; è bene, quindi, scegliere una giornata con previsioni indicanti poco vento
Arena biathlon
Strada verso il Passo Stalle
Percorso alternativo lungo le sponde della riva sinistra del Lago di Anterselva
Percorso sulle acque del lago (da valutare molto attentamente)
Ristorante Seerestaurant al ricongiungimento delle tre alternative
Verso il Rifugio Genziana
Rifugio Genziana
Salendo al bivio verso la Malga Steinzgeralm
Bivio tra strada per il Passo Stalle e Malga Steinzgeralm
Continaundo la salita verso il Passo Stalle
Al Passo Stalle
Scendendo sul versante austriaco verso il Lago e Rifugio Obersee
Lago Obersee
Rifugio Obersee
Tornati con breve risalita al Passo Stalle si riscende verso il Lago di Anterselva
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina
Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio del Lago di Anterselva presso l’arena biathlon in Valle Anterselva su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Il Rifugio Roner Hütte (1832 m), il Rifugio Rastner Hütte (1931 m) ed il Rifugio Starkenfeld Hütte (1936 m) sono posti sull’Alpe di Rodengo-Luson/Rodenecker-Lüsner Alm in zona idilliaca tra dolci pendii innevati con magnifici panorami che si estendono dalla Plose e le Odle fin verso le Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen, le Alpi Breonie/Stubaier Alpen, i Monti di Fundres/Pfunderer Berge e le Alpi di Zillertal.
L’escursione descritta, solitamente battuta dal gatto delle nevi, parte dal parcheggio Zumis posto sopra il paese di Rodengo/Rodeneck raggiungibile a sua volta da Rio di Pusteria/Mühlbach in bassa Val Pusteria/Pustertal.
Il tracciato descritto presenta un dislivello contenuto ma con sviluppo chilometrico lungo e raggiunge i rifugi con tracciato prima in moderata salita e poi in saliscendi costeggiando anche le piste da sci di fondo; lungo il percorso si tocca anche la chiesetta dei Santi Bartolomeo e Clara.
Il percorso comincia dal parcheggio Zumis (1749 m, strada da Rodengo), seguendo le indicazioni per l’Alpe di Rodengo-Luson si giunge in breve al bivio tra sentiero e strada; si rimane sulla strada innevata, solitamente battuta dal gatto delle nevi. Salendo sulla stradina verso il Rifugio Roner si procede, in moderata pendenza, prima tra bosco e poi spazi più aperti fino a giungere al biotopo “Ronermoor” ed, in breve, al Rifugio Roner (1832 m, 50 minuti dalla partenza).
Seguendo le indicazioni per l’Alpe di Rodengo-Luson si sale su mulattiera tra rado bosco, con qualche breve tratto un po’ più ripido, ignorato il bivio del sentiero e rimanendo sulla mulattiera si sale in leggera pendenza uscendo dal bosco ed arrivando alla chiesetta dei Santi Bartolomeo e Clara.
Continuando il cammino su mulattiera, in saliscendi tra spazi aperti, si ignorano diversi bivi e si giunge ad una tabella panoramica delle cime e, successivamente, al bivio per la mulattiera verso il Rifugio Rastner; si segue, quindi, a sinsitra la mulattiera che, in breve in saliscendi, porta al Rifugio Rastner (1931 m, 1.00 ora dal Rifugio Roner, 1.50 ore dalla partenza).
Dal Rifugio Rastner si torna al bivio lungo la mulattiera e si sale in moderata pendenza giungendo, in breve, al Rifugio Starkenfeld (1936 m, 25 minuti dal Rifugio Rastner, 2.15 ore dalla partenza).
Ritorno per lo stesso percorso, con alcuni saliscendi e senza ripassare dal Rifugio Rastner, in 1.45 ore. 4.00 ore dalla partenza.
Sentieri: percorso invernale per l’Alpe di Rodengo-Luson
Dislivello: 250 metri in salita e discesa considerati i diversi saliscendi
Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali
Quota massima: 1936 m
Difficoltà: EAI – escursione dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche ma dallo sviluppo lungo di 13 chilometri totali circa in caso di ghiaccio o neve fresca è necessaria la relativa attrezzatura (ramponcini e/o ciaspole)
Data di percorrenza: gennaio 2024
Annotazioni: è bene controllare il periodo di apertura di rifugi e le condizioni di battitura del percorso
Parcheggio Zumis
Salendo al Rifugio Roner su strada
Rifugio Roner
Salendo verso l’Alpe di Rodengo-Luson
Chiesetta dei Santi Bartolomeo e Clara
Tratto verso il bivio tra Rifugio Rastner e Rifugio Starkenfeld
Tratto verso il Rifugio Rastner
Rifugio Rastner
Tratto verso il Rifugio Strakenfeld una volta tornati al bivio
Rifugio Starkenfeld
Mappa del percorso
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina
Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo
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DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Il Col Quaternà/Knieberg, alto 2503 metri, e la Malga Alpe Nemes/Nemesalm, posta a 1877 metri di quota, sono situati in zona bucolica tra boschi e pascoli sulle Alpi Carniche/Karnische Alpen tra Val di Sesto/Sextental in Alto Adige/Südtirol ed il Comelico in Veneto (QUI la “pillola” sulla Val di Sesto).
La vetta e la malga con posto di ristoro possono essere raggiunti con diversi itinerari, viene qui descritto un percorso ad anello che parte dal Passo Monte Croce di Comelico/Kreuzbergpass; il tracciato tocca prima la Malga Coltrondo e la Malga Rinfreddo per poi salire alla vetta del Col Quaternà e scendere, successivamente, al Passo Silvella/Kniebergsattel ed alla Malga Alpe Nemes, dalla quale si torna al Passo Monte Croce di Comelico (QUI la “pillola” sul Passo Monte Croce).
Il percorso qui descritto, dal dislivello rilevante e dallo sviluppo lungo, presenta una difficoltà tecnica moderata tranne nel tratto finale per la vetta, più ripido e impegnativo; lungo il tracciato si hanno anche ottimi panorami su Dolomiti di Sesto/Sextener Dolomiten ed Alpi Carniche.
Il percorso comincia dal Passo Monte Croce di Comelico (1636 m, albergo e rstorante), dal Passo si segue il sentiero 131 per Malga Nemes e la Malga Coltrondo. Si sale su mulattiera sterrata nel bosco raggiungendo in breve la Cappella di San Michele e poi il bivio col sentiero 149 per la Malga Coltrondo; seguendo il sentiero 149 si procede su mulattiera nel bosco prima in falsopiano e poi in discesa incontrando diversi bivi. Rimanendo sempre sul sentiero 149 si giunge ai pressi del Lago dei Rospi e si sale a sinistra verso la Malga Coltrondo; salendo ripidamente su traccia terrosa e sassosa nel bosco si giunge quindi ad una radura e, successivamente, ad una stradina asfaltata che si segue, in breve, in salita fino alla Malga Coltrondo (1879 m, posto di ristoro 1.20 ore dalla partenza).
Seguendo sempre il sentiero 149 verso la Malga Rinfreddo si procede, in breve, su stradina prima asfaltata e poi sterrata fino alla Malga Rinfreddo (1887 m, posto di ristoro, 10 minuti dalla Malga Coltrondo, 1.30 ore dalla partenza).
Dalla Malga Rinfreddo si sale segeuendo le indicazioni “La Ponta-Passo Silvella”; il sentiero su mulattiera ghiaiosa sale nel bosco, con pendenza a tratti accentuata, fino alla località La Ponta (2053 m).
Seguendo a sinistra il sentiero per il Col Quaternà ed il Passo Silvella si sale su mulattiera sassosa ed erbosa a tornanti, alternando tratti con pendenza moderata ad altri più ripidi, fino ad incrociare il sentiero 148 e giungere alla Sella del Quaternà (2379 m, Madonnina, 1.30 ore dalla Malga Rinfreddo, 3.00 ore dalla partenza).
Seguendo le indicazioni dipinte su roccia indicanti il Col Quaternà si sale a sinistra su traccia terrosa e sassosa che sale ripidamente prima tra tratti erbosi; la traccia sassosa sale poi ripidamente, con qualche tratto un po’ esposto in ambiente più aspro, fino alla vetta del Col Quaternà (2503 m, croce, 20 minuti dalla Sella del Quaternà, 3.20 ore dalla partenza).
Tornati con attenzione alla Sella del Quaternà si scende verso sinistra verso il Passo Silvella, la traccia ghiaiosa scende il leggera pendenza e poi raggiunge con brevi saliscendi il Passo Silvella (2329 m, 25 minuti dalla cima del Col Quaternà (3.45 ore dalla partenza).
Dal Passo Silvella si segue a sinistra il sentiero 146 verso l’Alpe Nemes; si scende su mulattiera ghiaiosa ed erbosa in tornanti che porta, con lungo sviluppo, ad una casera e poi alla Malga Alpe Nemes (1877 m, posto di ristoro, 1.30 ore dal Passo Silvella, 5.15 ore dalla partenza).
Dalla Malga Alpe Nemes si segue il sentiero 131 per il Passo Monte Croce scendendo su mulattiera ghiaiosa ad una radura con torrente ed, in breve, ad un bivio. Rimanendo sul sentiero 131 per il Passo Monte Croce si prosegue in leggera discesa con passerelle di legno su un’area acquitrinosa fino ad un successivo bivio tra Passo Monte Croce e Monte Covolo/Seikofel; seguendo a questo, ed ai successivi bivi, sempre per il Passo Monte Croce si procede su mulattiera sterrata nel bosco dapprima in breve risalita e poi in discesa fino alla chiesetta di San Michele ed al Passo Monte Croce (1.00 ora da Malga Alpe Nemes, 6.15 ore dalla partenza).
Percorso: Passo Monte Croce di Comelico – Malga Coltrondo – Malga Rinfreddo – La Ponta – Sella del Quaternà – Col Quaternà – Sella del Quaternà – Passo Silvella – Malga Alpe Nemes – Passo Monte Croce
Sentieri: 131 – 149 – 148 – deviazione al Col Quaternà – 148 – 146 – 131
Dislivello: 1000 metri in salita e discesa considerati anche i diversi saliscendi lungo il percorso
Tempo di percorrenza: 6.15 ore totali
Quota massima: 2503 m
Difficoltà: E/EE – itinerario complessivamente di moderata difficoltà tecnica ma con presenza di alcuni tratti relativamente ripidi e un po’ esposti salendo in vetta, in cui è necessario passo fermo, sviluppo totale molto lungo di circa 20 chilometri.
Data di ascesa: ottobre 2023
Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura delle malghe. Dal Passo Monte Croce partono anche diversi altri itinerari come quello per la vetta del Castelliere/Burgstall ed i Prati di Croda Rossa/Rotwandwiesen, l’ascesa alla Croda Sora i Colesei e la salita al Monte Covolo (QUI la “pillola” sul percorso per il Castelliere ed i Prati di Croda Rossa, QUI quella sull’ascesa alla Croda Sora i Colesei e QUI la “pillola” sulla salita al Monte Covolo
Esperienza di Stefano: io ho percorso l’escursione in autunno con clima ancora piuttosto mite per il periodo e senza neve; in altri anni, ad ottobre, il percorso potrebbe risultare già in parte innevato; io ho trovato una giornata in parte nuvolosa e nebbiosa, con ampia visibilità (che sarebbe meglio avere) il panorama su Dolomiti di Sesto ed Alpi Carniche sarebbe ancora più ampio
Passo Monte Croce di Comelico
Chiesetta di San Michele
Lungo il percorso per la Malga Coltrondo
Malga Coltrondo
Malga Rinfreddo
Salendo alla località La Ponta
Salendo alla Sella del Quaternà
Madonnina alla Sella del Quaternà
Salendo al Col Quaternà
Vetta del Col Quaternà
Tratto verso il Passo Silvella
Col Quaternà visto dal Passo Silvella
Scendendo all’Alpe Malga Nemes
Malga Alpe Nemes
Vista sulle Dolomiti di Sesto
Scendendo al Passo Monte Croce
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DISCLAIMER:
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose seeffettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali
La Croda Bianca/Weisse Wand, vetta di 2517 metri di quota, la Malga Durra Alm, situata a 2096 metri di altezza e la Malga Knuttenalm, posta a 1911 metri di quota, si trovano nel gruppo delle Vedrette di Ries/Riesferner Gruppe.
Le malghe, con posto di ristoro, e la vetta, dall’ampio panorama su Vedrette di Ries ed Alpi di Zillertal, sono poste in Valle dei Dossi/Knuttental raggiungibile dal paese di Riva di Tures/Rein in Taufers situato alla testata della Valle di Riva/Reintal, valle laterale che si distacca della Valle Aurina/Ahrntal all’altezza di Campo Tures/Sand in Taufers (QUI la “pillola” su Campo Tures e Riva di Tures).
Il percorso, dal dislivello e sviluppo piuttosto rilevanti e con alcuni tratti ripidi, raggiunge dapprima la Malga Durra salendo poi alla Croda Bianca e scendendo, quindi, alla Malga Knutten per poi tornare su mulattiera al parcheggio; lungo il tracciato si attraversano anche diversi tipi di ambienti sia boschivi e pascolivi che più selvaggi salendo alla vetta.
Il percorso comincia dal parcheggio alto di Riva di Tures (1700 m) seguendo il sentiero 1 per la Malga Durra Alm; la traccia erbosa e ghiaiosa sale piuttosto ripidamente tra pascoli per poi entrare nel bosco. Il sentiero sassoso e terroso sale quindi, alternando tratti ripidi ad altri in lieve pendenza, fino ad uscire dal bosco raggiungendo quindi, in breve, la Malga Durra Alm (2096 m, 1.15 ore dalla partenza).
Dalla Malga Durra Alm si segue sempre il sentiero 1 per la Croda Bianca/Weisse Wand, la traccia erbosa e ghiaiosa scende, in breve, ad un laghetto con bivio per la Malga Knuttenalm (che si prenderà al ritorno). Rimanendo adesso sul sentiero 1 per la Croda Bianca si sale tra spazi aperti ed altri boschivi, con traccia sassosa e terrosa; il tracciato piega poi verso destra in lungo mezzacosta in moderata pendenza, tra spazi aperti.
Il sentiero raggiunge quindi una largo canale erboso che si sale su traccia sassosa e terrosa in tornanti che porta, ripidamente, alla costone sommitale della Croda Bianca; dal punto più alto, facendo attenzione all’esposizione, si scende a destra, in breve, alla croce di vetta (2517 m, 1.30 ore dalla Malga Durra Alm, 2.45 ore dalla partenza).
Tornati, con attenzione sul breve tratto esposto, al punto alto del costone della vetta si scendi sultracciato di salita si scende fino al bivio per la Malga Knuttealm, incontrato in salita nei pressi del laghetto. Seguendo il sentiero 1A per la Malga Knuttenalm si scende tra bosco e spazi aperti, su traccia sassosa e terrosa piuttosto ripida, fino ad un grande ponticello; da qui, in risalita, breve ma piuttosto ripida, si raggiunge una stalla e poi la Malga Knuttenalm (1911 m, 1.45 ore dalla vetta, 4.30 ore dalla partenza).
Seguendo la mulattiera sterrata numero 9 per Riva di Tures si scende tra pascoli dapprima in moderata pendenza e poi più lievemente, con sviluppo piuttosto lungo, tornando, quindi, al parcheggio (45 minuti dalla Malga Knuttenalm, 5.15 ore dalla partenza).
Percorso: parcheggio alto di Riva di Tures – Malga Durra Alm – Croda Bianca – Malga Knuttenalm – parcheggio alto di Riva di Tures
Sentieri: 1 – 1A – 9
Dislivello: 850 metri in salita e discesa considerati i brevi saliscendi
Tempo di percorrenza: 5.15 ore totali
Quota massima: 2517 m
Difficoltà: E/EE – itinerario complessivamente di moderata difficoltà tecnica ma con presenza di alcuni tratti piuttosto ripidi ed un tratto un po’ esposto tra il punto alto del costone e la croce di vetta, sviluppo totale di circa 12 chilometri.
Data di ascesa: ottobre 2023
Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura delle malghe, volendo, in discesa, si può tornare integralmente per la via di salita ripassando dalla Malga Durra Alm senza deviare alla Malga Knuttenalm. Chi non si sentisse sicuro sul breve tratto finale può fermarsi sul punto alto del costone della Croda Bianca senza scendere alla croce. Dal parcheggio alto di Riva di Tures partono anche altri itinerari come quello che raggiunge, passando per la Malga Knuttenalm, il Lago di Gola/Klammlsee ed il Passo di Gola/Klammljoch (QUI la “pillola” su questo percorso)
Esperienza di Stefano: io ho percorso l’itinerario della Croda Bianca ad inizio autunno con clima ancora piuttosto mite ed assenza di neve; in questo periodo, in alcuni annate, può, invece, già essere presente neve nel tratto sommitale. È, comunque, in generale richiesta assenza di neve e terreno asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere al meglio dei magnifici panorami di vetta
Salendo alla Malga Durra Alm
Malga Durra Alm
Laghetto con bivio per la Malga Knuttenalm
Salendo alla Croda Bianca
Breve tratto un po’ esposto dal punto alto del costone della Croda Bianca alla croce
In vetta alla Croda Bianca
Panorami di vetta
Scendendo alla Malga Knuttenalm una volta tornati al laghetto incontrato in salita
Vista sulla Croda Bianca e la Cima Nera/Schwarzerspitz
Breve risalita verso la Malga Knuttenalm
Malga Knuttenalm
Scendendo sulla mulattiera sterrata al parcheggio
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DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime di Monti di Fundres, Vedrette di Ries e Alpi di Zillertal
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Il Castelliere/Burgstall, vetta di 2218 metri di quota, è posta nell’area della Croda Rossa di Sesto/Rotwand nel gruppo delle Dolomiti di Sesto/Sextener Dolomiten; la cima è raggiungibile da diversi punti di partenza, viene qui descritto un itinerario ad anello che parte dal Passo Monte Croce di Comelico/Kreuzbergpass, raggiungibile dalla Val di Sesto/Sextental dall’Alto Adige/Südtirol e dal Comelico in Veneto (QUI la “pillola” sul Passo Monte Croce di Comelico e QUI quella sulla Val di Sesto).
Il percorso dopo aver raggiunto la vetta del Castelliere porta ai Prati di Croda Rossa/Rotwandwiesen (che ospitano due rifugi) per poi tornare al Passo Monte Croce di Comelico con mulattiera nel bosco; il tratto di salita e discesa dalla vetta presentano diversi passaggi sassosi ripidi che richiedono piedi fermo (QUI la “pillola” sul comprensorio della Croda Rossa, che comprende anche i Prati di Croda Rossa, raggiungibile anche in cabinovia dai Bagni di Moso/Bad Moos).
Dal tracciato si godono anche bellissimi panorami sulle Dolomiti di Sesto e le Alpi Carniche e si attraversano diversi ambienti sia rocciosi e selvaggi verso la cima, sia pascolivi e boschivi negli altri tratti.
Il percorso comincia dal Passo Monte Croce di Comelico (1636 m), si segue il sentiero numero 15 per il Castelliere salendo dapprima tra prati e poi nel bosco, su traccia ghiaiosa piuttosto ripida, fino a giungere ad una radura. Seguendo sempre il sentiero 15 a diversi bivi si giunge ad una falesia di arrampicata e ferrate e, continuando su traccia terrosa nel bosco, si sale raggiungendo vecchie strutture militari ed un bivio; si continua, quindi, sempre sul sentiero 15 per il Castelliere. La traccia ghiaiosa e sassosa procede a mezzacosta in leggeri saliscendi, superato un breve tratto franato, si giunge ad una piccola conca; facendo attenzione a seguire i segni si sale adesso in un canalone ghaioso giungendo ad un bivio.
Seguendo a sinistra il sentiero 15B per il Castelliere si sale su traccia ghiaiosa, con pendenza piuttosto accentuata; il sentiero sale a tornanti dapprima tra rado bosco e poi in terreno aperto; la traccia traversa poi verso destra con pendenza moderata fino ad una sella con cartelli. Dalla sella si può salire a destra in breve, facendo attenzione ad un tratto franato, alla vicinissima vetta del Castelliere (2218 m, 2.00 ore dalla partenza).
Tornati in breve, con attenzione, alla sella si scende verso i Prati di Croda Rossa, la traccia ghiaiosa scende dapprima in moderata pendenza per poi scendere un ripido canalino su fondo sassoso con anche alcuni gradoni. Usciti dal canalino la traccia traversa verso sinistra in moderata pendenza giungendo ad incontrare nuovamente il sentiero 15; seguendo sempre per i Prati di Croda Rossa ai diversi bivi si scende su mulattiera tra bosco e pascoli raggiungendo i Prati di Croda Rossa (1925 m, Rifugio Rudi e Rifugio Prati di Croda Rossa, cabinovia che sale da Moso/Moos, 45 minuti dalla vetta del Castelliere, 2.45 ore dalla partenza).
Dai Prati di Croda Rossa si segue adesso il sentiero 18 per il Passo Monte Croce, la traccia procede inizialmente in saliscendi tra terrei aperti e bosco, passando anche nei pressi di diverse sculture in legno; il sentiero porta poi ad un bivio. Seguendo sempre il sentiero 18 per il Passo Monte Croce si procede in discesa su mulattiera ghiaiosa in moderata pendenza giugendo ad una baita; continuando sulla mulattiera si scende nel bosco fino ad un bivio.
Rimanendo sul sentiero 18 si scende quindi su mulattiera con pendenza un po’ più accentuata giungendo alla strada del Passo Monte Croce di Comelico; seguendo a destra la traccia a lato strada si giunge, quindi, in breve, al Passo Monte Croce di Comelico (1.30 ore dai Prati di Croda Rossa, 4.15 ore dalla partenza).
Percorso: Passo Monte Croce di Comelico – Castelliere – Prati di Croda Rossa – Passo Monte Croce di Comelico
Sentieri: 15 – 15B – 15 – 18
Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati i diversi saliscendi
Tempo di percorrenza: 4.15 ore totali
Quota massima: 2218 m
Difficoltà: EE– percorso che presenta diversi tratti ripidi verso la vetta (soprattutto la discesa è piuttosto tecnica nella prima parte); la deviazione dalla sella sotto la vetta alla cima è molto breve ma presenta un tratto franato in cui bisogna prestare molta attenzione. Il percorso presenta uno sviluppo totale di 12 chilometri circa
Data di ascesa: settembre 2023
Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura dei rifugi. Dai Prati di Croda Rossa è possibile scendere ai Bagni di Moso in cabinovia e poi tornare al Passo Monte Croce in autobus; è bene informarsi, in questo caso anche sugli orari dell’autobus ed i periodi di apertura di cabinovia. È possibile evitare la salita in vetta rimanendo sul sentiero 15 al bivio col sentiero 15B od anche percorrere in salita e discesa il sentiero 18. Dal Passo Monte Croce partono anche diversi altri itinerari come quello per il Monte Covolo/Seikofel e la Malga Nemes Alm, il Col Quaternà/Knieberg, Passo Silvella/Kniebergsattel e Malga Nemes Alm e la Croda Sora i Colesei (QUI la “pillola” sul percorso per il Monte Covolo, QUI quella sull’ascesa alla Croda Sora i Colesei e QUI quella sulla salita al Col Quaternà).
Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità sia per questioni di sicurezza ed orientamento oltre che per godere dei bellissimi panorami; il percorso è di difficoltà tecnica moderata per esperti ma non va sottovalutato in diversi tratti, soprattutto nella breve deviazione verso la vetta e nel primo tratto di discesa.
Primo tratto di salita dal Passo Monte Croce di Comelico
Falesia di arrampicata e vie ferrate
Tratto nel bosco che passa anche nei pressi di vecchie strutture militari
Tratto a mezzacosta con saliscendi
Attraversamento di un tratto franato
Tratto in cui fare attenzione a seguire i segni
Salendo sul sentiero 15B
Tratto finale per la vetta (da fare con attenzione vista la parte franata)
In vetta
Viste dalla vetta
Primo tratto della discesa
Canalino ripido in discesa
Vista sulla Val di Sesto
Discesa verso i Prati di Croda Rossa
Prati di Croda Rossa
Rifugio Rudi
Lungo il primo tratto in saliscendi del sentiero 18
Discesa lungo la mulattiera
Baita con radura
Discesa verso il Passo Monte Croce
Breve tratto a lato strada tornando al Passo Monte Croce
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DISCLAIMER:
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose seeffettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
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