Monte Roen (2116 m) – via ferrata – Catena della Mendola

Il Monte Roen, cima, di 2116 metri di quota, è la vetta più alta appartenente alla lunga costiera della Mendola/Mendel posta sul confine tra Sudtirolo e Trentino; la cima offre, infatti, un bellissimo panorama sia verso l’Oltradige/Überetsch e le Dolomiti in Sudtirolo, sia verso il Gruppo dell’Adamello e la Val di Non in Trentino.

La cima del Monte Roen presenta varie possibilità di salita di diversa lunghezza, viene qui descritto il percorso ad anello con partenza dal Rifugio Mezzavia/Halbweghütte raggiungibile in seggiovia con stazione a valle posta sul versante trentino a pochi chilometri dal Passo della Mendola/Mendelpass; il valico è raggiungibile dal versante sudtirolese, sia in macchina che in funicolare, da Caldaro sulla Strada del Vino/Kaltern an der Weinstraße (QUI la “pillola” sul Passo della Mendola e la funicolare Caldaro-Mendola e QUI quella sul paese di Caldaro).

Il percorso raggiunge dapprima nel bosco la Malga Romeno ed al Rifugio Oltradige/Überetscher Hütte per poi salire alla vetta per via ferrata, relativamente impegnativa tecnicamente ma con tratti esposti e un po’ franosi. Il tracciato scende poi nel bosco riportando alla Malga Romeno e poi al Rifugio Mezzavia ed alla seggiovia.

La salita comincia dalla stazione a monte della seggiovia Roen (1585 m, Rifugio Mezzavia/Halbweghütte) seguendo il sentiero 500 verso il Monte Roen; si sale quindi su mulattiera sterrata nel bosco con sviluppo piuttosto lungo alternando tratti moderatamente ripidi ad altri in saliscendi fino a giungere alla Malga Romeno (1768 m, 1.00 ora dalla partenza).

Dalla Malga di Romeno si segue il sentiero 560 che su mulattiera sterrata nel bosco porta in saliscendi al Rifugio Oltradige/Überetscher Hütte (1773 m, 1.20 ore dalla partenza).

Dal rifugio si segue il sentiero 523 per la via ferrata “Cima Roen” salendo su ripida traccia sassosa che porta verso la parete con targa di inizio ferrata.
La via ferrata, che presenta diversi tratti franosi con rischio di caduta sassi, inizia su un camino appoggiato e poi su un tratto un po’ più verticale ma ben gradinato che porta d una lunga cengia verso sinistra un po’ esposta.
Si procede poi in un valloncello con anche alcune staffe per poi arrivare ad un’altra paretina abbastanza verticale ma con spuntoni in ferro che aiutano nella progressione; si procede poi su terreno meno ripido in un camino appoggiato e, infine, con un’altra breve cengia meno esposta che porta al crinale soprastante con fine della ferrata presso un crocefisso.
Seguendo il sentiero 523 per Cima Roen si prosegue su traccia terrosa e sassosa su sentiero tra mughi in moderata pendenza fino a giungere, in breve, alla vetta del Monte Roen (2116 m, 1.00 ora dal Rifugio Oltradige, 2.20 ore dalla partenza).

Si segue, quindi, in discesa il sentiero 500 per Malga Romeno scendendo su traccia sassosa prima tra mughi e prati e poi più ripidamente nel bosco fino a tornare a Malga Romeno (40 minuti dalla vetta, 3.00 ore dalla partenza).

Seguendo il sentiero già noto si torna quindi, con alcuni saliscendi, al Rifugio Mezzavia ed alla stazione a monte della seggiovia (1.00 ora da Malga Romeno, 4.00 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte seggiovia Roen – Rifugio Mezzavia – Malga Romeno – Rifugio Oltradige – Ferrata Monte Roen – Monte Roen – Malga Romeno – Rifugio Mezzavia – Stazione a monte seggiovia Roen

Sentieri: 500 – 560 – 523 (ferrata) – 500

Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerate le contropendenze

Tempo di percorrenza: 4.00 ore (2.20 ore la salita, 1.40 ore la discesa).

Quota massima: 2116 m

Difficoltà: EEA – ferrata di impegno tecnico non molto elevato ma con alcuni tratti un po’ esposti e franosi (rischio caduta sassi), il resto del percorso presenta una difficoltà tecnica contenuta ma con alcuni tratti ripidi; sviluppo totale piuttosto lungo

Data di ascesa: agosto 2022

Annotazioni: Naturalmente per chi volesse evitare la via ferrata è possibile salire e scendere per il percorso descritto in discesa. È bene anche controllare i periodi ed orari di apertura della seggiovia, in alternativa si può salire a piedi dalla stazione a valle o dal Passo della Mendola con, però, sviluppo e dislivello decisamente maggiori. Necessario tempo asciutto lungo la percorrenza dell’itinerario.

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario in un giorno infrasettimanale non trovando nessuno lungo la ferrata, con più persone sul tracciato bisogna stare molto attenti a possibili cadute di sassi e a cercare di smuoverne il meno possibile; è bene, inoltre, non percorrere l’escursione in giornate eccessivamente calde

All’arrivo a monte della seggiovia

Rifugio Mezzavia

Salendo alla Malga Romeno

Malga Romeno

Tratto verso il Rifugio Oltradige

Al Rifugio Oltradige

Verso l’inizio della via ferrata

Lungo la via ferrata

Crocefisso al termine della ferrata

In vetta al Monte Roen

Panorama dalla vetta ripresi in diverse salite alla cima

Scendendo alla Malga Romeno

Cliccare sull’immagine per visualizzare la Seggiovia Roen su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene e del Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Oltradige e Bassa Atesina

Rovine di Castelchiaro/Leuchtenburg – Denti del Cavallo/Rosszähne (608 m) – Gruppo della Mendola

Le rovine di Castelchiaro/Leuchtenburg, poste a 576 metri di quota, e i Denti del Cavallo/Rosszähne, situati a 608 metri di altezza, si trovano sulla sommità di colli boscosi dominanti il Lago di Caldaro/Kalterer See; lo specchio d’acqua, meta di molti turisti in estate, è situato a pochi chilometri dall’omonimo borgo di Caldaro/Kaltern in Oltradige/Überetsch lungo la Strada del Vino/Weinstraße (QUI la “pillola” sul Lago di Caldaro e QUI quella sul paese di Caldaro).

La salita dal Lago di Caldaro alle Rovine di Castelchiaro e ai Denti del Cavallo si svolge inizialmente in falsopiano, tra meleti e vigneti, per poi proseguire con percorso nel bosco che alterna tratti più ripidi ad altri in lieve pendenza; si giunge, quindi, alle rovine del castello dalle quali si gode un panorama molto bello sul sottostante Lago di Caldaro, la Catena della Mendola, la Starda del Vino e la Bassa Atesina.
Il percorso prosegue poi nel bosco fino alla caratteristiche rocce dei Denti del Cavallo.

La salita alle rovine di Castelchiaro comincia dal Lago di Caldaro (210 m, diversi alberghi e ristoranti) seguendo i sentieri 20 e 18 verso le rovine di Castelchiaro, si procede quindi inizialmente su asfalto in saliscendi tra vigneti fino al bivio tra sentiero 20 e sentiero 18.

Si segue a destra il sentiero 18 per le rovine di Castelchiaro salendo nel bosco prima in pendenza moderata e poi con tratti più ripidi fino a giungere al bivio tra Denti del Cavallo e Castelchiaro.
Si segue, quindi, il sentiero 18A per le rovine di Castelchiaro salendo con moderata pendenza su sentiero di bosco che conduce ad un pulpito panoramico e, successivamente, alle rovine di Castelchiaro (576 m, rovine, 1.30 ore dalla partenza).

Si torna, quindi, al bivio tra sentiero 18 e 18A e si segue il sentiero 18 per i Denti del Cavallo, il tracciato nel bosco procede, dapprima, in leggera discesa e poi in moderata salita, con sviluppo piuttosto lungo, fino a giungere alle rocce dei Denti del Cavallo (608 m, 45 minuti da Castelchiaro, 2.15 ore dalla partenza).

In discesa si segue lo stesso percorso fino al bivio tra il sentiero 18 e 18A e, rimanendo, sul sentiero 18, si torna al Lago di Caldaro (1.30 ore dai Denti del Cavallo, in 3.45 ore dalla partenza).

Percorso: Lago di Caldaro – Rovine di Castelchiaro – Denti del Cavallo – Lago di Caldaro

Sentieri: 18 – 18A – 18

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati e saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.45 ore (2.15 ore la salita, 1.30 ore la discesa)

Quota massima: 608 m

Difficoltà: E – escursione di contenuto impegno tecnico ma che presenta alcuni tratti ripidi lungo la salita nel bosco

Data di ascesa: maggio 2021

Annotazioni: è, naturalmente, possibile abbreviare il percorso omettendo la salita ai Denti del Cavallo limtandosi alle rovine di Castelchiaro

QUI il link al video YouTube sulla salita a Castelchiaro ed ai Denti del Cavallo

Alla partenza al Lago di Caldaro con vista sulle rovine di Castelchiaro

Cartelli alla partenza

Lungo il primo tratto tra meleti e vigneti

Vista sul Lago di Caldaro nel primo tratto di salita

Lungo il sentiero 18 nel bosco

Bivio tra sentiero 18 e 18A

Lungo il tratto finale di salita sul sentiero 18A

Rovine di Castelchiaro

Vista dalle rovine di Castelchiaro verso la Strada del Vino e la Catena della Mendola

Vista dalle rovine di Castelchiaro verso il Lago di Caldaro e la Catena della Mendola

Vista dalle rovine di Castelchiaro verso la Bassa Atesina

Tratto nel bosco verso i Denti del Cavallo

Denti del Cavallo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene e del Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Oltradige e QUI in Val d’Adige

Passo della Mendola/Mendelpass e funicolare Caldaro-Passo Mendola – Oltradige

Il Passo della Mendola/Mendelpass è posto nell’omonimo gruppo montuoso a 1363 metri di quota tra Alto Adige/Südtirol e Trentino e collega, partendo dal paese di Caldaro sulla Strada del Vino/Kaltern an der Weinstraße, la zona sudtirolese dell’Oltradige/Überetsch con la trentina Alta Val di Non (QUI la “pillola” sul paese di Caldaro).

La strada asfaltata del passo dal versante sudtirolese presenta asperità fino al 9% di pendenza ed un tratto piuttosto stretto; per raggiungere il Passo della Mendola si può scegliere, in alternativa, la funicolare che dalla frazione San’Antonio di Caldaro porta al passo in 12 minuti. La funicolare è stata costruita nei primi anni del 1900 e presenta pendenze fino al 65% con percorso che risale in linea retta il pendio da Caldaro al passo (è bene informarsi su orari e periodi di apertura della funicolare).

Dal Passo della Mendola, ove è presente un buon numero di alberghi, ristoranti e negozi, sono possibili in estate varie escursioni di diversa difficoltà verso i circostanti Monte Penegal (raggiungibile anche attraverso una strada asfaltata), Piccolo Penegal, Monte Toval, Monte Roen, Rifugio Oltradige/Überetscher Hütte, Rifugio Mezzavia/Halbweghütte, Malga Romeno e Punto panoramico “Veduta Ferdinando”.

Sia da queste elevazioni sia dal passo si può godere un ottima vista verso le Dolomiti e l’Oltradige con panorama molto ampio (QUI la “pillola” sulla salita alla Veduta Ferdinando, Monte Toval, Piccolo Penegal e Monte Penegal e QUI quella sull’ascesa al Rifugio Mezzavia, Malga di Romeno, Rifugio Oltradige e Monte Roen).

Il Passo della Mendola, oltre che in macchina e funicolare, può essere raggiunto da Caldaro anche a piedi tramite il ripido “Sentiero M” dell’antica dogana; il percorso sale nel bosco passando anche per un punto panoramico, la fonte d’acqua “delle Donne” e il posto dove si trovava l’antica dogana (QUI la “pillola” sul sentiero M da Caldaro al Passo della Mendola).

Inoltre, sul versante trentino del passo è attivo il piccolo comprensorio sciistico Mendola-Ruffrè, adatto a famiglie e raggiungibile in pochi minuti di macchina dal Passo della Mendola; in loco si trovano una seggiovia con pista da sci solitamente poco affollata e percorsi per escursionismo invernale come quello che conduce al Rifugio Mezzavia ed alla Malga Romeno (QUI la “pillola” sul percorso invernale per questi due rifugi).

Anche in estate è solitamente attiva la seggiovia del comprensorio che conduce direttamente nei pressi del Rifugio Mezzavia, lungo il sentiero che porta al Rifugio Oltradige, alla Malga Romeno ed alla vetta del Monte Roen.

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2022 e 2024

Passo della Mendola

Parte di alberghi e ristoranti presenti al passo sul versante trentino

Versante sudtirolese del passo

Rifugio Oltradige

Vista sulle Dolomiti dalla vetta del Monte Roen

Nei pressi della vetta del Monte Roen

Lungo la via ferrata al Monte Roen

Veduta Ferdinando

Salendo al Monte Penegal

Belvedere Monte Penegal

Monte Toval

Piccolo Penegal

Lungo il sentiero M da Caldaro al Passo della Mendola

Seggiovia del comprensorio Mendola-Ruffrè

Rifugio Mezzavia

Stazione a valle della funicolare Caldaro-Mendola

Sulla Funicolare Caldaro-Mendola

Cabine della funicolare

Visuali dalla funicolare

Stazione a monte della funicolare Caldaro-Mendola

Piccolo comprensorio invernale Ruffrè-Mendola

Escursionismo invernale

Scopriamo QUI altre “pillole” sull’Oltradige e la Bassa Atesina


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo della Mendola su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle delle funicolare nella frazione Sant’Antonio a Caldaro su Google Maps

Monte Penegal (1737 m) – Piccolo Penegal (1683 m) – Monte Toval (1680 m) – Catena della Mendola

Il Monte Penegal, cima di 1737 metri di quota, il Piccolo Penegal, vetta di 1683 metri di altezza, ed il Monte Toval, elevazione di 1680 metri di quota, sono posti sulla lunga costiera della Mendola/Mendel posta sul confine tra Alto Adige/Südtirol e Trentino; le vette offrono, infatti, un bellissimo panorama sia verso l’Oltradige/Überetsch e le Dolomiti, sia verso le Maddalene e la Val di Non.

Le cime presentano varie possibilità di salita di diversa lunghezza, viene qui descritta la salita classica dal Passo della Mendola/Mendelpass, raggiungibile dal versante sudtirolese, sia in macchina che in funicolare, da Caldaro sulla Strada del Vino/Kaltern an der Weinstraße (QUI la “pillola” sul Passo della Mendola e la funicolare Caldaro-Mendola e QUI quella sul paese di Caldaro).

La salita comincia dal Passo della Mendola (1363 m) seguendo il sentiero 500 verso il Monte Penegal; si sale nel bosco in moderata pendenza fino al punto panoramico “Veduta Ferdinando” (raggiungibile con breve deviazione) e di seguito tornati sul sentiero principale, con alcuni tratti ripidi, si giunge all’intersezione con la strada asfaltata del Monte Penegal.

Da qui seguendo sempre il sentiero 500, che si sviluppa nel bosco a lato della strada si giunge in breve alla deviazione a sinistra per il Monte Toval (un cartello indica anche un anello delle Monte Toval possibile, io ho seguito solo il sentiero principale per la vetta in salita e discesa non avendo trovato altre deviazioni segnate).
Si sale su traccia sassosa molto ripida (anche con l’aiuto per un breve tratto di cavo e alcune staffe) proseguendo poi nel bosco, in leggeri saliscendi, fino alla vetta (1680 m, croce, 1.30 ore dalla partenza).

Si torna, quindi, con attenzione, al bivio incontrato in precedenza e si prosegue sul sentiero 500 per il Monte Penegal, si attraversa nuovamente la strada asfaltata e si sale nel bosco, prima ripidamente su traccia sassosa e poi in salita moderata su traccia terrosa, fino a giungere alla deviazione a destra per il Piccolo Penegal.

Salendo su traccia terrosa ed erbosa si sale, quindi, in salita moderata nel bosco giungendo, in breve, alla vetta del Piccolo Penegal (1683 m, croce, 45 minuti dal Monte Toval, 2.15 ore dalla partenza).

Tornati in breve al bivio precedente si prosegue sul sentiero 500 per il Monte Penegal; salendo nel bosco in moderata pendenza su sentiero sassoso e terroso si giunge, quindi, alla vetta del Monte Penegal (1737 m, belvedere, albergo, 30 minuti dal Piccolo Penegal, 2.45 ore dalla partenza).
Discesa al Passo della Mendola seguendo il sentiero 500, senza deviare al Piccolo Penegal, Monte Tovel e Veduta Ferdinando, in 1.15 ore (4.00 ore dalla partenza).

Percorso: Passo della Mendola – Veduta Ferdinando – Monte Toval – Piccolo Penegal – Monte Penegal – Passo della Mendola

Sentieri: 500 – deviazioni segnate alla Veduta Ferdinando, Monte Toval e Piccolo Penegal

Dislivello: 550 metri in salita e discesa considerati i diversi saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali

Quota massima: 1737 m

Difficoltà: E – (EE la deviazione al Monte Toval) – escursione globalmente tecnicamente non difficile ma che presenta alcuni tratti ripidi; la deviazione al Monte Toval è, invece, più impegnativa e presenti diversi tratti molto ripidi con breve tratto anche con cavo e staffe). Sviluppo totale di circa 10 chilometri.

Data di ascesa: giugno 2024

Annotazioni: naturalmente è possibile salire al Monte Penegal senza effettuare le deviazioni a Veduta Ferdinando, Monte Toval e Piccolo Penegal o percorrendone solo alcune diminuendo quindi dislivello, sviluppo (ed anche difficoltà tecnica se si evita la salita al Monte Toval)

Esperienza di Stefano: sarebbe bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere delle ampie visuali dalla vette e punti panoramici; per la deviazione al Monte Toval è anche necessario terreno asciutto (inoltre, un cartello indica anche un anello delle Monte Toval possibile, io ho seguito solo il sentiero principale per la vetta in salita e discesa non avendo trovato altre deviazioni segnate)

Passo della Mendola

Primo tratto di salita

Deviazione per la Veduta Ferdinando

Veduta Ferdinando

Salendo all’intersezione con la strada asfaltata

Tratto mediano di salita

Deviazione per il Monte Toval

Monte Toval

Continuando sul sentiero 500 per il Monte Penegal, dopo essere tornati alla deviazione

Deviazione per il Piccolo Penegal

Piccolo Penegal

Ultimo tratto di salita sul sentiero 500 verso il Monte Penegal dopo essere tornati alla deviazione

Nell’area di vetta del Monte Penegal con Belvedere


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene e del Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Oltradige e Bassa Atesina

Monte Macaion/Gantkofel (1866 m) – Catena della Mendola

Il Monte Macaion/Gantkofel è una cima, di 1866 metri di quota, appartenente alla lunga costiera della Mendola/Mendel posta sul confine tra Sudtirolo e Trentino; la cima un bellissimo panorama verso l’Oltradige, la Val d’Adige/Etschtal, le Dolomiti e le Alpi Sarentine.

La cima presenta varie possibilità di salita di diversa tipologia, viene qui descritta la lunga salita, prevalentemente nel bosco, che da San Felice/St. Felix, paese posto nelle vicinanze del Passo Palade/Gampenpass nell’alta Val di Non tedesca/Deutschnonsberg, porta al Lago di Tret/Felix Weiher e poi alla cima del Monte Macaion (QUI la “pillola” sul Passo Palade).

La salita comincia dal paese di San Felice/St. Felix (1280 m), dal parcheggio si seguono le indicazioni per il Felix Weiher/Lago di Tret salendo su stradine asfaltate con numero 59 e 6 e poi 9 che raggiunge in 20 minuti circa alcuni parcheggi (fin qui volendo si arriva anche anche in macchina).
Si sale sul sentiero 9 nel bosco prima con traccia sassosa e terrosa e poi su mulattiera sterrata e sassosa, fino a raggiungere il Lago di Tret/Felixer Weiher (1604 m).

Dal lago si segue il sentiero 9 per il Ristorante Waldruhe raggiungendolo, in breve, su mulattiera sterrata in breve (1610 m, 1.15 ore dalla partenza).

Dal Ristorante Waldruhe si segue il sentiero 500 per il Monte Macaion, si procede prima in saliscendi tra prati e poi nel bosco; raggiunto un bivio si segue sempre il sentiero 500 per il Macaion salendo su traccia sassosa e terrosa nel bosco e scendendo poi piuttosto ripidamente su traccia sassosa nel bosco fino ai Prati di Laures (1595 m).

Seguendo sempre il sentiero 500 per il Macaion si sale ripidamente nel bosco su traccia sassosa e terrosa fino al bivio nei pressi della Forcella di Gaido/Gaider Scharte; ignorata la deviazione del sentiero 7 si continua sul sentiero 500 salendo ripidamente su traccia terrosa e sassosa nel bosco alla cima del Monte Macaion (1866 m, croce, 1.45 ore dal Ristorante Waldruhe, 3.00 ore dalla partenza).

Discesa, con la ripida controsalita dai Prati di Laures al Lago di Tret, per lo stesso percorso in 2.15 ore, 5.15 ore dalla partenza).

Percorso: San Felice – Lago di Tret – Prati di Laures – Monte Macaion – Prati di Laures – Lago di Tret – San Felice

Sentieri: 59 – 61 – 9 – 500

Dislivello: 800 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.15 ore (3.00 ore la salita, 2.15 ore la discesa).

Quota massima: 1866 m

Difficoltà: E – escursione tecnicamente non difficile ma dallo sviluppo molto lungo di 17 chilometri circa

Data di ascesa: settembre 2022

Annotazioni: a breve distanza dal Ristorante Waldruhe è posta anche la Malga San Felice/St. Felixalm anch’essa con posto di ristoro (per entrambe le strutture è bene verificare i periodi di apertura). Dal paese di San Felice, come detto nella descrizione del percorso, è possibile raggiungere su stradina asfaltata, a tratti stretta, i parcheggi posti all’inizio del sentiero 9 nel bosco con risparmio di circa 20 minuti ed 1 chilometro di strada sia all’andata che al ritorno

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bellissimo panorama di vetta, è bene, inoltre, non sottovalutare la lunghezza del percorso considerando anche la risalita da percorrere al ritorno

Salendo al Lago di Tret

Lago di Tret

Ristorante Waldruhe

Tratto con molti saliscendi fino ai Prati di Laures

Salendo dai Prati di Laures verso il Monte Macaion

In cima al Monte Macaion

Panorami dalla vetta


Cliccare sull’immagine per visualizzare San Felice su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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