Tenuta Castel Rametz/Schloss Rametz – Museo del Vino – Merano e Val d’Adige

Merano/Meran, seconda città dell’Alto Adige/Südtirol per numero di abitanti dopo Bolzano/Bozen, vanta una lunga storia importante che le permette di ospitare innumerevoli punti di interesse religiosi, architettonici, naturalistici e culturali (QUI la “pillola” sulla città di Merano).

Nell’ambito dell’offerta culturale Merano ospita svariati eventi ed anche molti musei ed esposizioni culturali quali: il Museo del Vino di Castel Ramezt/Schloss Rametz, il Museo delle Donne/Frauenmuseum, il Museo del Turismo sito nel castello dei Giardini Trauttmansdorff, il Palais Mamming Museum ospitante le collezioni del Museo Civico, il Castello Principesco con annesso museo, la galleria Merano Arte/Kunst Meran, il Museo ebraico (QUI la “pillola” su Merano Arte, QUI quella sul Museo del Turismo, QUI quella sul Museo Civico, QUI quella sul Castello Principesco e QUI quella sul Museo delle Donne).

La tenuta di Castel Rametz, situata in Via Labers, 4 e posta a 400 metri di quota tra vigneti collinari poco fuori Merano, è nota già dal 1227 e presenta una bellissima struttura merlata circondata da colture vinicole, in particolare Riesling, Cabernet, Pinot Nero e Gewürztraminer.

Dal 1972 la famiglia Schmid è proprietaria di Castel Rametz e promuove nuove innovazioni nella coltivazione dei vigneti pur sempre rimanendo fedeli al motto di natura come alleata e senza transigere sulla qualità del vino prodotto.

Nella tenuta sono presenti un’enoteca con possibilità di degustazione vini, un ristorante attiguo, ed il Museo del vino; il percorso museale offre una panoramica sulla sviluppo nei secoli della viticoltura, sia a Castel Rametz e non solo; sono presenti molti strumenti di coltivazione vinicola e documenti storici, un’area dedicata allo speck, una stanza dei tesori con molte bottiglie molto pregiate e la cantina storica, tuttora funzionante, che permette di scoprire i metodi di conservazione del vino.

Nel museo è anche presente un’esposizione dedicata a Castel Monreale/Königsberg, situato in Trentino ed anch’esso di proprietà della famiglia Schmid; nella tenuta di Castel Monreale vengono prodotti soprattutto spumanti.

Il museo è aperto solitamente dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 18.00 e può essere visitato, volendo, in determinati periodi ed orari, anche con visita guidata con degustazioni di vini; è sempre bene controllare date ed orari di apertura sul sito internet ufficiale: www.rametz.com

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2026

Tenuta Castel Rametz

Vinoteca

Ingresso del Museo del Vino

Lungo il percorso museale

Area dedicata a Castel Monreale

Area dedicata allo speck

Stanza dei Tesori

Cantina storica

Scopriamo QUI altre “pillole” su Merano e la Val d’Adige


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Sentiero della roggia Brandis/Brandis Waalweg – Merano e Valle dell’Adige

I Waalweg della Val Venosta/Vinschgau ed della Val d’Adige/Etschtal nell’area attorno a Merano/Meran sono antiche rogge, cioè canali irrigui, si cui diversi ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua molto preziosa soprattutto in zone caratterizzate da precipitazioni relativamente scarse.

Anche l’area del paese di Lana, situato nei pressi di Merano in Valle dell’Adige/Etschtal, ospita dei sentieri Waalweg; tra essi si trova il  Sentiero della roggia Brandis/Brandis Waalweg che porta da Lana di Sopra/Oberlana a Lana di Sotto/Niederlana (QUI la “pillola” su Lana).

Questo tratto di Waalweg è interrato, per cui non visibile, ma il percorso risulta essere, comunque, molto interessante toccando diversi punti di interesse ed offrendo bei panorami su Lana e la Valle dell’Adige.

Il tracciato parte dal parcheggio P4 di Lana di Sopra, si segue in breve dapprima la strada per il Passo Palade/Gampenpass, seguendo, quindi, i cartelli ci si inoltra sul Sentiero Brandis alternando tratti aperti tra meleti e vigneti ad altri nel bosco.

Il percorso raggiunge, quindi, il Maso Stöcklerhof, con appartamenti vacanze ad allevamento di lama, proseguendo si passa nei pressi della chiesetta di Santa Margherita (aperta solo in alcuni periodi); si incontro successivamente un tratto con passerelle di legno soprastanti la sottostante Valle dell’Adige.

Si giunge, quindi, ad un bivio dal quale si può raggiungere Lana di Sotto ed il Museo della Frutticoltura; continuando sul Sentiero Brandis si arriva al punto di ristoro Waalrast (di cui è bene informarsi sui periodi di apertura); dal Waalrast, rientrando nel bosco, il percorso porta alla Cascata Brandis con bel salto d’acqua e situata in zona ombreggiata e molto fresca.

Il sentiero della Roggia Brandis presenta 3 chilometri di sviluppo (solo andata) e dislivello di circa 100 metri in salita e discesa considerati i leggeri saliscendi; il fondo del percorso risulta in gran parte sterrato con brevi tratti su passerelle di legno ed asfalto.
La difficoltà tecnica è contenuta, va, comunque, fatta attenzione nei tratti sulle passerelle.

Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2026

Parcheggio P4

Breve tratto sulla strada del Passo Palade

Inizio del Sentiero della Roggia Brandis

Tratto verso il Maso Stöcklerhof

Maso Stöcklerhof

Chiesetta di Santa Margherita (raggiungibile con breve deviazione, è proibito fare foto all’interno)

Tratto verso il punto di ristoro Waalrast

Punto di ristoro Waalrast

Tratto verso la Cascata Brandis

Cascata Brandis

Cartina del percorso


Scopriamo QUI altre “pillole” su Merano e la Val d’Adige


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Museo Alta Passiria/Museum Hinter Passeier di Moso in Passiria/Moos in Passeiertal – Val Passiria

Il borgo di Moso in Passiria/Moos in Passeiertal è posto in alta Val Passiria/Passiertal, in posizione idilliaca tra pascoli e boschi, al crocevia tra la strada che porta al Passo Rombo/Timmelsjoch e la Val di Plan/Pfelders; dal borgo si dipartono diverse escursioni e sono presenti anche diversi punti di interesse religioso e culturale (QUI la “pillola” su Moso in Passiria).

Tra essi troviamo, in particolare, il Museo Alta Passiria/Museum Hinter Passeier che si sviluppa nella sede principale del Mooseum Bunker e nelle due piccole sedi distaccate del Mooseum Stieber (dedicato all’energia) ed il Museum Timmel Transit (dedicato alla strada del Passo Rombo).

Il Mooseum Bunker, situato nei pressi del centro di Moso, è posto in un ex bunker costruito durante la seconda guerra mondiale; il museo, oltre a fungere da centro visite per il Parco naturale del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe, permette di scoprire reperti ed informazioni anche su molti altri temi.

Tra gli argomenti trattati si trovano la storia della Val Passiria, dei suoi abitanti e del bunker che ospita il museo, archeologia, la storia dell’antico Lago Kummersee (prosciugatosi diversi secoli fa), il recinto esterno degli stambecchi, la voliera con le coturnici e diversi reperti dell’antico villaggio minerario Monteneve/Schneeberg (posto ad alcuni chilometri da Moso in Passiria e raggiungibile con escursione che parte dalla strada del Passo Rombo, QUI la “pillola” su questo itinerario).

Lungo il percorso museale nell’area nel bunker viene anche risalita una lunga scala a chiocciola, con oltre 150 gradini, che porta nella zona sommitale dalle quale si scende, poi, su lunghe scale in ferro esterne.

Il museo è, solitamente, aperto da inizio aprile e fine ottobre dal martedì a domenica dalle ore 10.00 alle 17.00; per maggiori informazione su date ed orari di apertura, visite guidate ed eventi è bene consultare il sito internet ufficiale: museum.hinterpasseier.it

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’autunno 2025

Mooseum Bunker

Area dedicata ai parchi naturali dell’Alto Adige/Südtirol

Verso l’entrata del percorso museale

Lungo il percorso museale

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Passiria

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Castel Tures/Burg Taufers di Campo Tures/Sand in Taufers – Valle Aurina

Il borgo di Campo Tures/Sand in Taufers, situato a circa metà dello sviluppo della Valle Aurina/Ahrntal, giace in posizione idilliaca tra pascoli e boschi, circondato dalla alte vette delle Vedette di Ries/Riesferner Gruppe e delle Alpi di Zillertal, e presenta molti punti di interesse naturali, escursionistici e culturali (QUI la “pillola” su Campo Tures).

Tra questi ultimi si trova, in particolare evidenza, Castel Tures/ Burg Taufers, situato su un’altura poco sopra il paese e raggiungibile da esso sia in macchina che, con circa 15 minuti di cammino, tramite sentiero, a tratti un po’ ripido.

All’inizio del sentiero è posto anche un piccolo museo sito in un maso che mostra alcuni oggetti di uso comune nell’ 800 in questi luoghi.

Castel Tures è da tempo fulcro della storia della zona in quanto luogo di abitazione dei ricchi Signori di Tures, la famiglia più potente della zona in epoca medievale; la rocca è una delle meglio conservate dell’Alto Adige/Südtirol ed è nota fin dal 1300 con successive modifiche.

Il complesso del castello, che si sviluppa intorno alla corte centrale dominata dalla torre, presenta diversi punti di interesse; in particolare tramite visite guidate è possibile visitare le antiche stanze residenziali e nella torre sono presenti diverse mostre temporanee (nel 2025 dedicate alle rivolte contadine del ‘500 ed alla storia della Valle Aurina ed i suoi abitanti).

Il castello è visitabile autonomamente nella parte “comune” e delle mostre mentre solo con visita guidata nelle antiche aree residenziale; per informazioni su orari di apertura e visite guidate è bene consultare il sito internet ufficiale: www.burgeninstitut.com

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’autunno 2025

Castello visto da Campo Tures

Piccolo museo sulla vita nell’800 in zona

Salita a piedi al castello

Vista su Campo Tures

Parcheggio nei pressi del castello

Entrata del castello

Cortile centrale

Fucina

Granaio

Ghiacciaia

Cucina

Stanze residenziali visitabili con visita guidata (è possibile scattare foto solo nella prima parte della visita)

Mostra sulle rivolte contadine

Mostra nella torre sulla storia della Valle Aurina e dei suoi abitanti

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina

Scopriamo QUI altre “pillole” sui castelli e rocche del Sudtirolo


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Castel de Tor – MusLa – Museo della Cultura Ladina di San Martino in Badia/St. Martin in Thurn – Val Badia

Il borgo di San Martino in Badia/St. Martin in Thurn/San Martin de Tor, situata a circa metà dello sviluppo della Val Badia/Gadertal giace in posizione idilliaca tra pascoli e boschi e presenta molti punti di interesse naturali, escursionistici e culturali (QUI la “pillola” su San Martino in Badia).

Tra questi ultimi si trova, in particolare evidenza, Castel de Tor/Ciastel de Tor, situato poco sopra il paese lungo la strada che porta al Passo delle Erbe/Wurzjoch; il maniero è noto già dal 1200 quando è stata edificata la prima struttura dai vescovi di Bressanone/Brixen, il castello è stato poi più volte ampliato fino a raggiungere le dimensioni attuali nel ‘700.

Dopo la morte degli ultimi proprietari il castello è divenuto sede del “MusLa” – Museo della Cultura Ladina; la struttura, articolata su cinque piani, permette di scoprire la storia degli abitanti ladini partendo dai primi insediamenti in zona e spaziando su aspetti linguistici, architettonici, economici, artistici e culturali dell’evoluzione della popolazione ladina.

Sono presenti anche molti approfondimenti sulla storia geologica e dell’ambiente ladino che si sviluppa tra le aree della Val Gardena e Val Badia in Alto Adige/Südtirol, Val di Fassa in Trentino ed Ampezzano e Fodom in Veneto.

Il museo, ed il punto di ristoro annesso, sono aperti, solitamente, dal 1° maggio alla prima domenica di novembre dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle 18.00; inoltre, è possibile acquistare un biglietto combinato con il museo Ursus Ladinicus di San Cassiano/St. Kassian (QUI la “pillola” sul Museo Ursus Ladinicus).

Per maggiori informazione su date ed orari di apertura, visite guidate ed eventi è bene consultare il sito internet ufficiale: museumladin.it

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’autunno 2025 (nella parte interna del castello-museo non è possibile scattare foto)

Castel de Tor

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia


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Museo Ursus Ladinicus di San Cassiano/St. Kassian – Val Badia

Il borgo di San Cassiano/St. Kassian/San Ciascian, frazione del comune di Badia, e situato in Alta Badia/Gadertal è molto noto per la bellezza dell’ambiente in cui è situato e per le moltissime escursioni possibili nell’area (QUI la “pillola” su San Cassiano).

In paese sono presenti, tuttavia, anche punti di interesse religiosi, architettonici e culturali; tra essi si trova il Museo Ursus Ladinicus, situato nel centro del borgo in Strada Micurá de Rü, 26; il museo, aperto dal 2011 è ospitato in un nuovo edificio che si articola su tre piani.

Il percorso museale permette di scoprire molte informazioni ed osservare numerosi reperti dell’orso delle caverne che viveva in grotte del gruppo dolomitico delle Conturines, che sovrasta il paese di San Cassiano; il museo permette di scoprire, inoltre, molte curiosità sulla storia geologica delle Dolomiti con presenza anche di diversi fossili.

In particolare, nell’area riguardante l’Ursus Ladinicus viene mostrata la storia di questo grande animale preistorico, con peso fino a 1200 chili e vissuto circa 40000 anni fa, il cui sito di ritrovamento, nelle grotte delle Conturines a quasi 2800 metri di quota, risulta essere il più alto al mondo per questa tipologia di animali.

Il museo è aperto, solitamente, dal 1° maggio alla prima domenica di novembre dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle 18.00; inoltre, è possibile acquistare un biglietto combinato con il MusLa – Museo della cultura ladina, situato nel Ciastel de Tor a San Martino in Badia/St. Martin in Thurn (QUI la “pillola” su Castel de Tor ed il MusLa).

Per maggiori informazione su date ed orari di apertura, visite guidate ed eventi è bene consultare il sito internet ufficiale: museumladin.it

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’autunno 2025

Entrata del museo

Lungo il percorso museale

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia


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Sentiero enodidattico “Gschleier” di Cornaiano/Girlan – Oltradige-Strada del Vino

In Alto Adige/Südtirol sono presenti diversi percorsi tematici, molto interessanti, legati a caratteristiche peculiari del luogo in cui si trovano; tra essi troviamo, ad esempio, il Sentiero enodidattico “Gschleier”, situato a Cornaiano/Girlan, frazione del comune di Appiano sulla Strada del Vino/Eppan an der Weinstraße (QUI la “pillola” su Appiano sulla Strada del Vino).

Il percorso si diparte dal centro del borgo di Cornaiano e, con tracciato ad anello, si sviluppa tra i vigneti che circondano il paese; lungo l’escursione si godono bellissimi panorami sulla Strada del Vino, l’area di Bolzano/Bozen e la Mendola/Mendel e si attraversano zone collinari tra magnifici vigneti, aree boscate e masi caratteristici.

Il Sentiero enodidattico del Vino ospita, lungo il suo sviluppo, anche molte installazioni che descrivono le tante uve coltivate in zona, i metodi di preparazione dei vini e la storia secolare della viticoltura dell’area della Strada del Vino.

Nel complesso il percorso presenta circa 1,5 chilometri di sviluppo e 50 metri di dislivello in salita e discesa; il tracciato  risulta essere, quindi, di impegno e difficoltà contenuti ed adatta anche a famiglie.

Le foto si riferiscono alla mia visita nel settembre 2025

Centro di Cornaiano

Verso l’inizio del Sentiero enodidattico

Sentiero enodidattico

Scopriamo QUI altre “pillole” sull’Oltradige e la Bassa Atesina


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugio Monteneve/Schneeberghütte (2355 m) – villaggio minerario – Alpi dello Stubai

Il Rifugio Monteneve/Schneeberghütte, situato a 2355 metri di quota nelle Alpi dello Stubai/Stubaier Alpen, è posto in area molto particolare una delle strutture nell’antico villaggio minerario; rifugio e villaggio possono essere raggiunti da diversi punti di partenza; viene qui proposto l’accesso “classico”, dalla strada del Passo Rombo/Timmelsjoch in Val Passiria/Passeiertal nella zona di Moso/Moos (QUI la “pillola” su Moso in Passiria e QUI quella sul Passo Rombo).

Il percorso, dal medio dislivello e sviluppo, si diparte dapprima nel bosco, raggiungendo, quindi, il biotopo Seemoos e salendo tra le strutture delle vecchie miniere fino a giungere all’antico villaggio con rifugio, chiesetta e mostra esplicativa sulla storia mineraria dell’area che si è protratta dal 1237 al 1985.

Lungo il tracciato si hanno anche belle viste su diverse vette delle Alpi dello Stubai e del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe; alcune delle vette che circondano la zona del rifugio presentano anche differenziazioni geologiche molto caratteristiche.

Il percorso comincia, salendo da Moso verso il Passo Rombo, dal parcheggio posto poco prima del Ponte Monteneve/Schneebergbrücke (1690 m); seguendo le indicazioni del sentiero 31 per il Rifugio Monteneve si sale su mulattiera in moderata pendenza; in breve si raggiunge il bivio col sentiero 32.

Ignorato il bivio si attraversa un ponte e si sale su mulattiera sterrata raggiungendo la deviazione del sentiero che, presso un crocefisso, sale nel bosco; il sentiero terroso e sassoso, con anche alcuni tratti un po’ ripidi, sale a tornanti e, intersecando più volte una mulattiera e superando un ponte, porta nei pressi di alcune baite.

Il sentiero continua a salire a tornanti, tra bosco e spazi più aperti, fino ad uscire dal bosco e costeggiare un torrente; si raggiunge, quindi, il bivio tra il sentiero 29 ed il sentiero 31; rimanendo sul sentiero 31 si giunge al Biotopo Seemoos ed alle prime strutture minerarie.

Ignorato il bivio con sentiero 31A si sale ripidamente lungo l’antica ferrovia mineraria fino ad una struttura (non si può proseguire oltre sulla ferrovia); qui si devia a destra e si segue sempre il sentiero 31 che porta verso diversi ruderi e sale poi ripidamente su traccia sassosa e ghiaiosa in tornanti.
Il sentiero tocca alcune strutture minerarie portando, quindi, al largo pianoro dell’antico villaggio minenario ed al Rifugio Monteneve (2355 m, 2.15 ore dalla partenza).

Per la discesa, volendo, si può seguire il sentiero 29 che scende in tornanti su larga traccia ghiaiosa e terrosa; costeggiando il torrente la traccia riporta al bivio tra il sentiero 31 e 29 incontrato in salita; seguendo il sentiero 31 si torna, quindi, al parcheggio sul sentiero percorso in salita (1.45 ore dal rifugio, 4.00 ore dalla partenza).

Percorso: Ponte Monteneve –  Rifugio Monteneve –  Ponte Monteneve

Sentieri: 31 – 29 – 31

Dislivello:  650 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.00 ore (2.15 ore la salita; 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2355 m

Difficoltà: E/EE – escursione di mediamente di contenuta diffocltà tecnica ma con alcuni tratti ripidi e che richiede piede fermo nel tratto finale di salita lungo le vecchie strutture minerarie; sviluppo di circa 10 chilometri totali

Data di ascesa: agosto 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio e le condizioni del percorso; volendo, raggiunto il bivio tra il sentiero 29 e 31 è possibile percorrere anche in salita il sentiero 29 riducendo le difficoltà tecniche (ma non raggiungendo alcune strutture minerarie). Bisogna anche prestare attenzione nei pressi delle diverse strutture ed ai bivi lungo il percorso.
Il tema del villaggio minerario Monteneve è, inoltre, trattato anche nel Museo Alta Passiria/Museum Hinter Passeier nella sede del Mooseum Bunker in paese a Moso in Passiria (QUI la “pillola” del museo).

Esperienza di Stefano: escursione molto affascinante che coniuga bellezza paesaggistica e curiosità storiche; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei begli ambienti lungo il percorso e trovare con più facilità i segnavia in diversi tratti.

Alla partenza

Primo tratto su mulattiera

Salita nel bosco

Tratto verso il bivio col sentiero 29

Biotopo Seemoos

Salendo nel tratto tra le vecchie strutture minerarie

Antico villaggio minerario e Rifugio Monteneve

Discesa sul sentiero 29 tornando al bivio col sentiero 31


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo di Tessa e delle Alpi dello Stubai

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Passiria





Commenda dell’Ordine Teutonico/Deutschhaus e Museo Civico e Museo Multscher di Vipiteno/Sterzing

La cittadina di Vipiteno/Sterzing è il centro abitato ed economico principale dell’Alta Valle Isarco/Wipptal e presenta svariati eventi e punti di interesse naturali, architettonici, culturali e religiosi; tra questi ultimi troviamo la Commenda dell’Ordine Teutonico/Deutschhaus che ospita anche il Museo Civico ed il Museo Multscher (QUI la pillola” su Vipiteno).

L’Ordine Teutonico è un antico ordine monastico-militare e ospedaliero sorto in Terra santa nel 1191 all’epoca della terza crociata; la Commenda/Deutschhaus era originariamente una sede rurale o un complesso di edifici, spesso legata a un ospizio per pellegrini.

La Commenda di Vipiteno è stata costruita da Hugo von Taufers ed Adelheid con Eppan nel 1250 circa ed è entrata a far parte dell’Ordine Teutonico poco dopo, nel 1525 la struttura subì il saccheggio durante la rivolte del contadini (ricordata con una mostra nel 2025) ed un incendio nel 1566.

L’intera struttura venne ricostruita pochi anni dopo e poi ristrutturata con diversi stili (in particolare con arredi rococò); il complesso di edifici della Commenda (di cui fa parte anche la Chiesa di Santa Elisabetta) consta di tre ali che circondano il grande cortile interno.

Ai nostri giorni la Commenda ospita, contemporaneamente, il Museo Civico cittadino ed il Museo Multscher, importante pittore tedesco del’400 autore anche delle pale dell’altare delle vicina chiesa parrocchiale Nostra Signora della Palude/Unsere Liebe Frau in Moos (QUI la “pillola” sulla chiesa).

Diverse opere di Hans Multscher sono ora conservate nella Commenda e visibili insieme ad altre opere di diversi artisti, agli affreschi dipinti sulle sale del museo, alla Chiesa di Sant’Elisabetta ed a diverse mostre tematiche.

Commenda e musei sono aperti, solitamente, dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 17.00 dal giovedì al sabato a maggio, giugno, settembre ed ottobre e da martedì a sabato a luglio ed agosto; è, comunque, bene controllare date ed orari di apertura sul sito ufficiale QUI

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2025

Commenda dell’Ordine Teutonico

Museo Civico e Museo Multscher

Chiesa di Santa Elisabetta

Scopriamo QUI altre “pillole” su Vipiteno e l’Alta Valle Isarco

Scopriamo QUI altre “pillole” sui monumenti religiosi in Sudtirolo


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Chiesa Parrocchiale di Nostra Signora della Palude/Unsere Liebe Frau in Moos di Vipiteno/Sterzing – Vipiteno e alta Valle Isarco

La cittadina di Vipiteno/Sterzing è il centro abitato ed economico principale dell’Alta Valle Isarco/Wipptal e presenta svariati eventi e punti di interesse naturali, architettonici, culturali e religiosi; tra questi ultimi troviamo la Chiesa Parrocchiale di Nostra Signora della Palude/Unsere Liebe Frau in Moos (QUI la pillola” su Vipiteno).

La Chiesa parrocchiale, posta nei pressi dell’Antica Commenda dell’Ordine Teutonico/Deutschhaus, si trova discosta rispetto al centro storico del paese in un sito ove nel medioevo erano presenti chiese precedenti erette sopra dei sepolcri romani (QUI la “pillola” sulla Commenda dell’Ordine Teutonico che ospita anche il Museo Civico e Museo Multscher).

La chiesa attuale è stata costruita tra il 1316 ed 1318, subito modificata tra il 1429 ed il 1455 dall’architetto Haus Feur, su iniziativa dei cittadini benestanti di Vipiteno, e poi molte volte ampliata; nei secoli varie parti distrutte sono state, in seguito, ricostruite ed ammodernate con diversi stili barocchi e neogotici,; nel 2008 si è poi proceduto ad un rinnovo dell’altare e delle panche.

L’imponente chiesa presenta un’aula a cinque campate con tetto a sella sormontata con campanile con elmo barocco; il portale della chiesa è posto nella quarta campata e sulle facciate sono poste diverse lapidi tombali.

L’interno della chiesa, con sala a tre navate sorretta da pilastri in marmo bianco, ospita molti reperti ragguardevoli, tra essi troviamo l’altare di Hans Multscher del quattrocento, i busti dei santi-vescovi, sempre quattrocenteschi, Cassiano di Imola e Nicola di Mira dello scultore Hans Klocker, gli affreschi settecenteschi del soffitto del pittore Adam Mölkl, l’affresco sull’arco del coro del pittore Josph Ritterl, il gruppo tardogotico della salita al Calvario ed i busti degli apostoli dello scultore Hans Harder, gli altari della Madonna e del Sacro Cuore di Gesù, la fonte battesimale con copertura in legno, le panche decorate con leoni e diverse lapide funerarie romane.

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2023 e 2025

Facciata ed area esterna della chiesa

Navate

Dettagli dell’altare

Altari laterali

Affeschi

Battistero

Altri dettagli della chiesa

Scopriamo QUI altre “pillole” su Vipiteno e l’Alta Valle Isarco

Scopriamo QUI altre “pillole” sui monumenti religiosi in Sudtirolo


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