Passo della Mendola/Mendelpass (1363 m) – Sentiero M – Catena della Mendola

Il Passo della Mendola/Mendelpass, posto a 1363metri di quota sul confine tra Alto Adige/Südtirol e Trentino, è raggiungibile sia in macchina da entrambi i versanti che in funicolare sul versante sudtirolese da Caldaro sulla Strada del Vino/Kaltern an der Weinstraße; oltre che con la funicolare il passo può essere raggiunto da Caldaro anche tramite l’antico sentiero della dogana (QUI la “pillola” sul Passo della Mendola e QUI quella sul paese di Caldaro).

Il sentiero dell’antica dogana, tracciato con indicazioni “M”, risale piuttosto ripidamente nel bosco raggiungendo prima la fonte d’acqua “delle donne”, poi conduce ad un punto panoramico e poi ritornando nel bosco, intersecando anche la strada asfaltata, raggiunge il Passo della Mendola.

Il sentiero presenta un dislivello accentuato e pendenza elevata e può essere adatto anche per allenamenti in zona; si può poi optare per la discesa a piedi o con la funicolare.

La salita comincia dalla stazione a valle della funicolare della Mendola a Sant’Antonio, frazione di Caldaro (510 m), si seguono le indicazioni Mendola/Mendel (sentiero M).
Si raggiunge in breve sulle stradine del paese una chiesa e poi tra case si trova il bivio per il sentiero M; si sale in breve ripidamente su asfalto entrando poi nel bosco; da qui si dovranno seguire sempre le indicazioni Mendel/Mendola a tutti i numerosi bivi che si incontrano (con indicazioni sia M che 521).
Si sale dapprima nel bosco raggiungendo una panchina con punto panoramico, si procede poi in pendenza forte fino ad un tratto in salita più moderata fino a tornare a salire ripidamente fino alla Fonte d’acqua “delle Donne/Frauenbrünnl”.

Si sale, quindi, molto ripidamente nel bosco su mulattiera e poi sentiero raggiungendo il cartello dell’antica dogana; dal cartello in breve si giunge ad un punto panoramico rientrando, successivamente, nel bosco in ripida salita fino ad intersecare la strada asfaltata.
Si segue per molto poco la strada prendendo poi il sentiero sulla destra che rientra nel bosco e ripidamente conduce ad attraversare nuovamente la strada asfaltata portando all’ultimo tratto nel bosco che porta al Passo della Mendola (1363 m, diversi bar e ristoranti, stazione a monte della funicolare, 2.15 ore dalla partenza).

Discesa in funicolare o a piedi per lo stesso percorso in 1.30 ore.

Percorso: Sant’Antonio – Passo della Mendola

Sentieri: M/521

Dislivello: 850 metri in salita 0 metri in discesa se si prende la funicolare o 850 metri se si scende a piedi

Tempo di percorrenza: 2.15 ore se si scende in funicolare, 3.45 ore se si scende a piedi (2.15 ore la salita, 1.30 ore la discesa)

Quota massima: 1363 m

Difficoltà: E – escursione non molto difficile tecnicamente ma dalla pendenza ripida continua e dal dislivello rilevante

Data di percorrenza: aprile 2022

Annotazioni: se si scende in funicolare informarsi preventivamente sugli orari di apertura Esperienza di Stefano: percorso faticoso che percorro anche per allenamento, da poter fare in mattinata, approfittando della funicolare per la discesa

Alla stazione a valle della funicolare alla partenza

Primo tratto tra le stradine della frazione di Sant’Antonio

Salendo nel bosco nel primo tratto

Fonte “delle Donne”

Salendo al cartello dell’antica dogana

Cartello dell’antica dogana

Verso il punto panoramico

Vista dal punto panoramico su Caldaro ed il Lago di Caldaro

Salendo verso l’intersezione con la strada asfaltata

Intersezione con la strada asfaltata

Ultimo tratto di salita

Al Passo della Mendola

Stazione a monte della funicolare


Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della funicolare della Mendola su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene e del Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Oltradige e Bassa Atesina

Rifugio Mezzavia/Halbweghütte – Malga di Romeno – Oltradige e Mendola

Il Rifugio Mezzavia/Halbweghütte, posto a 1585 metri di quota, e la Malga di Romeno, situata a 1768 metri di altezza, si trovano sulla Catena della Mendola/Mendel sul versante trentino della Val di Non a breve distanza dal confine con l’Alto Adige; i due rifugi possono essere raggiunti con diversi percorsi, viene qui descritto quello che parte dalla seggiovia posta a pochi chilometri dal Passo della Mendola/Mendelpass (QUI la “pillola” sul Passo della Mendola raggiungibile dall’Alto Adige dal paese di Caldaro sulla Strada del Vino/Kaltern an der Weinstraße).

Il percorso invernale, solitamente battuto dal gatto delle nevi, conduce con lungo sviluppo, dalla stazione a valle della seggiovia, prima al Rifugio Mezzavia (posto nei pressi della stazione a monte della seggiovia) e poi alla Malga Romeno; il percorso attraversa tratti boscati e radure più aperte panoramiche, i rifugi sono aperti in alcuni periodi anche in inverno, è bene, comunque, controllare l’effettiva apertura.

La salita comincia dalla stazione a valle della seggiovia in località Campi da Golf (1368 m, ristornati, strada dal Passo della Mendola), si seguono i cartelli per il percorso invernale per il Rifugio Mezzavia e la Malga di Romeno (tempi segnati un po’ troppo brevi).
Si sale lungo la mulattiera innevata, solitamente battuta dal gatto delle nevi, che costeggia a destra in breve la pista da sci fino ad una baita; la mulattiera sale poi con pendenza moderata e alcuni tratti più ripidi, ignorando la deviazione del sentiero 3 che devia in Val di Non, e poi raggiungendo le piste da sci in prossimità di una statua di legno raffigurante un leprotto.
La mulattiera conduce poi, in breve, al Rifugio Mezzavia (1585 m, 1.00 ora dalla partenza).

Dal Rifugio Mezzavia si segue la mulattiera numero 500 per la Malga di Romeno salendo nel bosco dapprima in pendenza moderata e poi più ripidamente fino a giungere ad una baita; da qui, seguendo sempre la mulattiera innevata 500, si procede in lungo saliscendi fino a giungere alla Malga di Romeno (1768 m, 1.00 ora dal Rifugio Mezzavia, 2.00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 3.30 ore dalla partenza.

Percorso: Campi da Golf (stazione a valle seggiovia) – Rifugio Mezzavia – Malga di Romeno – Rifugio Mezzavia – Campi da Golf (stazione a valle seggiovia)

Sentieri: traccia battuta invernale per Rifugio Mezzavia – 500

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.30  ore (2.00 ore la salita, 1.30 ore la discesa).

Quota massima: 1768 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo piuttosto lungo di circa 11 chilometri totali e dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche, prestare, comunque, attenzione ai diversi tratti ripidi ed a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata.

Data di percorrenza: gennaio 2022

Annotazioni: per chi  volesse abbreviare l’escursione è possibile, controllando i periodi di apertura, salire e/o scendere in seggiovia sino al Rifugio Mezzavia

Cartelli alla partenza (tempi troppo ridotti)

Salendo al Rifugio Mezzavia

Rifugio Mezzavia

Salendo alla Malga di Romeno

Vista sul Monte Roen

Malga di Romeno

Vista sulle Dolomiti

Scopriamo QUI altre “pillole” sull’Oltradige-Bassa Atesina

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Monte Roen (2116 m) – via ferrata – Catena della Mendola

Il Monte Roen, cima, di 2116 metri di quota, è la vetta più alta appartenente alla lunga costiera della Mendola/Mendel posta sul confine tra Sudtirolo e Trentino; la cima offre, infatti, un bellissimo panorama sia verso l’Oltradige/Überetsch e le Dolomiti in Sudtirolo, sia verso il Gruppo dell’Adamello e la Val di Non in Trentino.

La cima del Monte Roen presenta varie possibilità di salita di diversa lunghezza, viene qui descritto il percorso ad anello con partenza dal Rifugio Mezzavia/Halbweghütte raggiungibile in seggiovia con stazione a valle posta sul versante trentino a pochi chilometri dal Passo della Mendola/Mendelpass; il valico è raggiungibile dal versante sudtirolese, sia in macchina che in funicolare, da Caldaro sulla Strada del Vino/Kaltern an der Weinstraße (QUI la “pillola” sul Passo della Mendola e la funicolare Caldaro-Mendola e QUI quella sul paese di Caldaro).

Il percorso raggiunge dapprima nel bosco la Malga Romeno ed al Rifugio Oltradige/Überetscher Hütte per poi salire alla vetta per via ferrata, relativamente impegnativa tecnicamente ma con tratti esposti e un po’ franosi. Il tracciato scende poi nel bosco riportando alla Malga Romeno e poi al Rifugio Mezzavia ed alla seggiovia.

La salita comincia dalla stazione a monte della seggiovia Roen (1585 m, Rifugio Mezzavia/Halbweghütte) seguendo il sentiero 500 verso il Monte Roen; si sale quindi su mulattiera sterrata nel bosco con sviluppo piuttosto lungo alternando tratti moderatamente ripidi ad altri in saliscendi fino a giungere alla Malga Romeno (1768 m, 1.00 ora dalla partenza).

Dalla Malga di Romeno si segue il sentiero 560 che su mulattiera sterrata nel bosco porta in saliscendi al Rifugio Oltradige/Überetscher Hütte (1773 m, 1.20 ore dalla partenza).

Dal rifugio si segue il sentiero 523 per la via ferrata “Cima Roen” salendo su ripida traccia sassosa che porta verso la parete con targa di inizio ferrata.
La via ferrata, che presenta diversi tratti franosi con rischio di caduta sassi, inizia su un camino appoggiato e poi su un tratto un po’ più verticale ma ben gradinato che porta d una lunga cengia verso sinistra un po’ esposta.
Si procede poi in un valloncello con anche alcune staffe per poi arrivare ad un’altra paretina abbastanza verticale ma con spuntoni in ferro che aiutano nella progressione; si procede poi su terreno meno ripido in un camino appoggiato e, infine, con un’altra breve cengia meno esposta che porta al crinale soprastante con fine della ferrata presso un crocefisso.
Seguendo il sentiero 523 per Cima Roen si prosegue su traccia terrosa e sassosa su sentiero tra mughi in moderata pendenza fino a giungere, in breve, alla vetta del Monte Roen (2116 m, 1.00 ora dal Rifugio Oltradige, 2.20 ore dalla partenza).

Si segue, quindi, in discesa il sentiero 500 per Malga Romeno scendendo su traccia sassosa prima tra mughi e prati e poi più ripidamente nel bosco fino a tornare a Malga Romeno (40 minuti dalla vetta, 3.00 ore dalla partenza).

Seguendo il sentiero già noto si torna quindi, con alcuni saliscendi, al Rifugio Mezzavia ed alla stazione a monte della seggiovia (1.00 ora da Malga Romeno, 4.00 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte seggiovia Roen – Rifugio Mezzavia – Malga Romeno – Rifugio Oltradige – Ferrata Monte Roen – Monte Roen – Malga Romeno – Rifugio Mezzavia – Stazione a monte seggiovia Roen

Sentieri: 500 – 560 – 523 (ferrata) – 500

Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerate le contropendenze

Tempo di percorrenza: 4.00 ore (2.20 ore la salita, 1.40 ore la discesa).

Quota massima: 2116 m

Difficoltà: EEA – ferrata di impegno tecnico non molto elevato ma con alcuni tratti un po’ esposti e franosi (rischio caduta sassi), il resto del percorso presenta una difficoltà tecnica contenuta ma con alcuni tratti ripidi; sviluppo totale piuttosto lungo

Data di ascesa: agosto 2022

Annotazioni: Naturalmente per chi volesse evitare la via ferrata è possibile salire e scendere per il percorso descritto in discesa. È bene anche controllare i periodi ed orari di apertura della seggiovia, in alternativa si può salire a piedi dalla stazione a valle o dal Passo della Mendola con, però, sviluppo e dislivello decisamente maggiori. Necessario tempo asciutto lungo la percorrenza dell’itinerario.

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario in un giorno infrasettimanale non trovando nessuno lungo la ferrata, con più persone sul tracciato bisogna stare molto attenti a possibili cadute di sassi e a cercare di smuoverne il meno possibile; è bene, inoltre, non percorrere l’escursione in giornate eccessivamente calde

All’arrivo a monte della seggiovia

Rifugio Mezzavia

Salendo alla Malga Romeno

Malga Romeno

Tratto verso il Rifugio Oltradige

Al Rifugio Oltradige

Verso l’inizio della via ferrata

Lungo la via ferrata

Crocefisso al termine della ferrata

In vetta al Monte Roen

Panorama dalla vetta ripresi in diverse salite alla cima

Scendendo alla Malga Romeno

Cliccare sull’immagine per visualizzare la Seggiovia Roen su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene e del Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Oltradige e Bassa Atesina

Passo della Mendola/Mendelpass e funicolare Caldaro-Passo Mendola – Oltradige

Il Passo della Mendola/Mendelpass è posto nell’omonimo gruppo montuoso a 1363 metri di quota tra Alto Adige/Südtirol e Trentino e collega, partendo dal paese di Caldaro sulla Strada del Vino/Kaltern an der Weinstraße, la zona sudtirolese dell’Oltradige/Überetsch con la trentina Alta Val di Non (QUI la “pillola” sul paese di Caldaro).

La strada asfaltata del passo dal versante sudtirolese presenta asperità fino al 9% di pendenza ed un tratto piuttosto stretto; per raggiungere il Passo della Mendola si può scegliere, in alternativa, la funicolare che dalla frazione San’Antonio di Caldaro porta al passo in 12 minuti. La funicolare è stata costruita nei primi anni del 1900 e presenta pendenze fino al 65% con percorso che risale in linea retta il pendio da Caldaro al passo (è bene informarsi su orari e periodi di apertura della funicolare).

Dal Passo della Mendola, ove è presente un buon numero di alberghi, ristoranti e negozi, sono possibili in estate varie escursioni di diversa difficoltà verso i circostanti Monte Penegal (raggiungibile anche attraverso una strada asfaltata), Piccolo Penegal, Monte Toval, Monte Roen, Rifugio Oltradige/Überetscher Hütte, Rifugio Mezzavia/Halbweghütte, Malga Romeno e Punto panoramico “Veduta Ferdinando”.

Sia da queste elevazioni sia dal passo si può godere un ottima vista verso le Dolomiti e l’Oltradige con panorama molto ampio (QUI la “pillola” sulla salita alla Veduta Ferdinando, Monte Toval, Piccolo Penegal e Monte Penegal e QUI quella sull’ascesa al Rifugio Mezzavia, Malga di Romeno, Rifugio Oltradige e Monte Roen).

Il Passo della Mendola, oltre che in macchina e funicolare, può essere raggiunto da Caldaro anche a piedi tramite il ripido “Sentiero M” dell’antica dogana; il percorso sale nel bosco passando anche per un punto panoramico, la fonte d’acqua “delle Donne” e il posto dove si trovava l’antica dogana (QUI la “pillola” sul sentiero M da Caldaro al Passo della Mendola).

Inoltre, sul versante trentino del passo è attivo il piccolo comprensorio sciistico Mendola-Ruffrè, adatto a famiglie e raggiungibile in pochi minuti di macchina dal Passo della Mendola; in loco si trovano una seggiovia con pista da sci solitamente poco affollata e percorsi per escursionismo invernale come quello che conduce al Rifugio Mezzavia ed alla Malga Romeno (QUI la “pillola” sul percorso invernale per questi due rifugi).

Anche in estate è solitamente attiva la seggiovia del comprensorio che conduce direttamente nei pressi del Rifugio Mezzavia, lungo il sentiero che porta al Rifugio Oltradige, alla Malga Romeno ed alla vetta del Monte Roen.

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2022 e 2024

Passo della Mendola

Parte di alberghi e ristoranti presenti al passo sul versante trentino

Versante sudtirolese del passo

Rifugio Oltradige

Vista sulle Dolomiti dalla vetta del Monte Roen

Nei pressi della vetta del Monte Roen

Lungo la via ferrata al Monte Roen

Veduta Ferdinando

Salendo al Monte Penegal

Belvedere Monte Penegal

Monte Toval

Piccolo Penegal

Lungo il sentiero M da Caldaro al Passo della Mendola

Seggiovia del comprensorio Mendola-Ruffrè

Rifugio Mezzavia

Stazione a valle della funicolare Caldaro-Mendola

Sulla Funicolare Caldaro-Mendola

Cabine della funicolare

Visuali dalla funicolare

Stazione a monte della funicolare Caldaro-Mendola

Piccolo comprensorio invernale Ruffrè-Mendola

Escursionismo invernale

Scopriamo QUI altre “pillole” sull’Oltradige e la Bassa Atesina


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Monte Penegal (1737 m) – Piccolo Penegal (1683 m) – Monte Toval (1680 m) – Catena della Mendola

Il Monte Penegal, cima di 1737 metri di quota, il Piccolo Penegal, vetta di 1683 metri di altezza, ed il Monte Toval, elevazione di 1680 metri di quota, sono posti sulla lunga costiera della Mendola/Mendel posta sul confine tra Alto Adige/Südtirol e Trentino; le vette offrono, infatti, un bellissimo panorama sia verso l’Oltradige/Überetsch e le Dolomiti, sia verso le Maddalene e la Val di Non.

Le cime presentano varie possibilità di salita di diversa lunghezza, viene qui descritta la salita classica dal Passo della Mendola/Mendelpass, raggiungibile dal versante sudtirolese, sia in macchina che in funicolare, da Caldaro sulla Strada del Vino/Kaltern an der Weinstraße (QUI la “pillola” sul Passo della Mendola e la funicolare Caldaro-Mendola e QUI quella sul paese di Caldaro).

La salita comincia dal Passo della Mendola (1363 m) seguendo il sentiero 500 verso il Monte Penegal; si sale nel bosco in moderata pendenza fino al punto panoramico “Veduta Ferdinando” (raggiungibile con breve deviazione) e di seguito tornati sul sentiero principale, con alcuni tratti ripidi, si giunge all’intersezione con la strada asfaltata del Monte Penegal.

Da qui seguendo sempre il sentiero 500, che si sviluppa nel bosco a lato della strada si giunge in breve alla deviazione a sinistra per il Monte Toval (un cartello indica anche un anello delle Monte Toval possibile, io ho seguito solo il sentiero principale per la vetta in salita e discesa non avendo trovato altre deviazioni segnate).
Si sale su traccia sassosa molto ripida (anche con l’aiuto per un breve tratto di cavo e alcune staffe) proseguendo poi nel bosco, in leggeri saliscendi, fino alla vetta (1680 m, croce, 1.30 ore dalla partenza).

Si torna, quindi, con attenzione, al bivio incontrato in precedenza e si prosegue sul sentiero 500 per il Monte Penegal, si attraversa nuovamente la strada asfaltata e si sale nel bosco, prima ripidamente su traccia sassosa e poi in salita moderata su traccia terrosa, fino a giungere alla deviazione a destra per il Piccolo Penegal.

Salendo su traccia terrosa ed erbosa si sale, quindi, in salita moderata nel bosco giungendo, in breve, alla vetta del Piccolo Penegal (1683 m, croce, 45 minuti dal Monte Toval, 2.15 ore dalla partenza).

Tornati in breve al bivio precedente si prosegue sul sentiero 500 per il Monte Penegal; salendo nel bosco in moderata pendenza su sentiero sassoso e terroso si giunge, quindi, alla vetta del Monte Penegal (1737 m, belvedere, albergo, 30 minuti dal Piccolo Penegal, 2.45 ore dalla partenza).
Discesa al Passo della Mendola seguendo il sentiero 500, senza deviare al Piccolo Penegal, Monte Tovel e Veduta Ferdinando, in 1.15 ore (4.00 ore dalla partenza).

Percorso: Passo della Mendola – Veduta Ferdinando – Monte Toval – Piccolo Penegal – Monte Penegal – Passo della Mendola

Sentieri: 500 – deviazioni segnate alla Veduta Ferdinando, Monte Toval e Piccolo Penegal

Dislivello: 550 metri in salita e discesa considerati i diversi saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali

Quota massima: 1737 m

Difficoltà: E – (EE la deviazione al Monte Toval) – escursione globalmente tecnicamente non difficile ma che presenta alcuni tratti ripidi; la deviazione al Monte Toval è, invece, più impegnativa e presenti diversi tratti molto ripidi con breve tratto anche con cavo e staffe). Sviluppo totale di circa 10 chilometri.

Data di ascesa: giugno 2024

Annotazioni: naturalmente è possibile salire al Monte Penegal senza effettuare le deviazioni a Veduta Ferdinando, Monte Toval e Piccolo Penegal o percorrendone solo alcune diminuendo quindi dislivello, sviluppo (ed anche difficoltà tecnica se si evita la salita al Monte Toval)

Esperienza di Stefano: sarebbe bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere delle ampie visuali dalla vette e punti panoramici; per la deviazione al Monte Toval è anche necessario terreno asciutto (inoltre, un cartello indica anche un anello delle Monte Toval possibile, io ho seguito solo il sentiero principale per la vetta in salita e discesa non avendo trovato altre deviazioni segnate)

Passo della Mendola

Primo tratto di salita

Deviazione per la Veduta Ferdinando

Veduta Ferdinando

Salendo all’intersezione con la strada asfaltata

Tratto mediano di salita

Deviazione per il Monte Toval

Monte Toval

Continuando sul sentiero 500 per il Monte Penegal, dopo essere tornati alla deviazione

Deviazione per il Piccolo Penegal

Piccolo Penegal

Ultimo tratto di salita sul sentiero 500 verso il Monte Penegal dopo essere tornati alla deviazione

Nell’area di vetta del Monte Penegal con Belvedere


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene e del Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Oltradige e Bassa Atesina

Caldaro sulla Strada del Vino/Kaltern an der Weinstraße – Oltradige

Caldaro sulla Strada del Vino/Kaltern an der Weinstraße è posto a circa 400 metri di quota in Oltradige/Überetsch, con le sue colline che lo separano dalla Bassa Atesina/Unterland, sulla cosiddetta Strada del Vino/Weinstraße; la quale raggruppa i comuni da Cortina ad Appiano/Eppan accomunati dalla notevole presenza di zone adibite a vigneto che, insieme ai meleti, rappresentano, unitamente al turismo, una delle voci più importanti dell’economia della zona.

Caldaro sulla Strada del Vino è circondato da coltivazioni e giace in posizione idilliaca da cui si possono godere bellissimi panorami: verso la Bassa Atesina, i versanti boscosi delle colline dell’Oltradige e i monti della catena della Mendola/Mendel e, soprattutto, verso il notissimo sottostante Lago di Caldaro/Kalterer See.

Il Lago di Caldaro risulta essere il più grande lago naturale del Sudtirolo e, con le calde giornate della bella stagione, viene molto frequentato dai turisti in cerca di refrigerio nelle acque e nella natura della zona (QUI la “pillola” collegata al Lago di Caldaro).

Dal Lago di Caldaro partono anche i percorsi che portano alla gola Rastenbachklamm, le Rovine della Chiesa di San Pietro ed il borgo di Castelvecchio/Altenburg, alle Rovine di Castelchiaro ed alla nota Valle della Primavera, luogo molto amato da locali e turisti che all’inizio della stagione primaverile ospita le bellissime fioriture dei Falso Bucaneve e delle Fegatelle (QUI la “pillola” sulla Valle della Primavera, QUI quella sulle rovine di Castelchiaro e QUI la “pillola” sul sentiero Rastenbachklamm con Rovine della Chiesa di San Pietro e Castelvecchio).

Da Caldaro sulla Strada del Vino si origina anche la strada asfaltata che conduce, con vari tornanti e alcuni tratti stretti, al Passo della Mendola/Mendelpass posto in posizione panoramica a 1363 metri di quota; per raggiungere il passo è anche possibile usufruire della Funicolare della Mendola che parte dalla frazione Sant’Antonio di Caldaro e raggiunge il passo in 12 minuti con tracciato con pendenza fino al 65% (QUI la “pillola” sul Passo della Mendola e la funicolare Caldaro-Passo Mendola).

Il Passo della Mendola, oltre che in macchina e funicolare può essere raggiunto da Caldaro anche a piedi tramite il ripido “Sentiero M” dell’antica dogana; il percorso sale nel bosco passando anche per un punto panoramico, la fonte d’acqua “delle Donne” e il posto dove si trovava l’antica dogana (QUI la “pillola” sul sentiero M da Caldaro al Passo della Mendola).

Dal Passo della Mendola partono anche diverse escursioni che portano, ad esempio, verso il Monte Roen, il Rifugio Oltradige, la Malga di Romeno, il Monte Penegal, il Piccolo Penegal ed il Monte Tovel.
Sia da queste elevazioni sia dal passo si può godere un ottima vista verso le Dolomiti e l’Oltradige con panorama molto ampio (QUI la “pillola” sulla salita alla Veduta Ferdinando, Monte Toval, Piccolo Penegal e Monte Penegal e QUI quella sull’ascesa al Rifugio Mezzavia, Malga di Romeno, Rifugio Oltradige e Monte Roen).

Il borgo di Caldaro sulla Strada del Vino, che conta con le sue frazioni quasi 8000 abitanti, vanta una storia antica ed importante come testimoniano i vari punti di interesse religioso e culturale del paese quali: la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta con pregevoli opere al suo interno e campanile alto più di 70 metri, i palazzi antichi dei vicoli del centro e il Museo provinciale del Vino (QUI la “pillola” sulla Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta).

Il Museo del Vino di Caldaro, in particolare, raccoglie numerosi reperti della lunga storia della zona legata all’enologia e permette, grazie alla presenza di una parte del museo all’aperto, di mostrare diverse tipologie di vigneti che spiegano la grande diversità di tipi di colture della vite in Sudtirolo (QUI la “pillola” sul Museo del Vino).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2022, 2023 e 2024

Caldaro vista dall’alto

Chiesa parrocchiale e municipio di Caldaro

Interno della Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta

Zona centrale di Caldaro e vista da essa sull’Oltradige ed il Lago di Caldaro

Museo provinciale del Vino di Caldaro

Frazione Sant’Antonio

Stazione a valle nella frazione Sant’Antonio della Funicolare della Mendola

Lungo il percorso della funicolare

Strada che sale da Caldaro al Passo della Mendola

Lungo il sentiero M da Caldaro al Passo della Mendola

Passo della Mendola

Monte Penegal

Lago di Caldaro visto da Caldaro

Lago di Caldaro

Valle della Primavera

Rovine di Castelchiaro

Sentiero Rastenbachklamm

Rovine della Chiesa di San Pietro

Chiesa di Castelvecchio posta nell’omonima frazione con punto panoramico sul Lago di Caldaro

Caldaro in veste invernale dopo una nevicata

Scopriamo QUI altre “pillole” sull’Oltradige e la Bassa Atesina



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