Il gateau di patate è un piatto unico molto gustoso e sostanzioso che viene proposto in diverse cucine di varie regioni e stati; viene qui proposta una versione con ingredienti dell’Alto Adige/Südtirol per una rivisitazione, molto adatta soprattutto nei periodi freddi.
Ingredienti per 4 persone:
– 6 patate grandi della Val Pusteria – 500 ml di latte parzialmente scremato MILA – 40 g di burro MILA – 40 g di farina Rieper di grano tenero “Zero grumi”; in alternativa va bene anche la farina Rieper tipo 00 – 12 fette di prosciutto cotto affumicato “Bauernschinken” Alto Adige – 400 g di Formaggio Montagna San Candido/Innichen della Latteria Drei Zinnen
– sale q.b. – grana grattugiato q.b.
Gli ingredienti si intendono per una teglia quadrata 24 cm x 24 cm. Se siete molto golosi potete aumentare le dosi sopra elencate, aumentando di conseguenza gli strati del gateau.
Procedimento di preparazione:
Pelate le patate e lavatele. Con l’aiuto della mandolina tagliatele a fette sottili (girare la rotellina posta sul retro della mandolina sul numero 2).
Preparate ora la besciamella. Fate sciogliere il burro in una pentola, versate la farina e mescolate con una frusta.
Versate ora il latte a temperatura ambiente, e continuate a frustare finchè gli ingredienti non si saranno tutti amalgamati. Aggiungete un pizzico di sale e, sempre mescolando, portate il composto a bollore. La besciamella sarà pronta dopo un paio di minuti dall’apparizione delle bolle.
Tagliate ora il formaggio a fette.
Per preparare il gateau, iniziate spalmando un paio di cucchiai di besciamella sul fondo della tortiera scelta. Adagiate le fette di patate, una accanto all’altra, (per coprire eventuali buchi potete rompere una fetta in piccoli pezzi), continuate con le fette di formaggio e poi quelle di prosciutto. Cospargete questo strato con della besciamella e ripetete il processo alla stessa maniera fino ad esaurimento ingredienti.
Sull’ultimo strato di besciamella grattugiate abbondantemente del grana.
Infornate ora a 180° per un’ora e mezza circa, anche due se necessario. Il gateu sarà pronto quando la forchetta riuscirà a penetrare nelle patate senza difficoltà.
Sfornate, lasciate intiepidire un pochino, per poi gustare il gateau di patate. Buon appetito!
Preparazione della ricetta: Cristina Mapelli Foto: Pillole sudtirolesi
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La Torre di Toblin/Toblinger Knoten, vetta di 2617 metri di quota ed il Sasso di Sesto/Sextner Stein, cima di 2539 metri di altezza, sono poste nelle notissime Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten, inserite in ambiente tra i più belli delle Dolomiti con bellissima vista verso monti famosi come le Tre Cime di Lavaredo/Drei Zinnen e il Monte Paterno/Paternkofel (QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto).
La zona dove si trovano Sasso di Sesto e Torre di Toblin presenta molteplici possibilità di accesso, qui viene descritta la salita dal Rifugio Auronzo, raggiungibile in macchina dal Lago di Misurina in Veneto, il percorso si svolge, infatti, tra Veneto e Alto Adige/Südtirol.
Il percorso ad anello raggiunge, passando per la Malga Langalm, dapprima il famoso Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime/Drei Zinnen Hütte e sale poi per sentiero al Sasso di Sesto continuando, quindi, su ferrata sul versante nord alla Torre di Toblin. Scesi per la ferrata sul versante sud, e tornati al Rifugio Locatelli-Innerkofler, sia prosegue verso la Forcella Lavaredo tornando poi al Rifugio Auronzo, passando anche per il Rifugio Lavaredo.
Il percorso comincia dal Rifugio Auronzo (2320 m, strada a pedaggio dal Lago di Misurina), seguendo a sinistra il sentiero 105 per il Rifugio Locatelli-Innerkofler si raggiunge in saliscendi, in breve, su traccia sassosa e ghiaiosa, la Forcella dè l’Col de Medo (2305 m). Continuando sul sentiero 105 si procede in moderata discesa su traccia ghiaiosa ad un laghetto ed alla vicina Malga Langalm; il sentiero procede, quindi, in salita in moderata pendenza su traccia sassosa e terrosa raggiungendo una selletta. La traccia scende poi piuttosto ripidamente fino alla radura erbosa del Pian da Rin; da qui riprende al salita in moderata pendenza, su traccia sassosa e terrosa, che porta in tornanti all’incorcio col sentiero 102; seguendo sempre per il Rifugio Locatelli-Innerkofler si sale, quindi, in breve, al Rifugio Locatelli-Innerkofler (2405 m, 1.40 ore dalla partenza).
Seguendo i cartelli per la Ferrata Torre di Toblin si procede su traccia sassosa e ghiaiosa, a tratti ripida che porta ad una selletta; da qui, su traccia non segnata, ma ben intuibile con buona visibilità, si sale a sinistra, in breve, alla vetta del Sasso di Sesto (2539 m, ruderi di vecchie fortificazioni militari, 20 minuti dal Rifugio Locatelli-Innerkofler, 2.00 ore dalla partenza).
Tornati in breve alla selletta si segue la traccia (segnata con triangoli rossi) che costeggia le pareti della Torre di Toblin giungendo all’attacco della ferrata sul versante nord; si supera inizialmente un traverso con passerella di legno e si arriva alla targa di inizio della ferrata. La ferrata sale dapprima su salti rocciosi attrezzati con cavo giungendo, quindi, ad una prima serie di scalette di ferro (alcune verticali e con primo piolo piuttosto alto); superata la prima serie di scale si sale su altri salti rocciosi ed un canalino in cui vanno cercati bene gli appigli. La ferrata continua poi con altre serie di scale sempre esposte, superato un traverso con staffe si giunge, quindi, alle ultime scale verticali che portano alla vetta della Torre di Toblin (2617 m, croce, 45 minuti dal Sasso di Sesto, 2.45 ore dalla partenza).
Dalla cima si scende sul versante opposto seguendo i cavi che portano a diversi salti rocciosi, di moderata difficoltà tecnica seppur con l’impegno delle ferrate in discesa; la ferrata porta, quindi, alla base della parete dalla quale si segue la traccia sassosa e ghiaiosa a destra che riporta sulla traccia di salita che si segue, in breve, tornando al Rifugio Locatelli-Innerkofler (45 minuti dalla cima della Torre di Toblin, 3.30 ore dalla partenza).
Dal Rifugio Locatelli-Innerkofler si segue adesso il sentiero 101 per il Rifugio Auronzo; si scende dapprima su sentiero sassoso e ghiaioso procedendo poi in saliscendi e, infine, in risalita fino alla Forcella Lavaredo (2454 m). Dalla Forcella Lavaerdo si segue il sentiero ghiaioso che porta in breve in discesa, in moderata pendenza, al Rifugio Lavaredo (2344 m); dal Rifugio Lavaredo si segue, quindi, la mulattiera ghiaiosa che riporta, in saliscendi, al Rifugio Auronzo (1.30 ore dal Rifugio Locatelli, 5.00 ore dalla partenza).
Percorso: Rifugio Auronzo – Forcella dè l’Col de Medo – Malga Langalm – Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime – Sasso di Sesto – Torre di Toblin – Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime – Forcella Lavaredo – Rifugio Lavaredo – Rifugio Auronzo
Sentieri: 105 – traccia per il Sasso di Sesto – Ferrate della Torre di Toblin – 101
Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerati i continui saliscendi
Tempo di percorrenza: 5.00 ore totali
Quota massima: 2617 m
Difficoltà: E il Rifugio Locatelli-Innerkofler – EE il Sasso di Sesto – EEA la Torre di Toblin – percorso senza particolari difficoltà tecniche, ma relativamente lungo, nell’anello per il Rifugio Locatelli-Innerkofler; salita al Sasso di Sesto su traccia sassosa con tratto finale non segnato ma ben intuibile con buona visibilità; la salita alla Torre di Toblin è su via ferrata (necessari kit da ferrata e casca) mediamente impegnativa tecnicamente (con due passaggi di difficoltà maggiore) ed esposizione elevata, la discesa è di moderato impegno tecnico (seppur con la difficoltà del percorrere ferrate in discesa). Lo sviluppo totale del percorso è di circa 13 chilometri.
Data di ascesa: luglio 2023
Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei rifugi; il rifugio Locatelli-Innerkofler può essere raggiunto anche attraverso altri itinerari ed è anche punto di partenza per altre diverse escursioni a cime e vie ferrate. Troviamo descritte sul sito, ad esempio, il percorso che tocca i Rifugi Zsigmondy-Comici, Pian di Cengia e Locatelli-Innerkofler partendo dalla Val Fiscalina/Fischleintal (valle laterale della Val di Sesto/Sextental) e le salite alla Croda Fiscalina Orientale/Oberbacherspitze ed al Monte Paterno/Paternkofel (QUI la “pillola” sul percorso che raggiunge i rifugi dalla Val Fiscalina, QUI quella sulla salita alla Croda Fiscalina Orientale e QUI la “pillola” sull’ascesa al Monte Paterno)
Esperienza di Stefano: è necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del magnifico panorama di vetta; è consigliabile arrivare presto al Rifugio Auronzo per evitare lunghe code in macchina al pedaggio e la possibilità che i parcheggi vadano esauriti. La ferrata è di difficoltà media (per esperti di questo genere di percorsi) ma non va sottovalutata vista la forte esposizione.
Lungo il primo tratto di percorso
Malga Langalm
Tratto in saliscendi verso il Pian da Rin
Salendo al Rifugio Locatelli-Innerkofler con vista sulle Tre Cime di Lavaredo
Rifugio Locatelli-Innerkofler
Salendo verso Sasso di Sesto e Torre di Toblin con vista su Rifugio Locatelli-Innerkofler e Monte Paterno
Salendo verso Sasso di Sesto e Torre di Toblin
Tratto non segnato verso il Sasso di Sesto
In vetta al Sasso di Sesto
Vista dal Sasso di Sesto sulla Torre di Toblin
Tratto verso l’attacco della Ferrata della Torre di Toblin
Lungo la via ferrata di salita
In cima alla Torre di Toblin
Lungo la ferrata di discesa
Tratto tra il Rifugio Locatelli-Innerkofler e la Forcella Lavaredo
Scendendo al Rifugio Lavaredo
Rifugio Lavaredo
Tornando al Rifugio Auronzo
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Rifugio Auronzo su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.
Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
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Il Rifugio Zsigmondy-Comici Hütte, situato a 2224 metri di quota, il Rifugio Pian di Cengia/Büllelejochhütte, posto a 2528 metri di altezza, e il Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime/Drei Zinnen Hütte, situato a 2405 metri di quota, si trovano nelle Dolomiti di Sesto/Sextener Dolomiten in zona tra le più belle delle Dolomiti e dell’Alto Adige/Südtirol.
I rifugi presentano diverse vie di accesso, viene qui descritto l’itinerario “classico” che li tocca tutti con percorso ad anello che parte dalla Val Fiscalina/Fischleintal, valle laterale della Val di Sesto/Sextental (QUI la “pillola” sulla Val Fiscalina e QUI quella sulla Val di Sesto).
Il percorso, che presenta un dislivello rilevante ed un lungo sviluppo, si svolge tra ambienti prima boschivi e poi selvaggi dolomitici e conduce al cospetto di alcune tra le più note cime dolomitiche come, ad esempio, le Tre Cime di Lavaredo/Drei Zinnen e la Croda dei Toni/Zwölferkofel.
La salita comincia al parcheggio del Campo Fiscalino/Fischleinboden in Val Fiscalina (1454 m), seguendo la mulattiera 102-103 per i rifugi si procede dapprima brevemente su asfalto e poi su fondo sterrato con pendenza leggera fino a raggiungere il Rifugio Fondovalle/Talschlusshütte (1548 m, 30 minuti dalla partenza).
Continuando sulla mulattiera sterrata per i rifugi si sale in moderata pendenza raggiungendo, in breve, il bivio tra i sentieri per il Rifugio Zsigmondy-Comici ed il Rifugio Locatelli-Innerkofler. Seguendo a sinistra il sentiero numero 103 per il Rifugio Zsigmondy-Comici si oltrepassa un ponticello che passa nei pressi della Cima Uno/Einspitz e di una sua grande frana di qualche anno fa; salendo sulla traccia sassosa e terrosa si sale ripidamente con anche belle vista panoramiche sulla Val Fiscalina. Dopo un breve tratto boscato la traccia sale tra arbusti su fondo sassoso e terroso con anche diversi gradoni di legno e rocciosi; il percorso porta, quindi, ad un breve tratto con pendenza moderata e sale poi ripidamente, in ambiente aperto, con traccia sassosa con diversi gradoni fino a giungere al Rifugio Zsigmondy-Comici (2224 m, 2.00 ore dal Rifugio Fondivalle, 2.30 ore dalla partenza).
Seguendo il sentiero 101 per il Rifugio Pian di Cengia si sale con pendenza moderata su traccia sassosa e terrosa fino ad una selletta; seguendo sempre per il Rifugio Pian di Cengia si procede, quindi, a mezzacosta su fondo roccioso (tratto un po’ esposto) fino a giungere al Rifugio Pian di Cengia (2528 m, 1.00 ora dal Rifugio Zsigmondy-Comici, 3.30 ore dalla partenza).
Continuando sul sentiero 101 per il Rifugio Locatelli-Innerkofler si procede in falsopiano raggiungendo in breve la Forcella Pian di Cengia; seguendo sempre il sentiero per il Rifugio Locatelli si scende a destra su ripida traccia ghiaiosa in tornanti. La traccia sassosa procede poi in lungo mezzacosta in lievi saliscendi (qualche punto un po’ esposto) passando anche nei pressi dei Laghi dei Piani/Bödenseen; la traccia conduce, quindi, con breve risalita piuttosto ripida al Rifugio Locatelli-Innerkofler alla Tre Cime (2405 m, 1.15 ore dal Rifugio Pian di Cengia, 4.45 ore dalla partenza).
Dal Rifugio Locatelli-Innerkofler si segue il sentiero 102 per il Rifugio Fondovalle; la traccia ghiaiosa e terrosa scende in Val Sassovecchio/Altensteintal prima in pendenza moderata per poi scendere ripidamente su fondo sassoso riportando, con lungo sviluppo, al bivio incontrato in salita tra il Rifugio Zsigmondy-Comici ed il Rifugio Locatelli-Innerkofler. Dal bivio si torna per la via già nota prima al Rifugio Fondovalle e poi al parcheggio (2.15 ore dal Rifugio Locatelli-Innerkofler, 7.00 ore dalla partenza).
Percorso: parcheggio Val Fiscalina – Rifugio Fondovalle – Rifugio Zsigmondy-Comici – Rifugio Pian di Cengia – Rifugio Locatelli-Innerkofler – Rifugio Fondovalle – parcehggio Val Fiscalina
Sentieri: 102/103 – 103 – 101 – 102 – 102/103
Dislivello: 1150 metri in salita e discesa considerati anche i diversi saliscendi
Tempo di percorrenza: 7.00 ore totali
Quota massima: 2528 m
Difficoltà: EE – percorso di difficoltà tecnica moderata ma su sentieri spesso sassosi con diverse parti ripide e qualche tratto un po’ esposto; dislivello rilevante e sviluppo molto lungo di 18 chilometri
Data di ascesa: luglio 2023
Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei rifugi ed è, naturalmente, possibile pernottare in uno di essi prenotando. I rifugi sono anche punto di partenza per diverse escursioni a cime e vie ferrate; tra le possibili salite troviamo, ad esempio, quelle alla vetta della Croda Fiscalina Orientale/Oberbacherspitze, il Monte Paterno/Paternkofel e la Torre di Toblin/Toblinger Knoten ed il Sasso di Sesto/Sextner Stein (QUI la “pillola” sulla salita alla Croda Fiscalina Orientale, QUI quella sull’ascesa su via ferrata al Monte Paterno e QUI quella sull’ascesa su via ferrata alla Torre di Toblin e sulla salita al Sasso di Sesto). Queste salite sono descritte partendo dal Rifugio Auronzo; se si decidesse di intraprenderle partendo dalla Val Fiscalina è bene pernottare in rifugio.
Esperienza di Stefano: il percorso è bellissimo ed è uno dei miei preferiti; per godere del magnifico ambiente circostante è bene scegliere giornate con buona visibilità ma facendo attenzione a giorni eccessivamente caldi in quanto gran parte del lungo percorso è esposto al Sole. Vista la lunghezza del tracciato bisogna dosare le forze lungo tutto il percorso e assicurandosi di avere buona forma fisica.
Lungo il tratto verso il Rifugio Fondovalle
Rifugio Fondovalle
Salendo al bivio tra i rifugi Zsigmondy-Comici e Locatelli-Innerkofler
Bivio tra i rifugi Zsigmondy-Comici e Locatelli-Innerkofler
Cima Uno con visibile la frana di alcuni anni fa
Vista sulla Val Fiscalina salendo nel primo tratto al Rifugio Zsigmondy-Comici
Salendo nel primo tratto verso il Rifugio Zsigmondy-Comici
Salendo nell’ultimo tratto verso il Rifugio Zsigmondy-Comici
Al Rifugio Zsigmondy-Comici
Vista sulla Croda dei Toni
Salendo dal Rifugio Zsigmondy-Comici verso il Rifugio Pian di Cengia
Rifugio Pian di Cengia
Vista verso le Crode Fiscaline
Nel tratto tra il Rifugio Pian di Cengia e la Forcella Pian di Cengia
Tratto tra la Forcella Pian di Cengia e il Rifugio Locatelli-Innerkofler
Laghi dei Piani
Risalita verso il Rifugio Locatelli-Innerkofler con vista su Sasso di Sesto e Torre di Toblin
Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime
Vista sulle Tre Cime di Lavaredo
Vista sul Monte Paterno
Scendendo in Val Sassovecchio tornando al Rifugio Fondovalle
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio in Val Fiscalina su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
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Nella zona dell’Alta Val Pusteria/Hochpustertal troviamo alcuni dei paesi del Sudtirolo più amati e conosciuti dai turisti e visitatori, tra questi sono presenti San Candido/Innichen, Sesto/Sexten, Villabassa/Niederdorf, Monguelfo/Welsberg e Dobbiaco/Toblach.
San Candido, che conta più di 3000 abitanti, è posta a quasi 1200 metri di quota nei pressi del paese di Dobbiaco/Toblach e della Val di Sesto/Sextental; l’antico borgo giace in una zona idilliaca circondata da pascoli e contornata da versanti boscosi e dalle cime della Alpi Noriche, delle Alpi Carniche e dal gruppo dolomitico dei Baranci/Haunold.
A San Candido sono presenti molti punti di interesse architettonici e religiosi, tra questi troviamo: la chiesa parrocchiale di stile barocco con pregevoli dipinti dedicata a San Michele, la chiesa e il convento dei Francescani posta lungo il Rio di Sesto/Sextner Bach ed edificata con uno stile molto sobrio e la Collegiata di San Candido, con museo annesso, la chiesa è stata costruita nell’anno 1043 ed è l’esempio di stile romanico più importante dell’Alto Adige/Südtirol.
Inoltre, nell’area centrale di San Candido, presso il residence e shop Wachtler, è posto il Museo Dolomythos che, dedicato alle Dolomiti, ospita un grande collezione di reperti attinenti la geologia, storia, flora, fauna, popolazioni, sviluppo demografico, leggende e tradizioni dell’area dolomitica e con approfondimenti sulla zona di San Candido (QUI la “pillola” sul museo Dolomythos).
Nei pressi del centro abitato di San Candido sono sono possibili anche molte escursioni di diversa tipologia ed è possibile anche usufruire di diversi impianti di risalita. Tra essi troviamo la nota seggiovia Baranci/Haunold che porta in quota alla partenza dei sentieri escursionistici del gruppo dei Baranci, al Rifugio Gigante e ad aree dedicate a famiglie e non solo come la pista di fun bob e il percorso Regno del Gigante Baranci (QUI la “pillola” sulla seggiovia dei Baranci in estate).
Dalla stazione a monte della seggiovia è anche possibile intraprendere salite più impegnative verso le cime della Piccola Rocca dei Baranci/Haunoldköpfl e la Pausa Ganda/Gantraste (QUI la “pillola” sull’ascesa alla Piccola Rocca dei Baranci e QUI quella sulla salita alla Pausa Ganda).
Raggiungendo da San Candido la vicina frazione di Versciaco/Vierschach si trova la cabinovia, solitamente funzionante anche in estate, che conduce nel comprensorio del Monte Elmo/Helm dove si trovano molte attrattive per famiglie, come il Parco Natura Olperl, ed escursionisti, come la salita alla vetta del Monte Elmo (QUI la “pillola” sugli impianti estivi del Monte Elmo e QUI la “pillola” sulla salita alla cima del Monte Elmo).
Sia la seggiovia dei Baranci sia la cabinovia Monte Elmo fanno anche parte del comprensorio sciisico Tre Cime Dolomiti/Drei Zinnen Dolomites che offre, in inverno, oltre 100 chilometri di piste di sci alpino, sentieri innevati battuti per ciaspolatori e piste da slittino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Tre Cime Dolomiti).
Le foto si riferiscono alle mie visite nel 2019, 2020, 2021, 2022, 2023 e 2025
San Candido vista dall’alto
Centro del paese con vista sul gruppo dei Baranci
Chiesa parrocchiale di San Michele
Collegiata di San Candido
Cripta della Collegiata
Chiesa dei Francescani
Vista verso i Baranci lungo il Rio di Sesto
Villa Wachtler
Museo Doolomythos posto nel residence-shop Wachtler
Seggiovia Baranci
Alla stazione a monte della seggiovia Baranci
Vetta della Piccola Rocca dei Baranci raggiungibile con sentiero dalla seggiovia Baranci
Vetta della Pausa Ganda
Vista dall’alto sulla frazione di Versciaco e verso parte delle Dolomiti di Sesto
Chiesa di Versciaco
Cabinovia Monte Elmo nella frazione di Versciaco
Parco Natura Olperl
Percorso verso il Rifugio Gallo Cedrone
Al Rifugio Gallo Cedrone
Vista sulle Dolomiti di Sesto dall’area del Monte Elmo
Salendo al Monte Elmo
Monte Elmo
Area delle piste da sci di Versciaco, collegata sci ai piedi con le altre piste del comprensorio 3 Zinnen in Val di Sesto
Area sciistica della seggiovia Baranci (facente parte del comprensorio 3 Zinnen ma non collegata direttamente sci ai piedi con le altre aree del comprensorio)
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina
Cliccare sull’immagine per visualizzare San Candido su Google Maps
Le Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten si estendono tra l’Alto Adige/Südtirol orientale e il bellunese e prendono il nome dal paese di Sesto/Sexten, situato nell’omonima Val di Sesto/Sextental che si dirama dalla Val Pusteria all’altezza di San Candido/Innichen (QUI la “pillola” sulla Val di Sesto).
Il famoso gruppo delle Dolomiti di Sesto è in parte compreso nel Parco Naturale delle Dolomiti di Sesto, fanno parte di questo grande gruppo dolomitico cime molto note tra le quali troviamo, ad esempio: Tre Cime di Lavardeo/Drei Zinnen, Monte Paterno/Paternkofel, Tre Scarperi/Dreischuster, Torre di Toblin/Toblinger Knoten, Sasso di Sesto/Sextner Stein, Croda dei Toni/Zwölferkofel, Croda Rossa di Sesto/Sextner Rotwand e Baranci/Haunold.
Le Dolomiti di Sesto sono percorse da una fitta rete di sentieri, vie ferrate, vie d’arrampicata e ospitano svariati rifugi molto noti e frequentati tra i quali: Zsigmondy-Comici, Pian di Cengia/Büllelejoch, Locatelli alle Tre Cime/Drei Zinnen, Prati di Croda Rossa/Rotwandwiesen e tanti altri.
Dalla Val di Sesto e dalla laterale Val Fiscalina/Fischleintal è possibile osservare la “Meridiana di Sesto” formata da varie cime dolomitiche che ricevono il Sole in determinate ore del giorno, prendendo, quindi, anche il nome di Cima Nove, Cima Dieci, Cima Undici, Cima Dodici e Cima Uno (QUI la “pillola” sulla Val Fiscalina).
Tra le tante possibili escursioni nelle Dolomiti di Sesto troviamo descritte sul sito le seguenti:
– Castelliere/Burgstall – Prati di Croda Rossa/Rotwandwiesen: QUI la “pillola” – Croda Fiscalina Orientale/Oberbachspitze – Rifugio Pian di Cengia – Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime (salita dal Rifugio Auronzo): QUI la “pillola” – Croda Sora i Colesei: QUI la “pillola” – Lago di Dobbiaco/Toblachersee: QUI la “pillola” – Monte Casella di Dentro/Innergsell e Monte Casella di Fuori/Aussergsell: QUI la “pillola” – Monte Paterno/Paternkofel – Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime (salita dal Rifugio Auronzo): QUI la “pillola” – Monte Piana – Monte Piano – Rifugio Bosi: QUI la “pillola” – Pausa Ganda/Gandraste: QUI la “pillola” – Piccola Rocca dei Baranci/Haunoldkopfl: QUI la “pillola” – Rifugio Zsigmondy-Comici – Rifugio Pian di Cengia/Büllelejoch Hütte – Rifugio Locatelli-Innerkofler/Dreizinnenhütte – Rifugio Fondovalle/Talschlusshütte (salita dalla Val Fiscalina): QUI la “pillola” – Torre di Toblin/Toblinger Knoten – Sasso di Sesto – Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime (salita dal Rifugio Auronzo): QUI la “pillola”
Inoltre, Le Dolomiti di Sesto ospitano anche il comprensorio sciistico delle Tre Cime Dolomiti/Drei Zinnen Dolomites che offre, in inverno, oltre 100 chilometri di piste di sci alpino, sentieri innevati battuti per ciaspolatori e piste da slittino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Tre Cime Dolomites, QUI quella sull’escursione su sentiero innevato al Rifugio Tre Scarperi, QUI la “pillola” sul sentiero invernale per il Rifugio Fondovalle).
Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2018, 2019, 2020, 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025
Dolomiti di Sesto (con la “Meridiana di Sesto”) viste dal Monte Elmo/Helm
Val Fiscalina con vista sulla Cima Uno
Rifugio Fondovalle
Versante nord delle Tre Cime di Lavaredo
Monte Paterno e Laghi dei Piani
Rifugio Locatelli-Innerkofler con Sasso di Sesto e Torre di Toblin
Rifugio Locatelli-Innerkofler e Tre Cime di Lavaredo
Torre di Toblin
Rifugio Pian di Cengia
Croda dei Toni (Cima Dodici)
Rifugio Zsigmondy-Comici
Tre Scarperi
Croda Rossa e Croda dei Torni viste dal Monte Casella
Baranci
Baranci visti dalla Pausa Ganda
Piccola Rocca dei Baranci
Gruppo Tre Scarperi visto dai Prati di Croda Rossa
Castelliere
Croda Sora i Colesei
Monte Piana
Monte Piano
Vista autunnale sulle Dolomiti di Sesto
Le Dolomiti di Sesto in inverno
La “Meridiana di Sesto” vista in inverno dalla piste da sci di fondo e dai sentieri innevati in Val Fiscalina
Cima Uno in inverno vista dai pressi del Rifugio Fondovalle
Dolomiti di Sesto viste dalla Val Campo di Dentro dal Rifugio Tre Scarperi
Lago di Dobbiaco
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e sulla Valle Aurina
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.
Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse. Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.