Malga Klammbachalm (1944 m) – Malga Alpe Nemes (1877 m) – Alpi Carniche

La Malga Klammbachalm, situata a 1944 metri di quota, e la Malga Alpe Nemes, posta a 1877 metri di altezza, sono situate nelle Alpi Carniche in Val di Sesto/Sextental; le malghe presentano un panorama magnifico verso le Dolomiti di Sesto e la cresta carnica e possono essere raggiunte in vari modi.

Vieni qui descritto il percorso ad anello che le tocca entrambe partendo dal Pollaio/Stiergarten nei pressi di Moso/Moos; il percorso, dallo sviluppo piuttosto lungo, presenta un tracciato lungo mulattiere sterrate forestali con ambienti sia boschivi che pascolivi (QUI la “pillola” su Sesto e Moso).

La salita comincia dal Pollaio/Stiergarten (1420 m, stazione a valle della cabinovia Tre Cime), si segue inizialmente la mulattieroa numero 13A per il Passo Monte Croce in piano fino al vicino rifugio Zin Fux ed, in breve, ad un bivio.
Si segue a sinistra il sentiero 13A per Moso su mulattiera sterrata raggiungendo i tralicci della cabinovia; si ignorano le indicazioni a sinistra e si sale a destra, senza indicazioni, su ripida mulattiera raggiungendo, in tornanti, il sentiero 13.
Si prende a destra il sentiero 13 per la Malga Nemes entrando in un breve sottopasso e poi salendo in pendenza moderata su mulattiera nel bosco; ignorata la deviazione per il sentiero 139 si sale in pendenza accentuata fino al bivio ytra Malga Klammbach e Nemes.
Si segue il sentiero 133 per Malga Klammbach; si sale su mulattiera in tornanti nel bosco per poi uscine nei pressi di Malga Klammbach (1944 m, 1.30 ore dalla partenza).

Dalla Malga Klammbach si segue il sentiero 13 per Malga Nemes, si procede in deboli saliscedi su mulattiera prima tra pascoli e poi nel bosco fino ad un bivio; si segue la direzione indicante Malga Nemes a 30 minuti; si continua quindi su mulattiera, in saliscendi, e poi in discesa fino ad un ponte dal quale si risale, in breve, alla Malga Alpe Nemes (1877 m, 1.00 ora da Malga Klammbach, 2.30 ore dalla partenza).

Si segue in discesa il sentiero 13 per Saumahd scendendo su mulattiera sasossa e poi su untratto prativo e poi su mulattiera sterrata fino ad un bivio; si segue sempre il sentiero 13 per Saumahd su mulattiera in moderata discesa e poi in leggero saliscendi fino ai prati di saumahd ed al bivio tra Malga Nemes e Malga Klammbach incontrato in salita.
Per la via di salita si torna, quindi, al Pollaio/Stiergarten (1.45 ore da Malga Nemes, 4.15 ore dalla partenza).

Percorso: Pollaio – Malga Klammbach – Malga Alpe Nemes – Pollaio

Sentieri: 13A – 13 – 133 – 13 – 13A

Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.15 ore totali

Quota massima: 1944 m

Difficoltà: E –  percorso senza particolari difficoltà tecniche ma che presenta uno sviluppo di 14 chilometri circa

Data di ascesa: ottobre 2022

Annotazioni: è possibile abbreviare di molto il percorso salendo con la cabinovia Tre Cime dalla quale si raggiunge in breve Malga Klammbach; la Malga Nemes è anche raggiungibile direttamente, senza passare da Malga Klammbach dal Passo Monte Croce (QUI la “pillola” sulla salita al Monte Covolo/Seikofel e Malga Nemes dal Passo Monte Croce).

Esperienza di Stefano: escursione che ho percorso in autunno con bellissimi colori; in questo periodo è meglio controllare i periodi di apertura delle malghe ed eventualmente (se usata) della cabinovia; è bene percorrere l’escursione con buona visibilità per godere dei magnifici panorami su Dolomiti di Sesto ed Alpi Carniche

Salendo nel primo tratto dal Pollaio

Salendo al bivio tra Malga Klammbach e Malga Nemes

Bivio tra Malga Klammbach e Malga Nemes

Salendo a Malga Klammbach

Malga Klammbach

Percorso verso  Malga Nemes

Vista sulla Croda Rossa/Rotwand

Vista sui Tre Scarperi/Drei Schuster

Vista sul Col Quaternà

Malga Alpe Nemes

Vista da Malga Alpe Nemes sulle Dolomiti di Sesto

Lungo la discesa

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Pollaio/Stiergarten su Google Maps


DISCLAIMER:

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Rifugio Fronza alle Coronelle/Kölner Hütte (2339 m) – Baita Messner Joch (1930 m) – Dolomiti

Il Rifugio Fronza alle Coronelle/Kölner Hütte, situato a 2339 metri di quota, e la Baita Messner Joch, posta a 1930 metri di altezza, sono situati nel gruppo dolomitico del Catinaccio/Rosengarten ed offrono un bellissimo panorama su Catinaccio, Latemar e verso la zona meridionale dell’Alto Adige.

Il Rifugio Fronza può essere raggiunto dalla Malga Frommeralm anche con la cabinovia Laurin I e II, facente parte degli impianti estivi del comprensorio Carezza Dolomites, ma viene qui descritto il percorso, dapprima nel bosco e poi in ambiente più aspro dolomitico, che lo raggiunge a piedi passando anche dalla Baita Messner Joch (QUI la “pillola” sugli impianti estivi Carezza Dolomites).

Il percorso a piedi parte anch’esso dalla Baita Frommeralm, situata non lontano dal Passo Nigra/Nigerpass e dal Passo Costalunga/Karerpass, e raggiungibile da Nova Levante/Welschnofen in Val d’Ega/Eggental e dalla Val di Tires/Tierstal (QUI la “pillola” sul Passo Nigra, QUI quella sul Passo Costalunga, QUI la “pillola” su Nova Levante e QUI quella su Tires).

Il percorso comincia dalla Malga Frommeralm (1743 m, stazione a valle della cabinovia Laurin I), si segue il sentiero 15 per la Baita Messner Joch salendo su traccia ghiaiosa tra pascoli e poi, con pendenza più ripida, nel bosco fino ad incrociare una mulattiera.
Al vicino bivio si segue il sentiero 1B per la Baita Messner Joch salendo su mulattiera ghiaiosa nel bosco e poi su sentiero tra pascoli fino alla Baita Messner Joch (1930 m, punto di ristoro, 30 minuti dalla partenza).

Dalla Baita Messner Joch si segue il sentiero 1 per il Rifugio Fronza salendo su sentiero con traccia ghiaiosa e terrosa nel rado bosco, rimanendo a sinistra ad un vicino bivio non segnalato, fino a giungere all’incrocio col sentiero 15, rimanendo sul sentiero 1 per il Rifugio Fronza si giunge ad incontrare una mulattiera e la stazione a monte della cabinovia Laurin I e la stazione a valle della cabinovia Laurin II.

Si sale, quindi, sulla mulattiera sassosa seguendo le indicazioni numero 1 per il Rifugio Fronza, la mulattiera sale ripidamente raggiungendo dapprima un punto panoramico sul Latemar con sedili di legno; si continua poi a salire ripidamente con anche un paio di tornanti, fino alla stazione a monte della cabinovia Laurin II ed al vicino Rifugio Fronza alle Coronelle ed al Laurin Lodge (2339 m, 1.15 ore dalla Baita Messner Joch, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso, o, volendo, rimanendo sulla mulattiera senza ripassare dalla Baita Messner Joch, in 1.15 ore, 3.00 ore dalla partenza.,

Percorso: Baita Frommeralm – Baita Messner Joch – Rifugio Fronza alle Coronelle – Baita Frommeralm

Sentieri: 15 – 1B – 1 – 15

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore totali (1.45 ore la salita, 1.15 ore la discesa)

Quota massima: 2339 m

Difficoltà: E –  percorso senza grandi difficoltà tecniche ma che presenta diversi tratti ripidi; sviluppo totale di circa 7,5 chilometri

Data di ascesa: settembre 2022 e luglio 2025

Annotazioni: è possibile abbreviare di molto il percorso salendo o scendendo in cabinovia; la Baita Frommeralme raggiungibile anche da Nova Levante con la cabinovia (in questi casi controllare prima i periodi di apertura). Il Rifugio Fronza è anche punto di partenza per la ferrata Passo Santner (QUI la “pillola” sulla ferrata).
Inoltre, la Baita Messnerjoch è anche raggiungibile su mulattiera sterrata dal Passo Nigra (QUI la “pillola” su questo itinerario).

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere dei bei panorami su Catinaccio e Latemar; con tempo stabile l’escursione è adatta anche per un giro di mezza giornata al mattino o pomeriggio.

Area della Malga Frommeralm e della stazione a monte della cabinovia proveniente da Nova Levante e della stazione a valle della cabinovia Laurin I

Salendo alla Baita Messner Joch

Baita Messner Joch

Salendo all’incrocio con la mulattiera ed alla stazione a monte della cabinovia Laurin I ed a quella a valle della Laurin II

Salendo su mulattiera verso il Rifugio Fronza

Punto panoramico sul Latemar

Continuando la salita su mulattiera al Rifugio Fronza con il Catinaccio alle sue spalle ed alla stazione a monte della cabinovia Laurin II

Laurin Lodge

Rifugio Fronza alle Coronelle

Panorami dal rifugio

Lungo la discesa nel tratto su mulattiera non ripassando per la Baita Messner Joch

Mappa del percorso

Cliccare sull’immagine per visualizzare la Malga Frommeralm su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Piz da Peres (2507 m) – Dolomiti

Il Piz da Peres, vetta di 2507 metri di quota, è posto nella zona settentrionale delle Dolomiti di Braies-Sennes-Fanes ed è posto in posizione isolata che permette di godere un panorama amplissimo su molti gruppi dolomitici e verso le vette dei Tauri/Tauern, Alpi Noriche/Norischen, Vedrette di Ries/Riesfernergruppe ed Alpi di Zillertal.

La vetta può essere raggiunta con diversi itinerari, viene qui descritto il percorso ad anello con partenza dal Passo Furcia/Furkelpass situato tra Valdaora/Olang in Val Pusteria/Pustertal e San Vigilio di Marebbe/Enneberg/Al Plan de Mareo in Val Badia; l’escursione presenta l’attraversamento di ambienti sia boscosi che rocciosi tipici dolomitici ed è quindi adatta per escursionisti esperti (QUI la “pillola” su Valdaora/Olang e QUI quella su San Vigilio di Marebbe).

La salita comincia dal Passo Furcia (1758 m) seguendo il sentiero 3 per il Piz da Peres, si sale nel bosco inizialmente su mulattiera sterrata fino a raggiungere in breve un bivio tra il sentiero 3 ed il sentiero 12B; si rimane sul sentiero 3 e si sale piuttosto ripidamente su traccia terrosa e sassosa nel bosco.
Si procede poi in lungo saliscendi attraversando anche due canaloni fino a giungere ad un bivio; si rimane sul sentiero 3 per il Piz da Peres salendo su traccia sassosa nel bosco rado ed uscendone procedendo ripidamente in tornanti su traccia ghiaiosa e sassosa in tornanti fino a raggiungere la Forcella del Cianros/ Tre Dita/Drei Ifinger Scharte (2328 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dalla forcella si sale a destra sul sentiero 12 per il Piz da Peres, si sale piuttosto ripidamente su traccia sassosa tra prati fino a giungere ad una selletta e per larga cresta si giunge, in breve, alla vetta del Piz da Peres (2507 m, croce, 30 minuti dalla Forcella Tre Dita, 2.30 ore dalla partenza).

Dalla vetta si scende su versante opposto, sempre su sentiero 12, su traccia sassosa tra prati fino a giungere ad una selletta, da qui si scende ripidamente  su sentiero ripido con gradoni di legno e tratti sassosi; si procede poi a mezzacosta e poi nuovamente in ripida discesa (incontrando anche diverse deviazioni per la ferrata Piz da Peres) fino a giungere ad una croce con bivio.
Si segue a destra il sentiero 12B per il Passo Furcia, si scende su traccia sassosa e terrosa nel bosco attraversando anche un canalone e poi scendendo nel bosco via via più fitto fino al Rifugio Utìa Picio Prè (1950 m, 1.30 ore dalla cima, 4.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue sempre il sentiero 12B per il Passo Furcia scendendo su traccia sassosa piuttosto ripida nel bosco fino a giungere al bivio incontrato ad inizio salita; seguendo in breve in discesa la mulattiera sterrata numero 3 si torna, quindi, al Passo Furcia (30 minuti dal Rifugio Picio Prè, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: Passo Furcia – Forcella Tre Dita – Piz da Peres – Rifugio Picio Prè – Passo Furcia

Sentieri: 3 – 12 – 12B – 3

Dislivello: 800 metri in salita e discesa considerati anche i saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore  (2.30 ore la salita. 2.00 ore la discesa)

Quota massima: 2507 m

Difficoltà: EE –  percorso che presenta diversi tratti ripidi su sentiero sassoso e qualche passaggio un po’ esposto nel primo tratto di discesa,

Data di ascesa: settembre 2022

Annotazioni: lungo la discesa si incontrano diverse deviazione che portano alla nuova difficile ferrata, non avendola mai percorsa non posso però dare indicazioni precise in merito; è bene, inoltre, informarsi sui periodi di apertura del Rifugio Picio Prè se si vuole pranzare in loco

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere dell’amplissimo panorama dalla vetta, necessario che il terreno sia asciutto; io ho percorso il sentiero ad anello nella direzione descritta per essere per l’ora di pranzo al rifugio, il tracciato può essere, comunque, percorso in entrambi i sensi

Lungo la mulattiera iniziale

Tratto nel bosco

Salendo alla Forcella Tre Dita

Salendo al Piz da Peres

In cima al Piz da Peres

Panorami dalla vetta

Primo tratto di discesa tra prati

Vista su Passo Furcia e Plan de Corones/Kronplatz

Tratto di discesa con gradoni e tratti rocciosi

Scendendo alla croce con bivio tra sentiero 12 e 12B

Scendendo al Rifugio Picio Prè

Rifugio Picio Prè

Scendendo al Passo Furcia

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Furcia su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Ciampinoi/Ciampinëi (2256 m) – Dolomiti

Il Ciampinoi/Ciampinëi, elevazione di 2256 metri di altezza, è posto nel gruppo dolomitico del Sassolungo/Langkofel in Val Gardena/Gröden; la vetta, leggermente rialzata, dai pendii sottostanti offre un bellissimo panorama su diversi gruppi dolomitici e la sottostante Val Gardena.

Nei pressi della vetta è posta anche la stazione a monte della cabinovia Ciampinoi di Selva Gardena/Wolkenstein; viene qui descritta la salita a piedi, con percorso prevalentemente boschivo con diversi tratti ripidi, dal paese con successiva discesa in cabinovia, è naturalmente possibile anche scendere a piedi eventualmente anche allungando fino al Rifugio Comici (QUI la “pillola” su Selva Gardena).

La salita comincia nei pressi della caserma dei Vigili del Fuoco di Selva Gardena (1560 m), seguendo la passeggiata a valle in breve salita si perviene alla deviazione del sentiero 27 per il Ciampinoi/Ciampinëi.
Si sale inizialmente su sentiero terroso e ghiaioso nel bosco, in pendenza moderata, fino a giungere ad un’area di sosta con panca coperta, continuando sul sentiero si giunge in breve, quindi, ad un grosso traliccio.
Seguendo sempre le indicazioni per il sentiero 27 si sale su mulattiera sterrata e poi nuovamente nel bosco ripidamente fino a giungere nuovamente su mulattiera nei pressi di un bivio; seguendo per il Ciampinoi si sale su mulattiera sterrata e sassosa nel bosco in pendenza moderata passando anche sotto i cavi della cabinovia.
Si sale poi su mulattiera sassosa molto ripida lungo la pista da sci fino a giungere alla stazione a monte di una seggiovia chiusa in estate; continuando sulla ripida mulattiera si perviene, quindi, alla stazione a monte della cabinovia Ciampinoi.
Si scende ora, in breve,  ad un sella dove è presente la stazione a monte di due seggiovie, si segue il sentiero per il punto panoramico salendo, in breve ma molto ripidamente, su sentierino a gradoni fino alla vetta vera del Ciampinoi (croce, 2.00 ore dalla partenza).

Si torna quindi alla selletta e con breve risalita si ritorna alla stazione a monte della cabinovia Ciampinoi con la quale si scende a Selva Gardena.

Percorso: Selva Gardena – Ciampinoi

Sentieri: 27 – deviazione al punto panoramico

Dislivello: 700 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.00 ore  se si scende in cabinovia

Quota massima: 2256 m

Difficoltà: E –  percorso di difficoltà tecnica moderata ma che presenta diversi tratti ripidi  e gradoni

Data di ascesa: agosto 2022

Annotazioni: è naturalmente possibile anche scendere a piedi in 1.30 ore o allungare la discesa passando per il Rifugio Comici ed il Plan de Gralba in 2.30 ore

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere del bel panorama dalla vetta e adatta anche, con tempo stabile, per un escursione pomeridiana

Alla partenza

Primo tratto nel bosco

Punto di sosta

Tratto ripido su sentiero nel bosco

Tratto su mulattiera con pendenza moderata

Passaggio sotto la cabinovia

Ultimo tratto con pendenza moderata

Tratto con pendenza elevata

Panorami verso le Odle

Ultimo tratto verso la stazione a monte della cabinovia

Panorami sul Gruppo del Sella

Vista sulla Val Gardena

Panorami sullo Sciliar

Salendo al punto panoramico (vera vetta del Ciampinoi)

In vetta al Ciampinoi

Croce di vetta e vista sul Sassolungo

Vista dalla vetta sulla stazione a monte della cabinovia

Cabinovia Ciampinoi vista dalla stazione a valle

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Ciampinoi a Selva Gardena su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Pulpito/Poppekanzel (2328 m) – Dolomiti

Il Pulpito/Poppekanzel, vetta di 2328 metri di quota, è situato sul confine tra Alto Adige / Südtirol e Trentino nel gruppo dolomitico del Latemar ed è posto in posizione molto panoramica verso le cime principali del Latemar e verso la Roda di Vael nel gruppo del Catinaccio/Rosengarten.

Il percorso per raggiungere la vetta parte dal Passo Costalunga/Karerpass tra Nova Levante/Welschnofen e Carezza/Karer in Val d’Ega/Eggental e la Val di Fassa; il sentiero conduce dapprima tra boschi, pascoli e piste da sci per poi salire alla cima in ambiente sassoso tipicamente dolomitico con anche un brevissimo tratto finale con cavo e roccette (QUI la “pillola” sul Passo Costalunga e la zona di Carezza e QUI quella sul paese di Nova Levante).

La salita comincia dal Passo Costalunga (1745 m) seguendo il sentiero 17 per il Pulpito; il percorso parte su mulattiera sterrata tra pascoli, seguendo ai vari bivi sempre il sentiero 17 per il Pulpito si sale su mulattiera sterrata alternando tratti ripidi ad altri in pendenza moderata fino ad un punto panoramico con panchine nel Prato del Latemar/Latemarwiese.
Ignorate le deviazione dei sentiero 18A  e 517B si sale sempre su mulattiera sterrata lungo una pista da sci fino a giungere alla stazione a monte di una seggiovia (chiusa in estate).
Continuando sul sentiero 17 per il Pulpito si sale con sentierino terroso nel bosco in moderata pendenza, usciti dal bosco si sale su sentiero sassoso e ghiaioso costeggiando dei ripetitori e salendo poi in tornanti ripidi in ambiente aperto.
Salendo sul sentiero sassoso si giunge quindi ad una selletta da dove, seguendo i bolli a sinistra si sale un brevissimo tratto attrezzato con cavo e un altro con alcune roccette che portano alla vetta del Pulpito (2328 m, cartello, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 3.15 ore dalla partenza.

Percorso: Passo Costalunga – Prato del Latemar – Pulpito – Prato del Latemar – Passo Costalunga

Sentieri: 17

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.15 ore  (1.45 ore la salita, 1.30 ore la discesa)

Quota massima: 2328 m

Difficoltà: EE –  percorso che presenta alcuni tratti ripidi ed un breve tratto finale attrezzato con cavo ed alcune roccette

Data di ascesa: luglio 2022

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere del bel panorama di vetta e adatta anche, con tempo stabile, per un escursione pomeridiana

Cartelli alla partenza al Passo Costalunga

Salendo su mulattiera al Prato del Latemar

Prato del Latemar

Salendo alla stazione a monte della seggiovia

Tratto su sentierino nel bosco

Tratto verso i ripetitori

Vista sulle vette principali del Latemar

Salendo nel tratto in tornanti in ambiente aperto

Breve tratto finale con cavo e roccette

In vetta al Pulpito

Vista dalla vetta sul Latemar

Vista dalla vetta sulla Val d’Ega

Vista dalla vetta sulla Roda di Vael

Mappa del percorso

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Costalunga su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Mesules (2974 m) – Rifugio Cavazza al Pisciadù (2585 m) – Dolomiti

La catena delle Mesules, il cui punto culminante raggiunge i 2974 metri di quota, ed il Rifugio Cavazza al Pisciadù, posto a 2585 metri di altezza, sono situati nelle Dolomiti nel gruppo del Sella in ambiente dolomitico spettacolare e presentano diversi punti di accesso, tutti, comunque, impegnativi.

Viene qui descritto l’itinerario con partenza dal Passo Gardena/Grödner Joch posto tra Val Gardena/Gröden e Val Badia/Gadertal; l’itinerario decritto presenta un lungo dislivello e sviluppo ed attraversa anche tratti attrezzati ed altri ripidi su tracce rocciose, questo percorso è, quindi, indicato a che ha la necessaria esperienza in questo tipo di itinerari (QUI la “pillola” sul Passo Gardena).

La salita comincia dal Passo Gardena (2121 m) seguendo il sentiero 666 per il Rifugio Pisciadù; si sale dapprima su sentiero sassoso e terroso e si procede poi in lungo saliscendi fino a trovare due bivi ed entrare nella Val Setus.
Seguendo sempre il sentiero 666 per il Rifugio Pisciadù si sale molto ripidamente in tornanti per la Val Setus su traccia sassosa raggiungendo poi un tratto con grandi scaloni in legno e, successivamente, un tratto, non molto difficile ma piuttosto lungo ed a tratti verticale, attrezzato con cavo e staffe.
Superato il tratto attrezzato si giunge ad una sella ed in breve, in discesa, si giunge al Rifugio Cavazza al Pisciadù ed al vicino Lago del Pisciadù (2585 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Pisciadù si segue il sentiero 676 per la Sella del Pisciadù, si sale su traccia sassosa ripida che traversa per un ghiaione entrando nel Valun del Pisciadù salendo ripidamente (stando attenti a non perdere la traccia, fino alla testata del vallone; si sale quindi per un tratto attrezzato con cavi breve ma ripido (attenzione ad un tratto di traccia smossa prima dei cavi ed a due fittoni saltati) giungendo alla Sella del Pisciadù (2908 m, 1.00 ora dal Rifugio Pisciadù, 3.00 ore dalla partenza).

Dalla Sella del Pisciadù si segue il sentiero 649 per la Forcella dai Ciamorces, si procede su traccia sassosa in saliscendi giungendo abbastanza in breve alla Forcella dai Ciamorces (2923 m, 20 minuti dalla Sella del Pisciadù, 3.20 ore dalla partenza, al luglio 2022 il sentiero diretta 677 dal Rifugio Pisciadù alla Forcella dai Ciamorces è chiuso).

Dalla Forcella dai Ciamorces si segue il sentiero non indicato che porta verso il filo di cresta delle Mesules, si rgagiunge quindi la base della prima cima, il Piz Rotic che si raggiunge con deviazione su lieve traccia (2973 m). Continuando sulla traccia che corre nei pressi delle vette si raggiunge la base della cima del Piz Beguz, che si risale anche esso su lieve traccia (2974 m); continuando sulla traccia sassosa in continua saliscendi si giunge alla base del Piz Miara che si risale con traccia più evidente rispetto alle altre cime raggiungendo la vetta con grande crocefisso (2964 m).

Continuando sulla traccia si giunge poi alla vetta del Piz Gralba (2972 m) e poi alla vetta del Piz Selva (2941 m, 1.00 ora dalla Forcella dai Ciamorces, 4.20 ore dalla partenza, qui arriva anche la difficile ferrata delle Mesules che sale dal Passo Sella).

Dal Piz Selva si prende il sentiero 649 che traversa su traccia sassosa tutto l’altipiano delle Mesules (rimanendo più basso rispetto alla traccia usata per deviare alle cime); seguendo molto lungamente il sentiero 649 si torna alla Forcella dai Ciamorces ed alla Sella del Pisciadù (1.00 ora dal Piz Selva 5.20 ore dalla partenza).

Dalla Forcella dai Ciamorces si segue il sentiero 649 verso la Forcella d’Antersass procedendo su traccia sassosa e ghiaiosa in saliscendi che porta ad un bivio (prima di arrivare alla Forcella d’Antersass). Al bivio si segue il sentiero 666 per il Rifugio Pisciadù risalendo ripidamente su traccia sassosa fino ad una sella, da qui si scende nella Val Tita prima su traccia ripida sassosa fino al bivio per la Cima Pisciadù.
Ignorata il bivio per la cima si scende col sentiero 666 raggiungendo due tratti attrezzati con cavo (non difficili ma piuttosto verticali) scendendo poi in pendenza più moderata fino al Lago Pisciadù dal quale, con breve risalita, si torna al Rifugio Cavazza al Pisciadù (2585 m, 1.10 ore dalla Forcella dai Ciamorces, 6.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Cavazza al Pisciadù si segue quindi il sentiero 666 per il Passo Gardena già percorso all’andata prima in breve risalita e poi in discesa nella Val Setus (passando anche per il tratto attrezzato) e , successivamente, in saliscendi fino a tornare al Passo Gardena (2.00 ore dal Rifugio Cavazza al Pisacidù, 8.30 ore dalla partenza).

Percorso: Passo Gardena – Val Setus – Rifugio Cavazza al Pisciadù – Valun de Pisciadù – Sella del Pisciadù – Sella dai Ciamorces – Piz Rotic – Piz Beguz – Piz Miara – Piz Gralba – Piz Selva – Sella dai Ciamorces – Sella del Pisciadù – Val Tita – Rifugio Cavazza al Pisciadù – Val Setus – Passo Gardena

Sentieri: 666 – 676 – 649 – traccia alle cime delle Mesules – 649 – 666

Dislivello: 1300 metri in salita e discesa considerati i tantissimi saliscendi

Tempo di percorrenza: 8.30 ore

Quota massima: 2974 m

Difficoltà: EE/EEA –  percorso globalmente molto impegnativo che richiede esperienza nel muoversi in tratti scoscesi, ripidi e attrezzati, necessaria anche esperienza nel muoversi su tracce non segnate e senso dell’orientamento. Presenti tantissimi bivi e deviazioni, sviluppo di oltre 20 chilometri; necessario tempo asciutto ed ottima visibilità

Data di ascesa: luglio 2022

Annotazioni: il sentiero 676 lungo il Valun de Pisciadù presenta dei tratti franati nella parte finale, è forse meglio seguire anche in salita il sentiero della Val Tita raggiungendo poi la Sella del Pisciadù e la Forcella dai Ciamorces come descritto nel percorso di rientro dopo la cresta delle Mesules. È possibile spezzare in due il percorso pernottando al Rifugio Cavazza al Pisaciadù.
Il percorso descritto è una delle tante possibilità di unire dei percorsi in zona, altri concatenamenti possono prevedere la salita dalle difficili ferrate Brigata Tridentina o Mesules, e/o deviazioni alle cime dal Sas dai Ciamorces od alla Cima Pisciadù

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con ottima visibilità per godere del bell’ambiente circostante e del panorama di vetta; se, come nel mio caso, si percorre tutto l’itinerario in un unico giorno è bene partire molto presto.

Primo tratto di sentiero dal Passo Gardena

Nella Val Setus

Rifugio Cavazza al Pisciadù

Salendo nel Valun del Pisciadù

Tratto tra la Sella del Pisciadù e la Sella dai Ciamorces

Sella dai Ciamorces

Lungo la cresta delle Mesules

Crocefisso al Piz Miara

Panorami dalle vette

Le vette delle Mesules

Lungo il sentiero 649 più basso rispetto alla cresta

Risalendo sul sentiero 666 dal bivio prima della Forcella d’Antersass

Scendendo nella Val Tita

Lago Pisciadù

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Gardena su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Piz de Sant Antone/Cima di Sant’Antonio (2655 m) – Rifugio Lavarella (2042 m) – Dolomiti

Il Piz de Sant Antone/Cima di Sant’Antonio, vetta di 2655 metri di quota, si trova nel gruppo dolomitico del Fanes-Sennes-Braies nell’omonimo parco naturale; la vetta si erge nella zona occidentale del gruppo in posizione molto panoramica.

Il percorso descritto si riferisce alla via normale di salita che dal Rifugio Pederü, posto ad alcuni chilometri da San Vigilio di Marebbe/Enneberg in Val Badia, conduce dapprima su lunga mulattiera al Rifugio Lavarella per salire poi alla vetta su percorso ripido prima tra pascoli e poi in ambiente selvaggio salendo al Passo Sant’Antonio.
Dal passo si sale poi alla vetta su ripida traccia non segnata per cui è richiesta buona visibilità; il percorso presenta un lungo sviluppo e dislivello ma può essere diviso in due giorni pernottando al Rifugio Lavarella (QUI la “pillola” sul Rifugio Pederü e gli itinerari circostanti e QUI quella su San Vigilio di Marebbe).

La salita comincia dal Rifugio Pederü (1548 m) seguendo la mulattiera sterrata peril Rifugio Fanes ed ignorando le indicazioni per il sentiero, la mulattiera sterrata, a tratti sassosa, sale inizialmente in moderata pendenza raggiungendo una sella, da qui procede il lungo in sviluppo in leggeri saliscendi raggiungendo il Lago Piciodel (1819 m).
La strada sterrata continua nuovamente in lungo sviluppo moderata pendenza fino alla Malga di Fanes Piccola (2013 m. posto di ristoro) e al vicino bivio tra i rifugi Fanes e Lavarella; si segue a destra per il Rifugio Laverella che si raggiunge in breve sempre su strada sterrata (2042 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Laverella si segue il sentiero 13 per il Passo Sant’Antonio/Ju de Sant Antone, si sale su sentiero sassoso tra pascoli ignorando le deviazioni per i sentieri 12 e 7; continuando sul sentiero 13 si procede in saliscendi tra pascoli su traccia terrosa e poi si riprende a salire decisamente fino ad una sella.
Si segue quindi il sentiero sassoso e ghiaioso ripido che segue per un vallone selvaggio fino a giungere al Passo Sant’Antonio/Ju de Sant Antone (2466 m, piccola cappella, 1.15 ore dal Rifugio Lavarella, 3.15 ore dalla partenza).

Dal passo si prende a detsra la traccia non indicata e segnata verso il Piz de Sant Antone, si sale dapprima su traccia sassosa piuttosto friabile, che richiede piedi fermo, raggiungendo un tratto prativo per poi salire nuovamente su traccia sassosa ripida fino alla vetta del Piz de Sant Antone (2655 m, croce, 30 minuti dal Passo Sant’Antonio, 3.45 ore dalla partenza)

Discesa per lo stesso percorso in 2.45 ore, 6.30 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Pederü – Rifugio Lavarella – Passo Sant’Antonio/Ju de Sant Antone – Cima Sant’Antonio/Piz de Sant Antone – Passo Sant’Antonio/Ju de Sant Antone – Rifugio Lavarella – Rifugio Pederü

Sentieri: strada sterrata per Rifugio Lavarella – 13 – traccia non segnata per il Piz de Sant Antone

Dislivello: 1100 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 6.30 ore (3.45 ore la salita, 2.45 ore la discesa).

Quota massima: 2655 m

Difficoltà: E/EE –  percorso dal lungo sviluppo totale di 20 chilometri e dal grande dislivello, difficoltà E fino al Passo Sant’Antonio (con diversi tratti ripidi), EE la salita alla vetta finale su traccia non segnata a tratti ripida e friabile. Necessaria buona visibilità e tempo asciutto.

Data di ascesa: luglio 2022

Annotazioni: nella salita al Rifugio Fanes si può seguire il sentiero 7 in luogo di gran parte della strada sterrata, il sentiero è però ripido all’inizio e percorre diversi saliscendi successivamente per cui è, vista la lunghezza dell’ascesa, meglio seguire la mulattiera. Volendo è possibile spezzare in due giorni la salita pernottando al Rifugio Lavarella.

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con ottima visibilità per godere del bell’ambiente circostante e del panorama di vetta; se, come nel mio caso, si percorre tutto l’itinerario in un unico giorno è bene partire molto presto.

Salendo nel primo tratto di mulattiera

Lago Piciodel

Salendo al Rifugio Lavarella

Rifugio Lavarella

Salendo al Passo Sant’Antonio/Ju de Sant Antone

Passo Sant’Antonio/Ju de Sant Antone

Salendo al Piz de Sant Antone

In vetta al Piz de Sant Antone

Panorami dalla vetta del Piz de Sant Antone

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Rifugio Pederü su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Monte Arnese/Hornischegg (2550 m) – Tovo Alto/Hochgruben (2537 m) – Rifugio Sillianerhütte (2447 m) –  Alpi Carniche

Il Monte Arnese/Hornischegg, alto 2550 metri, e il Tovo Alto/Hochgruben, elevazione di 2537 m, sono due cime della lunga catena delle Alpi Carniche che ha il suo margine occidentale nel Monte Elmo; queste due cime sono poste lungo il confine tra Sudtirolo ed Austria ed offrono amplissimi panorami verso le Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten, i Tauri in Austria e le Alpi Noriche.

La salita qui proposta parte dalla stazione a monte della nuova cabinovia Tre Cime/Drei Zinnes posta nei pressi del paese di Moso/Moos in Val di Sesto/Sextental (QUI la “pillola” sulla Val di Sesto).

Il percorso per le due vette non è molto difficile tecnicamente ma presenta alcuni tratti ripidi e traccia non segnata per il Tovo Alto; questo percorso, allungando il tracciato, può essere abbinato alla salita al Monte Elmo/Helm, raggiungibile su sentiero in cresta dal Rifugio Sillianerhütte (QUI la “pillola” sulla salita a Monte Elmo e Tovo Alto dagli impianti del Monte Elmo).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Tre Cime (2092 m), si segue il sentiero 134A per il Monte Arnese/Hornischegg; la traccia sassosa e terrosa sale ripidamente tra pascoli fino a giungere ad un bivio.
Si segue a sinistra il sentiero 134 per il Monte Arnese salendo prima più ripidamente poi con pendenza moderata su traccia ghiaiosa e terrosa fino a giungere ad una sella; da qui si segue a destra il sentiero 403 per la Traversata Carnica.
In breve si giunge al bivio per il Monte Arnese/Hornischegg (cartello giallo), si segue, quindi, a destra salendo ripidamente su traccia ghiaiosa e sassosa giungendo a delle vecchie costruzioni in pietra e da qui, in breve, alla vetta del Monte Arnese (2550 m, croce, 1.30 ore dalla partenza).

Si torna, quindi, alla sella con cartelli e si segue per il Rifugio Sillian procedendo in saliscendi su largo sentiero ghiaioso e terroso fino al vicino Rifugio Sillian (2447 m, 30 minuti dal Monte Arnese, 2.00 ore dalla partenza, a destra si potrebbe continuare verso il Monte Elmo).

Dal Rifugio Sillian si sale sul pendio di fronte verso il Tovo Alto su traccia ripida sassosa e terrosa tra prati, la traccia porta ad un grosso ometto ed in breve alla vetta del Tovo Alto (2537 m, piccola croce, manica a vento, 15 minuti dal Rifugio Sillian).

Si torna, quindi, al Rifugio Sillian ed alla sella con cartelli dalla quale per il sentiero di salita si torna alla stazione a monte della cabinovia Tre Cime (1.15 ore dal Rifugio Sillian, 3.15 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Tre Cime – Monte Arnese – Rifugio Sillian – Tovo Alto – Rifugio Sillian – stazione a monte cabinovia Tre Cime

Sentieri: 134A – 134 – 403 – sentiero per il Monte Arnese – 403 – traccia non segnata per il Tovo Alto – 403 – 134 – 134A

Dislivello: 550 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.15 ore totali

Quota massima: 2550 m

Difficoltà: E percorso di difficoltà tecnica moderata ma con presenza di tratti ripidi e traccia non segnata, seppur ben intuibile con buona visibilità, per il Tovo Alto

Data di ascesa: luglio 2022

Annotazioni: il tracciato, può essere abbinato alla salita al Monte Elmo/Helm, raggiungibile su sentiero in cresta dal Rifugio Sillianerhütte in 1.00 ora circa tornando poi al Rifugio Sillian e poi verso la stazione a  monte della cabinovia Tre Cime

Esperienza di Stefano: percorso che è bene intraprendere con buona visibilità per godere del magnifico ambiente e panorama circostante, io ho percorso la salita al Monte Elmo dall’omonima cabinovia e quella al Monte Arnese in due escursioni separate per percorrere al meglio i diversi interessanti ambienti della zona.

Lungo il primo tratto di salita

Primo bivio

Salendo alla sella con cartelli

Sella con cartelli

Salendo al Monte Arnese

In vetta al Monte Arnese

Panorami dalla vetta verso le Dolomiti di Sesto

Vista verso Tovo Alto e Monte Elmo

Verso il Rifugio Sillian una volta tornati alla sella con cartelli

Salendo al Tovo Alto

In vetta al Tovo Alto

Vista dalla vetta verso il Monte Arnese

Vista verso il Monte Elmo

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Tre Cime in Val di Sesto su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Rifugio Alpe di Tires/Tierser Alpl Hütte (2440 m) – Rifugio Molignon/Mahlknechthütte (2054 m) – Dolomiti

Il Rifugio Alpe di Tires/Tierser Alpl Hütte, posto a 2440 metri di quota, e il Rifugio Molignon/Mahlknechthütte, situato a 2054 metri di altezza, sono due rifugi situati nell’area dolomitica tra Denti di Terrarossa/Rosszaähne, Sciliar/Schlern, Catinaccio/Rosengarten e Sassolungo/Langkofel e Sasso Piatto/Plattkofel.

I due rifugi presentano molte possibilità di accesso, viene qui descritto il percorso ad anello che, partendo dall’area della famosissima Alpe di Siusi/Seiseralm, tocca i due rifugi con percorso lungo ma molto panoramico e vario attraversando ambienti sia pascolivi che più rocciosi (QUI la “pillola” sull’Alpe di Siusi in estate).

La salita comincia dalla stazione a monte della seggiovia Panorama dell’Alpe di Siusi (2009 m, rifugio, stazione a valle nei pressi di Compaccio sull’Alpe di Siusi), seguendo il sentiero 2 per il Rifugio Alpe di Tires si procede in leggeri saliscendi tra pascoli su sentiero ghiaioso con anche alcune passerelle di legno.
Ignorato il bivio col sentiero 2B, 2A e 13B si continua sul sentiero 2 che sale in moderata pendenza tra pascoli su fondo ghiaioso e terroso; il sentiero si fa via via più ripido con fondo sassoso raggiungendo un tratto decisamente ripido in tornanti che porta alla Forcella dei Denti di Terrarossa/Rosszähn Scharte (2499 m, 1.45 ore dalla partenza).

Scendendo sul versante opposto su sentiero sassoso in moderata pendenza si giunge, quindi, in breve al Rifugio Alpe di Tires, (2440 m, 15 minuti dalla forcella, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Alpe di Tires si prende il sentiero numero 4 per il Rifugio Molignon, si scende su una mulattiera sterrata e cementata ripida che porta all’incrocio col sentiero 8, si segue la mulattiera numero 8 per Dialer raggiungendo in breve delle malghe dalle quali si rimane sulla mulattiera 8 per il Rifugio Molignon.
Si giunge in breve al bivio col sentiero 7 che si segue verso il Rifugio Molignon su traccia terrosa e ghiaiosa scendendo ad un ponticello e risalendo tra prati e rado bosco al Rifugio Molignon (2054 m, 1.00 ora dal Rifugio Alpe di Tires, 3.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Molignon si segue il sentiero 7 per Compaccio, si risale su mulattiera sterrata ad una sella e si scende successivamente al Rifugio Almrosenhütte; procedendo in lungo saliscendi su mulattiera si tocca il Rifugio Edelweiss e, rimanendo a tutti i bivi sempre sul sentiero 7 per Compaccio, si procede su asfalto raggiungendo una sella sotto la stazione a monte della seggiovia Panorama e tornando a piedi a Compaccio lungo la stradina asfaltata (1.30 dal Rifugio Molignon, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte seggiovia Panorama – Forcella dei Denti di Terrarossa – Rifugio Alpe di Tires – Rifugio Molignon – Compaccio

Sentieri: 2 – 4 – 8 -7

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore totali

Quota massima: 2499 m

Difficoltà: E percorso di difficoltà tecnica moderata ma con presenza di tratti ripidi salendo alla Forcella dei Denti di Terrarossa, tracciato lungo con sviluppo di oltre 14 chilometri

Data di ascesa: luglio 2022

Esperienza di Stefano: percorso che è bene intraprendere con buona visibilità per godere del magnifico ambiente e panorama circostante, io ho preferito non riprendere la seggiovia Panorama in discesa, scendendo a piedi, in quanto riprendere la seggiovia avrebbe comportato una breve risalita verso la stazione a monte e poi verso Compaccio dalla stazione a valle.

Primo tratto tra pascoli

Vista sullo Sciliar

Tratto tra pascoli in moderata salita

Tratti via via più ripidi salendo alla Forcella dei Denti di Terrarossa

Forcella dei Denti di Terrarossa

Scendendo al Rifugio Alpe di Tires con vista sul gruppo del Catinaccio

Rifugio Alpe di Tires

Tratto verso il Rifugio Molignon

Rifugio Molignon

 Primo tratto in risalita

Rifugio Almrosen

Tornando verso Compaccio

Vista su Sassolungo e Sasso Piatto

Vista sulle Odle

Tornando a Compaccio su stradina asfaltata

Cliccare sull’immagine per visualizzare Compaccio sull’Alpe di Siusi su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Punta de Joel (2945 m) – Col Toron (2927 m) – L’Antersas (2907 m) – Rifugio Boè/Bambergerhütte (2871 m) – Dolomiti

La Punta de Joel, di 2945 metri di quota, il Col Toron, posto a 2927 metri di altezza, e L’Antersas, situato a 2907 metri di altezza, sono tre cime poste nel gruppo dolomitico del Sella attorno alla cima principale, il Piz Boè; dalle vette si gode un panorama bellissimo su molte vette del gruppo del Sella e molti altri gruppi dolomitici.

Il punto di partenza consigliato è la funivia del Sass Pordoi sopra il Passo Pordoi che mette in comunicazione la Val di Fassa in Trentino e la zona di Arabba in Veneto; il Passo Pordoi è comunque raggiungibile in alcuni chilometri dall’Alto Adige dal Passo Sella provenendo dalla Val Gardena.

Il percorso descritto presenta una lunghezza e dislivello moderati ma non va sottovalutato visto il terreno aspro d’alta quota e i tratti fuori sentiero per raggiungere le prime due vette che richiedono esperienza nel muoversi anche senza traccia segnata; questo percorso, per chi avesse il necessario allenamento e capacità, può essere abbinato anche all’ascesa al Piz Boè ed alla salita lungo il canalone che dal Passo Pordoi porta al Rifugio Forcella Pordoi (QUI la “pillola” sulla salita al Piz Boè e QUI quella lungo il canalone dal Passo Pordoi).

Il percorso descritto comincia dalla stazione a monte della funivia Sass Pordoi (2950 m, Rifugio Maria), si segue inizialmente il sentiero 627A per la Forcella Pordoi scendendo, in breve su traccia sassosa, alla Forcella Pordoi con omonimo rifugio (2848 m, 15 minuti dalla partenza, la forcella ed il rifugio, come anticipato, sono raggiungibili volendo anche a piedi dal Passo Pordoi su ripido canalone).

Dalla forcella si segue il sentiero 627 per il Piz Boè in saliscendi su traccia ghiaiosa e sassosa raggiungendo in breve il bivio tra Piz Boè e Rifugio Boè; si segue inizialmente per il Piz Boè salendo ripidamente su traccia sassosa raggiungendo un grosso palo (da qui si potrebbe salire al Piz Boè seguendo il sentiero segnato per chi volesse concatenarlo). Per la Punta de Joel si devia, invece, a destra su traccia non segnata raggiungendo in breve un grosso ometto, si sale, quindi, a sinistra su vaga traccia non segnata, tra terreno sassoso, salendo piuttosto ripidamente alla Punta de Joel (2945 m, grossi ometti, 30 minuti dalla Forcella Pordoi, 45 minuti dalla partenza).

Si torna, facendo attenzione a trovare la traccia migliore, al bivio tra Piz Boè e Rifugio Boè, si segue ore per il Rifugio Boè, il sentiero procede in saliscendi su terreno sassoso con anche due brevi tratti attrezzati con cavi fino a giungere ad un grosso ometto di pietra con buco in mezzo.
Dall’ometto si devia a sinistra per il visibile Col Toron, su vaga traccia non segnata si scende leggermente e poi si risale sul pendio sassoso in pendenza moderata cercando la via migliore fino alla vetta del Col Toron (2927 m, molti ometti, 1 ora dalla Punta de Joel, 1.45 ore dalla partenza).

Si torna con attenzione al grosso ometto con buco e si scende, quindi, in breve su sentiero ghiaioso e sassoso al Rifugio Boè (2871 m, 15 minuti dal Col Toron, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Boè si segue il sentiero 647 per la Forcella d’Antersas, si scende in breve su sentiero sassoso ad una sella e seguendo per L’Antersas si sale piuttosto ripidamente, su sentiero sassoso, fino alla vetta dell’Antersas (2907 m, grosso palo, 20 minuti dal Rifugio Boè, 2.20 ore dalla partenza).

Ritorno alla funivia Sass Pordoi, senza risalire al Col Toron ed alla Punta de Joel, passando con diversi saliscendi per il Rifugio Boè ed il Rifugio Forcella Pordoi in  2.00 ore, 4.20  ore dalla partenza.

Percorso: funivia Sass Pordoi – Rifugio Forcella Pordoi – Punta de Joel – Col Toron – Rifugio Boè – L’Antersas – Rifugio Boè – Rifugio Forcella Pordoi – funivia Sass Pordoi

Sentieri: 627A – 627 – traccia non segnata per la Punta de Joel – 627 – traccia non segnata per il Col Toron – 627 – 647 – 627 – 627A

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.20 ore totali

Quota massima: 2950 m

Difficoltà: EE percorso impegnativo con presenza di terreno aspro d’alta quota e con salite senza sentiero segnato alle vette della Punta de Joel ed al Col Toron, necessaria esperienza su questo tipo di percorsi

Data di ascesa: luglio 2022

Annotazioni: necessario tempo asciutto e buona visibilità, valutare bene le proprie capacità se si volessero concatenare la salita a piedi dal Passo Pordoi e la salita al Piz Boè. Se si concatenassero tutti e tre gli itinerari il lungo e impegnativo percorso risluterebbe: Passo Pordoi – Rifugio Forcella Pordoi – Punta de Joel – Piz Boè – Rifugio Boè – L’Antersas – Rifugio Boè – Col Toron – Rifugio Forcella Pordoi – Sass Pordoi

Esperienza di Stefano: io ho preferito percorrere separatamente, dall’itianerio qui descritto, la salita a piedi dal Passo Pordoi e l’ascesa al Piz Boè per poter godere al meglio dell’ambiente circostante con meno stanchezza.

Funivia Sass Pordoi

Vista dal Sass Pordoi alla stazione a monte

Lungo il tratto dalla funivia Sas Pordoi al Rifugio Forcella Pordoi

Rifugio Forcella Pordoi posto sull’omonima forcella

Tratto verso il bivio tra Piz Boè e Rifugio Boè

Bivio tra Piz Boè e Rifugio Boè

 Palo da cui si devia, dopo un breve tratto verso il Piz Boè, per la salita fuori sentiero alla Punta de Joel

Vista sulla Punta de Joel (a destra) e il Piz Boè (a sinistra) dalla selletta sotto la vetta della Punta de Joel

Vista sulla funivia Sas Pordoi salendo alla Punta de Joel

Ultimo tratto di salita alla Punta de Joel

Vista sulla Marmolada dalla vetta della Punta de Joel

Vista sulle vette del Cadore

In vetta alla Punta de Joel

Percorso verso il Rifugio Boè una volta tornati al bivio tra Piz Boè e Rifugio Boè

Grosso ometto con buco da cui si devia per il Col Toron

Salendo al Col Toron

In vetta al Col Toron

Vista sul Piz Boè dal Col Toron

Scendendo al Rifugio Boè una volta tornati al grosso ometto

Rifugio Boè

Percorso verso L’Antersas

In vetta a L’Antersas

Vista sulle Meisules dalla vetta de L’Antersas

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Pordoi su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche