Monte Casella di Dentro/Innergsell (2065 m) – Monte Casella di Fuori/Aussergsell (2004 m) – Dolomiti di Sesto

Il Monte Casella di Dentro/Innergsell, posto a 2065 metri di quota, e il Monte Casella di Fuori, di 2004 metri di altezza, sono due vette poste in Val di Sesto/Sextental nelle Dolomiti di Sesto/Sextener Dolomiten; dalla vette e lungo il percorso, spesso meno frequentato rispetto ad altri itinerari della zona, sono visibili panorami spettacolari sia su questo gruppo dolomitico che verso le Alpi Carniche (QUI la “pillola” sulla Val di Sesto).

Le due cime presentano diverse possibilità di accesso tutte piuttosto lunghe e con diversi tratti ripidi, viene qui descritto il percorso ad anello con partenza dai Bagni di Moso/Bad Moos; il tracciato presenta lunghi tratti nel bosco con anche dei punti ripidi, ampie zone pascolive sulle vette ed un tratto sassoso tecnicamente impegnativo nel tratto tra le due cime.

La salita comincia dai Bagni di Moso presso la stazione a valle della cabinovia Croda Rossa (1353 m); si segue il sentiero 12-102 verso l’imbocco della Val Fiscalina, il percorso sale lievemente su mulattiera tra pascoli portando in breve al bivio col sentiero 12.
Si segue a destra il sentiero 12 per il Monte Casella, si sale dapprima in pendenza moderata nel bosco e poi costeggiando un canalone; rientrati nel bosco si sale a tratti ripidamente ed a tratti in pendenza moderata in lungo sviluppo sino a raggiungere un pianoro con pascoli.
Proseguendo verso destra si raggiunge quindi un bivio; seguendo sempre il sentiero 12 per il Monte Casella di Dentro si sale molto ripidamente nel bosco fino a raggiungere dei capanni e la vetta prativa del Monte Casella di Dentro (2065 m, 2.30 ore dalla partenza).

Continuando sul sentiero 12 verso il Monte Casella di Fuori si procede in saliscendi su sentiero sassoso, con alcuni tratti ripidi ed un impegnativo tratto franato, fino a scende poi su grossi sassi fino al bivio tra il sentiero 12 e il 12A.
Si segue il sentiero 12 che in breve, con salita con pendenza moderata nel bosco, porta alla vetta prativa del Monte Casella di Fuori (2004 m, croce, 30 minuti dal Monte Casella di Dentro, 3.00 ore dalla partenza).

Si torna in breve al bivio tra il sentiero 12 e il 12A; si scende, quindi, verso Sesto col sentiero 12A scendendo molto ripidamente nel bosco; si ignora la deviazione del sentiero 16B e continuando a scendere, sempre ripidamente, sul sentiero 12A si giunge ad un tratto bagnato che costeggia il torrente con cascatella fino ad un ulteriore bivio.
Si segue, quindi, a destra la mulattiera per Moso; la mulattiera sassosa scende in lungo sviluppo con anche alcuni tornanti fino a giungere ad un bivio; si prende, quindi, a sinistra il sentiero 1A per Moso incrociando, in breve, un sentiero/pista ciclabile che si segue con indicazione sentiero 102 per i Bagni di Moso che si raggiungono in breve in leggera risalita (2.00 ore dal Monte Casella di Fuori, 5.00 ore dalla partenza).

Percorso: Bagni di Moso – Monte Casella di Dentro – Monte Casella di Fuori – Bagni di Moso

Sentieri: 12/102 – 12 – 12A – mulattiera per Moso – 1A – 102

Dislivello: 750 metri in salita e in discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.00 ore totali (3.00 ore la salita, 2.00 ore la discesa)

Quota massima: 2065 m

Difficoltà: E/EE – difficoltà E fino al Monte Casella di Dentro, difficoltà EE nel tratto tra le due cime con anche un impegnativo tratto franato, difficoltà E in discesa. Presenza di diversi tratti ripidi lungo il percorso, sviluppo totale di quasi 12 chilometri

Data di ascesa: giugno 2022

Esperienza di Stefano: ho percorso questo itinerario nella prima parte di giugno con, quest’anno, assenza di neve, solitamente ad inizio stagione è, invece, possibile trovare ancora neve che potrebbe impedire la salita. Il tratto tra le due cime è impegnativo e vanno valutate bene le condizioni del percorso e, se ci fossero problemi, piuttosto rinunciare a proseguire verso il Monte Casella di Fuori. È bene scegliere, inoltre, giornate serene per godere del bellissimo panorama delle vette.

Primo tratto del percorso

Salendo al Monte Casella di Dentro

In cima al Monte Casella di Dentro

Tratto tra le due cime

In cima al Monte Casella di Fuori

In discesa sul sentiero 12A

Lungo la mulattiera verso Moso

Tornando ai Bagni di Moso

Cliccare sull’immagine per visualizzare i Bagni di Moso su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Pic/Lia da Mont (2363 m) – Dolomiti

Il Pic/Lia da Mont, cima di 2363 metri di quota posta nel gruppo del Puez-Odle/Geisler, è una vetta non molto conosciuta dominante la, invece notissima, zona pascoliva del Col Raiser, dalla vetta e lungo la percorrenza dell’escursione si hanno panorami bellissimi su vari gruppi montuosi delle Dolomiti quali Sella, Odle, Sassolungo e sulla sottostante Val Gardena/Gröden.

La cima del Pic presenta un percorso normale di salita non molto lungo ma con diversi tratti molto ripidi nel tratto finale; la partenza avviene dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina in Val Gardena/Gröden, punto di inizio anche di molte altre escursioni e salite a vette e rifugi descritte su questo sito (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Raiser).

La salita al Pic comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m, rifugi), si segue, quindi, il sentiero 2 per il Rifugio Fermeda.
Si procede su mulattiera in leggero saliscendi piuttosto lungo, a tutti i bivi si segue per il Rifugio Fermeda che si raggiunge in 20 minuti circa (2109 m, rifugio chiuso per lavori alla data di giugno 2022).

Dal Rifugio Fermeda si segue sempre il sentiero 2 per la sella di Cuca; si procede dapprima su sentiero in moderata salita tra pascoli e poi in un piccolo boschetto riprendendo poi a procedere in saliscendi su mulattiera erbosa e terrosa tra pascoli fino a giungere ad un dosso con crocefisso dal quale si scende, in breve, alla sella Cuca (2160 m, 45 minuti dalla partenza).

Dalla sella Cuca si segue il sentiero 6 per il Pic, si sale dapprima su sentiero terroso e sassoso tra pascoli e poi in un tratto boscoso fino ad una sella dalla quale volendo si raggiunge destra un punto panoramico con crocefisso.
Continuando sul sentiero di salita per il Pic si sale molto ripidamente su sentiero sassoso fino a raggiungere un tratto tra pascolo che porta alla vetta del Pic (2363 m, stele di legno, panchina, 35 minuti dalla sella Cuca, 1.20 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso con alcuni saliscendi in 1.10 ore, 2.30 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Col Raiser – Rifugio Fermeda – Sella Cuca – Pic – Sella Cuca – Rifugio Fermeda – Stazione a monte cabinovia Col Raiser

Sentieri: 2 – 6

Dislivello: 350 metri in salita e in discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.30 ore totali (1.20 ore la salita, 1.10 ore la discesa)

Quota massima: 2363 m

Difficoltà: E/EE – difficoltà E fino al punto panoramico con crocefisso, difficoltà EE nell’ultimo tratto di salita ripido su sentiero sassoso. Sviluppo totale di 7 chilometri

Data di ascesa: giugno 2022

Annotazioni: ad inizio giugno 2022 il Rifugio Fermeda è chiuso per lavori

Esperienza di Stefano: ho percorso questo itinerario nella prima parte di giugno con, quest’anno, assenza di neve, solitamente ad inizio stagione è, invece, possibile trovare ancora neve che potrebbe impedire la salita, soprattutto verso la cima. È bene scegliere, inoltre, giornate serene per godere del bellissimo panorama della vetta

Il Pic visto dal Col Raiser

Baita Odles nei pressi del Col Raiser

Percorso verso il Rifugio Fermeda

Panorami su Sassolungo e Sasso Piatto

Salendo alla sella Cuca

Sella Cuca

Salendo al punto panoramico con crocefisso

Crocefisso sul punto panoramico

Salendo al Pic

In cima al Pic

Panorami sulle Dolomiti dalla vetta del Pic

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Piccola Rocca dei Baranci/Haunoldköpfl (2158 m) – Dolomiti di Sesto

La Piccola Rocca dei Baranci/Haunoldköpfl, elevazione posta a 2158 metri di quota, si trova nelle Dolomiti di Sesto nel sottogruppo dei Baranci/Haunold ed è raggiungibile con escursione piuttosto impegnativa, con presenza di vari tratti ripidi, partendo dalla seggiovia dei Baranci situata nel noto paese di San Candido/Innichen in Alta Val Pusteria/Pustertal (QUI la “pillola” sulla seggiovia dei Baranci e QUI quella sul paese di San Candido).

La Piccola Rocca dei Baranci/Haunoldköpfl presenta due vette di uguale quota, Il tratto tra la prima e la seconda cima è, però, riservato ad escursionisti esperti con passo fermo ed assenza di vertigini; dalle due vette si gode, in giornate serene, di ottimi panorami verso Baranci e Dolomiti di Sesto/Sextener Dolomiten, Alpi Noriche/Norische Alpen, Alpi Carniche/Karnischen Alpen e la sottostante Val Pusteria.

La salita alla Piccola Rocca dei Baranci comincia dalla stazione a monte della seggiovia Baranci (1500 m, Rifugio Gigante dei Baranci), si seguono le indicazioni per la Piccola Rocca dei Baranci col sentiero 6A.
Inizialmente si procede in saliscendi su mulattiera sterrata sul percorso del Regno del Gigante Baranci con diverse grandi sculture di legno.
Si giunge, quindi, in breve a diversi bivi a cui si segue sempre per la Piccola Rocca dei Baranci sul sentiero 6A e poi 7, si sale in pendenza moderata su mulattiera sterrata e poi con sentiero nel bosco più ripido raggiungendo la Malga Gemeindekaser (1700 m, privata, chiusa).

Si continua sul sentiero 7 salendo ripidamente su sentiero terroso prima tra prato e poi bosco; si procede poi in leggeri saliscendi con sviluppo piuttosto lungo fino al bivio tra Piccola Rocca dei Baranci e Rifugio Tre Scarperi.
Si segue a destra per la Piccola Rocca dei Baranci salendo ripidamente su sentiero dapprima nel bosco e poi lungo un tratto sassoso più aperto; si rientra nel bosco via via più rado fino ad uscirne, sempre su sentiero ripido, con un ultimo tratto tra prati fino alla prima vetta della Piccola Rocca dei Baranci (2158 m, libro e timbro di vetta, 2.15 ore dalla partenza).

Se in possesso delle giuste capacità si continua, quindi,  su sentiero sassoso esposto in saliscendi, si scende poi per un passaggio di I° grado continuando successivamente su breve ma esposta cresta fino alla seconda vetta della Piccola Rocca dei Baranci (2158 m, 15 minuti dalla prima vetta, 2.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso con diversi saliscendi tra le due cime e prima del ritorno alla seggiovia in 2.00 ore, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte seggiovia Baranci – Malga Gemindekaser –Piccola Rocca dei Baranci – Malga Gemiendekaser – Stazione a monte seggiovia Baranci

Sentieri: 6A – 7

Dislivello: 750 metri in salita e in discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore totali (2.30 ore la salita, 2.00 ore la discesa)

Quota massima: 2158 m

Difficoltà: E/EE – difficoltà E fino alla prima cima con itinerario dalla difficoltà tecnica moderata, seppur con diversi tratti ripidi, difficoltà EE nel tratto tra le due cime con presenza di tratti esposti ed un passaggio di I° grado. Sviluppo totale di 11 chilometri

Data di ascesa: giugno 2022

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura di seggiovia e rifugio ed è, naturalmente, possibile fermarsi alla prima cima per chi non volesse percorrere il tratto verso la seconda cima.
Dalla seggiovia Baranci parte anche il percorso che porta alla vetta della Pausa Ganda/Gantraste (QUI la “pillola” sulla salita alla Pausa Ganda).

Esperienza di Stefano: ho percorso questo itinerario nella prima parte di giugno con, in questo caso, assenza di neve, solitamente ad inizio stagione è, invece, possibile trovare ancora neve che potrebbe impedire la salita, soprattutto verso la seconda cima. È bene scegliere, inoltre, giornate serene per godere del bellissimo panorama delle vette.

Seggiovia Baranci

Rifugio Gigante Baranci

Alla partenza lungo il primo tratto nel percorso Regno del Gigante Baranci

Salendo alla Malga Gemeindekaser

Malga Gemeindekaser

Salendo al bivio tra la Piccola Rocca dei Baranci ed il Rifugio Tre Scarperi

Salendo alla prima cima della Piccola Rocca dei Baranci

Vista sulla Punta Tre Scarperi nei pressi della prima cima della Piccola Rocca dei Baranci

Ultimo tratto per la prima cima

Sulla prima cima della Piccola Rocca dei Baranci

Vista sulle Tre Cime di Lavaredo e la Torre di Toblin

Salendo alla seconda cima della Piccola Rocca dei Baranci

Vista sulla Val Pusteria e le Alpi Noriche

Vista sulla Val di Sesto e le Alpi Carniche

In cima alla seconda cima della Piccola Rocca dei Baranci con i Baranci alle spalle

Cliccare sull’immagine per visualizzare la Seggiovia Baranci di San Candido su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Averau (2649 m) – Ferrata Averau – Nuvolau (2575 m) – Dolomiti

L’Averau, vetta di 2649 metri di quota, e il Nuvolau, cima di 2575 metri di altezza, sono posto nelle Dolomiti Ampezzane in posizione isolata e, quindi, panoramica sulla zona del Passo Falzarego e sul Passo di Valparola e dei gruppi dolomitici circostanti; la vetta e i passi sono situati interamente in territorio veneto ma si trovano a pochi chilometri dal confine con l’Alto Adige e da San Cassiano/St. Kassian in Alta Badia (QUI la “pillola” sui Passi Falzarego e Valparola e QUI quella sul paese di San Cassiano).

Le vette presentano diverse vie d’accesso, viene qui proposto il giro che, partendo dalla seggiovia 5 Torri, porta al Rifugio Averau e poi raggiunge dapprima la vetta dell’Averau, con anche un tratto di ferrata breve ma piuttosto impegnativo, tornati al Rifugio Averau il percorso descritto porta su sentiero al Nuvolau ove, sulla vetta, è posto anche l’omonimo rifugio.

La salita comincia dalla stazione a monte della seggiovia 5 Torri (2255 m, Rifugio Scoiattoli, stazione a valle lungo la strada che da Cortina d’Ampezzo porta al Passo Falzarego), dal Rifugio si segue il sentiero 439 per il Rifugio Averau; il sentiero sale su mulattiera sassosa e ghiaiosa in tornanti fino al Rifugio Averau (2413 m, 30 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio Averau si segue il cartello per la Ferrata Averau, la traccia sassosa, non segnata, traversa dapprima a mezzacosta salendo poi per tracce ghiaiose non molto chiare all’attacco della ferrata Averau; la ferrata segue dapprima delle paretine con diversi appigli e poi un tratto più levigato piuttosto verticale (attenzione soprattutto in discesa).
La ferrata porta quindi ad un bivio, a sinistra si sale in un canalino attrezzato con staffe, a destra si rimonta una paretina piuttosto verticale; entrambe le varianti si ricongiungono in breve, si segue poi un traverso e un tratto nuovamente più verticale ma con diversi appoggi fino a giungere al termine della breve, ma piuttosto impegnativa, ferrata.
Si segue quindi la traccia con ometti non segnata verso la vetta, la traccia sale sassosa con anche qualche tratto su roccette; bisogna fare attenzione a seguire la traccia migliore rimanendo sul terreno meno impegnativo che conduce alla vetta dell’Averau (2649 m, croce, 1 ora dal Rifugio Averau, 1.30 ore dalla partenza).

Si torna quindi al Rifugio Averau facendo attenzione a non perdere la traccia e nel percorrere la ferrata in discesa (45 minuti dalla cima dell’Averau, 2.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Averau si seue il sentiero 439 per il Rifugio Nuvolau, la traccia sassosa sale con moderata pendenza portando al largo costone che si segue fino alla vetta del Nuvolau (2575 m, Rifugio Nuvolau, 30 minuti dal Rifugio Averau, 2.45 ore dalla partenza).

Dal Nuvolau si torna quindi dapprima al Rifugio Averau e poi al Rifugio Scoiattoli ed alla stazione a monte della Seggiovia 5 Torri (1.00 ora dal Rifugio Nuvolau, 3.45 ore dalla partenza).

Percorso: Seggiovia 5 Torri – Rifugio Averau – Averau – Rifugio Averau – Nuvolau – Rifugio Averau – Seggiovia 5 Torri

Sentieri: 439 – Ferrata Averau – 439

Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerati anche i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.45 ore totali

Quota massima: 2649 m

Difficoltà: Averau EEA – ferrata breve ma piuttosto impegnativa soprattutto in discesa, traccia per l’attacco della ferrata e per la vetta segnata solo con radi ometti, attenzione con nebbia:
Nuvolau E – sentiero tecnicamente non molto difficile ma con alcuni tratti un po’ ripidi  

Data di percorrenza: settembre 2021

Annotazioni: naturalmente le due vette possono anche essere salite singolarmente in base al tipo di difficoltà ed impegno fisico che si vuole affrontare.

Esperienza di Stefano: è tassativo scegliere una giornata asciutta e possibilmente con buona visibilità per godere del bellissimo ambiente della zona; la ferrata è breve ma da non sottovalutare, ho visto anche alcune persone con diverse difficoltà. Va, inoltre, tenuto conto che in alta stagione la zona è spesso molto frequentata ed è bene, quindi, partire presto.

Vista su 5 Torri, Rifugio Scoiattoli e Tofana di Rozes salendo al Rifugio Averau

Vista sull’Averau salendo al Rifugio Averau

Rifugio Averau

Indicazioni per la ferrata Averau

Salendo all’attacco della ferrata

Primo tratto di ferrata

Variante di destra

Variante di sinistra

Ultimo tratto di ferrata

Salendo alla vetta dell’Averau

In vetta all’Averau

Panorama dalla vetta dell’Averau

Salendo al Nuvolau

Vetta del Nuvolau con omonimo rifugio

Averau visto dalla vetta del Nuvolau


Cliccare sull’immagine per visualizzare la seggiovia 5 Torri su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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La Piza/Munt de Stevia (2555 m) – Rifugio Stevia (2312 m) – Dolomiti

La Piza/Munt de Stevia, cima di 2555 metri di quota, è una vetta dolomitica non molto conosciuta posta nei pressi del Rifugio Stevia, situato a 2312 metri di altezza,  nel gruppo del Puez-Odle/Geisler, dalla cima e lungo la percorrenza dell’escursione si hanno panorami bellissimi su molti gruppi montuosi delle Dolomiti e sulla sottostante Val Gardena.

La cima de La Piza ed il Rifugio Stevia presentano varie possibilità di salita, qui viene proposto un giro ad anello con partenza dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina in Val Gardena/Gröden e discesa alla stazione a valle passando per il Rifugio Juac (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Raiser).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m), si segue inizialmente il largo sentiero 4 che tra prati e bosco porta in discesa al Rifugio Firenze/Regensburgerhütte (2037 m).

Dal Rifugio si segue il sentiero 17B per il Rifugio Stevia che porta prima su mulattiera sterrata in discesa fino al bivio per il Rifugio Stevia; si segue, quindi, a sinistra sempre il sentiero 17B che sale con traccia sassosa in moderata pendenzanel bosco. Usciti dal bosco la traccia sale portando in un canalone sassoso che viene risalito ripidamente, con anche presenza di diversi tratti con scale e gradoni di legno, fino a giungere alla Forcella dla Piza (2489 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dalla Forcella si segue il sentiero 17 per il Rifugio Stevia deviando quasi subito a destra su traccia non segnata tra pascoli, la traccia sale in moderata pendenza fino a portare in breve alla vetta de La Piza (2555 m, 0.15 ore dalla Forcella dla Piza, 2.15 ore dalla partenza).

Si scende quindi in breve, sulla traccia non segnata, nuovamente al sentiero per il Rifugio Stevia che prosegue in saliscendi, su traccia sassosa tra prati, fino al Rifugio Stevia (2312 m, 0.30 ore da La Piza, 2.45 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue il sentiero 17 su traccia sassosa fino alla Forcella Silvester, ignorato il sentiero 17A si continua sul sentiero 17 su traccia sassosa prima in breve risalita poi in ripida discesa entrando nel bosco ed arrivando al Rifugio Juac (1903 m, 1.00 ora dal Rifugio Stevia, 3.45 ore dalla partenza).
Dal Rifugio Juac si segue il sentiero 3 tra prati e bosco fino a congiungersi in breve con la mulattiera sterrata 1 che si segue il lunga discesa fino a tornare alla stazione a valle della cabinovia Col Raiser (1500 m, 1.00 ora dal Rifugio Juac, 4.45 ore dalla partenza).

QUI il link YouTube al video della salita a La Piza e Rifugio Stevia

Percorso: Stazione a monte cabinovia Col Raiser – Rifugio Firenze – Forcella dla Piza – La Piza – Forcella da la Piza – Rifugio Stevia – Forcella Silvester – Rifugio Juac – Stazione a valle cabinovia Col Raiser.

Sentieri: 4 – 17B – traccia non segnata per la vetta – 17 – 3 – 1

Dislivello: 700 metri in salita e 1200 metri in discesa considerati le diverse contropendenze

Tempo di percorrenza: 4.45 ore

Quota massima: 2555 m

Difficoltà: EE – escursione con alcuni tratti tecnicamente impegnativi salendo alla Forcella dla Piza, sono presenti anche vari tratti ripidi, sviluppo totale di 11 chilometri circa. La salita alla vetta è su traccia non segnata ma piuttosto evidente con buona visibilità.

Data di ascesa: settembre 2021

Annotazioni: chi non  volesse percorre il tratto non segnato per la vetta può, naturalmente, omettere la salita alla cima proseguendo direttamente dalla Forcella dla Piza al Rifugio Stevia.

Esperienza di Stefano: percorso da non sottovalutare nel suo complesso, molto lungo anche in discesa; lungo la salita nel canalone è presente rischio da caduta sassi da parte di altri escursionisti e quindi è bene fare attenzione, io sono partito, inoltre, con la prima cabinovia per sfruttare al meglio la mattinata pranzando poi al Rifugio Juac.

Lungo il tratto dal Col Raiser al Rifugio Firenze

Rifugio Firenze

Tratto in discesa verso il bivio col sentiero 17B

Salendo alla Forcella dla Piza

Salendo alla cima La Piza su traccia non segnata

Cima La Piza

Odle viste da La Piza

Verso il Rifugio Stevia

Rifugio Stevia con vista sul Sassolungo

Verso il Rifugio Juac

Rifugio Juac

Scendendo alla stazione a valle della cabinovia Col Raiser

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Col Raiser su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Col Bechei Dessora (2794 m) – Rifugio Fanes (2060 m) – Dolomiti

Il Col Bechei Dessora, vetta di 2794 metri di quota, si trova nel gruppo dolomitico del Fanes-Sennes-Braies nell’omonimo parco naturale; la vetta si erge in posizione isolata molto panoramica in posizione dominante sul Rifugio Fanes, la Malga di Fanes Grande ed il Lago di Limo.

Il percorso descritto si riferisce alla via normale di salita che dal Rifugio Pederü, posto ad alcuni chilometri da San Vigilio di Marebbe/Enneberg in Val Badia, conduce dapprima su lunga mulattiera al Rifugio Fanes ed al Lago di Limo per salire poi alla vetta su percorso ripido ghiaioso e sassoso; il percorso presenta un lungo sviluppo e dislivello ma può essere diviso in due giorni pernottando al Rifugio Fanes (QUI la “pillola” su San Vigilio di Marebbe e QUI quella sull’area Pederü-Fanes-Sennes).

La salita comincia dal Rifugio Pederü (1548 m) seguendo la mulattiera sterrata peril Rifugio Fanes ed ignorando le indicazioni per il sentiero, la mulattiera sterrata, a tratti sassosa, sale inizialmente in moderata pendenza raggiungendo una sella, da qui procede il lungo in sviluppo in leggeri saliscendi raggiungendo il Lago Piciodel (1819 m).
La strada sterrata continua nuovamente in lungo sviluppo moderata pendenza fino alla Malga di Fanes Piccola (2013 m. posto di ristoro) e al vicino bivio tra i rifugi Fanes e Lavarella; si segue a sinistra per il Rifugio Fanes che si raggiunge in breve sempre su strada sterrata (2060 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Fanes si segue la strada sterrata 11 per il Passo di Limo, la strada forestale sassosa sale con alcuni tornanti fino al Passo di Limo e, con breve discesa, raggiunge quindi il Lago di Limo (2159 m, 15 minuti dal Rifugio Fanes, 2.15 ore dalla partenza).

Dal Lago di Limo si prende a sinistra il sentiero per il Col Bechei salendo su sentiero sassoso e ghiaioso dapprima con pendenza accentuata fino ad una fonte; da qui si procede in pendenza moderata in una vallone sassoso ed erboso fino ad una sella con vecchia costruzione militare.
Dalla sella si sale a sinistra per il Col Bechei dapprima su erba e poi su traccia ripida sassosa che conduce ad alcune roccette, in cui è utile aiutarsi con le mani, superato questo tratto si continua a seguire la traccia sassosa ripida che conduce alla breve e larga cresta finale che porta alla vetta del Col Bechei (2794 m, croce, 1.30 ore dal Lago di Limo, 3.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 2.45 ore, 6.30 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Pederü – Rifugio Fanes – Lago di Limo – Col Bechei Dessora – Lago di Limo – Rifugio Fanes – Rifugio Pederü

Sentieri: strada sterrata per Rifugio Fanes – 11 – sentiero Col Bechei

Dislivello: 1300 metri in salita e discesa compresi alcuni saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.30 ore (3.45 ore la salita, 2.45 ore la discesa).

Quota massima: 2794 m

Difficoltà: E/EE –  percorso dal lungo sviluppo totale di 21 chilometri e dal grande dislivello, difficoltà E fino alla sella con vecchia costruzione militare, EE la salita alla vetta finale con un paio di passaggi su roccette e diversi tratti ripidi

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: nella salita al Rifugio Fanes si può seguire il sentiero 7 in luogo di gran parte della strada sterrata, il sentiero è però ripido all’inizio e percorre diversi saliscendi successivamente per cui è, vista la lunghezza dell’ascesa, meglio seguire la mulattiera

Esperienza di Stefano: percorso spettacolare ma molto lungo per cui bisogna dosare le forze; io sono partito molto presto al mattino per cercare di anticipare lo sviluppo dei classici cumuli pomeridiani con possibili piogge

QUI il link YouTube sulla salita al Col Bechei Dessora ed al Rifugio Fanes

Rifugio Pederü visto dalla mulattiera di salita nel tratto iniziale

Mulattiera nel primo tratto

Lago Piciodel

Salendo alla Malga Fanes Piccola

Malga Fanes Piccola

Salendo al Rifugio Fanes

Rifugio Fanes

Salendo al Lago di Limo

Lago di Limo

Cartelli al Lago di Limo

Salendo alla sella con vecchia costruzione militare

Tratto ripido salendo alla vetta

In vetta al Col Bechei Dessora

Vista dalla vetta verso il Pederü

Vista sulle Conturines

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Rifugio Pederü su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Col Rodella (2484 m) – Ferrata Col Rodella – Dolomiti

Il Col Rodella, vetta di 2484 metri, è posto nelle Dolomiti nel gruppo Sassolungo-Sasso Piatto ed è una cima isolata che permette di godere un amplissimo panorama su molti gruppi dolomitici; la vetta è posta in Trentino, nei pressi del confine col Sudtirolo, e presenta diverse possibilità di accesso.

Viene qui descritta la salita che parte dal parcheggio posto nei pressi del Passo Sella, sul versante gardenese raggiungibile da Selva Gardena/Wolkenstein, e che raggiunge su mulattiera la stazione a monte della funivia proveniente da Campitello di Fassa conducendo poi in vetta con ferrata relativamente breve, ma impegnativa con passaggi tecnici ed esposti; in discesa si segue poi la mulattiera che riporta alla funivia e al punto di partenza descritto (QUI la “pillola” sul Passo Sella e QUI la “pillola” sul paese di Selva Gardena).

La salita comincia dal parcheggio posto nei pressi della cabinovia Sassolungo sulla strada del Passo Sella sul versante gardenese poco prima del passo (2180 m, rifugi); si segue la traccia con indicazioni per il Rifugio Salei ed altri rifugi incrociando in breve la mulattiera sterrata numero 557 che porta al Rifugio Valentini e, in breve, al Rifugio Salei (2222 m) ed alla Baita Miara (2270 m).

Continuando in salita, piuttosto ripida, sulla mulattiera sterrata sassosa si raggiunge la Forcella Rodella ed il bivio tra il Rifugio Sasso Piatto ed il Rifugio Des Alpes e Col Rodella; si segue quindi la mulattiera ripida numero 529 che conduce, in breve, al Rifugio Des Alpes (2400 m, 45 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio Des Alpes si raggiunge in breve la stazione a monte della funivia proveniente da Campitello di Fassa e si prende la traccia non segnata e senza indicazioni a destra del sentiero che scende a Campitello; seguendo la traccia si passa a destra in breve sotto i cavi della funivia ed in saliscendi si raggiunge in breve l’attacco della ferrata, posta sul versante sud del Col Rodella, che si raggiunge con un breve tratto ripido sassoso.
La ferrata, attrezzata con cavo ben teso, sale subito ripida alternando paretine verticali ad altri tratti più appoggiati, si raggiunge, quindi, un camino con passaggio da superare in spaccata salendo poi su paretine verticali (in parte su roccia levigata) e traversi meno impegnativi raggiungendo il punto più impegnativo.
Con un passaggio in spaccata si raggiunge una lunga fila di staffe verticali che porta ad un paretina appoggiata molto levigata; si prosegue poi alternando tratti meno impegnativi alternati a traversi esposti e paretine con, a tratti, pochi appoggi fino al tratto finale della ferrata.
Superando brevi tratti verticali ed altri su roccette si giunge al termine dei cavi nei pressi della vetta del Col Rodella (2484 m, rifugio Col Rodella, 1.15 ore dal Rifugio Des Alpes, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Col Rodella si segue la mulattiera sterrata ripida che riporta in breve al Rifugio Des Alpes dal quale si segue la mulattiera di salita che riporta allo Chalet Margherita, al Rifugio Salei, al Rifugio Valentini ed al parcheggio al punto di partenza (1.00 ora dal Col Rodella, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio cabinovia Sassolungo – Rifugio Salei – Rifugio Des Alpes – Ferrata Col Rodella – Col Rodella – Rifugio Des Alpes – Rifugio Salei – parcheggio cabinovia Sassolungo

Sentieri: 557 – 529 – traccia non segnata – Ferrata Col Rodella – 529 – 557

Dislivello: 300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore totali (2.30 ore la salita 1.00 ora la discesa)

Quota massima: 2484 m

Difficoltà: EEA – itinerario relativamente breve ma che presenta una via ferrata non molto lunga ma impegnativa con diversi passaggi esposti ed anche tecnici con diversi punti con roccia levigata, necessari esperienza di questo tipo di percorsi, kit da ferrata e casco. Attenzione anche nel prendere la traccia non segnata ed indicata che conduce all’attacco della ferrata

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: l’attacco della ferrata può essere raggiunto più in breve tramite la funivia Col Rodella di Campitello di Fassa, la vetta può essere raggiunta, naturalmente, senza percorrere la ferrata seguendo anche in salita l’itinerario descritto in discesa.
Dalla Forcella Rodella si diparte anche il Sentiero Friedrich August Weg che porta al Rifugio Sasso Piatto/Plattkofelhütte (QUI la “pillola” sul Sentiero Friedrich August).
Inoltre dal parcheggio è possibile salire alla Forcella Sassolungo ed al Rifugio Toni Demetz tramite sentiero e la Ferrata Furcela de Saslonch (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Esperienza di Stefano: è necessario scegliere una giornata asciutta e possibilmente con buona visibilità per godere dei bellissimi panorami; è bene anche partire presto al mattino per evitare di trovare i parcheggi occupati. La ferrata Col Rodella viene, in alcune relazioni, definita piuttosto semplice; in realtà, pur essendo piuttosto breve, presenta diversi passaggi, a mio avviso, non adatti a principianti di vie ferrate

QUI il link YouTube sulla salita al Col Rodella sulla via ferrata

Indicazioni nei pressi del parcheggio

Mulattiera iniziale

Rifugio Salei

Baita Miara

Salendo alla Forcella Rodella

Vista sul Col Rodella

Verso il Rifugio Des Alpes

Lungo la traccia non segnata ed indicata che porta all’attacco

Parete lungo cui si sviluppa la ferrata

Lungo la ferrata Col Rodella

In vetta al Col Rodella con omonimo rifugio con vista sul Sassolungo

Vista dalla vetta sulla Marmolada

Vista dalla vetta sul Catinaccio

Scendendo al Rifugio Des Alpes con vista sul Gruppo del Sella


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio presso la cabinovia Sassolungo sotto il Passo Sella su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Passo Santner (2734 m) – Passo delle Coronelle/Tschagerjoch (2630 m) – Ferrata Passo Santner – Dolomiti

Il Passo Santner, posto a 2734 metri di quota, e il Passo delle Coronelle/Tschagerjoch, situato a 2630 metri di altezza, sono due valichi posti nel gruppo dolomitico del Catinaccio/Rosengarten; i due passi possono essere saliti singolarmente dalla Val d’Ega/Eggental in Alto Adige o dalla Val di Fassa in Trentino, viene, però, qui descritto un giro ad anello che li raggiunge entrambi.

L’itinerario molto panoramico parte dal Rifugio Fronza che è raggiungibile con le cabinovie Laurin I e II, facenti parte degli impianti estivi del comprensorio Carezza Dolomites, la cui stazione a valle è posta alla Malga Frommeralm, posta, non lontano dal Passo Nigra, tra i comuni di Tires/Tiers e Nova Levante/Welschnofen (QUI la “pillola” sul Passo Nigra, QUI quella sulla Val di Tires, QUI la “pillola” su Nova Levante e QUI quella sugli impianti estivi Carezza Dolomites).

il percorso prevede dapprima la salita con la Ferrata Passo Santner, segue poi la discesa nella conca del Gartl davanti alle Torri del Vajolet e la successiva risalita al Passo delle Coronelle con discesa finale di ritorno al Rifugio Fronza.

Il percorso risulta, quindi, globalmente impegnativo e interamente su tipico terreno dolomitico ghiaioso e roccioso; la ferrata è di medio impegno ma presenta anche molti tratti di arrampicata di I-II grado non attrezzati, l’interno tracciato è, quindi, adatto per esperti in buona forma fisica ed abituati alla percorrenza di questo tipo di itinerari.

La salita comincia dal Rifugio Fronza alle Coronelle (2339 m, cabinovia Laurin II da Malga Frommeralm nei pressi del Passo Nigra), si seguono le indicazioni per la Ferrata Passo Santner su sentiero 550, la traccia sassosa sale subito ripida superando anche diversi gradoni rocciosi attrezzati con cavi che portano al bivio tra Passo Santner e Passo Coronelle.
Si segue a sinistra per la ferrata Passo Santner con indicazioni 542S, la traccia sassosa e ghiaiosa procede inizialmente in lungo saliscendi a mezzacosta per poi superare diversi canalini rocciosi di I°-II° grado non attrezzati.
Il percorso raggiunge quindi dei tratti in saliscendi su paretine rocciose attrezzate con cavo, si superano poi altri canalini non attrezzati che portano ad una selletta, da qui si scende su paretina piuttosto verticale attrezzata con cavo, i cavi conducono sul fondo di un canale (possibile neve fino ad estate inoltrata) per poi risalire su parete rocciosa, con passaggi atletici, fino ad un’altra selletta; da qui con alcuni traversi attrezzati con cavo si giunge al Passo Santner (2732 m, Rifugio Passo Santner, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Passo Santner si segue il sentiero 542 per il Rifugio Re Alberto I, la traccia sassosa e ghiaiosa scende in breve nel Gartl al Rifugio Re Alberto I posto davanti alle Torri del Vajolet (2621 m, 15 minuti dal Rifugio Passo Santner, 2.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Re Alberto I si seguono le indicazioni per il Rifugio Vajolet sul sentiero 542, la traccia sassosa e ghiaiosa scende ripida nel Gartl, con anche tratti agevolati con cavi, fino a giungere ai Rifugi Vajolet e Preuss (2243 m, 45 minuti dal Rifugio Re Alberto I, 3.00 ore dalla partenza).

Dai Rifugio Vajolet e Preuss si segue in discesa la mulattiera sterrata per il Rifugio Gardeccia trovando, in breve, sulla destra la deviazione per il Passo delle Coronelle con sentiero 541; la traccia sassosa e ghiaiosa sale in pendenza moderata tra magra erba portando poi ad un lungo tratto in leggera salita che conduce ad un successivo bivio.
Da qui si segue il sentiero 550 per il Passo delle Coronelle, la traccia sassosa e ghiaiosa sale ripidamente con alcuni tornanti fino ad incontrare delle roccette e gradoni rocciosi che conducono al Passo delle Coronelle (2630 m, 1.45 ore dai Rifugi Vajolet e Preuss, 4.45 ore dalla partenza).

Dal Passo delle Coronelle si scende, quindi, sul versante opposto verso il Rifugio Fronza, la traccia ghiaiosa e sassosa scende ripida, superando anche diversi tratti con gradoni di legno e cavi, portando poi ad un tratto in pendenza più lieve che conduce al bivio incontrato poco dopo la partenza.
Dal bivio si segue, quindi, in discesa per il Rifugio Fronza superando i gradoni e roccette attrezzati con cavi percorsi in salita e tornando in breve al Rifugio Fronza (45 minuti dal Passo delle Coronelle, 5.30 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Fronza – Passo Santner – Rifugio Re Alberto I – Rifugi Vajolet e Preuss – Passo delle Coronelle – Rifugio Fronza

Sentieri: 550 – 542S – 542 – 541 – 550

Dislivello: 900 metri in salita e discesa considerati le diverse contropendenze

Tempo di percorrenza: 5.30 ore totali

Quota massima: 2732 m

Difficoltà: EEA – itinerario globalmente impegnativo e riservato ad esperti con buon allenamento; la ferrata è di media difficoltà per esperti ma con presenza di molti tratti in arrampicata di I-II grado senza attrezzature. Necessari kit da ferrata e casco.

Data di ascesa: agosto 2021

QUI il link YouTube al video della salita al Passo Santner ed al Passo delle Coronelle

Cabinovia Laurin II

Rifugio Fronza alle Coronelle

Primi tratti attrezzati alla partenza

Bivio tra Passo Santner e Passo delle Coronelle

Sulla Ferrata Passo Santner con diversi tratti in arrampicata libera

Passo Santner con Rifugio Passo Santner

Discesa verso il Rifugio Re Alberto I con vista sulle Torri del Vajolet

Discesa verso i Rifugi Vajolet e Preuss

Risalita verso il Passo delle Coronelle

Passo delle Coronelle

Discesa verso il Rifugio Fronza

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia König Laurin su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Rifugio Torre di Pisa (2671 m) – Cima Valbona (2660 m) – Dolomiti

Il Rifugio Torre di Pisa, posto a 2671 metri di quota, e la Cima Valbona, vetta di 2660 metri di altezza, sono situati nel gruppo dolomitico del Latemar sul confine tra Sudtirolo e Trentino; l’accesso più veloce al rifugio si trova dalla seggiovia Passo Feudo in Val di Fiemme, viene, invece, qui proposto un giro ad anello più lungo ed impegnativo che parte dalla seggiovia Oberholz di Obereggen in Val d’Ega/Eggental (QUI la “pillola” sulla seggiovia Oberholz e Obereggen).

Il percorso, inserito in ambiente roccioso tipicamente dolomitico, raggiunge dapprima la Forcella dei Camosci, traversa poi al Rifugio Torre di Pisa, raggiunge quindi la Cima Valbona con deviazione non segnata e torna alla Seggiovia Oberholz con percorso tra pascoli e bosco; lungo il tracciato si hanno, inoltre, bellissime vedute su diversi gruppi dolomitici, la Val d’Ega, il Corno Bianco ed il Corno Nero ed il Lagorai.

La salita comincia dalla stazione a monte della Seggiovia Oberholz di Obereggen (2100 m, rifugio Oberholz), dalla seggiovia si segue il sentiero 18 che sale su traccia sassosa e ghiaiosa ripida prima tra prati e poi in ambiente roccioso fino alla Forcella dei Camosci/Gamsstallscharte (2564 m, 1.40 ore dalla partenza).

Dalla forcella dei Camosci si segue il sentiero 18/516 verso il Rifugio Torre di Pisa, la traccia ghiaiosa ripida scende dapprima ripidamente ad un pianoro, seguendo a destra (cartello spezzato) la traccia sale, quindi, su tratti ghiaiosi e tra grossi massi portando ad una selletta dalla quale lungo un tratto in costa si giunge al Rifugio Torre di Pisa (2671 m, 35 minuti dalla Forcella dei Camosci, 2.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue il sentiero 516 che scende verso Pampeago, si segue la traccia sassosa ripida per alcuni minuti trovando, quindi, sulla destra una traccia non segnata verso la visibile (con bel tempo) Cima Valbona. La traccia sale ripida prima sassosa poi terrosa fino ad una selletta dalla quale si può salire alla vetta, o su canalino terroso o su paretina con roccette, giungendo in breve in vetta a Cima Valbona (2660 m, croce, 25 minuti dal Rifugio Torre di Pisa, 2.40 ore dalla partenza).

Si torna, quindi, con cautela, al sentiero per Pampeago che si segue in discesa su traccia ripida sassosa che conduce ad un tratto su sentiero ghiaioso in tornanti fino a giungere al bivio col sentiero 22 (prima di giungere al Passo Feudo).
Al bivio si seguono i cartelli per Obereggen con sentiero numero 22, il sentiero traversa su traccia ghiaiosa in lunghi saliscendi tra pascoli fino alla stazione a monte di una seggiovia chiusa in estate. Rimanendo sul sentiero 22 per la sseggiovia Oberholz si risale su traccia ghiaiosa e, passando diversi punti con diverse sculture di legno e pannelli informativi, si torna prima in risalita e poi in falsopiano alla stazione a monte della Seggiovia Oberholz (1.50 ore dalla Cima Valbona, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte seggiovia Oberholz – Forcella dei Camosci – Rifugio Torre di Pisa – Cima Valbona – Stazione a monte seggiovia Oberholz

Sentieri: 18 – 18/516 – 516 – 22 

Dislivello: 900 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore totali

Quota massima: 2671 m

Difficoltà: EE – itinerario dal dislivello rilevante e con diversi tratti ripidi su terreno sassoso che richiede piede fermo, la breve deviazione per la Cima Valbona si svolge su traccia non segnata e cone diversi punti tecnici.

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: la deviazione per la Cima Valbona può, naturalmente, essere evitata continuando a scendere sul sentiero segnato verso Pampeago; necessaria buona visibilità in diversi tratti del percorso sia verso il Rifugio che sulla deviazione per la cima

Salendo alla Forcella dei Camosci

Panorami su Pala di Santa, Corno Nero e Corno Bianco

Forcella dei Camosci

Vista verso la Torre Diamantidi e i Campanili del Latemar

Salendo al Rifugio Torre di Pisa

Rifugio Torre di Pisa

Vista verso il Lagorai

Salendo a Cima Valbona

In vetta a Cima Valbona

Scendendo al bivio con il sentiero 22

Lungo il sentiero 22 di ritorno alla Seggiovia Oberholz

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della Seggiovia Oberholz ad Obereggen su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Monte Sella di Sennes/Muntejela de Senes (2787 m) – Rifugio Sennes (2116 m) – Dolomiti

Il Monte Sella di Sennes/Muntejela de Senes, vetta di 2787 metri di quota, si trova nel gruppo dolomitico del Fanes-Sennes-Braies nell’omonimo parco naturale; la vetta si erge in posizione isolata molto panoramica in posizione dominante sul Rifugio Sennes e la Malga Munt de Senes.

Il percorso descritto si riferisce alla via normale di salita che dal Rifugio Pederü, posto ad alcuni chilometri da San Vigilio di Marebbe/Enneberg in Val Badia, conduce dapprima al Rifugio Sennes e alla Malga Munt de Senes per salire poi alla vetta su percorso ripido prativo e sassoso; il percorso presenta un lungo sviluppo e dislivello ma può essere diviso in due giorni pernottando al Rifugio Sennes (QUI la “pillola” su San Vigilio di Marebbe e QUI quella sull’area Pederù-Fanes-Sennes).

La salita comincia dal Rifugio Pederü (1548 m, strada a pedaggio da San Vigilio) seguendo la mulattiera sterrata e cementata numero 7 per il Rifugio Sennes; la mulattiera sale molto ripida a tornanti conducendo al bivio tra il Rifugio Sennes ed Il Rifugio Fodara Vedla.
Al bivio si segue il sentiero 7A per il Rifgugio Sennes oltrepassando un ponticello si prende il sentiero sassoso e ghiaioso nel bosco che sale piuttosto ripidamente costeggiando alcune pareti fino a incontrare nuovamente una mulattiera sterrata.
Si segue quindi la mulattiera 7A in salita verso il Rifugio Sennes, la mulattiera sterrata sale con pendenza moderata e tratti in falsopiano fino ad un ulteriore bivio per il Rifugio Sennes, si segue quindi il sentiero sassoso per il rifugio raggiungendo un crocefisso e poi, in breve in saliscendi, arrivando al Rifugio Sennes (2116 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Sennes si seguono le indicazioni n. 27 per il Munt de Sennes e il Montejela de Senes, si procede quindi su mulattiera sassosa e ghiaiosa in moderata pendenza che tra pascoli conduce ad una sella, da qui si scende su mulattiera in breve alla Malga Munt de Senes (2176 m, posto di ristoro, 20 minuti dal Rifugio Sennes, 2.20 ore dalla partenza).

Dalla Malga Munt de Senes si segue sempre il sentiero 27 per il Muntjela de Senes, il sentiero scende brevemente dapprima su traccia prativa per poi risalire su traccia sassosa tra pascoli con pendenza moderata, fino a giungere al bivio col sentiero 24A. Rimanendo sul sentiero 27 si sale su traccia sassosa in un largo canalone, prima dritti poi con semicerchio verso sinistra, raggiungendo un breve tratto più impegnativo tecnicamente superando alcuni gradoni rocciosi appoggiati che conducono ad una sella.
Da qui si segue in pendenza accentuata la traccia che tra sassi e magra erba conduce, con fondo sassoso e terroso, nei pressi dell’anticima; seguendo sempre i segni indicatori si traversa brevemente a sinistra fino ad arrivare all’ultimo tratto di salita che, su traccia sassosa piuttosto ripida, conduce alla vetta del Monte Sella di Sennes (2787 m, croce, 1.50 ore dalla Malga Munt del Senes, 4.10 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 2.50 ore, 7.00 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Pederü – Rifugio Sennes – Malga Munt de Senes – Monte Sella di Sennes – Malga Munt de Senes – Rifugio Sennes – Rifugio Pederü

Sentieri: 7 – 7A – 27

Dislivello: 1300 metri in salita e discesa compresi alcuni saliscendi

Tempo di percorrenza: 7.00 ore (4.10 ore la salita, 2.50 ore la discesa).

Quota massima: 2787 m

Difficoltà: E/EE –  percorso dal lungo sviluppo totale di 20 chilometri e dal grande dislivello, difficoltà E fino alla Malga Munt de Senes seppur con diversi tratti ripidi, EE la salita alla vetta con un passaggio tecnico e diversi tratti ripidi

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: è possibile dividere l’itinerario in due giorni pernottando al Rifugio Sennes, inoltre, durante la salita dal Rifugio Pederü al Rifugio Sennes è possibile, allungando il percorso, passare dal Rifugio Fodara Vedla seguendo integralmente la mulattiera 7

Esperienza di Stefano: percorso spettacolare che risulta però essere lungo e faticoso; io sono salito in giornata partendo molto presto e cercando di dosare le forze anche perchè anche la discesa lunga risulta faticosa.

QUI il link YouTube sulla salita al Monte Sella di Sennes ed al Rifugio Sennes

Vista sul Rifugio Pederü dal primo tratto della mulattiera

Lungo la ripida mulattiera iniziale

Lungo il tratto di sentiero 7A

Mulattiera per il Rifugio Sennes

Rifugio Sennes

Mulattiera per la Malga Munt de Senes

Malga Munt de Senes e vetta del Monte Sella di Sennes

Primo tratto prativo e sassoso verso il Monte Sella di Sennes

Lungo il tratto nel canalone

Tratto più impegnativo tecnicamente

Tratto tre erba e sassi salendo dalla selletta all’anticima

Traversando verso l’ultimo tratto di salita

Ultimo tratto di salita

In cima al Monte Sella di Sennes

Panorama di vetta

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Rifugio Pederü su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia