Vallunga/Langental/Val – Val Gardena

La Vallunga/Langental/Val è un lungo solco vallivo che si diparte dalla Val Gardena/Gröden/Gherdëina, dai pressi del paese di Selva Gardena/Wolkenstein/Sëlva, inoltrandosi nel parco del Puez/Odle sormontato dalle vette dolomitiche del gruppo delle Odle/Geisler (QUI la “pillola” sulla Vallunga e QUI quella sul paese di Selva Gardena).

Il percorso invernale in Vallunga, solitamente battuto, risale dal parcheggio La Ciajota alla chiesetta di San Silvestro inoltrandosi poi tra radure e bosco fino a raggiungere la radura di Pra da Ri ove arrivano anche le piste da sci di fondo facenti parte del comprensorio di sport invernali Val Gardena Dolomites; il tracciato si svolge in ambiente molto caratteristico e presenta un dislivello contenuto ma con sviluppo relativamente lungo (QUI la “pillola” sul comprensorio invernale Val Gardena Dolomites).

Il percorso comincia dal parcheggio Vallunga (1620 m, ristoro La Ciajota, strada da Selva Gardena), si seguono i cartelli  gialli indicanti “sentiero/Fußweg” su sentiero solitamente battuto dal gatto delle nevi che conduce, in breve, alla chiesetta di San Silvestro.
Si continua sulla traccia del sentiero in moderata pendenza, incrociando più volte le piste da sci di fondo, passando per tratti nel bosco ed altri tra radure fino a giungere, in lungo sviluppo, all’ampia spianata di Pra da Ri (1810 m, crocefisso e baita chiusa, 1.30 ore dalla partenza).

Ritorno per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.

Percorso: parcheggio Vallunga/ Ristoro La Ciajota – chiesetta San Silvestro – Pra da Ri – chiesetta San Silvestro – parcheggio Vallunga/Ristoro La Ciajota

Sentieri: tracciato invernale che ricalca in parte il sentiero estivo 14

Dislivello: 200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore (1.30 ore l’andata, 1.15 ore il ritorno).

Quota massima: 1810 m

Difficoltà: EAI – percorso, solitamente battuto dal gatto delle nevi, di moderata di contenuta difficoltà tecnica; sviluppo di 7 chilometri circa tra andata e ritorno, possibili tratti su neve dura o ghiacciata che, se presenti, richiedono ramponcini o ciaspole.

Data di ascesa: marzo 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del ristoro La Ciajota e le condizioni di battitura del percorso; inoltre, va considerato che la Vallunga, soprattutto nei mesi centrali dell’inverno, risulta essere al mattino in completa ombra. Sarebbe, quindi, meglio evitare giornate molto fredde o percorrere l’itinerario nelle ore centrali del giorno.

Parcheggio Vallunga sopra il paese di Selva Gardena

Ristoro La Ciajota

Primo tratto di percorso verso la chiesetta di San Silvestro

Chiesetta di San Silvestro

Piste da sci di fondo della Vallunga

Lungo il tracciato invernale che costeggia ed incrocia a tratti le piste da sci di fondo

Al Pra da Ri

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio La Ciajota in Vallunga su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

La Piza/Munt de Stevia (2555 m) – Rifugio Stevia (2312 m) – Dolomiti

La Piza/Munt de Stevia, cima di 2555 metri di quota, è una vetta dolomitica non molto conosciuta posta nei pressi del Rifugio Stevia, situato a 2312 metri di altezza,  nel gruppo del Puez-Odle/Geisler, dalla cima e lungo la percorrenza dell’escursione si hanno panorami bellissimi su molti gruppi montuosi delle Dolomiti e sulla sottostante Val Gardena.

La cima de La Piza ed il Rifugio Stevia presentano varie possibilità di salita, qui viene proposto un giro ad anello con partenza dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina in Val Gardena/Gröden e discesa alla stazione a valle passando per il Rifugio Juac (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Raiser).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m), si segue inizialmente il largo sentiero 4 che tra prati e bosco porta in discesa al Rifugio Firenze/Regensburgerhütte (2037 m).

Dal Rifugio si segue il sentiero 17B per il Rifugio Stevia che porta prima su mulattiera sterrata in discesa fino al bivio per il Rifugio Stevia; si segue, quindi, a sinistra sempre il sentiero 17B che sale con traccia sassosa in moderata pendenzanel bosco. Usciti dal bosco la traccia sale portando in un canalone sassoso che viene risalito ripidamente, con anche presenza di diversi tratti con scale e gradoni di legno, fino a giungere alla Forcella dla Piza (2489 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dalla Forcella si segue il sentiero 17 per il Rifugio Stevia deviando quasi subito a destra su traccia non segnata tra pascoli, la traccia sale in moderata pendenza fino a portare in breve alla vetta de La Piza (2555 m, 0.15 ore dalla Forcella dla Piza, 2.15 ore dalla partenza).

Si scende quindi in breve, sulla traccia non segnata, nuovamente al sentiero per il Rifugio Stevia che prosegue in saliscendi, su traccia sassosa tra prati, fino al Rifugio Stevia (2312 m, 0.30 ore da La Piza, 2.45 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue il sentiero 17 su traccia sassosa fino alla Forcella Silvester, ignorato il sentiero 17A si continua sul sentiero 17 su traccia sassosa prima in breve risalita poi in ripida discesa entrando nel bosco ed arrivando al Rifugio Juac (1903 m, 1.00 ora dal Rifugio Stevia, 3.45 ore dalla partenza).
Dal Rifugio Juac si segue il sentiero 3 tra prati e bosco fino a congiungersi in breve con la mulattiera sterrata 1 che si segue il lunga discesa fino a tornare alla stazione a valle della cabinovia Col Raiser (1500 m, 1.00 ora dal Rifugio Juac, 4.45 ore dalla partenza).

QUI il link YouTube al video della salita a La Piza e Rifugio Stevia

Percorso: Stazione a monte cabinovia Col Raiser – Rifugio Firenze – Forcella dla Piza – La Piza – Forcella da la Piza – Rifugio Stevia – Forcella Silvester – Rifugio Juac – Stazione a valle cabinovia Col Raiser.

Sentieri: 4 – 17B – traccia non segnata per la vetta – 17 – 3 – 1

Dislivello: 700 metri in salita e 1200 metri in discesa considerati le diverse contropendenze

Tempo di percorrenza: 4.45 ore

Quota massima: 2555 m

Difficoltà: EE – escursione con alcuni tratti tecnicamente impegnativi salendo alla Forcella dla Piza, sono presenti anche vari tratti ripidi, sviluppo totale di 11 chilometri circa. La salita alla vetta è su traccia non segnata ma piuttosto evidente con buona visibilità.

Data di ascesa: settembre 2021

Annotazioni: chi non  volesse percorre il tratto non segnato per la vetta può, naturalmente, omettere la salita alla cima proseguendo direttamente dalla Forcella dla Piza al Rifugio Stevia.

Esperienza di Stefano: percorso da non sottovalutare nel suo complesso, molto lungo anche in discesa; lungo la salita nel canalone è presente rischio da caduta sassi da parte di altri escursionisti e quindi è bene fare attenzione, io sono partito, inoltre, con la prima cabinovia per sfruttare al meglio la mattinata pranzando poi al Rifugio Juac.

Lungo il tratto dal Col Raiser al Rifugio Firenze

Rifugio Firenze

Tratto in discesa verso il bivio col sentiero 17B

Salendo alla Forcella dla Piza

Salendo alla cima La Piza su traccia non segnata

Cima La Piza

Odle viste da La Piza

Verso il Rifugio Stevia

Rifugio Stevia con vista sul Sassolungo

Verso il Rifugio Juac

Rifugio Juac

Scendendo alla stazione a valle della cabinovia Col Raiser

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Col Raiser su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Col Rodella (2484 m) – Ferrata Col Rodella – Dolomiti

Il Col Rodella, vetta di 2484 metri, è posto nelle Dolomiti nel gruppo Sassolungo-Sasso Piatto ed è una cima isolata che permette di godere un amplissimo panorama su molti gruppi dolomitici; la vetta è posta in Trentino, nei pressi del confine col Sudtirolo, e presenta diverse possibilità di accesso.

Viene qui descritta la salita che parte dal parcheggio posto nei pressi del Passo Sella, sul versante gardenese raggiungibile da Selva Gardena/Wolkenstein, e che raggiunge su mulattiera la stazione a monte della funivia proveniente da Campitello di Fassa conducendo poi in vetta con ferrata relativamente breve, ma impegnativa con passaggi tecnici ed esposti; in discesa si segue poi la mulattiera che riporta alla funivia e al punto di partenza descritto (QUI la “pillola” sul Passo Sella e QUI la “pillola” sul paese di Selva Gardena).

La salita comincia dal parcheggio posto nei pressi della cabinovia Sassolungo sulla strada del Passo Sella sul versante gardenese poco prima del passo (2180 m, rifugi); si segue la traccia con indicazioni per il Rifugio Salei ed altri rifugi incrociando in breve la mulattiera sterrata numero 557 che porta al Rifugio Valentini e, in breve, al Rifugio Salei (2222 m) ed alla Baita Miara (2270 m).

Continuando in salita, piuttosto ripida, sulla mulattiera sterrata sassosa si raggiunge la Forcella Rodella ed il bivio tra il Rifugio Sasso Piatto ed il Rifugio Des Alpes e Col Rodella; si segue quindi la mulattiera ripida numero 529 che conduce, in breve, al Rifugio Des Alpes (2400 m, 45 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio Des Alpes si raggiunge in breve la stazione a monte della funivia proveniente da Campitello di Fassa e si prende la traccia non segnata e senza indicazioni a destra del sentiero che scende a Campitello; seguendo la traccia si passa a destra in breve sotto i cavi della funivia ed in saliscendi si raggiunge in breve l’attacco della ferrata, posta sul versante sud del Col Rodella, che si raggiunge con un breve tratto ripido sassoso.
La ferrata, attrezzata con cavo ben teso, sale subito ripida alternando paretine verticali ad altri tratti più appoggiati, si raggiunge, quindi, un camino con passaggio da superare in spaccata salendo poi su paretine verticali (in parte su roccia levigata) e traversi meno impegnativi raggiungendo il punto più impegnativo.
Con un passaggio in spaccata si raggiunge una lunga fila di staffe verticali che porta ad un paretina appoggiata molto levigata; si prosegue poi alternando tratti meno impegnativi alternati a traversi esposti e paretine con, a tratti, pochi appoggi fino al tratto finale della ferrata.
Superando brevi tratti verticali ed altri su roccette si giunge al termine dei cavi nei pressi della vetta del Col Rodella (2484 m, rifugio Col Rodella, 1.15 ore dal Rifugio Des Alpes, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Col Rodella si segue la mulattiera sterrata ripida che riporta in breve al Rifugio Des Alpes dal quale si segue la mulattiera di salita che riporta allo Chalet Margherita, al Rifugio Salei, al Rifugio Valentini ed al parcheggio al punto di partenza (1.00 ora dal Col Rodella, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio cabinovia Sassolungo – Rifugio Salei – Rifugio Des Alpes – Ferrata Col Rodella – Col Rodella – Rifugio Des Alpes – Rifugio Salei – parcheggio cabinovia Sassolungo

Sentieri: 557 – 529 – traccia non segnata – Ferrata Col Rodella – 529 – 557

Dislivello: 300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore totali (2.30 ore la salita 1.00 ora la discesa)

Quota massima: 2484 m

Difficoltà: EEA – itinerario relativamente breve ma che presenta una via ferrata non molto lunga ma impegnativa con diversi passaggi esposti ed anche tecnici con diversi punti con roccia levigata, necessari esperienza di questo tipo di percorsi, kit da ferrata e casco. Attenzione anche nel prendere la traccia non segnata ed indicata che conduce all’attacco della ferrata

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: l’attacco della ferrata può essere raggiunto più in breve tramite la funivia Col Rodella di Campitello di Fassa, la vetta può essere raggiunta, naturalmente, senza percorrere la ferrata seguendo anche in salita l’itinerario descritto in discesa.
Dalla Forcella Rodella si diparte anche il Sentiero Friedrich August Weg che porta al Rifugio Sasso Piatto/Plattkofelhütte (QUI la “pillola” sul Sentiero Friedrich August).
Inoltre dal parcheggio è possibile salire alla Forcella Sassolungo ed al Rifugio Toni Demetz tramite sentiero e la Ferrata Furcela de Saslonch (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Esperienza di Stefano: è necessario scegliere una giornata asciutta e possibilmente con buona visibilità per godere dei bellissimi panorami; è bene anche partire presto al mattino per evitare di trovare i parcheggi occupati. La ferrata Col Rodella viene, in alcune relazioni, definita piuttosto semplice; in realtà, pur essendo piuttosto breve, presenta diversi passaggi, a mio avviso, non adatti a principianti di vie ferrate

QUI il link YouTube sulla salita al Col Rodella sulla via ferrata

Indicazioni nei pressi del parcheggio

Mulattiera iniziale

Rifugio Salei

Baita Miara

Salendo alla Forcella Rodella

Vista sul Col Rodella

Verso il Rifugio Des Alpes

Lungo la traccia non segnata ed indicata che porta all’attacco

Parete lungo cui si sviluppa la ferrata

Lungo la ferrata Col Rodella

In vetta al Col Rodella con omonimo rifugio con vista sul Sassolungo

Vista dalla vetta sulla Marmolada

Vista dalla vetta sul Catinaccio

Scendendo al Rifugio Des Alpes con vista sul Gruppo del Sella


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio presso la cabinovia Sassolungo sotto il Passo Sella su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Rasciesa di Dentro/Innerraschötz (2317 m) – Rasciesa di Fuori/Ausserraschötz (2281 m) – Dolomiti

Le cime della Rasciesa di Dentro/Innerraschötz, posta a 2317 metri di quota, e della Rasciesa di Fuori/Ausserraschötz di 2281 metri di altezza, sono situate nel gruppo montuoso dolomitico delle Odle/Geisler ed offrono grandosi panorami verso vari gruppi dolomitici quali: Sassolungo/Langkofel, Odle e Sella; le vette sono raggiungibili partendo dalla stazione a  monte della Funicolare Rasciesa, la cui stazione a valle si trova nel paese di Ortisei/St. Ulrich in Val Gardena/Gröden (QUI la “pillola” sulla funicolare Rasciesa e QUI la “pillola” sul paese di Ortisei).

Viene qui descritta la salita congiunta alle due vette erbose, tuttavia le salite alle due cime possono essere anche effettuate singolarmente riducendo, quindi, sviluppo e dislivello; i percorsi di salita non presentano particolari difficoltà tecniche ma va evidenziato che l’ultimo tratto del percorso alla Rasciesa di Dentro si svolge fuori traccia richiedendo, pertanto, senso di orientamento e buona visibilità.

La salita alla Rasciesa di Dentro comincia dalla stazione a monte della funicolare Rasciesa (2090 m. rifugio) si segue inizialmente la mulattiera numero 35 per il Passo Brogles, in breve, presso la Malga Saltner Cason si trova il bivio col sentiero 31.
Si segue quindi il sentiero 31 per la Forcella di Vallazza/Flitzer Scharte,  il sentiero procede dapprima tra spazi aperti e poi in saliscendi nel bosco fino a raggiungere la Forcella Vallazza con crocefisso (2107 m).

Dalla forcella si segue sempre il sentiero 31 in saliscendi nel bosco fino ad uscire dallo stesso ricongiungendosi alla mulattiera 35. Poco dopo il ricongiungimento, nei pressi di una panchina, si devia a sinistra su debole traccia non segnata salendo prima tra rado bosco e poi, senza traccia, diagonalmente a destra su pascoli aperti fino a raggiungere la cresta che conduce in breve alla cima della Rasciesa di Dentro (2317 m, croce, 1.30 ore dalla partenza).

Si torna per lo stesso percorso alla stazione a konte della funicolare Rasciesa in 1.00 ora, 2.30 ore dalla partenza).

Per salire alla Rasciesa di Fuori si segue adesso il sentiero 35A per il Rifugio Rasciesa, la mulattiera sterrata sale in moderata pendenza in bosco via via più rado fino a raggiungere il Rifugio Rasciesa posto tra pascoli (2170 m). Dal Rifugio si segue ora la mulattiera 10 per la vetta salendo ripidamente sulla stessa fino a raggiungere il tratto finale che, su fondo ghiaioso, porta alla vetta della Rasciesa di Fuori (2281 m, croce, 1.00 ora dalla funicolare Rasciesa, 3.30 ore dalla partenza).

Si scende quindi sul sentiero che, piuttosto ripidamente su fondo sassoso, scende in breve verso la Chiesetta di Santa Croce, dalla chiesetta si prende il sentiero 35A che riporta in breve in saliscendi al Rifugio Rasciesa, dal rifugio si torna, quindi, sul sentiero 35A, percorso in salita, fino alla stazione a monte della funicolare (1.00 ora dalla Rasciesa di Fuori, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte funicolare Rasciesa – Forcella Vallazza – Rasciesa di Dentro – Forcella Vallazza – stazione a monte funicolare Rasciesa –  Rifugio Rasciesa – Rasciesa di Fuori – Chiesetta di Santa Croce – Rifugio Rasciesa –  stazione a monte funicolare Rasciesa

Sentieri: 35 – 31 – deviazione a vista verso la Rasciesa di Dentro – 31 – 35A – 10 – 35A

Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi (300 metri i singoli percorsi alle due vette)

Tempo di percorrenza: 4.30  ore totali (2.30 ore la salita e discesa alla Rasciesa di Dentro, 2.00 ore la salita e discesa alla Rasciesa di Fuori)

Quota massima: 2317 m

Difficoltà: E/EE – escursione senza particolari difficoltà tecniche ma dallo sviluppo piuttosto lungo, il tratto finale di salita alla Rasciesa di Dentro è di difficoltà EE svolgendosi senza traccia (seppur su terreno pascolivo aperto)

Data di percorrenza: settembre 2020

Annotazioni: la salita alle due vette può, naturalmente, essere percorsa anche singolarmente riducendo sviluppo e dislivello; nel tratto finale di salita senza traccia alla Rasciesa di Dentro servono senso di orientamento e buona visibilità.

Esperienza di Stefano: percorso molto bello ma che risulta piuttosto faticoso nella sua lunghezza, necessaria con buona visibilità per potersi orientare nella salita alla Rasciesa di Dentro che è anche molto meno frequentata rispetto alla Rasciesa di Fuori; io ho preso la prima funicolare per poter salire con calma nel corso della mattinata alle cime.

Funicolare Rasciesa

Chalet Rasciesa alla stazione a monte della funicolare

Vista sulle Dolomiti e la Malga Saltner Cason

Bivio per la Forcella Vallazza/Flitzer Scharte

Vista sulla Rasciesa di Dentro salendo alla Forcella Vallazza

Forcella Vallazza

Lungo la deviazione senza traccia verso la Rasciesa di Dentro

In cima alla Rasciesa di Dentro

Salendo al Rifugio Rasciesa

Rifugio Rasciesa

Ultimo tratto di salita verso la Rasciesa di Fuori

Vetta della Rasciesa di Fuori

Scendendo verso la Chiesetta di Santa Croce

Chiesetta di Santa Croce

Tornando al Rifugio Rasciesa


Cliccare sull’immagine per visualizzare la funicolare Rasciesa su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Piz de Puez (2913 m) – Rifugio Puez (2475 m) – Dolomiti

Il Piz de Puez, elevazione di 2913 metri di quota dal bellissimo panorama di vetta che abbraccia numerosi gruppi dolomitici, è posto nel gruppo  delle Odle/Geisler nella notissima zona escursionistica del Passo Gardena/Grödner Joch situata a cavallo tra Val Gardena/Gröden e Val Badia/Gadertal.

La vetta del Piz de Puez è relativamente poco conosciuta e frequentata rispetto al famosissimo circondario in cui è posta ed è raggiungibile con diversi percorsi; qui viene descritto il lungo  itinerario ad anello di 22 chilometri di sviluppo che parte dalla cabinovia Dantercepies di Selva Gardena/Wolkenstein.

Il sentiero raggiunge prima il noto e frequentato Rifugio Puez salendo poi alla vetta con tracciato impegnativo prima con traverso un po’ esposto e poi con salita sassosa ripida; tornati al rifugio si scende, infine, per la Vallunga/Langental tornando a Selva Gardena attraversando lungo tutta l’escursione degli ambienti dolomitici spettacolari (QUI la “pillola” sulla cabinovia Dantercepies, QUI quella sulla Vallunga e QUI la “pillola” sul paese di Selva Gardena).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Dantercepies (2298 m, rifugio, stazione a valle a Salva Gardena), dalla stazione a monte si segue inizialmente il sentiero 12 che in breve conduce al Rifugio Jimmy (2222 m),

Dal Rifugio Jimmy si prende il sentiero 2 che porta in salita su sentiero ghiaioso e sassoso alla Forcella Cir (2469 m), dalla forcella si continua sul sentiero 2 prima in discesa e poi in ripida risalita fino alla Forcella Crespeina (2528 m). Dalla Forcella Crespeina si prosegue in lungo saliscendi raggiungendo  la Forcella de Ciampei (2366 m) da cui si segue sempre il sentiero 2 che porta in lungo percorso su sentiero sassoso e ghiaioso fino al Rifugio Puez (2475 m, 2.45 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Puez si segue quindi il sentiero 14 per il Piz de Puez, il sentiero sassoso sale, inizialmente, piuttosto ripido tra pascoli fino ad una selletta, da qui si procede il lungo traverso ghiaioso e terroso un po’ esposto fino a giungere al ripido tratto finale sassoso e ghiaioso che porta in vetta al Piz de Puez (2913 m, croce, 1.30 ore dal Rifugio Puez, 4.15 ore dalla partenza).

Si torna, quindi al Rifugio Puez in 1.15 ore (5.30 ore dalla partenza) e, seguendo il sentiero 14 per la Valleunga si  scende prima in moderata pendenza, e poi ripidamente, su traccia sassosa e ghiaiosa che conduce verso il fondovalle della Vallunga, che si segue lungamente su largo sentiero erboso in leggera discesa fino alla Cappella dedicata a San Silvestro e al ristoro La Ciajota (1650 m). Dal ristoro si segue la strada asfaltata che riporta in breve al paese di Selva Gardena ed alla stazione a valle della cabinovia Dantercepies (1600 m, 2.15 ore dal Rifugio Puez, 7.45 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Dantercepies – Rifugio Jimmy – Forcella Cir – Forcella Crespeina – Forcella de Ciampei – Rifugio Puez – Piz de Puez – Rifugio Puez – Vallunga – Ristoro La Ciajota – Selva Gardena (stazione a valle cabinovia Dantercepies).

Sentieri: 12 – 2 – 14

Dislivello: 1000 metri in salita e 1700 metri discesa considerate le contropendenze

Tempo di percorrenza: 7.45 ore

Quota massima: 2913 m

Difficoltà: EE – escursione con tratti tecnicamente impegnativi salendo e scendendo dalla cima, sviluppo di circa 22 chilometri

Data di ascesa: luglio 2021

Annotazioni: si può naturalmente, volendo evitare la salita alla vetta dal Rifugio Puez accorciando l’itinerario e riducendo le difficoltà, è anche possibile lungo la salita al Rifugio Puez salire alla vetta del Sas Ciampac (QUI la “pillola” sulla salita al Sas Ciampac).

Esperienza di Stefano: percorso spettacolare ma anche molto impegnativo per lunghezza ed anche alcuni tratti tecnici nell’ultima parte; il percorso fino al Rifugio Puez è frequentatissimo in alta stagione, più solitaria la salita in vetta. Io ho preso la prima cabinovia, è comunque necessaria una giornata asciutta e possibilmente limpida per godere del bellissimo ambiente della zona.

QUI il link al video su YouTube della salita al Piz de Puez ed il Rifugio Puez

Primo tratto verso il Rifugio Jimmy

Salendo alla Forcella Cir

Salendo alla Forcella Crespeina

Verso il Rifugio Puez

Rifugio Puez

Salendo al Piz de Puez

Tratto lungo il traverso

Tratto ripido finale

In cima al Piz de Puez

Panorama sul gruppo del Sella dalla vetta

Vista sulla Vallunga

Discesa in Vallunga


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Dantercepies a Selva Gardena su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Cir V°/Cir Piccolo (2520 m) – Ferrata del Piccolo Cir – Dolomiti

Il Cir V°/Cir Piccolo, elevazione di 2520 metri di quota dal bellissimo panorama di vetta che abbraccia numerosi gruppi dolomitici, è posto lungo la cresta delle Punte del Cir nel gruppo  delle Odle/Geisler nella notissima zona escursionistica del Passo Gardena/Grödner Joch situata a cavallo tra Val Gardena/Gröden e Val Badia/Gadertal.

La vetta del Cir V° è piuttosto frequentata in estate ed è raggiungibile con via ferrata di media difficoltà (con presenza, tuttavia, di alcuni tratti impegnativi ed esposti); anche la discesa presenta diversi tratti attrezzati seguendo poi un canalone piuttosto ripido.

L’itinerario qui descritto parte dalla stazione a monte della cabinovia Dantercepies di Selva Gardena/Wolkenstein, l’area del Dantercepies è anche raggiungibile tramite la seggiovia Cir o a piedi partendo dal Passo Gardena (QUI la “pillola” sulla cabinovia Dantercepies e seggiovia Cir, QUI quella sul Passo Gardena e QUI la “pillola” sul paese di Selva Gardena)

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Dantercepies e della seggiovia del Passo Gardena (2298 m, rifugio), dalla stazione a monte si segue il sentiero con indicazioni per la via ferrata del Piccolo Cir; la traccia sassosa e ghiaiosa conduce ripidamente fino alla base della parete rocciosa giungendo, quindi, in breve, all’inizio delle attrezzature.

I cavi conducono ad un pulpito, superata, con l’aiuto di una staffa, una spaccatura nella roccia, si procede tra paretine attrezzate (alcune più verticali altre più “appoggiate”) e brevi tratti di sentiero.
Giunti ad una selletta (possibile via di discesa a destra se si volesse abbandonare la ferrata) si sale su una paretina con una scaletta e poi ad un primo tratto verticale seppure con buoni appigli, si continua, quindi, lungo un tratto più gradinato per poi giungere ad un traverso piuttosto esposto.

La salita continua poi nuovamente verticale con passaggi esposti (con presenza di appigli ma roccia a tratti un po’ levigata dai passaggi) fino a giungere ad una sella con pulpito panoramico; da qui un breve tratto di sentiero conduce alla paretina finale, che conduce ad una selletta appena sotto la vetta dove si stacca il sentiero di discesa.
Dalla selletta (con due tratti attrezzati che salgono in cima) si sale, quindi, con il tratto di sinistra, piuttosto ripido aiutato da un piolo, alla vetta del Cir V° (2520 m, croce sullo spuntone di fronte, 1.15 ore dalla partenza).

Seguendo il tratto attrezzato da prendere in discesa si scende con attenzione su paretina piuttosto verticale e con due staffe di aiuto, alla selletta sotto la vetta; si segue, quindi, a sinistra la traccia che scende nel canalone.
Inizialmente il percorso ripido e ghiaioso è ancora attrezzato con cavi; la traccia prosegue poi in discesa sempre ripida, su fondo ghiaioso e sassoso, fino ad uscire dal canalone e riportare, in breve, alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies (45 minuti dalla vetta del Cir V°, 2.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Dantercepies e seggiovia del Passo Gardena – Cir V°/Piccolo Cir –  stazione a monte cabinovia Dantercepies e seggiovia del Passo Gardena

Sentieri: via ferrata Cir V°/Piccolo Cir – traccia di discesa nel canalone

Dislivello: 230 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.00 ore (1.15 ore la salita, 45 minuti la discesa)

Quota massima: 2520 m

Difficoltà: EEA – via ferrata breve, globalmente di medio impegno, ma con presenza di alcuni tratti più impegnativi es alcuni tratti esposti, necessari kit da ferrata, casco ed esperienza su questo tipo di itinerari

Data di ascesa: agosto 2025

Annotazioni: la salita al Cir V°/Piccolo Cir può essere abbinata al sentiero attrezzato che conduce al Piz da Cir/Cir Grande con punto di partenza anch’esso posto alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies e della seggiovia del Passo Gardena (QUI la “pillola” sulla salita al Piz da Cir/Cir Grande).

Esperienza di Stefano: ferrata breve ma da non sottovalutare in quanto alcuni passaggi richiedono la giusta attenzione ed esperienza; io ho percorso in due giornate separate le ferrate del Cir V° e del Piz da Cir per poter godere con più calma delle salite. Necessaria, naturalmente, una giornata asciutta.

Cabinovia Dantercepies

Seggiovia Cir

Tratto che dalla stazione a monte della cabinovia porta all’inizio delle attrezzature

Lungo la via ferrata

In vetta al Cir V°

Lungo la discesa

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Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Gardena su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Cabinovia e funivia Seceda – Val Gardena

In Val Gardena/Gröden si trovano moltissimi impianti di risalita molto amati e sfruttati, sia d’estate che in inverno, da turisti, escursionisti e sciatori per portarsi in quota e godere delle bellezze della zona.

Tra questi impianti troviamo anche quelli del Seceda, posti nel gruppo dolomitico delle Odle/Geisler, che da Ortisei/St. Ulrich tramite cabinovia e funivia portano ai 2500 metri di quota della stazione a monte situata in zona estremamente panoramica (QUI la “pillola” sul paese di Ortisei).

Nella zona della stazione a monte si trovano il Rifugio Seceda e la Baita Sofie che propongono piatti tipici e permettono di mangiare e rilassarsi godendo di un bellissimo panorama verso i gruppi dolomitici delle Odle, Sella, Sciliar e Sassolungo/Langkofel.

Dalla stazione a monte della funivia è anche possibile salire con percorso di pochi minuti di cammino la vetta del Seceda su cui sono poste una grande croce tradizionale in legno ed una tavola panoramica che descrive le tantissime vetta visibili; il Seceda è anche raggiungibile con escursione di medio impegno partendo dalla cabinovia Col Raiser proveniente da Santa Cristina/St. Christina (QUI la “pillola” sulla salita dalla cabinovia Col Raiser).

In inverno gli impianti del Seceda sono compresi, inoltre, nel comprensorio sciistico Val Gardena Dolomites, facente parte del famosissimo tour sciistico del Sellaronda che collega ben 4 valli dolomitiche quali: Val Gardena e Val Badia in Sudtirolo, Valle di Livinallongo in Veneto e Val di Fassa in Trentino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico della Val Gardena).

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estate 2020 e nell’inverno 2020 e 2022

Funivia Seceda

Stazione a valle della cabinovia

Rifugio Seceda

Vista sulle Odle e la Baita Sofie con sentiero proveniente dalla cabinovia Col Raiser

Vista su Ortisei e la Val Gardena dalla stazione a monte della funivia

Panorami dolomitici lungo il percorso di salita alla vetta del Seceda

Croce tradizionale posta sulla vetta del Seceda

Piattaforma panoramica con dsecrizione delle cime visibili

Piste da sci dell’area del Seceda in inverno

Vetta del Seceda in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole”sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi


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Seceda (2518 m) – Dolomiti

Il Seceda, cima di 2518 metri di quota posta nel gruppo del Puez-Odle/Geisler, è una vetta molto conosciuta dominante la zona pascoliva del Col Raiser, dalla vetta e lungo la percorrenza dell’escursione si hanno panorami bellissimi su vari gruppi montuosi delle Dolomiti quali Sella, Odle, Sassolungo e sulla sottostante Val Gardena/Gröden.

La cima del Seceda presenta varie possibilità di salita; qui viene proposto l’itinerario inserito in zona bucolica e pascoliva, che tocca diversi rifugi e malghe, con partenza dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina in Val Gardena/Gröden e salita via Forcella Pana con discesa tramite mulattiera (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Raiser).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m, rifugi), seguendo il sentiero 4A verso il punto panoramico Mastlè, il sentiero procede inizialmente il lieve discesa fino al vicino bivio tra Seceda e Mastlè.
Si segue verso il Mastlè salendo, prima nel bosco e poi tra zone erbose, con sentiero ghiaioso che porta, incrociando il sentiero 1, al Punto panoramico Mastlè con tavola panoramica indicante le cime visibili; da qui si segue sempre il sentiero 1 che procede prima in lieve discesa e poi,  con traccia ghiaiosa ed erbosa, sale portando alla Malga Troier (2250 m).

Dalla Malga Troier si segue sempre il sentiero 1 in salita ripida con tratti ghiaiosi ed altri lastricati fino a giungere al bivio per la Forcella Pana. Si segue quindi il sentiero 6 che porta in breve in ripida salita alla Forcella Pana (2439 m). Dalla forcella si segue a sinistra il sentiero 1 per il Seceda, la traccia ghiaiosa procede dapprima in saliscendi e poi, in breve ma ripida salita, porta alla vetta del Seceda (2518 m, croce, tavola panoramica, scalo di una seggiovia chiusa in estate, 1.45 ore dalla partenza).

Dalla vetta si segue la mulattiera sterrata che conduce in breve al Rifugio Seceda (2500 m, stazione a monte della funivia proveniente da Ortisei), dal Rifugio Seceda si segue la mulattiera sterrata 1A con alcuni tratti cementati che porta dapprima alla Baita Sofie (2420 m) e poi alla Baita Mastlè (2284 m) e alla Baita Daniel (2240 m).
Dalla Baita Daniel si segue sempre la mulattiera che conduce ad un bivio nei pressi del Rifugio Fermeda. Dal bivio si segue il sentiero 2 per il Col Raiser che conduce in breve in saliscendi al bivio tra Seceda e Mastlè incontrato all’andata. Da questo bivio si torna quindi in leggera risalita alla stazione a monte della Cabinovia Col Raiser (1.15 ore dalla vetta del Seceda, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Col Raiser – Punto Panoramico Mastlè – Malga Trioer – Forcella Pana – Seceda – Rifugio Seceda – Baita Sofie – Baita Daniel –  Stazione a valle cabinovia Col Raiser.

Sentieri: 4A – 1 – 6 – 1- 1A – 2 – 4A

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerate le contropendenze

Tempo di percorrenza: 3.00 ore (1.45 ore la salita, 1.15 ore la discesa)

Quota massima: 2518 m

Difficoltà: E – escursione di contenuto impegno tecnico ma con alcuni tratti ripidi e sviluppo moderatamente lungo.

Data di ascesa: settembre 2020

Annotazioni: la vetta del Seceda può anche essere raggiunta con pochi minuti di cammino partendo dalla stazione a monte della funivia Seceda proveniente dal paese di Ortisei (QUI la “pillola” sulla funivia Seceda).

Baita Odles e Odle visti dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser

Bivio tra Seceda e Punto panoramico Mastlè

Punto panoramico Mastlè con vista sul Sassolungo

Salendo verso la Malga Troier

Vista sulla Malga Troier

Vista sulla Malga Troier

Salendo alla Forcella Pana

Salendo alla vetta del Seceda

Vetta del Seceda

Vista dalla vetta del Seceda su Sassolungo e Rifugio Seceda

Discesa lungo la mulattiera

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Col Raiser su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Piz da Cir/Cir Grande (2592 m) – Dolomiti

Il Piz da Cir/Cir Grande, elevazione di 2592 metri di quota dal bellissimo panorama di vetta che abbraccia numerosi gruppi dolomitici, è posto nel gruppo  delle Odle/Geisler nella notissima zona escursionistica del Passo Gardena/Grödner Joch situata a cavallo tra Val Gardena/Gröden e Val Badia/Gadertal.

La vetta del Piz da Cir è piuttosto nota e frequentata ed è raggiungibile con percorso che presenta diversi tratti attrezzati con cavi alternati ad altri di traccia ripida con alcuni saltini rocciosi; l’attacco del sentiero di salita qui descritto è posto alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies di Selva Gardena/Wolkenstein e della seggiovia Cir del Passo Gardena, sul cui versante della Val Badia sono posti i paesi di Corvara e Colfosco (QUI la “pillola” sulla cabinovia Dantercepies e la seggiovia Cir, QUI quella sul Passo Gardena, QUI la “pillola” sul paese di Selva Gardena e QUI quella sui paesi di Corvara e Colfosco).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Dantercepies e della seggiovia del Passo Gardena (2298 m, rifugio), dalla stazione a monte si segue il sentiero con indicazioni per il Cir Grande; la traccia sassosa e ghiaiosa conduce in traverso sotto le pareti delle Punte del Cir ed entra poi in un canalino che si sale in ripida salita fino ad arrivare al primo tratto attrezzato.

I cavi conducono lungo un traverso ascendente in parte esposto e con fondo piuttosto sdrucciolevole, la salita continua poi su traccia ghiaiosa e sassosa con vari saltini rocciosi fino a giungere al secondo tratto attrezzato con cavi che conduce su una paretina piuttosto verticale, ma con buoni appigli, fino a giungere agli ultimi saltini rocciosi non attrezzati che conducono alla vetta del Piz da Cir/Cir Grande (2592 m, croce, 1.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso facendo attenzione su saltini rocciosi e tratti attrezzati in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.

Percorso: stazione a monte cabinovia Dantercepies e seggiovia del Passo Gardena – Piz da Cir/Cir Grande –  stazione a monte cabinovia Dantercepies e seggiovia del Passo Gardena

Sentieri: sentiero attrezzato “Cir Grande”

Dislivello: 300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore (1.30 ore la salita, 1.15 ore la discesa)

Quota massima: 2592 m

Difficoltà: EEA – itinerario impegnativo che presenta vari tratti attrezzati con cavi ed altri su saltini di roccia non attrezzati, necessari kit da ferrata, casco ed eseperienza su questo tipo di itinerari

Data di ascesa: agosto 2020 e luglio 2025

Annotazioni: per esperti la salita al Piz da Cir può essere abbinata all’impegnativa ferrata che conduce al Cir V°/Piccolo Cir con punto di partenza anch’esso posto alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies e della seggiovia del Passo Gardena (QUI la “pillola” sulla salita al Cir V°/Piccolo Cir).

Esperienza di Stefano: ferrata breve ma con alcuni passaggi da non sottovalutare; io ho percorso in due giornate separate le ferrate del Cir V° e del Piz da Cir per poter godere con più calma delle salite. Necessaria, naturalmente, una giornata asciutta e possibilmente limpida per godere del bel panorama della zona. In alta stagione il percorso è molto frequentato con attenzione da prestare nei vari incroci tra chi sale e scende, è bene partire presto.

QUI il link YouTube al video sulla salita al Piz da Cir

Cabinovia Dantercepies da Selva Gardena

Seggiovia dal Passo Gardena

Rifugio Dantercepies alla stazione a monte della cabinovia e seggiovia

Indicazioni nei pressi della stazione a monte degli impianti

Primo tratto di salita verso il canalino

Nel ripido canalino che conduce all’attacco del primo tratto attrezzato

Primo tratto attrezzato

Lungo il tratto mediano di salita con diversi saltini rocciosi non attrezzati

Lungo il secondo tratto attrezzato

Ultimo tratto di salita verso la vetta

In vetta al Cir Grande

Vista sul gruppo del Sella

Vista sul Sassolungo

Vista su Sciliar e Val Gardena

Vista dalla vetta sul gruppo Puez-Odle

Vista su Val Badia e Dolomiti Ampezzane


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Cabinovia Col Raiser – Val Gardena

In Val Gardena/Gröden/Gherdëina si trovano moltissimi impianti di risalita molto amati e sfruttati, sia d’estate che in inverno, da turisti, escursionisti e sciatori per portarsi in quota e godere delle bellezze della zona.

Tra questi impianti troviamo anche la cabinovia Col Raiser che da Santa Cristina/St. Christina/S. Crestina porta agli oltre 2100 metri di quota della stazione a monte, immersa, in estate, in zona pascoliva d’alta quota ai piedi delle guglie del gruppo del Puez-Odle/Geisler. (QUI la “pillola” sul paese di Santa Cristina).

Nella zona della stazione a monte si trovano il Rifugio Col Raiser e la Baita Odles che propongono piatti tipici e permettono di mangiare e rilassarsi godendo di un bellissimo panorama verso i gruppi dolomitici delle Odle, Sella e Sassolungo/Langkofel.

Dalla stazione a monte della cabinovia partono innumerevoli escursioni sia di media lughezza che impegnative e ferrate tra le quali troviamo le ferrate al Sas Rigais e al Piz Duleda e la salita al Col da la Pieres e la salita al Rifugio Stevia (QUI la “pillola” sulla salita al Sas Rigais, QUI quella sul Piz Duleda, QUI la “pillola” sul Col da la Pieres e QUI quella sul percorso per il Rifugio Stevia).

Dall’area del Col Raiser sono possibili anche molte brevi gite familiari come quella per il Rifugio Firenze/Regensburgerhütte e quella per il Punto panoramico Mastlè ed escursioni brevi come quelle per la vetta del Pic e per le malghe e la cima del Seceda; quest’ultima cima è raggiungibile anche in funivia da Ortisei  (QUI la “pillola” sulla gita al Rifugio Firenze, QUI quella sulla salita al Seceda e QUI quella sull’ascesa al Pic).

In inverno gli impianti del Col Raiser fanno parte, inoltre, del comprensorio sciistico Val Gardena Dolomites, facente parte del famosissimo tour sciistico del Sellaronda che collega ben 4 valli dolomitiche quali: Val Gardena e Val Badia in Sudtirolo, Valle di Livinallongo in Veneto e Val di Fassa in Trentino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico della Val Gardena).

Dalla cabinovia Col Raiser, nella stagione invernale, è anche possibile praticare escursionismo su sentieri innevati, solitamente battuti dal gatto delle nevi, raggiungendo diverse baite e, per chi ha il giusto allenamento, anche la vetta del Seceda (QUI la “pillola” sulla salita invernale al Seceda).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2020, 2022 e 2025

Cabinovia Col Raiser e Sassolungo sullo sfondo

Rifugio Col Raiser

Baita Odles e gruppo delle Odle

Tagliere tipico alla Baita Odles

Sentiero per il Rifugio Firenze

Rifugio Firenze

Punto panoramico Mastlè

Zona pascoliva del Seceda

Vetta del Pic

Vetta del Sas Rigais e ferrata sud

Panorama verso Sassolungo e Sciliar visto dalla cima del Col da la Pieres

Baita Odles in inverno

Piste da sci dell’area del Col Raiser

Escursionismo invernale dal Col Raiser al Seceda

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e l’Alpe di Siusi


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