Merano/Meran, seconda città dell’Alto Adige/Südtirol per numero di abitanti dopo Bolzano/Bozen, vanta una lunga storia importante che le permette di ospitare innumerevoli punti di interesse religiosi, architettonici, naturalistici e culturali (QUI la “pillola” sulla città di Merano).
Nell’ambito dell’offerta culturale Merano ospita svariati eventi ed anche molti musei ed esposizioni culturali quali: il Museo del Vino di Castel Ramezt/Schloss Rametz, il Museo delle Donne/Frauenmuseum, il Museo del Turismo sito nel castello dei Giardini Trauttmansdorff, il Palais Mamming Museum ospitante le collezioni del Museo Civico, il Castello Principesco con annesso museo, la galleria Merano Arte/Kunst Meran, il Museo ebraico (QUI la “pillola” su Merano Arte, QUI quella sul Museo del Turismo, QUI quella sul Museo Civico, QUI quella sul Castello Principesco e QUI quella sul Museo delle Donne).
La tenuta di Castel Rametz, situata in Via Labers, 4 e posta a 400 metri di quota tra vigneti collinari poco fuori Merano, è nota già dal 1227 e presenta una bellissima struttura merlata circondata da colture vinicole, in particolare Riesling, Cabernet, Pinot Nero e Gewürztraminer.
Dal 1972 la famiglia Schmid è proprietaria di Castel Rametz e promuove nuove innovazioni nella coltivazione dei vigneti pur sempre rimanendo fedeli al motto di natura come alleata e senza transigere sulla qualità del vino prodotto.
Nella tenuta sono presenti un’enoteca con possibilità di degustazione vini, un ristorante attiguo, ed il Museo del vino; il percorso museale offre una panoramica sulla sviluppo nei secoli della viticoltura, sia a Castel Rametz e non solo; sono presenti molti strumenti di coltivazione vinicola e documenti storici, un’area dedicata allo speck, una stanza dei tesori con molte bottiglie molto pregiate e la cantina storica, tuttora funzionante, che permette di scoprire i metodi di conservazione del vino.
Nel museo è anche presente un’esposizione dedicata a Castel Monreale/Königsberg, situato in Trentino ed anch’esso di proprietà della famiglia Schmid; nella tenuta di Castel Monreale vengono prodotti soprattutto spumanti.
Il museo è aperto solitamente dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 18.00 e può essere visitato, volendo, in determinati periodi ed orari, anche con visita guidata con degustazioni di vini; è sempre bene controllare date ed orari di apertura sul sito internet ufficiale: www.rametz.com
Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2026
Tenuta Castel Rametz
Vinoteca
Ingresso del Museo del Vino
Lungo il percorso museale
Area dedicata a Castel Monreale
Area dedicata allo speck
Stanza dei Tesori
Cantina storica
Scopriamo QUI altre “pillole” su Merano e la Val d’Adige
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I Waalweg della Val Venosta/Vinschgau ed della Val d’Adige/Etschtal nell’area attorno a Merano/Meran sono antiche rogge, cioè canali irrigui, si cui diversi ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua molto preziosa soprattutto in zone caratterizzate da precipitazioni relativamente scarse.
Anche l’area del paese di Lana, situato nei pressi di Merano in Valle dell’Adige/Etschtal, ospita dei sentieri Waalweg; tra essi si trova il Sentiero della roggia Brandis/Brandis Waalweg che porta da Lana di Sopra/Oberlana a Lana di Sotto/Niederlana (QUI la “pillola” su Lana).
Questo tratto di Waalweg è interrato, per cui non visibile, ma il percorso risulta essere, comunque, molto interessante toccando diversi punti di interesse ed offrendo bei panorami su Lana e la Valle dell’Adige.
Il tracciato parte dal parcheggio P4 di Lana di Sopra, si segue in breve dapprima la strada per il Passo Palade/Gampenpass, seguendo, quindi, i cartelli ci si inoltra sul Sentiero Brandis alternando tratti aperti tra meleti e vigneti ad altri nel bosco.
Il percorso raggiunge, quindi, il Maso Stöcklerhof, con appartamenti vacanze ad allevamento di lama, proseguendo si passa nei pressi della chiesetta di Santa Margherita (aperta solo in alcuni periodi); si incontro successivamente un tratto con passerelle di legno soprastanti la sottostante Valle dell’Adige.
Si giunge, quindi, ad un bivio dal quale si può raggiungere Lana di Sotto ed il Museo della Frutticoltura; continuando sul Sentiero Brandis si arriva al punto di ristoro Waalrast (di cui è bene informarsi sui periodi di apertura); dal Waalrast, rientrando nel bosco, il percorso porta alla Cascata Brandis con bel salto d’acqua e situata in zona ombreggiata e molto fresca.
Il sentiero della Roggia Brandis presenta 3 chilometri di sviluppo (solo andata) e dislivello di circa 100 metri in salita e discesa considerati i leggeri saliscendi; il fondo del percorso risulta in gran parte sterrato con brevi tratti su passerelle di legno ed asfalto. La difficoltà tecnica è contenuta, va, comunque, fatta attenzione nei tratti sulle passerelle.
Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2026
Parcheggio P4
Breve tratto sulla strada del Passo Palade
Inizio del Sentiero della Roggia Brandis
Tratto verso il Maso Stöcklerhof
Maso Stöcklerhof
Chiesetta di Santa Margherita (raggiungibile con breve deviazione, è proibito fare foto all’interno)
Tratto verso il punto di ristoro Waalrast
Punto di ristoro Waalrast
Tratto verso la Cascata Brandis
Cascata Brandis
Cartina del percorso
Scopriamo QUI altre “pillole” su Merano e la Val d’Adige
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio P4 di Lana di Sopra nei pressi del ponte sul Rio Valsura a Lana su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Il centro abitato di Lana, posto a pochi chilometri da Merano/Meran in Val d’Adige/Etschtal, ospita diversi punti di interesse naturali, religiosi, architettonici e culturali; tra questi ultimi troviamo il Museo della Frutticoltura/Südtiroler Obstbaumuseum, posto nella parte meridionale del paese di Lana in via Passeggiata Brandis, 4 (QUI la “pillola” sul paese di Lana).
Il museo si trova all’interno della residenza medievale Larchgut ed ospita molti reperti, documenti ed informazioni sulla storia passata e recente della frutticoltura in Alto adige/Südtirol; viene dato particolare risalto, soprattutto, alla coltura delle mele, uno dei pilastri dell’economia locale.
Lungo il percorso museale si possono scoprire moltissime curiosità sul significato simbolico e culturale della mela nella storia e, naturalmente, l’evoluzione dei metodi di coltivazione nei secoli di questo amato frutto, su come vengono sviluppate e protette le colture, le diverse tipologie di mele presenti in Alto adige/Südtirol e sulla conservazione e spedizione in tutto il mondo delle mele.
Nel museo sono presenti anche una parte esterna ed un‘area dedicata ai bambini con attività disponibili ed una caccia al tesoro.
Il museo è aperto, solitamente, da inizio aprile ad inizio novembre dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 17.00; nel periodo da luglio ad ottobre è prevista anche l’apertura nei giorni festivi dalle 13.00 alle 18.00, sono possibili, su prenotazione, anche visite guidate.
La Malga Luco/Laugenalm, posta a 1853 metri di quota, si trova nel Gruppo delle Maddalene/Magdalener Gruppe tra l’Alta Val di Non tedesca/Deutschnonsberg e l’area di Merano/Meran; la malga giace in una radura in posizione bucolica ai piedi del Monte Luco/Laugen (raggiungibile anche dalla malga o direttamente dal Passo Palade, QUI la “pillola” sulla salita al Monte Luco).
La Malga Luco è, comunque, una meta anche a sé stante molto interessante e può essere raggiunta dal Passo Palade/Gampenpass, situato tra Lana e Tesimo-Prissiano/Tisens-Prissian in Val d’Adige e Senale/Unsere Liebe Frau in Walde in Val di Non tedesca (QUI la “pillola” sul Passo Palade, QUI quella su Lana e QUI la “pillola” su Tesimo-Prissiano).
Dal Passo Palade è possibile raggiungere la malga si tramite sentiero nel bosco piuttosto ripido, marcato con il numero 10A e 10 che parte poco al di sotto del passo in direzione di Senale sia seguendo integralmente la mulattiera sterrata, con pendenza più moderata, che parte direttamente dal Passo Palade.
Entrambe le opzioni prevedono circa 350 metri di dislivello in salita e discesa; la salita tramite sentiero nel bosco misura circa 2 chilometri di sviluppo solo salita mentre la mulattiera impiega circa 3,5 chilometri di sviluppo, sempre solo salita (volendo è possibile compiere un anello salendo da un percorso e scendendo con l’altro).
La Malga Luco offre cucina tipica ed è posta in posizione soleggiata e tranquilla con presenza anche di giochi per i bambini; è bene, comunque, come sempre, informarsi sui periodi di apertura della malga.
Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2025
Malga Luco
Salita lungo il sentiero
Salita lungo la mulattiera
Scopriamo QUI altre “pillole” su Merano e la Val d’Adige
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Palade su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Merano/Meran, seconda città più grande dell’Alto Adige/Südtirol, vanta una lunga e prestiogiosa storia ritrovabile anche nei suoi numerosissimi punti di interesse ospitati; tra essi troviamo i noti Giardini Trauttmansdorff (QUI la “pillola” su Merano).
Il complesso dei Giardini Trauttmansdorff è disposto su ben 12 ettari di terreno, in cui sono presenti ambienti botanici con esemplari vegetali provenienti da tutto il mondo, ed è situato intorno a Castel Trauttmansdorff, rocca in cui dimorava spesso l’Imperatrice Elisabetta “Sissi” nelle sue frequenti visite a Merano (QUI la “pillola” sui Giardini Trauttmansdorff).
Castel Trauttmansdorff, visitabile con lo stesso biglietto dei Giardini, è posto, come detto, al centro di essi e vanta una lunga storia legata in particolare agli Imperatori d’Austria Francesco Giuseppe e, soprattutto, Sissi; durante la visita al maniero si possono, quindi, ammirare molte stanze finemente decorate ed ambienti di grande pregio.
Sul sito attuale della rocca nel 1300 si trovava il piccolo castello Neuberg; nel 1500 il castello venne rilevato e ampliato dai von Trauttmansdorff; dopo diverse vicende, passaggi di proprietà, momenti di sfarzo ed altri di abbandono, il maniero è passato, ai giorni nostri alla Provincia di Bolzano.
Con il passaggio alla provincia il castello è stato restaurato, aperto al pubblico insieme al complesso dei giardi, ed ospita anche il Museo del Turismo/Touriseum che permette di scoprire, con molti reperti e descrizioni, la storia del turismo in Tirolo negli ultimi secoli.
Si può, quindi, valutare come il turismo sia passato dall’essere visto, inizialmente, come un problema ad essere una parte molto importante dell’economia e vita locale (con vantaggi e svantaggi legati ad esso). Castello e giardini sono aperti solitamente dal primo aprile ad inizio novembre; è bene, comunque, controllare date ed orari di apertura sul sito ufficiale QUI.
Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025
Giardini e Castel Trauttmansdorff
Entrata di Castel Trauttamansdorff con Museo del Turismo
Cappella
Inizio del percorso museale nel castello
Gioco a tema Alto Adige/Südtirol
Stanze nobiliari del castello
Shop del museo
Giardini Trauttmansdorff attorno al castello
Scopriamo QUI altre “pillole” su Merano e la Val d’Adige
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Il Passo Palade/Gampenpass è un valico alpino posto a 1518 metri di quota, con ristorante posto sul passo, che separa la Val d’Adige/Etschtal dall’Alta Val di Non tedesca/Deutschnonsberg e la Val di Non trentina; il passo è punto di partenza di diverse escursioni ed ospita anche il Bunker del Passo Palade (QUI la “pillola” sul Passo Palade).
Dalla Val d’Adige la strada del Passo Palade inizia dal paese di Lana e, passa anche nei pressi del paese di Tesimo/Tisens (QUI la “pillola” sul paese di Lana e QUI quella sul paese di Tesimo e la sua frazione di Prissiano).
Dal versante della Val di Non trentina la salita verso il Passo Palade comincia dal paese di Fondo e porta al valico, passando per la parte di Val di Non compresa nell’Alto Adige/Südtirol; nel comune di Senale-S. Felice/Unsere Liebe Frau im Walde-St. Felix.
Il Bunker del Passo Palade, parte del progetto “Vallo alpino”, è stato edificato tra il 1940 ed il 1941, poco dopo che venne realizzata la strada del Passo Palade, costruita tra il 1935 ed il 1939.
L’intera struttura avrebbe dovuto essere di 4 piani totalmente scavati nella roccia; il progetto non è, però, stato portato a termine per le vicessitudini storiche accadute in quei tempi ed i rapporti tra le dittature tra Italia e Germania.
Per la costruzione del bunker è stata operata, soprattutto, manodopera proveniente dal sud Italia lasciando totalmente all’oscuro dei lavori la popolazione locale; un’altra particolarità geologica risiede nel fatto che lungo le gallerie si incontrano anche la placca tettonica europea e quella africana.
Il bunker non è poi mai stato utilizzato per scopi militari ed oggi è in parte visitabile ed ospita, lungo le sue gallerie, diversi punti di interesse.
Oggi, oltre a scoprire la struttura è possibile, infatti, ammirare la raccolta di minerali “Dalla montagna nella montagna”, curata da Toni Kiem e composta da circa 2.500 pezzi, posti in 40 teche, provenienti da numerosi paesi europei, e la mostra fotografica sulla costruzione dei bunker e della strada del passo.
Inoltre, nei bunker viene stagionato Il formaggio “Monte Mais Kofel” prodotto dalla Latteria Sociale di Fondo della Val di Non trentina.
Per la visita del bunker va tenuto conto del fatto che all’interno è presente una temperatura costante di 6°-8° ed il fondo presenta anche tratti ghiaiosi bagnati e va, quindi, portato con se abbigliamento caldo e calzature adatte; i bunker sono solitamente aperti da Pasqua a fine giugno al sabato e domenica, da inizio luglio a metà settembre tutti i giorni tranne mercoledì e fino a fine ottobre da venerdì a domenica.
Sono previste anche aperture straordinarie in alcune festività; per maggiori informazioni è bene controllare date ed orari di apertura sul sito ufficiale: QUI
Le foto si riferiscono alla mia visita nella primavera 2025
Bunker di Passo Palade
Shop posto nella biglietteria
Entrata del bunker
Mostra fotografica e descrittiva sul bunker e la strada del Passo Palade
Tratto lungo le gallerie
Area del bunker con rivestitura non ultimata con incontro della placca tettonica europea ed africana
Area che ospita la mostra di minerali
Area dove oggi viene stagionato il formaggio Monte Mais Kofel della Latteria di Fondo
Area con postazioni per mitragliatrici e punti che avrebbero dovuto collegare i diversi piani del bunker
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La città di Merano/Meran vanta una lunga e prestigiosa storia che si ritrova anche nei suoi tanti punti di interesse culturali, architettonici e naturali; tra essi troviamo, ad esempio, i Giardini Trauttmansdorff che ospitano anche l’omonimo castello in cui ha più volte dimorato anche l’Imperatrice “Sissi” (QUI la “pillola” su Merano e QUI quella sui Giardini Trauttmansdorff).
Il grande complesso dei giardini, che ospitano numerosissime specie vegetali provenienti da molte aree del mondo, è solitamente aperto dalla primavera a metà autunno; dal 2024 c’è, però, la possibilità di visitarli in maniera insolita anche nel periodo natalizio.
Infatti, anche quest’inverno dal 20 novembre 2025 al 6 gennaio 2026 (tranne che il 24 dicembre) dalle 16.30 alle 21.00, è possibile godere dello spettacolo “Lumagica” che presenta molte installazioni luminose disposte su un percorso di visita che si snoda tra diverse aree dei Giardini.
Le strutture luminose, nell’edizione di quest’anno, prendono spunto dalla fauna dei diversi continenti della Terra; diverse di esse, sono anche corredate da spettacoli combinati di luce e musica; lungo il percorso è presente anche uno punto di ristoro ed alla fine si trova uno shop legato al tema natalizio.
Per maggiori informazioni su date ed orari di apertura e biglietti è bene consultare il sito internet ufficiale dell’evento Lumagica: lumagica.com
Le foto si riferiscono alla mia visita a novembre 2024 e dicembre 2025
Entrata dei Giardini Trauttmansdorff e dell’evento Lumagica
Lungo il percorso “Lumagica”
Giardini Trauttmansdorff nella stagione di apertura “normale”
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Tirolo paese/Dorf Tirol, borgo posto all’imbocco della Val Passiria/Passeiertal, non lontano da Merano/Meran, presenta numerosi punti di interesse naturali, religiosi e culturali; tra questi ultimi troviamo anche Castel Tirolo/Schloss Tirol e Castel Fontana/Brunnenburg che ospita anche il Museo agricolo/Landwirtschaftmuseum (QUI la “pillola” su Tirolo paese e QUI quella su Castel Tirolo).
Castel Fontana è raggiungibile in circa 15 minuti di cammino, con belle visuali su Merano e la Val d’Adige, dal centro di Tirolo paese; il maniero viene raggiunto con stradina asfaltata a tratti un po’ ripida, in discesa all’andata.
Il castello è stato costruito nel 1250 da Wilhelm Tarant al servizio del conte Alberto II di Tirolo; nei secoli successivi la rocca ha visto alternarsi diversi periodi di rovina e rinascita fin ad arrivare all’epoca moderna con l’insediamento della famiglia de Rachewiltz ospitando anche, tra il 1958 ed il 1962, il poeta americano Ezra Pound.
Oggi Castel Fontana, sotto la cura della famiglia de Rachewiltz, ospita il Museo Agricolo in cui è possibile visitare, oltre ad alcuni ambienti del castello e diversi oggetti legati a Ezra Pound, una ricca esposizione di utensili usati nei secoli in diverse attività tradizionali.
Tra esse troviamo, ovviamente, l’agricoltura e trasporto, viticoltura, cucina e panificazione, cura del bestiame, tessitura, caccia ed attività manifatturiera di calzolai, fabbri, conciatori, cordai e diversi altri; è presente, infine, anche una mostra sulla vita tradizionale a Tirolo paese prima dell’arrivo del turismo moderno.
Castel Fontana ed il museo sono solitamente aperti dal 1 aprile al 31 ottobre dalle ore 10 alle ore 17 con venerdì e sabato giorni di riposo; è, comunque, bene controllare date e orari di apertura sul sito ufficiale: www.brunnenburg.net
Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2024
Percorso con belle visuali su Merano e la Val d’Adige, chiuso al traffico privato, che collega Tirolo paese a Castel Fontana
Zona d’entrata di Castel Fontana e Museo Agricolo
Mulino ad asse verticale
Lungo il primo tratto del percorso di visita
Reperti dedicati alla viticoltura
Cortile interno del castello con utensili del carpentiere
Fontana del castello
Cappella di San Michele
Percorso del giro di ronda (percorrenza solo se non si soffre di vertigini)
Sala dei Cavalieri
Sala dedicata al poeta Ezra Pound
Seconda parte del percorso museale dedicato ai reperti delle attività tradizionali
Mostra sulla vita a Tirolo paese prima dell’arrivo del turismo moderno
L’Alto Adige/Südtirol presenta molte attività tradizionali ancora oggi portate avanti con cura e professionalità dalle nuove generazioni; tra esse troviamo la coltivazione di molte varietà di mela come si può vedere dalla presenza di molti meleti in diverse aree sudtirolesi.
Tra esse troviamo ad esempio l’area attorno a Merano/Meran ove è posto anche il paese di Tirolo/Dorf Tirol; l’importanza dell’attività di coltivazione delle mele è testimoniata anche dalla presenza del percorso tematico del Sentiero della Mela/Apfelweg (QUI la “pillola” su Tirolo paese).
Partendo dal centro del paese, nei pressi dell’Associazione Turistica, il percorso raggiunge dapprima la chiesetta di San Ruperto; passando tra meleti, masi, stradine, sentieri e spazi più aperti il percorso raggiunge poi il Seminario e Castel Auer (privato).
Il tracciato tocca, quindi, la Croce Pamer Kreuz, diversi altri masi, e la stazione a valle della funivia Hochmut scendendo, infine, verso Tirolo paese con ampie visuali su Castel Tirolo/Schloss Tirol, Castel Fontana/Brunnenburg e l’area di Merano.
Lungo il percorso si trovano anche molte installazioni interessanti esplicative sulla storia della coltivazione della mela a Tirolo e sui diversi punti di interesse toccati dall’escursione ad anello; il tracciato presenta circa 4,5 chilometri di sviluppo totale e 200 metri di dislivello in salita e discesa.
Seppur con presenza di qualche tratto un po’ ripido il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche; va, comunque, prestata attenzione a seguire i cartelli del Sentiero della Mela/Apfelweg a tutti i bivi ed alla temperatura elevata in giornate estive molto calde.
Tra i periodi più interessanti per la percorrenza dell’itinerario si trovano la seconda metà di aprile-inizio maggio con la fioritura dei meli e la tarda estate con i meleti carichi di frutti prima della raccolta; inoltre, in Alto Adige si trova un percorso dedicato alla mela anche a Naz-Sciaves/Natz-Schabs (QUI la “pillola” su questo itinerario).
Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2024
Centro di Tirolo paese nei pressi dell’Associazione Turistica
Chiesa di San Ruperto
Lungo la prima parte del Sentiero della Mela
Seminario
Tratto verso Castel Auer
Castel Auer (privato)
Seconda parte del Sentiero della Mela
Pamer Kreuz
Tratto nei pressi della stazione a valle della Funivia Hochmut
Tornando verso Tirolo paese
Vista su Castel Tirolo
Vista su Lagundo/Algund e l’imbocco della Val Venosta/Vinschgau
Vista su Castel Fontana
Ultimo tratto di percorso tornando a Tirolo paese con vista sull’area di Merano
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Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Passiria
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DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
I Waalweg della Val Venosta/Vinschgau ed della Val d’Adige/Etschtal nell’area attorno a Merano/Meran sono antiche rogge, cioè canali irrigui, ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua molto preziosa soprattutto in zone caratterizzate da precipitazioni relativamente scarse.
Anche l’area del paese di Marlengo/Marling, situato nei pressi di Merano, ospita dei sentieri Waalweg; viene qui descritto un percorso parzialmente ad anello, dal dislivello moderato ma dal lungo sviluppo, che (con anche bellissime vedute panoramiche) permette di visitare i Waalweg di Marlengo nel tratto che porta da Marlengo a Tel/Töll, frazione di Parcines/Partschins posta all’imbocco della Val Venosta (QUI la “pillola” su Marlengo, QUI quella su Merano e QUI quella su Parcines e le sue frazioni).
Il percorso comincia dal centro del paese di Marlengo (340 m), seguendo le indicazioni numero 33 per i Waalweg di Marlengo si sale su stradina asfaltata, a tratti ripida, fino a raggiungere i Waalweg nei pressi del ristorante Waalheim (441 m, 20 minuti dalla partenza).
Seguendo le indicazioni per il Waalweg verso Tel/Töll si procede verso destra lungo la roggia (attenzione a qualche tratto un po’ stretto); il sentiero tocca anche diverse installazioni esplicative di storia, flora e geologia della zona. Alternando tratti nel bosco ad altri più aperti si giunge alla casa del Waaler (l’antico guardiano del Waalweg) e, ignorato il bivio del sentiero 35B, si giunge al ristorante Waldschenke ed al punto di ristoro Larchwalder.
Ignorato al momento il bivio della strada 35 per Marlengp si continua sul Waalweg verso Tel, si costeggia la roggia in un tratto con meleti toccando il ristorante-residence Aqualis; continuando il cammino tra tratti nel bosco ed altri più aperti si giunge al punto di ristoro Schönblick.
Si prosegue, quindi, lungo la roggia tra spazi aperti tra meleti fino al bivio per Foresta/Forst (frazione di Lagundo), ignorato il bivio seguendo il Waalweg si rientra nel bosco fino ad incrociare una stradina con bivi; continuando lungo il sentiero Waalweg si prosegue nel bosco superando anche due ponti in ferro ad alcuni un po’ stretti con passerelle. Si giunge, quindi, all’ultimo tratto del sentiero Waalweg, ignorati vari bivi si prosegue in tratto più ombreggiato e, con breve, discesa si giunge nei pressi della centrale idroelettrica di Tel posta lungo la strada della Val Venosta (530 m, 1.40 ore dal ristorante Waalheim, 2.00 ore dalla partenza).
Ritorno per lo stesso percorso con alcuni saliscendi fino al ristorante Waldschenke ed al punto di ristoro Larchwalder in 1.20 ore, 3.20 ore dalla partenza.
Si segue, quindi, la stradina asfaltata numero 35 verso Marlengo che scende portando ad un bacino artificiale e poi al centro di Marlengo, 20 minuti dal ristorante Waldschenke e dal punto di ristoro Larchwalder 3.40 ore dalla partenza.
Difficoltà: E itinerario che presenta difficoltà tecnica contenuta (attenzione lungo il Waalweg ad alcuni tratti un po’ stretti); sviluppo totale lungo di circa 13 chilometri
Data di percorrenza: aprile 2024
Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei vari punti di ristoro; i Waalweg sono in autunno ed inverno senza acqua, solitamente sono, invece, funzionanti tra la primavera e l’estate. Il Waalweg di Marlengo presenta anche un altro tratto che si sviluppa dal ristorante Waalheim fino a Cermes e Lana, vista la lunghezza del percorso è consigliabile percorrerlo separatamente, oppure percorrere integralmente il Waalweg da Lana a Tel (12 chilometri solo andata) tornando poi con i mezzi pubblici (informarsi, in questo caso, su mezzi e orari).
Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario in primavera appena aperta l’acqua lungo i Waalweg (in estate fare attenzione al caldo potenzialmente molto elevato in diverse giornate); è bene, inoltre, scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili da diversi punti del percorso
Chiesa di Marlengo
Salendo al Waalheim
Ristorante Waalheim
Lungo il Waalweg di Marlengo verso Tel
Casa dell’antico Waaler (guardiano del Waalweg)
Ristorante Waldschenke
Punto di ristoro Larchwalder
Ristorante-residence Aqualis
Punto di ristoro Schönblick
Termine del Waalweg di Marlengo a Tel lungo la strada della Val Venosta (frazione di Parcines)
Discesa a Marlengo sulla strada numero 35 una volta tornati al punto di ristoro Larchwalder ed al ristorante Waldschenke
Cliccare sull’immagine per visualizzare Marlengo su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime della Mendola, delle Maddalene, del Monte Corno e del Monte San Vigilio
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Adige