Malga Costa/Liegalm – Val d’Ega

La Malga Costa/Liegalm, posta a 1750 metri di altezza, si trova nella zona confine tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental e la trentina Val di Fiemme; questi luoghi giacciono, nell’area del gruppo montoso del Latemar, in posizione bucolica con bellissima vista sul Corno Bianco/Weißhorn, Corno Nero/Schwarzhorn.

La malga è raggiungibile da diversi punti di partenza; il tracciato più breve, solitamente ben battuto, parte dal Passo Lavazè (che ospita anche l’omonimo centro di sci di fondo), raggiungibile in macchina dai pressi di Nova Ponente/Deutschnofen, Ega/Eggen ed Obereggen in Val d’Ega e Cavalese in Val di Fiemme (QUI la “pillola” sul Passo di Lavazè e il Passo Oclini, QUI quella su Nova Ponente, QUI la “pillola” su Ega e QUI quella su Obereggen).

Il percorso comincia dal Passo Lavazè (1808 m), dal centro di sci di fondo si seguono le indicazioni per i percorsi invernali ed in breve si giunge al bivio tra Malga Ora/Auerlegeralm e Malga Costa/Liegalm.
Si segue a destra per Malga Costa, su traccia solitamente battuta dagli escursionisti, che, in discesa, taglia diverse volte le piste da sci di fondo (attenzione agli sciatori); seguendo i cartelli per Malga Costa si procede in discesa su traccia nel bosco fino ad intercettare una mulattiera (fare attenzione ai cartelli).

Si segue la mulattiera innevata prima nel bosco in saliscendi e poi più ripidamente tra spazi aperti fino ad incontrare il tracciato estivo; si continua a seguire la mulattiera, nel rado bosco, in saliscendi e poi in discesa più ripida fino a giungere all’ultimo bivio per Malga Costa.
Seguendo a destra si giunge quindi, in breve in leggero saliscendi, a Malga Costa (1750 m, 1.00 ora dalla partenza).

Ritorno per lo stesso percorso in saliscendi in 1.00 ora, 2.00 ore dalla partenza.

Percorso: Passo Lavazè – Malga Costa – giro intorno al lago – Passo Lavazè

Sentieri: percorso invernale per Malga Costa che segue, in parte, il sentiero estivo 9

Dislivello: 100 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.00 ore totali

Quota massima: 1808 m

Difficoltà: EAI – escursione, con buone condizioni della neve e meteorologiche, dalla difficoltà tecnica contenuta, sviluppo di circa 6 chilometri tra andata e ritorno; in base alle condizioni della traccia, è necessaria la relativa attrezzatura (ramponcini e/o ciaspole).
È bene fare attenzione ai diversi bivi, soprattutto nel primo tratto nel seguire i cartelli per la traccia che congiunge al percorso estivo; attenzione anche agli sciatori nei diversi attraversamenti delle piste da fondo

Data di percorrenza: dicembre 2025

Annotazioni: è bene controllare le condizioni di battitura del percorso ed i periodi di apertura della malga. Dal Passo Lavazè parte anche il percorso invernale per Malga Ora/Auerlegeralm ed il Passo Oclini/Joch Grimm (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Alla partenza nei pressi del Centro fondo del Passo Lavazè

Bivio tra Malga Ora e Malga Costa

Primo tratto per Malga Costa che attraversa diverse volte le piste da sci di fondo

Vista su Corno Bianco e Corno Nero

Tratto di collegamento che porta verso il percorso che si effettua anche in estate

Lungo il tratto di percorso che si effettua anche in estate

Malga Costa

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo di Lavazè su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Malga Isi Hütte – Malga Gurndinalm – Passo Oclini/Joch Grimm – Val d’Ega

La Malga Isi Hütte, situata a 1850 metri di altezza, e la Malga Gurndinalm, posta a 1952 metri di quota, si trovano nell’area del Passo Oclini/Joch Grimm, raggiungibile in macchina dal Passo Lavazè e posto tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental (passando per l’area di Nova Ponente/Deutschnofen e la trentina Val di Fiemme (QUI la “pillola” sul Passo Lavazè ed il Passo Oclini e QUI quella sul paese di Nova Ponente).

Il Passo Oclini, da cui si diparte l’escursione, giace, nell’area del gruppo montuoso del Latemar, in posizione idilliaca con diverse strutture turistiche e bellissima vista sul Corno Bianco/Weißhorn, Corno Nero/Schwarzhorn e fin verso l’area del gruppo principale del Latemar e del Catinaccio/Rosengarten (QUI la “pillola” sull’escursione al Corno Bianco e QUI quella sull’itinerario al Corno Nero).

Il tracciato al Rifugio Isi e la Malga Gurndin parte, quindi, dal Passo Oclini, posto a 1989 metri di quota, seguendo il sentiero 7-12A per Malga Isi e Malga Gurndin; con percorso su mulattiera sterrata si giunge, in breve, al bivio tra i due sentieri.
Seguendo il sentiero 7 per la Malga Isi si scende su mulattiera sterrata, sassosa ed erbosa giungendo alla Malga Isi Hütte, posta in zona pascoliva a 1850 metri di quota; dalla Malga Isi si scende ancora in breve e si segue, quindi, la mulattiera numero 7 con indicazioni per Redagno/Radein.

Salendo con pendenza moderata su mulattiera si raggiunge un maso ed un successivo bivio al quale si prende a destra il sentiero 12A per la Malga Gurndin; procedendo su mulattieram tra bosco e spazi apertim si giunge alla Malga Gurndinalm, situata a 1952 metri di quota in zona bucolica e rilassante.

Dalla Malga Gurndin si procede, infine, su mulattiera in lieve risalita tornando al Passo Oclini; il percorso presenta 150 metri di dislivello in salita e discesa, considerati i saliscendi, 5,5 chilometri totali di sviluppo e un’ora e mezza di tempo di cammino circa.

Il tracciato è adatto anche per famiglie vista la difficoltà tecnica e lunghezza contenute, volendo è, comunque, possibile abbreviare ulteriormente il percorso raggiungendo la Malga Gurndin direttamente dal Passo Oclini senza percorrere l’anello per la Malga Isi.
Le due malghe offorno solitamente punto di ristoro ma è sempre bene controllare periodi ed orari di apertura.

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’agosto 2024

Al Passo Oclini

Vista sul Corno Bianco

Vista sul Corno Nero

Vista sul Catinaccio

Vista sul Latemar

Primo tratto verso il bivio tra le due malghe

Bivio tra le due malghe

Tratto verso la Malga Isi Hütte

Malga Isi Hütte

Tratto verso il bivio per la Malga Gurndinalm

Bivio per la Malga Gurndinalm

Malga Gurndinalm

Tornando al Passo Oclini

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Labirinto del Latemar/Labyrinthsteig (1900 m) – Dolomiti

Il sentiero del Labirinto del Latemar/Labyrinthsteig, situato nell’omonimo gruppo montuoso dolomitico del Latemar porta a percorrere la zona rocciosa posta ai piedi del Latemar interessata da un’antica frana di quest’ultimo; il sentiero si snoda, quindi, tra i grandi massi con passaggi sui sassi ed in stretti passaggi tra di essi (è richiesta, quindi, la giusta esperienza su questo tipo di tracciati).

Il percorso ad anello, che offre ottimi panorami su Latemar e Catinaccio/Rosengarten, parte dal noto Lago di Carezza/Karer See, nei pressi di Nova Levante/Welschnofen in Val d’Ega/Eggental, e sale nel bosco fino alla Radura di Mezzo/Mitterleger; si prosegue poi lungo il Labirinto del Latemar per poi ritornare tra bosco e spazi aperti, con sviluppo piuttosto lungo, al piccolo paese di Carezza ed al sottostante lago (QUI la “pillola” sul Lago di Carezza e QUI quella su Nova Levante).

Il percorso comincia dal Lago di Carezza (1530 m, diversi punti di ristoro), seguendo brevemente a destra il giro intorno al lago si giunge all’imbocco del sentiero 11 per la Radura di Mezzo/Mitterleger.
Si sale sul sentiero 11 su mulattiera sterrata nel bosco in moderata pendenza, ignorando i diversi bivi si prosegue sempre per la Radura di Mezzo; si oltrepassa uno spazio più aperto con vista sul Catinaccio salendo poi nuovamente nel bosco fino alla Radura di Mezzo/Mitterleger (1827 m, 1.00 ora dalla partenza).

Seguendo a sinistra il sentiero 20 per il Labirinto del Latemar si procede in saliscendi nel bosco fino ad incontrare uno stretto passaggio tra massi si continua, quindi, in saliscendi su massi e traccia sassosa facendo attenzione a vari punti in cui è bene aiutarsi con le mani.
Il sentiero procede nel Labirinto in discesa (attenzione a seguire i segni e non perdere la traccia); si oltrepassano canalini, tratti pianeggianti su grossi sassi e stretti passaggi tra enormi massi fino ad uscire dal Labirinto del Latemar incrociando il sentiero 18 (45 minuti dalla Radura di Mezzo, 1.45 ore dalla partenza).

Si segue in discesa verso Carezza il sentiero 18 che, con percorso nel bosco porta in breve al bivio col sentiero 13.
Si segue, quindi, il sentiero 13 per Carezza procendendo in saliscendi su traccia terrosa e sassosa fino all’incrocio col sentiero 21; si prende il sentiero 21 che in saliscendi nel bosco porta all’incrocio col sentiero 13.
Si prende in discesa il sentiero 13 verso Carezza scendendo su mulattiera sterrata nel bosco che porta all’incrocio col sentiero 10 nei pressi del Grand Hotel Carezza; si segue, quindi, il sentiero 10 per il Lago di Carezza, ad un vicino bivio si attraversa la statale scendendo, quindi, in breve al parcheggio del Lago di Carezza (1.15 ore dall’incrocio col sentiero 18, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: Lago di Carezza – Radura di Mezzo – Labirinto del Latemar – Carezza – Lago di Carezza

Sentieri: 11 – 20 (Labirinto del Latemar) – 18 – 13 – 21 – 13 – 10

Dislivello: 500 metri in salita e discesa compresi i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.00 ore

Quota massima: 1900 m

Difficoltà: EE –  percorso che richiede passo sicuro ed esperienza su percorsi sassosi lungo il Labirinto del Latemar, attenzione a non perdere la traccia lungo il Labirinto ed ai vari bivi lungo la discesa, sviluppo totale di circa 10 chilometri

Data di ascesa: giugno 2023

Annotazioni: è possibile percorrere il percorso ad anello in entrambi i sensi

Esperienza di Stefano: escursione che richiede tempo asciutto e buona visibilità; il tratto lungo il Labirinto è molto affascinante ma non banale e richiede la giusta attenzione ed esperienza.
L’area nei pressi del Lago di Carezza è, solitamente, piuttosto affollata, è quindi bene partire presto per godere con più tranquillità di quella magnifica zona.

Lago di Carezza alla partenza col il Latemar

In salita verso la Radura di Mezzo sul sentiero numero 11

Panorama verso il Catinaccio

Tratto finale di salita alla Radura di Mezzo

Alla Radura di Mezzo

Lungo il sentiero del Labirinto del Latemar

Sul sentiero 13 verso l’incrocio col sentiero 21

Sul sentiero 21 verso l’incrocio col sentiero 13

Vista sul paese di Carezza

Scendendo sul sentiero 13 verso Carezza

Tornati al Lago di Carezza

Mappa del percorso


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Pulpito/Poppekanzel (2328 m) – Dolomiti

Il Pulpito/Poppekanzel, vetta di 2328 metri di quota, è situato sul confine tra Alto Adige / Südtirol e Trentino nel gruppo dolomitico del Latemar ed è posto in posizione molto panoramica verso le cime principali del Latemar e verso la Roda di Vael nel gruppo del Catinaccio/Rosengarten.

Il percorso per raggiungere la vetta parte dal Passo Costalunga/Karerpass tra Nova Levante/Welschnofen e Carezza/Karer in Val d’Ega/Eggental e la Val di Fassa; il sentiero conduce dapprima tra boschi, pascoli e piste da sci per poi salire alla cima in ambiente sassoso tipicamente dolomitico con anche un brevissimo tratto finale con cavo e roccette (QUI la “pillola” sul Passo Costalunga e la zona di Carezza e QUI quella sul paese di Nova Levante).

La salita comincia dal Passo Costalunga (1745 m) seguendo il sentiero 17 per il Pulpito; il percorso parte su mulattiera sterrata tra pascoli, seguendo ai vari bivi sempre il sentiero 17 per il Pulpito si sale su mulattiera sterrata alternando tratti ripidi ad altri in pendenza moderata fino ad un punto panoramico con panchine nel Prato del Latemar/Latemarwiese.
Ignorate le deviazione dei sentiero 18A  e 517B si sale sempre su mulattiera sterrata lungo una pista da sci fino a giungere alla stazione a monte di una seggiovia (chiusa in estate).
Continuando sul sentiero 17 per il Pulpito si sale con sentierino terroso nel bosco in moderata pendenza, usciti dal bosco si sale su sentiero sassoso e ghiaioso costeggiando dei ripetitori e salendo poi in tornanti ripidi in ambiente aperto.
Salendo sul sentiero sassoso si giunge quindi ad una selletta da dove, seguendo i bolli a sinistra si sale un brevissimo tratto attrezzato con cavo e un altro con alcune roccette che portano alla vetta del Pulpito (2328 m, cartello, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 3.15 ore dalla partenza.

Percorso: Passo Costalunga – Prato del Latemar – Pulpito – Prato del Latemar – Passo Costalunga

Sentieri: 17

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.15 ore  (1.45 ore la salita, 1.30 ore la discesa)

Quota massima: 2328 m

Difficoltà: EE –  percorso che presenta alcuni tratti ripidi ed un breve tratto finale attrezzato con cavo ed alcune roccette

Data di ascesa: luglio 2022

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere del bel panorama di vetta e adatta anche, con tempo stabile, per un escursione pomeridiana

Cartelli alla partenza al Passo Costalunga

Salendo su mulattiera al Prato del Latemar

Prato del Latemar

Salendo alla stazione a monte della seggiovia

Tratto su sentierino nel bosco

Tratto verso i ripetitori

Vista sulle vette principali del Latemar

Salendo nel tratto in tornanti in ambiente aperto

Breve tratto finale con cavo e roccette

In vetta al Pulpito

Vista dalla vetta sul Latemar

Vista dalla vetta sulla Val d’Ega

Vista dalla vetta sulla Roda di Vael

Mappa del percorso

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

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Passo di Pampeago/Reitherjoch – Malga Zischgalm – Val d’Ega

Il Passo di Pampeago/Reitherjoch, posto a 1996 metri di quota, e la Malga Zischgalm, situata a 2050 metri di altezza, si trovano nel comprensorio sciistico ed escursionistico Latemar Dolomites e sono situati ai piedi dell’omonimo gruppo montuoso dolomitico del Latemar; il passo e la malga, posti sul confine tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental e la trentina Val di Fiemme, sono raggiungibili sia con gli impianti e le piste da sci del comprensorio sia a piedi su sentiero invernale battuto (QUI la “pillola” sul Latemar Dolomites).

Viene qui descritto il percorso, solitamente battuto dal gatto delle nevi e con diversi pannelli e strutture informative sulle attività tradizionali del luogo, che conduce al Passo di Pampeago ed alla Malga Zischgalm partendo dalla cabinovia Ochsenweide di Obereggen in Val d’Ega; il tracciato presenta sia tratti nel bosco che altri su spazi ampi aperti molto panoramici (QUI la “pillola” su Obereggen).

La salita al Passo di Pampeago comincia dalla stazione a monte della cabinovia Ochsenweide (1830 m, Malga Epircher Laner, stazione a valle ad Obereggen), dalla malga Epircher Laner si attraversa, con cautela, la pista da sci e si prende la mulattiera innevata a destra.
La mulattiera, che ricalca il sentiero estivo numero 9, conduce inizialmente nel bosco in salita in moderata pendenza, si percorre, poi, un sottopassaggio e si continua nel bosco seguendo sempre il sentiero 9 per il Passo di Pampeago a tutti i bivi.
Si raggiunge, quindi, un’altra pista da sci che si attraversa giungendo alla piccola malga Weigler Schupf (1890 m), si continua sulla mulattiera battuta giungendo, con salita in moderata pendenza, al Passo di Pampeago con diverse strutture in legno e pannelli informativi  che descrivono le attività tradizionali del luogo (1996 m).

Continuando sulla mulattiera innevata in saliscendi si oltrepassano altre piste da sci ed impianti fino a giungere alla Malga Zischgalm (2050 m, 1.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso, con diversi saliscendi nel primo tratto, in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Ochsenweide – Malga Epircher Laner – Malga Weigler Schupf – Passo di Pampeago – Malga Zischgalm – Passo di Pampeago – Malga Weigler Schupf – Malga Epircher Laner stazione a monte cabinovia Ochsenweide

Sentieri: traccia battuta invernale che segue il sentiero estivo 9

Dislivello: 250 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45  ore (1.30 ora la salita, 1.15 ore la discesa).

Quota massima: 2050 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo medio di circa 7 chilometri totali e dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche, prestare, comunque, attenzione all’attraversamento delle piste da sci ed a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata.

Data di percorrenza: gennaio 2022 e gennaio 2025

Annotazioni: è sempre bene controllare periodi di apertura di cabinovia e rifugi e condizioni del tracciato.
La Malga Epircher Laner può essere raggiunta anche a piedi da Obereggen seguendo il tracciato che costeggia la pista da slittino (tracciato, in parte, descritto nella relazione di salita al rifugio Oberholz, QUI la “pillola” relativa).

Malga Epircher Laner alla partenza

Pista che si deve attraversare

Sentiero battuto da prendere a lato della pista

Vista su Corno Bianco, Corno Nero e Pala di Santa

Primo tratto nel bosco

Tratto nel sottopassaggio

Verso la Malga Weigler Schupf

Pista da attraversare arrivando alla Malga Weigler Schupf

Malga Weigler Schupf

Tratto verso il Passo di Pampeago

Al Passo di Pampeago con vista sul Latemar

Tratto verso la Malga Zischgalm

Attraversamento delle piste arrivando alla Malga Zischgalm

Malga Zischgalm posta sulle piste e impianti provenienti dall’Alpe di Pampeago

Pranzo tornando alla Malga Epircher Laner

Lungo il viaggio sulla cabinovia Ochsenweide

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugio Oberholz – Obereggen – Val d’Ega

Il Rifugio Oberholz, posto a 2090 metri di quota, è situato ai piedi delle cime del gruppo dolomitico del Latemar sopra il paese di Obereggen in Val d’Ega/Eggental; il rifugio è raggiungibile da Obereggen sia con percorso invernale, solitamente battuto dal gatto delle nevi, sia con la seggiovia Oberholz, facente parte del comprensorio sciistico Latemar Dolomites (QUI la “pillola” sul paese di Obereggen e la seggiovia Oberholz, QUI quella sul comprensorio Latemar Dolomites).

La salita invernale nel bosco si svolge nel primo tratto sul percorso adiacente alla pista da slittino proveniente dalla malga Laner (raggiungibile in breve, deviando dal percorso di salita); nella seconda parte di salita si segue una strada forestale che porta fino al rifugio posto all’arrivo della seggiovia sulle piste da sci.

Inoltre, da diversi punti panoramici lungo il percorso e dal Rifugio Oberholz si godono bellissime visuali sui vicini Latemar, Pala di Santa/Zanggen, Corno Nero/Schwarzhorn, Corno Bianco/Weisshorn e su moltissimi altri gruppi montuosi.

La salita al Rifugio Oberholz comincia dal parcheggio alto del paese di Obereggen (1600 m), si segue inizialmente la strada asfaltata che costeggia l’Hotel Royal e l’Hotel Cristall fino a giungere all’incrocio con la pista da slittino.
Si sale sul percorso pedonale a lato della pista da slittino, su traccia, solitamente battuta dal gatto delle nevi, in moderata pendenza (attenzione a possibile tratti ghiacciati); la traccia battuta conduce nel bosco fino alla deviazione tra Malga Laner e Rifugio Oberholz.
Si segue per il Rifugio Oberholz su strada forestale nel bosco che, con pendenza moderata e qualche tratto un po’ più ripido, conduce con diversi tornanti fino al Rifugio Oberholz (2090 m, rifugio, stazione a monte seggiovia Oberholz, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.15 ore, 3.00 ore dalla partenza.

Percorso: parcheggio alto Obereggen – Rifugio Oberholz – parcheggio alto Obereggen

Sentieri: traccia invernale battuta che ricalca, in parte, il sentiero estivo numero 18

Dislivello: 500 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore (1.45 ore la salita, 1.15 ore la discesa).

Quota massima: 2090 m

Difficoltà: EAI – percorso, con buone condizioni meteorologiche e della neve, di moderata difficoltà tecnica solitamente battuto dal gatto delle nevi; attenzione a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono equipaggiamento adeguato. Sviluppo di circa 8 chilometri tra andata e ritorno

Data di ascesa: dicembre 2023

Annotazioni: la salita o la discesa possono anche essere effettuati in seggiovia, la discesa nel tratto tra la Malga Laner (raggiungibile, in breve, deviando dal percorso a metà salita) e Obereggen può anche essere efftuata in slittino.

Salendo dal parcheggio alto di Obereggen all’incrocio con la pista da slittino

Cartelli all’incrocio con la pista da slittino

Lungo il tratto di salita adiacente la pista da slittino

Bivio tra la salita al Rifugio Oberholz e la continuazione verso la Malga Laner

Rifugio Oberholz posto alla stazione a monte dell’omonima seggiovia

Panorami verso il Latemar

Panorami su Pala di Santa/Zanggen, Corno Nero/Schwarzhorn e Corno Bianco/Weisshorn

Pista da sci Oberholz

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugio Torre di Pisa (2671 m) – Cima Valbona (2660 m) – Dolomiti

Il Rifugio Torre di Pisa, posto a 2671 metri di quota, e la Cima Valbona, vetta di 2660 metri di altezza, sono situati nel gruppo dolomitico del Latemar sul confine tra Sudtirolo e Trentino; l’accesso più veloce al rifugio si trova dalla seggiovia Passo Feudo in Val di Fiemme, viene, invece, qui proposto un giro ad anello più lungo ed impegnativo che parte dalla seggiovia Oberholz di Obereggen in Val d’Ega/Eggental (QUI la “pillola” sulla seggiovia Oberholz e Obereggen).

Il percorso, inserito in ambiente roccioso tipicamente dolomitico, raggiunge dapprima la Forcella dei Camosci, traversa poi al Rifugio Torre di Pisa, raggiunge quindi la Cima Valbona con deviazione non segnata e torna alla Seggiovia Oberholz con percorso tra pascoli e bosco; lungo il tracciato si hanno, inoltre, bellissime vedute su diversi gruppi dolomitici, la Val d’Ega, il Corno Bianco ed il Corno Nero ed il Lagorai.

La salita comincia dalla stazione a monte della Seggiovia Oberholz di Obereggen (2100 m, rifugio Oberholz), dalla seggiovia si segue il sentiero 18 che sale su traccia sassosa e ghiaiosa ripida prima tra prati e poi in ambiente roccioso fino alla Forcella dei Camosci/Gamsstallscharte (2564 m, 1.40 ore dalla partenza).

Dalla forcella dei Camosci si segue il sentiero 18/516 verso il Rifugio Torre di Pisa, la traccia ghiaiosa ripida scende dapprima ripidamente ad un pianoro, seguendo a destra (cartello spezzato) la traccia sale, quindi, su tratti ghiaiosi e tra grossi massi portando ad una selletta dalla quale lungo un tratto in costa si giunge al Rifugio Torre di Pisa (2671 m, 35 minuti dalla Forcella dei Camosci, 2.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue il sentiero 516 che scende verso Pampeago, si segue la traccia sassosa ripida per alcuni minuti trovando, quindi, sulla destra una traccia non segnata verso la visibile (con bel tempo) Cima Valbona. La traccia sale ripida prima sassosa poi terrosa fino ad una selletta dalla quale si può salire alla vetta, o su canalino terroso o su paretina con roccette, giungendo in breve in vetta a Cima Valbona (2660 m, croce, 25 minuti dal Rifugio Torre di Pisa, 2.40 ore dalla partenza).

Si torna, quindi, con cautela, al sentiero per Pampeago che si segue in discesa su traccia ripida sassosa che conduce ad un tratto su sentiero ghiaioso in tornanti fino a giungere al bivio col sentiero 22 (prima di giungere al Passo Feudo).
Al bivio si seguono i cartelli per Obereggen con sentiero numero 22, il sentiero traversa su traccia ghiaiosa in lunghi saliscendi tra pascoli fino alla stazione a monte di una seggiovia chiusa in estate. Rimanendo sul sentiero 22 per la sseggiovia Oberholz si risale su traccia ghiaiosa e, passando diversi punti con diverse sculture di legno e pannelli informativi, si torna prima in risalita e poi in falsopiano alla stazione a monte della Seggiovia Oberholz (1.50 ore dalla Cima Valbona, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte seggiovia Oberholz – Forcella dei Camosci – Rifugio Torre di Pisa – Cima Valbona – Stazione a monte seggiovia Oberholz

Sentieri: 18 – 18/516 – 516 – 22 

Dislivello: 900 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore totali

Quota massima: 2671 m

Difficoltà: EE – itinerario dal dislivello rilevante e con diversi tratti ripidi su terreno sassoso che richiede piede fermo, la breve deviazione per la Cima Valbona si svolge su traccia non segnata e cone diversi punti tecnici.

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: la deviazione per la Cima Valbona può, naturalmente, essere evitata continuando a scendere sul sentiero segnato verso Pampeago; necessaria buona visibilità in diversi tratti del percorso sia verso il Rifugio che sulla deviazione per la cima

Salendo alla Forcella dei Camosci

Panorami su Pala di Santa, Corno Nero e Corno Bianco

Forcella dei Camosci

Vista verso la Torre Diamantidi e i Campanili del Latemar

Salendo al Rifugio Torre di Pisa

Rifugio Torre di Pisa

Vista verso il Lagorai

Salendo a Cima Valbona

In vetta a Cima Valbona

Scendendo al bivio con il sentiero 22

Lungo il sentiero 22 di ritorno alla Seggiovia Oberholz

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della Seggiovia Oberholz ad Obereggen su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Santuario di Pietralba/Wallfahrtsort Maria Weißenstein (1520 m) – Dolomiti

Il Santuario di Pietralba/Wallfahrtsort Maria Weißenstein, posto a 1520 metri di quota, è situato a ridosso della zona dolomitica del Latemar in Val d’Ega/Eggental; il complesso religioso può essere raggiunto sia in macchina sia con diversi percorsi escursionistici, viene qui descritto quello che parte dal paese di Nova Ponente/Deutschnofen (QUI la “pillola” sul Santuario di Pietralba e QUI la “pillola” sul paese di Nova Ponente).

Il percorso descritto per raggiungere il Santuario alterna tratti tra pascoli e masi ad altri ripidi nel bosco, conducendo alla Cappella di San Leonardo ed al Santuario con percorso dallo sviluppo piuttosto lungo che permette di godere anche di bellissimi panorami verso diversi gruppi dolomitici.

La salita al Santuario di Pietralba comincia da Nova Ponente dal parcheggio nei pressi del locale Arche (1378 m); si seguono le indicazioni per il sentiero 2/E5 prima su asfalto tra pascoli e masi e poi su mulattiera in sterrata che conduce nel bosco.
Il tracciato prosegue in continuo saliscendi nel bosco a tratti un po’ ripido, con sviluppo piuttosto lungo ,fino a giungere al bivio col sentiero 4A per St. Leonard; si segue, quindi, il sentiero 4A su ripida mulattiera sterrata fino a giungere all’incrocio con il sentiero 4.
Seguendo in breve il sentiero 4 per St. Leonard si sale nel bosco fino alla Cappella di San Leonardo (1525 m, 1.30 ore dalla partenza). Tornati al bivio poco sotto la cappella si prosegue sul sentiero 4 verso il Santuario di Pietralba; si procede, quindi, in saliscendi nel bosco fino a giungere, in breve, al Santuario di Pietralba (1520 m, diversi posti di ristoro, 30 minuti dalla Cappella di San Leonardo, 2.00 ore dalla partenza).
Si segue adesso in discesa il sentiero 2/E5 per Nova Ponente, il tracciato scende ripidamente su mulattiera tra prati e poi nel bosco fino ad incontrare nuovamente il bivio col sentiero 4A; rimanendo sul sentiero 2/E5 si segue il percorso di salita, con numerosi saliscendi, tornando a Nova Ponente (1.30 ore dal Santuario di Pietralba, 3.30 ore totali).

Percorso: Nova Ponente – Cappella di San Leonardo – Santuario di Pietralba – Nova Ponente

Sentieri: 2/E5 – 4A – 4 – 2/E5

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.00 ore la salita; 1.30 ore la discesa, 4.30 ore totali

Quota massima: 1525 m

Difficoltà: E – escursione di moderata difficoltà tecnica ma dallo sviluppo piuttosto lungo e con presenza di diversi tratti ripidi

Data di ascesa: maggio 2020

Annotazioni: si può evitare la salita alla Cappella di San Leonardo, rimanendo sul sentiero 2/E5 anche in salita, con risparmio di circa 30 minuti di tempo.
Dal Santuario di Pietralba partono anche diversi altri itinerari come quello che porta alla Malga Bel Riposo/Schönrastalm, la Capanna Nuova/Neuhütte e la Malga Monte San Pietro/Petersberger Leger (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Esperienza di Stefano: itinerario che attraversa begli ambienti bucolici e rilassanti ma che presenta qualche tratto ripido che non deve essere sottovalutato


Cartelli alla partenza a Nova Ponente

Lungo il primo tratto su asfalto

Salendo nel primo tratto nel bosco

Bivio tra sentiero 2/E5 e sentiero 4A

Salendo verso il bivio col sentiero 4

Bivio tra sentiero 4A e 4

Salendo alla Cappella di San Leonardo

Cappella di San Leonardo

Vista su Nova Ponente dalla Cappella di San Leonardo

Vista sulle Dolomiti dalla Cappella di San Leonardo

Santuario di Pietralba

Lungo il primo tratto di discesa con vista sul Corno Bianco/Weisshorn

Lungo la discesa ripida nel bosco


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Arche a Nova Ponente su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime e sentieri delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Corno Nero/Schwarzhorn (2437 m) – Dolomiti

Il Corno Nero/Schwarzhorn, elevazione di 2437 metri di quota, è posto nel gruppo del Latemar tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental e la trentina Val di Fiemme; la cima erbosa con rocce scure, posta di fronte al Corno Bianco/Weisshorn, si eleva sopra i pascoli del Passo Oclini/Joch Grimm  a cui si può accedere in macchina dal Passo Lavazè raggiungibile, sul versante sudtirolese, dal paese di Nova Ponente/Deutschnofen in Val d’Ega (QUI la “pillola” sul Passo Oclini e sul Passo Lavazè e QUI quella sul paese di Nova Ponente).

La cima del Corno Nero offre ottimi panorami verso il gruppo del Latemar, il Corno Bianco e la Val di Fiemme e presenta una salita relativamente breve, ma ripida, prima in zona pascoliva e poi tra mughi, magra erba e area sassosa; essendo il percorso piuttosto breve, tornati al Passo Oclini, si può poi intraprendere, per chi volesse, la salita al Corno Bianco (QUI la “pillola” sulla salita al Corno Bianco).

Viene qui descritto un anello di salita al Corno Nero, il tratto presentato in discesa è segnato, ma senza indicazioni, e presenta in alcuni tratti terreno piuttosto scosceso che richiede passo molto fermo ed esperienza su questo tipo di percorsi.

La salita al Corno Nero comincia dal Passo Oclini (1989 m, rifugio), si segue verso sud il sentiero con indicazioni Corno Nero, si sale inizialmente su mulattiera sterrata tra pascoli, seguendo per il Corno Nero – sentiero 502 ai vari bivi si raggiunge in breve un lago artificiale.
Il sentiero, sassoso e terroso, sale poi tra mughi con pendenza piuttosto elevata; superato questo tratto la traccia si fa molto ripida e, su fondo sassoso e ghiaioso, porta ad una selletta dalla quale, con traccia con pendenza moderata, si giunge alla vetta del Corno Nero (2437 m, croce e Madonnina, 1.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso o, volendo, è possibile scendere sul versante est (senza indicazioni); seguendo i bolli segnavia si scende su traccia sassosa lungo il costone e poi su un tratto molto ripido su sfasciumi (prestare molta attenzione).
La traccia porta poi ad una selletta con stazione a monte di una seggiovia invernale, dalla quale, seguendo, su mulattiera sassosa, le piste da sci si torna al bacino artificiale incontrato in salita dal quale si torna al Passo Oclini.
(1.00 ora dalla cima del Corno Nero, 2.30 ore dalla partenza).

Percorso: Passo Oclini – Corno Nero – Passo Oclini

Sentieri: Corno Nero – 502 – eventuale discesa per il versante est su sentiero non numerato

Dislivello: 450 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.30 ore (1.30 ore la salita, 1.00 ora la discesa)

Quota massima: 2437 m

Difficoltà: EE – escursione dallo sviluppo breve ma che presenta diversi passaggi ripidi su sentiero sassoso; il sentiero descritto in discesa presenta anche tratti scoscesi con sfasciumi; sviluppo totale del percorso di circa 5 chilometri

Data di ascesa: diverse salite di cui l’ultima ad agosto 2024

Annotazioni: il tratto presentato in discesa è segnato, ma senza indicazioni, e presenta in alcuni tratti terreno piuttosto scosceso che richiede passo molto fermo ed esperienza su questo tipo di percorsi.
Tornati al Passo Oclini si può, inoltre, affrontare la salita al Corno Bianco, di difficoltà tecnica impegnativa nel tratto finale. L’itinerario per il corno Bianco richiede circa 1.45 ore totali con un dislivello di 350 metri in salita e discesa.
Inoltre, il Passo Oclini può, volendo, essere raggiunto anche a piedi dal Passo Lavazè passando per la Malga Ora/Auerlegeralm (QUI la “pillola” su questo itinerario)
il tratto presentato in discesa è segnato, ma senza indicazioni, e presenta in alcuni tratti terreno piuttosto scosceso che richiede passo molto fermo ed esperienza su questo tipo di percorsi.

Esperienza di Stefano: Il tratto descritto in discesa dell’anello è, a mio avviso, sconsigliabile ed è meglio salire e scendere per il percorso “classico” descritto in salita; io ho comunque descritto l’anello completo così ognuno può fare le proprie valutazioni.
Inoltre, è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami di vetta; io ho salito negli anni il Corno Nero sia singolarmente che “abbinato” al Corno Bianco nella stessa giornata.
Entrambe le opzioni, con buon allenamento, sono valide, si può anche decidere quale scelta intraprendere in base al tempo a disposizione; le salite “singole” sono, infatti, una buona idea anche per un’escursione di mezza giornata.

QUI il link YouTube al video sulla salita al Corno Nero

Cartelli al Passo Oclini

Vista sul Corno Nero dalla partenza

Primo tratto su mulattiera

Vista sul Corno Bianco ed il Passo Oclini

Tratto verso il bacino artificiale

Bacino artificiale

Tratto tra mughi

Tratto ripido sassoso finale

Ultimo tratto di salita

In vetta al Corno Nero

Panorami dalla vetta

In discesa sul versante est (senza cartelli)

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Oclini su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Corno Bianco/Weisshorn (2317 m) – Dolomiti

Il Corno Bianco/Weisshorn, elevazione di 2317 metri di quota, è posto nel gruppo del Latemar tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental e la trentina Val di Fiemme; la cima rocciosa chiara, posta di fronte al Corno Nero/Schwarzhorn, si eleva sopra i pascoli del Passo Oclini/Joch Grimm  a cui si può accedere in macchina dal Passo Lavazè raggiungibile, sul versante sudtirolese, dal paese di Nova Ponente/Deutschnofen in Val d’Ega (QUI la “pillola” sul Passo Oclini e sul Passo Lavazè e QUI quella sul paese di Nova Ponente).

La cima del Corno Bianco offre ottimi panorami verso il gruppo del Latemar e la Val d’Ega e presenta una salita breve ma interessante e con alcuni passaggi tecnici passando in ambienti prima pascolivi, poi tra mughi e infine rocciosi; essendo il percorso piuttosto breve, tornati al Passo Oclini, si può poi intraprendere, per chi volesse, la salita al Corno Nero (QUI la “pillola” sulla salita al Corno Nero)

La salita al Corno Bianco comincia dal Passo Oclini (1989 m, rifugio), si segue il sentiero con indicazioni per il Corno Bianco, la traccia terrosa e ghiaiosa sale inizialmente tra pascoli in moderata pendenza, il sentiero presenta poi pendenze moderate salendo in tornanti tra mughi.

Superato questo tratto la traccia si fa ripida e su fondo sassoso con alcuni passaggi un po’ esposti conduce all’ultima parte di salita che affronta un ripido tratto che sale in diagonale su terreno un po’ scivoloso, con cavo corrimano, portando alla vetta del Corno Bianco (2317 m, croce, 1.00 ora dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso facendo attenzione ai tratti ripidi sassosi (45 minuti dalla cima del Corno Bianco, 1.45 ore dalla partenza).

Percorso: Passo Oclini – Corno Bianco – Passo Oclini

Sentieri: Corno Bianco/Weisshorn

Dislivello: 350 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 1.45 ore (1.00 ora la salita, 45 minuti la discesa)

Quota massima: 2317 m

Difficoltà: EE – escursione dallo sviluppo breve, di 3,5 chilometri tra andata e ritorno, ma che presenta nell’ultima parte di salita alcuni passaggi tecnici e un po’ esposti.

Data di ascesa: diverse salite di cui l’ultima a giugno 2024

Annotazioni: tornati al Passo Oclini si può, inoltre, affrontare la salita al Corno Nero, di difficoltà tecnica moderata che impegna per circa 2.15 ore totali  con un dislivello di 450 metri in salita e discesa.
Inoltre, il Passo Oclini può, volendo, essere raggiunto anche a piedi dal Passo Lavazè passando per la Malga Ora/Auerlegeralm (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami di vetta; io ho salito negli anni il Corno Bianco sia singolarmente che “abbinato” al Corno Nero nella stessa giornata. Entrambe le opzioni, con buon allenamento, sono valide, si può anche decidere quale scelta intraprendere in base al tempo a disposizione; le salite “singole” sono, infatti, una buona idea anche per un’escursione di mezza giornata.

QUI il link YouTube al video sulla salita al Corno Bianco

Cartelli al Passo Oclini

Vista sul Corno Bianco dal Passo Oclini

Prima parte di salita tra pascoli

Tratto tra mughi

Vista sul Corno Nero

Tratto più ripido con gradoni tra mughi

Verso il tratto più tecnico finale

Tratto tecnico finale

In vetta al Corno Bianco

Breve tratto verso l’anticima

Vista dall’anticima del Corno Bianco


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Oclini su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno