Santuario di Pietralba/Wallfahrtsort Maria Weißenstein (1520 m) – Dolomiti

Il Santuario di Pietralba/Wallfahrtsort Maria Weißenstein, posto a 1520 metri di quota, è situato a ridosso della zona dolomitica del Latemar in Val d’Ega/Eggental; il complesso religioso può essere raggiunto sia in macchina sia con diversi percorsi escursionistici, viene qui descritto quello che parte dal paese di Nova Ponente/Deutschnofen (QUI la “pillola” sul Santuario di Pietralba e QUI la “pillola” sul paese di Nova Ponente).

Il percorso descritto per raggiungere il Santuario alterna tratti tra pascoli e masi ad altri ripidi nel bosco, conducendo alla Cappella di San Leonardo ed al Santuario con percorso dallo sviluppo piuttosto lungo che permette di godere anche di bellissimi panorami verso diversi gruppi dolomitici.

La salita al Santuario di Pietralba comincia da Nova Ponente dal parcheggio nei pressi del locale Arche (1378 m); si seguono le indicazioni per il sentiero 2/E5 prima su asfalto tra pascoli e masi e poi su mulattiera in sterrata che conduce nel bosco.
Il tracciato prosegue in continuo saliscendi nel bosco a tratti un po’ ripido, con sviluppo piuttosto lungo ,fino a giungere al bivio col sentiero 4A per St. Leonard; si segue, quindi, il sentiero 4A su ripida mulattiera sterrata fino a giungere all’incrocio con il sentiero 4.
Seguendo in breve il sentiero 4 per St. Leonard si sale nel bosco fino alla Cappella di San Leonardo (1525 m, 1.30 ore dalla partenza). Tornati al bivio poco sotto la cappella si prosegue sul sentiero 4 verso il Santuario di Pietralba; si procede, quindi, in saliscendi nel bosco fino a giungere, in breve, al Santuario di Pietralba (1520 m, diversi posti di ristoro, 30 minuti dalla Cappella di San Leonardo, 2.00 ore dalla partenza).
Si segue adesso in discesa il sentiero 2/E5 per Nova Ponente, il tracciato scende ripidamente su mulattiera tra prati e poi nel bosco fino ad incontrare nuovamente il bivio col sentiero 4A; rimanendo sul sentiero 2/E5 si segue il percorso di salita, con numerosi saliscendi, tornando a Nova Ponente (1.30 ore dal Santuario di Pietralba, 3.30 ore totali).

Percorso: Nova Ponente – Cappella di San Leonardo – Santuario di Pietralba – Nova Ponente

Sentieri: 2/E5 – 4A – 4 – 2/E5

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.00 ore la salita; 1.30 ore la discesa, 4.30 ore totali

Quota massima: 1525 m

Difficoltà: E – escursione di moderata difficoltà tecnica ma dallo sviluppo piuttosto lungo e con presenza di diversi tratti ripidi

Data di ascesa: maggio 2020

Annotazioni: si può evitare la salita alla Cappella di San Leonardo, rimanendo sul sentiero 2/E5 anche in salita, con risparmio di circa 30 minuti di tempo.
Dal Santuario di Pietralba partono anche diversi altri itinerari come quello che porta alla Malga Bel Riposo/Schönrastalm, la Capanna Nuova/Neuhütte e la Malga Monte San Pietro/Petersberger Leger (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Esperienza di Stefano: itinerario che attraversa begli ambienti bucolici e rilassanti ma che presenta qualche tratto ripido che non deve essere sottovalutato


Cartelli alla partenza a Nova Ponente

Lungo il primo tratto su asfalto

Salendo nel primo tratto nel bosco

Bivio tra sentiero 2/E5 e sentiero 4A

Salendo verso il bivio col sentiero 4

Bivio tra sentiero 4A e 4

Salendo alla Cappella di San Leonardo

Cappella di San Leonardo

Vista su Nova Ponente dalla Cappella di San Leonardo

Vista sulle Dolomiti dalla Cappella di San Leonardo

Santuario di Pietralba

Lungo il primo tratto di discesa con vista sul Corno Bianco/Weisshorn

Lungo la discesa ripida nel bosco


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Arche a Nova Ponente su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime e sentieri delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Monte Specie/Strudelkopf (2307 m) – Dolomiti

Il Monte Specie/Strudelkopf, elevazione di 2307 metri di quota, è posto nel gruppo delle Dolomiti di Braies/Pragser Dolomiten tra le Val di Braies/Pragsertal e la Val di Landro/Hölensteintal, entrambi valli laterali dell’Alta Val Pusteria/Pustertal.

La larga cima del Monte Specie è piuttosto nota e frequentata ed è molto apprezzata per l’amplissimo  panorama su molti gruppi dolomitici godibile dalla vetta su cui è posta anche una tavola delle cime visibili; la cima del Monte Specie è raggiungibile da molti punti di partenza diversi che presentano salite di diversa lunghezza e impegno, viene qui descritta l’accesso dall’altipiano di Prato Piazza/Plätzwiese raggiungibile dalla Valle di Braies (QUI la “pillola” sulla Valle di Braies e Prato Piazza).

La salita da Prato Piazza presenta un dislivello contenuto e uno sviluppo moderato permettendo di godere durante tutto il percorso di ambienti e paesaggi bucolici e panorami amplissimi; durante il percorso si incontrano anche diversi rifugi a Prato Piazza e il Rifugio Vallandro/Dürrensteinhütte ed è anche possibile visionare manufatti e vecchi edifici militari, a testimonianza degli eventi accaduti in zona nel passato.

La salita al Monte Specie  comincia dai parcheggi di Prato Piazza (1979 m, rifugi a breve distanza), il transito sulla strada a pagamento da Ponticello/Brüggele è interdetto in estate in alcune fasce orarie), dai parcheggi  si segue la mulattiera sterrata 37 che porta in breve al Rifugio Prato Piazza e al vicino albergo Croda Rossa/Hohe Gaisl.

Dal Rifugio Prato Piazza si segue ancora la mulattiera 37 per il Rifugio Vallandro, la mulattiera procede con moderato sviluppo in leggeri saliscendi fino al tratto finale un po’ più ripido che conduce al Rifugio Vallandro ed all’attiguo antico forte di guerra (2040 m, 45 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio Vallandro si segue il sentiero 34 per il Monte Specie, il largo sentiero sassoso e ghiaioso sale ad un bivio dove si incontra un altro sentiero proveniente da Prato Piazza, seguendo sempre il sentiero 34 per il Monte Specie si sale su largo sentiero sassoso e ghiaioso a tratti un po’ ripido fino alla Forcella di Monte Specie/Strudelsattel dove si incontra anche un altro sentiero proveniente dal Rifugio Vallandro (2200 metri, rovine di un forte militare).

Dalla forcella si segue, quindi, l’ultimo tratto del sentiero 34 per il Monte Specie salendo su largo sentiero sassoso tra pascoli, alternando tratti più ripidi ad altri in leggera salita, fino a raggiungere la vetta del Monte Specie (2307 m, croce, tavola panoramica delle cime, 1.00 ora dal Rifugio Vallandro, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, volendo è possibile abbreviare il percorso tagliando per i sentieri più ripidi segnalati ai vari bivi.

Percorso: Prato Piazza – Rifugio Vallandro – Forcella Strudelsattel – Monte Specie – Forcella Strudelsattel – Rifugio Vallandro – Prato Piazza

Sentieri: 37 – 34

Dislivello: 350 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore (1.45 ore la salita, 1.15 ore la discesa)

Quota massima: 2307 m

Difficoltà: E – escursione non particolarmente difficile tecnicamente su sentieri larghi seppur a tratti un po’ ripidi; sviluppo totale di circa 10 chilometri tra andata e ritorno

Data di ascesa: luglio 2024

Annotazioni: il transito sulla strada a pagamento che da Ponticello/Brüggele in Val di Braies conduce a Prato Piazza è interdetto in estate in alcune fasce orarie (solitamente in salita dalle ore 10.00 alle ore 15.00 ma, anche prima delle ore 10.00, se i parcheggi fossero già pieni).
E’ presente, comunque, il servizio di autobus, è bene, quindi, controllare in anticipo sia i periodi di apertura dei rifugi che gli orari di apertura della strada e del trasporto pubblico.

Da Prato Piazza sono possibile anche altre escursioni come quella che porta con salita impegnativa al Picco di Vallandro/Dürrenstein (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Esperienza di Stefano: data l’ampiezza e bellezza del panorama di vetta è ben scegliere una giornata con buona visibilità; la zona in alta stagione risulta spesso essere piuttosto affollata, se possibile sarebbe meglio effettuare l’escursione, quindi, in periodi di afflusso turistico minore

Parcheggio a Prato Piazza

Vista sul Picco di Vallandro

Tratto verso il Rifugio Prato Piazza

Rifugio Prato Piazza

Albergo Croda Rossa/Hohe Gaisl

Vista sulla Croda Rossa d’Ampezzo

Mulattiera di salita al Rifugio Vallandro

Forte di Vallandro

Rifugio Vallandro

Vista sul Gruppo del Cristallo

Salendo sul sentiero 34

Forcella di Monte Specie/Strudelsattel con ruderi di un forte militare

Tratto finale di salita al Monte Specie

In vetta al Monte Specie

Tavola panoramica delle cime in vetta


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio di Prato Piazza su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Corno Bianco/Weisshorn (2317 m) – Dolomiti

Il Corno Bianco/Weisshorn, elevazione di 2317 metri di quota, è posto nel gruppo del Latemar tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental e la trentina Val di Fiemme; la cima rocciosa chiara, posta di fronte al Corno Nero/Schwarzhorn, si eleva sopra i pascoli del Passo Oclini/Joch Grimm  a cui si può accedere in macchina dal Passo Lavazè raggiungibile, sul versante sudtirolese, dal paese di Nova Ponente/Deutschnofen in Val d’Ega (QUI la “pillola” sul Passo Oclini e sul Passo Lavazè e QUI quella sul paese di Nova Ponente).

La cima del Corno Bianco offre ottimi panorami verso il gruppo del Latemar e la Val d’Ega e presenta una salita breve ma interessante e con alcuni passaggi tecnici passando in ambienti prima pascolivi, poi tra mughi e infine rocciosi; essendo il percorso piuttosto breve, tornati al Passo Oclini, si può poi intraprendere, per chi volesse, la salita al Corno Nero (QUI la “pillola” sulla salita al Corno Nero)

La salita al Corno Bianco comincia dal Passo Oclini (1989 m, rifugio), si segue il sentiero con indicazioni per il Corno Bianco, la traccia terrosa e ghiaiosa sale inizialmente tra pascoli in moderata pendenza, il sentiero presenta poi pendenze moderate salendo in tornanti tra mughi.

Superato questo tratto la traccia si fa ripida e su fondo sassoso con alcuni passaggi un po’ esposti conduce all’ultima parte di salita che affronta un ripido tratto che sale in diagonale su terreno un po’ scivoloso, con cavo corrimano, portando alla vetta del Corno Bianco (2317 m, croce, 1.00 ora dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso facendo attenzione ai tratti ripidi sassosi (45 minuti dalla cima del Corno Bianco, 1.45 ore dalla partenza).

Percorso: Passo Oclini – Corno Bianco – Passo Oclini

Sentieri: Corno Bianco/Weisshorn

Dislivello: 350 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 1.45 ore (1.00 ora la salita, 45 minuti la discesa)

Quota massima: 2317 m

Difficoltà: EE – escursione dallo sviluppo breve, di 3,5 chilometri tra andata e ritorno, ma che presenta nell’ultima parte di salita alcuni passaggi tecnici e un po’ esposti.

Data di ascesa: diverse salite di cui l’ultima a giugno 2024

Annotazioni: tornati al Passo Oclini si può, inoltre, affrontare la salita al Corno Nero, di difficoltà tecnica moderata che impegna per circa 2.15 ore totali  con un dislivello di 450 metri in salita e discesa.
Inoltre, il Passo Oclini può, volendo, essere raggiunto anche a piedi dal Passo Lavazè passando per la Malga Ora/Auerlegeralm (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bei panorami di vetta; io ho salito negli anni il Corno Bianco sia singolarmente che “abbinato” al Corno Nero nella stessa giornata. Entrambe le opzioni, con buon allenamento, sono valide, si può anche decidere quale scelta intraprendere in base al tempo a disposizione; le salite “singole” sono, infatti, una buona idea anche per un’escursione di mezza giornata.

QUI il link YouTube al video sulla salita al Corno Bianco

Cartelli al Passo Oclini

Vista sul Corno Bianco dal Passo Oclini

Prima parte di salita tra pascoli

Tratto tra mughi

Vista sul Corno Nero

Tratto più ripido con gradoni tra mughi

Verso il tratto più tecnico finale

Tratto tecnico finale

In vetta al Corno Bianco

Breve tratto verso l’anticima

Vista dall’anticima del Corno Bianco


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Oclini su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno

Sas de Putia/Peitlerkofel (2875 m) – Piccolo Putia/Kleiner Peitlerhofel (2812 m) – Dolomiti

Il Sas de Putia/Peitlerkofel, cima di 2875 metri di quota, e il Piccolo Putia/Kleiner Peitlerkofel, vetta di 2812 metri di altezza, sono due cime molto note e prestigiose poste nel gruppo dolomitico delle Odle/Geisler tra la Val Badia/Gadertal e la Val di Funes/Villnosstal; le cime, che offrono una panorama amplissimo su molti gruppi dolomitici e fin verso le Alpi di confine, possono essere raggiunte da diversi punti di partenza, viene qui descritta la salita classica dal Passo dell Erbe/Würzjoch, raggiungibile dalla Val di Funes e dal paese di San Martino in Badia/St. Martin in Thurn (QUI la “pillola” su San Martino in Badia, QUI quella sulla Val di Funes e QUI la “pillola” sul Passo delle Erbe).

L’itinerario di salita attraversa diversi tipi di ambienti, salendo prima tra pascoli, poi per un vallone tra magra erba e sassi e poi salendo su sentiero sassoso al Piccolo Putia e su tratto attrezzato con cavi fino alla vetta del Sas de Putia; la percorrenza dell’ultimo tratto è quindi riservata ad esperti di questo genere di percorsi.

La salita comincia dal Passo delle Erbe (1987 m, vari rifugi), si sale inizialmente su sentiero 8A, per la Forcella de Putia, prima con mulattiera sterrata tra pascoli raggiungendo due baite gestite e poi con sentiero ghiaioso un po’ esposto che traversa a mezzacosta in saliscendi verso la base di un vallone. Si risale quindi il vallone, su sentiero numero 4 con traccia sassosa e ghiaiosa in tornanti, che sale tra magra erba e sassi fino a raggiungere la Forcella de Putia/Peitlerscharte (2357 m, 1.20 ore dalla partenza).

Dalla Forcella de Putia si segue a sinistra il sentiero 4B per il Sas de Putia, il sentiero sale ripido tra magra erba su traccia sassosa fino a portare al bivio, non segnato da cartelli, tra Piccolo Putia e Sas de Putia, si segue, quindi, in breve, a sinistra per il Piccolo Putia su sentiero sassoso in moderata pendenza fino alla vetta del Piccolo Putia (2812 m, croce, 1.25 ore dalla Forcella de Putia, 2.45 ore dalla partenza).

Tornati in breve al bivio si volge verso per il Sas de Putia salendo su percorso attrezzato con cavi ed alcune staffe su gradoni e salti rocciosi (facendo attenzione ad un paio di fittoni saltati) fino ad un tratto di sentiero ripido finale che porta alla vetta del Sas de Putia (2875 m, croce, 30 minuti dal Piccolo Putia, 3.15 ore dalla partenza).

Discesa, con alcune brevi risalite nel tratto tra la Forcella de Putia e il Passo delle Erbe, per lo stesso percorso, senza risalire al Piccolo Putia, in 2.15 ore, 5.30 ore dalla partenza.

Percorso: Passo delle Erbe – Forcella de Putia – Piccolo Putia – Sas de Putia – Forcella de Putia – Passo delle Erbe

Sentieri: 8A – 4 – 4B

Dislivello: 1000 metri in salita e discesa considerati anche i diversi saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.30 ore (3.15 ore la salita, 2.15 ore la discesa).

Quota massima: 2875 m

Difficoltà: EEA – salita che presenta vari tratti ripidi e parte finale attrezzata che richiede esperienza su questo tipo di percorsi, passo sicuro e assenza di vertigini necessario casco e consigliato, kit da ferrata.

Data di ascesa: giugno 2022

Annotazioni: per chi non volesse affrontare il tratto attrezzato finale è, naturalmente, possibile fermarsi al Piccolo Putia senza salire al Sas de Putia; è, altresì, salire solo al Sas de Putia omettendo la salita al Piccolo Putia, ma con risparmio di tempo e dislivello limitato

Esperienza di Stefano: io ho intrapreso questo percorso già giugno 2022 vista la scarsità di neve in quota; a inizio stagione è però, normalmente, possibile trovare tratti innevati. Per sicurezza io ho usato il kit da ferrata che, soprattutto in discesa, è molto utile; è bene, inoltre, scegliere una giornata con ottima visibilità per godere del bellissimo panorama visibile dalle cime

Il Sas de Putia visto dal primo tratto su mulattiera

Tratto che porta al vallone di salita verso la Forcella de Putia

Vallone di salita alla Forcella de Putia

Forcella de Putia

Salendo al bivio tra Piccolo Putia e Sas de Putia

Salendo al Piccolo Putia

In vetta al Piccolo Putia

Panorami dal Piccolo Putia

Sas de Putia visto dal Piccolo Putia

Salendo al Sas de Putia

In vetta al Sas de Putia

Panorama dalla vetta del Sas de Putia

Mappa del percorso


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo delle Erbe su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia