Cima di San Lorenzo/Lorenzispitze (2483 m) – Rifugio Chiusa/Klausner Hütte (1923 m) – Alpi Sarentine

La Cima di San Lorenzo/Lorenzispitze, situata a 2483 metri di quota ed il Rifugio Chiusa/Klausner Hütte, posto a 1923 metri d altezza, sono posti nelle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen sul versante ricadente sulla Valle Isarco/Eisacktal ed offrono un panorama magnifico su Dolomiti e molte vette delle Alpi Sarentine.

La cima ed il rifugio presentano diversi accessi possibili dall’area di Chiusa/Klausen; viene qui descritto il percorso “classico” che, dal parcheggio Kuhhof posto sopra i paesi di Latzfons e Velturno/Feldthurns, raggiunge dapprima su mulattiera nel bosco il Rifugio Chiusa e poi sale ripidamente, in ambiente pascolivo via via più selvaggio, fino alla vetta (QUI la “pillola” sui paesi di Velturno, Barbiano e Villandro).

La salita comincia dal parcheggio Kuhhof (1560 m, strada a tratti stretta da Velturno e Latzfons) seguendo la mulattiera numero 1 per il Rifugio Chiusa; la mulattiera sale nel bosco e tra pascoli, con sviluppo piuttosto lungo, alternando tratti in leggera pendenza ad altri in salita moderata fino al Rifugio Chiusa (1923 m, 1.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Chiusa si segue sempre su mulattiera 1, indicazioni per il Rifugio Santa Croce, salendo, in breve, a dei masi; qui si segue a destra l’indicazione su pietra per la Cima di San Lorenzo/Lorenzispitze; si raggiunge in breve un cartello e poi si sale su traccia erbosa e sassosa tra mughi ed arbusti.
Si oltrepassa un breve tratto su grossi massi e si continua su traccia tra arbusti fino ad incrociare il sentiero 5; continuando sul sentiero 12 per la cima si sale piuttosto ripidamente su traccia erbosa e sassosa tra magri prati e sassi.
Facendo attenzione a non perdere il sentiero seguendo i segni si giunge ad una selletta da cui su traccia ripida ghiaiosa e sassosa si giunge ad un breve tratto un po’ più esposto che porta alla vetta della Cima di San Lorenzo (2483 m, croce, 1.45 ore dal Rifugio Chiusa, 3.00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 2.15 ore, 5.15 ore dalla partenza.

Percorso: Lago di Valdurna – Forcella di Scaleres – Corno del Ceppo/Schrotthorn – Leierspitz –  Forcella di Fana – Lago di Valdurna

Sentieri: 1-12

Dislivello: 900 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 5.15 ore  (3.00 ore la salita. 2.15 ore la discesa)

Quota massima: 2483 m

Difficoltà: E –  percorso senza grandi difficoltà tecniche, a parte il breve tratto più esposto finale, ma che presenta diversi tratti ripidi, sviluppo totale di 13 chilometri, fare attenzione a non perdere la traccia tra i pascoli

Data di ascesa: settembre 2022

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere dell’amplissimo panorama dalla vetta; in alcuni punti nel tratto tra i pascoli è bene guardarsi intorno con calma per scorgere la traccia migliore ed i segni indicatori

Primo tratto di mulattiera nel bosco

Salendo al Rifugio Chiusa

Rifugio Chiusa

Masi sopra il Rifugio Chiusa

Salendo alla Cima di San Lorenzo nel primo tratto tra arbusti e mughi

Salendo alla Cima di San Lorenzo nel tratto tra magri prati e sassi

In vetta alla Cima di San Lorenzo

Panorami dalla Cima di San Lorenzo

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Kuhhof su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime ed escursioni nelle Alpi Sarentine

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Bressanone e in Valle Isarco

Corno del Ceppo/Schrotthorn (2590 m) – Alpi Sarentine

Il  Corno del Ceppo/Schrotthorn, vetta di 2590 metri di altezza, è posto nelle Alpi Sarentine nell’area orientale del gruppo ed offre un bellissimo panorama che spazia da tante vette di questo gruppo montuoso, Dolomiti, Monti di Fundres, Alpi Venoste e Alpi dello Stubai; due sentieri portano alla vetta con un possibile anello partendo dal Lago di Valdurna/Durnholzer See in Val Sarentino/Sarntal (QUI la “pillola” sul Lago di Valdurna).

Il percorso, dallo sviluppo e dislivello molto rilevanti, attraversa prima ambienti di bosco e pascolivi per poi salire ripidamente ad una sella e poi raggiungere la vetta; lungo la discesa si passa su cresta a tratti un po’ sfasciumata ed esposta, raggiungendo anche l’anticima Leierspitz, e scendendo su terreno roccioso ad una forcella dalla quale si torna al percorso di salita su traccia tra pascoli.

La salita comincia dal parcheggio prima del Lago di Valdurna (1513 m), seguendo la strada asfaltata si giunge in breve al lago che si costeggia su stradina asfaltata giungendo ad alcuni ristoranti ed al bivio per il sentiero 5 per lo Schrotthorn.
Il percorso sale su mulattiera erbosa ad alcuni masi, si sale poi ripidamente su sentiero terroso nel bosco fino a giungere su una stradina asfaltata; seguendo la stradina in moderata pendenza si raggiungono diversi masi; ai vari bivi si segue sempre per lo Schrotthorn salendo su mulattiera erbosa e ghiaiosa transitando anche nei pressi del nuovo rifugio Kofeljoch Hütte.
Seguendo sempre la mulattiera si giunge al bivio tra i sentieri 5 e 5B, si continua sul sentiero 5 su mulattiera raggiungendo la fontana Münnich Brunnen e il bivio col sentiero 4; si segue, quindi, il sentiero 4 per lo Schrotthorn salendo su traccia erbosa e ghiaiosa, tra mughi e pascoli, fino all’incrocio col sentiero 13.
Continuando in salita sul sentiero 4 si sale tra magri pascoli in pendenza moderata fino alla Forcella di Scaleres/Schalderer Scharte (2324 m, cappelletta votiva, 3.00 ore dalla partenza).

Seguendo il sentiero 4 per lo Schrotthorn si sale a sinistra su traccia tra magri pascoli in moderata salita per poi salire ripidamente su traccia sassosa fino alla vetta del Corno del Ceppo/Schrotthorn (2590 m, croce, 30 minuti dalla Forcella di Scaleres, 3.30 ore dalla partenza).

Si scende sul versante opposto sul sentiero 4B lungo la cresta sassosa, con alcuni tratti un po’ esposti, risalendo poi su traccia sassosa all’anticima Leierspitz con piccola croce; si riprende, quindi, la discesa su cresta sassosa con alcuni passai un po’ tecnici scendendo ripidamente alla Forcella di Fana/Pfannscharte (2381 m, 30 minuti dalla cima, 4.00 ore dalla partenza).

Si segue, quindi, il sentiero 5B per Valdurna/Durnholz scendendo, facendo attenzione a seguire i segni, su traccia erbosa tra pascoli fino ad incrociare il sentiero 13; continuando a scendere sul sentiero 5B, sempre facendo attenzione a non perdere la traccia tra prati, fino a giungere al bivio tra il sentiero 5 e 5B incontrato in salita.
Dal bivio si segue la via di salita già nota in lungo sviluppo fino a Valdurna (2.00 ore dalla Forcella di Fana, 6.00 ore dalla partenza).

Percorso: Lago di Valdurna – Forcella di Scaleres – Corno del Ceppo/Schrotthorn – Leierspitz –  Forcella di Fana – Lago di Valdurna

Sentieri: 5 – 4 – 4B – 5B -5

Dislivello: 1100 metri in salita e discesa considerati anche i saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.30 ore  (3.30 ore la salita. 3.00 ore la discesa)

Quota massima: 2590 m

Difficoltà: EE –  percorso che presenta diversi tratti ripidi su sentiero sassoso e qualche passaggio un po’ esposto nel primo tratto di discesa, sviluppo totale di oltre 17 chilometri

Data di ascesa: settembre 2022

Annotazioni: chi volesse evitare il tratto più tecnico tra la vetta e la Forcella di Fana può, naturalmente, salire e scendere dal percorso decritto in salita passante per la Forcella di Scaleres

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere dell’amplissimo panorama dalla vetta, necessario che il terreno sia asciutto; io ho percorso; è bene valutare ben le proprie forze considerando la lunghezza del percorso e che, se si percorre il tracciato descritto, bisogna essere ancora forti sia fisicamente che mentalmente lungo il primo tratto tecnico di discesa

Lago di Valdurna

Corno del Ceppo visto dal Lago di Valdurna

Tratto ripido nel bosco

Lago di Valdurna visto dall’alto

Salendo lungo il tratto su mulattiera

Bivio tra sentiero 5 e 5B

Tratto verso il bivio per la Forcella di Scaleres

Salendo alla Forcella di Scaleres

Forcella di Scaleres

Salendo alla vetta

In vetta al Corno del Ceppo/Schrotthorn

Panorami dalla vetta

Lungo la cresta di discesa

Anticima Leierspitz

Scendendo alla Forcella di Fana

Lungo il sentiero 5B scendendo al bivio col sentiero 5

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio prima del Lago di Valdurna su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Alpi Sarentine

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Sarentino

Bersaglio Alto/Hohe Scheibe (2563 m) – Alpi Sarentine

Il Bersaglio Alto/Hohe Scheibe, vetta di 2563 metri di altezza, è posta nelle Alpi Sarentine nel cuore del gruppo ed offre un bellissimo panorama su tante vette di questa area montuosa; la via normale di salita porta alla vetta con antenne sulla sommità partendo dal Lago di Valdurna/Durnholzer See in Val Sarentino/Sarntal (QUI la “pillola” sul Lago di Valdurna).

Il sentiero, dallo sviluppo e dislivello rilevanti, raggiunge dapprima la Malga Seebalm per poi salire ripidamente ad una sella e poi raggiungere la vetta su cresta con alcuni passaggi su roccette e terreno sfasciumato.

La salita comincia al parcheggio posto prima del Lago di Valdurna (1513 m), seguendo le inidicazioni numero 16 per l’Hohe Scheibe si sale in pendenza moderata su strada asfaltata raggiungendo in breve il Lago di Valdurna.
Si costeggia il Lago su stradina asfaltata raggiungendo due ristoranti e, sempre seguendo le indicazioni per la Seebalm, il Rifugio Vallaga/Marburger Hütte e l’Hohe Scheibe si sale su stradina prima asfaltata e poi sterrata fino ad un tratto su sentiero ripido boschivo che porta alla Malga Seebalm (1808 m, posto di ristoro, 1.00 ora dalla partenza).

Dalla Malga Seebalm si segue il sentiero 16 per il Rifugio Marburger Hütte salendo ripidamente su sentiero sassoso e terroso nel bosco fino ad un bivio; si segue, quindi, a sinistra il sentiero 16A per l’Hohe Scheibe salendo su traccia sassosa ed erbosa tra mughi.
Il sentiero volta poi a sinistra salendo su terreno via via più aperto fini a giungere ad una sella con cartelli; da qui si segue a destra per l’Hohe Scheibe salendo lungo la cresta che aletrna tratti su traccia erbosa e ghiaiosa ad altri su roccette e terreno ghiaioso ripido e smosso.
Superato un tratto tra erba e sassi si giunge, infine, alla vetta dell’Hohe Scheibe (2563 m, antenne, 2.10 ore dalla Malga Seebalm, 3.15 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 2.30 ore, 5.45 ore dalla partenza.

Percorso: Lago di Valdurna – Malga Seebalm – Bersaglio alto/Hohe Scheibe – Malga Seebalm – Lago di Valdurna

Sentieri: 16 -16A

Dislivello: 1000 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 5.45 ore  (3.15 ore la salita, 2.30 ore la discesa)

Quota massima: 2563 m

Difficoltà: E/EE –  E fino alla sella con escursione ripida ma di moderata difficoltà tecnica; EE dalla sella alla vetta con traccia con passagi su roccette e terreno ghaioso sfaciumato e smosso; necessario terreno asciutto sulla cresta

Data di ascesa: agosto 2022

Esperienza di Stefano: è bene salire a velocità moderata e avere ancora buone forza sulla cresta finale che è il tratto più impegnativo e richiede di essere ancora non troppo stanchi fisicamente e mentalmente

Salendo al Lago di Valdurna

Lago di Valdurna

Salendo alla Malga Seebalm

Malga Seebalm

Salendo al bivio tra sentiero 16 e 16A

Bivio tra sentiero 16 e 16A

Salendo alla sella sul sentiero 16A

Alla sella

Cresta finale

Vetta dell’Hohe Scheibe

La cresta percorsa vista dalla vetta

Panorami dalla vetta

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio prima del Lago di Valdurna su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Alpi Sarentine

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Sarentino

Stoanerne Mandln/Ometti di Pietra (2001 m) – Casera di Meltina/Möltner Kaser (1763 m) – Alpi Sarentine

La cima degli Stoanerne Mandln (Ometti di pietra) è un elevazione erbosa, di circa 2000 metri di altezza, posta nelle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen tra la Val d’Adige/Etschtal e la Val Sarentino/Sarntal; dalla vetta è possibile, grazie alla sua posizione isolata, godere un panorama molto ampio che spazia dalle Dolomiti al Gruppo dell’Ortles.

La cima presenta la particolarità di annoverare in vetta moltissimi cumuli di pietre, gli ometti appunto, alcuni di essi sono molto antichi e, secondo la leggenda, sono  stati eretti in tempi di convegni di streghe; la cima presenta varie vie di accesso, qui viene descritta quella che parte dal parcheggio Schermoos posto tra i paesi di Meltina/Mölten e San Genesio/Jenesien (QUI la “pillola” su Meltina e QUI quella su San Genesio).

Il percorso, che attraversa boschi e pascoli, non difficile tecnicamente ma lungo, passa dapprima per il Monte di Meltina e la Casera di Meltina per poi raggiungere su terreno via via più aperto la vetta; sul sito è descritta, inoltre, anche la salita in vetta che parte da Avelengo paese/Hafling Dorf (QUI la “pillola” sul percorso che sale da Avelengo).

La salita comincia dal parcheggio Schermoos (1420 m) segeuendo il sentiero E5 per la Casera di Meltina/ Möltner Kaser; si sale, facendo attenzione ai vari bivi, dapprima con pendenza moderata in una zona interessata da lavori nel bosco fino a giungere ad incrociare un tratto piuttosto ripido.
Si sale, quindi, su sentiero erboso fino ad incrociare una mulattiera, si seguono sempre le indicazioni per la Casera di Meltina/Möltner Kaser raggiungendo il Monte di Meltina con grande croce; si prosegue, quindi, su sentiero erboso in saliscendi e poi su mulattiera nel bosco che, sempre in saliscendi, porta alla Casera di Meltina (1763 m, rifugio, 1.45 ore dalla partenza).

Dalla casera si segue il sentiero 28 per gli Stoanerne Mandln salendo dapprima su mulattiera fino ad un bivio; si prende, quindi, il sentiero 23A che sale dapprima su mulattiera e poi su sentiero erboso tra pascoli che porta alla vetta degli Stoanerne Mandln/Ometti di Pietra (2001 m, croce, tantissimi ometti, 45 minuti dalla Casera di Meltina, 2.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso con alcuni saliscendi tra la Casera di Meltina ed il Monte di Meltina in 2.00 ore, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: parcheggio Schermoos – Monte di Meltina – Casera di Meltina – Stoanerne Mandln – Casera di Meltina – Monte di Meltina – parcheggio Schermoos

Sentieri: E5 – 28 – 23A

Dislivello: 650 metri in salita e discesa considerando i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore (2.30 ore la salita, 2.00 ore la discesa).

Quota massima: 2001 m

Difficoltà: E – difficoltà tecnica contenuta, seppur con qualche tratto ripido. Sviluppo totale lungo di circa 14 chilometri; attenzione ai tanti bivi presenti lungo il percorso

Data di percorrenza: luglio 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della Casera di Meltina

Esperienza di Stefano: percorso in ambienti molto bucolici e rilassanti ma con sviluppo lungo da non sottovalutare; consiglio di percorrere l’escursione in una giornata con buona visibilità per godere dell’amplissimo panorama di vetta

Cartelli al parcheggio Schermoos

Primo tratto nel bosco

Tratto su mulattiera salendo al Monte di Meltina

Monte di Meltina

Tratto verso la Casera di Meltina

Casera di Meltina

Salendo agli Stoanerne Mandln

In vetta agli Stoanerne Mandln

Mappa del percorso

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio di Schermoos su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Lauwandspitz (2251 m) – Rifugio Ivigna/Ifinger (1810 m) – Alpi Sarentine

La vetta della Lauwandspitz (anche citata come Lawand), situata nelle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen a 2251 metri di quota, è posta nei pressi del noto Picco Ivigna/Ifinger e presenta un panorama amplissimo che spazia su Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen, Dolomiti, Val Venosta/Visnchgau e Val d’Ultimo/Ultental e Gruppo di Tessa/Texel Gruppe.

Il percorso normale per la Lauwanspitz, vetta poco conosciuta, parte dalla funivia Taser di Scena/Schenna (nei pressi di Merano) e raggiunge dapprima il Rifugio Ivigna per poi salire alla vetta su traccia ripida e non segnata; il percorso presenta uno sviluppo e dislivello rilevanti ed alterna dapprima un lungo tratto nel bosco e poi una salita in vetta su spazi aperti e molto panoramici (QUI la “pillola” su Scena e QUI quella sulla funivia Taser).

La salita comincia dalla stazione a monte della funivia Taser (1450 m, ristorante), si segue il sentiero 18A per il Rifugio Ivigna/Ifingerhütte, si sale prima in breve su mulattiera per poi entrare nel bosco su sentiero piuttosto ripido.
Si incrocia successivamente una mulattiera che porta alla teleferica del rifiugio; si sale, quindi, nuovamente con sentiero di bosco che, con alcuni tratti ripidi, porta al Rifugio Ivigna (1810 m, 1.15 ore dalla partenza).

Si segue adesso il sentiero 24A per Lenzeben salendo dapprima ripidamente e poi procedendo con saliscendi piuttosto lungo nel bosco fino a giungere al bivio per la cima.
Al bivio si segue, quindi, il sentiero 24 con indicazioni “Lawand” salendo su traccia non segnata dapprima ripidamente nel bosco e poi sentiero sassoso e terroso in terreno più aperto fino alla croce sull’Egger Jochl.
Continuando a seguire la traccia si sale ripidamente su terreno erboso e sassoso ripido fino a giungere alla croce con panchina sull’anticima della Lauwandspitz.
Continuando a seguire la traccia, qui piuttosto labile, si sale su terreno erboso e sassoso fino ad arrivare all’ultimo strappo ripido (in cui bisogna cercare la via di salita migliore) giungendo infine alla vetta della Lauwandspitz (2251 m, 1.45 ore dal Rifugio Ivigna, 3.00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso, con alcuni saliscendi, in 2.00 ore, 5.00 ore dalla partenza.

Percorso: stazione a monte funivia Taser – Rifugio Ivigna – Lauwandspitz – Rifugio Ivigna – stazione a monte funivia Taser

Sentieri: 18A – 24A – 24

Dislivello: 900 metri in salita e discesa considerando i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.00 ore (3.00 ore la salita, 2.00 ore la discesa).

Quota massima: 2251 m

Difficoltà: E/EE – difficoltà tecnica contenuta, seppur con qualche tratto ripido, fino al bivio per la vetta; difficoltà più impegnativa nel secondo tratto con traccia non segnata e con diversi punti ripidi, l’ultimo tratto di salita richieda esperienza nel trovare la via di salita migliore. Sviluppo totale di oltre 10 chilometri

Data di percorrenza: maggio 2022

Annotazioni: chi volesse evitare l’ultimo tratto impegnativo può fermarsi alla croce dell’anticima che offre, comunque, un panorama molto ampio; è bene anche informarsi sui periodi di apertura della funivia Taser e del Rifugio Ivigna

Esperienza di Stefano: percorso molto vario ad una cima poco nota; io ho percorso la salita quest’anno già a maggio visto che la neve si è sciolta piuttosto presto ma, solitamente, in maggio si potrebbero incontrare ancora tratti innevati sul percorso. Nell’ultimo tratto ho dovuto valutare attentamente dove salire, è bene prendersi il tempo necessario per trovare il punto migliore.

Alpe Taser alla stazione a monte della funivia

Primo breve tratto su mulattiera

Salendo nel bosco al Rifugio Ivigna

Rifugio Ivigna

Lauwandspitz vista dal Rifugio Ivigna

Percorso verso il bivio per la cima

Bivio per la cima

Salendo alla croce all’Egger Jochl

Croce all’Egger Jochl

Salendo alla croce sull’anticima

Alla croce sull’anticima

Salendo alla vetta

Vista dalla vetta su alcune cime dolomitiche

Vista sull’imbocco di Val d’Ultimo e Val Venosta

Vista sul Gruppo di Tessa

Vista sul Picco Ivigna

In cima alla Lauwandspitz


Cliccare sull’immagine per visualizzare la funivia Taser di Scena su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Alpi Sarentine

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Merano ed in Val d’Adige

Sattele – Reinswald/San Martino – Val Sarentino

Il Sattele, vetta di 2456 metri di quota, è posta in posizione elevata sul comprensorio di Reinswald/San Martino posto in Val Sarentino/Sarntal; poco sotto la vetta arriva anche una seggiovia usata dagli sciatori ma la cima può essere raggiunta anche con percorso battuto per ciaspolatori e scialpinisti (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Reinswald e QUI quella sul paese di San Martino/Reinswald).

Il percorso descritto, che offre panorami molto ampi dalle Dolomiti alle Alpi Sarentine fino alle Alpi dello Stubai, parte dalla stazione a monte della cabinovia Reinswald e raggiunge la vetta con percorso relativamente breve ma piuttosto ripido; il tracciato può essere, inoltre, allungato di molto partendo a piedi direttamente dalla stazione a valle della cabinovia.

La salita al Sattele comincia dalla stazione a monte della cabinovia Reinswald (2150 m, Rifugio Pichlberg) salendo, su percorso solitamente battuto dal gatto delle nevi, seguendo le indicazioni per la Getrumalm ed il Sattele.
Il percorso raggiunge ripidamente in breve la deviazione a destra per la Malga Getrumalm che si ignora; si continua dritti sul percorso battuto a lato delle piste che, alternando tratti ripidi ad altri in pendenza moderata, porta alla stazione a monte della seggiovia Sattele.
Dalla stazione a monte della seggiovia si sale in breve, senza traccia battuta, alla vetta del Sattele (2456 m, croce e tavola panoramica delle cime, 1.15 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 45 minuti, 2.00 ore dalla partenza.

Percorso: stazione a monte cabinovia Reinswald – stazione a monte seggiovia Sattele – Sattele – stazione a monte seggiovia Sattele – stazione a monte cabinovia Reinswald

Sentieri: tracciato invernale battuto per il Sattele

Dislivello: 300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.00 ore (1.15 ore l’andata, 0.45 ore il ritorno).

Quota massima: 2456 m

Difficoltà: EAI – percorso, solitamente battuto, senza grandi difficoltà tecniche con buone condizioni, ma che presenta diversi tratti ripidi che richiedono ciaspole o ramponi o sci da scialpinismo. Sviluppo totale di 4 chilometri tra andata e ritorno

Data di ascesa: gennaio 2022 e dicembre 2024

Annotazioni: il percorso può essere allungato di molto salendo scendendo direttamente a piedi dal paese di San Martino/Reinswald senza prendere la cabinovia e/o collegandolo al percorso verso la Malga Getrumalm (QUI la “pillola” sull’escursione alla Getrumalm).
Inoltre, è bene controllare i periodi di apertura di cabinovia e rifugi e le condizioni di battitura del percorso

Lungo il percorso nel primo tratto

Deviazione tra Malga Getrumalm a destra e Sattele a sinistra

Salendo sul percorso battuto verso il Sattele

Panorami sulle Dolomiti salendo

Vista sulle Alpi Sarentine salendo

Tratto finale di salita alla stazione a monte della seggiovia Sattele

Ultimo tratto di salita verso la cima

In vetta al Sattele

Panorami dalla vetta

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Sarentino

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Reinswald a San Martino su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Malga Getrumalm – Reinswald/San Martino – Val Sarentino

La Malga Getrumalm, posta a 2094 metri di quota, è situata nel comprensorio escursionistico e di sport invernali di Reinswald/San Martino in Val Sarentino/Sarntal; la malga è posta in zona tranquilla discosta dall’area delle piste e può essere raggiunta in diversi modi (QUI la “pillola” sul comprensorio Reinswald in inverno e QUI quella sul paesino di San Martino/Reinswald).

Viene qui descritto l’itinerario ad anello, piuttosto lungo e molto panoramico verso Dolomiti ed Alpi Sarentine, che raggiunge la Malga Getrumalm dalla stazione a monte della cabinovia Reinswald con presenza di alcuni tratti tecnici, il ritorno avviene poi tramite la lunga mulattiera innevata che riporta alla stazione a valle delle cabinovia passando per la Malga Sunnolm.

Il percorso per la Malga Getrumalm comincia dalla stazione a monte della cabinovia Reinswald (2150 m, Rifugio Pichlberg), si seguono le indicazioni per la passeggiata invernale che attraversa una pista e risale poi ripidamente a lato di essa fino a portare in breve ad un bivio.
Si segue la traccia a destra che ricalca il sentiero estivo 11 salendo su mulattiera solitamente battuta dal gatto delle nevi; si ignorano vari bivi procedendo in saliscendi in pendenza moderata passando anche per vari pannelli informativi.
Si giunge, quindi, ad un tratto più impegnativo con traccia stretta e un po’ esposta (attenzione con neve dura o ghiacciata) fino a giungere nuovamente sulla mulattiera con bivio tra Malga Getrumalm e Malga Sunnolm. Si continua su mulattiera in salita per la Getrumalm proseguendo poi in discesa (su mulattiera o sentiero innevato) fino alla Malga Getrumalm (2094 m, controllare, in inverno, i giorni di apertura, 1.15 ore dalla partenza).

Si torna, quindi, con tanti saliscendi al bivio incontrato all’andata verso la Sunnolm e si prende in discesa la mulattiera 11A per la Sunnolm, la mulattiera procede prima in discesa, ignorando due bivi sulla destra. poi in falsopiano e nuovamente in discesa, in lungo sviluppo, fino ad incontrare la pista da slittino. Si costeggia brevemente la pista fino a trovare a destra le indicazioni per la passeggiata invernale, si seguono le indicazioni procedendo su traccia in saliscendi fino ad incontrare la traccia proveniente dal Pichlberg, si segue, quindi, in discesa la mulattiera innevata che porta con alcuni tornanti alla Malga Sunnolm posta nei pressi delle piste da sci (1890 m, 1.30 ore dalla Malga Getrumalm, 2.45 ore dalla partenza).

Si segue, quindi, in discesa la mulattiera innevata che porta piuttosto ripidamente, facendo attenzione a possibili tratti ghiacciati, alla stazione a valle della cabinovia Reinswald incontrando anche, poco prima dell’arrivo a valle, anche la traccia 7A proveniente direttamente dalla Malga Getrumalm (30 minuti dalla Malga Sunnolm, 3.15 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Reinswald – Malga Getrumalm – Malga Sunnolm – stazione a valle cabinovia Reinswald

Sentieri: passeggiata invernale che ricalca in parte i sentieri estivi 11 – 11A – 8 – 7

Dislivello: 200 metri in salita e 700 metri in discesa comprese le varie contropendenze

Tempo di percorrenza: 3.15 ore (1.15 ore l’andata, 2.00 ore il ritorno).

Quota massima: 2150 m

Difficoltà: EAI – percorso con presenza di alcuni passaggi tecnici nell’andata, ritorno di moderata difficoltà ma lungo sviluppo, possibile presenza lungo tutto il percorso di tratti ghiacciati che richiedono la giusta attrezzatura

Data di ascesa: gennaio 2022

Annotazioni: è possibile anche seguire lo stesso percorso dell’andata anche al ritorno abbreviando il percorso o seguire anche in salita il percorso descritto in discesa evitando i tratti più tecnici ma aumentando considerevolmente sviluppo e dislivello.
La Malga Getrumalm può, inoltre, essere raggiunta d Reinswald seguendo la traccia che ricalca il sentiero estivo 7A.

Primo tratto del percorso

Tratto su mulattiera verso la Malga Getrumalm

Panorama sulle Dolomiti

Panorama su Monte Villandro/Villanderer Berg e Corno del Renon/Rittner Horn

Una delle strutture con pannelli informativi lungo il percorso

Tratti più tecnici

Tratto finale verso la Malga Getrumalm

Malga Getrumalm

Bivio per la Sunnolm in discesa

Lungo il tratto verso la Sunnolm

Malga Sunnolm

In discesa verso la stazione a valle della cabinovia Reinswald

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Sarentino

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Reinswald a San Martino su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Montaccio di Pennes/Tatschspitze (2526 m) – Alpi Sarentine

Il Montaccio di Pennes/Tatschspitze, alto 2526 metri, è una vetta prestigiosa delle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen e presenta una salita piuttosto lunga che parte dal Passo Pennes/Penser Joch posto a cavallo tra la Val Sarentino/Sarntal e l’Alta Valle Isarco/Wipptal (QUI la “pillola” sul Passo Pennes).

Il Montaccio di Pennes, che offre un bellissimo panorama dalla vetta verso Alpi Sarentine e Alpi dello Stubai, presenta un percorso di salita piuttosto lungo con molti saliscendi che toccano anche la cima del Monte Laste/Astenberg portando poi in vetta al Montaccio di Pennes con sentiero prima tra pascoli e poi su terreno ripido sassoso.

La salita comincia dal Passo Pennes (2215 m, Rifugio Alpenrose) e seguendo il sentiero 14B per la Tatschspitze si procede in lungo sviluppo su traccia terrosa e sassosa in saliscendi tra prati e rocce, il sentiero sale quindi più ripidamente fino alla vetta erbosa del Monte Laste (2367 m, grosso ometto, 45 minuti dalla partenza).

Dal Monte Laste si scende su ripida traccia sassosa fino al bivio tra i sentiero 14A e 14B, si segue dritti verso la Tatschspitze (cartello sbiadito) in saliscendi su traccia terrosa ed erbosa e poi con un traverso che conduce ad una sella con cartelli. Rimanendo sempre sul sentiero 14A per la Tatschspitze si procede in saliscendi, tra magra erba e rocce, salendo poi su traccia terrosa e sassosa che porta al ripido tratto finale sassoso che conduce alla vetta del Montaccio di Pennes/Tatschspitze (2526 m, croce, 1.45 ore dal Monte Laste, 2.30  ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso fino al bivio tra sentiero 14A e 14B, qui si segue il sentiero 14A per il Passo Pennes, la traccia terrosa prosegue in lungo saliscendi tra pascoli fino a scende alla Malga Passo Pennes, da qui si torna in breve su asfalto in salita al Passo Pennes, 2.00 ore dalla vetta del Montaccio di Pennes, 4.30 ore dalla partenza.

Percorso: Passo Pennes – Monte Laste – Montaccio di Pennes – Malga Passo Pennes – Passo Pennes

Sentieri: 14B – 14A

Dislivello: 700 metri in salita e discesa compresi i saliscendi

Tempo di percorrenza:  4.30 ore (2.30 ore la salita, 2.00 ore la discesa)

Quota massima: 2526 m

Difficoltà: E – escursione di medi difficoltà tecnica che presenta, comunque, un tratto finale su traccia sassosa ripida

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: il Passo Pennes è punto di partenza anche per altri itinerari; tra essi troviamo la salita al Corno Bianco di Pennes/Sarner Weisshorn ed al Gänsekragen, la Cima Specola/Hühnerspiel e la Cima di Stilves/Zinseler (QUI la pillola sull’ascesa al Corno Bianco di Pennes e QUI quella sulla salita a Gänsekragen, Cima Specola e Cima di Stilves).

Esperienza di Stefano: essendo il Montaccio di Pennes una vetta isolata e molto panoramica è bene scegliere una giornata con buona visibilità; attenzione anche a tenere energie per il ritorno che è piuttosto lungo e con alcune risalite un po’ faticose

QUI il link YouTube al video della salita al Montaccio di Pennes


Cartelli al Passo Pennes

Primo tratto in saliscendi

Salendo al Monte Laste

In cima al Monte Laste

Discesa verso il bivio tra sentiero 14A e 14B

Bivio tra sentiero 14A e 14B

Tratto lungo il traverso

Verso il tratto ripido finale

Tratto ripido finale

Tratto finale verso la vetta

In vetta al Montaccio di Pennes

Panorama di vetta

Tratto di ritorno verso la Malga Passo Pennes

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Pennes su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Alpi Sarentine

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Sarentino e QUI altre “pillole” sul turismo a Vipiteno e in Alta Valle Isarco

Gänsekragen (2322 m) – Cima Specola/Hühnerspiel (2376 m) – Cima di Stilves/Zinseler (2422 m) – Alpi Sarentine

Il Gänsekragen, vetta di 2322 metri di quota, la Cima Specola/Hühnerspiel, posta a 2376 metri di altezza e la Cima di Stilves/Zinseler, alta 2422 metri, sono tre vette poste nelle Alpi Sarentine nella zona del Passo Pennes/Penser Joch tra Val Sarentino/Sarntal e alta Valle Isarco/Wipptal (QUI la “pillola” sul Passo Pennes).

Le vette, da cui si gode un bel panorama sulle Alpi Sarentine, le Alpi Breonie/Stubaier Alpen ed i Monti di Fundres/Pfunderer Berge, sono raggiungibili con percorsi separati che partono dal Passo Pennes; visti i dislivelli contenuti viene proposta la salita congiunta alla vette che possono, però, naturalmente, essere salite anche singolarmente.

La salita al Gänsekragen comincia dal Passo Pennes (2215 m, rifugio Alpenrose) seguendo le indicazioni per il Gänsekragen con sentiero 12B, il sentiero, con fondo sassoso, sale tra magra erba piuttosto ripidamente conducendo in breve alla vetta del Gansekragen (2322 m, croce, 20 minuti dal Passo Pennes).

Si torna, quindi, al Passo Pennes in 10 minuti; dal Passo Pennes, seguendo le indicazioni per lo Zinseler su sentiero numero 14, si scende su asfalto sulla strada, sul versante dell’alta Valle Isarco/Wipptal, fino al bivio a sinistra per lo Zinseler.
Si procede, quindi, su terreno terroso tra erba fino a giungere ad un bivio, seguendo sempre per lo Zinseler si sale piuttosto ripidamente su terreno sassoso prima su pendio e poi in traverso, a tratti un po’ esposto, fino ad un’altra sella erbosa.

Da qui si devia a sinistra verso la Cima Specola su traccia non segnata, ma ben intuibile con buona visibilità; la traccia erbosa e sassosa procede a mezzacosta e porta, in breve, alla croce della Cima Specola/Hühnerspiel (2376 m, croce, 1.00 ora dal Passo Pennes, 1.30 dalla partenza considerando anche la salita e discesa al Gänsekragen, il punto più alto di Cima Specola è posto sulla crestina a sinistra della croce ed è raggiungibile in breve anch’esso).

Tornati alla sella si procede in saliscendi su traccia raggiungendo il bivio per il sentiero 15; rimanendo sul sentiero per lo Zinseler si procede prima in saliscendi e poi su sentiero sassoso più ripido giungendo in vetta alla Cima di Stilves/Zinseler (2422 m, croce, 30 minuti dalla Cima Specola, 2.00 ore dal Passo Pennes, 2.30 ore dalla partenza considerando anche la salita e discesa al Gänsekragen e Cima Specola).

Ritorno al Passo Pennes, con alcuni saliscendi, per lo stesso percorso, senza risalire a Cima Specola e Gänsekragen in 1.15 ore, 3.45 ore dalla partenza considerando anche la salita e discesa al Gänsekragen e Cima Specola).

Percorso: Passo Pennes – Gansekragen – Passo Pennes – Cima Specola – Cima di Stilves – Passo Pennes

Sentieri: 12B – 14

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerando i vari saliscendi e la salita alle vette

Tempo di percorrenza: 3.45 ore totali salendo a tutte e tre le cime

Quota massima: 2422 m

Difficoltà: E/EE – escursione di media difficoltà tecnica ma con presenza di alcuni tratti ripidi ed un tratto un po’ esposto lungo il traverso che porta alla sella tra Cima Specola e Cima di Stilves; la deviazione alla Cima Specola non è segnata e richiede buona visibilità; 8 chilometri di sviluppo totale salendo a tutte le cime

Data di ascesa: diverse salite di cui l’ultima ad agosto 2024

Annotazioni: le salite alle vette possono, naturalmente, essere effettuate singolarmente riducendo dislivello e percorso.
Inoltre, il Passo Pennes è punto di partenza anche per altri itinerari; tra essi troviamo la salita al Corno Bianco di Pennes/Sarner Weisshorn ed al Montaccio di Pennes/Tatschspitze (QUI la pillola sull’ascesa al Corno Bianco di Pennes e QUI la “pillola” sulla salita al Montaccio di Pennes).

Esperienza di Stefano: per la salita alle vette è ben scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei panorami e per salire con più sicurezza a Cima Specola; attenzione al fatto che l’area si presenta spesso ventosa

Al Passo Pennes

Salendo al Gänskragen

In vetta al Gänsekragen

Cima Specola e Cima di Stilves viste dal Passo Pennes

In discesa su asfalto sul versante dell’alta Valle Isarco

Bivio dalla strada per il sentiero 14

Primo tratto di salita

Tratto in traverso un po’ esposto

Verso la selletta con bivio per la Cima Specola

Traccia non segnata che devia verso la Cima Specola

Croce di Cima Specola (il punto più alto è visibile a sinistra nella foto ed è anch’esso raggiungibile in breve)

Tratto in saliscendi tornati alla selletta

Ultimo tratto di salita

In vetta alla Cima di Stilves/Zinseler


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Pennes su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Alpi Sarentine

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Sarentino e QUI altre “pillole” sul turismo a Vipiteno e in Alta Valle Isarco

Monte Forcella Sarentina/Sarner Scharte (2460 m) Monte Villandro/Villanderer Berg (2509 m) – Alpi Sarentine

Il Monte Forcella Sarentina, cima di 2460 metri di altezza, e il  Monte Villandro/Villanderer Berg, vetta posta a 2509 metri di quota, sono situati nelle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen e si trovano in posizione estremamente panoramica tra la Val Sarentino/Sarntal e la Valle Isarco/Eisacktal; infatti, dalle vette, grazie alla posizione isolata, si gode di un amplissimo panorama che spazia dalle Dolomiti, al Gruppo di Tessa a gran parte delle Alpi Sarentine.

Le due vette presentano diverse possibilità di accesso, viene qui descritto il percorso ad anello che parte dal Rifugio Gasser posto sopra il paese di Villandro/Villanders in Valle Isarco; il tracciato attraversa la nota Alpe di Villandro e prevede un lungo sviluppo, di 18 chilometri, attraversando ambienti molto diversi e interessanti quali: boschi, pascoli, creste, laghi e zone selvagge (QUI la “pillola” sull’Alpe di Villandro).

Sul sito è descritta anche la salita al Monte Villandro partendo dalla Val Sarentino/Sarntal, dal paese di San Martino/Reinswald, con dislivello maggiore; ognuno può scegliere il percorso più adatto alle proprie condizioni fisiche e preferenze (QUI la “pillola” collegata).

La salita comincia dal Rifugio Gasser (1744 m, parcheggio Saltnerstein, lunga strada che sale da Villandro e Barbiano) e si percorre la mulattiera 6 per la Sella Gasteiger; la mulattiera sterrata conduce tra pini mughi e bosco al Rifugio Mair in Plun (1860 m).
Dal Rifugio Mair in Plun si segue a sinistra la mulattiera 7A per la Sella Gasteiger. Si procede in salita moderata sulla mulattiera in lungo sviluppo salendo tra pascoli fino alla Sella dei Sentieri/Gasteiger Sattel (2056 m, 1.15 ore dalla partenza).

Dalla sella Gasteiger si segue la mulattiera 3 per la Sarner Scharte in lieve discesa fino ad incontrare, presso alcune baite, la deviazione a destra per la Sarner Scharte; si segue, quindi, il sentiero 3 prima tra pascoli e poi tra arbusti e zone erbose in lungo sviluppo in falsopiano (traccia a volte un po’ labile, seguire i segni) fino a giungere a delle rovine di pietra.
Si seguono sempre i segni salendo su grossi sassi e tratti terrosi ed erbosi fino a giungere al ripido sentiero sassoso e ghiaioso che conduce al Valico/Schartl (2381 m, bivacco).
Dal Valico si segue a destra per la Sarner Scharte salendo ripidamente su tratti sassosi e terrosi (cavo di sicurezza) fino a  giungere al tratto erboso che conduce alla vetta del Monte Forcella Sarentina/Sarner Scharte (2460 m, croce, 1.45 ore dalla Sella Gasteiger, 3.00 ore dalla partenza).

Dalla vetta si scende sul versante opposto su sentiero numero 2 sassoso ed erboso fino ad un sella a 2400 metri di quota con cartelli, da qui si risale su sentiero sassoso fino alla vetta del Monte Villandro/Villanderer Berg (2509 m, croce, mappamondo, 45 minuti dal Monte Forcella Sarentina, 3.45 ore dalla partenza).

Dalla vetta si segue il sentiero 2 verso l’Alpe di Villandro, la traccia sassosa scende in moderata pendenza risalendo poi brevemente all’elevazione dello Zwolfernock, continuando a seguire la traccia erbosa e sassosa si giunge al bivio con sentiero 2A.
Si segue a sinistra il sentiero 2A per il Lago Totensee scendendo ripidamente su sentiero sassoso e terroso fino al Lago del Morto/Totensee (2208 m); dal lago si prosegue quindi in saliscendi, in breve, fino al Passo al Morto/am Toten (2186 m, cappella, 1 ora dal Monte Villandro, 4.45 ore dalla partenza).

Dal Passo al Morto si segue la mulattiera 6 per il parcheggio Saltnerstein raggiungendo in breve la Malga Pfroderalm (posto di ristoro) e scendendo poi in lungo sviluppo su mulattiera sterrata al Rifugio Mair in Plun e tornando in fine al Rifugio Gasser al parcheggio Saltnerstein (1.15 ore dal Passo al Morto, 6.00 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Gasser – Rifugio Mair in Plun – Sella dei Sentieri/Gasteiger Sattel – Valico/Schartl – Monte Forcella Sarentina/Sarner Scharte – Monte Villandro/Villanderer Berg – Zwölfernock – Lago al Morto/ Totensee – Passo al Morto/am Toten – Malga Pfroderalm – Rifugio Mair in Plun – Rifugio Gasser

Sentieri: 6 – 7A – 3 – 2 – 2A – 6

Dislivello: 800 metri in salita e discesa considerate le contropendenze

Tempo di percorrenza: 6.00 ore totali

Quota massima: 2509 m

Difficoltà: EE – escursione con alcuni tratti  piuttosto ripidi e che richiede senso di orientamento visti i numerosissimi bivi, sviluppo chilometrico lungo di 18 chilometri.

Data di ascesa: giugno 2021

Annotazioni: l’Alpe di Villandro è punto di partenza anche del percorso che sale al Corno del Renon con omonimo rifugio (QUI la “pillola” sulla salita al Corno del Renon dall’Alpe di Villandro)

Esperienza di Stefano: il percorso non va sottovalutato soprattutto per la sua lunghezza, è importante dosare le forze ed è preferibile scegliere una giornate con buona visibilità per godere dei panorami. Io sono, inoltre, partito presto al mattino potendo sfruttare le ore più fresche e terse nella prima parte del giro.

QUI il link al video su YouTube relativo alla salita al Monte Forcella Sarentina ed al Monte Villandro

Salendo al Rifugio Mair in Plun

Rifugio Mair in Plun

Salendo alla Sella Gasteiger

In discesa dalla Sella Gasteiger verso la deviazione per la Sarner Scharte

Deviazione per la Sarner Scharte/Monte Forcella Sarentina

Salendo al Valico/Schartl

Valico/Schartl

Salendo al Monte Forcella Sarentina/Sarner Scharte

Monte Forcella Sarentina

Tratto dal Monte Forcella Sarentina al Monte Villandro

In vetta al Monte Villandro

Vista dal Monte Villandro verso la Val Sarentino

Scendendo al bivio col sentiero 2A

Scendendo al Lago al Morto/Totensee

Lago al Morto/Totensee

Lungo la mulattiera di ritorno


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Saltnerstein del Rifugio Gasser su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime ed escursioni nelle Alpi Sarentine

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Bressanone e in Valle Isarco