Rifugio Similaun Hütte (3019 m) – Alpi Venoste

Il Rifugio Similaun Hütte, posto a 3019 metri di quota, si trova nelle Alpi Venoste/Ötztaler Alpen a breve distanza dal confine tra l’Alto Adige/Südtirol in Italia e Tirol in Austria; il rifugio è situato sotto l’omonima vetta, con ghiacciaio, del Similaun ed è anche noto perché non molto lontano da esso è stato anche ritrovata la mummia di Ötzi, uomo vissuto oltre 5000 anni fa (la mummia è ora visibile al Museo Archeologico di Bolzano/Bozen) – (QUI la “pillola sul Museo Archeologico).

L’accesso al Rifugio Similaun avviene dal Lago di Vernago/Vernagt Stausee in Val Senales/Schnalstal; il percorso presenta un dislivello molto rilevante ed alcuni tratti tecnici nella parte finale di salita; lungo il percorso si godono anche belle visuali sulla Punta di Finale/Fineilspitz e dal rifugio si può osservare un panorama molto ampio fino al Gruppo dell’Ortles/Ortler e sul lato austriaco (QUI la “pillola” sul Lago di Vernago e QUI quella sulla Val Senales).

Il percorso comincia dal Lago di Vernago (1700 m); seguendo le indicazioni dl sentiero numero 2 per il Rifugio Similaun si sale su stradina asfaltata, in moderata pendenza, raggiungendo il Maso Tisa/Tisenhof (1814 m, punto di ristoro).

Seguendo sempre le indicazioni del sentiero 2 per il Rifugio Similaun si sale su traccia sassosa ed erbosa tra pascoli; si entra quindi, brevemente, in un tratto boscato per poi proseguire nuovamente tra pascoli costeggiando il torrente.
Il sentiero si inoltra nella Valle di Tisa/Tisental salendo in moderata pendenza su fondo sassoso ed erboso fino ad una selletta, superato un tratto più ripido si giunge ad un piccolo ricovero d’emergenza scavato nelle rocce.

La traccia erbosa e sassosa continua in moderata pendenza nell’ampio vallone raggiungendone la testata; piegando a destra la traccia sale a tornanti ripidamente su fondo sassoso e ghiaioso; il sentiero porta, quindi, ad un breve tratto attrezzato un po’esposto  e sale poi nuovamente, ripidamente, su fondo sassoso fino a giungere al Rifugio Similaun (3019 m, 3.15 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 2.30 ore, 5.45 ore dalla partenza).

Percorso: Lago di Vernago –  Maso Tisa –  Rifugio Similaun –  Maso Tisa – Lago di Vernago

Sentieri: 2

Dislivello:  1300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 5.45 ore (3.15 ore la salita; 2.30 ore la discesa)

Quota massima: 3019 m

Difficoltà: escursione di contenuta difficoltà tecnica fino all’inizio del tratto ripido finale che presenta, invece, diversi tratti tecnici ed anche una breve parte attrezzata un po’ esposta; necessario passo fermo ed assenza di vertigini; sviluppo di circa 12 chilometri totali

Data di ascesa: settembre 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio e le condizioni del percorso.
Volendo, dal rifugio, con ulteriori 200 metri di dislivello si può raggiungere il punto in cui è stata ritrovata la mummia dell’uomo preistorico Ötzi; nel punto si trova, tuttavia, solo una grande piramide di sassi.

Esperienza di Stefano: escursione lunga che si svolge in ambienti selvaggi e poco antropizzati; se effettuata in giornata, come ho fatto io, è bene partire presto dal Lago di Vernago; necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del panorama dal rifugio.

Alla partenza al Lago di Vernago

Salendo al Maso Tisa

Maso Tisa

Primo tratto di salita nella Valle di Tisa

Ricovero di emergenza tra le rocce

Seconda parte di salita nella Valle di Tisa

Tratto finale di salita al Rifugio Similaun

Rifugio Similaun

Panorami dal rifugio

Maso Tisa visto in discesa

Lago di Vernago visto in discesa


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Lago di Vernago su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta



Certosa/Karthaus – Val Senales/Schnalstal

La frazione di Certosa/Karthaus, ove si trova anche la sede comunale di Senales/Schnals, è posta a metà circa dello sviluppo della Val Senales/Schnalstal che da Naturano/Naturns in bassa Val Venosta/Vinschgau si dirama fino al confine con l’Austria (QUI la “pillola” sulla Val Senales).

Il paese di Certosa, posto a 1327 metri di quota e abitato da circa 400 persone, vanta una storia molto particolare; il nucleo del borgo consta infatti dell’antico monastero dei monaci certosini la cui costruzione è iniziata nel 1300, la prima struttura in legno è stata più volte ampliata e nel 1500 è stata costruita anche la Chiesa di Sant’Anna.

Nel convento dei certosini vigeva un silenzio quasi assoluto ed uno stile molto rigido e isolato dal mondo circostante, la vita monacale è proseguita con alterne fortune fino al 1782 quando l’Imperatore Giuseppe II ha decretato la chiusura di questo monastero e di tutte le strutture che non davano servizi alla comunità.

La Certosa ha iniziato, quindi, ad essere abitata dalla popolazione locale e, nonostante un grave incendio nel 1924, la struttura è stata quindi inglobata nel piccolo paese che è, in effetti, parte stessa dell’antico complesso conventuale.

Oggi è possibile visitare la Certosa, nella parti rimanenti, con il percorso “Silentium” ben indicato tra i chiostri ed aree del paese; è, inoltre, possibile percorrere il giro ad anello attorno alle mura e visitare la bella chiesa di Sant’Anna.

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2024

Piazza centrale del paese

Municipio di Senales

Percorso “interno”

Alcuni fotogrammi del video descrittivo di Certosa

Percorso nel chiostro

Giardino delle erbe officianali

Antico portone del convento

Chiesa di Sant’Anna

Nei pressi della chiesa

Percorso attorno alle mura

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta


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Baita Lazaun (2427 m) – Alpi Venoste – Val Senales

La Baita Lazaun/Lazaunhütte, posta a 2427 metri di quota, è situata in Val Senales/Schnalstal nelle Alpi Venoste al cospetto di diverse vette di oltre 3000 metri di quota nell’area della Palla Bianca/Weißkugel e del Similaun (QUI la “pillola” sulla Val Senales).

La baita è raggiungibile da Maso Corto/Kurzras, al termine della strada asfaltata della Val Senales, nell’area degli impianti di risalita Alpin Arena Senales (che ospitano anche l’omonima cabinovia Lazaun che porta anch’essa alla baita), (QUI la “pillola” sugli impianti Alpin Arena Senales).

Il percorso ad anello qui descritto, con tracciato di lunghezza e dislivello moderati,  permette, invece, di giungere a piedi alla baita attraversando ambienti boscosi, pascolivi, Waalweg (antichi canali irrigui) ed aree più selvagge.

La salita comincia da Maso Corto al termine della strada della Val Senales (2011 m), ci si porta nella parte alta del piccolo borgo e segue il sentiero 1 per il Bildstöckljoch; su traccia sassosa e terrosa si sale con pendenza moderata tra pascoli e rado bosco giungendo ad un cancello.
Il sentiero conduce, quindi, in breve al Waalweg (antico canale irriguo artificiale) e sale, con pendenza moderata, con fondo erboso e sassoso a delle panche; continuando la salita si ignora il bivio del sentiero 3, si superano due ponticelli e, con un tratto un po’ più ripido, si giunge ad un ulteriore bivio.
Lasciando il sentiero 1 si segue a sinistra il sentiero 11A per la Baita Lazaun; procedendo in leggeri saliscendi si oltrepassa un ponte ed un cancello e si sale con pendenza moderata, su traccia sassosa ed erbosa, giungendo ad un ponticello ed all’area acquitrinosa Lazauner Moose con un laghetto nei pressi.
Dal laghetto si procede in saliscendi raggiungendo, in breve la Baita Lazaun (2427, rifugio, stazione a monte cabinovia Lazaun, 1.45 ore dalla partenza).

Dalla baita si segue, quindi, il sentiero 11 per Maso Corto/Kurzras scendendo su traccia terrosa ed erbosa; la discesa prosegue poi alternando tratti in moderata pendenza ad altri più ripidi entrando nel bosco; la traccia porta poi ad uscire dal bosco giungendo nei pressi della stazione a valle della cabinovia Lazaun dalla quale, in breve, si torna a Maso Corto (1.00 ora dalla Baita Lazaun, 2.45 ore dalla partenza).

Percorso: Maso Corto – Lazauner Moose – Baita Lazaun – Maso Corto

Sentieri: 1 – 11A – 11

Dislivello: 450 metri in salita e discesa considerati anche i leggeri saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.45 ore totali (1.45 ore la salita, 1.00 ora la discesa)

Quota massima: 2427 m

Difficoltà: E –  percorso di difficoltà tecnica moderata con qualche tratto un po’ ripido; sviluppo di 6,5 chilometri

Data di ascesa: luglio 2023

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della baita e della cabinovia, se si volesse utilizzarla in salita o discesa

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ambienti e panorami magnifici; l’escursione, vista la sua lunghezza relativamente contenuta, può anche essere effettuata in mezza giornata

Maso Corto

Salendo da Maso Corto nel primo tratto

Tratto lungo i Waalweg

Salendo al bivio tra sentiero 1 e 11A

Bivio tra sentiero 1 e 11A

Tratto verso l’area Lazauner Moose

Area acquitrinosa Lazauner Moose

Tratto finale verso la Baita Lazaun

Alla Baita Lazaun con stazione a monte dell’omonima cabinovia

Scendendo a Maso Corto sul sentiero 11


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Baita Lazaun/Lazaunhütte – Val Senales

La Baita Lazaun/Lazaunhütte, posta a 2427 metri di quota, è situata in Val Senales/Schnalstal nell’area degli impianti da sci dell’area Ghiacciai Val Senales; la baita è posta in posizione magnifica al cospetto di montagne impnenti alte, in diversi casi, ben oltre i 3000 metri di quota (QUI la “pillola” sulla Val Senales e QUI quella sull’area sciistica).

La baita è raggiungibile da Maso Corto/Kurzars sia con l’omonima cabinovia sia a piedi lungo il sentiero innevato battuto che segue la pista da slittino (chiusa in questo inverno per gli slittini); il percorso presenta dislivello e sviluppo moderati con presenza anche di qualche tratto un po’ ripido.

Come detto, quest’anno la pista da slittino è percorribile normalmente dagli escursionisti; se nelle prossime stagioni invernali dovesse essere riaperta agli slittinisti bisognerà vedere come sarà regolamentata la percorrenza a piedi.

Il percorso comincia da Maso Corto al termine della strada della Val Senales (2011 m) superando il ponte e seguendo la pista da slittino verso la Malga Lazaun (chiusa per gli slittini in questo inverno); il percorso, solitamente battuto, sale inizialmente nel bosco in pendenza moderata.
Il tracciato, che segue sempre la traccia della pista da slittino, esce successivamente dal bosco salendo il ampi tornanti, con anche qualche tratto un po’ più ripido, fino a giungere nei pressi delle piste da sci.
Continuando sul tracciato della pista da slittino si costeggiano le piste giungendo, infine, alla Baita Lazaun (2427 m, rifugio, 1.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.

Percorso: Maso Corto – Baita Lazaun – Maso Corto

Sentieri: percorso invernale che segue la pista da slittino

Dislivello: 400 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore totali (1.30 ora l’andata, 1.15 minuti il ritorno).

Quota massima: 2427 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo di 7 chilometri totali con alcuni tratti un po’ ripidi; difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche; in caso di ghiaccio o neve fresca è necessaria la relativa attrezzatura.

Data di percorrenza: marzo 2023

Annotazioni: è bene controllare il periodo di apertura del rifugio e della cabinovia in inverno e le condizioni di battutura del percorso; il rifugio è anche raggiungibile in cabinovia che può, volendo, anche essere usata in salita o discesa per abbreviare il percorso.

Lungo il primo tratto di salita nel bosco

Salendo nel tratto intermedio del percorso

Ultimo tratto di salita

Baita Lazaun

Panorami dalla Baita Lazaun

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Lago di Vernago/Vernagt Stausee – Val Senales

Il Lago di Vernago/Vernagt Stausee, situato a circa 1700 metri di quota, è posto in Val Senales/Schnalstal nei pressi della frazione di Vernago/Vernagt, a pochi chilometri di distanza dal paese di Madonna di Senales/User Frau che ospita un noto monastero ed il museo Archeoparc; lo specchio d’acqua è artificiale e giace in zona idilliaca ed è, pertanto, molto amato e frequentato (QUI la “pillola” sulla Val Senales, QUI quella sul Santuario di Madonna di Senales e QUI la “pillola” sull’Archeoparc).

Il grande Lago di Vernago si estende su una superficie di oltre 100 ettari e vede il livello delle sue acque cambiare spesso, in base alle esigenze di approvvigionamento della centrale elettrica di Naturno; in ogni caso il percorso “Giro intorno al lago/Seerundweg” che ne costeggia le sponde offre bellissimi panorami verso il lago e le alte montagne circostanti del massiccio del Similaun nelle Alpi Venoste/Ötztaler Alpen.

Il percorso intorno al lago presenta un dislivello di 200 metri in salita e discesa, considerando i vari saliscendi, ed uno sviluppo totale di circa 7,5 chilometri; il tracciato conduce attraverso tratti prativi ed altri nel bosco, con presenza di alcuni tratti un po’ ripidi, e percorre anche due ponti sospesi molto caratteristici, che richiedono assenza di vertigini.

Nei pressi del lago, in cui è possibile pescare se muniti dei necessari permessi, si trova anche un parco avventura; Vernago è, inoltre, punto di partenza dei sentieri che conducono a diverse malghe alpine ed al Rifugio Similaun Hütte che, situato ad oltre 3000 metri, è posto nei pressi del luogo di ritrovamento dell’uomo preistorico Ötzi la cui mummia ed equipaggiamento si trovano al Museo Archeologico di Bolzano (QUI la “pillola” sul Museo Archeologico di Bolzano e QUI quella sull’ascesa al Rifugio Similaun).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2024 e 2025

A Vernago

Lungo il giro attorno al lago

Salita al Rifugio Similaun

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Senales e la Val Venosta

Scopriamo QUI altre “pillole” sui laghi del Sudtirolo


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.



ArcheoParc – Val Senales/Schnalstal

In Sudtirolo sono presenti molti musei interessanti dedicati a svariati temi che suscitano l’interesse di diversi tipi di visitatori sia turisti che abitanti locali; tra i musei più particolari e amati da adulti e bambini troviamo l’ArcheoParc posto nel paese di Madonna di Senales/Unser Frau nei pressi dell’omonimo santuario in Val Senales/Schnalstal (QUI la “pillola” sulla Val Senales e QUI quella sul Santuario di Madonna di Senales).

L’ArcheoParc, che occupa una vasta superficie tra area coperta e zona all’aperto, mostra lo stile di vita e tradizioni in uso nelle vallate alpine dai tempi di Ötzi, uomo preistorico vissuto ben 5300 anni fa, la cui mummia è stata trovata in Val Senales nel 1991; la mummia di Ötzi ed il suo equipaggiamento sono ora conservati al Museo Archeologico di Bolzano (QUI la “pillola” sul Museo Archeologico di Bolzano).

L’area museale dell’ArcheoParc consta di una sezione al chiuso che mostra diversi oggetti antichi e di uso comune nei tempi passati nelle valli alpine oltre ad informazioni su mummia, oggetti e luogo di ritrovamento di Ötzi.

Nella vasta area all’aperto sono, invece, ospitati masi, abitazioni, fienili, malghe e strutture che testimoniano lo stile di vita condotto nei secoli nelle valli alpine; nell’area all’aperto è possibile provare diverse attività interattive legate ai tempi antichi come il tiro con l’arco, la gita in canoa, la costruzione di oggetti ed ammirare l’accensione del fuoco come veniva realizzata anche millenni orsono.

Il museo ArcheoParc è aperto solitamente da aprile ad inizio novembre ed ospita anche una caffetteria ed uno shop dedicato; è, comunque, sempre bene informarsi sull’apertura di museo e delle sue varie parti sul sito ufficiale in cui si trovano ulteriori informazioni sul museo e su eventuali visite guidate.

QUI il link al sito ufficiale del museo.

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’autunno 2020 ed estate 2021

All’entrata del museo con vista sul Santuario di Madonna di Senales

Shop

Nell’area al chiuso del museo

Nell’area all’aperto

Attività interattive

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta


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Santuario di Madonna di Senales/Wallfahrtsort Unser Frau in Schnals – Val Senales

In Alto Adige/Südtirol sono presenti vari edifici religiosi di notevole importanza, come il Santuario di Madonna di Senales/Wallfahrtsort Unser Frau in Schnals. Questo santuario, situato in posizione idilliaca in Val Senales/Schnalstal, nei pressi dell’omonimo paesino di Madonna di Senales, ospitante anche il museo ArcheoParc, è stato fondato nel lontano 1407 e vanta una lunga e prestigiosa storia (QUI la “pillola” sulla Val Senales e QUI quella sul museo ArcheoParc).

Nel 1304, nel luogo ove sorge attualmente il santuario, venne ritrovata una statuetta miracolosa della Madonna e in suo onore fu eretta una cappella; la cappella venne poi sostituita nel 1407 dal santuario in stile gotico che è stato poi modificato ed ingrandito in stile barocco nel 1756.

Tra le opere d’arte più rilevanti del santuario troviamo diversi altari quali: l’altare dedicato alla Madonna che custodisce la statuetta miracolosa, l’altare principale ospita il dipinto dell’Assunzione di Maria dipinto da Simon Übertrachter (sostituito dal 15 agosto all’8 dicembre da dipinto dello stesso motivo di Friederich Wasmann), l’altare di sinistra con dipinto della Venerazione di Maria ed l’altare di destra con quadro raffigurante la Venerazione di Cristo.

Molto interessanti sono anche i dipinti dei santi sulla volta del santuario, la scultura del Buon Pastore posta davanti all’entrata della chiesa ed opera di Martin Rainer, lo svettante campanile con cima a cipolla e grande orologio ed il grande crocefisso posto sul retro del santuario opera di Johann Patsch.

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’autunno 2020 ed estate 2024

Santuario di Madonna di Senales

Entrata del Santuario

Navata del Santuario

Altare della Madonna

Altare centrale

Altare di sinistra

Altare di destra

Dipinti sulla volta

Altri dettagli del Santuario

Bucolici dintorni del Santuario

Paese di Madonna di Senales visto dal Santuario

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

Scopriamo QUI altre “pillole” sui monumenti religiosi in Sudtirolo


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Punta della Vedretta/Im Hintern Eis (3269 m) – Rifugio Bellavista/Schöne Aussicht Schutzhütte (2842 m) – Alpi Venoste

La Punta della Vedretta/Im Hintern Eis, cima di 3269 metri di quota posta sul confine tra Sudtirolo e Austria, è una cima relativamente frequentata ed estremamente panoramica posta nelle Alpi Venoste alla testata della nota Val Senales/Schnalstal, valle laterale che si diparte dalla Bassa Val Venosta/Vinschgau all’altezza del paese di Naturno/Naturns (QUI la “pillola” sulla Val Senales e QUI quella sulla funivia Ghiacciai).

La Punta della Vedretta presenta un accesso dal Rifugio Bellavista/Schöne Aussicht Hütte relativamente breve grazie alla presenza delle funivie della Val Senales poste a Maso Corto/Kurzras, l’intero percorso prevede però una lunga discesa risultando quindi piuttosto faticoso; il tracciato presenta, infatti, diversi tratti ripidi sassosi che richiedono piedi fermo e, grazie anche al bellissimo panorama della vetta verso i ghiacciai circostanti e all’ambiente di alta montagna, risulta molto interessante e appagante per il trekker esperto.

La salita comincia dalla stazione a monte della funivia della Val Senales (3205 m, rifugio, stazione a valle a Maso Corto), dall’arrivo della funivia si segue in discesa il sentiero 3 per il Rifugio Bellavista, il sentiero, prima su mulattiera sterrata poi con fondo sassoso, scende piuttosto ripidamente fiancheggiando un costone roccioso, superato un tratto con presenza di canapone corrimano, il sentiero scende meno ripidamente fino ad un pianoro da dove, su mulattiera sterrata in moderata salita, si giunge al Rifugio Bellavista (2842 m, 1.15 ore dalla stazione a monte della funivia).

Dal Rifugio Bellavista si segue quindi il sentiero 3A con indicazione “Im Hintern Eis”, il sentiero con fondo sassoso sale con traccia a tornanti prima piuttosto ripidamente fino ad una conca, la traccia sale poi con pendenza moderata fino al ripido pendio finale sassoso che conduce alla vetta della Punta della Vedretta/Im Hintern Eis (3269 m, piccola croce, 1.15 ore dal Rifugio Bellavista, 2.30 ore dalla partenza).

Dalla cima della Punta della Vedretta si torna per la via di salita al Rifugio Bellavista (2842 m, 1 ora dalla Punta della Vedretta, 3.30 ore dalla partenza). Dal Rifugio si segue quindi in discesa il sentiero 3 verso Maso Corto/Kurzras, il sentiero con fondo sassoso scende prima con pendenza moderata al bivio per la Palla Bianca/Weisskugel. Continuando sul sentiero 3 si oltrepassa un tratto in saliscendi fino ad arrivare ad una discesa più ripida che conduce ad entrare nel bosco da dove con sentiero ripido si torna a Maso Corto (2011 m, 1.45 ore dal Rifugio Bellavista, 5.15 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte funivia Val Senales – Rifugio Bellavista – Punta della Vedretta – Rifugio Bellavista – Maso Corto

Sentieri: 3 -3A -3

Dislivello: 600 metri in salita e 1700 metri in discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.15 ore totali

Quota massima: 3269 m

Difficoltà: EE – itinerario con alcuni tratti ripidi sassosi salendo alla cima che richiedono piede fermo, anche la discesa risulta lunga e faticosa.

Data di ascesa: luglio 2021

Annotazioni: dalla stazione a monte della funivia è possibile salire in breve (10 minuti), alla cima della Croda delle Cornacchie/Grawand con piattaforma panoramica; inoltre, fino ad estate inoltrata è possibile trovare dei nevai residui lungo la salita alla Punta della Vedretta

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bellissimo panorama di vetta, attenzione al fatto che si possa trovare neve residua nella prima parte dell’estate, non è da sottovalutare anche la lunga discesa fino a valle

QUI il link YouTube al video della salita alla Punta della Vedretta ed al Rifugio Bellavista

Piattaforma panoramica Croda delle Cornacchie

Cartelli alla stazione a monte della funivia

Sentiero che scende dalla stazione a monte della funivia al Rifugio Bellavista

Lungo la breve salita dal pianoro al Rifugio Bellavista

Rifugio Bellavista

Primo tratto di salita dal Rifugio Bellavista alla Punta della Vedretta

Salendo alla Punta della Vedretta

In vetta alla Punta della Vedretta con panorama sulla Palla Bianca/Weisskugel

Panorama dalla vetta verso la Punta di Finale/Fineilspitze

Lungo la discesa a Maso Corto


Cliccare sull’immagine per visualizzare la funivia dei Ghiacciai Val Senales su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Museo Archeologico dell’Alto Adige – Bolzano

Bolzano, la più grande città ed il capoluogo dell’Alto Adige/Südtirol, ospita numerosi punti di interesse religioso, architettonico e culturale, tra questi ultimi troviamo anche alcuni famosi musei quali: il Museo Archeologico dell’Alto Adige/Südtiroler Archäologiemuseum, il Museo Scienze naturali Alto Adige/Naturmuseum Südtirol, il Palazzo Mercantile con il museo collegato, il “Museion” museo di arte moderna e contemporanea ed il Museo Civico/Stadtmuseum
(QUI la “pillola” del Museo Scienze naturali, QUI la quella su Palazzo e museo Mercantile, QUI la “pillola” sul Museion, QUI quella sul Museo Civico e QUI la “pillola” sulla città di Bolzano).

Il Museo archeologico è in gran parte dedicato ad Ötzi, uomo preistorico vissuto ben 5300 anni fa, la cui mummia perfettamente conservata, con tutto il suo equipaggiamento, è stata trovata in Val Senales/Schnalstal nel 1991; proprio in Val Senales è posto anche il MuseoArcheoParc che documenta la vita antica ai tempi di Ötzi (QUI la “pillola” sulla Val Senales e QUI quella sul museo ArcheoParc).

Mummia ed equipaggiamento di Ötzi sono stati conservati dal ghiacciaio per tutti questi millenni ed ora sono osservabili, dal 1998, nel museo archeologico di Bolzano posto in Via Museo, 43/Museumstraße 43 in centro città.

Oltre alla mummia di Ötzi, al suo equipaggiamento ed alla ricostruzione di come doveva apparire Ötzi oltre 5000 anni fa, nel museo sono visibili reperti di varie epoche trovati in Alto Adige/Südtirol e ricostruzioni sulla vita preistorica; il museo ospita anche, in diverse occasioni, mostre temporanee ed è, inoltre, presente uno shop molto fornito dedicato ad Ötzi.

Le foto si riferiscono alle mie visite nel 2019 e 2023

Entrata del museo

Informazioni su Ötzi ed il suo luogo di ritrovamento

Le foto della mummia e dell’equipaggiamento originale di Ötzi sono tratte dal sito interne del Museo Archeologico in quanto non è possibile effettuare foto in quel piano

Finestra della cella frigorifera di Ötzi
© Museo Archeologico dell’Alto Adige/Ochsenreiter

Mostra permanente
Il berretto di Ötzi
© Museo Archeologico dell’Alto Adige/foto-dpi.com

Mostra permanente
L’ascia di Ötzi
© Museo Archeologico dell’Alto Adige/foto-dpi.com

Altri antichi reperti di era preistorica

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Alpin Arena Val Senales/Schnalstal – Val Venosta

La Val Senales/Schnalstal è un’importante valle laterale della Val Venosta che si diparte da Naturno/Naturns sviluppandosi fino al confine con l’Austria dove si trovano imponenti cime di oltre 3500 metri di quota e ghiacciai (QUI la “pillola” sulla Val Senales).

Da Maso Corto/Kurzras, l’ultima frazione della Val Senales posta a oltre 2000 metri di quota, partono gli impianti di risalita Alpin Arena Senales che portano, sia nell’area Lazaun che sul Ghiacciaio Ghiacciaio di Giogo Alto/Hochjochferner dove è, solitamente, possibile sciare già da ottobre fino alla primavera inoltrata ed usufruire anche di piste da sci di fondo.

In inverno il comprensorio si amplia e sono disponibili oltre 40 chilometri di piste da sci alpino, ulteriori piste da sci di fondo e percorsi innevati battuti oltre a vari itinerari di scialpinismo per esperti; tra i percorsi per escursionismo invernale troviamo, ad esempio, quello per la Baita Lazaun (QUI la “pillola” sul percorso invernale per la Baita Lazaun).

In estate, grazie anche alla presenza degli impianti, sono possibili diverse escursioni sia con la funivia ghiacciaio che nell’area Lazaun.

Prendendo la funivia si può raggiungere l’Hotel Grawand e godere del bellissimo panorama visibile dalla piattaforma panoramica della Corda delle Cornacchie/Grawand, posta a 10 minuti di cammino dalla stazione a monte della funivia; dalla stazione a monte è possibile anche raggiungere il Rifugio Bellavista/Schöne Aussicht Hütte con lunga discesa a Maso Corto.

Inoltre, con la necessaria esperienza e preparazione, si possono intraprendere salite a vette rocciose come la Punta della Vedretta/Im Hinter Eis e impegnative traversate su ghiacciaio verso cime prestigiose come la Punta di Finale/Fineilspitze, la Palla Bianca/Weißkugel e il Similaun (QUI la “pillola” sull’escursione al Rifugio Bellavista e la salita alla Punta della Vedretta).

Nell’area Lazaun, con omonima cabinovia che parte sempre da Maso Corto, si trova la Baita Lazaun, già citata nel percorso invernale; in estate la baita può essere raggiunta con percorso ad anello tra zona bucoliche ed altre più selvagge potendo anche usufruire della cabinovia in salita o discesa (QUI la “pillola” sul percorso estivo ad anello per la Baita Lazaun).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2021 e 2023

Maso Corto

Funivia Ghiacciai Val Senales

Area della stazione a monte della funivia con Hotel Grawand e rifugio

Sci in autunno sul ghiacciaio

Comprensorio invernale

Lungo il percorso invernale per la Baita Lazaun

Baita Lazaun

Stazione a monte della funivia ghiacciao vista salendo alla piattaforma panoramica della Croda delle Cornacchie

Vista dalla piattaforma panoramica della Croda delle Cornacchie

Salendo alla Punta della Vedretta

Punta della Vedretta

Rifugio Bellavista

Scendendo dal Rifugio Bellavista a Maso Corto

Cabinovia Lazaun vista dalla Baita Lazaun

Lungo il percorso ad anello per la Baita Lazaun

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