Piz da Peres (2507 m) – Dolomiti

Il Piz da Peres, vetta di 2507 metri di quota, è posto nella zona settentrionale delle Dolomiti di Braies-Sennes-Fanes ed è posto in posizione isolata che permette di godere un panorama amplissimo su molti gruppi dolomitici e verso le vette dei Tauri/Tauern, Alpi Noriche/Norischen, Vedrette di Ries/Riesfernergruppe ed Alpi di Zillertal.

La vetta può essere raggiunta con diversi itinerari, viene qui descritto il percorso ad anello con partenza dal Passo Furcia/Furkelpass situato tra Valdaora/Olang in Val Pusteria/Pustertal e San Vigilio di Marebbe/Enneberg/Al Plan de Mareo in Val Badia; l’escursione presenta l’attraversamento di ambienti sia boscosi che rocciosi tipici dolomitici ed è quindi adatta per escursionisti esperti (QUI la “pillola” su Valdaora/Olang e QUI quella su San Vigilio di Marebbe).

La salita comincia dal Passo Furcia (1758 m) seguendo il sentiero 3 per il Piz da Peres, si sale nel bosco inizialmente su mulattiera sterrata fino a raggiungere in breve un bivio tra il sentiero 3 ed il sentiero 12B; si rimane sul sentiero 3 e si sale piuttosto ripidamente su traccia terrosa e sassosa nel bosco.
Si procede poi in lungo saliscendi attraversando anche due canaloni fino a giungere ad un bivio; si rimane sul sentiero 3 per il Piz da Peres salendo su traccia sassosa nel bosco rado ed uscendone procedendo ripidamente in tornanti su traccia ghiaiosa e sassosa in tornanti fino a raggiungere la Forcella del Cianros/ Tre Dita/Drei Ifinger Scharte (2328 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dalla forcella si sale a destra sul sentiero 12 per il Piz da Peres, si sale piuttosto ripidamente su traccia sassosa tra prati fino a giungere ad una selletta e per larga cresta si giunge, in breve, alla vetta del Piz da Peres (2507 m, croce, 30 minuti dalla Forcella Tre Dita, 2.30 ore dalla partenza).

Dalla vetta si scende su versante opposto, sempre su sentiero 12, su traccia sassosa tra prati fino a giungere ad una selletta, da qui si scende ripidamente  su sentiero ripido con gradoni di legno e tratti sassosi; si procede poi a mezzacosta e poi nuovamente in ripida discesa (incontrando anche diverse deviazioni per la ferrata Piz da Peres) fino a giungere ad una croce con bivio.
Si segue a destra il sentiero 12B per il Passo Furcia, si scende su traccia sassosa e terrosa nel bosco attraversando anche un canalone e poi scendendo nel bosco via via più fitto fino al Rifugio Utìa Picio Prè (1950 m, 1.30 ore dalla cima, 4.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue sempre il sentiero 12B per il Passo Furcia scendendo su traccia sassosa piuttosto ripida nel bosco fino a giungere al bivio incontrato ad inizio salita; seguendo in breve in discesa la mulattiera sterrata numero 3 si torna, quindi, al Passo Furcia (30 minuti dal Rifugio Picio Prè, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: Passo Furcia – Forcella Tre Dita – Piz da Peres – Rifugio Picio Prè – Passo Furcia

Sentieri: 3 – 12 – 12B – 3

Dislivello: 800 metri in salita e discesa considerati anche i saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore  (2.30 ore la salita. 2.00 ore la discesa)

Quota massima: 2507 m

Difficoltà: EE –  percorso che presenta diversi tratti ripidi su sentiero sassoso e qualche passaggio un po’ esposto nel primo tratto di discesa,

Data di ascesa: settembre 2022

Annotazioni: lungo la discesa si incontrano diverse deviazione che portano alla nuova difficile ferrata, non avendola mai percorsa non posso però dare indicazioni precise in merito; è bene, inoltre, informarsi sui periodi di apertura del Rifugio Picio Prè se si vuole pranzare in loco

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere dell’amplissimo panorama dalla vetta, necessario che il terreno sia asciutto; io ho percorso il sentiero ad anello nella direzione descritta per essere per l’ora di pranzo al rifugio, il tracciato può essere, comunque, percorso in entrambi i sensi

Lungo la mulattiera iniziale

Tratto nel bosco

Salendo alla Forcella Tre Dita

Salendo al Piz da Peres

In cima al Piz da Peres

Panorami dalla vetta

Primo tratto di discesa tra prati

Vista su Passo Furcia e Plan de Corones/Kronplatz

Tratto di discesa con gradoni e tratti rocciosi

Scendendo alla croce con bivio tra sentiero 12 e 12B

Scendendo al Rifugio Picio Prè

Rifugio Picio Prè

Scendendo al Passo Furcia

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Furcia su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Piz de Sant Antone/Cima di Sant’Antonio (2655 m) – Rifugio Lavarella (2042 m) – Dolomiti

Il Piz de Sant Antone/Cima di Sant’Antonio, vetta di 2655 metri di quota, si trova nel gruppo dolomitico del Fanes-Sennes-Braies nell’omonimo parco naturale; la vetta si erge nella zona occidentale del gruppo in posizione molto panoramica.

Il percorso descritto si riferisce alla via normale di salita che dal Rifugio Pederü, posto ad alcuni chilometri da San Vigilio di Marebbe/Enneberg in Val Badia, conduce dapprima su lunga mulattiera al Rifugio Lavarella per salire poi alla vetta su percorso ripido prima tra pascoli e poi in ambiente selvaggio salendo al Passo Sant’Antonio.
Dal passo si sale poi alla vetta su ripida traccia non segnata per cui è richiesta buona visibilità; il percorso presenta un lungo sviluppo e dislivello ma può essere diviso in due giorni pernottando al Rifugio Lavarella (QUI la “pillola” sul Rifugio Pederü e gli itinerari circostanti e QUI quella su San Vigilio di Marebbe).

La salita comincia dal Rifugio Pederü (1548 m) seguendo la mulattiera sterrata peril Rifugio Fanes ed ignorando le indicazioni per il sentiero, la mulattiera sterrata, a tratti sassosa, sale inizialmente in moderata pendenza raggiungendo una sella, da qui procede il lungo in sviluppo in leggeri saliscendi raggiungendo il Lago Piciodel (1819 m).
La strada sterrata continua nuovamente in lungo sviluppo moderata pendenza fino alla Malga di Fanes Piccola (2013 m. posto di ristoro) e al vicino bivio tra i rifugi Fanes e Lavarella; si segue a destra per il Rifugio Laverella che si raggiunge in breve sempre su strada sterrata (2042 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Laverella si segue il sentiero 13 per il Passo Sant’Antonio/Ju de Sant Antone, si sale su sentiero sassoso tra pascoli ignorando le deviazioni per i sentieri 12 e 7; continuando sul sentiero 13 si procede in saliscendi tra pascoli su traccia terrosa e poi si riprende a salire decisamente fino ad una sella.
Si segue quindi il sentiero sassoso e ghiaioso ripido che segue per un vallone selvaggio fino a giungere al Passo Sant’Antonio/Ju de Sant Antone (2466 m, piccola cappella, 1.15 ore dal Rifugio Lavarella, 3.15 ore dalla partenza).

Dal passo si prende a detsra la traccia non indicata e segnata verso il Piz de Sant Antone, si sale dapprima su traccia sassosa piuttosto friabile, che richiede piedi fermo, raggiungendo un tratto prativo per poi salire nuovamente su traccia sassosa ripida fino alla vetta del Piz de Sant Antone (2655 m, croce, 30 minuti dal Passo Sant’Antonio, 3.45 ore dalla partenza)

Discesa per lo stesso percorso in 2.45 ore, 6.30 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Pederü – Rifugio Lavarella – Passo Sant’Antonio/Ju de Sant Antone – Cima Sant’Antonio/Piz de Sant Antone – Passo Sant’Antonio/Ju de Sant Antone – Rifugio Lavarella – Rifugio Pederü

Sentieri: strada sterrata per Rifugio Lavarella – 13 – traccia non segnata per il Piz de Sant Antone

Dislivello: 1100 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 6.30 ore (3.45 ore la salita, 2.45 ore la discesa).

Quota massima: 2655 m

Difficoltà: E/EE –  percorso dal lungo sviluppo totale di 20 chilometri e dal grande dislivello, difficoltà E fino al Passo Sant’Antonio (con diversi tratti ripidi), EE la salita alla vetta finale su traccia non segnata a tratti ripida e friabile. Necessaria buona visibilità e tempo asciutto.

Data di ascesa: luglio 2022

Annotazioni: nella salita al Rifugio Fanes si può seguire il sentiero 7 in luogo di gran parte della strada sterrata, il sentiero è però ripido all’inizio e percorre diversi saliscendi successivamente per cui è, vista la lunghezza dell’ascesa, meglio seguire la mulattiera. Volendo è possibile spezzare in due giorni la salita pernottando al Rifugio Lavarella.

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con ottima visibilità per godere del bell’ambiente circostante e del panorama di vetta; se, come nel mio caso, si percorre tutto l’itinerario in un unico giorno è bene partire molto presto.

Salendo nel primo tratto di mulattiera

Lago Piciodel

Salendo al Rifugio Lavarella

Rifugio Lavarella

Salendo al Passo Sant’Antonio/Ju de Sant Antone

Passo Sant’Antonio/Ju de Sant Antone

Salendo al Piz de Sant Antone

In vetta al Piz de Sant Antone

Panorami dalla vetta del Piz de Sant Antone

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Rifugio Pederü su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Lavinores/Sas dla Para (2462 m) – Rifugio Fodara Vedla (1966 m) – Dolomiti

Il Lavinores/Sas dla Para, vetta posta a 2462 metri di quota, è una cima situata nelle Dolomiti di Fanes-Sennes-Braies che offre un panorama amplissimo su diversi gruppi dolomitici; la vetta è situata interamente in territorio veneto ma presenta diverse possibilità di accesso.

Viene qui descritta la salita dal Rifugio Pederü, raggiungibile in macchina e bus dal paese di San Vigilio di Marrebbe/Enneberg in Val Badia; il percorso, con diversi tratti ripidi e dislivello rilevante, raggiunge dapprima su mulattiera ripida il Rifugio Fodara Vedla, posto a 1966 metri di altezza, salendo poi alla vetta su sentiero sassoso non segnato ma con buona traccia ben intuibile con buona visibilità (QUI la “pillola” sul Rifugio Pederü ed i rifugi circostanti e QUI quella sul paese di San Vigilio di Marebbe).

La salita comincia dal Rifugio Pederü (1548 m) seguendo la mulattiera numero 7 per il Rifugio Fodara Vedla ed il Rifugio Sennes. Si sale su mulattiera molto ripida inizialmente su fondo cementato e poi sterrato, con possibili tagli lungo sentiero, fino al bivio tra Rifugio Sennes e Rifugio Fodara Vedla.
Si segue, quindi, il sentiero 7 per il Rifugio Fodara Vedla salendo su percorso sassoso nel bosco e poi tra mughi scendendo poi in breve al Rifugio Fodara Vedla (1966 m, 1.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Fodara Vedla si segue la mulattiera numero 9 per la Malga Ra Satua raggiungendo, in breve, la deviazione, segnalata con cartello, per la cima Lavinores/Sas dla Para.
Si segue a destra la deviazione salendo su traccia, segnata con ometti; il sentiero sale tra tra tratti sassosi ed altri prativi proseguendo poi in moderata pendenza a mezzacosta su fondo sassoso raggiungendo una sella.
Dalla sella si gira, seguendo gli ometti, a destra salendo su traccia sassosa sulla larga, ma ripida, cresta che porta in vetta al Lavinores/Sas dla Para (2462 m, due piccole croci, 1.30 ore dal Rifugio Fodara Vedla, 2.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 2.15 ore, 5.00 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Pederü – Rifugio Fodara Vedla – Lavinores/Sas dla Para – Rifugio Fodara Vedla – Rifugio Pederü

Sentieri: 7 – 9 – traccia per la vetta

Dislivello: 900 metri in salita e in discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali ( 2.45 ore la salita, 2.15 ore la discesa)

Quota massima: 2462 m

Difficoltà: E/EE – difficoltà E fino al Rifugio Fodara Vedla, difficoltà EE nella salita alla vetta. Presenza di diversi tratti ripidi lungo il percorso, la salita alla vetta non è marcata con i segnavia, bisogna avere quindi esperienza di questo tipo di percorsi; sono presenti, comunque, diversi ometti e la traccia è piuttosto intuibile con buona visibilità.

Data di ascesa: giugno 2022

Esperienza di Stefano: ho percorso questo itinerario a giugno con, quest’anno, assenza di neve, solitamente ad inizio stagione è, invece, possibile trovare ancora neve che potrebbe impedire la salita. È bene scegliere, inoltre, giornate con buona visibilità per godere del bellissimo panorama delle vette e per poter percorrere al meglio la traccia non segnata.

Rifugio Pederü

Lungo la ripida mulattiera iniziale

Bivio tra Rifugio Fodara Vedla e Rifugio Sennes

Lungo il sentiero per il Rifugio Fodara Vedla

Rifugio Fodara Vedla

Vista sul Lavinores/Sas dla Para salendo al bivio per la traccia di salita

Bivio per la traccia verso la vetta

Salendo alla sella

Alla sella

Cresta finale

In vetta al Lavinores/Sas dla Para

Panorama di vetta

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Rifugio Pederü su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

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Col Bechei Dessora (2794 m) – Rifugio Fanes (2060 m) – Dolomiti

Il Col Bechei Dessora, vetta di 2794 metri di quota, si trova nel gruppo dolomitico del Fanes-Sennes-Braies nell’omonimo parco naturale; la vetta si erge in posizione isolata molto panoramica in posizione dominante sul Rifugio Fanes, la Malga di Fanes Grande ed il Lago di Limo.

Il percorso descritto si riferisce alla via normale di salita che dal Rifugio Pederü, posto ad alcuni chilometri da San Vigilio di Marebbe/Enneberg in Val Badia, conduce dapprima su lunga mulattiera al Rifugio Fanes ed al Lago di Limo per salire poi alla vetta su percorso ripido ghiaioso e sassoso; il percorso presenta un lungo sviluppo e dislivello ma può essere diviso in due giorni pernottando al Rifugio Fanes (QUI la “pillola” su San Vigilio di Marebbe e QUI quella sull’area Pederü-Fanes-Sennes).

La salita comincia dal Rifugio Pederü (1548 m) seguendo la mulattiera sterrata peril Rifugio Fanes ed ignorando le indicazioni per il sentiero, la mulattiera sterrata, a tratti sassosa, sale inizialmente in moderata pendenza raggiungendo una sella, da qui procede il lungo in sviluppo in leggeri saliscendi raggiungendo il Lago Piciodel (1819 m).
La strada sterrata continua nuovamente in lungo sviluppo moderata pendenza fino alla Malga di Fanes Piccola (2013 m. posto di ristoro) e al vicino bivio tra i rifugi Fanes e Lavarella; si segue a sinistra per il Rifugio Fanes che si raggiunge in breve sempre su strada sterrata (2060 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Fanes si segue la strada sterrata 11 per il Passo di Limo, la strada forestale sassosa sale con alcuni tornanti fino al Passo di Limo e, con breve discesa, raggiunge quindi il Lago di Limo (2159 m, 15 minuti dal Rifugio Fanes, 2.15 ore dalla partenza).

Dal Lago di Limo si prende a sinistra il sentiero per il Col Bechei salendo su sentiero sassoso e ghiaioso dapprima con pendenza accentuata fino ad una fonte; da qui si procede in pendenza moderata in una vallone sassoso ed erboso fino ad una sella con vecchia costruzione militare.
Dalla sella si sale a sinistra per il Col Bechei dapprima su erba e poi su traccia ripida sassosa che conduce ad alcune roccette, in cui è utile aiutarsi con le mani, superato questo tratto si continua a seguire la traccia sassosa ripida che conduce alla breve e larga cresta finale che porta alla vetta del Col Bechei (2794 m, croce, 1.30 ore dal Lago di Limo, 3.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 2.45 ore, 6.30 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Pederü – Rifugio Fanes – Lago di Limo – Col Bechei Dessora – Lago di Limo – Rifugio Fanes – Rifugio Pederü

Sentieri: strada sterrata per Rifugio Fanes – 11 – sentiero Col Bechei

Dislivello: 1300 metri in salita e discesa compresi alcuni saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.30 ore (3.45 ore la salita, 2.45 ore la discesa).

Quota massima: 2794 m

Difficoltà: E/EE –  percorso dal lungo sviluppo totale di 21 chilometri e dal grande dislivello, difficoltà E fino alla sella con vecchia costruzione militare, EE la salita alla vetta finale con un paio di passaggi su roccette e diversi tratti ripidi

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: nella salita al Rifugio Fanes si può seguire il sentiero 7 in luogo di gran parte della strada sterrata, il sentiero è però ripido all’inizio e percorre diversi saliscendi successivamente per cui è, vista la lunghezza dell’ascesa, meglio seguire la mulattiera

Esperienza di Stefano: percorso spettacolare ma molto lungo per cui bisogna dosare le forze; io sono partito molto presto al mattino per cercare di anticipare lo sviluppo dei classici cumuli pomeridiani con possibili piogge

QUI il link YouTube sulla salita al Col Bechei Dessora ed al Rifugio Fanes

Rifugio Pederü visto dalla mulattiera di salita nel tratto iniziale

Mulattiera nel primo tratto

Lago Piciodel

Salendo alla Malga Fanes Piccola

Malga Fanes Piccola

Salendo al Rifugio Fanes

Rifugio Fanes

Salendo al Lago di Limo

Lago di Limo

Cartelli al Lago di Limo

Salendo alla sella con vecchia costruzione militare

Tratto ripido salendo alla vetta

In vetta al Col Bechei Dessora

Vista dalla vetta verso il Pederü

Vista sulle Conturines

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Rifugio Pederü su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Monte Sella di Sennes/Muntejela de Senes (2787 m) – Rifugio Sennes (2116 m) – Dolomiti

Il Monte Sella di Sennes/Muntejela de Senes, vetta di 2787 metri di quota, si trova nel gruppo dolomitico del Fanes-Sennes-Braies nell’omonimo parco naturale; la vetta si erge in posizione isolata molto panoramica in posizione dominante sul Rifugio Sennes e la Malga Munt de Senes.

Il percorso descritto si riferisce alla via normale di salita che dal Rifugio Pederü, posto ad alcuni chilometri da San Vigilio di Marebbe/Enneberg in Val Badia, conduce dapprima al Rifugio Sennes e alla Malga Munt de Senes per salire poi alla vetta su percorso ripido prativo e sassoso; il percorso presenta un lungo sviluppo e dislivello ma può essere diviso in due giorni pernottando al Rifugio Sennes (QUI la “pillola” su San Vigilio di Marebbe e QUI quella sull’area Pederù-Fanes-Sennes).

La salita comincia dal Rifugio Pederü (1548 m, strada a pedaggio da San Vigilio) seguendo la mulattiera sterrata e cementata numero 7 per il Rifugio Sennes; la mulattiera sale molto ripida a tornanti conducendo al bivio tra il Rifugio Sennes ed Il Rifugio Fodara Vedla.
Al bivio si segue il sentiero 7A per il Rifgugio Sennes oltrepassando un ponticello si prende il sentiero sassoso e ghiaioso nel bosco che sale piuttosto ripidamente costeggiando alcune pareti fino a incontrare nuovamente una mulattiera sterrata.
Si segue quindi la mulattiera 7A in salita verso il Rifugio Sennes, la mulattiera sterrata sale con pendenza moderata e tratti in falsopiano fino ad un ulteriore bivio per il Rifugio Sennes, si segue quindi il sentiero sassoso per il rifugio raggiungendo un crocefisso e poi, in breve in saliscendi, arrivando al Rifugio Sennes (2116 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Sennes si seguono le indicazioni n. 27 per il Munt de Sennes e il Montejela de Senes, si procede quindi su mulattiera sassosa e ghiaiosa in moderata pendenza che tra pascoli conduce ad una sella, da qui si scende su mulattiera in breve alla Malga Munt de Senes (2176 m, posto di ristoro, 20 minuti dal Rifugio Sennes, 2.20 ore dalla partenza).

Dalla Malga Munt de Senes si segue sempre il sentiero 27 per il Muntjela de Senes, il sentiero scende brevemente dapprima su traccia prativa per poi risalire su traccia sassosa tra pascoli con pendenza moderata, fino a giungere al bivio col sentiero 24A. Rimanendo sul sentiero 27 si sale su traccia sassosa in un largo canalone, prima dritti poi con semicerchio verso sinistra, raggiungendo un breve tratto più impegnativo tecnicamente superando alcuni gradoni rocciosi appoggiati che conducono ad una sella.
Da qui si segue in pendenza accentuata la traccia che tra sassi e magra erba conduce, con fondo sassoso e terroso, nei pressi dell’anticima; seguendo sempre i segni indicatori si traversa brevemente a sinistra fino ad arrivare all’ultimo tratto di salita che, su traccia sassosa piuttosto ripida, conduce alla vetta del Monte Sella di Sennes (2787 m, croce, 1.50 ore dalla Malga Munt del Senes, 4.10 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 2.50 ore, 7.00 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Pederü – Rifugio Sennes – Malga Munt de Senes – Monte Sella di Sennes – Malga Munt de Senes – Rifugio Sennes – Rifugio Pederü

Sentieri: 7 – 7A – 27

Dislivello: 1300 metri in salita e discesa compresi alcuni saliscendi

Tempo di percorrenza: 7.00 ore (4.10 ore la salita, 2.50 ore la discesa).

Quota massima: 2787 m

Difficoltà: E/EE –  percorso dal lungo sviluppo totale di 20 chilometri e dal grande dislivello, difficoltà E fino alla Malga Munt de Senes seppur con diversi tratti ripidi, EE la salita alla vetta con un passaggio tecnico e diversi tratti ripidi

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: è possibile dividere l’itinerario in due giorni pernottando al Rifugio Sennes, inoltre, durante la salita dal Rifugio Pederü al Rifugio Sennes è possibile, allungando il percorso, passare dal Rifugio Fodara Vedla seguendo integralmente la mulattiera 7

Esperienza di Stefano: percorso spettacolare che risulta però essere lungo e faticoso; io sono salito in giornata partendo molto presto e cercando di dosare le forze anche perchè anche la discesa lunga risulta faticosa.

QUI il link YouTube sulla salita al Monte Sella di Sennes ed al Rifugio Sennes

Vista sul Rifugio Pederü dal primo tratto della mulattiera

Lungo la ripida mulattiera iniziale

Lungo il tratto di sentiero 7A

Mulattiera per il Rifugio Sennes

Rifugio Sennes

Mulattiera per la Malga Munt de Senes

Malga Munt de Senes e vetta del Monte Sella di Sennes

Primo tratto prativo e sassoso verso il Monte Sella di Sennes

Lungo il tratto nel canalone

Tratto più impegnativo tecnicamente

Tratto tre erba e sassi salendo dalla selletta all’anticima

Traversando verso l’ultimo tratto di salita

Ultimo tratto di salita

In cima al Monte Sella di Sennes

Panorama di vetta

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Rifugio Pederü su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Plan de Corones/Kronplatz – comprensorio estivo – Val Pusteria e Val Badia

Il Plan de Corones/Kronplatz è un comprensorio sciistico ed escursionistico molto noto posto tra Val Pusteria/Pustertal e Val Badia/Gadertal; la vetta, alta 2275 metri di quota, è situata in posizione isolata dalle altre cime permettendo panorami amplissimi su Dolomiti e cresta di confine con l’Austria.

Il comprensorio del Plan de Corones presenta molti punti di accesso sia con sentieri escursionistici e per mountain-bike sia tramite gli impianti di risalita; anche in estate, infatti, sono funzionanti le cabinovie che conducono in vetta partendo da Riscone di Brunico/Bruneck, Perca/Percha, Valdaora/Olang e dal Passo Furcia/Furkel Pass che collega Valdaora con San Vigilio di Marebbe/Enneberg (QUI la “pillola” su Brunico, QUI quella su Valdaora e QUI la “pillola” su San Vigilio di Marebbe).

Lungo il comprensorio del Plan de Corones si diramano, quindi, una fitta rete di sentieri, percorsi per mountain-bike e tracciati da trail e downhill; tra le varie possibilità viene qui descritta la salita, possibile a piedi ed in bicicletta, tramite la mulattiera sterrata che conduce dal Passo Furcia alla vetta con discesa sul sentiero 1 (QUI la “pillola” sulla salita lungo la mulattiera e discesa lungo il sentiero).

Tra gli altri punti di interesse del luogo troviamo molte malghe e rifugi che propongono piatti tipici, sia in vetta che lungo i sentieri e la presenza, in vetta, di: una grande campana con tavola panoramica delle cime visibili, diversi giochi ed attrazioni per bambini, il Museo Corones dedicato alla montagna e facente parte del circuito museale Messner Mountain Museum ed il Museo Lumen dedicato alla fotografia.

Inoltre, durante la stagione invernale, il Plan de Corones diventa un noto ed apprezzato comprensorio sciistico che offre oltre 120 chilometri di piste da sci servite da impianti veloci e moderni che collegano, sci ai piedi, tutti i versanti del Plan de Corones (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico).

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estate 2021 e 2025

Grande campana in vetta

Dalla tavola panoramica delle vette

Vista sugli impianti provenienti da Perca e Brunico

Impianto che collega con Passo Furcia

Impianto proveniente da Valdaora

Panorami dalla vetta

Museo Corones del Messner Mountain Museum

Vista panoramica dal Museo Corones

Museo Lumen

Rifugi e giochi per bambini

Piatti tipici al Rifugio Corones

Cappella in vetta

Lungo la mulattiera dal Passo Furcia alla vetta

Percorsi per downhill

Sentiero 1 dalla vetta a Passo Furcia

Mucche sui pascoli della zona

Comprensorio in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina e QUI sulla Val Badia


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Plan de Corones/Kronplatz (2275 m) – Dolomiti

Il Plan de Corones/Kronplatz, ampia vetta di 2275 metri di quota, è un noto monte e comprensorio escursionistico posto tra Val Pusteria e Val Badia; dalla sua vetta, ove sono presenti diversi rifugi e i musei Corones del circuito Messner Mountain Museum e Lumen dedicato alla fotografia, è possibile godere di un amplissimo panorama comprendente molti gruppi dolomitici e della cresta di confine con l’Austria (QUI la “pillola” sul comprensorio del Plan de Corones in estate).

La vetta del Plan de Corones può essere raggiunta, sia a piedi che con gli impianti di risalita, da molti punti diversi di partenza; viene qui proposto un percorso ad anello con salita su mulattiera sterrata (percorribile anche in mountain bike) e discesa lungo il sentiero.
L’escursione si diparte dal Passo Furcia/Furkel Sattel, raggiungibile da Valdaora/Olang e San Vigilio di Marebbe/Ennenberg, (QUI la “pillola” su Valdaora e QUI quella su San Vigilio di Marebbe)

La salita al Plan de Corones comincia poco sotto il Passo Furcia sul versante di San Vigilio di Marebbe (1700 m) seguendo le indicazioni n, 1 per il Plan de Corones; la mulattiera sterrata sale con alcuni tornanti e, ignorate le deviazioni del sentiero 13 e del sentiero 1, si rimane sempre sulla mulattiera, entrando nel bosco, e salendo in moderata pendenza fino ad un bivio.

Si segue, quindi, a destra il percorso per mountain bike rimanendo sempre sulla mulattiera; procedendo in falsopiano, si ignorano diversi bivi e si raggiunge il Rifugio Geiselsberger (chiuso in estate); continuando sulla mulattiera si piega verso sinistra e si sale in pendenza più accentuata fino alla vetta del Plan de Corones (2275 m, enorme campana, rifugi e musei, 1.45 ore dalla partenza).

Dalla vetta si passa nei pressi del Messner Mountain Museum e si segue il sentiero 1 verso il Passo Furcia; in breve si transita presso delle statue e si scende, quindi, piuttosto ripidamente prima su sentiero sassoso e ghiaiosa e poi su traccia terrosa tra prati.

Seguendo sempre per il Passo Furcia, con pendenza moderate ed alcuni tratti più ripidi si alternano frazioni nel bosco ed altre tra prati; si passa, quindi, nei pressi del Rifugio Graziani e sotto i cavi della cabinovia Ruis.
Rientrati nel bosco si giunge, poi, nuovamente alla mulattiera sterrata ed al bivio incontrato in salita; seguendo in discesa la mulattiera sterrata percorsa all’andata si torna, quindi, al Passo Furcia (1.00 ora dalla vetta, 2.45 ore dalla partenza).

Percorso: Passo Furcia – mulattiera sterrata – Plan de Corones – sentiero 1 – Passo Furcia

Sentieri: mulattiera sterrata – 1

Dislivello: 575 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore (1.45 ore la salita, 1.00 ora la discesa).

Quota massima: 2275 m

Difficoltà: E – escursione di media lughezza senza particolari difficoltà tecniche ma con presenza di alcuni tratti un po’ ripidi; sviluppo totale di circa 9 chilometri tra salita e discesa

Data di ascesa: luglio 2021 e giugno 2025

Annotazioni: volendo si può scendere o salire con la cabinovia Ruis abbreviando, eventualmente, il percorso; nel caso è bene controllare i periodi di apertura dell’impianto oltre quelli dei rifugi

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili lungo il percorso; io ho abbinato l’escursione alla visita del Museo Mountain Messner Museum

QUI il link al video YouTube sulla salita al Plan de Corones

Cartelli alla partenza

Chiesetta alla partenza

Primo tratto di salita sulla mulattiera

Vista sul Sass de Putia

Vista sul Piz da Peres

Bivio col sentiero 1 che si percorrerà in discesa

Vista sulla Marmolada

Tratto nel bosco

Bivio a cui si segue a destra verso il percorso mountain bike continuando con la mulattiera

Tratto sulla mulattiera in falsopiano

Tratto sulla mulattiera che piega a sinistra

Vista su Brunico e le Alpi di Zillertal

Ultimo tratto di salita

In vetta al Plan de Corones

Stazione a monte della cabinovia Ruis

Panorama dalla vetta

Messner Mountain Museum Corones

Discesa lungo il sentiero 1

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

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Plan de Corones/Kronplatz in inverno – Val Pusteria e Val Badia

Il Plan de Corones/Kronplatz è uno dei comprensori sciistici più noti del Sudtirolo e non solo; le piste da sci alpino sono dislocate su vari versanti del massiccio del Plan de Corones, alto 2275 metri e posto tra la zona centrale della Val Pusteria/Pustertal e la bassa Val Badia/Gadertal.

Il comprensorio del Plan de Corones offre oltre 100 chilometri di piste da sci alpino, di svariata difficoltà e quasi tutte con innevamento programmato, servite da impianti moderni e veloci; le piste raggiungono diverse località a valle quali: Valdaora/Olang, Riscone di Brunico/Reischach e Perca/Percha in Val Pusteria e San Vigilio di Marebbe/Enneberg e Piccolino/Piculin in Val Badia (QUI la “pillola” su Valdaora, QUI quella su Brunico e QUI quella su San Vigilio di Marebbe).

Le piste del comprensorio del Plan de Corones dispongono di vari snowpark per sci acrobatico, molti rifugi ove ristorarsi ed, inoltre, offrono un bellissimo panorama verso i gruppi montuosi delle Dolomiti, delle Vedrette di Ries/Riesferner Gruppe, delle Alpi Carniche/Karnischer Alpen e delle Alpi Noriche.

L’area del Plan de Corones presenta, altresì, ulteriori punti di interesse , tra i quali troviamo, in vetta al comprensorio: il Messner Mountain Museum Corones (facente parte del circuito di musei alpini voluti dall’alpinista Reinhold Messner), il Museo della Fotografia “Lumen” e l’enorme Campana della Concordia.

Nei pressi del comprensorio del Plan de Corones sono presenti anche molti percorsi innevati adatti per ciaspolatori e amanti delle camminate invernali; tra essi troviamo, ad esempio, il Panoramaweg che percorre un tracciato ad anello nei pressi delle frazioni di Valdaora (QUI la “pillola” sul Panoramaweg in inverno).

Inoltre, diversi impianti di risalita e rifugi del comprensorio Plan de Corones sono aperti anche in estate con possibilità di escursioni a piedi, in mountain-bike, trail e downhill ed anche i due musei presenti in vetta sono visitabili nel periodo estivo (QUI la “pillola” sul comprensorio del Plan de Corones in estate).

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’inverno 2019

Lungo le piste da sci del comprensorio

Il simbolo del Plan de Corones

Panorama verso le Dolomiti

Campana della Concordia

Messner Mountain Museum Corones

Il Plan de Corones visto da Valdaora

Lungo il sentiero innevato Panoramaweg di Valdaora

Piantina del comprensorio

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e la Valle Aurina e QUI sulla Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sui comprensori sciistici del Sudtirolo



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San Vigilio di Marebbe/St. Vigil – Val Badia

La Val Badia/Gadertal è una lunga valle dolomitica ladina che presenta dalla congiunzione con la Val Pusteria/Pustertal fino all’ultimo centro abitato della valle, Corvara, uno sviluppo di oltre 30 chilometri.

Nella prima parte della Val Badia, a circa 10 chilometri dall’inizio della valle, si trova San Vigilio di Marebbe/St. Vigil posto nella laterale Val di Mareo, da cui deriva anche il suo nome ladino “Al Plan de Mareo”.

Il paese di San Vigilio di Marebbe, posto a 1200 metri di quota, insieme alle sue frazioni forma il comune di Marebbe/Enneberg che conta più di 3000 abitanti; il borgo è posto in posizione idilliaca tra pascoli ed è circondato da cime dolomitiche che permettano di gustare, già dal paese, bellissimi panorami verso il Plan de Corones/Kronplatz, il Piz da Peres ed il Monte Pares.

Nel centro del borgo troviamo la chiesa parrocchiale edificata in stile barocco e dedicata a San Viglio, molto rilevante è l’altare maggiore, intagliato nel legno nel 1636.

Dal paese di San Viglio di Marebbe partono moltissime escursioni di diversa difficoltà verso i monti circostanti, allietate dalla vista verso pascoli e cime del parco naturale Fanes-Sennes-Braies; uno degli accessi più noti al parco naturale si ha dal Rifugio Pederü, raggiungibile in macchina dal paese di San Viglio.
Dal Rifugio Pederü iniziano le notissime escursioni ai Rifugi Fanes, Lavarella, Sennes e Fodara Vedla e salite a vette come il Monte Sella di Sennes/Muntejela de Senes, il Col Bechei Dessora, il Lavinores/Sas dla Para e il Piz de Sant Antone/Cima di Sant’Antonio (QUI la “pillola” collegata al Rifugio Pederü ed i rifugi circostanti, QUI quella sulla salita al Rifugio Sennes ed al Monte Sella di Sennes e QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Fanes ed al Lago di Limo e al Col Bechei Dessora e QUI quella sulla salita al Rifugio Fodara Vedla ed alla cima Lavinores/Sas dla Para e QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Lavarella ed al Piz de Sant Antone).

San Vigilio di Marebbe è, inoltre, collegato con il comprensorio sciistico del Plan de Corones che presenta oltre 100 chilometri di piste di sci alpino e risulta essere una delle mete invernali più amate e frequentate del Sudtirolo (QUI la “pillola” sul Plan de Corones).

Anche in estate, raggiungendo il Passo Furcia, è possibile collegarsi con il comprensorio del Plan de Corones ove sono aperti diversi impianti di risalita e rifugi con possibilità di escursioni a piedi in mountain-bike, trail e downhill (QUI la “pillola” sul comprensorio estivo).

Dal Passo Furcia è possibile salire, inoltre, con percorso impegnativo la vetta del Piz da Peres e, con tracciato meno difficile, la cima del Plan de Corones (QUI la “pillola” sull’ascesa al Piz da Peres e QUI quella sulla salita al Plan de Corones).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2021, 2022 e 2025

Chiesa parrocchiale

Nel centro del paese

Bucolici dintorni del paese

Rifugio Pederü

Rifugio Sennes

Monte Sella di Sennes

Rifugio Fanes

Lago di Limo

Col Bechei Dessora

Rifugio Fodara Vedla

Vetta Lavinores/Sas dla Para

Rifugio Lavarella

Piz de Sant’Antone

Vetta del Piz da Peres

Escursione dal Passo Furcia al Plan de Corones

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia



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Rifugi Pederü – Fanes – Lavarella – Sennes – Fodara Vedla – Val Badia

La Val Badia/Gadertal, una delle più importanti e famose valli dolomitiche, offre anche alcune valli laterali che portano in zone molto affascinanti e frequentate.

Tra queste, troviamo la Valle di Marebbe che porta al noto paese turistico di San Vigilio di Marebbe/St. Vigil/Al Plan de Mareo; dal borgo trova inizio la Valle di Rudo, percorsa da una strada asfaltata, che conduce al Rifugio Pederü a 1540 m di quota (QUI la “pillola” sul paese di San Viglio di Marebbe).

Dal grande albergo/rifugio sono possibili escursioni di diverso impegno e difficoltà che conducono nel Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies, dove, tra le gite più note ed amate dagli escursionisti troviamo le salite a diversi rifugi; infatti, mediante lunghe mulattiere forestali si possono raggiungere sia l’altopiano del Fanes dove, in posizione idilliaca all’ombra delle Dolomiti di Fanes e delle Conturines, si trovano i Rifugi Fanes (2062 m) e Lavarella (2042 m) sia il Rifugio Fodara Vedla (1980 m) ed il Rifugio Sennes (2126 m) posto nell’omonimo alpeggio.

Nella zona dei rifugi tra i pascoli si possono osservare bellissimi panorami dolomitici e, in estate, si può godere di un ambiente naturale bucolico e rilassante con presenza di molti animali, torrenti e pascoli; i rifugi della zona propongono anche piatti tipici da gustare ammirando il panorama circostante.

Inoltre, dai rifugi è possibile intraprendere diverse salite impegnative a cime come il Monte Sella di Sennes/Muntejela de Sennes raggiungibile dal Rifugio Sennes, il Col Bechei Dessora che ha il Rifugio Fanes come punto di appoggio, la cima Lavinores/Sas dla Para passando per il Rifugio Fodara Vedla e il Piz de Sant Antone/Cima di Sant’Antonio raggiungibile dal Rifugio Lavarella (QUI la “pillola” sulla salita al Monte Sella di Sennes, QUI quella sull’ascesa al Col Bechei Dessora, QUI la “pillola” sulla salita al Lavinores/Sas dla Para e QUI quella sull’ascesa al Piz de Sant Antone).

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estate 2021 e 2022

Rifugio Pederü

Salendo al Rifugio Sennes

Rifugio Sennes

Vista sul Munt de Senes e il Monte Sella di Sennes

Stambecchi lungo la salita al Monte Sella di Sennes

Vetta del Monte Sella di Sennes

Vista sulla Malga Fanes Piccola salendo al Rifugio Fanes e al Rifugio Lavarella

Rifugio Lavarella

Salendo al Piz de Sant Antone

Piz de Sant Antone

Rifugio Fanes

Lago di Limo posto non molto distante dal Rifugio Fanes

Salendo al Col Bechei Dessora

Vetta del Col Bechei Dessora

Vista verso il lontano Rifugio Pederü dal Col Bechei Dessora

Rifugio Fodara Vedla

Salendo al Lavinores/Sas dla Para

In vetta al Lavinores/Sas dla Para

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