Piz Umbrail (3031 m) – Punta di Rims (2947 m) – Gruppo dell’Ortles

Il Piz Umbrail, vetta di 3031 metri di quota, e la Punta di Rims, cima d 2947 metri di altezza, sono poste nell’area del Passo dello Stelvio/Stilsfer Joch e del Pass Umbrail/Giogo di Santa Maria lungo la cresta che separa la Lomabrdia in Italia con i Grigioni in Svizzera (QUI la “pillola” sul Passo dello Stelvio e sul Pass Umbrail).

Il Pass Umbrail, punto di partenza dell’escursione, è raggiungibile sia dalla Svizzera dalla Val Monastero/Münstair che dalla Lombardia dall’Alta Valtellina; il passo è, comunque, situato non lontano dall’Alto Adige/Südtirol ed è raggiungibile dal Sudtirolo dalla Val Venosta/Vinschgau passando da Tubre/Taufers se si sale dalla Val Monastero o dal Passo dello Stelvio se si sale da Trafoi.

Il percorso per le due vette attraversa ambienti molto selvaggi ed affascinanti con panorami amplissimi dal Gruppo dell’Ortles fin verso il gruppo del Bernina; il tracciato affronta anche brevi tratti attrezzati con catena ed altri un po’ esposti e scivolosi lungo la salita al Piz Umbirail e lungo la cresta tra le due vette, è quindi necessaria, per la percorrenza, la giusta esperienza su questi percorsi.

La salita comincia dal Pass Umbrail (2503 m) partendo dai pressi della dogana svizzera seguendo i cartelli per il Piz Umbrail; il sentiero sale su traccia sassosa e terrosa tra pascoli raggiungendo in breve un bivio non segnalato.
Seguendo a sinistra i paletti con segno bianco, verde e rosso si sale su traccia sassosa e terrosa, in moderata pendenza, tra prati passando vicino a diversi ruderi di fortificazioni di guerra della I Guerra Mondiale; facendo attenzione ai paletti ci si ricongiunge sul sentiero “normale” con segni bianco-rossi.
Seguendo il sentiero normale (io ho evitato la successiva deviazione bianco-verdi-rosse non ben segnalata) si sale su traccia sassosa e ghiaiosa che tagli in moderata pendenza il pendio (tratto un po’ esposto) raggiungendo un brve tratto attrezzato con catene e giungendo ad una selletta.
Dalla selletta il sentiero sale ripido su traccia sassosa, con alcuni tornanti, portando alla vetta del Piz Umbrail (3031 m, croce e tavola panoramica delle cime, 1.30 ore dalla partenza).

Dalla cima si continua sulla cresta sul versante opposto seguendo i segni bianco-rosso-verdi (ignorando il sentiero bianco-rosso che scende a destra); continuando in saliscendi sulla cresta su traccia ghiaiosa e sassosa si raggiunge un selletta da dove il percorso si fa in parte più esposto e con anche tratti su sfasciumi.
Facendo attenzione ai saliscendi si giunge a due brevi tratti attrezzati con catene ed ad un paio di salitni di roccia non attrezzati fino a giungere ad un’altra sella; da qui si segue la traccia sulla cresta che porta in ripida salita, in breve, alla vetta della Punta di Rims (2947 m, vecchia croce di legno, cippo di confine, 1.20 ore dal Piz Umbrail, 2.50 ore dalla partenza).

Scendendo sul lato opposto su traccia ghiaiosa a tratti un po’ esposta si scende in moderata pendenza ad una selletta; da qui si scende piuttosto ripidamente su traccia sassosa e terrosa alla Bocchetta di Forcola (2760 m, 30 minuti dalla Punta di Rims, 3.20 ore dalla partenza).

Dalla Bocchetta di Forcola si segue il sentiero 145 per il Pass Umbrail, si scende tra prati su traccia ghiaiosa e terrosa dapprima piuttosto ripidamente poi con pendenza moderata; superato un torrente si risale brevemente in moderata pendenza percorrendo, poi, un tratto in saliscendi ed, infine, una parte in leggera discesa che riporta nei pressi del Pass Umbrail all’altezza della IV casa cantoniera della strada del Passo dello Stelvio (1.10 ore dalla Bocchetta di Forcola, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: Pass Umbrail – Piz Umbrail – Punta di Rims – Bocchetta di Forcola – Pass Umbrail

Sentieri: sentiero Piz Umbrail – cresta per Punta di Rims – sentiero per Bocchetta di Forcola – 145

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati i tanti saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore totali

Quota massima: 3031 m

Difficoltà: EE – percorso con diversi tratti ripidi e tecnici con alcuni passaggi esposti e scivolosi (in parte attrezzati ed altri no), necessaria, quindi, esperienza lungo questo tipo di itinerari. Sviluppo di circa 10 chilometri totali.

Data di ascesa: luglio 2023

Annotazioni: necessaria assenza di neve sul percorso e tempo asciutto; se si volesse evitare i punti più tecnici e salire solo alla Punta di Rims è possibile salire alla vetta percorrendo l’itinerario descritto in discesa e fermandosi alla Punta di Rims

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei magnifici panorami ed ambienti del percorso; il tracciato non è molto lungo ma non va sottovalutato visti i diversi passaggi tecnici che è bene percorrere con calma valutando i punti migliori dove passare.

Al Pass Umbrail

Primo tratto di salita

Salendo lungo il tratto con paletti con segni bianco-verdi-rossi passndo nei pressi di diverse vecchie fortificazioni militari

Salendo al Piz Umbrail tornati sul sentiero con segni bianco-rossi

In vetta al Piz Umbrail

Lungo la prima parte di cresta verso la Punta di Rims

Lungo la parte centrale della cresta con vista sul Lago di Rims

Tratto finale della cresta verso la Punta di Rims

In vetta alla Punta di Rims

Scendendo verso la Bocchetta di Forcola

Alla Bocchetta di Forcola

Tornando al Pass Umbrail


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Pass Umbrail su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Monte Scorluzzo (3094 m) – Gruppo dell’Ortles

Il Monte Scorluzzo, elevazione di 3094 m di quota, è posto nel Gruppo dell’Ortles in territorio lombardo a poca distanza dal confine tra Alto Adige/Südtirol e Lombardia in posizione molto panoramica nei pressi del Passo dello Stelvio/Stilfser Joch (QUI la “pillola” sul Passo dello Stelvio).

Il Monte Scorluzzo è un 3000, piuttosto noto e frequentato, che presenta un itinerario di salita che segue nella prima parte una mulattiera sterrata fino al Passo delle Platigliole per poi condurre in vetta, con traccia sassosa e ghiaiosa, con presenza anche di alcuni tratti piuttosto ripidi.

L’itinerario, estremamente panoramico ed inserito in ambiente di alta montagna, presenta nel suo complesso un dislivello ed uno sviluppo contenuti con partenza dalla frequentatissima zona del Passo dello Stelvio; la seconda parte di salita presenta comunque alcuni tratti che richiedono preparazione ed esperienza nella percorrenza di tracce ripide e sassose.
Vista la quota raggiunta e il versante di salita dell’itinerario va tenuto conto, inoltre, che a volte la neve può essere presente a tratti lungo la traccia anche in estate.

La salita al Monte Scorluzzo comincia dal Passo dello Stelvio (2758 m) salendo sulla mulattiera sterrata numero 506 che conduce in moderata pendenza al Passo delle Platigliole (2908 m).

Dal Passo delle Platigliole si segue verso destra sempre il sentiero 506 per il Monte Scorluzzo salendo su traccia ghiaiosa e sassosa che porta, con presenza anche di alcuni tratti ripidi, fino alla cima del Monte Scorluzzo (3094 m, croce, 1.00 ora dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 45 minuti (1.45 ore dalla partenza).

QUI il link YouTube al video della salita al Monte Scorluzzo

Percorso: Passo dello Stelvio – Passo delle Platigliole – Monte Scorluzzo – Passo delle Platigliole – Passo dello Stelvio

Sentiero: 506

Dislivello: 350 metri in salita e in discesa

Tempo di percorrenza: 1.45 ore totali

Quota massima: 3094 m

Difficoltà: E/EE – itinerario che presenta alcuni tratti ripidi sassosi salendo alla vetta; sviluppo totale di 3,5 chilometri tra andata e ritorno. Nella prima parte dell’estate è possibile trovare ancora tratti innevati.

Data di ascesa: diverse salite di cui l’ultima ad agosto 2024

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bel panorama di vetta.
Per chi ha il necessario allenamento ed esperienza la salita al Monte Scorluzzo può essere abbinata, come ho fatto io, a quella alla Punta Rosa/Piz Cotschen, sempre partendo dal Passo dello Stelvio (QUI la “pillola” sulla salita alla Punta Rosa).

Passo dello Stelvio

Cartelli posti nei pressi della stazione a valle degli impianti del Passo dello Stelvio

Salendo al Passo delle Platigliole

Passo delle Platigliole

Salendo alla cima con anche alcuni tratti ripidi

In vetta al Monte Scorluzzo

Vista sull’Ortles

Vista sulla Punta Rosa

Vista sul Piz Umbrail

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo dello Stelvio su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Punta Rosa (3026 m) – Gruppo dell’Ortles

La Punta Rosa/Rötelspitz/Piz Cotschen, elevazione di 3026 m di quota, è posta nel Gruppo dell’Ortles interamente nel Canton Grigioni/Graubunden in Svizzera (anche se a poca distanza dal confine con l’Alto Adige/Südtirol in Italia; l’accesso normale avviene dal Passo dello Stelvio/Stilfser Joch (QUI la “pillola” sul Passo dello Stelvio).

L’itinerario, molto bello, panoramico ed inserito in ambiente di alta montagna, presenta nel suo complesso un dislivello ed uno sviluppo contenuti con partenza dalla frequentatissima zona del Passo dello Stelvio, l’impegno tecnico del percorso non è però da sottovalutare ed è quindi da affrontare con la giusta concentrazione e preparazione.

La salita alla Punta Rosa comincia dal Passo dello Stelvio (2758 m) salendo sulla mulattiera sterrata che conduce in breve al Rifugio Garibaldi al Piz da Las Traias Lenguas (2838 m, chiuso ad agosto 2024).

Dal rifugio si segue, quindi, il sentiero per la Sella Piz Cotschen; la traccia sassosa costeggia la dorsale Breite Grat portando prima in moderata salita e poi falsopiano al bivio tra Sella Piz Cotschen e Sentiero Goldseeweg, Al bivio si segue quindi il sentiero ghiaioso e sassoso, a tratti esposto, che conduce in breve alla sella Piz Cotschen (2925 m).

Dalla Sella Piz Cotschen si segue verso sinistra il sentiero su traccia sassosa che porta in cresta, con alcuni passaggi un po’ esposti su ghiaino, fino a condurre alla cima della Punta Rosa/Piz Cotschen (3026 m, ometto, 1.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.

Percorso: Passo dello Stelvio – Rifugio Garibaldi – Sella Piz Cotschen – Punta Rosa/Piz Cotschen – Sella Piz Cotschen – Rifugio Garibaldi – Passo dello Stelvio

Dislivello: 400 metri in salita e in discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.45 ore totali

Quota massima: 3026 m

Difficoltà: EE – itinerario con alcuni tratti ripidi sassosi ed esposti salendo alla Sella da Piz Cotschen ed alla Punta Rosa, cresta finale che richiede assenza di vertigini. Sviluppo totale di 5 chilometri tra andata e ritorno

Data di ascesa: diverse salite di cui l’ultima ad agosto 2024

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bellissimo panorama di vetta; nonostante il percorso sia relativamente breve non va sottovalutato per esposizione e presenza di tratti tecnici. Per chi ha il necessario allenamento la salita alla Punta Rosa può essere abbinata, come ho fatto io, a quella al Monte Scorluzzo, sempre partendo dal Passo dello Stelvio (QUI la “pillola” sulla salita al Monte Scorluzzo).

QUI il link YouTube al video della salita alla Punta Rosa

Passo dello Stelvio

Salendo al Rifugio Garibaldi

Salendo alla Sella Piz Cotschen

Tratto esposto verso la Sella da Piz Cotschen

Sella da Piz Cotschen

Salendo alla Punta Rosa

Lungo la cresta verso la Punta Rosa

In vetta alla Punta Rosa


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo dello Stelvio su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Piz Minschuns/Schafberg (2935 m) – Gruppo dell’Ortles

Il Piz Minschuns/Schafberg, cima molto panoramica di 2935 metri di quota, è posto sul confine tra Alto Adige/Südtirol e Svizzera (Cantone dei Grigioni/Graubunden) nella zona di Trafoi e del Passo dello Stelvio/Stilfser Joch; la cima presenta varie possibilità di salita con diversi dislivelli, viene qui descritta la salita classica dalla stazione a monte della seggiovia Forcola/Furkel del paese di Trafoi, posto lungo la strada che sale al Passo dello Stelvio (QUI la “pillola” sulla seggiovia Forcola e QUI quella su Trafoi, Stelvio e Prato allo Stelvio).

Il percorso presenta difficoltà tecniche moderate per esperti di questi percorsi, sono presenti, tuttavia, alcuni tratti un po’ ripidi; dal percorso e soprattutto dalla vetta si godono, inoltre, ampi panorami su Gruppo dell’Ortles/Ortler, Sesvenna e verso i monti che cingono la Val Monastero/Münstertal.

La salita al Piz Minschuns comincia dalla stazione a monte della seggiovia Forcola/Furkel di Trafoi (2153 m, rifugio Forcola), dall’arrivo della seggiovia si segue il sentiero 24 per il Piz Minschuns.
Il percorso sale con pendenza moderata, con traccia terrosa e ghiaiosa, tra magri pascoli passando anche per dei ricoveri e ruderi di guerra raggiungendo due croci e un bivio; dal bivio si segue il sentiero per il Piz Mischuns (sul cartello segnato col numero 25).

Raggiunta in breve, su traccia erbosa e sassosa, la stazione a monte di una seggiovia aperta in inverno si trova un successivo bivio; rimanendo a destra verso il Piz Minschuns si sale su traccia ghiaiosa e sassosa che aggirato un costone sale poi ripidamente in tornanti fino ad una forcella.
Prendendo la traccia ghiaiosa a destra il sentiero sale, alternando tratti con pendenza moderata ad altri più ripidi, lungo la cresta che porta alla vetta del Piz Minschuns (2935 m, 2.15 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.00 ore dalla partenza.

Percorso: Stazione a monte seggiovia Forcola – Piz Minschuns – Stazione a monte seggiovia Forcola

Sentieri: 24 (erroneamente indicato come 25 sul cartello al primo bivio), poi torna ad essere indicato come 24

Dislivello: 800 metri in salita e in discesa

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali (2.15 ore la salita. 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2935 m

Difficoltà: E/EE – itinerario di difficoltà tecnica moderata ma con alcuni tratti ripidi, cresta finale che richiede assenza di vertigini; sviluppo di circa 8 chilometri totali tra andata e ritorno.

Data di ascesa: ultima salita settembre 2023, alcune foto sono tratte anche da salite precedenti

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura della seggiovia e del rifugio, è, inoltre, necessario tempo asciutto.
Dalla seggiovia Forcola sono possibili anche altre escursioni e salite a cime tra cui quella che, con lungo dislivello e sviluppo, permette di raggiungere la cima del Piz Chavalatsch (QUI la “pillola” sulla salita al Piz Chavalatsch).

Esperienza di Stefano: è consigliabile salire presto all’apertura dell’impianto e distribuire le forze lungo il percorso; io ho percorso l’escursione con passaggio di alcune nebbie e nubi, con cielo sereno il panorama sarebbe ancora più ampio

Seggiovia Forcola

Rifugio Forcola

Cartelli alla partenza

Primo tratto di salita che porta alle croci e ruderi di guerra

Viste sul Gruppo dell’Ortles

Ricoveri di guerra, ruderi e croci

Salendo alla forcella

Cresta finale

Viste dalla cresta

Lungo la cresta finale

Vista sulla cresta finale percorsa

In vetta al Piz Minschuns

Di ritorno al Rifugio Forcola


Cliccare sull’immagine per visualizzare la seggiovia Forcola a Trafoi su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Alta Val Venosta/Vinschgau – vacanze sudtirolesi a quota 3000

Il mio percorso di relazioni con il Sudtirolo, prima di portarmi a vivere permanentemente in Alto Adige, è passato da tante vacanze estive ed invernali nelle varie aree sudtirolese quando ero ancora risiedente a Milano.

Tra le aree favorite nelle vacanze estive è stata spesso presente anche l’Alta Val Venosta/Vinschgau, un’area cinta da alte montagne, tra cui l’Ortles/Ortler, la cima più alta del Sudtirolo e delle Alpi Orientali grazie alla sua vetta che supera i 3900 metri di quota e il Passo dello Stelvio/Stilfser Joch, il Passo automobilistico più alto d’Italia, posto a oltre 2700 metri di quota (QUI la “pillola” sul Passo dello Stelvio).

Pur senza aver salito direttamente l’Ortles nelle mie vacanze in questa zona bellissima, ma forse meno nota alla maggior parte del pubblico italiano, ho imparato a familiarizzare con l’area dell’Alta Venosta e con i suoi monti, abitanti, cultura e paesi quali: Solda/Sulden, Prato allo Stelvio/Prad am Silsfer Joch, Malles/Mals, San Valentino alla Muta/St. Valentin auf der Haide e Curon Venosta/Graun (QUI la “pillola” su Solda, QUI quella su Prato allo Stelvio, QUI quella su Malles, QUI quella su San Valentino alla Muta e QUI quella su Curon Venosta).

Durante queste vacanze estive ho anche iniziato la collezione di cime circostanti tra i gruppi dellìOrtles, dello Stelvio, del Sesvenna, delle Alpi Venoste e delle Ötztaler Alpen, spesso le cime salite mi hanno portato ben oltre i 3000 metri di quota facendomi gustare un ambiente molto selvaggio, in vari casi non molto frequentato e decisamente interessante per gli amanti dell’alta montagna.

Nell’area dell’Alta Venosta ho avuto modo di visitare anche attrattive naturali e culturali in fondovalle come i bellissimi Laghi di Resia/Reschensee con il campanile sommerso di Curon Venosta/Graun e il Lago della Muta/Haidersee, oltre che sciare in bellissimi comprensori sciistici invernali tra Solda, Trafoi, San Valentino alla Muta e Resia (QUI la “pillola” su San Valentino e il Lago della Muta, QUI la “pillola” sul Lago di Resia, QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico di Solda e QUI quello sull’area di sport invernali di Belpiano-Malga San Valentino).

Aver, quindi, potuto iniziare ad apprezzare i luoghi dell’Alta Val Venosta durante varie vacanze mi ha fornito innumerevoli spunti di interesse che ho sempre più approfondito da quando sono venuto a risiedere permanentemente in Sudtirolo.

Al Passo di Slingia (foto del 2013)

Rifugio Payer (foto del 2014)

In cima al Dossobello di Dentro (foto del 2013)

In cima al Monte Cevedale (foto del 2016)

Cima Undici (anno 2019)

Solda in inverno con vista sull’Ortles (foto recente)

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

QUI si trovano le altre “pillole” sulla mia storia in Sudtirolo

Solda all’Ortles/Sulden am Ortler – comprensorio sciistico – Val Venosta

Il comprensorio di sport invernali di Solda all’Ortles è posto nei dintorni dell’omonimo paese di Solda posto a ben 1950 metri di quota in Alta Val Venosta/Ober Vinschgau. (QUI la “pillola” sul paese di Solda).

Solda, frazione del comune di Stelvio/Stilfs, si raggiunge deviando dalla strada statale del Passo dello Stelvio/Stilfser Joch ed è una notissima stazione turistica invernale ed estiva, che dispone di innumerevoli alberghi e strutture ricettive, posta ai piedi della notissima triade di monti: Monte Zebrù, Gran Zebrù/Königspitze e Ortles/Ortler; quest’ultimo, con i suoi 3905 metri di altezza, è la cima più alta del Sudtirolo e delle Alpi Orientali. (QUI la “pillola” riguardante il paese di Stelvio e QUI la “pillola” sul Passo dello Stelvio).

In inverno il comprensorio sciistico di Solda dispone di oltre 40 chilometri di piste da sci ed è posto tra i 1950 metri e i 3200 metri di quota e gode quindi di innevamento molto abbondante e di una lunga stagione invernale. Le piste da sci presentano svariate difficoltà e pendenza e sono adatte sia a principianti che esperti; sono presenti anche fuori pista riservanti agli amanti del free ride.

L’area di sport invernali di Solda all’Ortles ospita anche uno snowpark, una funslope, vari rifugi che propongono piatti tipici e permette di godere di un panorama bellissimo verso i monti del Gruppo dell’Ortles e del Parco Nazionale dello Stelvio; nell’area del comprensorio di Solda sono presenti anche diversi percorsi per la pratica dello scialpinismo e sentieri per ciaspolatori.

In estate l’area di Solda è, inoltre, un notissimo comprensorio escursionistico grazie al funzionamento delle cabinovia di diversi impianti di risalita; sono, infatti, possibili molte escursioni di diversa difficoltà e salite impegnative a cime prestigiose presenti nell’area circostante.

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’inverno 2020

Vista verso Gran Zebrù, Monte Zebrù e Ortles dalle piste

Vista dalle piste verso il gruppo del Cevedale

Seggiovia dell’area sciistica del Madriccio

Vista verso il Gran Zebrù dalle piste

Rifugio Madriccio lungo le piste

Vista verso Solda dalle piste dell’area del Pulpito

Percorsi innevati battuti per camminatori

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

Scopriamo QUI altre “pillole” sui comprensori sciistici del Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti sciistici di Solda su Google Maps

Prato allo Stelvio/Prad am Stilsfer Joch, Stelvio/Stilfs, Trafoi – Val Venosta

Prato allo Stelvio/Prad am Stilsfer Joch, Stelvio/Stilfs e Trafoi sono località turistiche poste lungo la strada statale che porta dalla Val Venosta/Vinschgau al famosissimo Passo dello Stelvio/Stilfser Joch, posto a 2760 metri di quota (QUI la “pillola” sul Passo dello Stelvio ed alcune escursioni che partono dal valico come quelle per il Monte Scorluzzo e la Punta Rosa/Piz Cotschen).

Prato allo Stelvio, il cui comune conta oltre 3500 abitanti, è posto all’inizio della Valle dello Stelvio a circa 1000 metri di quota; il borgo è il centro abitato più importante della zona ed ospita l’Acquaprad, centro visitatori del Parco dello Stelvio, ospiante numerosi acquari, e dedicato alla fauna ittica del parco e dell’Alto Adige/Südtirol in generale (QUI la “pillola” sull’Aquaprad).

Il paese di Stelvio si trova leggermente rialzato sul fondovalle ed è posto nei pressi della deviazione per la Valle di Solda; il comune, posto a 1300 metri di quota circa, conta con le sue frazioni più di 1000 abitanti e si sviluppa intorno alla chiesa parrocchiale neogotica con bei panorami sul fondovalle sottostante.

Tra le frazioni del comune di Stelvio troviamo Solda, nota località turistica estiva ed inverale posta ai piedi dell’Ortles (che con i suoi 3905 metri di quota risulta essere la vetta più alta delle Alpi Orientali).
Solda in estate offre innumerevoli possibilità escursionistiche e alpinistiche ed in inverno ospita un comprensorio sciistico che dispone di oltre 40 chilometri di piste da sci (QUI la “pillola” sulla frazione di Solda e QUI la “pillola” sull’omonimo comprensorio sciistico).

Trafoi, frazione del comune di Stelvio, è posta a 1500 metri di quota lungo la strada statale del Passo dello Stelvio ed è nota, oltre che per essere punto di partenza per la salita al valico, per la bellissima vista verso i ghiacciai del Gruppo dell’Ortles, per aver dato i natali al fortissimo sciatore della nazionale Gustav Thöni e per la presenza della seggiovia Forcola/Furkel che permette l’accesso al piccolo, ma interessante, comprensorio escursionistico e sciistico di Trafoi (QUI la “pillola” sulla seggiovia e il rifugio Forcola).

Inoltre, da Trafoi è possibile raggiungere anche l’area delle Tre Fontane, cascate originate da fenditure nella roccia da cui sgorga l’acqua, e l’omonimo santuario dal quale si può raggiungere anche il Rifugio Borletti/Berglhütte con sentiero piuttosto ripido nel bosco; dal rifugio si può poi godere di una bellissima vista sull’Ortles e il Passo dello Stelvio (QUI la “pillola” sulle Tre Fontane e la salita al Rifugio Borletti).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2020, 2022, 2023, 2024 e 2025

Prato allo Stelvio

Acquaprad a Prato allo Stelvio

Stelvio paese

Ghiacciai del gruppo dell’Ortles visti da Trafoi

Stazione a valle a Trafoi della seggiovia Forcola

Rifugio Forcola

Vetta del Piz Minschuns raggiungibile dal Rifugio Forcola

Tre Fontane di Trafoi

Santuario Tre Fontane

Salendo al Rifugio Borletti

Rifugio Borletti

Vista sull’Ortles dal Rifugio Borletti

Passo dello Stelvio

Vista sulla strada che con 48 tornanti conduce da Trafoi al Passo dello Stelvio

Salendo al Monte Scorluzzo

In vetta al Monte Scorluzzo

Salendo alla Punta Rosa

In vetta alla Punta Rosa

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta



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Cliccare sull’immagine per visualizzare Stelvio paese su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare Trafoi su Google Maps

Passo dello Stelvio/Stilfser Joch – Pass Umbrail/Giogo di Santa Maria – Val Venosta

Il Passo dello Stelvio/ Stilfser Joch è  il valico stradale più alto d’Italia e, posto a 2758 metri di quota, collega la sudtirolese Val Venosta/Vinschgau con Bormio e la Valtellina in Lombardia e con la Val Monastero/Münstertal in Svizzera.

Dal versante sudtirolese la strada del passo si imbocca deviando dalla Val Venosta all’altezza di Prato allo Stelvio/Prad am Stilfser Joch  e proseguendo poi verso il paese di Trafoi; dal borgo si affrontano, quindi, i famosi 48 tornanti che portano fino al valico (QUI la “pillola” sui paesi di Prato allo Stelvio, Stelvio e Trafoi).

Al Passo dello Stelvio si trovano numerosi posti di ristoro, innumerevoli possibilità escursionistiche ed alpinistiche, si può godere di bellissimi panorami sui ghiacciai del Gruppo dell’Ortles/Ortler e c’è la possibilità di praticare sci estivo (QUI la “pillola” collegata allo sci d’estate).

Tra le salite escursionistiche, piuttosto impegnative, più note troviamo le ascese alla Punta Rosa/Piz Cotschen/Rötlspitze e quella al Monte Scorluzzo (QUI la “pillola” sull’ascesa a Punta Rosa e QUI quella sulla salita al Monte Scorluzzo).

Il Passo dello Stelvio è anche molto frequentato da motociclisti e meta ambita dai ciclisti più allenati, il valico è stato affrontato spesso anche dai corridori professionisti sulle strade del Giro d’Italia.

La zona del passo presenta, inoltre, anche un terzo accesso meno conosciuto ma molto interessante; si tratta del Pass Umbrail/Giogo di Santa Maria, posto a 2503 metri di quota, e situato lungo la strada del Passo dello Stelvio sul versante lombardo nei pressi della IV casa cantoniera a pochi chilometri dal valico.

Il Pass Umbrail è, infatti, raggiungibile sia dalla strada dello Stelvio sia dalla Svizzera passando dalla Val Monastero/Münstairtal; la strada sul versante svizzero presenta anche’essa molti tornanti e alcuni tratti stretti e va quindi percorsa con la giusta esperienza di guida.

La Val Monastero è raggiungibile dall’Alto Adige/Südtirol dall’alta Val Venosta deviando all’altezza di Glorenza/Glurns e raggiungendo Tubre/Taufers entrando poi in Svizzera nel Canton Grigioni/Graubunden; raggiunto il paese di Santa Maria si trova, quindi, l’inizio della strada svizzera del Pass Umbrail.

Anche dal Pass Umbrail sono possibili diverse escursioni, sia salendo verso il Passo Stelvio, sia scendendo sul versante lombardo, sia ascensioni piuttosto impegnative a cime come il Piz Umbrail e la Punta di Rims (QUI la “pillola” sulla salita a Piz Umbrail e Punta di Rims).

Nell’affrontare il Passo dello Stelvio e il Pass Umbrail con mezzi a motore o bicicletta è sempre bene informarsi sulle condizioni della strada, dato che alla quota del passo può nevicare anche in piena estate; il Passo dello Stelvio ed il Pass Umbrail sono, comunque, solitamente aperti dalla tarda primavera fino alle prime nevicate consistenti in autunno.

Le foto si riferiscono alle mie visite in estate nel 2018, 2020, 2023 e 2024

Al Passo dello Stelvio

Il Passo dello Stelvio visto dall’alto

Il versante sudtirolese del Passo dello Stelvio con vista sull’Ortles

Il versante lombardo del Passo dello Stelvio

Impianti da sci al Passo dello Stelvio

Salendo al Rifugio Garibaldi

Vista verso il Gruppo dell’Ortles

Lungo la salita alla cima della Punta Rosa con partenza dal Passo dello Stelvio

In vetta alla Punta Rosa

Salendo al Monte Scorluzzo

Vetta del Monte Scorluzzo

Panorami di vetta

Pass Umbrail

Spiegazioni sulle vicende storiche delle prima Guerra mondiale accadute in zona

Pass Umbrail visto salendo al Piz Umbrail

Salendo al Piz Umbrail

In cima al Piz Umbrail

Cresta verso la Punta di Rims

Punta di Rims

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta


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Sci estivo al Passo dello Stelvio/Stilfser Joch – Val Venosta

I cambiamenti climatici stanno colpendo duramente anche l’ambiente d’alta quota e i ghiacciai del Sudtirolo, i ghiacciai vanno sempre più riducendosi e perdendo massa ghiacciata e nevosa cambiando la fisionomia di terreni, paesaggi e dell’economia ad essi collegata.

Tuttavia, al Passo dello Stelvio/Stilfser Joch, il valico stradale più alto d’Italia posto a 2758 metri di quota che collega Prato allo Stelvio/Prad am Stilfserjoch nella sudtirolese Val Venosta/Vinschgau alla Lombardia con Bormio e la Valtellina e con la Val Monastero/Münstertal in Svizzera, è ancora possibile la pratica dello sci estivo sul ghiacciaio del Livrio, facente parte del Gruppo dell’Ortles/Ortler-Cevedale. (QUI la “pillola” sulla strada del Passo dello Stelvio).

È così possibile, nel periodo estivo, salendo con due funivie dal Passo dello Stelvio, sciare sulle piste dei pendii del ghiacciaio serviti da 4 skilift e due rifugi, di solito l’area sciabile è aperta al mattino, va comunque considerato il fatto che in alcuni periodi particolarmente caldi, l’attività sciistica può essere sospesa.

Il Passo dello Stelvio apre di solito, dopo la chiusura invernale, intorno a metà maggio e chiude con l’avvento delle prime forti nevicate, è sempre bene, comunque, informarsi sull’apertura e la percorribilità del valico e degli impianti.
Il Passo dello Stelvio è anche meta molto amata da ciclisti, motociclisti ed escursionisti che possono, così, approfittare delle tante attrattive offerte dalla zona.

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2018

Piste sul Ghiacciaio dello Stelvio

Piste da sci viste dall’alto

Panorami verso l’Ortles dalle piste da sci dello Stelvio

Primo tronco della funivia che conduce dal Passo dello Stelvio alle piste

Alba estiva vista dal Passo dello Stelvio

Il Passo dello Stelvio

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

Scopriamo QUI altre “pillole” sui comprensori sciistici del Sudtirolo



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Seggiovia e Rifugio Forcola/Furkel – Val Venosta

In Alta Val Venosta/Vinschgau nella zona tra Solda/Sulden, Trafoi e il Passo dello Stelvio/Stilsfer Joch sono presenti diversi impianti di risalita che portano in aree molto panoramiche verso il gruppo dell’Ortles/Ortler.

Tra essi troviamo la seggiovia Forcola/Furkel la cui stazione a valle si trova nel piccolo borgo di Trafoi lungo la strada che porta al Passo dello Stelvio/Stilfser Joch; la seggiovia porta al Rifugio Forcola/Furkel Hütte situato in zona bucolica con panorami magnifici verso l’Ortles ed i monti circostanti.

La zona del rifugio è un po’ meno frequentata rispetto alle molto note Solda e Passo dello Stelvio, permettendo così una visita “più tranquilla” (QUI la “pillola” su Trafoi e le località a valle della Valle dello Stelvio).

Al Rifugio Forcola è possibile, quindi, godere di ottimi panorami, gustare piatti tipici ed intraprendere varie escursioni sia di difficoltà più contenuta sia più impegnative con percorsi che portano verso le cime d’alta quota della zona.

Tra le salite più note dalla Seggiovia Forcola troviamo le ascese al Piz Minschuns/Schafberg e al Piz Chavalatsch che conducono a queste cime molto panoramiche poste sul confine tra Alto Adige/Südtirol e Svizzera (Cantone dei Grigioni/Graubunden). (QUI la “pillola” sulla salita al Piz Minschuns e QUI quella sull’ascesa al Piz Chavalatsch).

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estate 2019 e 2023

Seggiovia Forcola

Rifugio Forcola

Vista sul Gruppo dell’Ortles

Cartelli escursionistici al Rifugio Forcola

Salendo al Piz Minschuns

In vetta al Piz Minschuns

Salendo al Piz Chavalatsch

In cima al Piz Chavalatsch

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta


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