Waalweg/Rogge di Laces/Latsch – Ferrata Tiss-Poppele – Alpi Venoste

I Waalweg della Val Venosta/Vinschgau sono antiche rogge, cioè canali irrigui, ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua molto preziosa soprattutto in questa zona caratterizzata da precipitazioni relativamente scarse.

Anche l’area del paese di Laces/Latsch, ospita dei sentieri Waalweg; viene qui descritto un percorso dallo sviluppo e dislivello moderati che permette di visitare parte dei Waalweg di Laces (con anche bellissime vedute panoramiche) oltre che percorrere la recente ferrata Tiss-Poppele aperta nel 2019 (QUI la “pillola” su Laces).

La via ferrata, che devia dal percorso Waalweg (e che, volendo può essere evitata) presenta una difficoltà moderata per esperti di questo genere di percorsi; va, comunque, tenuto conto della presenza di alcuni tratti esposti.

Il percorso comincia dai pressi della stazione a valle della funivia San Martino al Monte/St. Martin am Kofel di Laces (630 m), seguendo il sentiero 7 verso San Martino al Monte si oltrepassa un ponte sull’Adige e si attraversa (con cautela) la strada della Val Venosta.
Si sale, quindi, brevemente con scalini di legno fino a giungere all’intersezione con il Waalweg; seguendo a sinistra il sentiero 3 verso Tiss si procede nel rado bosco in leggera salita lungo la roggia (attenzione ad alcuni passaggi un po’ stretti).

Ignorati alcuni bivi si giunge ad una breve stradina asfaltata ed al grande masso erratico con scritta “Poppele Knott”; procedendo poco oltre si giunge al bivio per la ferrata Tiss (680 m, 45 minuti dalla partenza).

Si segue, quindi, a destra per la ferrata salendo su sentiero nel bosco in breve, ma molto ripidamente, fino all’attacco della via ferrata.
Si sale, seguendo sempre le nuove attrezzature, dapprima con gradoni a tratti su roccette verso destra (attenzione ad alcuni cactus posti nei pressi del tracciato); si sale un tratto un poì più verticale e si giunge ad un ponticello tibetano e successivo spigolo con alcune staffe (punto più impegnativo ed esposto della ferrata).

Proseguendo sempre a mezzacosta si procede alternando tratti in moderata pendenza a salitini rocciosi fino ad aggirare un caratteristico spigolo; risalendo alcune staffe si giunge ad un ponte sospeso, superato il ponte si aggira con staffe un altro spigolo (tratto piuttosto esposto).
Si sale, quindi, una paretina con staffe (atttenzione se bagnata) e poi si traversa a mezzacosta verso sinistra e poi, con saltini rocciosi e tratti in traverso con staffe, nuovamente verso destra; si giunge, infine, ad una paretina (a tratti bagnata) che porta alla fine della ferrata su un pulpito panoramico (846 m, 30 minuti dall’attacco della ferrata, 1.15 ore dalla partenza).

Si scende adesso verso sinistra sul sentiero 5A che scende in moderata pendenza, con qualche tratto più ripido, su fondo erboso e sassoso; raggiunto un punto con cartelli si continua in discesa, si supera un breve tratto con cavo scorrimano, e si torna piuttosto ripidamente al bivio posto poco prima dell’attacco della ferrata.

Seguendo la via di andata lungo il Waalweg si torna, quindi, a Laces (1.00 ora dal termine dalla ferrata, 2.15 ore dalla partenza).

Percorso: Laces – Waalweg di Laces – Ferrata Tiss-Poppele – Waalweg di Laces – Laces

Sentieri: 7 – 3 – Ferrata Tiss-Poppele – 5A – 3 – 7  

Dislivello: 200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.15 ore totali

Quota massima: 846 m

Difficoltà: E il Waalweg – EEA la via ferrata Tiss-Poppele: itinerario che presenta difficoltà tecnica contenuta lungo i Waalweg (attenzione ad alcuni tratti un po’ stretti); la via ferrata è di difficoltà moderata per esperti di questi percorsi ma presenta alcuni tratti esposti, necessari kit da ferrata e casco; sviluppo totale del percorso di circa 5 chilometri tra andata e ritorno

Data di percorrenza: aprile 2024

Annotazioni: è bene evitare di percorrere il tracciato con fondo bagnato o ghiacciato; le rogge sono in autunno ed inverno senza acqua, solitamente sono, invece, funizionanti tra la tarda primavera e l’estate.
Naturalmente, volendo, è possibile percorrere solo il tratto lungo il Waalweg senza percorrere la via ferrata; è, inoltre, possibile allungare a piacimento nei due sensi il percorso del Waalweg (il tracciato completo del Waalweg di Laces, di 8 chilometri solo andata corre da Coldrano/Goldrain a Castelbello/Kastelbell)

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario ad inizio primavera appena aperta l’acqua lungo i Waalweg (in estate fare attenzione al caldo potenzialmente molto elevato in diverse giornate); è bene, inoltre, scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami visibili da diversi punti del percorso

Adige a Laces

Salendo sul sentiero 7 verso il bivio col sentiero 3

Bivio col sentiero 3 lungo il Waalweg

Lungo il sentiero 3 del Waalweg

Masso erratico Poppele-Knott

Salendo all’attacco della ferrata

Lungo la via ferrata Tiss-Poppele

Pulpito panoramico al termine della ferrata

Discesa lungo il sentiero 5A


Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della funivia San Martino in Monte a Laces su Google Maps


DISCLAIMER
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Croda della Calva/Kalvenwand (3061 m) – Malga Lyfi Alm (2165 m) – Gruppo dell’Ortles

La Croda della Calva/Kalvenwand, vetta di 3061 metri di quota, è posta nel gruppo dell’Ortles-Cevedale in posizione molto panoramica verso molte vette che superano i 3000 metri di quota nel Parco Nazionale dello Stelvio; la via normale di salita raggiunge la vetta dall’Alta Val Martello/Martelltal, valle laterale che si diparte dalla Val Venosta/Vinschgau all’altezza del paese di Laces/Latsch (QUI la “pillola” sulla Val Martello).

Il percorso di salita presenta un forte dislivello e diversi tratti ripidi ma rimanendo su difficoltà tecinche moderate per essere ad una quota così elevata; il tracciato si svolge dapprima tra bosco e pascoli per poi portarsi poi via via in ambienti più selvaggi, lungo la discesa è anche possibile, volendo, effettuare una deviazione raggiungendo la bella Malga Lyfi Alm.

La salita comincia dai parcheggi a pagamento posti alla fine della strada della Val Martello (2050 m, Albergo Genziana/Enzian),si seguono le indicazioni per la Croda della Calva/Kalvenwand scendendo in breve sulla strada asfaltata alla deviazione a sinistra per la Malga Lyfi e la Croda della Calva.
Seguendo il sentiero 39 si sale in breve ad una malga e ad una cascatella, continuando su mulattiera sterrata si sale nel bosco fino al bivio tra sentiero 39 e sentiero 8; seguendo il sentiero 39 per la Croda della Calva si sale con sentiero terroso e sassoso nel bosco fino all’alpeggio con Baita Peder (2252 m, privata).

Continuando sul sentiero 39 per la Croda della Calva si sale su straccia terrosa e sassosa tra pascoli alternando tratti ripidi ad altri con pendenza moderata; la traccia sale quindi al bivio col sentiero 33 per la Malga Lyfi.
Rimanendo sul sentiero 39 sia prosegue verso sinistra su traccia erbosa e sassosa aggirando il Dosso Peder e salendo poi al bivio col sentiero per la Punta dello Scudo (nei pressi è presente una tavola panoramica delle cime visibili).
Continuando sul sentiero 39 per la Croda della Calva si sale ripidamente su traccia erbosa e sassosa portandosi sulla larga cresta verso la vetta; il sentiero sale rimanendo a debita distanza dal salto roccioso sulla sinistra (attenzione, comunque, a non avvicinarcisi troppo).
Seguendo la traccia erbosa e sassosa, a tratti decisamente ripida, ci si porta infine all’ultimo strappo che conduce alla vetta della Croda della Calva (3061 m, grosso ometto, 3.00 ore dalla partenza).

Si scende quindi ripidamente sullo stesso itinerario di salita fino al bivio col sentiero 33 per la Malga Lyfi; seguendo il sentiero 33 si scende piuttosto ripidamente su traccia terrosa e sassosa proseguendo poi in discesa con pendenza moderata fino al bivio col sentiero 10.
Si scende adesso sul sentiero 10 prima in moderata pendenza poi molto ripidamente su mulattiera sassosa e terrosa e sentiero nel bosco fino alla Malga Lyfi Alm (2165 m, 2.00 ore dalla Croda della Calva, 5.00 ore dalla partenza).

Dalla Malga Lyfi si segue, quindi, il sentiero 8 per l’Albergo Genziana scendeno su mulattiera sterrata; si risale poi in moderata pendenza, sempre su mulattiera, fino a tornare al bivio col sentiero 39 dell’andata; scendendo sulla mulattiera dell’andata già nota si torna quindi, in breve, al parcheggio (45 minuti dalla Malga Lyfi, 5.45 ore dalla partenza).

Percorso: parcheggio al termine della strada della Val Martello – Croda della Calva – Malga Lyfi – parcheggio al termine della strada della Val Martello

Sentieri: 39 – 33 – 10 – 8

Dislivello: 1100 metri in salita e discesa considerato anche il tratto in risalita tornando dalla Malga Lyfi

Tempo di percorrenza: 5.45 ore totali

Quota massima: 3061 m

Difficoltà: E –  percorso di difficoltà tecnica moderata ma con diversi tratti ripidi; dislivello rilevante e sviluppo di 12 chilometri

Data di ascesa: luglio 2023

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della malga Lyfi. Naturalmente è possibile scendere integralmente per il percorso di salita non passando per la Malga Lyfi e riducendo il percorso di 2 chilometri e 100 metri di dislivello.
Il parcheggio dell’alta Val Martello è anche punti di partenza di molti altri itinerari, tra essi si trovano anche il percorso per il Rifugio Martello/Marteller Hütte e il Rifugio Corsi/Zufallhütte, la salita alla Cima Madriccio/Madritschspitze ed alla Cima Rossa di Martello/Vorderer Rotspitz (QUI la “pillola” sul percorso per il Rifugio Martello/Marteller Hütte e il Rifugio Corsi/Zufallhütte, QUI quella sulla salita alla Cima Madriccio e QUI quella sull’ascesa alla Cima Rossa di Martello).

Esperienza di Stefano: io ho percorso l’escursione con alcune nebbie e nubi lungo la salita alla vetta (seppur con, comunque visuale abbastanza buona), con cielo sereno il panorama sarebbe ancora più ampio, è necessario, comunque, tempo asciutto e dosare le forze vista la pendenza spesso elevata della traccia.

Primo tratto di salita verso la Baita Peder

Baita Peder con alpeggio

Salendo al bivio col sentiero 33 per la Malga Lyfi

Bivio col sentiero per la Malga Lyfi

Salendo al bivio con il sentiero per la Punta dello Scudo/Schlidspitze

Tavola panoramica nei pressi del bivio

Salendo alla Croda della Calva

In vetta alla Croda della Calva

Vista sul Lago di Gioveretto/Zufrittsee

Scendendo alla Malga Lyfi

Malga Lyfi Alm

Tornando con anche alcune risalite al parcheggio


Cliccare sull’immagine per visualizzare i parcheggi alla fine della strada della Val Martello su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Castelbello/Kastelbell – Ciardes/Tschars e Castello di Castelbello – Val Venosta

Il comune di Castelbello-Ciardes, ospitante più di 2000 abitanti, è formato dai paesi di Castelbello/Kastelbell e Ciardes/Tschars e le loro frazioni ed è posto in media Val Venosta/Vinschgau in zona bucolica, lungo il fiume Adige, tra meleti e vigneti.

L’area di Castelbello/Ciardes è inserita, infatti, in una zona che vanta una secolare tradizione di produzione, soprattutto di mele, e che offre uno spettacolo bellissimo con i campi coltivati domanti dalle alte vette delle Alpi Venoste.
Spiccante, leggermente rialzato sulla antica via del commercio romana Claudia Augusta e sul paese di Castelbello, si erge l’antico Castello di Castelbello; il maniero è stato costruito nel 1200 ed ha subito numerose modifiche e, purtroppo, diversi incendi che hanno rovinato gran parte degli arredi interni.

Si può comunque, con visite guidate, visitare la bella struttura della rocca con corte interna ancora ben conservata, l’antica cappella con affreschi, la vecchia cucina e diverse stanze con stemmi (seppur prive di arredo); dal castello si gode anche un bellissimo panorama sul sottostante paese di Castelbello, i meleti e l’Adige.

Per controllare date ed orari di apertura del castello con le visite guidate ed eventi è bene consultare il sito ufficiale: www.schloss-kastelbell.com

Inoltre, tra gli altri punti di interesse della zona troviamo l’antica chiesa parrocchiale di Ciardes di San Martino con campanile a bulbo ed interno barocco, la chiesa del 1600 della frazione di Maragno/Marein e le rovine del castello di Colsano di Sopra/Hochgalsaun raggiungibili su sentiero nel bosco.

Dall’area di Castelbello sono possibili anche diverse escursioni come quelle verso San Martino in Monte/St. Martin im Kofel (raggiungibile anche in funivia dal vicino paese di Laces/Latsch) e quelle lungo i Sentieri delle Rogge/Waalweg; è disponibile anche la lunga pista ciclabile della Val Venosta che costeggia l’Adige e la ferrovia e passa anche per Castelbello (QUI la “pillola” su San Martino al Monte e QUI quella sul paese di Laces).

I Waalweg, antiche rogge irrigue della Val Venosta ancora oggi funzionanti, sono raggiungibili da vari punti della zona e permettono anche l’accesso ad altri punti di interesse molto noti come Castel Kasten e Castel Juval; quest’ultimo (di cui è bene controllare i periodi di apertura) ospita anche dei musei del circuito “Messner Mountain Museum, curati da Reinhold Messner (QUI la “pillola” sul percorso per i Waalweg, Castel Kasten e Castel Juval e QUI quella su Castel Juval).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2023 e 2025

Area dei paesi di Castelbello e Ciardes visti dal Castello di Castelbello

Fiume Adige a Castelbello

Castelbello visto dal paese

Salita dal paese al Castello di Castelbello

Castello di Castelbello

Stube da dove parte la visita guidata

Stanze restaurate (la struttura portante è ancora originaria)

Cappella

Cucina

Ciclabile lungo l’Adige

Meleti e vigneti tra Castelbello e Ciardes

Chiesa parrocchiale di Ciardes

Indicazioni escursionistiche tra i vicoli di Ciardes

Vista su Ciardes dall’alto

Antica chiesa di Maragno

Lungo i sentieri Waalweg della zona (senz’acqua durante la mia percorrenza ma di solito funzionanti in primavera ed estate)

Castel Kasten

Castel Juval (foto possibili solo nella parte all’aperto)

Val Venosta vista dai pressi di Castel Juval

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

Scopriamo QUI altre “pillole” sui castelli e rocche del Sudtirolo


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Val Martello/Martelltal – Val Venosta

La Val Martello/Martelltal è un’importante valle laterale della Val Venosta che si diparte da Laces/Latsch, sviluppandosi per circa 30 chilometri nel gruppo Ortles-Cevedale; lungo la valle ed alla sua testata  si trovano imponenti cime ben oltre i 3000 metri di quota,  come il Cevedale/Zufallspitze, la Cima Madriccio/Madritschspitze, la Punta dello Scudo/Schildspitze, la Punta di Lasa/Laasr Spitze, la Cima Venezia e tante altre (QUI la “pillola” sul paese di Laces).

La Val Martello, abitata da poco meno do 900 abitanti, presenta nel suo sviluppo varie frazioni, con stile caratteristico, sparse lungo la valle quali: Ganda/Gand, Valle/Meiern (sede comunale) e Transacqua/Ennewasse.
Risalendo verso la testata e superate le varie frazioni si raggiunge poi il grande Lago artificiale di Gioveretto/Zufritt See, posto a 1850 metri di quota; superato il lago la strada asfaltata in valle continua fino all’albergo Genziana situato ad oltre 2000 metri di quota.

Dalla testata della valle e da tanti punti posto lungo lo sviluppo vallivo si dipartono, grazie anche alla presenza di molti sentieri e rifugi, tante possibili escursioni e salite a cime di diversa difficoltà.

Tra esse troviamo, ad esempio, il percorso per il Rifugio Martello ed il Rifugio Corsi (nei cui pressi è posto anche il nuovo museo Badhaus dedicato agli avvenimenti naturali, demografici e bellici accaduti in zona) e le ascese alla Cima Madriccio/Madritschspitze, la Cima Rossa di Martello/Vorderer Rotspitz e la Croda della Calva/Kalvenwand con discesa alla Malga Lyfi (QUI la “pillola” sul percorso al Rifugio Martello ed al Rifugio Corsi, QUI quella sull’ascesa a Cima Madriccio e QUI la “pillola” sulla salita alla Croda della Calva e Malga Lyfi e QUI quella sull’ascesa alla Cima Rossa di Martello).

La Val Martello presenta anche altri spunti di interesse quali: il Lago di Gioveretto le rovine dei due castelli Montani di sotto e di sopra e la possibilità di assaggiare le note fragole coltivate in valle che, grazie all’elevata altitudine delle coltivazioni, vantano un gusto molto apprezzato.

Inoltre, nella stagione invernale, sono presenti un centro per il biathlon e diverse possibilità di escursionismo invernale e scialpinismo; tra esse troviamo la salita al Rifugio Nino Corsi ed all’antica diga della Val Martello (QUI la “pillola” su questo itinerario invernale).

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estati 2021, 2023 e 2024 e nell’inverno 2023

Paese di Ganda di Martello

Masi tipici in Val Martello

Castel Montani

Lago di Gioveretto

Rifugio Nino Corsi

Nuovo museo Badhaus posto nei pressi del Rifugio Corsi

Rifugio Martello

Percorsi escursionistici ed ambienti dell’alta Val Martello

Ghiacciai del Cevedale alla testata della Val Martello

Cima Madriccio

Croda della Calva

Malga Lyfi

Cima Rossa di Martello

Alta Val Martello in inverno

Salita invernale al Rifugio Corsi

Antica diga della Val Martello

Vista sul gruppo del Cevedale

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta


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Chiesa dell’Ospedale di Santo Spirito di Laces/Latsch – Val Venosta

Il paese di Laces/Latsch è posto in media Val Venosta/Vinschgau ed offre molti punti di interesse, sia naturali grazie alle tante escursioni possibili nei dintorni, sia architettonici e religiosi (QUI la “pillola” sul paese di Laces).

Tra le strutture religiose più importanti della zona troviamo la Chiesa Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, la piccola e antica Chiesa Bichl dedicata alla Madonna,  l’antica e prestigiosa Chiesa dell’Ospedale/Spitalkirche dedicata al Santo Spirito e la chiesa di San Martino al Monte raggiungibile in funivia (QUI la “pillola” su San Martino al Monte).

La Chiesa dell’Ospedale di Laces si trova nei pressi dell’antico Ospedale che oggi ospita un museo ed una casa di riposo; l’edificio religioso è dedicato al Santo Spirito ed è stato costruito in stile gotico tra il 1470 ed il 1520.

Tra le tante opere di pregio della piccola chiesa troviamo: il polittico del 1500 dell’artista svevo Jörg Lederer, cicli di affreschi del 17° secolo, altari e organo barocco del 1741, pitture poste sul retro della chiesa di Hans-Leonhard Schäuffelin e portale in marmo dello scultore Oswald Furter.

L’edifico della chiesa è  piuttosto piccolo, e dall’esterno poco appariscente, il complesso religioso  non è molto conosciuto ma è considerato tra i più importanti dell’Alto Adige / Südtirol grazie alle pregevoli opere d’arte che custodisce e merita quindi una visita da parte di locali e turisti.

Come sempre è bene controllare date ed orari di apertura della chiesa, attualmente (primavera 2024) la chiesa è aperta dal 1 marzo al 2 novembre dal lunedì alla domenica dalle ore 9 alle ore 17.

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’autunno 2019 e primavera 2024

Esterno della chiesa

Dettagli del campanile

Polittico di Jörg Lederer

Altari laterali

Particolari degli affreschi

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

Scopriamo QUI altre “pillole” sui monumenti religiosi in Sudtirolo


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Gran Ladro/Höher Dieb (2730 m) – Alpi Venoste

Il Gran Ladro/Höher Dieb è un’importante cima di 2730 metri di quota posta nel sottogruppo dell’Orecchia di Lepre/Hasenohrl, sulla cresta che divide la Val Venosta/Vinschgau dalla Val d’Ultimo/Ultental; la cima può essere raggiunta con vari percorsi, qui viene proposta la salita dalla seggiovia della Malga di Tarres/Tarscheralm con stazione a valle posta a Tarres/Tarsch, frazione di Laces/Latsch, noto paese della media Val Venosta (QUI la “pillola” sulla seggiovia e la Malga di Tarres).

La salita comincia dalla stazione a monte della seggiovia biposto ove è situata la Malga di Tarres (1939 m), dalla Malga si segue il sentiero numero 15, indicante i Laghi Kofelrasterseen, che sale prima su mulattiera tra prati e poi ripidamente nel bosco.
Usciti dal bosco a circa 2250 metri di quota, ed ignorato il bivio del sentiero 1°, si continua sul sentiero 15 in lungo falsopiano a mezzacosta sul pendio ricadente verso la Val Venosta. La salita continua poi con pendenza moderata tra pascoli e terreno via via più brullo e sassoso fino alla Forcella del Gran Ladro/Höher Dieb Scharte (2612 m).

Dalla Forcella si segue l’indicazione del sentiero 15A, che devia a destra salendo su traccia sassosa in moderata pendenza, fino a portare alla vetta del Gran Ladro (2730 m, cartello con libro firme, 2.45 ore dalla partenza).
Discesa  per lo stesso percorso in 2.15 ore.

Percorso: Stazione a monte seggiovia Malga di Tarres – Forcella del Gran Ladro – Gran Ladro – Forcella del Gran Ladro – Stazione a monte seggiovia Malga di Tarres

Sentieri: 15 – 15A

Dislivello: 900 metri in salita e discesa compresi i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.00 ore (2.45 ore salita, 2.15 ore in discesa)

Quota massima: 2730 m

Difficoltà: EE – escursione di difficoltà tecnica moderata ma con sviluppo piuttosto lungo e vari tratti del sentiero con fondo sassoso.

Data di ascesa: agosto 2019

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della seggiovia della Malga di Tarres e delle malghe poste nei pressi della stazione a monte

Esperienza di Stefano: la zona sommitale rimane spesso innevata fino a inizio estate; è bene percorrere questo itinerario in piena stagione estiva; io ho intrapreso l’escursione in una giornata con nebbie e nubi vaganti, con cielo sereno il panorama sarebbe ancora più ampio

Seggiovia della Malga di Tarres

Zona della partenza alla Malga di Tarres

Tratto nel bosco

Nel lungo tratto in falsopiano

Panorami sulla Val Venosta

Lungo  il vallone di salita alla Forcella del Gran Ladro

Forcella del Gran Ladro

Tratto finale di salita alla vetta

In vetta

Panorama di vetta



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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

San Martino in Monte/St. Martin im Kofel – Val Venosta – maggio 2019

San Martino in Monte/St. Martin im Kofel è una piccola frazione di montagna posta a 1740 metri di quota, parte del comune di Laces/Latsch in media Val Venosta/Vinschgau, che si può raggiungere in funivia direttamente dal centro abitato di Laces (QUI la “pillola” sul paese di Laces).

La frazione di San Martino è posta sui ripidi pendii prativi e pascolivi dei versanti del Monte Sole e presenta un nucleo di masi antichi che sorgono attorno all’antica chiesa di San Martino; la cappella, meta di pellegrinaggio, è stata costruita nel 16° secolo sorge sopra una piccola grotta in cui è conservata l’immagine di San Martino.

Dal piccolo centro abitato di San Martino si gode una bellissima vista sulla sottostante Val Venosta che giace 1200 metri più in basso e sui monti del Gruppo dell’Orecchia di Lepre/Hasenöhrl, della Val Martello/Martelltal, delle Alpi Venoste e del Gruppo di Tessa/Texel Gruppe.

Dalla stazione a monte della funivia partono, inoltre, molti sentieri che portano a vicini masi e punti panoramici o, con salite impegnative, alle cime della Punta Vermoi/Vermoispitze e della Cima Cermigna/Zerminger Spitze.

La funivia San Martino alla stazione a monte

Vista su Laces lungo il percorso in funivia

Chiesa di San Martino

Panorami verso la Punta Vermoi

Panorami sulla Val Venosta

Cartelli escursionistici alla stazione a monte della funivia

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

Scopriamo QUI altre “pillole” sui monumenti religiosi in Sudtirolo



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Laces/Latsch – Val Venosta

Il grande paese di Laces/Latsch, posto a oltre 600 metri di quota, si trova in media Valle Venosta tra Naturno/Naturns e Silandro/Schlanders e giace lungo il corso del fiume Adige/Etsch tra grandi coltivazioni di mele e pascoli.

Il comune di Laces, insieme alle sue frazioni, conta oltre 5000 abitanti e offre svariati punti di interesse sia naturali che architettonici. Tra i monumenti principali del borgo troviamo la grande chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Pietro e Paolo con rilevante campanile in stile romanico, la piccola, ma molto antica, chiesa dell’Ospedale di Santo Spirito che custodisce opere pregevoli come il trittico del pittore Jörg Lederer e la chiesetta gotica di Santa Maria in Colle/Bichlkirche (QUI la “pillola” sulla Chiesa dell’Ospedale di Laces).

Dal paese di Laces sono possibili innumerevoli escursioni che possono essere raggiunte anche tramite due impianti di risalita: una funivia da Laces raggiunge la frazione montana di San Martino al Monte/St. Martin am Berg a oltre 1700 metri di quota sulle Alpi Venoste (QUI la “pillola” su San Martino in Monte).

Una seggiovia, partendo dalla frazione di Tarres/Tarsch, raggiunge la Malga di Tarres/Tarscheralm, dove si possono vedere vari animali e intraprendere escursioni impegnative come la salita alla cima del Gran Ladro/ Höher Dieb (QUI la “pillola” collegata alla Malga di Tarres e QUI quella sull’ascesa al Gran Ladro).

Partendo direttamente dal paese di Laces si può anche raggiungere il suo sentiero Waalweg; i Waalweg della Val Venosta/Vinschgau sono antiche rogge, cioè canali irrigui, ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua molto preziosa soprattutto in questa zona caratterizzata da precipitazioni relativamente scarse.

Il Waalweg di Laces presenta una lunghezza di 8 chilometri e si sviluppa da Castelbello/Kastelbell fino a Coldrano/Goldrain; è, comunque, possibile percorrerne solo delle singole parti.
Deviando dal sentiero Waalweg di Laces è anche possibile raggiungere la recente via ferrata Tiss-Poppele; la vai attrezzata presenta una difficoltà moderata per esperti di questi percorsi ma sono, tuttavia, presenti alcuni tratti un po’ esposti (QUI la “pillola” sulla parte centrale del Sentiero Waalweg di Laces e la via ferrata Tiss-Poppele).

Inoltre, nelle vicinanze del paese di Laces ha origine la Val Martello/Martelltal che porta nel cuore dei monti del gruppo del Cevedale, nel Parco Nazionale dello Stelvio, ed offre numerosissime possibilità escursionistiche ed alpinistiche (QUI la “pillola” sulla Val Martello).

Le foto si riferiscono alle mie visite in primavera ed estate nel 2019, 2022 e 2024

Vista su Laces ed i suoi meleti

Chiesetta di Santa Maria in Colle

Chiesa di Santo Spirito all’Ospedale

Chiesa parrocchiale

Il fiume Adige a Laces

Lungo la parte centrale del Waalweg di Laces

Masso erratico Poppele

Via ferrata Tiss-Poppele

Stazione a valle della funivia per San Martino al Monte

Laces vista da San Martino in Monte ove arriva l’omonima funivia

Chiesa di San Martino al Monte

Seggiovia Malga di Tarres

Area della Malga di Tarres ove arriva l’omonima seggiovia

Salita alla vetta del Gran Ladro dalla Malga di Tarres

Val Martello

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta



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Malga di Tarres/Tarscheralm – Val Venosta – estate 2019

In Alto Adige/Südtirol tra i comprensori escursionistici relativamente meno conosciuti, ma ugualmente molto interessanti, troviamo la zona della Malga di Tarres/Tarscheralm. La malga è raggiungibile in seggiovia da Tarres/Tarsch sopra Laces/Latsch in Val Venosta/Vinschgau (QUI la “pillola” collegata al paese di Laces).

Presso la malga si possono ammirare molti animali, mangiare piatti tipici, godere di ottimi panorami sulla Val Venosta, intraprendere varie escursioni e, per i più allenati, anche salite lunghe a cime come il Gran Ladro/Hoher Dieb (QUI la “pillola” collegata alla salita al Gran Ladro).

La visita alla malga è molto gradita per le famiglie in quanto l’ambiente bucolico con gli animali è spesso molto interessante per i bambini, e non solo!

In Alto Adige sono presenti ancora molte malghe, come quella di Tarres, che portano avanti le attività dell’allevamento e della conduzione dei pascoli e delle attività alpine in maniera tradizionale, offrendo, inoltre, un ottimo servizio di ristoro per turisti ed escursionisti.

Seggiovia della Malga di Tarres

Malghe alla stazione a monte

Kaiserschmarrn tipico

Vista sulla Val Venosta

Salendo alla vetta del Gran Ladro

In vetta al Gran Ladro

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta


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