Cabinovia Boè e Seggiovia Vallon – Val Badia

La cabinovia Boè e la seggiovia Vallon, la cui stazione a valle è posta nel paese di Corvara in Alta Val Badia, sono poste nel noto gruppo dolomitico del Sella in Alta Val Badia; i due impianti sono parte in inverno del comprensorio sciistico Alta Badia (QUI la “pillola sui paesi di Corvara e Colfosco e QUI quella sul comprensorio invernale Alta Badia).

I due impianti sono aperti, solitamente, anche in estate e permettono l’accesso all’area nord orientale del gruppo del Sella; la cabinovia Boè porta da Corvara al Piz Boé Alpine Lounge, posto a 2100 metri di quota non lontano dal laghetto Boè, la seggiovia Vallon collega, poi, il rifugio alla stazione a monte della cabinovia con l’area del Vallon, situata a 2500 metri di altezza.

Dalla stazione a monte della seggiovia è possibile raggiungere, con breve canmmino in saliscendi, il Rifgio Franz Kostner al Vallon ed intraprendere escursioni più impegnative e vie ferrate che portano alle vette del Piz da Leche de Boè ed al Piz da Lech Dlacè (QUI la “pillola” sull’ascesa al Piz da Lech de Boè e QUI quella sulla salita al Piz da Lech Dlacè).

Sia dall’area degli impianti che lungo i percorsi per rifugi e vette si hanno anche bellissimi panorami su molti grippi dolomitici con, in particolare, vista magnifica sulla Marmolada; inoltre, è sempre bene controllare i periodi di apertura di impianti e rifugi.

Le foto si riferiscono alla mia visite nell’inverno 2019 ed estate 2023

Cabinovia Boè

Piz Boè Alpin Lounge

Laghetto Boè, posto non lontano dalla stazione a monte della cabinovia Boè e del Piz Boè Alpin Lounge

Seggiovia Vallon

Marmolada e Rifugio Franz Kostner visti dalla stazione a monte della seggiovia Vallon

Percorso dalla stazione a monte della seggiovia Vallon al Rifugio Franz Kostner

Rifugio Franz Kostner al Vallon

Salita al Piz da Lech de Boè tramite via ferrata

Vetta del Piz da Lech de Boè

Discesa lungo la via normale (comunque, in parte attrezzata)

Salita al Piz da Lech Dlacè lungo la via ferrata Vallon

In vetta al Piz da Lech Dlacè

Discesa lungo la via normale (comunque, in parte attrezzata)

Piste da sci dell’area del Boè in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia


Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della Cabinovia Boè di Corvara su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Piz da Lech Dlacè (3009 m) – Ferrata Vallon – Rifugio Franz Kostner (2500 m) – Dolomiti

Il Piz da Lech Dlacè, vetta di 3009 metri di quota, è posizionato nel gruppo dolomitico del Sella ed è raggiunto solitamente lungo il sentiero che porta alla Cresta Strenta ed al Piz Boè; viene qui descritto un percorso più insolito che ha come meta la vetta del Piz da Lech Dlacè salendo dalla Ferrata Vallon con discesa poi al Rifugio Franz Kostner con il sentiero attrezzato Lichtenfels.

Il percorso, che offre panorami amplissimi su molti gruppi dolomitici, parte dalla stazione a monte della seggiovia Vallon, a sua volta raggiunta con la cabinovia Boè da Corvara in Alta Val Badia; il tracciato presenta sviluppo e dislivello moderati ma richiede esperienza su vie ferrate e, in generale, passo sicuro su terreno sassoso e su alcuni saltini di roccia non attrezzati, presenti anche lungo la discesa (QUI la “pillola” su Corvara e Colfosco e QUI quella sulla cabinovia Boè e la seggiovia Vallon).

La Ferrata Vallon presenta un attrezzatura con cavo piuttosto lasco ed alcuni fittoni saltati; durante la sua percorrenza va valutato, quindi, bene come procedere nei vari punti; nel tratto successivo dalla fine della ferrata verso la vetta sono presenti segnavia a tratti sbiaditi e va, quindi, cercata bene la traccia di salita.
Il percorso di discesa è, invece, segnalato in maniera più evidente.

Il percorso comincia dalla stazione a monte della seggiovia Vallon (2537 m, stazione a valle di cabinovia Boè e successiva seggiovia Vallon a Corvara); si seguono le indicazioni per il Piz da Lech e la Roda de Valun raggiungendo su traccia sassosa in saliscendi, in breve, il bivio tra via Piz da Lech e Roda de Valun.
Si prende a sinistra la traccia Roda de Valun, procedendo su traccia sassosa in moderata salita, fino ad incontrare un grosso masso con indicazione sbiadita “Piz Boè – Via Ferrata”; seguendo a destra la traccia con bolli rossi e blu (a tratti un po’ sbiaditi) si sale ripidamente su fondo sassoso fino all’attacco della ferrata.

La ferrata sale, con cavo spesso lasco ed anche alcuni fittoni saltati, alternando paretine gradinati a traversi (rimanendo su difficoltà moderate per esperti di questi percorsi) fino a giungere ad un ponticello sospeso (a sinistra si vedono vecchie attrezzature del precedente tracciato della ferrata).
Superato il ponticello dondolante, con vista sulla cascatella alla sua sinistra) si sale su una paretina più verticale (più esposta e con alcuni passaggi più tecnici seppur con discreta presenza di appigli) fino a giungere, in breve, alla fine della Ferrata Vallon (2750 m circa, 1.30 ore dalla partenza).

Dal termine della ferrata si seguono i bolli rossi (a tratti sbiaditi, attenzione a non perdere la traccia) salendo, con vista anche su due piccoli laghetti, su fondo sassoso ed anche su alcuni saltini di roccia non attrezzati.
La traccia porta, quindi, ad una sella e all’incrocio col sentiero Lichtenfels-672 proveniente da sinistra; seguendo in salita il sentiero 672 si superano alcuni saltini rocciosi (di cui l’ultimo attrezzato) giungendo, in breve, in vetta al Piz da Lech Dlacè (3009 m, 45 minuti dal termine della ferrata, 2.15 ore dalla partenza).

Tornati con prudenza sui saltini rocciosi si giunge, in breve, al bivio incontrato in salita tra il percorso proveniente dalla Ferrata Vallon ed il sentiero 672; si segue il sentiero 672 scendendo su traccia sassosa alternando tratti in tornanti ad alcuni saltini rocciosi fino ad una sella.
Seguendo sempre i segni del sentiero 672 si procede in breve saliscendi e poi su una cengia, a tratti un po’ esposta, scendendo poi ripidamente in tornanti su fondo sassoso fino a giungere ad un tratto attrezzato; seguendo il cavo si scende su salti rocciosi (abbastanza gradinati) fino a giungere ad un saltino finale non attrezzato.

Il sentiero procede, quindi, su traccia sassosa raggiungendo alcuni bivi; seguendo per il Rifugio Franz Kostner si segue il sentiero 638 che in saliscendi su fondo ghiaioso porta al Rifugio Franz Kostner (2500 m, 1.30 ore dalla vetta, 3.45 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Franz Kostner si segue, quindi, il sentiero ghiaioso e terroso che prima in discesa, e poi in breve risalita, riporta alla stazione a monte della seggiovia Vallon, 15 minuti dal Rifugio Franz Kostner, 4.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte seggiovia Vallon – ferrata Vallon – Piz da Lech Dlacè –sentiero attrezzato Lichtenfels – Rifugio Franz Kostner – stazione a monte seggiovia Vallon

Sentieri: Roda de Valun – Ferrata Vallon – traccia per il Piz da Lech Dlacè – 672-Lichtenfels – 638 – sentiero per seggiovia Vallon

Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerati i diversi saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali

Quota massima: 3009 m

Difficoltà: EEA – percorso con via ferrata Vallon non molto lunga e di difficoltà tecnica moderata per esperti di questi percorsi ma che presenta spesso cavo lasco ed alcuni fittoni saltati dovendo, quindi, valutare bene, i singoli passaggi; necessaria esperienza su questo tipo di itinerari. Anche la discesa presenta punti attrezzati e saltini rocciosi non attrezzati che richiedono attenzione ed assenza di vertigini. Il tratto di avvicinamento alla ferrata e quello da fine ferrata all’incrocio col sentiero 672 sono segnati con bolli a tratti sbiaditi e va fatta attenzione a non perdere la traccia. Necessari kit da ferrata e casco e tempo asciutto e buona visibilità

Data di ascesa: agosto 2023

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura degli impianti di risalita e del Rifugio Franz Kostner; naturalmente è possibile evitare la via ferrata salendo e scendendo per  il sentiero Lichtenfels che, comunque, presenta alcuni tratti attrezzati che richiedono, in ogni caso, attenzione ed equipaggiamento adatto. Volendo dal Piz da Lech Dlacè è possibile proseguire sulla Cresta Strenta verso la vetta del Piz Boè con presenza di diversi tratti esposti a tratti attrezzati ed altri senza attrezzature.
Inoltre, la stazione a monte della seggiovia Vallon è anche punto di partenza per la via ferrata e la via normale al Piz da Lech de Boè (QUI la “pillola” su questi itinerari).

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità sia per questioni di sicurezza ed orientamento oltre che per godere dei bellissimi panorami; con più persone lungo la ferrata è bene fare attenzione, in alcuni punti, alla possibile caduti di sassi. La ferrata presenta una lunghezza e dislivello moderati ma presenta, come detto, strutture non in perfetto stato che richiedono molta attenzione nel valutare lo stato del cavo e come e quanto farci affidamento (cavo a tratti lasco e alcuni fittoni saltati).

Cabinovia Boè

Seggiovia Vallon

Tratto verso il bivio tra Roda de Valun e Piz da lech de Boè

Sul percorso Roda de Valun

Deviazione verso la Ferrata Vallon

Salendo all’attacco della ferrata

Lungo la Ferrata Vallon

Lungo la salita verso l’incrocio col sentiero 672

Incrocio col sentiero 672

Salendo al Piz da Lech Dlacè

In vetta al Piz da Lech Dlacè con il Piz Boè sullo sfondo

Panorami di vetta

In vetta al Piz da Lech Dlacè

In discesa sul sentiero 672-Lichtenfels

Verso il Rifugio Franz Kostner

Rifugio Franz Kostner

Tornando alla stazione a monte della seggiovia Vallon


Cliccare sull’immagine per visualizzare la Cabinovia Boè di Corvara su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Piz da Lech de Boè (2911 m) – via ferrata e via normale – Dolomiti

Il Piz da Lech de Boè, vetta di 2911 metri di quota, è posto nel gruppo dolomitico del Sella e si erge al margine nord-orientale del massiccio in posizione dominante sull’area di Corvara e Colfosco/Kolfuscgh in Alta Val Badia.

La vetta offre un panorama amplissimo su molti gruppi dolomitici e fin verso le Alpi di Zillertal e le Alpi Breonie/Stubaier Alpen e può essere raggiunta sia tramite via ferrata che via normale con breve tratto attrezzato; la partenza di entrambi gli itinerari si trova alla stazione a monte della seggiovia Vallon, raggiungibile da Corvara tramite la cabinovia Boè e, successivamente, la seggiovia (QUI la “pillola” su Corvara e Colfosco e QUI quella sulla cabinovia Boè e la seggiovia Vallon).

Viene qui descritto l’anello che sale per la via ferrata scendendo per la via normale; il percorso presenta un dislivello e sviluppo moderati ma la via ferrata presenta diversi passaggi impegnativi tecnicamente ed esposti che richiedono esperienza su questo genere di percorsi.

La salita comincia dalla stazione a monte della Seggiovia Vallon (2537 m, stazione a valle di cabinovia Boè e successiva seggiovia Vallon a Corvara); si seguono le indicazioni per la ferrata Piz da Lech raggiungendo su traccia sassosa in saliscendi, in breve, il bivio tra via ferrata e via normale.
Seguendo per la via ferrata si procede su traccia sassosa in moderata pendenza fino al vicino attacco della via ferrata sulle pareti del Piz da Lech de Boè (15 minuti dalla partenza).

La via ferrata comincia subito verticale con cavo posto lungo una paretina piuttosto povera di appigli nella parte iniziale, ci si porta quindi in traverso a sinistra risalendo poi un canalino e paretina verso destra.
Traversando si oltrepassa un prio tratto con appigli non molto abbondanti portandosi poi si un tratto più gradinato; la ferrata continua, attrezzata con solo cavo, alternando tratti più appoggiati ad altri più verticali con anche un paio di traversi piuttosto levigati.
Superati alcuni tratti impegnativi la ferrata porta su un tratto di collegamento con cavo usato come scorrimano portandosi, quindi, alla base di una alta parete; si rimonta quindi, la parete quasi verticale con due lunghe scale, l’uscita dalla seconda scala, pur presentando alcune staffe (di cui una a sinistra non visibile all’inizio) risulta impegnativo e richiede forza ed equilibrio.

Superate le scale la ferrata procede, quindi, su gradoni attrezzati e, superata una breve scala orizzontale che funge da ponte, procede su brevi paretine con difficoltà minori arrivando, in breve, al termine delle attrezzature di salita.
Seguendo un sentierino ghiaioso e sassoso a tornanti in moderata pendenza si sale quindi, facendo attenzione a seguire bolli rossi ed ometti, alla vetta del Piz da Lech de Boè (2911 m, croce, 1.45 ore dall’attacco della ferrata, 2.00 ore dalla partenza).

Dalla vetta si segue in discesa il sentiero 646 (non ci sono cartelli), facendo attenzione a seguire i segnavia si scende piuttosto ripidamente su traccia sassosa e ghiaiosa a tornanti; superato un breve canalino con fondo piuttosto instabile la traccia in tornanti porta quindi ad un tratto attrezzato (per cui è bene avere ancora il kit da ferrata).
I cavi scendono pittosto verticalmente ma con buoni appigli lungo gradoni rocciosi scendendo poi con steffe su una paretina verticale; seguendo la traccia erbosa si giunge, quindi, in breve ad un bivio.
Prendendo a destra il sentiero 646B verso la seggiovia Vallon si scende, con cavi un po’ laschi, lungo un canalino con fondo piuttosto franoso giungendo, in breve, al bivio incotrato in salita tra via ferrata e via normale.
Seguendo per la seggiovia Vallon si torna, quindi, in breve alla stazione a monte della seggiovia Vallon (1.15 ore dalla cima, 3.15 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte seggiovia Vallon – ferrata Piz da Lech de Boè – Piz da Lech de Boè – via normale Piz da Lech de Boè – stazione a monte seggiovia Vallon

Sentieri: Ferrata Piz da Lech de Boè – 646 – 646B

Dislivello: 400 metri in salita e discesa considerati i brevi saliscendi iniziali

Tempo di percorrenza: 3.15 ore totali (2.00 ore la salita, 1.15 ore la discesa)

Quota massima: 2911 m

Difficoltà: EEA – percorso con via ferrata non molto lunga ma che presenta diversi passaggi impegnativi ed esposti e che richiede buona forma fisica ed esperienza su questo tipo di itinerari. Anche la via normale presenta due punti attrezzati che richiedono attenzione ed assenza di vertigini; necessari kit da ferrata e casco. Necessario tempo asciutto e buona visibilità

Data di ascesa: agosto 2023

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura degli impianti di risalita; dalla stazione a monte della seggiovia Vallon si può, volendo, raggiungere in 20 minuti in saliscendi il Rifugio Franz Kostner.
Naturalmente è possibile evitare la via ferrata salendo e scendendo per la via normale che, comunque, presenta alcuni tratti attrezzati che richiedono, in ogni caso, attenzione, kit da ferrata e casco
Inoltre, la stazione a monte della seggiovia Vallon è anche punto di partenza della Ferrata Vallon con salita al Piz da Lech Dlacè (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità sia per questioni di sicurezza ed orientamento oltre che per godere dei bellissimi panorami; con più persone lungo la ferrata è bene fare attenzione, in alcuni punti, alla possibile caduti di sassi. La ferrata presenta una lunghezza e dislivello moderati ma non va sottovalutata in quanto presenta diversi punti sicuramente impegnativi ed esposti.
Alcuni punti difficili presentano, tuttavia, alcuni appigli magari non visibili a prima vista; è bene studiare bene la progressione per poterli sfruttare ed evitare di affaticare eccessivamente le braccia

Lungo la cabinovia Boè

Lungo la Seggiovia Vallon

Marmolada e Rifugio Franz Kostner visti salendo in seggiovia

Alla stazione a monte della seggiovia

Verso il bivio tra via ferrata e via normale

Bivio tra via ferrata e via normale

Verso l’attacco della via ferrata

Lungo la via ferrata

Salendo su traccia sassosa alla vetta del Piz da Lech de Boè  

In vetta al Piz da Lech de Boè

Panorami dalla vetta

Scendendo lungo la via normale

Tratto attrezzato in discesa

Scendendo lungo il canalino in parte attrezzato verso la seggiovia Vallon sul sentiero 646B


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia


Cascate del Pisciadù – Alta Badia

Le Cascate del Pisciadù, poste a 1750 metri di quota, sono situate in Alta Val Badia nel gruppo dolomitico del Sella; le cascate, ghiacciate in inverno, si trovano in zona boscosa idilliaca con vista dolomitica magnifica e sono raggiungibili sia dal paese di Corvara che da quello di Colfosco/Kolfuschg, facenti parte del comprensorio di sport invernali Alta Badia (QUI la “pillola” sui paesi di Corvara e Colfosco, QUI quella sulle Cascate del Pisciadù nelle diverse stagioni e QUI quella sul comprensorio invernale Alta Badia).

Il percorso descritto, solitamente battuto dal gatto delle nevi,  presenta uno sviluppo totale di circa 8 chilometri e un dislivello contenuto; il tracciato parte da Corvara e raggiunge le base delle cascate con percorso tra bosco e spazi più aperti con panorami magnifici; viene poi descritta la breve discesa a Colfosco dal quale si può poi ritornare a Corvara a piedi o con l’autobus.

Il percorso parte da Corvara nei pressi della stazione a valle della cabinovia Boè (1540 m), seguendo le indicazioni per le Cascate del Pisciadù ed il sentiero 28 si entra nel bosco, con percorso solitamente battuto dal gatto delle nevi, e si sale con pendenza moderata passando sotto un impianto di risalita.
Seguendo a tutti i bivi per le Cascate del Pisciadù ed il sentiero 28 si giunge nei pressi del paese di Colfosco, continuando sul sentiero 28 si rientra nel bosco ed, alternando tratti più ripidi ad altri con live pendenza, si giunge ad una radura più aperta e poi ci si avvicina alle parete rocciose del Gruppo del Sella.
Rimanendo ai vari bivi sul sentiero per le Cascate del Pisciadù si oltrepassa un ponte e si giunge, infine, alla radura sottostante le Cascate del Pisciadù (1740 m, 1.30 ore dalla partenza, in inverno raggiungere direttamente le cascate risulta pericoloso).

Si segue adesso il sentiero 650 per Luianta e Colfosco, la traccia, anch’essa solitamente battuta dal gatto delle nevi, scende in lieve pendenza e attraversa due piste da sci (fare attenzione) portando all’Hotel-ristorante Luianta (30 minuti dalla Cascate del Pisciadù, 2.00 ore dalla partenza).

Da Luianta si torna poi a Corvara (passando per Colfosco) col percorso pedonale che costeggia la strada asfaltata o con l’autobus (45 minuti se si scende a piedi, 2.45 ore dalla partenza).

Percorso: Corvara – Cascate del Pisciadù – Luianta – Colfosco – Corvara

Sentieri: traccia invernale che segue il sentiero estivo 28 e 650 – percorso pedonale a lato strada da Luianta a Corvara

Dislivello: 200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore totali (1.30 ore l’andata, 1.15 ore il ritorno).

Quota massima: 1740 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo totale di 8 chilometri circa tornando a piedi da Colfosco a Corvara (prendendo il bus si risparmiano circa 3 chilometri di sviluppo); difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche, in caso di ghiaccio o neve fresca è necessaria la relativa attrezzatura ed esperienza

Data di percorrenza: gennaio 2026

Annotazioni: è, naturalmente, possibile salire e scendere per il percorso descritto in salita o, più brevemente, per il percorso descritto in discesa. Nel caso si volesse usufruire dell’autobus da Colfosco a Corvara è bene controllare in anticipo gli orari di esercizio.
La maggior parte del percorso, in inverno, rimane in ombra è bene, quindi, non scegliere giornate molto fredde.

Alla partenza a Corvara

Vista sul Sassongher

Lungo il primo tratto del percorso

Seconda parte della salita

Radura posta sotto le Cascate del Pisciadù

Cascate del Pisciadù

Scendendo a Luianta

Luianta

Lungo il tratto di ritorno a piedi a Colfosco e Corvara (se non si prende il bus)

Scopriamo QUI altre pillole sulla Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio presso la cabinovia Boè a Corvara su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Sassongher (2665 m) – Dolomiti

Il Sassongher, vetta di 2665 metri di quota facente parte del gruppo Puez-Odle, è una cima dolomitica molto prestigiosa posta in Val Badia/Gadertal e dominante i paesi di Corvara e Colfosco (QUI la “pillola” su Corvara e Colfosco).

La cima e il percorso per arrivarci percorrono ambienti rocciosi tipicamente dolomitici e offrono un panorama bellissimo su molti gruppi circostanti; sono possibili vari accessi che conducono alla Forcella del Sassongher, dalla quale comincia il ripido tratto finale di ascesa che, con sentiero impegnativo e un tratto attrezzato con cavi, conduce alla vetta.

Viene qui descritto il percorso con partenza dalla stazione a monte della cabinovia Col Pradat la cui stazione a valle si trova nei pressi del paese di Colfosco, frazione del comune di Corvara (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Pradat).

L’itinerario risulta essere tra i più belli delle Dolomiti, la difficoltà tecnica e l’esposizione di alcuni tratti sono però elevati e la percorrenza dell’ascesa è consigliata, quindi, solo ad esperti di montagna.

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Pradat (2038 m, rifugio Col Pradat), dalla cabinovia si segue il sentiero 4A che scende su mulattiera conducendo in breve ad un bivio. Seguendo sempre il sentiero 4A si procede in saliscendi a mezzacosta tra mughi su traccia sassosa e ghiaiosa giungendo all’incrocio col sentiero 4.

Si segue quindi in salita il sentiero 4 che conduce su traccia ghiaoisa prima ad una piccola cappella e poi ad un bivio; al bivio si segue il sentiero 7 per il Sassongher salendo su traccia ripida ghiaiosa e sassosa che conduce, attraversando anche alcuni tratti un po’ scivolosi,  in moderata pendenza alla Forcella del Sassongher (2411 m, 1.45 ore dalla partenza).

Dalla Forcella del Sassongher si segue il sentiero 7 per il Sassongher salendo su ripida traccia ghiaiosa e sassosa che conduce al tratto attrezzato; sono qui presenti due alternative di salita, entrambe attrezzate con cavi, che salgono per una paretina rocciosa ed un canalino. Le due alternative si ricongiungono alla fine dei cavi da cui continua la salita su ripida traccia sassosa e ghiaiosa che sale prima in traverso e poi con diversi tornanti fino a giungere alla vetta del Sassongher (2665 m, croce, 45 minuti dalla  Forcella del  Sassongher, 2.30 ore dalla partenza).

Si torna quindi in discesa alla Forcella del Sassongher e per la via di salita al bivio incontrato all’andata tra sentiero 4 e 4A. Si segue quindi il sentiero 4 per Colfosco scendendo su sentiero sassoso e poi mulattiera al Rifugio Stella Alpina/Edelweiss (1832 m); dal Rifugio si segue quindi in discesa la mulattiera che porta in breve alla stazione a valle della cabinovia Col Pradat (1690 m, 2.30 ore dalla vetta del Sassongher, 5.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Col Pradat – Forcella del Sassongher – Sassongher – Forcella del Sassongher – Rifugio Stella Alpina – stazione a valle cabinovia Col Pradat

Sentieri: 4A – 4 -7 – 4

Dislivello: 700 metri in salita e 1000 metri in discesa

Tempo di percorrenza: 5.00 ore totali

Quota massima: 2665 m

Difficoltà: EEA – itinerario lungo con salita finale con tratto attrezzato di medio impegno tecnico e vari tratti ripidi, necessari kit da ferrata, casco, assenza di vertigini ed esperienza di ferrate e di montagna.
Prestare attenzione ai numerosi bivi lungo il percorso.

Data di ascesa: agosto 2020

Annotazioni: tornati in discesa al bivio tra il sentiero 4 e il sentiero 4A è, naturalmente, possibile tornare alla stazione a monte della cabinovia Col Pradat con sentiero in leggera salita senza, quindi, scendere a piedi al Rifugio Stella Alpina ed alla stazione a valle della cabinovia.

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con ottima visibilità per godere dei bellissimi panorami. Lungo il breve tratto attrezzato, in presenza di molti escursionisti, possono formarsi “ingorghi” tra chi scende e chi sale, nel caso bisogna avere pazienza e cercare il momento migliore per passare.
Se possibile, sarebbe meglio scegliere giornate non in alta stagione per percorrere l’itinerario, sempre, comunque, con traccia sgombra da neve.

QUI il link YouTube al video della salita al Sassongher

Sassongher visto dalla stazione a monte della cabinovia Col Pradat

Lungo il sentiero 4A in saliscendi

Bivio tra sentiero 4A e 4

Lungo il sentiero che conduce al bivio tra sentiero 4 e sentiero 7

Piccola cappella lungo il sentiero

Bivio tra sentiero 4 e sentiero 7

Salendo alla Forcella del Sassongher

Alla Forcella del Sassongher

Primo tratto dell’ascesa finale visto dalla Forcella del Sassongher

Lungo il tratto attrezzato

Tratto finale di salita

In cima al Sassongher

Vista dalla vetta verso Marmolada, gruppo del Sella e Colfosco

Scendendo al Rifugio Stella Alpina

Rifugio Stella Alpina con vista sul Sassongher

Tornando dal Rifugio Stella Alpina alla stazione a valle della cabinovia Col Pradat

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Col Pradat di Colfosco su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Cabinovia Col Pradat e Rifugio Stella Alpina/Edelweiss – Val Badia

In Val Badia/Gadertal si trovano moltissimi impianti di risalita molto amati e sfruttati, sia in estate che in inverno, da turisti, escursionisti e sciatori per portarsi in quota e godere delle bellezze della zona.

Tra questi impianti troviamo anche la cabinovia Col Pradat che da Colfosco/Kolfuschg, frazione di Corvara, porta ai 2000 metri di quota della stazione a monte situata in zona verdeggiante ai piedi del famoso e maestoso Sassongher facente parte del gruppo del Puez-Odle/Geisler (QUI la “pillola” sui paesi di Colfosco e Corvara).

Nei pressi della stazione a monte è situato il Rifugio Col Pradat con cucina tipica ed aree gioco per bambini ed è possibile godere di un bellissimo panorama verso il gruppo dolomitico del Sella; dall’area di arrivo della cabinovia partono anche innumerevoli escursioni tra cui la lunga e molto amata e frequentata traversata verso il Rifugio Puez, l’impegnativa ascesa al Sassongher ed altre brevi escursioni familiari (QUI la “pillola” sulla salita al Sassongher).

Tra le gite brevi più note della zona si trova la discesa dalla stazione a monte della cabinovia verso valle che, su mulattiera sterrata, conduce in circa mezz’ora al Rifugio Edelweiss/Stella Alpina; il rifugio è posto tra pascoli con molti animali che è possibile osservare e propone piatti tipici ed aree per il realx e gioco per famiglie.
Dal Rifugio Stella Alpina la mulattiera riporta poi, in breve, tra pascoli, alla stazione a valle della cabinovia Col Pradat.

Inoltre, in inverno, la cabinovia Col Pradat e gli impianti circostanti fanno parte del comprensorio sciistico Alta Badia e del famosissimo tour sciistico del Sellaronda che collega ben 4 valli dolomitiche quali: Val Gardena e Val Badia in Sudtirolo, Valle di Livinallongo in Veneto e Val di Fassa in Trentino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Alta Badia).

Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2020

Cabinovia Col Pradat

Panorama verso il gruppo Sella della stazione a monte della cabinovia

Rifugio Col Pradat

Cabinovia vista dal Rifugio Col Pradat

Inizio della mulattiera per il Rifugio Stella Alpina alla stazione a monte della cabinovia con vista verso il Sassongher

Mulattiera per il Rifugio Stella Alpina

Rifugio Stella Alpina con vista sul Sassongher

Piatto tipico al Rifugio Stella Alpina

Animali al pascolo nei pressi del Rifugio Stella Alpina

Scendendo dal Rifugio Stella Alpina alla stazione a valle della cabinovia Col Pradat

Gruppo del Sella visto dalla stazione a valle della cabinovia

Cima del Sassongher raggiungibile con salita impegnativa con tratti di via ferrata dalla cabinovia Col Pradat

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Col Pradat di Colfosco su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Passo Gardena/Grödner Joch – Val Gardena e Val Badia

Il Passo Gardena/Grödner Joch/Jëuf de Frea è posto a 2121 metri di quota e mette in comunicazione le notissime valli dolomitiche sudtirolesi Badia/Gadertal e Gardena/Gröden; dalla Val Badia il passo si raggiunge partendo dai paesi di Corvara e Colfosco/Kolfuschg/Calfosch mentre dalla Val Gardena si giunge al valico partendo dal paese di Selva Gardena/Wolkenstein/Sëlva (QUI la “pillola” sui paesi di Corvara e Colfosco e QUI quella sul paese di Selva Gardena).

La strada asfaltata del passo ha da entrambi i lati un andamento piuttosto tortuoso con molti tornanti e presenta pendenze medie intorno al 6% con punte massime del 10-11%; la strada del valico, soprattutto in estate, è molto frequentata sia da turisti in macchina sia da motociclisti e ciclisti che si confrontano con le pendenze del passo più volte affrontate anche dai professionisti durante il Giro d’Italia.

Dal Passo Gardena si gode di un bellissimo panorama verso i gruppi dolomitici di: Sella, Odle/Geisler, Conturines, Sassolungo/Langkofel e verso le sottostanti valli Badia e Gardena; il valico è, inoltre, punto di partenza di molte escursioni e vie ferrate e d’arrampicata.
Tra le salite più note troviamo quelle verso i Rifugi Puez e Cavazza al Pisciadù e le vie ferrate Brigata Tridentina, Cir V°/Piccolo Cir e Piz da Cir/Cir Grande (QUI la “pillola” sulla salita al Piz da Cir/Cir Grande, QUI quella sull’ascesa al Cir V°/Piccolo Cir e QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Cavazza al Piscaidù ed alle Mesules).

Per agevolare alcune escursioni in estate, solitamente, è aperta la seggiovia che conduce dal Passo Gardena al Rifugio Dantercepies ed alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies proveniente dal paese di Selva Gardena.

La zona del Passo Gradena, evitando la salita in macchina, può essere raggiunta anche tramite autobus di linea o impianti di risalita che da Colfosco (cabinovia Frara) e Selva (cabinovia Dantercepies) portano sul pendio soprastante il passo; naturalmente, scegliendo queste opzioni è bene informarsi sugli orari degli autobus e periodi di apertura degli impianti (QUI la “pillola” sulla cabinovia Dantercepies).

Il Passo Gardena, inoltre, è in inverno situato lungo il famosissimo circuito Sellaronda, votato come uno dei tour sciistici più belli del mondo,  che unisce le piste delle valli: Gardena e Badia in Alto Adige/Südtirol, Livinallongo in Veneto e Fassa in Trentino.
Trovandosi il Passo Gardena sul confine tra Val Gardena e Val Badia può essere raggiunto, quindi, sia tramite il comprensorio sciistico Val Gardena Dolomites sia dall’area sciistica Alta Badia (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Val Gardena e QUI quello sull’area dell’Alta Badia).

Sul Passo Gardena, pur venendo effettuato normalmente servizio di pulizia strade invernale, è però sempre bene controllare lo stato di apertura e condizioni del passo in quanto il valico è soggetto, talvolta, a chiusure temporanee invernali in base alle condizioni atmosferiche ed alle nevicate.

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2022, 2023 e 2025

Al passo

Vista verso il Gruppo del Sella

Vista verso il gruppo del Cir

Vista verso la Val Badia

Passo Gardena visto dall’alto

Seggiovia Cir che conduce dal Passo Gardena alla stazione a monte della cabinovia Dantercpeies

Impianto di risalita Frara e strada asfaltata che collegano Corvara e Colfosco col Passo Gardena

Strada per il passo sul versante della Val Badia

Strada per il passo sul versante della Val Gardena

Impianto di risalita Dantercepies che collega Selva Gardena con la zona soprastante il Passo Gardena

Rifugio Dantercepies posto all’arrivo di cabinovia e seggiovia

Lungo la ferrata del Piz da Cir (Cir Grande)

Vetta del Piz da Cir (Cir Grande)

Vista su Gruppo del Sella e Passo Gardena dalla vetta del Piz da Cir

Lungo la Via ferrata del Cir V°/Piccolo Cir

Rifugio Cavazza al Pisciadù

Passo Gardena in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Gardena su Google Maps


Alta Badia – comprensorio sciistico – Val Badia

La Val Badia, nella sua parte più alta della valle, dispone del comprensorio sciistico Alta Badia, che è annoverato tra i più noti ed amati delle Alpi; infatti sono presenti in Alta Badia le famose aree sciistiche del Pralongià, Boè, Passo Campolongo, Passo Gardena e La Crusc/Santa Croce.
Queste aree sono tutte collegate tra loro tramite piste ed impianti e sono poste sopra i paesi di Corvara, Colfosco/Kolfuschg, La Villa/Stern e San Cassiano/St. Kassian (QUI la “pillola” sui paese di Corvara e Colfosco, QUI quella sul paese di La Villa, QUI la “pillola” sul paese di San Cassiano, QUI quella sull’altopiano del Pralongià e QUI quella sull’area La Crusc).

L’area sciistica dell’Alta Badia ospita 130 chilometri di piste da sci alpino di svariata difficoltà, servite da moderni impianti di risalita e da innevamento programmato; lungo le piste sono dislocati moltissimi rifugi che propongono piatti tipici e si può godere di un panorama bellissimo verso famosi gruppi dolomitici quali: Conturines, Odle/Geisler, Sassongher, Sella e Marmolada.

Sono presenti anche oltre 30 chilometri di piste per lo sci di fondo e svariate possibilità di escursioni con le ciaspole su sentieri innevati immersi nel bellissimo ambiente dolomitico; tra i percorsi invernali più noti, battuti dal gatto delle nevi, troviamo, ad esempio, il tracciato che porta al Rifugio Pralongià ed alla vetta dello Störes, il percorso che conduce alla chiesa ed al Rifugio La Crusc, il tracciato per la Malga Valparola ed il percorso verso la base delle Cascate del Pisciadù (QUI la “pillola” sulla salita invernale al Rifugio Pralongià ed alla vetta dello Störes, QUI quella sul percorso innevato per la chiesa e rifugio La Crusc, QUI la “pillola” sul tracciato su neve alla Malga Valparola e QUI quella verso le Cascate del Pisciadù).

Tra le piste da sci più note si trova la ripida pista Gran Risa che ospita, ogni inverno, una tappa della coppa del mondo di sci con le specialità dello slalom gigante; l’Alta Badia dispone, in ogni caso, di piste adatte sia a famiglie che esperti.

Inoltre, il comprensorio sciistico dell’Alta Badia è collegato al famoso circuito “Sellaronda” che permette, sci ai piedi, di compiere il giro dei quattro passi dislocati intorno al gruppo montuoso dolomitico del Sella, connettendosi ai comprensori della sudtirolese Val Gardena/Gröden, della trentina Val di Fassa e della veneta Arabba (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico della Val Gardena).

Le foto si riferiscono alle mie visite in inverno nel 2019, 2021, 2022, 2025 e 2026

Piste da sci della zona di Colfosco con il gruppo del Sella sullo sfondo

Piste da sci della zona di San Cassiano con il Sassongher sullo sfondo

Piste da sci della zona di San Cassiano del Piz Sorega con le Conturines sullo sfondo

Rifugio Las Vegas

Piste da sci della zona di La Villa con il gruppo della Marmolada sullo sfondo

Piste da sci della zona di Corvara con il Sassongher sullo sfondo

Piste da sci della zona di Corvara con le Conturines sullo sfondo

Rifugio Pralongià

Piste da sci della zona del Boè

Rifugio Jimmy Hütte nei pressi del Passo Gardena con le Punte del Cir sullo sfondo

Piste dell’area del Passo Campolongo

Piste da sci dell’area La Crusc con le Conturines sullo sfondo

Centro Fondo di Sciarè

Escursionismo invernale sull’Altopiano del Pralongià e vetta dello Störes

Percorso invernale verso la chiesa e rifugio La Crusc passando per i Prati dell’Armentara

Escursione invernale a Malga Valparola

Tracciato invernale per le Cascate del Pisciadù

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sui comprensori sciistici del Sudtirolo


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Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti dell’Alta Badia a La Villa su Google Maps

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Corvara e Colfosco/Kolfuschg – Val Badia

La Val Badia/Gadertal è una lunga valle dolomitica ladina che presenta dalla congiunzione con la Val Pusteria/Pustertal fino all’ultimo centro abitato della valle, Corvara, uno sviluppo di oltre 30 chilometri.

Corvara, paese posto a oltre 1500 metri di quota che conta con la sua frazione di Colfosco/Kolfuschg/Calfosch quasi 1400 abitanti, è uno dei centri turistici estivi ed invernali più noti delle Dolomiti e dal paese partono numerosissimi itinerari al cospetto dei gruppi dolomitici del Sella, Odle/Geisler, Puez, Sassongher e l’altipiano del Pralongià.

Corvara e Colfosco sono situate lungo il famosissimo comprensorio sciistico del Sellaronda che collega sci ai piedi le quattro valli ladine: Val Gardena e Badia in Alto Adige/Südtirol, Livinallongo in Veneto e Fassa in Trentino; in inverno, nell’area di Corvara e Colfosco sono presenti anche diversi itinerari per escursionismo, solitamente battuti dal gatto delle nevi, come, ad esempio, quello che conduce alla base delle Cascate del Pisciadù (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico dell’Alta Badia e QUI quella sul percorso invernale per le Cascate del Pisciadù).

Dai paesi di Corvara e Colfosco partono, infatti, numerosi impianti di risalita quali Col Alt, Pralongià, Boè, Vallon, Col Pradat e cabinovia Colfosco/Passo Gardena/Grodner Joch; questi impianti conducono alle piste da sci ed escursioni in quota che portano verso rifugi, cime (come il Sassongher, montagna simbolo di Corvara, ed il Setsas) e ferrate (come il Piz da Lech de Boè e Vallon al Piz da Lech Dlacè) che offrono, agli esperti escursionisti ed alpinisti, svariate possibilità di divertimento (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Pradat, QUI quella sulla cabinovia Boè e la seggiovia Vallon, QUI la “pillola” sull’altopiano del Pralongià, QUI quella sull’ascesa al Sassongher, QUI la “pillola” sulla salita al Setsas, QUI quella sull’ascesa al Piz da Lech de Boè e QUI la “pillola” sulla Ferrata Vallon e la salita al Piz da Lech Dlacè).

Nella zona di Corvara e Colfosco è possibile, comunque, anche compiere escursioni molto interessanti in ambienti bucolici ai piedi delle grandi pareti rocciose anche in fondovalle; tra queste troviamo, ad esempio, l’itinerario per le Cascate del Pisciadù (QUI la “pillola” sull’escursione alle Cascate del Pisciadù).

Da Corvara è possibile raggiungere sia il Passo di Campolongo che conduce verso Arabba e il Veneto chee il Passo Gardena che porta verso la sudtirolese Val Gardena (QUI la “pillola” sul Passo Gardena e QUI quella sul Passo di Campolongo).

Al Passo Gardena è posta anche la seggiovia Cir che permette di raggiungere l’area del Dantercepies (a cui arriva anche l’omonima cabinovia da Selva Gardena); la zona è punto di partenza di diverse escursioni e vie ferrate come il percorso al Rifugio Puez ed alla vetta del Piz da Puez e le vie ferrate verso il Piz da Cir (Cir Grande) ed il Cir V° (Cir Piccolo) (QUI la “pillola” su seggiovia Cir e cabinovia Dantercepies, QUI quella sul percorso Rifugio Puez e Piz da Puez, QUI la “pillola” sulla salita al Cir Grande e QUI quella sull’ascesa al Cir Piccolo).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2022, 2023, 2025 e 2026

Corvara e il Sassongher

Chiesa parrocchiale moderna di Corvara

Case tipiche dell’Alta Val Badia

Colfosco e il gruppo del Sella

Area dell’Altopiano del Pralongià

Salendo al Setsas

Vista su Colfosco e il Gruppo del Sella dall’alto

Corvara vista dalla vetta del Sassongher

Vetta del Sassongher

Cabinovia Col Pradat di Colfosco

Rifugio Edelweiss e Sassongher nell’area del comprensorio del Col Pradat

Cabinovia Boè

Seggiovia Vallon

Vista sulla Marmolada ed il Rifugio Franz Kostner al Vallon della seggiovia Vallon

Rifugio Franz Kostner nell’area della seggiovia Vallon

Ferrata verso il Piz da Lech de Boè

Vetta del Piz da Lech de Boè

Corvara e Sassongher visti dalla vetta del Piz da Lech de Boè

Ferrata Vallon

Vetta del Piz da Lech Dlacè

Cabinovia e strada che portano da Colfosco al Passo Gardena

Passo Gardena

Seggiovia Cir

Passo Gardena visto dell’alto con il gruppo Sella alle spalle

Cir Grande

Cir V° (Piccolo Cir)

Nei pressi del Passo di Campolongo

Vista invernale di Corvara

Piste da sci del comprensorio Alta Badia nell’area di Corvara

Colfosco e le sue piste da sci

Piste da sci dell’area del Passo Gardena

Altipiano del Pralongià in inverno

Escursionismo invernale verso la base delle Cascate del Pisciadù

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia



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Cascate del Pisciadù – Val Badia

La Val Badia/Gadertal è circondata da maestosi gruppi dolomitici quali Odle/Geisler, Conturines e Sella; lungo queste note montagne sono stati tracciati moltissimi sentieri di diversa difficoltà, da salite impegnative a cime e rifugi a tranquille passeggiate familiari.

Tra le camminate adatte anche come gite familiari troviamo il sentiero numero 650 che dal parcheggio Luianta di Colfosco/Kolfuschg/Calfosch, porta, in circa 45 minuti di cammino, alle Cascate del Pisciadù, situate nel Gruppo del Sella; le cascate possono essere raggiunte, con percorso più lungo in circa un’ora e mezza di cammino, anche col sentiero numero 28 dalla stazione a valle della cabinovia Boè a Corvara (QUI la “pillola” su Corvara e Colfosco)

Il sentiero più breve da Colfosco porta in leggera salita su strada forestale tra pascoli fino ad una bella radura, attrezzata con panche per picnic. Dalla radura con sentiero nel bosco si arriva alle Cascate del Pisciadù, per salire ai salti più alti delle cascate il sentiero si fa un po’ più ripido e sassoso, pertanto, chi, eventualmente chi si sentisse meno sicuro, può fermarsi alla base delle cascate godendo, ugualmente, della vista dei bellissimi giochi d’acqua formati dal torrente.
Le cascate sono formate da diverse cascatelle che catturano l’attenzione grazie ai diversi colori e forme che prende l’acqua spumeggiante.

In inverno la radura alla base delle cascate, che si presentano ghiacciate, viene raggiunta partendo da Corvara o Colfosco con percorso innevato solitamente battuto dal gatto delle nevi; il tracciato nel bosco risulta ombreggiato con belle visuali sulle circostanti vette dolomitiche al Sole (QUI la “pillola” sul percorso invernale per le Cascate del Pisciadù).

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estate 2019 ed inverno 2023 e 2026

Sentiero verso le Cascate del Pisciadù

Radura con panche alla base delle cascate

Sentiero ripido verso le cascate

Cascate del Pisciadù

Cascate del Pisciadù viste dalla radura sottostante in inverno

Lungo il percorso innevato da Corvara

Lungo il percorso innevato da Colfosco

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.