Il borgo di San Cassiano/St. Kassian/San Ciascian, frazione del comune di Badia, e situato in Alta Badia/Gadertal è molto noto per la bellezza dell’ambiente in cui è situato e per le moltissime escursioni possibili nell’area (QUI la “pillola” su San Cassiano).
In paese sono presenti, tuttavia, anche punti di interesse religiosi, architettonici e culturali; tra essi si trova il Museo Ursus Ladinicus, situato nel centro del borgo in Strada Micurá de Rü, 26; il museo, aperto dal 2011 è ospitato in un nuovo edificio che si articola su tre piani.
Il percorso museale permette di scoprire molte informazioni ed osservare numerosi reperti dell’orso delle caverne che viveva in grotte del gruppo dolomitico delle Conturines, che sovrasta il paese di San Cassiano; il museo permette di scoprire, inoltre, molte curiosità sulla storia geologica delle Dolomiti con presenza anche di diversi fossili.
In particolare, nell’area riguardante l’Ursus Ladinicus viene mostrata la storia di questo grande animale preistorico, con peso fino a 1200 chili e vissuto circa 40000 anni fa, il cui sito di ritrovamento, nelle grotte delle Conturines a quasi 2800 metri di quota, risulta essere il più alto al mondo per questa tipologia di animali.
Il museo è aperto, solitamente, dal 1° maggio alla prima domenica di novembre dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle 18.00; inoltre, è possibile acquistare un biglietto combinato con il MusLa – Museo della cultura ladina, situato nel Ciastel de Tor a San Martino in Badia/St. Martin in Thurn (QUI la “pillola” su Castel de Tor ed il MusLa).
Per maggiori informazione su date ed orari di apertura, visite guidate ed eventi è bene consultare il sito internet ufficiale: museumladin.it
Le foto si riferiscono alla mia visita nell’autunno 2025
La Ce de Salares, vetta di 2283 metri di quota, è posta poco sopra la Forcella de Salares nel gruppo dolomitico del Fanes-Lagazuoi in Alta Val Badia; vetta e forcella presentano varie vie d’accesso, viene qui descritto l’itinerario ad anello che parte da Sciarè (nei pressi del paese di San Cassiano/St. Kassian/San Ciascian) toccando anche il Rifugio Capanna Alpina, il Rifugio Scotoni, il Lago di Lagazuoi e la Malga Munt de Valparola (QUI la “pillola” su San Cassiano).
Il percorso, dallo sviluppo piuttosto lungo, percorre ambienti molto vari sia più bucolici che selvaggi ed offre panorami bellissimi su diversi gruppi dolomitici come Conturines, Lagazuoi-Cime del Fanes e Setsas-Pralongià; chi volesse abbreviare il percorso può evitare la deviazione al Lago di Lagazuoi perdendo, però, la vista del magnifico specchio d’acqua posto sotto alte pareti dolomitiche.
Il tracciato parte dal parcheggio di Sciarè lungo la strada del Passo Valparola (1659 m) e, seguendo il percorso Tru de Meditaziun dedicato a “Klaus von der Flühe”, sale nel bosco in moderata pendenza passando nei pressi di diversi manufatti a tema religioso e meditativo. Il sentiero prosegue quindi in saliscendi fino alla Cappella de Sciarè, seguendo il sentiero 11 verso Capanna Alpina si procede su mulattiera ghiaiosa in moderata pendenza fino a raggiungere il Rifugio Capanna Alpina (1720 m, 30 minuti dalla partenza).
Da Capanna Alpina si segue il sentiero numero 20 per il rifugio Scotoni procedendo su mulattiera ghiaiosa prima in leggera pendenza e poi in ripida salita a tornanti fino a giungere al Rifugio Scotoni (2040 m, 50 minuti dal Capanna Alpina, 1.20 ore dalla partenza).
Dal Rifugio si segue il sentiero numero 20 per il Lago Lagazuoi, il sentiero sale dapprima con pendenza moderata per poi salire ripidamente su traccia sassosa e ghiaiosa che costeggia un torrente; arrivati ad una sella si segue a sinistra il sentiero 20B che porta, in breve, al Lago di Lagazuoi (2181 m, 30 minuti dal Rifugio Scotoni, 1.50 ore dalla partenza).
Dal Lago di Lagazuoi si torna per la via di salita in 20 minuti al Rifugio Scotoni, 2.10 ore dalla partenza. Dal Rifugio Scotoni si segue adesso il sentiero 18B per la Forcella de Salares; la traccia, facendo attenzione a non perdere i segni, attraversa dei pascoli e sale poi su mulattiera ripida sassosa. Seguendo i segni si sale poi su ripida traccia sassosa e terrosa tra arbusti e poi in spazi più aperti fino ad una selletta; continuando a seguire il sentiero 18B si scende con attenzione per un salitno roccioso per poi proseguire a mezzacosta, superando un breve tratto con cavo di sicurezza, fino a giungere alla Forcella de Salares (2260 m, 1 ora dal Rifugio Scotoni, 3.10 ore dalla partenza).
Dalla forcella si segue a destra la traccia erbosa e sassosa non segnata, ma ben intuibile con buona visibilità, che in moderata pendenza porta, in breve, alla vetta del Ce da Salares (2283 m, 10 minuti dalla Forcella Ce da Salares, 3.20 ore dalla partenza).
Tornati in breve alla Forcella da Salares si segue sempre il sentiero 18B per la Malga Munt de Valparola; si scende, quindi, su traccia terrosa e sassosa in un ripido canalino giungendo, in breve, al bivio tra il sentiero 18B ed il 20A. Rimanendo sul sentiero 18B per la Malga Munt de Valparola si scende in moderata pendenza su traccia sassosa ed erbosa, superati un paio di brevi tratti un po’ ripidi, si raggiunge una mulattiera sterrata che porta nel bosco fino ad incrociare la strada asfaltata del Passo Valparola. Seguendo le indicazione del sentiero 18 per la Malga Munt de Valparola si scende a destra lungo la strada asfaltata (con attenzione alle macchine) fino a trovare sulla sinistra il bivio per il sentiero per la malga. Seguendo la mulattiera sterrata si scende in moderata pendenza nel bosco; ad un bivio si segue la freccia a destra per la Malga Valparola continuando la discesa su mulattiera sterrata che porta alla Malga Munt de Valparola (1748 m, punto di ristoro, 1.20 ore dalla cima Ce de Salares, 4.40 ore dalla partenza).
Dalla Malga Munt de Valparola si scende sulla mulattiera sterrata numero 18 verso Armentarola; la mulattiera dapprima in lievi saliscendi e poi in discesa con pendenza moderata porta la bivio col sentiero 24B. Seguendo il sentiero 24B per Sciarè si prosegue su mulattiera sterrata tra bosco e pascoli, in lievi saliscendi e poi in leggera discesa, fino al parcheggio di Sciarè (50 munti dalla Malga Valparola, 5.30 ore dalla partenza).
Percorso: parcheggio Sciarè – Capanna Alpina – Rifugio Scotoni – Lago di Lagazuoi – Rifugio Scotoni – Forcella de Salares – Ce da Salares – Forcella de Salares – Malga Munt de Valparola – parcheggio Sciarè
Sentieri: Tru de Meditaziun – 11 – 20 – 20B – 20 – 18B – traccia non segnata per la Ce de Salares – 18B – 18 – 24B
Dislivello: 800 metri in salita e discesa considerati i tanti saliscendi
Tempo di percorrenza: 5.30 ore totali
Quota massima: 2283 m
Difficoltà: E/EE – il percorso presenta nel complesso una difficoltà tecnica moderata ma con alcuni singoli passaggi più impegnativi (saltini rocciosi ed un tratto con cavo) lungo la salita e discesa della Forcella de Salares; la breve salita alla cima Ce de Salares non è segnata ma ben intuibile con buona visibilità. Sviluppo di 12 chilometri totali con alternanza di tratti ripidi ed altri in saliscendi.
Data di ascesa: luglio 2023
Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei rifugi; volendo, per abbreviare il percorso, possono essere evitate le deviazioni dal Rifugio Scotoni al Lago Lagazuoi e/o dalla Forcella de Salares alla cima Ce de Salares
Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei magnifici panorami ed ambienti del percorso. Le deviazioni al Lago di Lagazuoi ed alla Cima Ce de Salares, se le propire condizioni lo consentono, permettono di aggiungere due punti di interesse molto belli al percorso già, comunque, affascinante. Il magnifico percorso non va, in ogni caso, sottovalutato nel complesso, considerata lunghezza, diverse deviazioni e saliscendi e tratti ripidi
Lungo il sentiero Tru de Meditaziun
Salendo al Rifugio Capanna Alpina
Al Rifugio Capanna Alpina
Salendo al Rifugio Scotoni
Al Rifugio Scotoni
Salendo al Lago di Lagazuoi
Al Lago di Lagazuoi posto sotto le pareti del gruppo Cime del Fanes-Lagazuoi
Salendo alla Forcella de Salares (dopo essere tornati al Rifugio Scotoni)
Alla Forcella de Salares
Salendo alla Ce de Salares
In vetta alla Ce de Salares
Panorami di vetta
Scendendo dalla Forcella de Salares verso la Malga Munt de Valparola
Malga Munt de Valparola
Scendendo verso Sciarè
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio di Sciarè su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.
Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia
Lo Störes, vetta di 2181 metri di altezza, è posta sul punto più elevato dell’Altopiano del Pralongià in Alta Val Badia; la cima e l’altipiano presentano un ambiente idilliaco tra prati e pascoli con magnifici panorami su molti notissimi gruppi montuosi dolomitici (QUI la “pillola” sul Pralongià ed i suoi impianti e strutture).
Sull’Altipiano del Pralongià sono possibili svariati percorsi di diversa difficoltà; viene qui descritto il tracciato che parte dalla cabinovia del Piz la Ila, con stazione a valle situata nel paese di La Villa/Stern in Alta Val Badia (QUI la “pillola” sul paese di La Villa).
Il percorso descritto presenta uno sviluppo totale lungo e un dislivello in discesa rilevante ma può essere accorciato in base alle proprie esigenze; l’escursione si svolge principalmente su sentieri sterrati tra ampi pascoli e tocca anche diversi punti di ristoro.
Il percorso comincia dalla stazione a monte della cabinovia del Piz la Ila (2078 m, rifugio, stazione a valle a La Villa) seguendo il sentiero 4A per il Pralongià. Si procede in saliscendi su sentiero ghiaioso tra ampi pascoli raggiungendo, in breve, il sentiero numero 4 nei pressi della Baita La Fraina; continuando sulla mulattiera sterrata numero 4, sempre in saliscendi, si toccano i rifugi La Brancia e Tablà. Seguendo adesso il sentiero 23 per il Pralongià si sale su mulattiera sterrata un po’ più ripida fino al Rifugio Bioch (2079 m). Continuando sul sentiero 23 per il Pralongià si procede prima prima in saliscendi, raggiungendo un punto panoramico con tavola delle cime visibili, e poi un po’ più ripidamente fino al Rifugio Pralongià (2109 m, chiesetta, rifugio con riapertura a luglio 2023, 1.30 ore dalla partenza).
Dal rifugio si sale su sentiero ghiaioso 24 verso il Setsas e Col di Lana procedendo in moderata salita, si ignora un primo bivio e poi, in breve, si raggiunge un secondo bivio; si devia, quindi, a destra per il Col di Lana, sempre su sentiero ghiaioso, raggiungendo in breve la vetta dello Störes (2181 m, croce, 15 minuti dal Rifugio Pralongià, 1.45 ore dalla partenza).
Tornati in saliscendi al Rifugio Pralongià ed al Rifugio Bioch si prende a destra il sentiero 21A per il Piz Sorega, prima in discesa poi in leggera risalita si raggiunge il rifugio Las Vegas e poi il Rifugio Piz Sorega (2002 m, cabinovia da San Cassiano/St. Kassian, 1.15 ore dallo Störes, 3.00 ore dalla partenza).
Si prende, quindi, la mulattiera sterrata numero 21 per La Villa, si scende tra bosco e spazi aperti fino allo scalo di due seggiovie; continuando sulla mulattiera numero 4 si scende, quindi, ripidamente a La Villa (1419 m, 1.30 ore dal Piz Sorega, 4.30 ore dalla partenza).
Percorso: stazione a monte cabinovia Piz la Ila – Rifugio de Bioch – Rifugio Pralongià – Störes – Rifugio Pralongià – Rifugio de Bioch – Rifugio Piz Sorega – La Villa
Sentieri: 4A – 4 – 23 – 24 – 23 – 21A – 21 – 4
Dislivello: 400 metri in salita e 1100 metri in discesa compresi i vari saliscendi
Tempo di percorrenza: 4.30 ore totali
Quota massima: 2181 m
Difficoltà: E – escursione senza particolari difficoltà tecniche ma dal lungo sviluppo di oltre 15 chilometri e dislivello rilevante in discesa
Data di ascesa: giugno 2023
Annotazioni: il percorso può essere abbreviato tornando al Piz la Ila per la via dell’andata o prendendo gli impianti (2 seggiovie) che portando dal Piz Sorega al Piz la Ila. È bene controllare data e orari di apertura degli impianti e dei rifugi (il rifugio Pralongià e a giugno 2023 in ristrutturazione con riapertura prevista per luglio 2023) Dallo Störes è anche possibile salire al Setsas con percorso piuttosto impegnativo (QUI la “pillola” sulla salita a Störes e Setsas partendo dalla seggiovia Pralongià di Corvara).
Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dell’amplissimo panorama; se fosse possibile è meglio anche percorrere l’escursione non in alta stagione turistica potendo, così, godere più tranquillamente del meraviglioso ambiente dell’altipiano del Pralongià
Cabinovia del Piz la Ila
Alla stazione a monte della cabinovia
Verso il Rifugio Bioch
Rifugio Bioch
Salendo verso il Rifugio Pralongià con vista sul Rifugio Bioch ed il Sassongher
Vista sulle Conturines
Vista sul Sassongher
Vista sul Gruppo del Sella
Ultimo tratto di salita verso il Rifugio Pralongià
Rifugio Pralongià (riapertura a luglio 2023)
Chiesetta nei pressi del rifugio con vista sullo Störes
Salendo allo Störes
In vetta allo Störes
Vista sulle Conturines
Vista sul Setsas
Vista sulla Marmolada
Vista sul gruppo del Sella
Lungo il sentiero dal Rifugio Bioch al Piz Sorega
Al Piz Sorega
Lungo la discesa a La Villa
Punto panoramico sul paese di San Cassiano
Ultimo tratto di discesa verso La Villa
Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Piz la Ila a La Villa su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia
La Malga Valparola, situata a 1748 m di quota, è posta in territorio veneto ma la via per raggiungerla parte dalla zona di Sciarè/Armentarola, a pochi chilometri di distanza dal paese di San Cassiano/St. Kassian/San Ciascian in alta Val Badia (QUI la “pillola” sul paese di San Cassiano e QUI quella sul comprensorio di sport invernali dell’Alta Badia).
Viene qui descritto un percorso ad anello solitamente battuto dal gatto delle nevi, che porta, dal grande centro di sci di fondo di Sciarè, prima ai Pra de Sciarè e poi, con qualche tratto un po’ più ripido, alla Malga Valparola (chiusa in inverno). Si scende poi con percorso ad anello ai Pra de Costa e ad Armentarola tornando, in seguito, a Sciarè; lungo il percorso sono presenti bellissime viste dolomitiche in particolare verso il gruppo delle Conturines e del Fanes-Lagazuoi.
Il percorso comincia da Sciarè nei pressi del centro fondo (1643 m), seguendo le indicazioni del sentiero 24B per Pralongià si segue la traccia invernale per pedoni (solitamente battuta dal gatto delle nevi). Si prosegue inizialmente in leggera salita sui Pra de Sciarè entrando nel bosco fino ad un bivio con cartelli, si segue il sentiero 18 per Munt de Valparola salendo nel bosco dapprima con alcuni tratti un po’’ ripidi e poi in falsopiano fino alla case di legno di Malga Valparola (1748 m, chiusa in inverno, 45 minuti dalla partenza).
Dalla malga si torna per la via di salita al bivio con cartelli, si segue adesso il sentiero 18 verso Armentarola, si procede inizialmente in leggera discesa uscendo dal bosco e poi su asfalto si giunge ai Pra de Costa, ove si trova il Bar-ristorante Pra de Costa. Proseguendo in breve su asfalto si arriva all’albergo Gran Ancei e si torna quindi alla strada statale nei pressi di Armentarola.
Si segue, quindi, il sentiero 11 per Capanna Alpina e Sciarè che, nuovamente su neve, porta in leggera salita (facendo attenzione agli sciatori) al bivio tra Capanna Alpina e Sciarè, quindi, proseguendo in breve per Sciarè si torna al punto di partenza (1.15 ore da Malga Valparola, 2.00 ore dalla partenza).
Percorso: Sciarè – Pra de Sciarè – Malga Valparola – Pra de Costa – Armentarola – Sciarè
Sentieri: traccia invernale che segue i sentieri estivi 24B – 18 – 11
Dislivello: 200 metri in salita e discesa considerati alcuni saliscendi
Tempo di percorrenza: 2.00 ore
Quota massima: 1748 m
Difficoltà: EAI – escursione dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche, sviluppo di circa 6 chilometri totali; prestare attenzione a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata.
Data di percorrenza: gennaio 2023 e febbraio 2025
Annotazioni: naturalmente è possibile, abbreviando così il percorso, tornati al bivio con cartelli, scendere direttamente a Sciarè senza percorrere l’anello passante per i Pra de Costa ed Armentarola
Parcheggio di Sciarè
Cartelli alla partenza
Primo tratto lungo i Pra de Sciarè
Bivio con cartelli
Salendo alla Malga Valparola
Malga Valparola
Tratto lungo i Pra de Costa una volta tornati al bivio
Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo
Cliccare sull’immagine per visualizzare Sciarè/Sarè su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Il Sass de Stria, vetta di 2477 metri di quota, è posto nelle Dolomiti Ampezzane in posizione dominante sul Passo Falzarego e sul Passo di Valparola; la vetta e i passi sono situati interamente in territorio veneto ma si trovano a pochi chilometri dal confine con l’Alto Adige, nella valle che sale dal paese di San Cassiano/St. Kassian in Alta Badia (QUI la “pillola” su San Cassiano e QUI quella sul Passo Falzarego e sul Passo Valparola).
La vetta del Sass de Stria, dal panorama amplissimo su diversi gruppi dolomitici, presenta una via d’accesso breve, ma piuttosto impegnativa con presenza anche di alcune scalette di ferro e legno, che parte dal Forte Tre Sassi austriaco posto nei pressi del Passo Valparola; lungo il tracciato si passa anche per molti manufatti della Prima Guerra Mondiale che si è svolta aspramente anche tra queste vette.
La salita comincia dal Forte Tre Sassi con museo posto nei pressi del Passo Valparola (2183 m, museo e parcheggio) seguendo per pochi metri la mulattiera a destra e trovando i cartelli indicanti per il Sass de Stria. Si segue, quindi, il sentiero numero 30 per il Sass de Stria salendo su traccia ghiaiosa e sassosa (attenzione a seguire i bolli) che porta ad un primo canalino che conduce ad una zona con molte trincee della Prima Guerra Mondiale. Seguendo la traccia ghiaiosa e sassosa si sale attraverso alcune trincee con percorso con gradoni di legno raggiungendo una zona con diverse gallerie e trincee intrecciate; rimanendo sulla traccia segnata (facendo attenzione ai segni indicatori si procede tra trincee incontrando anche due scalette in ferro verticali e successivamente altre due scalette verticali in legno. Superate le scale si procede brevemente, ancora tra trincee, fino a giungere alla vetta del Sass de Stria (2477 m, croce, 1.00 ora dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso (facendo attenzione nel tratto con le scale e nel seguire i bolli) in 45 minuti, 1.45 ore dalla partenza.
Sentieri: 30
Percorso: Forte Tre Sassi – Sass de Stria – Forte Tre Sassi
Dislivello: 300 metri in salita e in discesa
Tempo di percorrenza: 1.45 ore totali (1.00 ora la salita, 45 minuti la discesa)
Quota massima: 2477 m
Difficoltà: EE percorso breve ma impegnativoma con presenza di tratti ripidi sassosi e scalette verticali, consigliato il casco, lungo le scale in ferro ci si può, volendo, assicurare al cavo laterale col kit da ferrata, le scale di legno non hanno, invece, cavo laterale.
Data di ascesa: luglio 2022
Annotazioni: per chi avesse il necessario allenamento ed esperienza è possibile collegare la salita al Sass de Stria alle impegnative salite attrezzate al Piccolo Lagazuoi ed al Monte Sief e Col di Lana che partono sempre dai pressi del forte austriaco (QUI la “pillola” sulla salita al Piccolo Lagazuoi e QUI quella sull’ascesa a Monte Sief e Col di Lana).
Esperienza di Stefano: è bene scegliere giornate con buona visibilità per goder dei magnifici panorami della vetta; con tempo stabile, vista la brevità del percorso, la salita si presta anche ad una salita pomeridiana.
Forte Tre Sassi austriaco alla partenza
Mulattiera che si segue brevemente dal parcheggio con vista sul Sass de Stria
Cartelli per il Sass de Stria nei pressi della partenza
Primo tratto di salita
Vista sulle prime trincee
Salendo al tratto con trincee e scalette
Tratto di salita tra trincee con anche le scalette
In vetta al Sass de Stria
Panorami dalla vetta
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Forte Tre Sassi del Passo Valparola su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia
Lo Störes, vetta di 2181 metri di quota, ed il Rifugio Pralongià, posto a 2109 metri di quota, sono situati nel punto più alto dell’altopiano del Pralongià in alta Val Badia; la cima ed il Rifugio, piuttosto noti e frequentati in tutte le stagioni, offrono un panorama ampio su numerosi gruppi dolomitici e possono essere raggiunti con vari itinerari da diversi punti di partenza; viene qui descritto il percorso che parte dalla cabinovia Piz Sorega di San Cassiano/St. Kassian (QUI la “pillola” sull’altopiano del Pralongià e QUI quella sul paese di San Cassiano).
L’itinerario, che tocca diversi rifugi e malghe lungo il percorso, presenta un tracciato solitamente battuto dal gatto delle nevi, tuttavia l’ultimo tratto dal Rifugio Pralongià alla vetta dello Störes presenta, a volte, una traccia meno marcata e resa più insidiosa dal vento; per chi non volesse affrontare questo ultimo tratto, o in caso di condizioni sfavorevoli, è naturalmente possibile terminare l’escursione al Rifugio Pralongià.
La salita allo Störes ed al Rifugio Pralongià comincia dalla stazione a monte della cabinovia Piz Sorega (2002 m, ristorante), si segue inizialmente a lato della pista da sci che porta in breve al Rifugio Las Vegas Lodge e alla stazione a monte di una seggiovia. Dalla seggiovia si segue a sinistra la traccia 21A, solitamente battuta dal gatto delle nevi, che, in saliscendi nel bosco, porta al bivio tra la traccia per il Rifugio Bioch e per il Rifugio Pralongià; deviando a sinistra verso il Rifugio Pralongià ,su terreno aperto in salita più accentuata, ci si porta ad una largo costone.
La traccia porta, quindi, in lungo saliscendi ad una sella e poi, in moderata salita, costeggia le piste da sci fino a giungere al Rifugio Pralongià (2109 m, chiesetta).
Dal Rifugio si segue la traccia 24 per il Setsas, a volte battuta dagli escursionisti, porta in salita, a tratti ripida su alcuni dossi, fino a raggiungere la vetta dello Störes (2181 m, croce, 1.45 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso con molti saliscendi in 1.30 ore, 3.15 ore dalla partenza.
Dislivello: 400 metri in salita e discesa comprese le varie contropendenze
Tempo di percorrenza: 3.15 ore (1.45 ore la salita, 1.30 ore la discesa).
Quota massima: 2181 m
Difficoltà: EAI – percorso di moderata difficoltà tecnica solitamente battuto dal gatto delle nevi fino al Rifugio Pralongià, la parte finale di salita allo Störes è battuta solo dagli escursionisti e può presentare difficoltà maggiori in base alle condizioni della neve. Sviluppo di 7,5 chilometri totali; in base alle condizioni della traccia, è necessaria la relativa attrezzatura (ramponcini e/o ciaspole).
Data di ascesa: dicembre 2021 e marzo 2025
Annotazioni: per chi non volesse affrontare l’ultimo tratto di salita alla cima, o in caso di condizioni sfavorevoli, è naturalmente possibile terminare l’escursione al Rifugio Pralongià;
Primo tratto di salita
Alla stazione a monte della cabinovia Piz Sorega
Salendo al Rifugio Las Vegas
Rifugio Las Vegas
Tratto verso la vicina stazione a monte di una seggiovia
Tratto in saliscendi verso il bivio tra Rifugio Bioch e Rifugio Pralongià
Vista sugli ampi pendii dell’Altopiano del Pralongià
Bivio tra il Rifugio Bioch ed il Rifugio Pralongià
Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo
Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Piz Sorega a San Cassiano su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Il Monte Sief, vetta di 2424 metri di quota, e il Col di Lana, cima alta 2452 metri, sono situati nelle Dolomiti nella zona tra Val Badia, Valle del Livinallongo e Ampezzano; le vette sono poste interamente in territorio veneto ma si trovano a pochi chilometri dal confine con l’Alto Adige.
La cime, molto panoramiche su diversi gruppi dolomitici, presentano diverse vie d’accesso; viene qui proposto il percorso che sale dal Passo Valparola, situato in territorio veneto ma raggiungibile anche dal paese di San Cassiano/St. Kassian in Alta Badia (QUI la “pillola” sul Passo Valparola e il Passo Falzarego e QUI quella sul paese di San Cassiano).
Il lungo percorso, che presenta anche diversi tratti attrezzati nella parte tra le due cime, ricalca in parte percorsi di guerra della 1° guerra mondiale con molti manufatti risalenti al conflitto visibili lungo il tracciato; il percorso non è molto difficile tecnicamente ma presenta diversi tratti ripidi ed anche in parte esposti, la sua percorrenza va quindi affrontata con la giusta esperienza, capacità ed equipaggiamento.
La salita comincia dal Rifugio Valparola (2168 m) seguendo il sentiero 23 per il Col di Lana, la traccia scende nei pressi del vicino Laghetto di Valparola per poi portare in saliscendi tra prati ad una selletta. Si scende, quindi, un tratto roccioso attrezzato con staffe e cavo per poi scendere su traccia ghiaiosa, si riprende poi la salita in tratti di bosco ed altri aperti, sempre su traccia ghiaiosa un po’ ripida, fino a giungere ad una selletta ospitante il piccolo Bivacco Sief (2262 m).
Dal bivacco si segue la traccia ghiaiosa tra prati che conduce in lieve discesa al Passo Sief (2209 m), dal passo si segue il sentiero 21 che conduce prima in saliscendi tra pascoli e poi in ripida salita su traccia tra trincee e parti ghiaiose fino alla vetta del Monte Sief (2424 m, croce, 2.00 ore dalla partenza).
Dalla cima del Monte Sief si segue la cresta attrezzata, prima in discesa e poi in risalita, con tratti anche un po’ esposti attrezzati con staffe e cavi, fino a raggiungere la vetta del Col di Lana (2452 m, croce e cappella con bivacco, 30 minuti dal Monte Sief, 2.30 ore dalla partenza).
Dal Col di Lana si scende sul sversante opposto con traccia sassosa molto ripida che porta all’incrocio col sentiero Teriol Ladin, si segue in lungo sviluppo in saliscendi, su traccia ghiaiosa e terrosa tra prati, il sentiero Teriol Ladin che riporta al Passo Sief. Dal passo si segue, quindi, la via di salita che con molti saliscendi riporta al Rifugio Valparola (2.15 ore dal Col di Lana, 4.45 ore dalla partenza).
Percorso: Passo Valparola – Passo Sief – Monte Sief – Col di Lana – Passo Sief – Passo Valparola
Sentieri: 23 – 21 – Teriol Ladin – 23
Dislivello: 1000 metri in salita e discesa considerati i tantissimi saliscendi
Tempo di percorrenza: 4.45 ore totali (2.30 ore l’andata, 2.15 ore il ritorno)
Quota massima: 2452 m
Difficoltà: EEA – escursione dal lungo sviluppo e dislivello, con presenza di tratti attrezzati e in parte esposti tra le due cime
Data di percorrenza: luglio 2019
Esperienza di Stefano: il percorso è molto bello ed anche istruttivo, presenta, però, un lungo sviluppo risultando faticoso anche al ritorno per via dei tantissimi saliscendi; è, quindi, bene partire presto e dosare le forze lungo tutto l’itinerario
Al Rifugio Valparola
Laghetto di Valparola
Primo tratto tra pascoli
Primo breve tratto attrezzato
Traccia in salita verso il Bivacco Sief
Tratto in discesa verso il Passo Sief con vista sul Monte Sief ed il Col di Lana
Salendo al Monte Sief
In cima al Monte Sief
Vista sulla Marmolada dal Monte Sief
Cresta tra il Monte Sief ed il Col di Lana
In vetta al Col di Lana
Tratto di discesa ripido dal Col di Lana
Lungo il sentiero Teriol Ladin
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Rifugio Valparola su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia
Il Passo Valparola, posto a 2191 metri di quota, ed il Passo Falzarego, situato a 2109 metri di altezza, mettono in comunicazione la Val Badia con la zona di Cortina d’Ampezzo e di Pieve di Livinallongo in Veneto; dalla Val Badia il passo viene raggiunto partendo dal paese di San Cassiano/St. Kassian (QUI la “pillola” sul paese di San Cassiano).
I due valichi, posti a meno di 2 chilometri l’uno dall’altro ed ospitanti diversi bar e ristoranti, sono situati interamente in territorio veneto ma il confine con l’Alto Adige in Val Badia è posto a pochi chilometri dal Passo Valparola.
La strada asfaltata del passo ha da tutti i lati un andamento piuttosto tortuoso con molti tornanti e presenta pendenze medie intorno al 6% con punte massime del 10-11%; la strada dei valichi, soprattutto in estate, è molto frequentata sia da turisti in macchina sia da motociclisti e ciclisti che si confrontano con le pendenze del passo più volte affrontate anche dai professionisti durante il Giro d’Italia.
I passi sono posti nei pressi del piccolo Laghetto di Valparola in magnifico ambiente dolomtico dominato dalla vette del Piccolo Lagazuoi, del Sass di Stria e del Monte Sief e del Col di Lana. Dai valichi si dipartono numerose possibilità escursionistiche adatte sia a famiglie che esperti; dal Passo Falzarego parte, inoltre, la funivia del Lagazuoi che conduce nei pressi della vetta del Piccolo Lagazuoi (QUI la “pillola” sul Piccolo Lagazuoi con salita e discesa tramite i sentieri attrezzati del Kaiserjäger e delle Gallerie del Lagazuoi, QUI quella sulla salita al Sass de Stria e QUI la “pillola” sull’ascesa a Monte Sief e Col di Lana).
Sul versante di Cortina d’Ampezzo del Passo Falzarego è posta anche la stazione a valle della Seggiovia 5 Torri che conduce nell’area del gruppo delle 5 Torri, Averau e Nuvolau con presenza di diversi rifugi e possibilità di salita alle vette di Nuvolau, su sentiero, ed Averau con ferrata (QUI la “pillola” sulla salita ad Averau e Nuvolau).
La zona dei due valichi era attraversata dal fronte di guerra tra Italia ed Austria durante la Prima guerra mondiale; sui sentieri circostanti sono poste, infatti, numerose strutture, trincee e gallerie usate nel periodo bellico e presso il Passo di Valparola è situato anche un forte che ospita un museo dedicato alla Prima Guerra mondiale.
Le foto si riferiscono alla mia visita nell’estate 2021 e 2022
Passo Falzarego
Passo Valparola
Strada tra i valichi
Chiesetta al Passo Falzerego con il Sass di Stria sullo sfondo
Rifugio Passo Valparola
Laghetto di Valparola
Forte di Valparola con museo della Prima Guerra Mondiale
Forte di Valparola visto dall’alto
Funivia Lagazuoi al Passo Falzarego
Piccolo Lagazuoi visto dal Passo Valparola
Sul sentiero attrezzato del Kaiserjäger
In cima al Piccolo Lagazuoi
Nelle Gallerie del Lagazuoi
Nell’area del Monte Sief e del Col di Lana
Salendo al Sass de Stria
In vetta al Sass de Stria
Nuvolau
Averau
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Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia
Il Piccolo Lagazuoi, vetta di 2768 metri di quota, è posto nelle Dolomiti Ampezzane nel gruppo del Fanes in posizione dominante sul Passo Falzarego e sul Passo di Valparola; la vetta e i passi sono situati interamente in territorio veneto ma si trovano a pochi chilometri dal confine con l’Alto Adige, nella valle che sale dal paese di San Cassiano/St. Kassian in Alta Badia (QUI la “pillola” su San Cassiano e QUI quella sul Passo Falzarego e sul Passo Valparola).
La vetta, molto panoramica su diversi gruppi dolomitici, del Piccolo Lagazuoi presenta diverse vie d’accesso ed è anche raggiunta dalla funivia che sale dal Passo Falzarego; viene qui proposto il giro ad anello che sale per il Sentiero attrezzato Kaiserjäger e scende per il sentiero attrezzato Gallerie.
I due sentieri attrezzati ricalcano percorsi di guerra della 1° guerra mondiale con molti manufatti risalenti al conflitto visibili lungo il percorso; i sentieri non sono molto difficili tecnicamente ma presentano diversi tratti ripidi ed anche in parte esposti, la loro percorrenza va quindi affrontata con la giusta esperienza, capacità ed equipaggiamento.
La salita comincia dal forte con museo posto nei pressi del Passo Valparola (2183 m, museo) si segue inizialmente un sentiero senza indicazioni che parte dal lato opposto della strada rispetto a dove si trova il forte. Il sentiero ghiaioso conduce in moderata salita verso destra tra magra erba raggiungendo una trincea, si segue quindi la trincea fino a dei resti di postazioni di guerra.
Dalle postazioni si sale a sinistra su ripida traccia su fondo ghiaioso intersecando anche il sentiero proveniente dal Passo Falzarego, si segue quindi la ripida traccia in tornanti che porta all’inizio del tratto attrezzato. Si sale dapprima in un canalino con delle staffe e poi si segue un piccola cengia giungendo ad un ponte sospeso, superato il ponte si segue un’altra piccola cengia piuttosto esposta salendo poi su traccia ghiaiosa ripida. La traccia conduce in un canale che presenta ancora dei brevi tratti attrezzati superando poi l’ultimo tratto in tornanti che porta alla larga cresta finale che conduce alla vetta del Piccolo Lagazuoi (2768 m, croce, 2.00 ore dalla partenza).
Dalla vetta si segue il largo sentiero ghiaioso che porta in breve al Rifugio Lagazuoi (2752 m, stazione di arrivo della funivia), dal rifugio si seguono le indicazioni per le Gallerie del Lagazuoi, la traccia ghiaiosa scende dapprima ripidamente con cavi di aiuto seguendo poi una trincea che raggiunge l’entrata delle gallerie. Si entra quindi nella lunga e buia galleria (necessari casco e torcia), la galleria scende molto ripida, con cavo corrimano continuo, con gradoni di legno e pietra alti con fondo su ghiaino a tratti bagnato, la galleria presenta anche diversi pianerottoli con anche feritoie e ricoveri militari. Arrivati all’uscita della lunga galleria si segue in discesa la ripida traccia ghiaiosa attrezzata con cavi che porta ad una successiva breve galleria raggiungendo, infine, il sentiero che scende verso il Passo Falzarego.
Si segue quindi il sentiero ghiaioso e sassoso moderatamente ripido che scende in tornanti fino al Passo Falzarego, dal Passo Falzarego si torna, quindi, in risalita su asfalto fino al forte nei pressi del Passo Valparola (2.00 ore dalla vetta, 4.00 ore dalla partenza).
Percorso: Forte del Passo Valparola – Sentiero attrezzato Kaiserjäger – Piccolo Lagazuoi – Rifugio Lagazuoi – Sentiero attrezzato Gallerie – Passo Falzarego – Forte del Passo Valparola
Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati anche i vari saliscendi
Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali
Quota massima: 2768 m
Difficoltà: EEA – escursione con diversi tratti ripidi ed altri attrezzati ed esposti, le gallerie sono buie e richiedono torcia e casco, utile avere con se il set da ferrata
Data di percorrenza: luglio 2021
Annotazioni: si può anche partire direttamente dal Passo Falzarego raggiungendo il Sentiero attrezzato Kaiserjäger all’incrocio descritto in salita; volendo si può prendere la funivia in salita o discesa omettendo la percorrenza di uno dei due sentieri attrezzati.
Esperienza di Stefano: percorso bellissimo ed anche molto istruttivo sulla Prima Guerra mondiale, l’itinerario risulta impegnativo e faticoso nel suo complesso anche lungo la ripida discesa nelle gallerie. Io ho usato il kit da ferrata che consiglio nonostante alcuni escursionisti ne fossero sprovvisti. Va rilevato, inoltre, che in alta stagione la zona è molto frequentata.
Vista sul Forte del Passo Valparola nel primo tratto di salita del sentiero Kaiserjäger
Tratto lungo la trincea
Tratto ripido in tornanti
Tratti attrezzati
Tratto finale del canale di salita
In vetta al Piccolo Lagazuoi
Vista dalla vetta sul Lagazuoi Grande e sulle Tofane
Rifugio Lagazuoi
Trincea verso l’entrata delle gallerie
Nelle Gallerie del Lagazuoi
Tratto attrezzato all’uscita delle gallerie
Scendendo al Passo Falzarego
Cliccare sull’immagine per visualizzare il forte del Passo Valparola su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
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La Val Badia, nella sua parte più alta della valle, dispone del comprensorio sciistico Alta Badia, che è annoverato tra i più noti ed amati delle Alpi; infatti sono presenti in Alta Badia le famose aree sciistiche del Pralongià, Boè, Passo Campolongo, Passo Gardena e La Crusc/Santa Croce. Queste aree sono tutte collegate tra loro tramite piste ed impianti e sono poste sopra i paesi di Corvara, Colfosco/Kolfuschg, La Villa/Stern e San Cassiano/St. Kassian (QUI la “pillola” sui paese di Corvara e Colfosco, QUI quella sul paese di La Villa, QUI la “pillola” sul paese di San Cassiano, QUI quella sull’altopiano del Pralongià e QUI quella sull’area La Crusc).
L’area sciistica dell’Alta Badia ospita 130 chilometri di piste da sci alpino di svariata difficoltà, servite da moderni impianti di risalita e da innevamento programmato; lungo le piste sono dislocati moltissimi rifugi che propongono piatti tipici e si può godere di un panorama bellissimo verso famosi gruppi dolomitici quali: Conturines, Odle/Geisler, Sassongher, Sella e Marmolada.
Sono presenti anche oltre 30 chilometri di piste per lo sci di fondo e svariate possibilità di escursioni con le ciaspole su sentieri innevati immersi nel bellissimo ambiente dolomitico; tra i percorsi invernali più noti, battuti dal gatto delle nevi, troviamo, ad esempio, il tracciato che porta al Rifugio Pralongià ed alla vetta dello Störes, il percorso che conduce alla chiesa ed al Rifugio La Crusc, il tracciato per la Malga Valparola ed il percorso verso la base delle Cascate del Pisciadù (QUI la “pillola” sulla salita invernale al Rifugio Pralongià ed alla vetta dello Störes, QUI quella sul percorso innevato per la chiesa e rifugio La Crusc, QUI la “pillola” sul tracciato su neve alla Malga Valparola e QUI quella verso le Cascate del Pisciadù).
Tra le piste da sci più note si trova la ripida pista Gran Risa che ospita, ogni inverno, una tappa della coppa del mondo di sci con le specialità dello slalom gigante; l’Alta Badia dispone, in ogni caso, di piste adatte sia a famiglie che esperti.
Inoltre, il comprensorio sciistico dell’Alta Badia è collegato al famoso circuito “Sellaronda” che permette, sci ai piedi, di compiere il giro dei quattro passi dislocati intorno al gruppo montuoso dolomitico del Sella, connettendosi ai comprensori della sudtirolese Val Gardena/Gröden, della trentina Val di Fassa e della veneta Arabba (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico della Val Gardena).
Le foto si riferiscono alle mie visite in inverno nel 2019, 2021, 2022, 2025 e 2026
Piste da sci della zona di Colfosco con il gruppo del Sella sullo sfondo
Piste da sci della zona di San Cassiano con il Sassongher sullo sfondo
Piste da sci della zona di San Cassiano del Piz Sorega con le Conturines sullo sfondo
Rifugio Las Vegas
Piste da sci della zona di La Villa con il gruppo della Marmolada sullo sfondo
Piste da sci della zona di Corvara con il Sassongher sullo sfondo
Piste da sci della zona di Corvara con le Conturines sullo sfondo
Rifugio Pralongià
Piste da sci della zona del Boè
Rifugio Jimmy Hütte nei pressi del Passo Gardena con le Punte del Cir sullo sfondo
Piste dell’area del Passo Campolongo
Piste da sci dell’area La Crusc con le Conturines sullo sfondo
Centro Fondo di Sciarè
Escursionismo invernale sull’Altopiano del Pralongià e vetta dello Störes
Percorso invernale verso la chiesa e rifugio La Crusc passando per i Prati dell’Armentara