Sentiero Friedrich August Weg – Rifugio Sasso Piatto/Plattkofelhütte (2300 m) – Rifugio Sandro Pertini (2300 m) – Rifugio Friedrich August (2293 m) – Dolomiti

Il Sentiero Friedrich August Weg è un tracciato, realizzato oltre 100 anni fa, che collega le notissime aree del Passo Sella-Col Rodella e dell’Alpe di Siusi/Seiseralm; la parte più nota e frequentata, qui descritta, parte poco sotto il valico (sul versante della Val Gardena/Gröden) toccando diversi rifugi fino a raggiungere il Rifugio Sasso Piatto/Plattkofelhütte a 2300 metri di quota (QUI la “pillola” sul Passo Sella e QUI quella su Selva Gardena/Wolkenstein, paese dal quale si raggiunge il valico sul versante gardenese).

Il percorso descritto si svolge, a cavallo tra Alto Adige/Südtirol e Trentino, ai piedi del gruppo Sassolungo-Sasso Piatto ed offre magnifiche visuali su molti gruppi dolomitici; il tracciato presenta un dislivello moderato, ma con continui saliscendi, ed uno sviluppo piuttosto lungo.

Il percorso comincia dal parcheggio posto nei pressi della cabinovia Sassolungo sulla strada del Passo Sella sul versante gardenese poco prima del passo (2180 m, rifugi); si segue la traccia con indicazioni per il Rifugio Salei ed altri rifugi incrociando in breve la mulattiera sterrata numero 557 che porta al Rifugio Valentini e, in breve, al Rifugio Salei (2222 m) ed alla Baita Miara (2270 m).
Dalla Baita Miara con breve salita su ripida mulattiera si giunge, quindi, alla Forcella Rodella (2313 m); dalla Forcella si segue sempre il sentiero 557 verso il Sentiero Friedrich August verso il Rifugio Sasso Piatto.

Su mulattiera sterrata si raggiunge in breve il Rifugio Fridrich August (2293 m) dal quale si diparte, poco più avanti, il sentiero Friedrich August Weg; il sentiero terroso e sassoso procede in discesa con anche diversi gradoni di legno portando ad attraversare un torrente con breve tratto fangoso.
Il percorso procede poi in continuo saliscendi in pendenza moderata (alternando tratti con traccia terrosa, ghiaiosa e sassosa) fino al Rifugio Sandro Pertini (2300 m, 1.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Sandro Pertini si continua sul Sentiero Friedrich August verso il Rifugio Sasso Piatto; si procede dapprima in saliscendi e poi, più ripidamente, su salita su sentiero sassoso con alcuni gradoni di legno fino a giungere ad una sella a circa 2360 metri di quota.

Dalla sella si scende, in breve, su traccia terrosa e ghiaiosa raggiungendo il bivio tra Malga e Rifugio Sasso Piatto; continuando sul sentiero per il rifugio si procede in saliscendi, tra reti che delimitano i pascoli, giungendo, quindi, al Rifugio Sasso Piatto (2300 m, 45 minuti dal Rifugio Sandro Pertini, 2.15 ore dalla partenza).

Ritorno per lo stesso percorso con tantissimi saliscendi in 2.00 ore, 4.15 ore dalla partenza.

Percorso: Parcheggio cabinovia Sassolungo – Rifugio Salei – Baita Miara – Rifugio Friedrich August – Rifugio Sandro Pertini – Rifugio Sasso Piatto – Rifugio Sandro Pertini – Rifugio Friedrich August – Baita Miara – Rifugio Salei – parcheggio cabinovia Sassolungo

Sentieri: 557 – Sentiero Friedrich August Weg

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati i tantissimi saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.15 ore totali

Quota massima: 2360 m

Difficoltà: E – percorso di difficoltà tecnica moderata ma con presenza di alcuni passaggi un po’ ripidi ed un tratto fangoso nell’attraversamento del torrente; sviluppo totale lungo di circa 13 chilometri

Data di ascesa: agosto 2023

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura dei rifugi. Dal Rifugio Sasso Piatto si diparte anche  la via normale di salita alla vetta del Sasso Piatto; sul sito è descritta in discesa con salita tramite la ferrata Oskar Schuster (QUI la “pillola” relativa a questo percorso). Dalla Forcella Rodella è possibile anche raggiungere il Col Rodella su mulattiera e/o via ferrata (QUI la “pillola” sull’anello con via ferrata e sentiero al Col Rodella).
Inoltre, dal parcheggio è possibile salire alla Forcella Sassolungo ed al Rifugio Toni Demetz tramite sentiero e la Ferrata Furcela de Saslonch (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bellissimi panorami e partire presto al mattino per evitare di trovare i parcheggi occupati. Il percorso non è particolarmente difficile tecnicamente e presenta un dislivello moderato ma non va sottovalutato visti i continui saliscendi tra andata e ritorno per cui è bene dosare le forze lungo il percorso.

Vista sul gruppo del Sassolungo alla partenza

Salendo nel primo tratto

Vista sulla Marmolada

Rifugio Salei

Baita Miara

Salendo alla Forcella Rodella con il Col Rodella soprastante alla sinistra

Tratto ripido in arrivo alla Forcella Rodella

Verso il Rifugio Friedrich August

Rifugio Friedrich August

Pannelli informativi sul Sentiero Friedrich August

Vista sulla Val di Fassa

Verso il Rifugio Sandro Pertini

Rifugio Sandro Pertini

Vista sul Catinaccio/Rosengarten

Verso il Rifugio Sasso Piatto

Vista sulla sottostante Malga Sasso Piatto

In arrivo al Rifugio Sasso Piatto

Al Rifugio Sasso Piatto

Vista sul Sasso Piatto

Vista su Denti di Terrarossa e Sciliar


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio nei pressi della cabinovia Sassolungo sotto il Passo Sella su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi



Passo Sella/Sella Joch e Cabinovia Sassolungo/Langkofel – Val Gardena

Il Passo Sella/Sella Joch, posto a 2218 metri di quota nell’area dolomitica del gruppo del Sella e del Sassolungo-Sasso Piatto/Langkofel-Plattkofel, mette in comunicazione la  Val Gardena/Gröden/Gherdëina in Alto Adige con Canazei e la Val di Fassa in Trentino; dal versante sudtirolese il Passo Sella viene raggiunto dal paese di Selva Gardena/Wolkenstein/Selva Gherdëina (QUI la “pillola” sul paese di Selva Gardena).

Al valico si arriva dal paese di Selva Gardena in 10 chilometri di strada, passando anche per la località Plan de Gralba, con diversi tornanti con pendenza non eccessiva con  pendenza media del 6,8% e massima del 11%; dal versante trentino il passo viene raggiunto da Canazei, con molti tornanti, in 11 chilometri con pendenza media del 6,7% e massima del 9%.

Il Passo Sella è molto amato anche da ciclisti e motociclisti e si trova sul percorso del Sellaronda, posto tra Alto Adige, Trentino e Veneto, che raggruppa i passi Campolongo, Gardena/Gröden, Sella e Pordoi.

Dal passo e lungo i suoi versanti si godono bellissime vedute verso svariati i gruppi dolomitici e sono possibili diverse escursioni, nei gruppi di Sella e Sassolungo-Sassopiatto, sia più semplici che più impegnative.

Le escursioni in zona sono agevolate anche dalla presenza della caratteristica Cabinovia biposto Sassolungo che porta dall’Albergo Passo Sella (posto sul versante gardenese a breve distanza dal valico) alla Forcella del Sassolungo a 2685 metri di quota ove è posto anche il Rifugio Toni Demetz.

Dalla Forcella Sassolungo partono diversi percorsi come il giro intorno al Sassolungo (che tocca il Rifugio Vicenza/Langkofelhütte, il Rifugio-ristorante Emilio Comici e la “Città dei Sassi”) e la ferrata Oskar Schuster che raggiunge la cima del Sasso Piatto con percorso che scende poi al Rifugio Sasso Piatto/Plattkofelhütte (QUI la “pillola” sul giro intorno al Sassolungo e QUI quella sulla via ferrata Oskar Schuster).
Inoltre, la Forcella Sassolungo ed il Rifugio Toni Demetz sono, volendo, raggiungibili anche a piedi sia tramite sentiero che con la Ferrata Furcela de Saslonch (QUI la “pillola” su questo itinerario).

Dalla zona del Passo sella e dalla partenza della cabinovia si dipartono anche altre escursioni brevi a rifugi vicini, il Sentiero Friedrich August Weg (che porta anch’essa al Rifugio Sasso Piatto toccando vari punti di ristoro) e le impegnative ferrate delle Mesules e del Col Rodella (QUI la “pillola” sul Sentiero Friedrich August e QUI la “pillola” sulla Ferrata Col Rodella).

L’area nei pressi del Passo Sella, inoltre, è in inverno situato lungo il famosissimo circuito Sellaronda, votato come uno dei tour sciistici più belli del mondo,  che unisce le piste delle valli: Gardena e Badia in Sudtirolo, Livinallongo in Veneto e Fassa in Trentino; sul versante sudtirolese il Passo Campolongo è inserito nel comprensorio Val Gardena a ospitate oltre 100 chilometri di piste (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Val Gardena).

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’inverno 2019 ed estate 2016, 2021 e 2023

Al Passo Sella

Gruppo del Sassolungo-Sasso Piatto visto dal Passo Sella

Marmolada vista dal versante trentino del Passo sella

Strada sul versante gardenese del passo

Escursionismo per famiglie nei pressi del passo

Rifugio Salei

Baita Miara

Cabinovia Sassolungo

Rifugio Toni Demetz

Discesa dal Rifugio Demetz al Rifugio Vicenza

Rifugio Vicenza

Rifugio-ristorante Emilio Comici

Città dei Sassi

Ferrata Furcela de Saslonch

Lungo la ferrata Oskar Schuster

In vetta al Sasso Piatto

Lungo la discesa dal Sasso Piatto al Rifugio Sasso Piatto

Rifugio Sasso Piatto

Lungo il Sentiero Friedrich August

Ferrata Col Rodella

In cima al Col Rodella

Vista dal Col Rodella verso l’area del Passo Sella

Piste della zona del Passo Sella in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Sella su Google Maps

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Ciampinoi/Ciampinëi (2256 m) – Dolomiti

Il Ciampinoi/Ciampinëi, elevazione di 2256 metri di altezza, è posto nel gruppo dolomitico del Sassolungo/Langkofel in Val Gardena/Gröden; la vetta, leggermente rialzata, dai pendii sottostanti offre un bellissimo panorama su diversi gruppi dolomitici e la sottostante Val Gardena.

Nei pressi della vetta è posta anche la stazione a monte della cabinovia Ciampinoi di Selva Gardena/Wolkenstein; viene qui descritta la salita a piedi, con percorso prevalentemente boschivo con diversi tratti ripidi, dal paese con successiva discesa in cabinovia, è naturalmente possibile anche scendere a piedi eventualmente anche allungando fino al Rifugio Comici (QUI la “pillola” su Selva Gardena).

La salita comincia nei pressi della caserma dei Vigili del Fuoco di Selva Gardena (1560 m), seguendo la passeggiata a valle in breve salita si perviene alla deviazione del sentiero 27 per il Ciampinoi/Ciampinëi.
Si sale inizialmente su sentiero terroso e ghiaioso nel bosco, in pendenza moderata, fino a giungere ad un’area di sosta con panca coperta, continuando sul sentiero si giunge in breve, quindi, ad un grosso traliccio.
Seguendo sempre le indicazioni per il sentiero 27 si sale su mulattiera sterrata e poi nuovamente nel bosco ripidamente fino a giungere nuovamente su mulattiera nei pressi di un bivio; seguendo per il Ciampinoi si sale su mulattiera sterrata e sassosa nel bosco in pendenza moderata passando anche sotto i cavi della cabinovia.
Si sale poi su mulattiera sassosa molto ripida lungo la pista da sci fino a giungere alla stazione a monte di una seggiovia chiusa in estate; continuando sulla ripida mulattiera si perviene, quindi, alla stazione a monte della cabinovia Ciampinoi.
Si scende ora, in breve,  ad un sella dove è presente la stazione a monte di due seggiovie, si segue il sentiero per il punto panoramico salendo, in breve ma molto ripidamente, su sentierino a gradoni fino alla vetta vera del Ciampinoi (croce, 2.00 ore dalla partenza).

Si torna quindi alla selletta e con breve risalita si ritorna alla stazione a monte della cabinovia Ciampinoi con la quale si scende a Selva Gardena.

Percorso: Selva Gardena – Ciampinoi

Sentieri: 27 – deviazione al punto panoramico

Dislivello: 700 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.00 ore  se si scende in cabinovia

Quota massima: 2256 m

Difficoltà: E –  percorso di difficoltà tecnica moderata ma che presenta diversi tratti ripidi  e gradoni

Data di ascesa: agosto 2022

Annotazioni: è naturalmente possibile anche scendere a piedi in 1.30 ore o allungare la discesa passando per il Rifugio Comici ed il Plan de Gralba in 2.30 ore

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere del bel panorama dalla vetta e adatta anche, con tempo stabile, per un escursione pomeridiana

Alla partenza

Primo tratto nel bosco

Punto di sosta

Tratto ripido su sentiero nel bosco

Tratto su mulattiera con pendenza moderata

Passaggio sotto la cabinovia

Ultimo tratto con pendenza moderata

Tratto con pendenza elevata

Panorami verso le Odle

Ultimo tratto verso la stazione a monte della cabinovia

Panorami sul Gruppo del Sella

Vista sulla Val Gardena

Panorami sullo Sciliar

Salendo al punto panoramico (vera vetta del Ciampinoi)

In vetta al Ciampinoi

Croce di vetta e vista sul Sassolungo

Vista dalla vetta sulla stazione a monte della cabinovia

Cabinovia Ciampinoi vista dalla stazione a valle

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Ciampinoi a Selva Gardena su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Vallunga/Langental/Val – Val Gardena

La Vallunga/Langental/Val è un lungo solco vallivo che si diparte dalla Val Gardena/Gröden/Gherdëina, dai pressi del paese di Selva Gardena/Wolkenstein/Sëlva, inoltrandosi nel parco del Puez/Odle sormontato dalle vette dolomitiche del gruppo delle Odle/Geisler (QUI la “pillola” sulla Vallunga e QUI quella sul paese di Selva Gardena).

Il percorso invernale in Vallunga, solitamente battuto, risale dal parcheggio La Ciajota alla chiesetta di San Silvestro inoltrandosi poi tra radure e bosco fino a raggiungere la radura di Pra da Ri ove arrivano anche le piste da sci di fondo facenti parte del comprensorio di sport invernali Val Gardena Dolomites; il tracciato si svolge in ambiente molto caratteristico e presenta un dislivello contenuto ma con sviluppo relativamente lungo (QUI la “pillola” sul comprensorio invernale Val Gardena Dolomites).

Il percorso comincia dal parcheggio Vallunga (1620 m, ristoro La Ciajota, strada da Selva Gardena), si seguono i cartelli  gialli indicanti “sentiero/Fußweg” su sentiero solitamente battuto dal gatto delle nevi che conduce, in breve, alla chiesetta di San Silvestro.
Si continua sulla traccia del sentiero in moderata pendenza, incrociando più volte le piste da sci di fondo, passando per tratti nel bosco ed altri tra radure fino a giungere, in lungo sviluppo, all’ampia spianata di Pra da Ri (1810 m, crocefisso e baita chiusa, 1.30 ore dalla partenza).

Ritorno per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.

Percorso: parcheggio Vallunga/ Ristoro La Ciajota – chiesetta San Silvestro – Pra da Ri – chiesetta San Silvestro – parcheggio Vallunga/Ristoro La Ciajota

Sentieri: tracciato invernale che ricalca in parte il sentiero estivo 14

Dislivello: 200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore (1.30 ore l’andata, 1.15 ore il ritorno).

Quota massima: 1810 m

Difficoltà: EAI – percorso, solitamente battuto dal gatto delle nevi, di moderata di contenuta difficoltà tecnica; sviluppo di 7 chilometri circa tra andata e ritorno, possibili tratti su neve dura o ghiacciata che, se presenti, richiedono ramponcini o ciaspole.

Data di ascesa: marzo 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del ristoro La Ciajota e le condizioni di battitura del percorso; inoltre, va considerato che la Vallunga, soprattutto nei mesi centrali dell’inverno, risulta essere al mattino in completa ombra. Sarebbe, quindi, meglio evitare giornate molto fredde o percorrere l’itinerario nelle ore centrali del giorno.

Parcheggio Vallunga sopra il paese di Selva Gardena

Ristoro La Ciajota

Primo tratto di percorso verso la chiesetta di San Silvestro

Chiesetta di San Silvestro

Piste da sci di fondo della Vallunga

Lungo il tracciato invernale che costeggia ed incrocia a tratti le piste da sci di fondo

Al Pra da Ri

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Col Rodella (2484 m) – Ferrata Col Rodella – Dolomiti

Il Col Rodella, vetta di 2484 metri, è posto nelle Dolomiti nel gruppo Sassolungo-Sasso Piatto ed è una cima isolata che permette di godere un amplissimo panorama su molti gruppi dolomitici; la vetta è posta in Trentino, nei pressi del confine col Sudtirolo, e presenta diverse possibilità di accesso.

Viene qui descritta la salita che parte dal parcheggio posto nei pressi del Passo Sella, sul versante gardenese raggiungibile da Selva Gardena/Wolkenstein, e che raggiunge su mulattiera la stazione a monte della funivia proveniente da Campitello di Fassa conducendo poi in vetta con ferrata relativamente breve, ma impegnativa con passaggi tecnici ed esposti; in discesa si segue poi la mulattiera che riporta alla funivia e al punto di partenza descritto (QUI la “pillola” sul Passo Sella e QUI la “pillola” sul paese di Selva Gardena).

La salita comincia dal parcheggio posto nei pressi della cabinovia Sassolungo sulla strada del Passo Sella sul versante gardenese poco prima del passo (2180 m, rifugi); si segue la traccia con indicazioni per il Rifugio Salei ed altri rifugi incrociando in breve la mulattiera sterrata numero 557 che porta al Rifugio Valentini e, in breve, al Rifugio Salei (2222 m) ed alla Baita Miara (2270 m).

Continuando in salita, piuttosto ripida, sulla mulattiera sterrata sassosa si raggiunge la Forcella Rodella ed il bivio tra il Rifugio Sasso Piatto ed il Rifugio Des Alpes e Col Rodella; si segue quindi la mulattiera ripida numero 529 che conduce, in breve, al Rifugio Des Alpes (2400 m, 45 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio Des Alpes si raggiunge in breve la stazione a monte della funivia proveniente da Campitello di Fassa e si prende la traccia non segnata e senza indicazioni a destra del sentiero che scende a Campitello; seguendo la traccia si passa a destra in breve sotto i cavi della funivia ed in saliscendi si raggiunge in breve l’attacco della ferrata, posta sul versante sud del Col Rodella, che si raggiunge con un breve tratto ripido sassoso.
La ferrata, attrezzata con cavo ben teso, sale subito ripida alternando paretine verticali ad altri tratti più appoggiati, si raggiunge, quindi, un camino con passaggio da superare in spaccata salendo poi su paretine verticali (in parte su roccia levigata) e traversi meno impegnativi raggiungendo il punto più impegnativo.
Con un passaggio in spaccata si raggiunge una lunga fila di staffe verticali che porta ad un paretina appoggiata molto levigata; si prosegue poi alternando tratti meno impegnativi alternati a traversi esposti e paretine con, a tratti, pochi appoggi fino al tratto finale della ferrata.
Superando brevi tratti verticali ed altri su roccette si giunge al termine dei cavi nei pressi della vetta del Col Rodella (2484 m, rifugio Col Rodella, 1.15 ore dal Rifugio Des Alpes, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Col Rodella si segue la mulattiera sterrata ripida che riporta in breve al Rifugio Des Alpes dal quale si segue la mulattiera di salita che riporta allo Chalet Margherita, al Rifugio Salei, al Rifugio Valentini ed al parcheggio al punto di partenza (1.00 ora dal Col Rodella, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio cabinovia Sassolungo – Rifugio Salei – Rifugio Des Alpes – Ferrata Col Rodella – Col Rodella – Rifugio Des Alpes – Rifugio Salei – parcheggio cabinovia Sassolungo

Sentieri: 557 – 529 – traccia non segnata – Ferrata Col Rodella – 529 – 557

Dislivello: 300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore totali (2.30 ore la salita 1.00 ora la discesa)

Quota massima: 2484 m

Difficoltà: EEA – itinerario relativamente breve ma che presenta una via ferrata non molto lunga ma impegnativa con diversi passaggi esposti ed anche tecnici con diversi punti con roccia levigata, necessari esperienza di questo tipo di percorsi, kit da ferrata e casco. Attenzione anche nel prendere la traccia non segnata ed indicata che conduce all’attacco della ferrata

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: l’attacco della ferrata può essere raggiunto più in breve tramite la funivia Col Rodella di Campitello di Fassa, la vetta può essere raggiunta, naturalmente, senza percorrere la ferrata seguendo anche in salita l’itinerario descritto in discesa.
Dalla Forcella Rodella si diparte anche il Sentiero Friedrich August Weg che porta al Rifugio Sasso Piatto/Plattkofelhütte (QUI la “pillola” sul Sentiero Friedrich August).
Inoltre dal parcheggio è possibile salire alla Forcella Sassolungo ed al Rifugio Toni Demetz tramite sentiero e la Ferrata Furcela de Saslonch (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Esperienza di Stefano: è necessario scegliere una giornata asciutta e possibilmente con buona visibilità per godere dei bellissimi panorami; è bene anche partire presto al mattino per evitare di trovare i parcheggi occupati. La ferrata Col Rodella viene, in alcune relazioni, definita piuttosto semplice; in realtà, pur essendo piuttosto breve, presenta diversi passaggi, a mio avviso, non adatti a principianti di vie ferrate

QUI il link YouTube sulla salita al Col Rodella sulla via ferrata

Indicazioni nei pressi del parcheggio

Mulattiera iniziale

Rifugio Salei

Baita Miara

Salendo alla Forcella Rodella

Vista sul Col Rodella

Verso il Rifugio Des Alpes

Lungo la traccia non segnata ed indicata che porta all’attacco

Parete lungo cui si sviluppa la ferrata

Lungo la ferrata Col Rodella

In vetta al Col Rodella con omonimo rifugio con vista sul Sassolungo

Vista dalla vetta sulla Marmolada

Vista dalla vetta sul Catinaccio

Scendendo al Rifugio Des Alpes con vista sul Gruppo del Sella


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio presso la cabinovia Sassolungo sotto il Passo Sella su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Piz de Puez (2913 m) – Rifugio Puez (2475 m) – Dolomiti

Il Piz de Puez, elevazione di 2913 metri di quota dal bellissimo panorama di vetta che abbraccia numerosi gruppi dolomitici, è posto nel gruppo  delle Odle/Geisler nella notissima zona escursionistica del Passo Gardena/Grödner Joch situata a cavallo tra Val Gardena/Gröden e Val Badia/Gadertal.

La vetta del Piz de Puez è relativamente poco conosciuta e frequentata rispetto al famosissimo circondario in cui è posta ed è raggiungibile con diversi percorsi; qui viene descritto il lungo  itinerario ad anello di 22 chilometri di sviluppo che parte dalla cabinovia Dantercepies di Selva Gardena/Wolkenstein.

Il sentiero raggiunge prima il noto e frequentato Rifugio Puez salendo poi alla vetta con tracciato impegnativo prima con traverso un po’ esposto e poi con salita sassosa ripida; tornati al rifugio si scende, infine, per la Vallunga/Langental tornando a Selva Gardena attraversando lungo tutta l’escursione degli ambienti dolomitici spettacolari (QUI la “pillola” sulla cabinovia Dantercepies, QUI quella sulla Vallunga e QUI la “pillola” sul paese di Selva Gardena).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Dantercepies (2298 m, rifugio, stazione a valle a Salva Gardena), dalla stazione a monte si segue inizialmente il sentiero 12 che in breve conduce al Rifugio Jimmy (2222 m),

Dal Rifugio Jimmy si prende il sentiero 2 che porta in salita su sentiero ghiaioso e sassoso alla Forcella Cir (2469 m), dalla forcella si continua sul sentiero 2 prima in discesa e poi in ripida risalita fino alla Forcella Crespeina (2528 m). Dalla Forcella Crespeina si prosegue in lungo saliscendi raggiungendo  la Forcella de Ciampei (2366 m) da cui si segue sempre il sentiero 2 che porta in lungo percorso su sentiero sassoso e ghiaioso fino al Rifugio Puez (2475 m, 2.45 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Puez si segue quindi il sentiero 14 per il Piz de Puez, il sentiero sassoso sale, inizialmente, piuttosto ripido tra pascoli fino ad una selletta, da qui si procede il lungo traverso ghiaioso e terroso un po’ esposto fino a giungere al ripido tratto finale sassoso e ghiaioso che porta in vetta al Piz de Puez (2913 m, croce, 1.30 ore dal Rifugio Puez, 4.15 ore dalla partenza).

Si torna, quindi al Rifugio Puez in 1.15 ore (5.30 ore dalla partenza) e, seguendo il sentiero 14 per la Valleunga si  scende prima in moderata pendenza, e poi ripidamente, su traccia sassosa e ghiaiosa che conduce verso il fondovalle della Vallunga, che si segue lungamente su largo sentiero erboso in leggera discesa fino alla Cappella dedicata a San Silvestro e al ristoro La Ciajota (1650 m). Dal ristoro si segue la strada asfaltata che riporta in breve al paese di Selva Gardena ed alla stazione a valle della cabinovia Dantercepies (1600 m, 2.15 ore dal Rifugio Puez, 7.45 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Dantercepies – Rifugio Jimmy – Forcella Cir – Forcella Crespeina – Forcella de Ciampei – Rifugio Puez – Piz de Puez – Rifugio Puez – Vallunga – Ristoro La Ciajota – Selva Gardena (stazione a valle cabinovia Dantercepies).

Sentieri: 12 – 2 – 14

Dislivello: 1000 metri in salita e 1700 metri discesa considerate le contropendenze

Tempo di percorrenza: 7.45 ore

Quota massima: 2913 m

Difficoltà: EE – escursione con tratti tecnicamente impegnativi salendo e scendendo dalla cima, sviluppo di circa 22 chilometri

Data di ascesa: luglio 2021

Annotazioni: si può naturalmente, volendo evitare la salita alla vetta dal Rifugio Puez accorciando l’itinerario e riducendo le difficoltà, è anche possibile lungo la salita al Rifugio Puez salire alla vetta del Sas Ciampac (QUI la “pillola” sulla salita al Sas Ciampac).

Esperienza di Stefano: percorso spettacolare ma anche molto impegnativo per lunghezza ed anche alcuni tratti tecnici nell’ultima parte; il percorso fino al Rifugio Puez è frequentatissimo in alta stagione, più solitaria la salita in vetta. Io ho preso la prima cabinovia, è comunque necessaria una giornata asciutta e possibilmente limpida per godere del bellissimo ambiente della zona.

QUI il link al video su YouTube della salita al Piz de Puez ed il Rifugio Puez

Primo tratto verso il Rifugio Jimmy

Salendo alla Forcella Cir

Salendo alla Forcella Crespeina

Verso il Rifugio Puez

Rifugio Puez

Salendo al Piz de Puez

Tratto lungo il traverso

Tratto ripido finale

In cima al Piz de Puez

Panorama sul gruppo del Sella dalla vetta

Vista sulla Vallunga

Discesa in Vallunga


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Dantercepies a Selva Gardena su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Cir V°/Cir Piccolo (2520 m) – Ferrata del Piccolo Cir – Dolomiti

Il Cir V°/Cir Piccolo, elevazione di 2520 metri di quota dal bellissimo panorama di vetta che abbraccia numerosi gruppi dolomitici, è posto lungo la cresta delle Punte del Cir nel gruppo  delle Odle/Geisler nella notissima zona escursionistica del Passo Gardena/Grödner Joch situata a cavallo tra Val Gardena/Gröden e Val Badia/Gadertal.

La vetta del Cir V° è piuttosto frequentata in estate ed è raggiungibile con via ferrata di media difficoltà (con presenza, tuttavia, di alcuni tratti impegnativi ed esposti); anche la discesa presenta diversi tratti attrezzati seguendo poi un canalone piuttosto ripido.

L’itinerario qui descritto parte dalla stazione a monte della cabinovia Dantercepies di Selva Gardena/Wolkenstein, l’area del Dantercepies è anche raggiungibile tramite la seggiovia Cir o a piedi partendo dal Passo Gardena (QUI la “pillola” sulla cabinovia Dantercepies e seggiovia Cir, QUI quella sul Passo Gardena e QUI la “pillola” sul paese di Selva Gardena)

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Dantercepies e della seggiovia del Passo Gardena (2298 m, rifugio), dalla stazione a monte si segue il sentiero con indicazioni per la via ferrata del Piccolo Cir; la traccia sassosa e ghiaiosa conduce ripidamente fino alla base della parete rocciosa giungendo, quindi, in breve, all’inizio delle attrezzature.

I cavi conducono ad un pulpito, superata, con l’aiuto di una staffa, una spaccatura nella roccia, si procede tra paretine attrezzate (alcune più verticali altre più “appoggiate”) e brevi tratti di sentiero.
Giunti ad una selletta (possibile via di discesa a destra se si volesse abbandonare la ferrata) si sale su una paretina con una scaletta e poi ad un primo tratto verticale seppure con buoni appigli, si continua, quindi, lungo un tratto più gradinato per poi giungere ad un traverso piuttosto esposto.

La salita continua poi nuovamente verticale con passaggi esposti (con presenza di appigli ma roccia a tratti un po’ levigata dai passaggi) fino a giungere ad una sella con pulpito panoramico; da qui un breve tratto di sentiero conduce alla paretina finale, che conduce ad una selletta appena sotto la vetta dove si stacca il sentiero di discesa.
Dalla selletta (con due tratti attrezzati che salgono in cima) si sale, quindi, con il tratto di sinistra, piuttosto ripido aiutato da un piolo, alla vetta del Cir V° (2520 m, croce sullo spuntone di fronte, 1.15 ore dalla partenza).

Seguendo il tratto attrezzato da prendere in discesa si scende con attenzione su paretina piuttosto verticale e con due staffe di aiuto, alla selletta sotto la vetta; si segue, quindi, a sinistra la traccia che scende nel canalone.
Inizialmente il percorso ripido e ghiaioso è ancora attrezzato con cavi; la traccia prosegue poi in discesa sempre ripida, su fondo ghiaioso e sassoso, fino ad uscire dal canalone e riportare, in breve, alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies (45 minuti dalla vetta del Cir V°, 2.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Dantercepies e seggiovia del Passo Gardena – Cir V°/Piccolo Cir –  stazione a monte cabinovia Dantercepies e seggiovia del Passo Gardena

Sentieri: via ferrata Cir V°/Piccolo Cir – traccia di discesa nel canalone

Dislivello: 230 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.00 ore (1.15 ore la salita, 45 minuti la discesa)

Quota massima: 2520 m

Difficoltà: EEA – via ferrata breve, globalmente di medio impegno, ma con presenza di alcuni tratti più impegnativi es alcuni tratti esposti, necessari kit da ferrata, casco ed esperienza su questo tipo di itinerari

Data di ascesa: agosto 2025

Annotazioni: la salita al Cir V°/Piccolo Cir può essere abbinata al sentiero attrezzato che conduce al Piz da Cir/Cir Grande con punto di partenza anch’esso posto alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies e della seggiovia del Passo Gardena (QUI la “pillola” sulla salita al Piz da Cir/Cir Grande).

Esperienza di Stefano: ferrata breve ma da non sottovalutare in quanto alcuni passaggi richiedono la giusta attenzione ed esperienza; io ho percorso in due giornate separate le ferrate del Cir V° e del Piz da Cir per poter godere con più calma delle salite. Necessaria, naturalmente, una giornata asciutta.

Cabinovia Dantercepies

Seggiovia Cir

Tratto che dalla stazione a monte della cabinovia porta all’inizio delle attrezzature

Lungo la via ferrata

In vetta al Cir V°

Lungo la discesa

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Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Gardena su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

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Piz da Cir/Cir Grande (2592 m) – Dolomiti

Il Piz da Cir/Cir Grande, elevazione di 2592 metri di quota dal bellissimo panorama di vetta che abbraccia numerosi gruppi dolomitici, è posto nel gruppo  delle Odle/Geisler nella notissima zona escursionistica del Passo Gardena/Grödner Joch situata a cavallo tra Val Gardena/Gröden e Val Badia/Gadertal.

La vetta del Piz da Cir è piuttosto nota e frequentata ed è raggiungibile con percorso che presenta diversi tratti attrezzati con cavi alternati ad altri di traccia ripida con alcuni saltini rocciosi; l’attacco del sentiero di salita qui descritto è posto alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies di Selva Gardena/Wolkenstein e della seggiovia Cir del Passo Gardena, sul cui versante della Val Badia sono posti i paesi di Corvara e Colfosco (QUI la “pillola” sulla cabinovia Dantercepies e la seggiovia Cir, QUI quella sul Passo Gardena, QUI la “pillola” sul paese di Selva Gardena e QUI quella sui paesi di Corvara e Colfosco).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Dantercepies e della seggiovia del Passo Gardena (2298 m, rifugio), dalla stazione a monte si segue il sentiero con indicazioni per il Cir Grande; la traccia sassosa e ghiaiosa conduce in traverso sotto le pareti delle Punte del Cir ed entra poi in un canalino che si sale in ripida salita fino ad arrivare al primo tratto attrezzato.

I cavi conducono lungo un traverso ascendente in parte esposto e con fondo piuttosto sdrucciolevole, la salita continua poi su traccia ghiaiosa e sassosa con vari saltini rocciosi fino a giungere al secondo tratto attrezzato con cavi che conduce su una paretina piuttosto verticale, ma con buoni appigli, fino a giungere agli ultimi saltini rocciosi non attrezzati che conducono alla vetta del Piz da Cir/Cir Grande (2592 m, croce, 1.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso facendo attenzione su saltini rocciosi e tratti attrezzati in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.

Percorso: stazione a monte cabinovia Dantercepies e seggiovia del Passo Gardena – Piz da Cir/Cir Grande –  stazione a monte cabinovia Dantercepies e seggiovia del Passo Gardena

Sentieri: sentiero attrezzato “Cir Grande”

Dislivello: 300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore (1.30 ore la salita, 1.15 ore la discesa)

Quota massima: 2592 m

Difficoltà: EEA – itinerario impegnativo che presenta vari tratti attrezzati con cavi ed altri su saltini di roccia non attrezzati, necessari kit da ferrata, casco ed eseperienza su questo tipo di itinerari

Data di ascesa: agosto 2020 e luglio 2025

Annotazioni: per esperti la salita al Piz da Cir può essere abbinata all’impegnativa ferrata che conduce al Cir V°/Piccolo Cir con punto di partenza anch’esso posto alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies e della seggiovia del Passo Gardena (QUI la “pillola” sulla salita al Cir V°/Piccolo Cir).

Esperienza di Stefano: ferrata breve ma con alcuni passaggi da non sottovalutare; io ho percorso in due giornate separate le ferrate del Cir V° e del Piz da Cir per poter godere con più calma delle salite. Necessaria, naturalmente, una giornata asciutta e possibilmente limpida per godere del bel panorama della zona. In alta stagione il percorso è molto frequentato con attenzione da prestare nei vari incroci tra chi sale e scende, è bene partire presto.

QUI il link YouTube al video sulla salita al Piz da Cir

Cabinovia Dantercepies da Selva Gardena

Seggiovia dal Passo Gardena

Rifugio Dantercepies alla stazione a monte della cabinovia e seggiovia

Indicazioni nei pressi della stazione a monte degli impianti

Primo tratto di salita verso il canalino

Nel ripido canalino che conduce all’attacco del primo tratto attrezzato

Primo tratto attrezzato

Lungo il tratto mediano di salita con diversi saltini rocciosi non attrezzati

Lungo il secondo tratto attrezzato

Ultimo tratto di salita verso la vetta

In vetta al Cir Grande

Vista sul gruppo del Sella

Vista sul Sassolungo

Vista su Sciliar e Val Gardena

Vista dalla vetta sul gruppo Puez-Odle

Vista su Val Badia e Dolomiti Ampezzane


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Passo Gardena/Grödner Joch – Val Gardena e Val Badia

Il Passo Gardena/Grödner Joch/Jëuf de Frea è posto a 2121 metri di quota e mette in comunicazione le notissime valli dolomitiche sudtirolesi Badia/Gadertal e Gardena/Gröden; dalla Val Badia il passo si raggiunge partendo dai paesi di Corvara e Colfosco/Kolfuschg/Calfosch mentre dalla Val Gardena si giunge al valico partendo dal paese di Selva Gardena/Wolkenstein/Sëlva (QUI la “pillola” sui paesi di Corvara e Colfosco e QUI quella sul paese di Selva Gardena).

La strada asfaltata del passo ha da entrambi i lati un andamento piuttosto tortuoso con molti tornanti e presenta pendenze medie intorno al 6% con punte massime del 10-11%; la strada del valico, soprattutto in estate, è molto frequentata sia da turisti in macchina sia da motociclisti e ciclisti che si confrontano con le pendenze del passo più volte affrontate anche dai professionisti durante il Giro d’Italia.

Dal Passo Gardena si gode di un bellissimo panorama verso i gruppi dolomitici di: Sella, Odle/Geisler, Conturines, Sassolungo/Langkofel e verso le sottostanti valli Badia e Gardena; il valico è, inoltre, punto di partenza di molte escursioni e vie ferrate e d’arrampicata.
Tra le salite più note troviamo quelle verso i Rifugi Puez e Cavazza al Pisciadù e le vie ferrate Brigata Tridentina, Cir V°/Piccolo Cir e Piz da Cir/Cir Grande (QUI la “pillola” sulla salita al Piz da Cir/Cir Grande, QUI quella sull’ascesa al Cir V°/Piccolo Cir e QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Cavazza al Piscaidù ed alle Mesules).

Per agevolare alcune escursioni in estate, solitamente, è aperta la seggiovia che conduce dal Passo Gardena al Rifugio Dantercepies ed alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies proveniente dal paese di Selva Gardena.

La zona del Passo Gradena, evitando la salita in macchina, può essere raggiunta anche tramite autobus di linea o impianti di risalita che da Colfosco (cabinovia Frara) e Selva (cabinovia Dantercepies) portano sul pendio soprastante il passo; naturalmente, scegliendo queste opzioni è bene informarsi sugli orari degli autobus e periodi di apertura degli impianti (QUI la “pillola” sulla cabinovia Dantercepies).

Il Passo Gardena, inoltre, è in inverno situato lungo il famosissimo circuito Sellaronda, votato come uno dei tour sciistici più belli del mondo,  che unisce le piste delle valli: Gardena e Badia in Alto Adige/Südtirol, Livinallongo in Veneto e Fassa in Trentino.
Trovandosi il Passo Gardena sul confine tra Val Gardena e Val Badia può essere raggiunto, quindi, sia tramite il comprensorio sciistico Val Gardena Dolomites sia dall’area sciistica Alta Badia (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Val Gardena e QUI quello sull’area dell’Alta Badia).

Sul Passo Gardena, pur venendo effettuato normalmente servizio di pulizia strade invernale, è però sempre bene controllare lo stato di apertura e condizioni del passo in quanto il valico è soggetto, talvolta, a chiusure temporanee invernali in base alle condizioni atmosferiche ed alle nevicate.

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2022, 2023 e 2025

Al passo

Vista verso il Gruppo del Sella

Vista verso il gruppo del Cir

Vista verso la Val Badia

Passo Gardena visto dall’alto

Seggiovia Cir che conduce dal Passo Gardena alla stazione a monte della cabinovia Dantercpeies

Impianto di risalita Frara e strada asfaltata che collegano Corvara e Colfosco col Passo Gardena

Strada per il passo sul versante della Val Badia

Strada per il passo sul versante della Val Gardena

Impianto di risalita Dantercepies che collega Selva Gardena con la zona soprastante il Passo Gardena

Rifugio Dantercepies posto all’arrivo di cabinovia e seggiovia

Lungo la ferrata del Piz da Cir (Cir Grande)

Vetta del Piz da Cir (Cir Grande)

Vista su Gruppo del Sella e Passo Gardena dalla vetta del Piz da Cir

Lungo la Via ferrata del Cir V°/Piccolo Cir

Rifugio Cavazza al Pisciadù

Passo Gardena in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Gardena su Google Maps


Sasso Piatto/Plattkofel (2958 m) – Ferrata Oskar Schuster – agosto 2016

Il Sasso Piatto/Plattkofel, vetta di 2958 metri di quota, è una cima dolomitica molto prestigiosa facente parte del gruppo del Sassolungo-Sasso Piatto posto tra la sudtirolese Val Gardena/Gröden e la trentina Val di Fassa.

La cima offre un panorama bellissimo su molti gruppi dolomitici e presenta due possibili accessi, uno su via normale ed uno tramite ferrata Oskar Schuster, entrambi gli itinerari presentano la partenza dal Passo Sella, posto sul confine tra Sudtirolo e Trentino, dal versante sudtirolese il passo viene raggiunto dal paese di Selva Gardena/Wolkenstein (QUI la “pillola” sul Passo Sella e la Cabinovia Sassolungo e QUI quella sul paese di Selva Gardena).

Viene qui descritto il percorso ad anello che prevede la salita tramite via ferrata e discesa lungo la via normale, l’itinerario risulta essere tra i più belli delle Dolomiti, l’impegno tecnico e fisico sono però elevati ed è quindi consigliato solo ad esperti; è, tuttavia, possibile effettuare salita e discesa tramite via normale rimanendo, così, nell’ambito di una difficoltà comunque adatta ad escursionisti esperti, ma senza dover affrontare la via ferrata.

La salita comincia dal Rifugio Demetz (2685 m) raggiungibile con la cabinovia biposto Sassolungo dal Rifugio Passo Sella posto poco sotto il passo sul versante gardenese; dal rifugio si segue in discesa il sentiero 525 che conduce con traccia sassosa ripida nel vallone Dantersasc fino al Rifugio Vicenza/Langkofelhütte (2253 m, 45 minuti dalla partenza).
Dal Rifugio Vicenza si seguono i cartelli per la ferrata Oskar Schuster, si sale, quindi, nel valle della Conca del Sasso Piatto/Plattkofelkar con traccia ripida ghiaiosa e sassosa fino ad arrivare nei pressi dell’attacco della ferrata (meglio indossare il kit un po’ prima dell’attacco in quanto all’inizio delle attrezzature lo spazio è limitato).

Seguendo i bolli rossi di segnalazione si supera un primo tratto di roccette non attrezzate (questa sarà una caratteristica della via in quanto sono presenti sia tratti attrezzati talvolta impegnativi che altri in cui è necessario arrampicare su difficoltà basse ma senza l’aiuto delle attrezzature); superato il primo tratto non attrezzato si prosegue in una sequenza di gradoni, canalini e paretine con tratti attrezzati con cavi e staffe trovando anche alcuni passaggi esposti e piuttosto impegnativi.

Superata questa prima parte attrezzata la salita giunge ad una forcella dalla quale si continua su gradoni talvolta attrezzati con cavo giungendo poi alla seconda parte di percorso attrezzato superando anche un paio di tratti verticali ed esposti attrezzati con staffe e scala; si giunge quindi ad un’altra forcella dopo la quale si risale un lungo canalino con gradoni rocciosi non attrezzati (attenzione a non muovere sassi) fino ad arrivare infine in vetta al Sasso Piatto (2956 m, croce, 2.30 ore dal Rifugio Vicenza, 3.15 ore dalla partenza).

Dalla cima si scende sul versante opposto, sulla via normale, sul sentiero 527 che conduce in ripida discesa su traccia sassosa e ghiaiosa in tornanti fino a giungere ad una zona erbosa ed al Rifugio Sasso Piatto (2300 m).

Dal Rifugio Sasso Piatto si segue, quindi, il Sentiero Friedrich August che in lungo sviluppo in continuo saliscendi conduce su largo sentiero ghiaioso e terroso prima al rifugio Rifugio Sandro Pertini (2300 m) e poi al Rifugio Friedrich August (2298 m).

Dal Rifugio Friedrich August si segue ,quindi la mulattiera sterrata, che conduce in breve, passando per la Baita Miara, il Rifugio Salei ed il Rifugio Valentini, nuovamente al Rifugio Passo Sella (3.15 ore dalla cima del Sasso Piatto, 6.30 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Demetz – Rifugio Vicenza – Ferrata O. Schuster – Sasso Piatto – Rifugio Sasso Piatto – Rifugio Pertini – Rifugio August – Rifugio Passo Sella

Sentieri: 525 – Ferrata Oskar  Schuster – 527 – Sentiero Friedrich August

Dislivello: 1000 metri in salita e 1400 metri in discesa considerati i tantissimi saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.30 ore totali

Quota massima: 2956 m

Difficoltà: EEA – itinerario molto lungo con dislivello rilevante e tratti attrezzati di medio impegno tecnico e vari tratti esposti, presenza anche di alcuni tratti senza attrezzature in cui bisogna saper arrampicare in libera su difficoltà basse, necessari kit da ferrata, casco, assenza di vertigini ed esperienza di ferrate e di montagna.

Data di ascesa: agosto 2016

Annotazioni: è naturalmente possibile salire e scendere al Sasso Piatto dalla via normale non percorrendo la ferrata Oskar Schuster riducendo le difficoltà tecniche (rimanendo su comunque una difficoltà EE adatta ad escursionisti esperti).
La Forcella Sassolungo ed il Rifugio Demetz sono, volendo, raggiungibili anche a piedi tramite sentiero e la Ferrata Furcela de Saslonch (QUI la “pillola” su questo itinerario).
Inoltre, il Rifugio Demetz e Vicenza sono anche punto di partenza del percorso intorno al Sassolungo/Langkofel (QUI la “pillola” sul giro intorno al Sassolungo)

Esperienza di Stefano: è necessario scegliere una giornata con buona visibilità per non avere problemi di orientamento e godere dei bellissimi panorami ed ambienti della zona; il percorso risulta essere molto lungo anche nel ritorno e vanno, quindi, dosate bene le forze lungo tutto il tracciato

Cabinovia Sassolungo

Rifugio Demetz

Scendendo dal Rifugio Demetz al Rifugio Vicenza

Rifugio Vicenza

Salendo dal Rifugio Vicenza all’attacco della Ferrata Schuster

Lungo la via ferrata Schuster

Dalla vetta del Sasso Piatto

In cima al Sasso Piatto

Scendendo al Rifugio Sasso Piatto lungo la via normale

Rifugio Sasso Piatto

Lungo il Sentiero Friedrich August

Tornando al parcheggio


Cliccare sull’immagine per visualizzare la Cabinovia Sassolungo su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi