Monte Piana (2324 m) – Monte Piano (2301 m) –  Rifugio A. Bosi (2205 m) – Dolomiti

Il Monte Piana, posto a 2324 metri di altezza, ed il Monte Piano, situato a 2301 metri di quota, sono posti sull’altopiano del Monte Piana facente parte delle Dolomiti di Sesto/Sextener Dolomiten e suddiviso tra Alto Adige/Südtirol e Veneto (QUI la “pillola” sulle Dolomiti di Sesto).

Proprio la posizione del gruppo montuoso ha determinato il fatto che durante la Prima guerra mondiale sia stato teatro di aspre battaglie i cui manufatti quali trincee e posizioni sono ancora ben visibili; l’altipiano è, infatti, un vero e proprio museo all’aperto della guerra (e delle condizioni di vita difficilissime a cui erano sottoposti i soldati).

L’altopiano e le due vette sono raggiungibili, con dislivello rilevante, da diversi punti di partenza; viene qui descritto il percorso con dislivello meno elevato che parte dal Lago di Misurina (in territorio Veneto); Misurina è raggiungibile dall’Alto Adige dall’alta Val Pusteria/Pustertal, da Dobbiaco/Toblach, passando dalla Valle di Landro (QUI la “pillola” su Dobbiaco).

Il tracciato che si diparte da Misurina tocca dapprima il Rifugio Magg. Bosi (volendo raggiungibile anche con servizio jeep) e poi si diparte sull’altopiano con anche alcuni tratti attrezzati e panorami amplissimi su molti gruppi dolomitici.

Il percorso comincia dal parcheggio P1 sopra il Lago di Misurina (1757 m, punto di partenza anche delle jeep navetta per il Rifugio Bosi); seguendo la stradina asfaltata (chiusa al traffico privato) per il Rifugio Bosi si sale nel bosco, in pendenza moderata, fino ad un bivio.
I cartelli indicano a sinistra il percorso pedonale uslla vecchia strada militare; seguendo questa opzione si sale sulla vecchia mulattiera asfaltata e sterrata, il percorso sale nel bosco con pendenza moderata ma attraversa diversi tratti franati (al giugno 2025).

La mulattiera compie poi due tornanti fino ad innestarsi, sulla mulattiera percorsa anche dalle jeep, alla Forcella Auta/Alta (1984 m); a mio avviso è, tuttavia, visti i numerosi tratti franati, seguire al bivio indicato in salta verso destra rimanendo integralmente sulla mulattiera percorsa dalle jeep.
Dalla Forcella Auta si segue, quindi, la stradina asfaltata e sterrata che conduce, uscendo dal bosco con diversi tratti più ripidi, al Rifugio Magg. Bosi (2205 m, 1.30 ore dal Lago di Misurina, 5 chilometri di sviluppo).

Dal rifugio si segue il sentiero per il percorso storico su mulattiera, abbandonandolo poco dopo e seguendo a sinistra i cartelli numero 6b per il sentiero attrezzato del Monte Piana si sale su sentiero sassoso in moderata pendenza.
Ignorato un bivio a destra si supera un primo breve tratto attrezzato e si continua in salita tra mughi fino ad incontrare le prime postazioni di guerra; si procede, quindi, in saliscendi su sentiero a mezza-costa a tratti un po’ esposto (cavi) fino a giungere alla vetta del Monte Piana (2324 m, croce, 40 minuti dal rifugio, 2.10 ore dalla partenza).

Continuando sul sentiero del percorso storico si prosegue in saliscendi, su sentiero sassoso, tra postazioni e trincee, fino a giungere ad un grosso cippo commemorativo ed, in breve, in discesa alla Forcella de i Castrade/Castrati (2272 m, 20 minuti dal Monte Piana, 1.00 ora dal rifugio, 2.30 ore dalla partenza).

Seguendo sempre i cartelli del sentiero storico si devia, in breve, a destra e si procede su sentiero attrezzato, un po’ esposto, a mezza-costa passando per diverse postazioni di guerra; prima in discesa e poi in risalita su sentiero sassoso e terroso si raggiunge una cengia attrezzata con cavi (a tratti un po’ esposta) che porta ad altre postazioni ed all’ingresso di una galleria di guerra (sconsigliato entrarci).
Il tracciato sale ora con due scale di legno e poi prosegue in breve su cengia attrezzata fino a giungere sulla zona sommitale; in breve, deviando a sinistra, e facendo attenzione alle tante fenditure presenti sul terreno, si giunge alla vetta del Monte Piano (2301 m, croce, 30 minuti dalla Forcella dei Castrati, 1.30 ore dal rifugio, 3.00 ore dalla partenza).

Seguendo il sentiero storico si prosegue ora sul sentiero “normale” verso la Forcella dei Castrati; passando da altre trincee e posizioni si prosegue in saliscendi su sentiero sassoso ed erboso fino alla Campana degli Alpini; da qui si scende, in breve, nuovamente alla Forcella dei Castrati (15 minuti dal Monte Piano. 1.45 ore dal rifugio, 3.15 ore dalla partenza).

Seguendo i sentieri del sentiero storico verso il Rifugio Bosi si sale ad una crocetta ed altre trincee e postazioni di guerra; si continua, quindi, in salita alla Piramide e Capanna Carducci fino a giungere alla mulattiera sassosa che riporta, in discesa, al Rifugio Bosi (30 minuti, dalla Forcella dei Castrati, 2.15 ore dal primo passaggio al rifugio, 3.45 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue, quindi, integralmente in discesa la mulattiera, asfaltata e sterrata, percorsa dalle jeep che riporta alla Forcella Alta ed al parcheggio (1.15 ore dal rifugio, 5.00 ore dalla partenza).

Percorso: parcheggio P1 di Misurina – Rifugio Magg. Bosi –  Monte Piana – Forcella dei Castrati – Monte Piano – Forcella dei Castrati – Rifugio Magg. Bosi – parcheggio P1 di Misurina

Sentieri: strada per il Rifugio Bosi – 6b – percorso storico

Dislivello: 850 metri in salita e discesa compresi i diversi saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.00 ore

Quota massima: 2324 m

Difficoltà: EE/EEA – escursione che presenta diversi tratti attrezzati (in parte un po’ esposti) in cui è richiesto passo fermo ed assenza di vertigini e molte parti con antiche postazioni e trincee di guerra che richiedono anch’esse attenzione; fare attenzione ai tanti bivi presenti. Necessario tempo asciutto e buona visibilità.
Per chi non si sentisse sicuro è bene avere con se il kit da ferrata.
Sviluppo chilometrico lungo di circa 17 chilometri totali.

Data di ascesa: giugno 2025

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio; controllando in anticipo gli orari del servizio, volendo, è possibile usufruire del servzio a pagamento di jeep navetta dal parcheggio al Rifugio Bosi (se prese in salita e discesa si risparmiano 10 chilometri di sviluppo totali e 500 metri di dislivello in salita e discesa).
Lungo il percorso storico è anche possibile rimanere, integralmente, sul sentiero “normale” evitando i tratti attrezzati (seppur, “saltando”, quindi, la vista a diverse postazioni e strutture di guerra).

Esperienza di Stefano: escurione decisamente impegnativa ma molto bella, io sono salito e sceso a piedi; nel caso si usasse il servizio jeep navetta va tenuto conto del fatto che la strada è in diversi tratti piuttosto dissestata.
Va prestata attenzione a non distrarsi nei molti crocevia facendo attenzione alle direzioni da prendere (meglio avere con se anche una buona carta topografica) e alle tante fenditure del trreno presenti; necessario bel tempo e buona visibilità sia per godere degli ampi panorami e dell’ambiente attraversato sia per la sicurezza vista la tipologia di terreno

Lungo il primo tratto di salita

Bivio tra mulattiera percorsa dalle jeep (a destra) e vecchia strada militare (con tratti franati, a sinistra)

Lungo la vecchia strada militare

Forcella Auta/Alta

Salendo al Rifugio Bosi

Rifugio Bosi

Inizio del percorso storico

Lungo il percorso 6b

In vetta al Monte Piana

Tratto sul sentiero storico verso la Forcella dei Castrati

Forcella dei Castrati

Salita al Monte Piano tramite sentiero attrezzato

In cima al Monte Piano

Tornando alla Forcella dei Castrati lungo il sentiero “normale”

Tornando verso il Rifugio Bosi

Lungo la discesa integralmente sulla mulattiera percorsa dalle jeep


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Parcheggio P1 di Misurina su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Pusteria e le sue valli laterali

Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten – Val Pusteria

Le Dolomiti di Sesto/Sextner Dolomiten si estendono tra l’Alto Adige/Südtirol orientale e il bellunese e prendono il nome dal paese di Sesto/Sexten, situato nell’omonima Val di Sesto/Sextental che si dirama dalla Val Pusteria all’altezza di San Candido/Innichen (QUI la “pillola” sulla Val di Sesto).

Il famoso gruppo delle Dolomiti di Sesto è in parte compreso nel Parco Naturale delle Dolomiti di Sesto, fanno parte di questo grande gruppo dolomitico cime molto note tra le quali troviamo, ad esempio: Tre Cime di Lavardeo/Drei Zinnen, Monte Paterno/Paternkofel, Tre Scarperi/Dreischuster, Torre di Toblin/Toblinger Knoten, Sasso di Sesto/Sextner Stein, Croda dei Toni/Zwölferkofel, Croda Rossa di Sesto/Sextner Rotwand e Baranci/Haunold.

Le Dolomiti di Sesto sono percorse da una fitta rete di sentieri, vie ferrate, vie d’arrampicata e ospitano svariati rifugi molto noti e frequentati tra i quali: Zsigmondy-Comici, Pian di Cengia/Büllelejoch, Locatelli alle Tre Cime/Drei Zinnen, Prati di Croda Rossa/Rotwandwiesen e tanti altri.

Dalla Val di Sesto e dalla laterale Val Fiscalina/Fischleintal è possibile osservare la “Meridiana di Sesto” formata da varie cime dolomitiche che ricevono il Sole in determinate ore del giorno, prendendo, quindi, anche il nome di Cima Nove, Cima Dieci, Cima Undici, Cima Dodici e Cima Uno (QUI la “pillola” sulla Val Fiscalina).

Tra le tante possibili escursioni nelle Dolomiti di Sesto troviamo descritte sul sito le seguenti:

– Castelliere/Burgstall – Prati di Croda Rossa/Rotwandwiesen: QUI la “pillola”
– Croda Fiscalina Orientale/Oberbachspitze – Rifugio Pian di Cengia – Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime (salita dal Rifugio Auronzo): QUI la “pillola”
– Croda Sora i Colesei: QUI la “pillola”
– Lago di Dobbiaco/Toblachersee: QUI la “pillola”
– Monte Casella di Dentro/Innergsell e Monte Casella di Fuori/Aussergsell: QUI la “pillola”
– Monte Paterno/Paternkofel – Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime (salita dal Rifugio Auronzo): QUI la “pillola”
– Monte Piana – Monte Piano – Rifugio Bosi: QUI la “pillola”
– Pausa Ganda/Gandraste: QUI la “pillola”
– Piccola Rocca dei Baranci/Haunoldkopfl: QUI la “pillola”
– Rifugio Zsigmondy-Comici – Rifugio Pian di Cengia/Büllelejoch Hütte – Rifugio Locatelli-Innerkofler/Dreizinnenhütte – Rifugio Fondovalle/Talschlusshütte (salita dalla Val Fiscalina): QUI la “pillola”
– Torre di Toblin/Toblinger Knoten – Sasso di Sesto – Rifugio Locatelli-Innerkofler alle Tre Cime (salita dal Rifugio Auronzo): QUI la “pillola”

Inoltre, Le Dolomiti di Sesto ospitano anche il comprensorio sciistico delle Tre Cime Dolomiti/Drei Zinnen Dolomites che offre, in inverno, oltre 100 chilometri di piste di sci alpino, sentieri innevati battuti per ciaspolatori e piste da slittino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Tre Cime Dolomites, QUI quella sull’escursione su sentiero innevato al Rifugio Tre Scarperi, QUI la “pillola” sul sentiero invernale per il Rifugio Fondovalle).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2018, 2019, 2020, 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025

Dolomiti di Sesto (con la “Meridiana di Sesto”) viste dal Monte Elmo/Helm

Val Fiscalina con vista sulla Cima Uno

Rifugio Fondovalle

Versante nord delle Tre Cime di Lavaredo

Monte Paterno e Laghi dei Piani

Rifugio Locatelli-Innerkofler con Sasso di Sesto e Torre di Toblin

Rifugio Locatelli-Innerkofler e Tre Cime di Lavaredo

Torre di Toblin

Rifugio Pian di Cengia

Croda dei Toni (Cima Dodici)

Rifugio Zsigmondy-Comici

Tre Scarperi

Croda Rossa e Croda dei Torni viste dal Monte Casella

Baranci

Baranci visti dalla Pausa Ganda

Piccola Rocca dei Baranci

Gruppo Tre Scarperi visto dai Prati di Croda Rossa

Castelliere

Croda Sora i Colesei

Monte Piana

Monte Piano

Vista autunnale sulle Dolomiti di Sesto

Le Dolomiti di Sesto in inverno

La “Meridiana di Sesto” vista in inverno dalla piste da sci di fondo e dai sentieri innevati in Val Fiscalina

Cima Uno in inverno vista dai pressi del Rifugio Fondovalle

Dolomiti di Sesto viste dalla Val Campo di Dentro dal Rifugio Tre Scarperi

Lago di Dobbiaco

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Pusteria e sulla Valle Aurina

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.