Cima Rossa di Martello/Vorderer Rotspitz (3033 m) – Rifugio Nino Corsi/Zufallhütte (2265 m) – Gruppo dell’Ortles

La Cima Rossa di Martello/Vorderer Rotspitz, vetta di 3033 metri di quota, è posta nel gruppo dell’Ortles-Cevedale in posizione molto panoramica verso molte vette che superano i 3000 metri di quota nel Parco Nazionale dello Stelvio; la via normale di salita raggiunge la vetta dall’Alta Val Martello/Martelltal, valle laterale che si diparte dalla Val Venosta/Vinschgau all’altezza del paese di Laces/Latsch (QUI la “pillola” sulla Val Martello).

Il percorso di salita presenta un forte dislivello e molti tratti ripidi con breve parte finale attrezzata con cavo; il tracciato si svolge dapprima nel bosco per poi portarsi poi in ambienti più selvaggi con aspro tratto finale tra sfasciumi, lungo la discesa è anche possibile, volendo, effettuare una deviazione transitando nei pressi di una grande cascata e dell’antica diga, raggiungendo, quindi, il Rifugio Nino Corsi/Zufallhütte.

La salita comincia dai parcheggi a pagamento posti alla fine della strada della Val Martello (2050 m, Albergo Genziana/Enzian), seguendo il sentiero 37 per il Rifugio Martello si oltrepassa su ponte la Gola del Rio Plima e si giunge, in breve, ad un laghetto.
Si sale, quindi, nel bosco su traccia moderatamente ripida su fondo terroso e sassoso, ignorati i bivi per il sentiero 12 e 36 si sale ancora nel bosco con vista sul Rifugio Corsi (posto sull’altro lato della valle) raggiungendo il bivio tra il sentiero 37 ed il sentiero 31.
Seguendo il sentiero 31 per la Cima Rossa si sale su un tratto fangoso tra arbusti e grossi sassi giungendo al bivio col sentiero 31A; rimanendo sul sentiero 31 per la Cima Rossa si sale ripidamente su traccia terrosa e sassosa tra magra erba giungendo ad un selletta.

Il sentiero affronta adesso un breve tratto in lieve pendenza tornando poi a salire molto ripidamente verso sinistra su traccia sassosa e terrosa; giunti ad un’altra piccola selletta si sale in moderata pendenza giungendo ad un canalino che si risale con ripida traccia a tornanti ghiaiosa e sassosa che porta al bivio col sentiero 37A (che si ignora) ed al tratto attrezzato finale.
La traccia con cavo (indicazione Seil) risale uno stretto e ripido canalino con sfasciumi fino a giungere ad un tratto in tornanti in moderata pendenza che porta, in breve, alla vetta della Cima Rossa di Martello (3033 m, croce, 3.00 ore dalla partenza).

Si scende, con molta attenzione nel tratto attrezzato, per lo stesso percorso fino al bivio tra il sentiero 31 ed il 31A incontrato in salita; seguendo il sentiero 31A a sinistra verso il Rifugio Corsi/ Zufallhütte si procede su traccia terrosa e sassosa in saliscendi fino al bivio col sentiero 37 nei pressi di una grande cascata.
Rimanendo sul sentiero 31A per il Rifugio Corsi si arriva nei pressi dell’alntica diga della Val Martello; a luglio 2023 sulla diga sono presenti lavori, bisogna quindi seguire in breve il sentiero per il Rifugio Martello deviando poi poco dopo a destra sul ponte provvisorio che riporta nei pressi della diga (sul versante opposto).
Seguendo il sentiero 103 per il Rifugio Corsi si procede su sentiero sassoso e terroso dapprima in saliscendi e poi più ripidamente raggiungendo in breve il Rifugio Nino Corsi (2265 m, 2.00 ore dalla Cima Rossa di Martello, 5.00 ore dalla partenza).

Seguendo il sentiero 103 per l’Albergo Genziana si scende in brvee su traccia e poi su mulattiera sterrata dapprima ripidamente, e poi in saliscendi, fino all’incrocio col sentiero 151; seguendo la mulattiera 151 per il Rifugio Genziana si scende, quindi, nel bosco tornando all’albergo Genziana ed al parcheggio (30 minuti dal Rifugio Corsi, 5.30 ore dalla partenza).

Percorso: parcheggio al termine della strada della Val Martello – Cima Rossa di Martello – Rifugio Nino Corsi – parcheggio al termine della strada della Val Martello

Sentieri: 37 – 31 – 31A – 103 – 151

Dislivello: 1000 metri in salita e discesa considerato anche il tratto in saliscendi verso il Rifugio Corsi Tempo di percorrenza: 5.30 ore totali

Quota massima: 3033 m

Difficoltà: EE (EEA il tratto finale) –  percorso impegnativo con tratto attrezzato finale e con diversi tratti ripidi con parti con fondo su sfasciumi; dislivello rilevante e sviluppo di 12 chilometri totali circa; chi non si sentisse sicuro è bene che sia assicurato nel tratto finale con kit da ferrata

Data di ascesa: luglio 2023

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del Rifugio Corsi. Naturalmente è possibile scendere integralmente per il percorso di salita non passando per il Rifugio Corsi e riducendo il percorso di 3 chilometri. Il parcheggio dell’alta Val Martello è anche punti di partenza di molti altri itinerari, tra essi si trovano anche il percorso per il Rifugio Martello/Marteller Hütte, l’ascesa alla Cima Madriccio/Madritschspitze e  la salita alla Croda della Calva/Kalvenwand (QUI la “pillola” sul percorso per il Rifugio Martello, QUI quella sull’ascesa alla Cima Madriccio e QUI quella sulla salita alla Croda della Calva)

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del magnifico panorama di vetta; è necessario, comunque, tempo asciutto e dosare le forze vista la pendenza spesso elevata della traccia. Il tratto finale attrezzato è di difficoltà moderata (per esperti di questo genere di percorsi) ma non va sottovalutato visto il fondo su sfasciumi e la possibilità di caduta sassi

Gola all’inizio del percorso vista dal ponte

Laghetto nel primo tratto del percorso

Salendo nel primo tratto nel bosco

Vista sul Rifugio Corsi

Lungo il tratto fangoso tra arbusti

Tratto ripido su traccia tra magra erba

Verso il canalino con traccia in tornanti

Canalino attrezzato

Tratto finale verso la cima

In vetta alla Cima Rossa di Martello

Panorami dalla vetta

Bivio tra sentiero 31 e 31A

Tratto verso cascata ed antica diga

Scendendo al Rifugio Corsi

Al Rifugio Corsi con vicina cappelletta

Nuovo museo Badhaus, dedicato agli avvenimenti, naturali, demografici e bellici avvenuto in zona, posto nei pressi del Rifugio Corsi

Tornando al parcheggio su mulattiera


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Croda della Calva/Kalvenwand (3061 m) – Malga Lyfi Alm (2165 m) – Gruppo dell’Ortles

La Croda della Calva/Kalvenwand, vetta di 3061 metri di quota, è posta nel gruppo dell’Ortles-Cevedale in posizione molto panoramica verso molte vette che superano i 3000 metri di quota nel Parco Nazionale dello Stelvio; la via normale di salita raggiunge la vetta dall’Alta Val Martello/Martelltal, valle laterale che si diparte dalla Val Venosta/Vinschgau all’altezza del paese di Laces/Latsch (QUI la “pillola” sulla Val Martello).

Il percorso di salita presenta un forte dislivello e diversi tratti ripidi ma rimanendo su difficoltà tecinche moderate per essere ad una quota così elevata; il tracciato si svolge dapprima tra bosco e pascoli per poi portarsi poi via via in ambienti più selvaggi, lungo la discesa è anche possibile, volendo, effettuare una deviazione raggiungendo la bella Malga Lyfi Alm.

La salita comincia dai parcheggi a pagamento posti alla fine della strada della Val Martello (2050 m, Albergo Genziana/Enzian),si seguono le indicazioni per la Croda della Calva/Kalvenwand scendendo in breve sulla strada asfaltata alla deviazione a sinistra per la Malga Lyfi e la Croda della Calva.
Seguendo il sentiero 39 si sale in breve ad una malga e ad una cascatella, continuando su mulattiera sterrata si sale nel bosco fino al bivio tra sentiero 39 e sentiero 8; seguendo il sentiero 39 per la Croda della Calva si sale con sentiero terroso e sassoso nel bosco fino all’alpeggio con Baita Peder (2252 m, privata).

Continuando sul sentiero 39 per la Croda della Calva si sale su straccia terrosa e sassosa tra pascoli alternando tratti ripidi ad altri con pendenza moderata; la traccia sale quindi al bivio col sentiero 33 per la Malga Lyfi.
Rimanendo sul sentiero 39 sia prosegue verso sinistra su traccia erbosa e sassosa aggirando il Dosso Peder e salendo poi al bivio col sentiero per la Punta dello Scudo (nei pressi è presente una tavola panoramica delle cime visibili).
Continuando sul sentiero 39 per la Croda della Calva si sale ripidamente su traccia erbosa e sassosa portandosi sulla larga cresta verso la vetta; il sentiero sale rimanendo a debita distanza dal salto roccioso sulla sinistra (attenzione, comunque, a non avvicinarcisi troppo).
Seguendo la traccia erbosa e sassosa, a tratti decisamente ripida, ci si porta infine all’ultimo strappo che conduce alla vetta della Croda della Calva (3061 m, grosso ometto, 3.00 ore dalla partenza).

Si scende quindi ripidamente sullo stesso itinerario di salita fino al bivio col sentiero 33 per la Malga Lyfi; seguendo il sentiero 33 si scende piuttosto ripidamente su traccia terrosa e sassosa proseguendo poi in discesa con pendenza moderata fino al bivio col sentiero 10.
Si scende adesso sul sentiero 10 prima in moderata pendenza poi molto ripidamente su mulattiera sassosa e terrosa e sentiero nel bosco fino alla Malga Lyfi Alm (2165 m, 2.00 ore dalla Croda della Calva, 5.00 ore dalla partenza).

Dalla Malga Lyfi si segue, quindi, il sentiero 8 per l’Albergo Genziana scendeno su mulattiera sterrata; si risale poi in moderata pendenza, sempre su mulattiera, fino a tornare al bivio col sentiero 39 dell’andata; scendendo sulla mulattiera dell’andata già nota si torna quindi, in breve, al parcheggio (45 minuti dalla Malga Lyfi, 5.45 ore dalla partenza).

Percorso: parcheggio al termine della strada della Val Martello – Croda della Calva – Malga Lyfi – parcheggio al termine della strada della Val Martello

Sentieri: 39 – 33 – 10 – 8

Dislivello: 1100 metri in salita e discesa considerato anche il tratto in risalita tornando dalla Malga Lyfi

Tempo di percorrenza: 5.45 ore totali

Quota massima: 3061 m

Difficoltà: E –  percorso di difficoltà tecnica moderata ma con diversi tratti ripidi; dislivello rilevante e sviluppo di 12 chilometri

Data di ascesa: luglio 2023

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della malga Lyfi. Naturalmente è possibile scendere integralmente per il percorso di salita non passando per la Malga Lyfi e riducendo il percorso di 2 chilometri e 100 metri di dislivello.
Il parcheggio dell’alta Val Martello è anche punti di partenza di molti altri itinerari, tra essi si trovano anche il percorso per il Rifugio Martello/Marteller Hütte e il Rifugio Corsi/Zufallhütte, la salita alla Cima Madriccio/Madritschspitze ed alla Cima Rossa di Martello/Vorderer Rotspitz (QUI la “pillola” sul percorso per il Rifugio Martello/Marteller Hütte e il Rifugio Corsi/Zufallhütte, QUI quella sulla salita alla Cima Madriccio e QUI quella sull’ascesa alla Cima Rossa di Martello).

Esperienza di Stefano: io ho percorso l’escursione con alcune nebbie e nubi lungo la salita alla vetta (seppur con, comunque visuale abbastanza buona), con cielo sereno il panorama sarebbe ancora più ampio, è necessario, comunque, tempo asciutto e dosare le forze vista la pendenza spesso elevata della traccia.

Primo tratto di salita verso la Baita Peder

Baita Peder con alpeggio

Salendo al bivio col sentiero 33 per la Malga Lyfi

Bivio col sentiero per la Malga Lyfi

Salendo al bivio con il sentiero per la Punta dello Scudo/Schlidspitze

Tavola panoramica nei pressi del bivio

Salendo alla Croda della Calva

In vetta alla Croda della Calva

Vista sul Lago di Gioveretto/Zufrittsee

Scendendo alla Malga Lyfi

Malga Lyfi Alm

Tornando con anche alcune risalite al parcheggio


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

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Rifugio Nino Corsi/Zufallhütte – Val Martello

Il Rifugio Nino Corsi/Zufallhütte, posto a 2264 metri di quota, è situato in alta Val Martello/Martelltal, valle laterale della Val Venosta/Vinschgau, nel Parco Nazionale dello Stelvio in zona idilliaca circondata da molte vette che superano i 3000 metri di quota; il rifugio è raggiungibile dal parcheggio posto al termine della strada della Val Martello con percorso non molto lungo ma battuto solo dagli escursionisti (QUI la “pillola” sulla Val Martello).

Il tracciato, dal dislivello moderato, presenta anche alcuni tratti un po’ ripidi e richiede la giusta attrezzatura; dal rifugio, aperto in inverno solitamente nel periodo dello scialpinismo da metà febbraio a fine aprile, è volendo possibile anche raggiungere, con percorso breve ma impegnativo, la vecchia diga della Val Martello.

La diga è stata costruita a fine ‘800 per contenere le piene di un lago glaciale ormai scomparso; dall’area della diga si gode anche un bellissimo panorama sul gruppo del Cevedale e molte altre vette imponenti.

La salita comincia dal parcheggio al termine della strada della Val Martello (2051 m, Hotel Genziana); dal parcheggio si seguono le indicazioni per il sentiero 151 per il Rifugio Corsi, la traccia invernale innevata, battuta solo dagli escursionisti, sale da subito piuttosto ripidamente nel bosco.
Alternando tratti ripidi ad altri in pendenza moderata si supera un ponte e si giunge ad un pianoro con rifugio visibile sul monte soprastante; ignorando le diverse deviazioni si continua sul sentiero 151 per il Rifugio Corsi salendo ripidamente a mezzacosta e poi con serpentine e pendio aperto fino a giungere al Rifugio Nino Corsi ed alla vicina chiesetta (2264 m, 1.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio, se condizioni ed esperienza lo permettono, si sale seguendo il sentiero 103-150 (indicazioni per  il Rifugio Martello); si costeggia una cascata ghiacciata e salendo ripidamente in un valloncello si giunge ad un tratto a mezzacosta piuttosto stretto fino a giungere ad un pianoro aperto ove è posta la vecchia diga della Val Martello (2318 m, 30 minuti dal Rifugio Corsi, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa, con attenzione, per lo stesso percorso in 1.15 ore, 3.00 ore dalla partenza.

Percorso: parcheggio al termine della strada della Val Martello – Rifugio Nino Corsi – vecchia diga – Rifugio Nino Corsi –  parcheggio al termine della strada della Val Martello

Sentieri: traccia invernale che segue i sentieri estivi 151 e 150-103

Dislivello: 300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore totali (1.45 ore l’andata, 1.15 ore il ritorno).

Quota massima: 2318 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo e dislivello contenuti ma piuttosto impegnativa tecnicamente visto che il percorso è battuto solo dagli escursionisti e presenta diversi tratti ripidi e, verso la diga, anche in parte un po’ esposti. Sono necessarie buone condizioni della neve e meteorologiche oltre alla relativa attrezzatura (ciapsole e ramponi o sci da scialpinismo) ed esperienza.

Data di percorrenza: febbraio 2023

Annotazioni: è bene controllare il periodo di apertura del rifugio in inverno (soiltamente da metà febbraio a fine aprile circa); naturalmente, è possibile fermarsi al rifugio senza salire alla diga riducendo impegno tecnico e fisico

Alla partenza

Salendo nel primo tratto

Pianoro lungo la salita al Rifugio Corsi

Vista sul Lago di Gioveretto/Zufrittsee

Seconda parte di salita al Rifugio Nino Corsi

Rifugio Corsi con vicina chiesetta

Salendo alla vecchia diga

Antica diga

Vista sul gruppo del Cevedale

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Cima Madriccio/Madritschspitze (3265 m) – Gruppo dell’Ortles

La Cima Madriccio/Madritschspitze, vetta di 3265 metri di quota, è posta nel gruppo dell’Ortles-Cevedale in posizione molto panoramica verso i ghiacciai e le principali vette di questo famoso gruppo montuoso posto nel Parco Nazionale dello Stelvio; la via normale di salita raggiunge la vetta dall’Alta Val Martello/Martelltal, valle laterale che si diparte dalla Val Venosta/Vinschgau all’altezza del paese di Laces/Latsch (QUI la “pillola” sulla Val Martello).

Il percorso di salita presenta un forte dislivello e lungo sviluppo e percorre bellissimi ambienti, prima boscosi e pascolivi fino al Rifugio Corsi/Zufallhütte, poi via via più selvaggi fino al tratto ripido finale che si diparte tra ambiente roccioso d’alta quota.

La salita comincia dai parcheggi a pagamento posti alla fine della strada della Val Martello (2050 m, rifugi), si segue la mulattiera 151 per il Rifugio Corsi che sale con fondo sterrato e sassoso con alcuni tratti ripidi nel bosco.
Si supera successivamente un tratto meno ripido e, superata la deviazione per il vicino ponte sospeso, si giunge con un ultimo tratto più ripido, al nuovo Museo Badhaus ed al Rifugio Nino Corsi/Zufallhütte (2265 m, 45 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio Corsi si segue il sentiero 150 per il Rifugio Casati, la traccia terrosa e sassosa conduce dapprima ripidamente poi in saliscendi fino ad un’antica diga con bivio dal quale si continua a seguire il sentiero per il Rifugio Casati.
Il sentiero prosegue in lungo sviluppo in moderata salita, inframmezzata da qualche tratto più ripido ed altri in saliscendi, fino a raggiungere il bivio tra il Rifugio Casati e la Punta Madriccio dal quale si segue il sentiero 41 per la Punta Madriccio.
Il sentiero 41 sale dapprima in moderata salita su traccia terrosa e sassosa tra magri pascoli giungendo quindi all’attraversamento di un torrente; ignorato il bivio per la Mutspitze/Monte Muta si continua sul sentiero 41 in largo vallone su traccia sassosa in lungo sviluppo e moderata pendenza fino ad arrivare nei pressi di un laghetto.
La traccia si fa quindi più ripida, salendo su fondo sassoso e con ghiaino, portando ad un tratto in tornanti che conduce ripidamente alla vetta della Cima Madriccio (3265 m, croce, 2.45 ore dal Rifugio Corsi, 3.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso lungo percorso in 2.30 ore, 6.00 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio al termine della strada della Val Martello – Rifugio Corsi – Cima Madriccio – Rifugio Corsi – parcheggio al termine della strada della Val Martello

Sentieri: 151 – 150 – 41

Dislivello: 1300 metri in salita e discesa compresi alcuni saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.00 ore (3.30 ore la salita, 2.30 ore la discesa).

Quota massima: 3265 m

Difficoltà: EE – percorso dal forte dislivello che presenta un tratto ripido finale su traccia sassosa e con ghiaino, sviluppo totale di 16 chilometri

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del Rifugio Corsi.
Il parcheggio dell’alta Val Martello è anche punti di partenza di molti altri itinerari, tra essi si trovano anche il percorso per il Rifugio Martello/Marteller Hütte e il Rifugio Corsi/Zufallhütte, la salita alla Croda della Calva e l’ascesa alla Cima Rossa di Martello/Vorderer Rotspitz (QUI la “pillola” sul percorso per il Rifugio Martello/Marteller Hütte e il Rifugio Corsi/Zufallhütte, QUI quella sulla salita alla Croda della Calva e QUI la “pillola” sull’ascesa alla Cima Rossa di Martello).

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata dalla buona visibilità sia per godere dei bellissimi panorami ed ambienti sia per non rischiare di perdere il sentiero nel tratto sommitale; visto il forte dislivello è anche utile distribuire le forze lungo tutto il percorso

QUI il link YouTube al video della salita alla Cima Madriccio

Salendo al Rifugio Corsi

Nuovo museo Badhaus, dedicato agli avvenimenti naturali, demografici e bellici avvenuti in zona, posto nei pressi del Rifugio Corsi

Rifugio Corsi

Salendo all’antica diga

Antica diga

Salendo al bivio tra il Rifugio Casati e la Cima Madriccio

Bivio per la Cima Madriccio

Salendo nel tratto verso il laghetto

Tratto ripido finale

In vetta a Cima Madriccio

Vista dalla vetta su Ortles/Ortler – Monte Zebrù e Gran Zebrù/Königspitze

Vista dalla vetta sul Cevedale


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Rifugio Martello/Martellerhütte (2610 m) – Rifugio Corsi/Zufallhütte (2265 m) – Gruppo dell’Ortles

Il Rifugio Martello/Martellerhütte, situato a 2610 metri di quota, e il Rifugio Corsi/Zufallhütte, posto a 2265 metri di altezza, sono situati nel Gruppo dell’Ortles-Cevedale nel Parco Nazionale dello Stelvio e sono raggiungibili dalla Val Martello/Martelltal (QUI la “pillola” sulla Val Martello).

I due rifugi sono base per le ascese alpinistiche alla vette circostanti con ghiacciai e diversi altri 3000, i due punti di appoggio sono, comunque, già delle mete prestigiose poste in ambiente spettacolare estremamente panoramico; inoltre, il percorso ad anello descritto per arrivarci attraversa anche bellissimi tratti con boschi, corsi d’acqua, cascate e ambienti rocciosi d’alta quota.

La salita comincia dai parcheggi a pagamento posti alla fine della strada della Val Martello (2050 m, rifugi), si segue la mulattiera 150-151 per il Rifugio Corsi che sale con fondo sterrato e sassoso con alcuni tratti ripidi nel bosco.
Si incontra successivamente un tratto meno ripido e, superata la deviazione per il vicino ponte sospeso, si giunge con un ultimo tratto più ripido al nuovo Museo Badhaus al Rifugio Nino Corsi/Zufallhütte (2265 m, chiesetta, 45 minuti dalla partenza,).

Dal Rifugio Corsi si segue il sentiero 103 per il Rifugio Martello, la traccia terrosa e sassosa conduce dapprima ripidamente poi in saliscendi fino ad un’antica diga; costeggiata la diga (attualmente in restauro) si arriva ad un bivio.
Si segue il sentiero 31A per la Cima Rossa procedendo in saliscendi, ignorato il bivio per il sentiero 40 si sale al bivio tra i sentieri 37 e 31A si segue il sentiero 37 per il Rifugio Martello, si sale, quindi, su ripida traccia terrosa e sassosa che aggira una prominenza rocciosa; la traccia supera anche un breve tratto un po’ più esposto ed una scala di legno e conduce ad una sella con laghetto.

Da qui si procede prima in saliscendi e poi su traccia ghiaiosa in salita piuttosto ripida fino ad un altro bivio; si segue sempre il sentiero 37 per il Rifugio Martello procedendo su traccia terrosa e ghiaiosa in saliscendi giungendo ad un ultimo tratto su grossi massi che porta al Rifugio Martello/Martellerhütte (2610 m, 2.00 ore dal Rifugio Corsi, 2.45 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Martello si scende sul sentiero 103 per il Rifugio Corsi, la traccia terrosa e sassosa scende piuttosto ripida fino ad un pianoro che riporta alla antica diga incontrata in salita, da qui si segue il percorso già noto per il Rifugio Corsi ed il parcheggio (1.45 ore dal Rifugio Martello, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio al termine della strada della Val Martello – Rifugio Corsi – Rifugio Martello – Rifugio Corsi – parcheggio al termine della strada della Val Martello

Sentieri: 150/151 – 103 – 31A – 37 – 103 – 150/151

Dislivello: 650 metri in salita e discesa compresi alcuni saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore (2.45 ore la salita, 1.45 ore la discesa).

Quota massima: 2610 m

Difficoltà: E/EE – percorso che presenta diversi tratti ripidi soprattutto lungo il sentiero 37 in salita (alcuni tratti EE), sviluppo totale di 11 chilometri

Data di ascesa: luglio 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei rifugi; chi volesse evitare alcuni brevi tratti di difficoltà EE può seguire anche in salita verso il Rifugio Martello il sentiero 103 descritto in discesa (con presenza, comunque, di diversi tratti ripidi).
Il parcheggio dell’alta Val Martello è anche punti di partenza di molti altri itinerari, tra essi si trovano anche la salita alla Cima Madriccio/Madritschspitze, la Croda della Calva/Kalvenwand e la Cima Rossa di Martello/Vorderer Rotspitz (QUI la “pillola” sull’ascesa alla Cima Madriccio, QUI quella sulla salita alla Croda della Calva e QUI quella sull’ascesa alla Cima Rossa di Martello).

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bellissimi ambienti ed ampi panorami della zona; il percorso non è complessivamente molto difficile ma non va sottovalutato, soprattutto in diversi tratti ripidi in salita

QUI il link YouTube al video della salita al Rifugio Martello ed al Rifugio Corsi

Alla partenza

Lungo il sentiero 150-151 verso il Rifugio Corsi

Nuovo Museo Badhaus, dedicato agli eventi naturali, demografici e bellici avvenuti in zona, posto nei pressi del Rifugio Corsi

In arrivo al Rifugio Corsi

Rifugio Corsi con attigua chiesetta

Tratto verso l’antica diga

Alla diga (attualmente, luglio 2024, in risanamento, il sentiero la aggira vicino)

Salita lungo il sentiero 31A

Salendo sul sentiero 37

Ultimo tratto verso il Rifugio Martello

Rifugio Martello

Scendendo sul sentiero 103

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Val Martello/Martelltal – Val Venosta

La Val Martello/Martelltal è un’importante valle laterale della Val Venosta che si diparte da Laces/Latsch, sviluppandosi per circa 30 chilometri nel gruppo Ortles-Cevedale; lungo la valle ed alla sua testata  si trovano imponenti cime ben oltre i 3000 metri di quota,  come il Cevedale/Zufallspitze, la Cima Madriccio/Madritschspitze, la Punta dello Scudo/Schildspitze, la Punta di Lasa/Laasr Spitze, la Cima Venezia e tante altre (QUI la “pillola” sul paese di Laces).

La Val Martello, abitata da poco meno do 900 abitanti, presenta nel suo sviluppo varie frazioni, con stile caratteristico, sparse lungo la valle quali: Ganda/Gand, Valle/Meiern (sede comunale) e Transacqua/Ennewasse.
Risalendo verso la testata e superate le varie frazioni si raggiunge poi il grande Lago artificiale di Gioveretto/Zufritt See, posto a 1850 metri di quota; superato il lago la strada asfaltata in valle continua fino all’albergo Genziana situato ad oltre 2000 metri di quota.

Dalla testata della valle e da tanti punti posto lungo lo sviluppo vallivo si dipartono, grazie anche alla presenza di molti sentieri e rifugi, tante possibili escursioni e salite a cime di diversa difficoltà.

Tra esse troviamo, ad esempio, il percorso per il Rifugio Martello ed il Rifugio Corsi (nei cui pressi è posto anche il nuovo museo Badhaus dedicato agli avvenimenti naturali, demografici e bellici accaduti in zona) e le ascese alla Cima Madriccio/Madritschspitze, la Cima Rossa di Martello/Vorderer Rotspitz e la Croda della Calva/Kalvenwand con discesa alla Malga Lyfi (QUI la “pillola” sul percorso al Rifugio Martello ed al Rifugio Corsi, QUI quella sull’ascesa a Cima Madriccio e QUI la “pillola” sulla salita alla Croda della Calva e Malga Lyfi e QUI quella sull’ascesa alla Cima Rossa di Martello).

La Val Martello presenta anche altri spunti di interesse quali: il Lago di Gioveretto le rovine dei due castelli Montani di sotto e di sopra e la possibilità di assaggiare le note fragole coltivate in valle che, grazie all’elevata altitudine delle coltivazioni, vantano un gusto molto apprezzato.

Inoltre, nella stagione invernale, sono presenti un centro per il biathlon e diverse possibilità di escursionismo invernale e scialpinismo; tra esse troviamo la salita al Rifugio Nino Corsi ed all’antica diga della Val Martello (QUI la “pillola” su questo itinerario invernale).

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estati 2021, 2023 e 2024 e nell’inverno 2023

Paese di Ganda di Martello

Masi tipici in Val Martello

Castel Montani

Lago di Gioveretto

Rifugio Nino Corsi

Nuovo museo Badhaus posto nei pressi del Rifugio Corsi

Rifugio Martello

Percorsi escursionistici ed ambienti dell’alta Val Martello

Ghiacciai del Cevedale alla testata della Val Martello

Cima Madriccio

Croda della Calva

Malga Lyfi

Cima Rossa di Martello

Alta Val Martello in inverno

Salita invernale al Rifugio Corsi

Antica diga della Val Martello

Vista sul gruppo del Cevedale

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Laces/Latsch – Val Venosta

Il grande paese di Laces/Latsch, posto a oltre 600 metri di quota, si trova in media Valle Venosta tra Naturno/Naturns e Silandro/Schlanders e giace lungo il corso del fiume Adige/Etsch tra grandi coltivazioni di mele e pascoli.

Il comune di Laces, insieme alle sue frazioni, conta oltre 5000 abitanti e offre svariati punti di interesse sia naturali che architettonici. Tra i monumenti principali del borgo troviamo la grande chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Pietro e Paolo con rilevante campanile in stile romanico, la piccola, ma molto antica, chiesa dell’Ospedale di Santo Spirito che custodisce opere pregevoli come il trittico del pittore Jörg Lederer e la chiesetta gotica di Santa Maria in Colle/Bichlkirche (QUI la “pillola” sulla Chiesa dell’Ospedale di Laces).

Dal paese di Laces sono possibili innumerevoli escursioni che possono essere raggiunte anche tramite due impianti di risalita: una funivia da Laces raggiunge la frazione montana di San Martino al Monte/St. Martin am Berg a oltre 1700 metri di quota sulle Alpi Venoste (QUI la “pillola” su San Martino in Monte).

Una seggiovia, partendo dalla frazione di Tarres/Tarsch, raggiunge la Malga di Tarres/Tarscheralm, dove si possono vedere vari animali e intraprendere escursioni impegnative come la salita alla cima del Gran Ladro/ Höher Dieb (QUI la “pillola” collegata alla Malga di Tarres e QUI quella sull’ascesa al Gran Ladro).

Partendo direttamente dal paese di Laces si può anche raggiungere il suo sentiero Waalweg; i Waalweg della Val Venosta/Vinschgau sono antiche rogge, cioè canali irrigui, ancora funzionanti, scavati secoli fa per canalizzare l’acqua molto preziosa soprattutto in questa zona caratterizzata da precipitazioni relativamente scarse.

Il Waalweg di Laces presenta una lunghezza di 8 chilometri e si sviluppa da Castelbello/Kastelbell fino a Coldrano/Goldrain; è, comunque, possibile percorrerne solo delle singole parti.
Deviando dal sentiero Waalweg di Laces è anche possibile raggiungere la recente via ferrata Tiss-Poppele; la vai attrezzata presenta una difficoltà moderata per esperti di questi percorsi ma sono, tuttavia, presenti alcuni tratti un po’ esposti (QUI la “pillola” sulla parte centrale del Sentiero Waalweg di Laces e la via ferrata Tiss-Poppele).

Inoltre, nelle vicinanze del paese di Laces ha origine la Val Martello/Martelltal che porta nel cuore dei monti del gruppo del Cevedale, nel Parco Nazionale dello Stelvio, ed offre numerosissime possibilità escursionistiche ed alpinistiche (QUI la “pillola” sulla Val Martello).

Le foto si riferiscono alle mie visite in primavera ed estate nel 2019, 2022 e 2024

Vista su Laces ed i suoi meleti

Chiesetta di Santa Maria in Colle

Chiesa di Santo Spirito all’Ospedale

Chiesa parrocchiale

Il fiume Adige a Laces

Lungo la parte centrale del Waalweg di Laces

Masso erratico Poppele

Via ferrata Tiss-Poppele

Stazione a valle della funivia per San Martino al Monte

Laces vista da San Martino in Monte ove arriva l’omonima funivia

Chiesa di San Martino al Monte

Seggiovia Malga di Tarres

Area della Malga di Tarres ove arriva l’omonima seggiovia

Salita alla vetta del Gran Ladro dalla Malga di Tarres

Val Martello

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Silandro/Schlanders – Val Venosta

Silandro/Schlanders è il centro abitato e comune principale della Val Venosta; il paese si trova a più di 700 metri di quota in media Val Venosta a metà strada circa tra Merano/Meran e il Passo Resia/Reschen Pass.

Il comune, che conta con le sue frazioni oltre 6000 abitanti, giace in una conca circondata da pascoli e coltivazioni di mele con bellissima vista sulle imponenti montagne circostanti delle Alpi Venoste che superano in molti casi i 3000 metri di quota.

Tra i punti di interesse più rilevanti del paese di Silandro troviamo la chiesa parrocchiale del 1500, edificata in stile gotico, dedicata a Maria Assunta con alto campanile visibile anche da lontano, il municipio con tipica casa antica ed il Castello di Silandro/Schlandersburg sede anche di uffici provinciali ed una piccola mostra

Da Silandro sono possibili anche diverse escursioni come quelle che portano nell’area del soprastante Monte Sole/Sonnenberg che ospita, tra i vari punti di interesse presenti: il Castello Monte di Silandro/Schloss Schlandersberg, la Chiesa di Sant’Egidio/St. Ägidius e le Rogge Ilswaal (QUI la “pillola” sul percorso ad anello che, partendo dal paese di Silandro, tocca questi punti di interesse).

Inoltre, nelle vicinanze del paese ha origine la Val Martello/Martelltal che porta nel cuore dei monti del gruppo dell’Ortles-Cevedale con moltissime possibilità di escursioni (QUI la “pillola” sulla Val Martello).

Le foto si riferiscono alle mie visite in estate ed autunno nel 2019 e 2022

Vista sul centro di Silandro

Antichi edifici e zona centrale di Silandro

Interno della chiesa parrocchiale

Vista sul campanile della chiesa parrocchiale dal parco del paese

Antica Chiesa dell’Ospedale

Struttura per concerti all’aperto

Castello di Silandro con piccola mostra

Ristorante dell’Hotel Goldene Rose di Silandro

Passeggiate nei pressi di Silandro

Vista di Silandro dall’alto

Vista della frazione di Corzes/Kortsch dall’alto

Percorso verso il Castello Monte di Silandro

Castello Monte di Silandro

Lungo il percorso sulle Rogge Ilswaal e sui percorso verso la Chiesa di Sant’Egidio

Chiesa di Sant’Egidio

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