Malga Valparola – Sciarè/Armentarola – Val Badia

La Malga Valparola, situata a 1748 m di quota, è posta in territorio veneto ma la via per raggiungerla parte dalla zona di Sciarè/Armentarola, a pochi chilometri di distanza dal paese di San Cassiano/St. Kassian/San Ciascian in alta Val Badia (QUI la “pillola” sul paese di San Cassiano e QUI quella sul comprensorio di sport invernali dell’Alta Badia).

Viene qui descritto un percorso ad anello solitamente battuto dal gatto delle nevi, che porta, dal grande centro di sci di fondo di Sciarè, prima ai Pra de Sciarè e poi, con qualche tratto un po’ più ripido, alla Malga Valparola (chiusa in inverno).
Si scende poi con percorso ad anello ai Pra de Costa e ad Armentarola tornando, in seguito, a Sciarè; lungo il percorso sono presenti bellissime viste dolomitiche in particolare verso il gruppo delle Conturines e del Fanes-Lagazuoi.

Il percorso comincia da Sciarè nei pressi del centro fondo (1643 m), seguendo le indicazioni del sentiero 24B per Pralongià si segue la traccia invernale per pedoni (solitamente battuta dal gatto delle nevi).
Si prosegue inizialmente in leggera salita sui Pra de Sciarè  entrando nel bosco fino ad un bivio con cartelli, si segue il sentiero 18 per Munt de Valparola salendo nel bosco dapprima con alcuni tratti un po’’ ripidi e poi in falsopiano fino alla case di legno di Malga Valparola (1748 m, chiusa in inverno, 45 minuti dalla partenza).

Dalla malga si torna per la via di salita al bivio con cartelli, si segue adesso il sentiero 18 verso Armentarola, si procede inizialmente in leggera discesa uscendo dal bosco e poi su asfalto si giunge ai Pra de Costa, ove si trova il Bar-ristorante Pra de Costa. Proseguendo in breve su asfalto si arriva all’albergo Gran Ancei e si torna quindi alla strada statale nei pressi di Armentarola.

Si segue, quindi, il sentiero 11 per Capanna Alpina e Sciarè che, nuovamente su neve, porta in leggera salita (facendo attenzione agli sciatori) al bivio tra Capanna Alpina e Sciarè, quindi, proseguendo in breve per Sciarè si torna al punto di partenza (1.15 ore da Malga Valparola, 2.00 ore dalla partenza).

Percorso: Sciarè – Pra de Sciarè – Malga Valparola – Pra de Costa – Armentarola – Sciarè

Sentieri: traccia invernale che segue i sentieri estivi 24B – 18 – 11

Dislivello: 200 metri in salita e discesa considerati alcuni saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.00  ore

Quota massima: 1748 m

Difficoltà: EAI – escursione dalla difficoltà tecnica contenuta con buone condizioni della neve e meteorologiche, sviluppo di circa 6 chilometri totali; prestare attenzione a possibili tratti ghiacciati che, se presenti, richiedono attrezzatura adeguata.

Data di percorrenza: gennaio 2023 e febbraio 2025

Annotazioni: naturalmente è possibile, abbreviando così il percorso, tornati al bivio con cartelli, scendere direttamente a Sciarè senza percorrere l’anello passante per i Pra de Costa ed Armentarola

Parcheggio di Sciarè

Cartelli alla partenza

Primo tratto lungo i Pra de Sciarè

Bivio con cartelli

Salendo alla Malga Valparola

Malga Valparola

Tratto lungo i Pra de Costa una volta tornati al bivio

Tornando a Sciarè

Centro fondo a Sciarè

Scopriamo QUI altre pillole sulla Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare Sciarè/Sarè su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Störes (2181 m) – Setsas (2571 m) – Dolomiti

Lo Störes, posto a 2181 metri di quota, e il Setsas, vetta di 2571 metri di altezza, sono due cime dolomitiche dominanti l’area del Pralongià in Val Badia/Gadertal e del Passo Falzarego; la vetta erbosa dello Störes, posta sul confine tra Alto Adige e Veneto, è il punto culminante dell’altipiano del Pralongià, la cima Setsas è, invece, posta interamente in territorio veneto ed ha un aspetto tipicamente dolomitico (QUI la “pillola” sull’Altopiano del Pralongià).

Le due vette presentano diverse possibilità di accesso, viene qui descritto il percorso che parte dalla stazione a monte della seggiovia Pralongià, la cui stazione a valle si trova ad alcuni chilometri di distanza dal paese di Corvara lungo la strada per il Passo Campolongo (QUI la “pillola” su Corvara paese).

Il percorso descritto raggiunge dapprima, su comodo sentiero, la cima dello Störes e prosegue poi, con percorso decisamente più impegnativo, verso la vetta del Setsas; lungo il percorso e dalle cime si gode anche un meraviglioso panorama che spazi su svariati gruppi dolomitici.

La salita comincia dalla stazione a monte della seggiovia Pralongià (2028 m, rifugio Punta Trieste) seguendo la mulattiera sterrata numero 24 verso il Setsas. Dopo essere passati nei pressi del Rifugio Pralongià si trova una deviazione a destra non segnata, ma ben intuibile con buona visibilità, che conduce in breve con traccia erbosa alla vetta dello Störes (2181 m, croce).

Continuando sulla traccia erbosa si scende in breve fino a ricongiungersi con il sentiero 24 che si segue su traccia ghiaiosa ed erbosa, in lungo sviluppo. Fino al bivio col sentiero 23.
Si rimane sul sentiero 24 seguendo per Cima Setsas e si sale su traccia terrosa tra pascoli che conduce al tratto più impegnativo della salita; si sale, quindi, su traccia sassosa ripida con alcuni tratti un po’ esposti, in ambiente tipicamente dolomitico, fino alla vetta del Setsas (2571 m, croce, 2.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso, con diverse controsalite, rimanendo integralmente sul sentiero 24 senza ripassare dalla vetta dello Störes (2.00 ore dalla vetta del Setsas, 4.30 ore totali).

Percorso: Stazione a monte Seggiovia Pralongià – Störes – Setsas – Stazione a monte Seggiovia Pralongià

Sentieri: 24

Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.30 ore la salita; 2.00 ore la discesa, 4.30 ore totali

Quota massima: 2571 m

Difficoltà: EE – escursione dallo sviluppo piuttosto lungo e con presenza di diversi tratti ripidi e un po’ esposti salendo al Setsas

Data di ascesa: agosto 2018

Annotazioni: si può evitare la salita allo Störes, rimanendo sul sentiero 24 anche in salita, ma con modesto risparmio di tempo e dislivello

Esperienza di Stefano: percorso molto bello ma abbastanza faticoso, la salita al Setsas presenta passaggi che non devono essere sottovalutati

Rifugio Punta Trieste alla stazione a monte della seggiovia Pralongià

Vista sul Sassongher dal primo tratto di salita

Lungo il primo tratto di salita

In vetta allo Störes

Tratto verso il bivio tra i sentieri 23 e 24

Bivio tra sentiero 23 e 24

Vista sull’altopiano del Pralongià salendo al Setsas

Tratto tra pascoli

Salendo verso il tratto più impegnativo

Lungo il tratto più impegnativo

In vetta al Setsas

Panorama dalla vetta del Setsas


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Pares/Sas de Crosta (2396 m) – Dolomiti

Il Pares/Sas de Crosta, elevazione di 2396 metri di quota facente parte del gruppo montuoso dolomitico delle Conturines, è posto tra i paesi di La Valle/Wengen in Val Badia/Gadertal e San Vigilio di Marebbe/Enneberg lungo la laterale Val de Mareo.

Lungo il percorso per la cima e dalla vetta si attraversano molti ambienti, prima boscosi e pascolivi poi più selvaggi con ambiente tipicamente dolomitico nei pressi della cima molto panoramica; il percorso classico di salita parte dal parcheggio Ciurnadü a breve distanza dal paese di La Valle, l’itinerario, molto bello e vario, presenta un buon impegno fisico e tecnico con presenza anche di vari tratti ripidi e offre, all’esperto trekker, una salita interessante in zona dolomitica pregevole e poco frequentata (QUI la “pillola” sul paese di La Valle).

La salita alla cima del Pares comincia dal parcheggio Ciurnadü a La Valle (1610 m) seguendo inizialmente la mulattiera 15 nel bosco, in breve, prima con un tratto ripido poi in piano, si raggiunge la deviazione col sentiero 16 per il Pares.
Si segue a sinistra la deviazione per il sentiero 16, in salita su mulattiera in pendenza moderata tra bosco e pascoli, con vista anche su diverse “viles” (tipici antichi fienili); si giunge quindi a circa 2000 metri di quota ad un bivio.

Si continua sempre sul sentiero 16 per il Pares salendo ripidamente su traccia terrosa e sassosa nel bosco; superata una baita si procede in breve in piano fino al bivio tra sentiero 13 e 16.

Seguendo a sinistra il sentiero 16 per il Pares si sale ripidamente su traccia ghiaiosa e sassosa che porta ad una selletta.
La traccia piega quindi a sinistra, in pendenza moderata, tra magri pascoli e sale poi ripidamente sulla cresta finale che si segue fino all’anticima del Pares con la croce (2384 m, 2.40 ore dalla partenza).
Seguendo la traccia non segnata, ma ben intuibile con buona visibilità, si sale, quindi, con traccia sassosa, in parte un po’ esposta, raggiungendo la vetta del Pares (2396 m, 10 minuti dall’anticima, 2.50 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 2.00 ore, 4.50 ore dalla partenza.

Percorso: Parcheggio Ciurnadü – Pares/Sas de Crosta – Parcheggio Ciurnadü

Sentieri: 15 – 16

Dislivello: 800 metri in salita e in discesa

Tempo di percorrenza: 4.50 ore totali (2.50 ore la salita, 2.00 ore la discesa)

Quota massima: 2396 m

Difficoltà: EE – itinerario con dislivello piuttosto rilevante e con presenza di alcuni tratti ripidi; traccia non segnata, in parte un po’ esposta, nel tratto finale per la cima; sviluppo totale di 10 chilometri circa.

Data di ascesa: diverse salite di cui l’ultima a settembre 2024

Annotazioni: la salita dall’anticima alla vetta non è segnata e, volendo, può essere evitata; ma, comunque, il tracciato è ben intuibile con buona visibilità

Esperienza di Stefano: percorso da non sottovalutare soprattutto nel tratto finale; lungo il percorso sono presenti molti antichi fienili (viles) molto interessanti; è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dell’ampio panorama di vetta

Al parcheggio Ciurnadü

Tratto verso il bivio con il sentiero 16

Bivio con il sentiero 16

Salita su mulattiera nel bosco con vista su diverse “viles”

Salita su traccia nel bosco che devia dalla mulattiera

Bivio tra sentiero 16 e 13

Salendo ripidamente alla selletta

Tratto tra magri pascoli

Tratto finale di salita all’anticima

Anticima del Pares

Tratto tra l’anticima e la cima del Pares

Cima del Pares


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Badia paese/Abtei Dorf e La Villa/Stern – Val Badia

La Val Badia/Gadertal è una lunga valle dolomitica ladina che presenta dalla congiunzione con la Val Pusteria/Pustertal fino all’ultimo centro abitato della valle, Corvara, uno sviluppo di oltre 30 chilometri.

Tra i borghi più noti troviamo anche Badia paese/Abtei Dorf, situato ad oltre 1300 metri di quota, e la sua frazione di La Villa/Stern/La Ila, posta a quasi 1500 metri di quota; i due paesi risultano essere tra i centri turistici più frequentati della valle.

Badia paese, sede anche del comune di Badia, si sviluppa su un’area piuttosto vasta; l’area centrale del borgo è posta, ai piedi del gruppo montuoso dolomitico delle Conturines, un po’ discosta dalla strada principale della Val Badia e si sviluppa attorno alla Chiesa parrocchiale di San Giacomo e Leonardo.

Dal paese di Badia partono anche gli impianti del comprensorio escursionistico e sciistico La Crusc/Santa Croce; la seggiovia e la cabinovia portano ad oltre 2000 metri di quota ove sono posti anche il Santuario La Crusc e l’omonimo rifugio (QUI la “pillola” sul Santuario La Crusc).

In estate nell’area La Crusc sono presenti aree gioco per famiglie, rifugi e sono possibili escursioni di diversa difficoltà con presenza sia di percorsi bucolici come verso i Prati dell’Armentara sia di ascensioni impegnative alle vette del Sas dla Crusc e della Cima Dieci (QUI la “pillola” sul comprensorio La Crusc in estate).

In inverno l’area La Crusc presenta diversi chilometri di piste da sci solitamente non molto affollate e collegate al comprensorio dell’Alta Badia; sono possibili inoltre percorsi innevati battuti, di solito battuti dal gatto delle nevi, come quello verso i Prati dell’Armentara (QUI la “pillola” sull’area La Crusc in inverno).

La frazione di La Villa, posta a breve distanza da Badia paese, è anch’essa situata in zona idilliaca ed è divisa tra la parte più moderna e la parte più antica, quest’ultima rialzata sulla valle, dove si trovano il Castel Colz e la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta.

A La Villa si trova la deviazione dalla Val Badia che porta a San Cassiano/St. Kassian/San Ciascian e al Passo Valparola che mette in comunicazione con il Veneto e Cortina d’Ampezzo (QUI la “pillola” sul paese di San Cassiano).

Da La Villa si raggiunge in breve anche Corvara, da dove si raggiungono il Passo Campolongo che porta verso Arabba, in Veneto e il Passo Gardena/Grodner Joch che mette in comunicazione con la sudtirolese Val Gardena (QUI la “pillola” sul paese di Corvara e QUI quella sul Passo Gardena).

Dal paese di La Villa si possono intraprendere molte escursioni verso le Conturines, le Odle/Geisler e l’altopiano del Pralongià; dal borgo partono anche gli impianti di risalita del Piz La Ila e della Gardenaccia.

La cabinovia del Piz la Ila conduce sull’Altopiano del Pralongià; alla stazione a monte si trovano il Rifugio Moritzino, uno dei parchi attività Movimënt e la possibilità di percorrere diverse escursioni nel rilassante ambiente dell’altopiano.
Tra esse troviamo, ad esempio, il percorso ad anello che porta a scoprire le diverse zone del Pralongià ed allo Störes, il punto più elevato dell’altopiano (QUI la “pillola” sull’altopiano del Pralongià e QUI quella sull’escursione ad anello).

La seggiovia Gardenaccia è punto di partenza per il Rifugio Gardenaccia (raggiungibile sia su sentieri che tramite la Via Ferrata Les Cordes); dal rifugio si dipartono, successivamente, anche altre escursioni come, ad esempio, quella alla vetta della Para dai Giai ed al Col Plö Alt (QUI la “pillola” sulla seggiovia e Rifugio Gardenaccia, QUI quella sulla salita sulla via ferrata Les Cordes ed alla vetta della Para dai Giai e QUI la “pillola” sulla salita al Col Plö Alt).

Inoltre, gli impianti conducono alle escursioni in quota e al famosissimo comprensorio sciistico dell’Alta Badia e del Sellaronda, che collega, sci ai piedi, le quattro valli ladine: Val Gardena e Badia in Alto Adige/Südtirol, Livinallongo in Veneto e Fassa in Trentino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Alta Badia).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2022 e 2023

Paese di Badia

Comprensorio La Crusc

Rifugio La Crusc

Santuario La Crusc

Prati dell’Armentara

Paese antico e chiesa parrocchiale di La Villa

Casa della Cultura di La Villa

Vista dai pascoli intorno al paese di La Villa verso le Conturines

Cabinovia che porta al Piz La Ila

Rifugio Moritzino e Parco attività Movimënt posti alla stazione a monte della cabinovia Piz la Ila

Escursionismo sull’altopiano del Pralongià

Sulla vetta dello Störes, punto più elevato dell’altopiano del Pralongià

Seggiovia Gardenaccia

Ferrata Les Cordes per il Rifugio Gardenaccia

Sentieri per il Rifugio Gardenaccia

Rifugio Gardenaccia (con la Para dai Giai sullo sfondo)

Salendo alla vetta della Para dai Giai

In vetta alla Para dai Giai con le Conturines sullo sfondo

La Villa vista dalla Para dai Giai

Salendo al Col Plö Alt

In vetta al Col Plö Alt

Vista su Badia paese e le Conturines dal Col Plö Alt

Piste da sci dell’area di La Villa

Escursionismo invernale al Pralongià

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia

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