Pic/Lia da Mont (2363 m) – Dolomiti

Il Pic/Lia da Mont, cima di 2363 metri di quota posta nel gruppo del Puez-Odle/Geisler, è una vetta non molto conosciuta dominante la, invece notissima, zona pascoliva del Col Raiser, dalla vetta e lungo la percorrenza dell’escursione si hanno panorami bellissimi su vari gruppi montuosi delle Dolomiti quali Sella, Odle, Sassolungo e sulla sottostante Val Gardena/Gröden.

La cima del Pic presenta un percorso normale di salita non molto lungo ma con diversi tratti molto ripidi nel tratto finale; la partenza avviene dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina in Val Gardena/Gröden, punto di inizio anche di molte altre escursioni e salite a vette e rifugi descritte su questo sito (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Raiser).

La salita al Pic comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m, rifugi), si segue, quindi, il sentiero 2 per il Rifugio Fermeda.
Si procede su mulattiera in leggero saliscendi piuttosto lungo, a tutti i bivi si segue per il Rifugio Fermeda che si raggiunge in 20 minuti circa (2109 m, rifugio chiuso per lavori alla data di giugno 2022).

Dal Rifugio Fermeda si segue sempre il sentiero 2 per la sella di Cuca; si procede dapprima su sentiero in moderata salita tra pascoli e poi in un piccolo boschetto riprendendo poi a procedere in saliscendi su mulattiera erbosa e terrosa tra pascoli fino a giungere ad un dosso con crocefisso dal quale si scende, in breve, alla sella Cuca (2160 m, 45 minuti dalla partenza).

Dalla sella Cuca si segue il sentiero 6 per il Pic, si sale dapprima su sentiero terroso e sassoso tra pascoli e poi in un tratto boscoso fino ad una sella dalla quale volendo si raggiunge destra un punto panoramico con crocefisso.
Continuando sul sentiero di salita per il Pic si sale molto ripidamente su sentiero sassoso fino a raggiungere un tratto tra pascolo che porta alla vetta del Pic (2363 m, stele di legno, panchina, 35 minuti dalla sella Cuca, 1.20 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso con alcuni saliscendi in 1.10 ore, 2.30 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Col Raiser – Rifugio Fermeda – Sella Cuca – Pic – Sella Cuca – Rifugio Fermeda – Stazione a monte cabinovia Col Raiser

Sentieri: 2 – 6

Dislivello: 350 metri in salita e in discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.30 ore totali (1.20 ore la salita, 1.10 ore la discesa)

Quota massima: 2363 m

Difficoltà: E/EE – difficoltà E fino al punto panoramico con crocefisso, difficoltà EE nell’ultimo tratto di salita ripido su sentiero sassoso. Sviluppo totale di 7 chilometri

Data di ascesa: giugno 2022

Annotazioni: ad inizio giugno 2022 il Rifugio Fermeda è chiuso per lavori

Esperienza di Stefano: ho percorso questo itinerario nella prima parte di giugno con, quest’anno, assenza di neve, solitamente ad inizio stagione è, invece, possibile trovare ancora neve che potrebbe impedire la salita, soprattutto verso la cima. È bene scegliere, inoltre, giornate serene per godere del bellissimo panorama della vetta

Il Pic visto dal Col Raiser

Baita Odles nei pressi del Col Raiser

Percorso verso il Rifugio Fermeda

Panorami su Sassolungo e Sasso Piatto

Salendo alla sella Cuca

Sella Cuca

Salendo al punto panoramico con crocefisso

Crocefisso sul punto panoramico

Salendo al Pic

In cima al Pic

Panorami sulle Dolomiti dalla vetta del Pic

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Col Raiser su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Seceda – Val Gardena

Il Seceda, vetta di 2518 metri di quota, è posto nel gruppo dolomitico delle Odle/Geisler in Val Gardena/Gröden nell’area del Col Raiser-Seceda facente parte del comprensorio sciisitico Val Gardena Dolomites (QUI la “pillola” sul comprensorio sciisitico della Val Gardena).

La vetta si trova a breve distanza dall’arrivo della funivia Seceda proveniente da Ortisei e dalle seggiovie dell’area del Col Raiser; viene qui, però, descritto, il percorso innevato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, che con diversi tratti ripidi, passando per diverse baite, porta dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina alla panoramicissima vetta del Seceda, che offre una vista magnifica su Dolomiti e molti gruppi montuosi dell’Alto Adige e non solo (QUI la “pillola” sul Col Raiser, QUI quella sulla funivia Seceda e QUI la “pillola” sul paese di Santa Cristina).

La salita al Seceda comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m, rifugio, stazione a valle a Santa Cristina), si scende in breve alla Baita Odles e si segue l’indicazione per il Rifugio Fermeda sul sentiero 2.
Si costeggia in breve una pista da sci entrando poi a destra nel bosco su mulattiera innevata, solitamente battuta dal gatto delle nevi, usciti dal bosco, ed ignorato il bivio per la baita Trojer, si continua sulla mulattiera fino ad un bivio posto poco prima del Rifugio Fermeda.
Al bivio si devia a destra seguendo le indicazioni 1A/6 per la Baita Sofie, si segue quindi la mulattiera innevata che sale con pendenza moderata fino ad incontrare una pista da sci, che si attraversa con prudenza, giungendo alla Baita Daniel (2240 m).

Dalla Baita Daniel si continua a seguire la mulattiera innevata che ripidamente conduce alla Baita Mastlè (2290 m), dalla Baita Mastlè si segue la traccia battuta dal gatto delle nevi a destra della baita che sale molto ripidamente, diretta sul pendio, fino a giungere alla Baita Sofie (2412 m).
Dalla Baita Sofie si segue la traccia del gatto delle nevi che porta in salita ripida ad incrociare una pista da sci, che si attraversa con prudenza, giungendo al Rifugio Seceda dove arriva anche la funivia da Ortisei (2500 m).

Dal Rifugio Seceda si costeggia la pista da sci salendo in moderata pendenza il pendio che porta alla vetta del Seceda (2518 m, croce, tavola panoramica delle cime visibili, 1.45 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso con alcuni saliscendi nel tratto che riporta alla cabinovia Col Raiser (1.15 ore dal Seceda, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Col Raiser – Baita Daniel – Baita Mastlè – Baita Sofie – Rifugio Seceda – Seceda – Rifugio Seceda – Baita Sofie – Baita Mastlè – Baita Daniel – stazione a monte cabinovia Col Raiser

Sentieri: traccia battuta invernale che segue in parte i sentieri estivi 2 e 1A/6

Dislivello: 450 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.00  ore (1.45 ora la salita, 1.15 ore la discesa).

Quota massima: 2518 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo medio di circa 7 chilometri totali e impegnativa, seppur solitamente battuta dal gatto delle nevi, dati i tanti tratti ripidi presenti sul tracciato che richiedono ciaspole o ramponi, prestare anche attenzione all’attraversamento delle piste da sci.

Data di percorrenza: gennaio 2022

Annotazioni: per chi  volesse abbreviare l’escursione, ed evitare i tratti più ripidi, è anche possibile fermarsi alla Baita Daniel od alla Baita Mastlè riducendo dislivello ed impegno.

Vista sulle Odle e la Baita Odles dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser

Primo breve tratto che costeggia la pista da sci

Nel bosco

Tratto verso il bivio posto poco prima del Rifugio Fermeda

Bivio posto poco prima del Rifugio Fermeda

Tratto salendo alla Baita Daniel

Vista sulla Baita Daniel salendo alla Baita Mastlè

Baita Mastlè

Salendo alla Baita Sofie

Baita Sofie

Salendo al Rifugio Seceda

Vista sulle Odle salendo al Rifugio Seceda

Salendo alla vetta del Seceda

Vetta del Seceda

Vista dalla vetta verso il Rifugio Seceda, il Sassolungo e i Denti di Terrarossa

Vista verso il gruppo del Sella

Vista sul gruppo dell’Ortles

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Col Raiser di Santa Cristina su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

La Piza/Munt de Stevia (2555 m) – Rifugio Stevia (2312 m) – Dolomiti

La Piza/Munt de Stevia, cima di 2555 metri di quota, è una vetta dolomitica non molto conosciuta posta nei pressi del Rifugio Stevia, situato a 2312 metri di altezza,  nel gruppo del Puez-Odle/Geisler, dalla cima e lungo la percorrenza dell’escursione si hanno panorami bellissimi su molti gruppi montuosi delle Dolomiti e sulla sottostante Val Gardena.

La cima de La Piza ed il Rifugio Stevia presentano varie possibilità di salita, qui viene proposto un giro ad anello con partenza dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina in Val Gardena/Gröden e discesa alla stazione a valle passando per il Rifugio Juac (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Raiser).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m), si segue inizialmente il largo sentiero 4 che tra prati e bosco porta in discesa al Rifugio Firenze/Regensburgerhütte (2037 m).

Dal Rifugio si segue il sentiero 17B per il Rifugio Stevia che porta prima su mulattiera sterrata in discesa fino al bivio per il Rifugio Stevia; si segue, quindi, a sinistra sempre il sentiero 17B che sale con traccia sassosa in moderata pendenzanel bosco. Usciti dal bosco la traccia sale portando in un canalone sassoso che viene risalito ripidamente, con anche presenza di diversi tratti con scale e gradoni di legno, fino a giungere alla Forcella dla Piza (2489 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dalla Forcella si segue il sentiero 17 per il Rifugio Stevia deviando quasi subito a destra su traccia non segnata tra pascoli, la traccia sale in moderata pendenza fino a portare in breve alla vetta de La Piza (2555 m, 0.15 ore dalla Forcella dla Piza, 2.15 ore dalla partenza).

Si scende quindi in breve, sulla traccia non segnata, nuovamente al sentiero per il Rifugio Stevia che prosegue in saliscendi, su traccia sassosa tra prati, fino al Rifugio Stevia (2312 m, 0.30 ore da La Piza, 2.45 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue il sentiero 17 su traccia sassosa fino alla Forcella Silvester, ignorato il sentiero 17A si continua sul sentiero 17 su traccia sassosa prima in breve risalita poi in ripida discesa entrando nel bosco ed arrivando al Rifugio Juac (1903 m, 1.00 ora dal Rifugio Stevia, 3.45 ore dalla partenza).
Dal Rifugio Juac si segue il sentiero 3 tra prati e bosco fino a congiungersi in breve con la mulattiera sterrata 1 che si segue il lunga discesa fino a tornare alla stazione a valle della cabinovia Col Raiser (1500 m, 1.00 ora dal Rifugio Juac, 4.45 ore dalla partenza).

QUI il link YouTube al video della salita a La Piza e Rifugio Stevia

Percorso: Stazione a monte cabinovia Col Raiser – Rifugio Firenze – Forcella dla Piza – La Piza – Forcella da la Piza – Rifugio Stevia – Forcella Silvester – Rifugio Juac – Stazione a valle cabinovia Col Raiser.

Sentieri: 4 – 17B – traccia non segnata per la vetta – 17 – 3 – 1

Dislivello: 700 metri in salita e 1200 metri in discesa considerati le diverse contropendenze

Tempo di percorrenza: 4.45 ore

Quota massima: 2555 m

Difficoltà: EE – escursione con alcuni tratti tecnicamente impegnativi salendo alla Forcella dla Piza, sono presenti anche vari tratti ripidi, sviluppo totale di 11 chilometri circa. La salita alla vetta è su traccia non segnata ma piuttosto evidente con buona visibilità.

Data di ascesa: settembre 2021

Annotazioni: chi non  volesse percorre il tratto non segnato per la vetta può, naturalmente, omettere la salita alla cima proseguendo direttamente dalla Forcella dla Piza al Rifugio Stevia.

Esperienza di Stefano: percorso da non sottovalutare nel suo complesso, molto lungo anche in discesa; lungo la salita nel canalone è presente rischio da caduta sassi da parte di altri escursionisti e quindi è bene fare attenzione, io sono partito, inoltre, con la prima cabinovia per sfruttare al meglio la mattinata pranzando poi al Rifugio Juac.

Lungo il tratto dal Col Raiser al Rifugio Firenze

Rifugio Firenze

Tratto in discesa verso il bivio col sentiero 17B

Salendo alla Forcella dla Piza

Salendo alla cima La Piza su traccia non segnata

Cima La Piza

Odle viste da La Piza

Verso il Rifugio Stevia

Rifugio Stevia con vista sul Sassolungo

Verso il Rifugio Juac

Rifugio Juac

Scendendo alla stazione a valle della cabinovia Col Raiser

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Cabinovia e funivia Seceda – Val Gardena

In Val Gardena/Gröden si trovano moltissimi impianti di risalita molto amati e sfruttati, sia d’estate che in inverno, da turisti, escursionisti e sciatori per portarsi in quota e godere delle bellezze della zona.

Tra questi impianti troviamo anche quelli del Seceda, posti nel gruppo dolomitico delle Odle/Geisler, che da Ortisei/St. Ulrich tramite cabinovia e funivia portano ai 2500 metri di quota della stazione a monte situata in zona estremamente panoramica (QUI la “pillola” sul paese di Ortisei).

Nella zona della stazione a monte si trovano il Rifugio Seceda e la Baita Sofie che propongono piatti tipici e permettono di mangiare e rilassarsi godendo di un bellissimo panorama verso i gruppi dolomitici delle Odle, Sella, Sciliar e Sassolungo/Langkofel.

Dalla stazione a monte della funivia è anche possibile salire con percorso di pochi minuti di cammino la vetta del Seceda su cui sono poste una grande croce tradizionale in legno ed una tavola panoramica che descrive le tantissime vetta visibili; il Seceda è anche raggiungibile con escursione di medio impegno partendo dalla cabinovia Col Raiser proveniente da Santa Cristina/St. Christina (QUI la “pillola” sulla salita dalla cabinovia Col Raiser).

In inverno gli impianti del Seceda sono compresi, inoltre, nel comprensorio sciistico Val Gardena Dolomites, facente parte del famosissimo tour sciistico del Sellaronda che collega ben 4 valli dolomitiche quali: Val Gardena e Val Badia in Sudtirolo, Valle di Livinallongo in Veneto e Val di Fassa in Trentino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico della Val Gardena).

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estate 2020 e nell’inverno 2020 e 2022

Funivia Seceda

Stazione a valle della cabinovia

Rifugio Seceda

Vista sulle Odle e la Baita Sofie con sentiero proveniente dalla cabinovia Col Raiser

Vista su Ortisei e la Val Gardena dalla stazione a monte della funivia

Panorami dolomitici lungo il percorso di salita alla vetta del Seceda

Croce tradizionale posta sulla vetta del Seceda

Piattaforma panoramica con dsecrizione delle cime visibili

Piste da sci dell’area del Seceda in inverno

Vetta del Seceda in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole”sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi


Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti del Seceda ad Ortisei su Google Maps


Seceda (2518 m) – Dolomiti

Il Seceda, cima di 2518 metri di quota posta nel gruppo del Puez-Odle/Geisler, è una vetta molto conosciuta dominante la zona pascoliva del Col Raiser, dalla vetta e lungo la percorrenza dell’escursione si hanno panorami bellissimi su vari gruppi montuosi delle Dolomiti quali Sella, Odle, Sassolungo e sulla sottostante Val Gardena/Gröden.

La cima del Seceda presenta varie possibilità di salita; qui viene proposto l’itinerario inserito in zona bucolica e pascoliva, che tocca diversi rifugi e malghe, con partenza dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina in Val Gardena/Gröden e salita via Forcella Pana con discesa tramite mulattiera (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Raiser).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m, rifugi), seguendo il sentiero 4A verso il punto panoramico Mastlè, il sentiero procede inizialmente il lieve discesa fino al vicino bivio tra Seceda e Mastlè.
Si segue verso il Mastlè salendo, prima nel bosco e poi tra zone erbose, con sentiero ghiaioso che porta, incrociando il sentiero 1, al Punto panoramico Mastlè con tavola panoramica indicante le cime visibili; da qui si segue sempre il sentiero 1 che procede prima in lieve discesa e poi,  con traccia ghiaiosa ed erbosa, sale portando alla Malga Troier (2250 m).

Dalla Malga Troier si segue sempre il sentiero 1 in salita ripida con tratti ghiaiosi ed altri lastricati fino a giungere al bivio per la Forcella Pana. Si segue quindi il sentiero 6 che porta in breve in ripida salita alla Forcella Pana (2439 m). Dalla forcella si segue a sinistra il sentiero 1 per il Seceda, la traccia ghiaiosa procede dapprima in saliscendi e poi, in breve ma ripida salita, porta alla vetta del Seceda (2518 m, croce, tavola panoramica, scalo di una seggiovia chiusa in estate, 1.45 ore dalla partenza).

Dalla vetta si segue la mulattiera sterrata che conduce in breve al Rifugio Seceda (2500 m, stazione a monte della funivia proveniente da Ortisei), dal Rifugio Seceda si segue la mulattiera sterrata 1A con alcuni tratti cementati che porta dapprima alla Baita Sofie (2420 m) e poi alla Baita Mastlè (2284 m) e alla Baita Daniel (2240 m).
Dalla Baita Daniel si segue sempre la mulattiera che conduce ad un bivio nei pressi del Rifugio Fermeda. Dal bivio si segue il sentiero 2 per il Col Raiser che conduce in breve in saliscendi al bivio tra Seceda e Mastlè incontrato all’andata. Da questo bivio si torna quindi in leggera risalita alla stazione a monte della Cabinovia Col Raiser (1.15 ore dalla vetta del Seceda, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Col Raiser – Punto Panoramico Mastlè – Malga Trioer – Forcella Pana – Seceda – Rifugio Seceda – Baita Sofie – Baita Daniel –  Stazione a valle cabinovia Col Raiser.

Sentieri: 4A – 1 – 6 – 1- 1A – 2 – 4A

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerate le contropendenze

Tempo di percorrenza: 3.00 ore (1.45 ore la salita, 1.15 ore la discesa)

Quota massima: 2518 m

Difficoltà: E – escursione di contenuto impegno tecnico ma con alcuni tratti ripidi e sviluppo moderatamente lungo.

Data di ascesa: settembre 2020

Annotazioni: la vetta del Seceda può anche essere raggiunta con pochi minuti di cammino partendo dalla stazione a monte della funivia Seceda proveniente dal paese di Ortisei (QUI la “pillola” sulla funivia Seceda).

Baita Odles e Odle visti dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser

Bivio tra Seceda e Punto panoramico Mastlè

Punto panoramico Mastlè con vista sul Sassolungo

Salendo verso la Malga Troier

Vista sulla Malga Troier

Vista sulla Malga Troier

Salendo alla Forcella Pana

Salendo alla vetta del Seceda

Vetta del Seceda

Vista dalla vetta del Seceda su Sassolungo e Rifugio Seceda

Discesa lungo la mulattiera

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Cabinovia Col Raiser – Val Gardena

In Val Gardena/Gröden/Gherdëina si trovano moltissimi impianti di risalita molto amati e sfruttati, sia d’estate che in inverno, da turisti, escursionisti e sciatori per portarsi in quota e godere delle bellezze della zona.

Tra questi impianti troviamo anche la cabinovia Col Raiser che da Santa Cristina/St. Christina/S. Crestina porta agli oltre 2100 metri di quota della stazione a monte, immersa, in estate, in zona pascoliva d’alta quota ai piedi delle guglie del gruppo del Puez-Odle/Geisler. (QUI la “pillola” sul paese di Santa Cristina).

Nella zona della stazione a monte si trovano il Rifugio Col Raiser e la Baita Odles che propongono piatti tipici e permettono di mangiare e rilassarsi godendo di un bellissimo panorama verso i gruppi dolomitici delle Odle, Sella e Sassolungo/Langkofel.

Dalla stazione a monte della cabinovia partono innumerevoli escursioni sia di media lughezza che impegnative e ferrate tra le quali troviamo le ferrate al Sas Rigais e al Piz Duleda e la salita al Col da la Pieres e la salita al Rifugio Stevia (QUI la “pillola” sulla salita al Sas Rigais, QUI quella sul Piz Duleda, QUI la “pillola” sul Col da la Pieres e QUI quella sul percorso per il Rifugio Stevia).

Dall’area del Col Raiser sono possibili anche molte brevi gite familiari come quella per il Rifugio Firenze/Regensburgerhütte e quella per il Punto panoramico Mastlè ed escursioni brevi come quelle per la vetta del Pic e per le malghe e la cima del Seceda; quest’ultima cima è raggiungibile anche in funivia da Ortisei  (QUI la “pillola” sulla gita al Rifugio Firenze, QUI quella sulla salita al Seceda e QUI quella sull’ascesa al Pic).

In inverno gli impianti del Col Raiser fanno parte, inoltre, del comprensorio sciistico Val Gardena Dolomites, facente parte del famosissimo tour sciistico del Sellaronda che collega ben 4 valli dolomitiche quali: Val Gardena e Val Badia in Sudtirolo, Valle di Livinallongo in Veneto e Val di Fassa in Trentino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico della Val Gardena).

Dalla cabinovia Col Raiser, nella stagione invernale, è anche possibile praticare escursionismo su sentieri innevati, solitamente battuti dal gatto delle nevi, raggiungendo diverse baite e, per chi ha il giusto allenamento, anche la vetta del Seceda (QUI la “pillola” sulla salita invernale al Seceda).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2020, 2022 e 2025

Cabinovia Col Raiser e Sassolungo sullo sfondo

Rifugio Col Raiser

Baita Odles e gruppo delle Odle

Tagliere tipico alla Baita Odles

Sentiero per il Rifugio Firenze

Rifugio Firenze

Punto panoramico Mastlè

Zona pascoliva del Seceda

Vetta del Pic

Vetta del Sas Rigais e ferrata sud

Panorama verso Sassolungo e Sciliar visto dalla cima del Col da la Pieres

Baita Odles in inverno

Piste da sci dell’area del Col Raiser

Escursionismo invernale dal Col Raiser al Seceda

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e l’Alpe di Siusi


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Sas Rigais (3025 m) – Dolomiti

Il Sas Rigais, cima di 3025 metri di quota, è una vetta dolomitica prestigiosa ed posta nel gruppo delle Odle/Geisler di cui è l’elevazione maggiore assieme alla vetta di pariquota della Furcheta;  dalla cima del Sas Rigais e lungo la percorrenza dell’ascesa si hanno panorami bellissimi su molti gruppi montuosi delle Dolomiti quali Sella, Odle, Sassolungo e sulla sottostante Val Gardena/Gröden.

La cima del Sas Rigais presenta due possibilità di salita entrambe lungo vie ferrate con diversi punti esposti e di media difficoltà tecnica per esperti di montagna e ferrate, viene qui descritto l’itinerario con partenza dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina in Val Gardena/Gröden e salita dalla Ferrata Est con discesa dalla Ferrata Sud (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Raiser e QUI quella sul paese di Santa Cristina).

Dalla cabinovia Col Raiser e dal Rifugio Firenze sono possibili anche numerose altre salite a cime, forcelle e rifugi delle Odle, tra queste troviamo la salita al Col de la Pieres  con giro ad anello che tocca vari passi e rifugi della zona  e quella al Piz Duleda con sentiero attrezzato (QUI la “pillola” sull’itinerario ad anello per il Col da la Pieres e QUI quella sulla salita al Piz Duleda).

La salita al Sas Rigais comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m), si segue inizialmente il largo sentiero 4A tra pascoli e bosco che porta alla Piera Longia, poi con sentiero 2B  in falsopiano si giunge alla zona del Pian Ciautier (2263 m). Al Pian Ciautier si trova il bivio tra ferrata Est e Sud, si segue verso la ferrata Est e la Val Salieres salendo prima in moderata pendenza e poi ripidamente a tornanti si traccia sassosa in ambiente severo fino a giungere alla Forcella Salieres (2696 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dalla Forcella si seguono a sinistra i bolli che portano tra traccia e gradoni rocciosi non attrezzati fino all’attacco della ferrata Est. Superati i primi tratti attrezzati si giunge alla parte più impegnativa che presenta prima un passaggio che supera una spaccatura nella roccia e poi un tratto piuttosto verticale ed esposto attrezzato con pioli e staffe. Si procede poi alternando tratti di sentiero ed altri su gradoni rocciosi attrezzati fino a giungere alla vetta del Sas Rigais (3025 m, croce, 1.15 ore dalla Forcella Salieres, 3.15 ore dalla partenza).

Si scende quindi sul versante opposto seguendo i bolli che portano su una crestina che adduce alla Ferrata Sud, si scende dapprima con passaggi esposti lungo cresta e poi su traccia ripida ghiaiosa fino a trovare un altro tratto attrezzato su roccette e salti rocciosi. Superato questo tratto attrezzato si procede in ripida discesa, su traccia ghiaiosa e sassosa, che porta ad una gola rocciosa con traccia attrezzata con cavo ed assi di legno; uscita dalla gola le attrezzature finiscono e si procede su traccia sassosa e ghiaiosa ripida che conduce al bivio dell’andata al Pian Ciautier.
Dal Pian Ciautier si segue il sentiero dell’andata prima 2B e poi 4A fino a tornare alla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (3.00 ore dalla Cima del Sas Rigais, 6.15 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Col Raiser – Pian Ciautier – Val Salieres – Forcella Salieres – Ferrata Est – Sas Rigais – Ferrata Sud – Pian Ciautier – Stazione a monte cabinovia Col Raiser.

Sentieri: 4A – 2B – Ferrata Est – Ferrata Sud – 2B – 4A

Dislivello: 1000 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 6.15 ore, 3.15 ore la salita, 3.00 ore la discesa

Quota massima: 3025 m

Difficoltà: EEA – ascensione su via ferrata con tratti esposti e di medio impegno tecnico, sviluppo complessivo del percorso lungo. Necessari  kit da ferrata, casco, assenza di vertigini ed esperienza di ferrate.

Data di ascesa: agosto 2017

Annotazioni: prestare attenzione all’orario di chiusura della cabinovia Col Raiser, consigliato partire presto al mattino all’apertura della cabinovia

Salendo al Pian Ciautier

Lungo la salita nella Val Salieres

Inizio della Ferrata Est

Uno dei tratti verticali della ferrata Est

Panorama dalla vetta del Sas Rigais

In vetta al Sas Rigais

Primo tratto della Ferrata Sud

Uno dei tratti esposti lungo la Ferrata Sud


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Col Raiser su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Piz Duleda (2909 m) – Dolomiti

Il Piz Duleda, cima di 2909 metri di quota, è una vetta dolomitica prestigiosa, ma non molto  conosciuta, posta nel gruppo del Puez-Odle/Geisler, dalla cima e lungo la percorrenza dell’escursione si hanno panorami bellissimi su molti gruppi montuosi delle Dolomiti quali Sella, Odle, Sassolungo e sulle sottostanti Val Gardena/Gröden e Val di Funes/Vilnosstal.

La cima del Piz Duleda presenta varie possibilità di salita, qui viene proposto l’itinerario con partenza dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina in Val Gardena/Gröden e salita via Forcella dla Roa e tratto attrezzato (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Raiser e QUI quella sul paese di Santa Cristina in Val Gardena).

Dalla cabinovia Col Raiser e dal Rifugio Firenze sono possibili anche numerose altre salite a cime, forcelle e rifugi delle Odle, tra queste troviamo la salita al Col de la Pieres con giro ad anello che tocca vari passi e rifugi della zona e l’ascensione su via ferrata al Sas Rigais (QUI la “pillola” sull’itinerario ad anello per il Col da la Pieres e QUI quello su via ferrata per il Sas Rigais).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m), si segue inizialmente il largo sentiero 4 che tra prati e bosco porta in discesa al Rifugio Firenze/Regensburgerhütte (2037 m). Dal Rifugio si segue il sentiero 2-3 che porta in falsopiano su traccia sassosa nel pianoro Ncisles e al bivio tra il sentiero 2 e 3, seguendo sempre il sentiero 3 si sale poi con pendenza moderata in ambiente aspro sassoso tipicamente dolomitico fino al ripido tratto che adduce alla Forcella dla Roa (2617 m, 2.15 ore dalla partenza).
Dalla Forcella si segue il sentiero attrezzato 3A  salendo prima su ripida traccia sassosa e poi per un canalino attrezzato con cavi e scalette, fino ad arrivare ad un pianoro con vari sentieri. Da questo bivio si segue a sinistra il sentiero 3B che sale con pendenza moderata a tornati su terreno sassoso fino al tratto ripido finale che conduce ai roccioni su cui è posta la vetta del Piz Duleda (2909 m, croce, 1.00 ora dalla Forcella dla Roa, 3.15 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso prestando particolare attenzione nel tratto attrezzato (2.45 ore la discesa, 6.00 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Col Raiser – Rifugio Firenze – Forcella dla Roa – Piz Duleda – Forcella dla Roa – Rifugio Firenze – Stazione a valle cabinovia Col Raiser.

Sentieri: 4 – 3 – 3A – 3B

Dislivello: 1000 metri in salita e discesa considerati le contropendenze

Tempo di percorrenza: 6.00 ore

Quota massima: 2909 m

Difficoltà: EEA – escursione con tratti tecnicamente impegnativi salendo e scendendo dalla cima, sono presenti anche vari tratti ripidi, sviluppo lungo. Lungo il tratto attrezzato indossare  kit da ferrata e casco.

Data di ascesa: luglio 2015

Esperienza di Stefano: percorso molto bello ma impegnativo nel suo complesso, io ho preso la prima cabinovia per sfruttare il primo mattino in salita, è necessaria, comunque, una giornata asciutta e possibilmente limpida per godere dei bei panorami. Seppur breve il tratto attrezzato è meglio usare tutto il kit da ferrata.

Primo tratto per il Rifugio Firenze

Rifugio Firenze

Verso Forcella dla Roa e Piz Duleda

Traccia che porta dalla Forcella dla Roa al tratto attrezzato

Lungo il tratto attrezzato

Tratto finale di salita

Vista verso il gruppo del Sella dalla vetta del Piz Duleda

Vetta del Piz Duleda


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Val Gardena/Gröden – comprensorio sciistico – Val Gardena

La Val Gardena/Gröden/Gherdeina dispone di un comprensorio sciistico tra i più noti ed amati delle Alpi; infatti sono presenti in Val Gardena famose aree sciistiche quali: Ciampinoi, Passo Sella, Monte Pana, Dantercepies, Col Raiser e Seceda, queste aree sono tutte collegate tra loro tramite piste ed impianti e sono poste sopra i paesi di Selva Gardena/Wolkenstein/Sëlva, Santa Cristina/ St. Christina/S. Crestina e Ortisei/ St. Ulrich/Urtijëi (QUI la “pillola” sul paese di Selva, QUI quella sul paese di Santa Cristina e QUI quella sul paese di Ortisei).

L’area sciistica della Val Gardena ospita più di 100 chilometri di piste da sci di svariata difficoltà, servite da moderni impianti di risalita e da innevamento programmato; lungo le piste sono dislocati moltissimi rifugi che propongono piatti tipici e si può godere di un panorama bellissimo verso famosi gruppi dolomitici quali: Sassolungo/Langkofel, Sella, Odle/Geisler e Sciliar.

Tra le piste da sci più note si trova la ripida  pista Saslong che ospita ogni inverno una tappa della coppa del mondo di sci con le specialità di discesa libera e super-gigante, in Val Gardena sono, in ogni caso, presenti piste adatte sia a famiglie che per esperti.

Inoltre, il comprensorio sciisitico della Val Gardena è collegato al famoso circuito “Sellaronda” che permette sci ai piedi di compiere il giro dei quattro passi dislocati intorno al gruppo montuoso dolomitico del Sella, connettendosi ai comprensori della sudtirolese Val Badia/Gadertal, della trentina Val di Fassa e della veneta Arabba (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico dell’Alta Badia).

In breve tempo dalle piste della Val Gardena è possibile raggiungere con skibus anche il vicino comprensorio dell’Alpe di Siusi/Seiser Alm, ampliando così ulteriormente l’aera sciabile a disposizione degli amanti degli sport invernali (QUI la “pillola” sull’Alpe di Siusi in inverno).

Per gli amanti dell’escursionismo invernale con le ciaspole sono, inoltre, presenti in Val Gardena numerosi sentieri battuti solitamente dal gatto delle nevi; ad esempio tra essi troviamo il percorso invernale per il Seceda ed il tracciato invernale in Vallunga che, oltre al percorso escursionistico, ospita anche diverse piste da sci di fondo (QUI la “pillola” sul tracciato invernale in Vallunga e QUI quella sulla salita innevata al Seceda).

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’inverno 2019, 2022 e 2024

Lungo le piste dell’area del Dantercepies

Baita Odle lungo le piste del Col Raiser con il gruppo montuoso delle Odle sullo sfondo

Lungo le piste dell’area del Col Raiser-Seceda

Piste della zona del Passo Gardena a inizio giornata con panorami sulle Punte del Cir

Piste dell’area sciistica del Ciampinoi

Lungo la famosa pista Saslong sede della Coppa del Mondo di sci

Vista dall’alto sulle piste da sci dell’area del Plan de Gralba e il Sassolungo

Escursionismo invernale con ciaspole al Plan de Gralba

Escursionismo invernale in Vallunga

Piste da sci di fondo in Vallunga

Escursionismo invernale salendo al Seceda

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sui comprensori sciistici del Sudtirolo



Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti di Santa Cristina su Google Maps

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Col da la Pieres (2751 m) – Dolomiti

Il Col da la Pieres, cima di 2751 metri di quota, è una vetta dolomitica piuttosto conosciuta posta nel gruppo del Puez-Odle/Geisler, dalla cima e lungo la percorrenza dell’escursione si hanno panorami bellissimi su molti gruppi montuosi delle Dolomiti e sulla sottostante Val Gardena.

La cima del Col da la Pieres presenta varie possibilità di salita, qui viene proposto un giro ad anello con partenza dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina/St. Christina in Val Gardena/Gröden e salita via Forcella da la Sieles e discesa a Santa Cristina via Rifugio Stevia (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Raiser e il Rifugio Firenze e QUI quella sul paese di Santa Cristina in Val Gardena).

Dalla cabinovia Col Raiser e dal Rifugio Firenze sono possibili anche numerose altre salite a cime, forcelle e rifugi delle Odle, tra queste troviamo le salite al Piz Duleda e al Sas Rigais (QUI la “pillola” sull’itinerario per il Piz Duleda e QUI quello al Sas Rigais).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m), si segue inizialmente il largo sentiero 4 che tra prati e bosco porta in discesa al Rifugio Firenze/Regensburgerhütte (2037 m). Dal Rifugio si segue il sentiero 2 che porta in falsopiano su traccia sassosa nel pianoro Ncisles, seguendo sempre il sentiero 2 si sale poi con pendenza moderata in ambiente aspro sassoso tipicamente dolomitico fino al ripido tratto che adduce alla Forcella da la Sieles (2505 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dalla Forcella si segue il sentiero 17 per il Col da la Pieres salendo su ripida traccia sassosa, a tratti attrezzata con cavi, fino ad arrivare al pianoro sassoso di vetta del Col da la Pieres che si segue fino al punto più alto contrassegnato da un ometto e poi verso la croce di poco più bassa (2751 m, croce, 0.45 ore dalla Forcella da la Sieles, 2.45 ore dalla partenza).

Si scende quindi sul versante opposto sempre su sentiero 17 scendendo su ripida traccia sassosa, a tratti attrezzata con cavi, fino alla Forcella da la Piza (2489 m), dalla Forcella si prosegue in saliscendi tra prati fino al Rifugio Stevia (2312 m, 1.15 ore dal Col da la Pieres, 4.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue il sentiero 17 su traccia sassosa fino alla Forcella Silvester, ignorato il sentiero 17A si continua sul sentiero 17 su traccia sassosa in ripida discesa entrando nel bosco ed arrivando al Rifugio Juac (1903 m, 1.00 ora dal Rifugio Stevia, 5.00 ore dalla partenza).
Dal Rifugio Juac si segue il sentiero 3 tra prati e bosco fino a congiungersi in breve con la mulattiera sterrata 1 che si segue il lunga discesa fino a tornare alla stazione a valle della cabinovia Col Raiser (1500 m, 1.00 ora dal Rifugio Juac, 6.00 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Col Raiser – Rifugio Firenze – Forcella da la Sieles – Col da la Pieres – Forcella da la Piza – Rifugio Stevia – Forcella San Silvester – Rifugio Juac – Stazione a valle cabinovia Col Raiser.

Sentieri: 4 – 2 – 17 – 3 – 1

Dislivello: 900 metri in salita e 1400 metri in discesa considerati le innumerevoli contropendenze

Tempo di percorrenza: 6.00 ore

Quota massima: 2751 m

Difficoltà: EE – escursione con tratti tecnicamente impegnativi salendo e scendendo dalla cima, sono presenti anche vari tratti ripidi, sviluppo lungo

Data di ascesa: luglio 2019

Esperienza di Stefano: percorso spettacolare ma che risulta faticoso anche nella lunga discesa; io ho preso la prima cabinovia all’apertura per sfruttare il più possibile la mattinata; necessaria giornata asciutta e possibilmente limpida per godere dei bellissimi panorami della zona

Col Raiser visto dal Rifugio Firenze

Rifugio Firenze

Salendo alla Forcella da la Sieles

Tratti attrezzati in salita

In cima

In vetta al Col da la Pieres

Rifugio Stevia

Rifugio Juac

Tornando alla stazione a valle della cabinovia Col Raiser


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi