Punta Rosa (3026 m) – Gruppo dell’Ortles

La Punta Rosa/Rötelspitz/Piz Cotschen, elevazione di 3026 m di quota, è posta nel Gruppo dell’Ortles interamente nel Canton Grigioni/Graubunden in Svizzera (anche se a poca distanza dal confine con l’Alto Adige/Südtirol in Italia; l’accesso normale avviene dal Passo dello Stelvio/Stilfser Joch (QUI la “pillola” sul Passo dello Stelvio).

L’itinerario, molto bello, panoramico ed inserito in ambiente di alta montagna, presenta nel suo complesso un dislivello ed uno sviluppo contenuti con partenza dalla frequentatissima zona del Passo dello Stelvio, l’impegno tecnico del percorso non è però da sottovalutare ed è quindi da affrontare con la giusta concentrazione e preparazione.

La salita alla Punta Rosa comincia dal Passo dello Stelvio (2758 m) salendo sulla mulattiera sterrata che conduce in breve al Rifugio Garibaldi al Piz da Las Traias Lenguas (2838 m, chiuso ad agosto 2024).

Dal rifugio si segue, quindi, il sentiero per la Sella Piz Cotschen; la traccia sassosa costeggia la dorsale Breite Grat portando prima in moderata salita e poi falsopiano al bivio tra Sella Piz Cotschen e Sentiero Goldseeweg, Al bivio si segue quindi il sentiero ghiaioso e sassoso, a tratti esposto, che conduce in breve alla sella Piz Cotschen (2925 m).

Dalla Sella Piz Cotschen si segue verso sinistra il sentiero su traccia sassosa che porta in cresta, con alcuni passaggi un po’ esposti su ghiaino, fino a condurre alla cima della Punta Rosa/Piz Cotschen (3026 m, ometto, 1.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.

Percorso: Passo dello Stelvio – Rifugio Garibaldi – Sella Piz Cotschen – Punta Rosa/Piz Cotschen – Sella Piz Cotschen – Rifugio Garibaldi – Passo dello Stelvio

Dislivello: 400 metri in salita e in discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.45 ore totali

Quota massima: 3026 m

Difficoltà: EE – itinerario con alcuni tratti ripidi sassosi ed esposti salendo alla Sella da Piz Cotschen ed alla Punta Rosa, cresta finale che richiede assenza di vertigini. Sviluppo totale di 5 chilometri tra andata e ritorno

Data di ascesa: diverse salite di cui l’ultima ad agosto 2024

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bellissimo panorama di vetta; nonostante il percorso sia relativamente breve non va sottovalutato per esposizione e presenza di tratti tecnici. Per chi ha il necessario allenamento la salita alla Punta Rosa può essere abbinata, come ho fatto io, a quella al Monte Scorluzzo, sempre partendo dal Passo dello Stelvio (QUI la “pillola” sulla salita al Monte Scorluzzo).

QUI il link YouTube al video della salita alla Punta Rosa

Passo dello Stelvio

Salendo al Rifugio Garibaldi

Salendo alla Sella Piz Cotschen

Tratto esposto verso la Sella da Piz Cotschen

Sella da Piz Cotschen

Salendo alla Punta Rosa

Lungo la cresta verso la Punta Rosa

In vetta alla Punta Rosa


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo dello Stelvio su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Piz Chavalatsch (2764 m) – Gruppo dell’Ortles

Il Piz Chavalatsch, cima molto panoramica di 2764 metri di quota, è posto sul confine tra Sudtirolo e Svizzera nella zona di Trafoi e del Passo dello Stelvio/Stilfser Joch; la cima presenta varie possibilità di salita con diversi dislivelli e lunghezze, viene qui descritta la salita, molto lunga ma interessante dati i diversi tipi di ambienti attraversati, che parte  dalla stazione a monte della seggiovia Forcola/Furkel del paese di Trafoi, posto lungo la strada che sale al Passo dello Stelvio (QUI la “pillola” sulla seggiovia Forcola e QUI quella sui paesi di Trafoi, Stelvio e Prato allo Stelvio)

Il percorso presenta uno sviluppo molto lungo e un dislivello impegnativo, l’itinerario è però molto interessante, vario e passa da zone pascolive ad altre selvagge in quota permettendo così, all’escursionista esperto, di raggiungere da un percorso insolito una cima che permette ampli panorami su Gruppo dell’Ortles, Val Venosta/Vinschgau e verso i Grigioni/Graubunden  e la Val Monastero/Münstertal in Svizzera.

Dalla seggiovia Forcola sono possibili anche altre escursioni e salite a cime tra cui quella classica che, con dislivello e sviluppo moderati, permette di raggiungere la cima del Piz Minschuns a quasi 3000 metri di quota (QUI la “pillola” sulla salita al Piz Minschuns).

La salita al Piz Chavalatsch comincia dalla stazione a monte della seggiovia Forcola di Trafoi (2153 m, rifugio), dall’arrivo della seggiovia si segue per poco il sentiero 12-15 in discesa che porta in breve al bivio col sentiero 4, si se segue quindi in moderata salita la mulattiera 4 verso la Stilfsere Alm, la mulattiera, che diventa progressivamente sentiero, conduce poi in lungo saliscendi a mezzacosta fino ad una sella con croce posta a 2265 metri di quota (1.15 ore dalla partenza).

Dalla sella si segue il sentiero 4A verso il Piz Chavalatsch, la traccia sassosa scende prima in moderata pendenza ad un avvallamento e riprende poi a salire, in lunghissimo sviluppo, attraversando vari ruscelli in ambiente via via più selvaggio e roccioso. La traccia conduce quindi nei pressi del Lago Goldsee salendo poi ripidamente su fondo sassoso fino allo strappo che conduce alla Forcella La Scharta (2593 m, 1.30 ore dalla sella a 2265 metri di quota, 2.45 ore dalla partenza).

Dalla Forcella La Scharta si sale quindi lungo la cresta che su traccia sassosa a tratti molto ripida conduce ad un bivacco (chiuso) ed alla cima del Piz Chavatsch (2764 m, croce e panchina, 30 minuti dalla Forcella La Scharta. 3.15 ore dalla partenza)>
Discesa per lo stesso percorso, con quindi numerose contropendenze da affrontare, in 2.45 ore, 6.00 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte seggiovia Forcola – sella a quota 2265 metri  – Forcella La Scharta – Piz Chavalatsch – Forcella La Scharta – sella a quota 2265 metri – Stazione a monte seggiovia Forcola

Sentieri: 4 – 4A

Dislivello: 1000 metri in salita e in discesa considerati i tantissimi saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.00 ore totali (3.15 ore la salita. 2.45 ore la discesa)

Quota massima: 2764 m

Difficoltà: E – itinerario con alcuni tratti ripidi sassosi salendo alla cima, cresta finale che richiede assenza di vertigini, sviluppo molto lungo

Data di ascesa: agosto 2019

Rifugio e seggiovia Forcola

Vista sul Gruppo dell’Ortles salendo alla sella a 2265 metri di quota

Verso la sella a 2265 metri di quota

Dalla sella a 2265 metri di quota con vista sul tratto in discesa e il vallone da salire verso La Scharta

Salendo alla Forcella La Scharta

Forcella La Scharta

Cresta finale di salita

Vista dalla vetta del Piz Chavalatsch

Cima del Piz Chavalatsch


Cliccare sull’immagine per visualizzare Trafoi su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Piz Minschuns/Schafberg (2935 m) – Gruppo dell’Ortles

Il Piz Minschuns/Schafberg, cima molto panoramica di 2935 metri di quota, è posto sul confine tra Alto Adige/Südtirol e Svizzera (Cantone dei Grigioni/Graubunden) nella zona di Trafoi e del Passo dello Stelvio/Stilfser Joch; la cima presenta varie possibilità di salita con diversi dislivelli, viene qui descritta la salita classica dalla stazione a monte della seggiovia Forcola/Furkel del paese di Trafoi, posto lungo la strada che sale al Passo dello Stelvio (QUI la “pillola” sulla seggiovia Forcola e QUI quella su Trafoi, Stelvio e Prato allo Stelvio).

Il percorso presenta difficoltà tecniche moderate per esperti di questi percorsi, sono presenti, tuttavia, alcuni tratti un po’ ripidi; dal percorso e soprattutto dalla vetta si godono, inoltre, ampi panorami su Gruppo dell’Ortles/Ortler, Sesvenna e verso i monti che cingono la Val Monastero/Münstertal.

La salita al Piz Minschuns comincia dalla stazione a monte della seggiovia Forcola/Furkel di Trafoi (2153 m, rifugio Forcola), dall’arrivo della seggiovia si segue il sentiero 24 per il Piz Minschuns.
Il percorso sale con pendenza moderata, con traccia terrosa e ghiaiosa, tra magri pascoli passando anche per dei ricoveri e ruderi di guerra raggiungendo due croci e un bivio; dal bivio si segue il sentiero per il Piz Mischuns (sul cartello segnato col numero 25).

Raggiunta in breve, su traccia erbosa e sassosa, la stazione a monte di una seggiovia aperta in inverno si trova un successivo bivio; rimanendo a destra verso il Piz Minschuns si sale su traccia ghiaiosa e sassosa che aggirato un costone sale poi ripidamente in tornanti fino ad una forcella.
Prendendo la traccia ghiaiosa a destra il sentiero sale, alternando tratti con pendenza moderata ad altri più ripidi, lungo la cresta che porta alla vetta del Piz Minschuns (2935 m, 2.15 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.00 ore dalla partenza.

Percorso: Stazione a monte seggiovia Forcola – Piz Minschuns – Stazione a monte seggiovia Forcola

Sentieri: 24 (erroneamente indicato come 25 sul cartello al primo bivio), poi torna ad essere indicato come 24

Dislivello: 800 metri in salita e in discesa

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali (2.15 ore la salita. 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2935 m

Difficoltà: E/EE – itinerario di difficoltà tecnica moderata ma con alcuni tratti ripidi, cresta finale che richiede assenza di vertigini; sviluppo di circa 8 chilometri totali tra andata e ritorno.

Data di ascesa: ultima salita settembre 2023, alcune foto sono tratte anche da salite precedenti

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura della seggiovia e del rifugio, è, inoltre, necessario tempo asciutto.
Dalla seggiovia Forcola sono possibili anche altre escursioni e salite a cime tra cui quella che, con lungo dislivello e sviluppo, permette di raggiungere la cima del Piz Chavalatsch (QUI la “pillola” sulla salita al Piz Chavalatsch).

Esperienza di Stefano: è consigliabile salire presto all’apertura dell’impianto e distribuire le forze lungo il percorso; io ho percorso l’escursione con passaggio di alcune nebbie e nubi, con cielo sereno il panorama sarebbe ancora più ampio

Seggiovia Forcola

Rifugio Forcola

Cartelli alla partenza

Primo tratto di salita che porta alle croci e ruderi di guerra

Viste sul Gruppo dell’Ortles

Ricoveri di guerra, ruderi e croci

Salendo alla forcella

Cresta finale

Viste dalla cresta

Lungo la cresta finale

Vista sulla cresta finale percorsa

In vetta al Piz Minschuns

Di ritorno al Rifugio Forcola


Cliccare sull’immagine per visualizzare la seggiovia Forcola a Trafoi su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Punta della Vedretta/Im Hintern Eis (3269 m) – Rifugio Bellavista/Schöne Aussicht Schutzhütte (2842 m) – Alpi Venoste

La Punta della Vedretta/Im Hintern Eis, cima di 3269 metri di quota posta sul confine tra Sudtirolo e Austria, è una cima relativamente frequentata ed estremamente panoramica posta nelle Alpi Venoste alla testata della nota Val Senales/Schnalstal, valle laterale che si diparte dalla Bassa Val Venosta/Vinschgau all’altezza del paese di Naturno/Naturns (QUI la “pillola” sulla Val Senales e QUI quella sulla funivia Ghiacciai).

La Punta della Vedretta presenta un accesso dal Rifugio Bellavista/Schöne Aussicht Hütte relativamente breve grazie alla presenza delle funivie della Val Senales poste a Maso Corto/Kurzras, l’intero percorso prevede però una lunga discesa risultando quindi piuttosto faticoso; il tracciato presenta, infatti, diversi tratti ripidi sassosi che richiedono piedi fermo e, grazie anche al bellissimo panorama della vetta verso i ghiacciai circostanti e all’ambiente di alta montagna, risulta molto interessante e appagante per il trekker esperto.

La salita comincia dalla stazione a monte della funivia della Val Senales (3205 m, rifugio, stazione a valle a Maso Corto), dall’arrivo della funivia si segue in discesa il sentiero 3 per il Rifugio Bellavista, il sentiero, prima su mulattiera sterrata poi con fondo sassoso, scende piuttosto ripidamente fiancheggiando un costone roccioso, superato un tratto con presenza di canapone corrimano, il sentiero scende meno ripidamente fino ad un pianoro da dove, su mulattiera sterrata in moderata salita, si giunge al Rifugio Bellavista (2842 m, 1.15 ore dalla stazione a monte della funivia).

Dal Rifugio Bellavista si segue quindi il sentiero 3A con indicazione “Im Hintern Eis”, il sentiero con fondo sassoso sale con traccia a tornanti prima piuttosto ripidamente fino ad una conca, la traccia sale poi con pendenza moderata fino al ripido pendio finale sassoso che conduce alla vetta della Punta della Vedretta/Im Hintern Eis (3269 m, piccola croce, 1.15 ore dal Rifugio Bellavista, 2.30 ore dalla partenza).

Dalla cima della Punta della Vedretta si torna per la via di salita al Rifugio Bellavista (2842 m, 1 ora dalla Punta della Vedretta, 3.30 ore dalla partenza). Dal Rifugio si segue quindi in discesa il sentiero 3 verso Maso Corto/Kurzras, il sentiero con fondo sassoso scende prima con pendenza moderata al bivio per la Palla Bianca/Weisskugel. Continuando sul sentiero 3 si oltrepassa un tratto in saliscendi fino ad arrivare ad una discesa più ripida che conduce ad entrare nel bosco da dove con sentiero ripido si torna a Maso Corto (2011 m, 1.45 ore dal Rifugio Bellavista, 5.15 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte funivia Val Senales – Rifugio Bellavista – Punta della Vedretta – Rifugio Bellavista – Maso Corto

Sentieri: 3 -3A -3

Dislivello: 600 metri in salita e 1700 metri in discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.15 ore totali

Quota massima: 3269 m

Difficoltà: EE – itinerario con alcuni tratti ripidi sassosi salendo alla cima che richiedono piede fermo, anche la discesa risulta lunga e faticosa.

Data di ascesa: luglio 2021

Annotazioni: dalla stazione a monte della funivia è possibile salire in breve (10 minuti), alla cima della Croda delle Cornacchie/Grawand con piattaforma panoramica; inoltre, fino ad estate inoltrata è possibile trovare dei nevai residui lungo la salita alla Punta della Vedretta

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bellissimo panorama di vetta, attenzione al fatto che si possa trovare neve residua nella prima parte dell’estate, non è da sottovalutare anche la lunga discesa fino a valle

QUI il link YouTube al video della salita alla Punta della Vedretta ed al Rifugio Bellavista

Piattaforma panoramica Croda delle Cornacchie

Cartelli alla stazione a monte della funivia

Sentiero che scende dalla stazione a monte della funivia al Rifugio Bellavista

Lungo la breve salita dal pianoro al Rifugio Bellavista

Rifugio Bellavista

Primo tratto di salita dal Rifugio Bellavista alla Punta della Vedretta

Salendo alla Punta della Vedretta

In vetta alla Punta della Vedretta con panorama sulla Palla Bianca/Weisskugel

Panorama dalla vetta verso la Punta di Finale/Fineilspitze

Lungo la discesa a Maso Corto


Cliccare sull’immagine per visualizzare la funivia dei Ghiacciai Val Senales su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Monte Chiodo/Nagelstein (2469 m) – Val d’Ultimo – Gruppo Ortles

Il Monte Chiodo/Nagelstein, vetta di 2469 metri di quota, è posto in Alta Val d’Ultimo/Ultental ai margini del Gruppo dell’Ortles/Ortler e del Parco Nazionale dello Stelvio/Stilfs; il Monte Chiodo non è molto noto e frequentato ma la sua salita permette di percorrere un itinerario che attraversa ambienti montani molto vari con laghi, malghe, boschi e zone selvagge in quota.

La salita classica alla vetta parte dal Lago di Fontana Bianca/Weißbrunnsee, raggiungibile  su strada stretta asfaltata da Santa Gertrude/St. Gertraud in Val d’Ultimo, lungo il percorso si passa prima per la Malga Fiechtalm per poi salire alla vetta tra boschi e zone selvagge; lungo il tracciato si hanno anche bei panorami sulle Alpi Venoste, Val d’Ultimo e monti del gruppo del Gioveretto/Zufrittspitze (QUI la “pillola” sul Lago di Fontana Bianca e la Fiechtalm e QUI quella sul paese di Santa Gertrude).

La salita al Monte Chiodo comincia dal Lago di Fontanabianca (1872 m) seguendo il sentiero 101 per la Fiechtalm, il sentiero nel bosco costeggia nel primo tratto il lago raggungendo in breve un bivio dove si segue la deviazione ripida indicante la Malga Fiechtalm a 25 minuti di distanza. Si sale quindi ripidamente su sentiero di bosco raggiungendo la Malga Fiechtalm (2034 m, 45 minuti dalla partenza).

Dalla  malga si segue il sentiero 101 per il Monte Chiodo/Nagelstein salendo prima tra pascoli fino e bosco raggiungendo in breve il Lago Fiechtsee, continuando per il Monte Chiodo si sale con pendenza moderata nel bosco e poi su traccia terrosa e ghiaiosa che conduce in mezzacosta ad una forcella posta a 2200 metri di quota.
Dalla forcella si segue a destra il sentiero 109 per il Monte Chiodo salendo ripidamente su traccia terrosa e sassosa fino ad incontrare un tratto sassoso con gradoni attrezzato con catena metallica, superato il breve tratto attrezzato si sale ancora ripidamente con traccia sassosa e terrosa fino alla vetta del Monte Chiodo (2469, croce, 1.30 ore dalla Fiechtalm, 2.15 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.00 ore dalla partenza.

Percorso: Lago di Fontana Bianca – Malga Fiechtalm – Lago Fiechtsee – Monte Chiodo – Lago Fiechtsee – Malga Fiechtalm – Lago di Fontana Bianca

Sentieri: 101 – 109

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali (2.15 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2469 m

Difficoltà: EE – itinerario che presenta nell’ultima parte di salita alcuni tratti ripidi e parzialmente esposti, con presenza anche di un breve tratto attrezzato con catena, che richiedono passo fermo ed assenza di vertigini

Data di ascesa: settembre 2019

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della malga.
Inoltre, dal Lago di Fontana Bianca partono anche altre escursioni come quella al Rifugio Canziani al Lago Verde/Höchster Hütte (QUI la “pillola” su quest’itinerario).

Lago di Fontana Bianca

Tratto ripido nel bosco salendo alla Fiechtalm

Malga Fiechtalm

Traccia a mezzacosta verso la forcella a 2200 metri di quota

Primo tratto di salita dalla forcella verso la cima con vista sulla Val d’Ultimo

Tratto ripido terroso salendo alla vetta

Tratto attrezzato

In vetta al Monte Chiodo

Dalla vetta del Monte Chiodo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Cima Dieci/Zehnerkopf (2675 m) – Alpi Venoste

La Cima Dieci/Zehnerkopf è una cima relativamente nota, di 2675 metri di quota, posta in Alta Val Venosta/Vinschgau nelle Alpi Venoste nel sottogruppo del Sesvenna.

La vetta dalla ottima visuale verso il sottostante Lago di Resia/Reschensee presenta una via normale di salita, relativamente breve ma piuttosto impegnativa tecnicamente, che parte dalla cabinovia di Schöneben/Belpiano, con stazione a valle posta lungo il Lago di Resia nei pressi del paese omonimo (QUI la “pillola” collegata a Schöneben).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Schöneben (2118 m di quota, rifugio), seguendo il sentiero marcato con il numero 9B si procede su mulattiera sterrata in moderata pendenza fino alla stazione a monte delle seggiovie (chiuse in estate).

Continuando sul sentiero 9B si procede su traccia sassosa e ghiaiosa, a tratti un po’ ripida, fino al bivio con il sentiero 9A; si prende, quindi, il sentiero 9A che sale molto ripido per un canale su traccia terrosa e sassosa fino che porta alla breve cresta finale un po’ esposta che conduce alla vetta della Cima Dieci (2675 m, croce, 1.30 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza, prestando attenzione al tratto ripido di sentiero.

Percorso: Stazione a monte cabinovia Schöneben – Bivio sentiero 9A/9B – Cima Dieci – Bivio sentiero 9A/9B  – Stazione a monte cabinovia Schöneben

Sentieri: 9B – 9A

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore (1.30 ore salita, 1.15 ore in discesa)

Quota massima: 2675 m

Difficoltà: EE – escursione di difficoltà tecnica impegnativa nel tratto ripido del sentiero e con cresta finale a tratti esposta

Data di ascesa: luglio 2019

Stazione a monte della cabinovia Schöneben

Lungo il sentiero 9B

Vista verso il Lago di Resia

Verso il tratto ripido sul sentiero 9A

Verso la cresta finale

In cima


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Schöneben/Belpiano su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Dossobello di Dentro/Hintere Schöneck (3128 m) – Dossobello di Fuori/Vörderer Schöneck (2908 m) – Rifugio Serristori/Düsseldorfer Hütte (2721 m) – Malga dei Vitelli/Kälberalm (2247 m) – Gruppo dell’Ortles

Il Dossobello di Dentro/Hintere Schöneck, posto a 3128 metri di quota, e il Dossobello di Fuori/Vörderer Schöneck, situaro a 2908 metri di altezza, sono posti nel Gruppo dell’Ortles e possono essere raggiunti dal paese di Solda/Sulden in alta Val Venosta/Vinschgau (QUI la “pillola” sul paese di Solda).

Il percorso ad anello descritto parte dalla cabinovia Pulpito/Kanzel e raggiunge dapprima il Rifugio Serristori/Düsseldorfer Hütte situato a 2721 metri di altezza, salendo, quindi, alla vetta del Dossobello di Dentro con percorso con vari punti tecnici ed esposti che richiedono esperienza e piede fermo.

Il tracciato prosegue poi lungamente verso i pressi della vetta del Dossobello di Fuori (raggiungibile con breve deviazione dal sentiero) scendendo poi alla Malga dei Vitelli/Kälberalm, posta a 2247 metri di quota, e tornando a Solda con mulattiera nel bosco.

La salita, per la via normale, comincia dalla stazione a monte della cabinovia Pulpito/Kanzel (2348 m, ristorante, stazione a valle a Solda paese), dalla cabinovia si segue il sentiero per il Rifugio Serristori.
Si procede prima su mulattiera in leggera salita e poi in saliscendi su traccia, prima su grossi massi e poi ghiaiosa e terrosa, fino ad arrivare al ponticello sul Torrente Zay.
Il percorso numero 5 sale ora, in moderata pendenza, nella Valle di Zay, con traccia sassosa e terrosa, portando al Rifugio Serristori/Düsseldorfer Hütte (2721 m, 1.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Serristori si segue a sinistra il sentiero per il Dossobello di Dentro segnato con bolli gialli, inizialmente si scende brevemente al torrente sottostante che si supera con alcune passerelle di legno; si sale, quindi, ripidamente su traccia ghiaiosa in tornanti e poi su traccia a mezzacosta un po’ esposta.
Si supera, quindi, con molta attenzione, un tratto franato proseguendo poi su traccia che alterna tratti su grossi massi, cenge in parte esposte e saltini rocciosi in parte attrezzati con cavo; giunti ad una selletta la traccia porta infine, su breve e larga cresta rocciosa, alla vetta del Dossobello di Dentro (3143 m, croce, 1.30 ore dal Rifugio Serristori, 3.00 ore dalla partenza).

Dalla vetta si scende sul versante opposto su traccia ghiaiosa e terrosa in tornanti piuttosto ripida; si supera quindi un tratto a mezzacosta su grossi massi con sentiero che porta poco sotto la vetta del Dossobello di Fuori.
Con attenzione si sale in breve, quindi, a destra senza traccia su terreno erboso e sassoso, ma con percorso intuibile con buona visibilità, alla cima del Dossobello di Fuori (2908 m, grossi ometti, 45 minuti dal Dossobello di Dentro, 3.45 ore dalla partenza).
Tornati su sentiero si scende su ripida traccia terrosa e sassosa, il percorso traversa, quindi, a destra passando nei pressi di un abbeveratoio per mucche; la traccia erbosa e sassosa piega poi a sinistra portando a due grossi ometti.
Il sentiero prosegue sempre piuttosto ripido portando ad un bivio indicante la Valle di Zay; lo si ignora e si continua a scendere a destra trovando in breve i cartelli indicanti la Malga dei Vitelli; seguendo la traccia si scende, quindi, in breve alla Malga dei Vitelli (2247 m, 1.15 ore dal Dossobello di Fuori, 5.00 ore dalla partenza).

Dalla Malga dei Vitelli si scende adesso verso Solda sulla mulattiera sterrata 18-19, si scende tra bosco e radure in pendenza prima moderata e poi accentuata fino al bivio tra i due percorsi; rimanendo sulla mulattiera 19 si scende su fondo sterrato, piuttosto ripidamente, al paese di Solda tornando, quindi, su strada in saliscendi, alla stazione a valle della cabinovia Pulpito (1870 m, 45 minuti dalla Malga dei Vitelli, 5.45 ore dalla partenza)

Percorso: Stazione a monte cabinovia Pulpito/Kanzel – Rifugio Serristori/Düsseldorfer Hütte – Dossobello di Dentro – Dossobello di Fuori – Malga dei Vitelli – Stazione a valle cabinovia Pulpito/Kanzel.

Dislivello: 900 metri in salita 1400 metri in discesa compresi i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.45 ore

Quota massima: 3128 m

Difficoltà: EE – percorso impegnativo con diversi tratti tecnici ed esposti salendo al Dossobello di Dentro, prestare molta attenzione in particolare nel tratto franato; la salita al Dossobello di Fuori si svolge senza traccia e su percorso intuibile con buona visibilità. Dislivello rilevante e sviluppo lungo di circa 14 chilometri totali

Data di ascesa: agosto 2023

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura dell’impianto di risalita, rifugio e malga; naturalmente è possibile evitare la breve salita fuori traccia al Dossobello di Fuori.
La cabinovia Pulpito ed il Rifugio Serristori sono anche punto di partenza per l’ascesa alla Croda di Cengles/Tschenglser Hochwand (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Esperienza di Stefano: percorso con salita tecnica al Dossobello di Fuori che richiede esperienza nel muoversi su traccia con fondo impegnativo; il tratto franato presenta tratti delicati che vanno valutati molto bene al momento del passaggio (se le condizioni dovessero peggiorare è bene, nel caso, rinunciare alla salita). In generale anche la lunghezza e l’impegno complessivo del percorso è da non sottovalutare. Necessario tempo asciutto e buona visibilità sia per sicurezza che per godere dei bellissimi panorami della zona.

Cabinovia Pulpito

Vista su Ortles, Monte Zebrù e Gran Zebrù dalla stazione a monte della cabinovia

Lungo il tratto in saliscendi verso il ponticello sul Torrente Zay

Ponticello sul Torrente Zay

Salendo al Rifugio Serristori

Rifugio Serristori

Indicazioni al Rifugio Serristori

Attraversamento del torrente

Primo tratto di salita al Dossobello di Dentro

Uno dei tratti esposti a mezzacosta

Tratto franato

Continuando la salita al Dossobello di Dentro

Cresta finale

In cima al Dossobello di Dentro

Primo tratto di discesa

Deviazione senza traccia al Dossobello di Fuori

In vetta al Dossobello di Fuori

Scendendo alla Malga dei Vitelli

Malga dei Vitelli

Tornando a Solda su mulattiera


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Pulpito su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Punta Beltovo di Dentro/Hintere Schöntaufspitz (3325 m) – Gruppo dell’Ortles – agosto 2020

La  Punta Beltovo di Dentro/Hintere Schöntaufspitz è una vetta prestigiosa di alta quota, posta a 3325 metri di altezza dalla quale si gode un amplissimo panorama su Gruppo dell’Ortles e Val Venosta, situata nella Valle di Solda in Alta Val Venosta/Vinschgau nel Gruppo dell’Ortles/Ortler (QUI la “pillola” sul paese di Solda).

La salita permette un’ascesa, per gli escursionisti esperti non troppo difficile tecnicamente, che porta ad uno dei 3000 più frequentati del Gruppo dell’Ortles.

La salita comincia dalla stazione a monte della funivia di Solda (2581 m, poco più a valle è situato il Rifugio Città di Milano/Schaubachhütte), si segue il sentiero 151 che sale su mulattiera sterrata e sassosa fino al Rifugio Madriccio/Madritschhütte (2818 m). Continuando sulla mulattiera 151 che diventa infine sentiero sassoso si giunge al Passo del Madriccio/Madritschjoch (3123 m).

Dal passo si segue verso nord la traccia sassosa 151 che, con alcuni tratti ripidi, porta alla cima della Punta Beltovo di Dentro (3325 m, stazione meteorologica, 2.15 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.00 ore dalla partenza.

Percorso: Stazione a monte Funivia di Solda – Passo Madriccio – Punta Beltovo di Dentro – Passo Madriccio – Stazione a monte Funivia di Solda

Sentieri: 151

Dislivello: 800 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.00 ore (2.15 ore la salita, 1.45 ora la discesa).

Quota massima: 3325 m

Difficoltà: EE – escursione tecnicamente non troppo difficile ma che presenta alcuni tratti ripidi sassosi ad alta quota

Data di ascesa: agosto 2020

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bel panorama di vetta; inoltre, va fatta attenzione al possibile innevamento sul sentiero che, vista quota ed esposizione, può talvolta essere presente anche in estate

QUI il link YouTube al video della salita alla Punta Beltovo di Dentro

Stazione a monte della Funivia di Solda con il Gran Zebrù sullo sfondo

Salendo al Rifugio Madriccio

Rifugio Madriccio

Salendo al Passo del Madriccio

Passo del Madriccio

Salendo dal Passo del Madriccio verso la vetta

In vetta

Vista dalla vetta verso il Gruppo del Cevedale

Vista dalla vetta su Ortles, Monte Zebrù e Gran Zebrù


Cliccare sull’immagine per visualizzare la funivia di Solda su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

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Piz Cristanas (3092 m) – Rifugio Sesvenna (2256 m) – Alpi Venoste

Il Piz Cristanas è una cima di 3092 metri quota posta nelle Alpi Venoste/Ötztaler Alpen nel sottogruppo del Sesvenna, la cima è posta per pochi metri interamente in territorio svizzero nel Cantone Grigioni/Graubunden, ma l’itinerario proposto parte da Slingia/Schlinig posto nell’omonima valle laterale dell’Alta Val Venosta (QUI la “pillola” su Slingia e il vicino comprensorio Watles).

Da Slingia si raggiunge prima, tra idilliaci pascoli, la Malga di Slingia ed il Rifugio Sesvenna posto a 2256 metri di altezza; si salgono poi le cime dello Schadler (2948 m) e il Piz Rims (3070 m) poste lungo il confine tra Italia e Svizzera e infine il Piz Cristanas dal quale si gode un bellissimo panorama su Alpi Venoste e Grigioni svizzeri.

Il percorso comincia da Slingia (1730 m), seguendo il sentiero numero 1 si sale in leggera pendenza su stradina asfaltata tra pascoli con Via Crucis ed alcune cappellette; proseguendo su stradina sterrata si raggiunge, quindi, la Malga di Slingia (1868 m, posto di ristoro, 45 minuti dalla partenza).

Seguendo sempre il percorso numero 1 si sale su mulattiera sterrata in moderata pendenza fino ad una baita; da qui si può scegliere se continuare la salita dritti sulla mulattiera o a destra su sentiero (io ho scelto la mulattiera in salita ed il sentiero in discesa).
Continuando sulla mulattiera sterrata e sassosa si sale quindi, ripidamente, ai pressi di una cascata e poi all’incrocio col sentiero prima menzionato; salendo ancora ripidamente su mulattiera si giunge quindi ad una sella con crocefissi.
La mulattiera sale ora con pendenza moderata raggiungendo un laghetto con vecchio rifugio dal quale, in breve, si giunge al Rifugio Sesvenna (2259 m, 1.15 ore dalla Malga di Slingia, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si seguono quindi le indicazioni per la Forcella Sesvenna/Furkel con il sentiero 5, si sale su traccia sassosa e ghiaiosa prima tra magri pascoli poi in ambiente più aspro fino al Lago Sesvenna e alla Forcella Sesvenna (2824 m).
Dalla Forcella si volge a destra seguendo le indicazioni per il Piz Rims, la traccia presente, ma non segnata, segue la cresta sassosa che porta prima alla cima dello Schadler (2948 m) e poi, dopo un tratto più ripido, al Piz Rims (3070 m). Dal Piz Rims si entra in territorio svizzero e seguendo la breve cresta di collegamento con traccia sassosa non segnata si giunge alla vetta del Piz Cristanas (3092 m, 3.00 ore dal Rifugio Sesvenna, 5.00 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 4.00 ore ripercorrendo i saliscendi della cresta.

Percorso: Slingia – Malga di Slingia – Rifugio Sesvenna – Forcella Sesvenna – Schadler – Piz Rims – Piz Cristanas – Piz Rims – Schadler – Forcella Sesvenna – Rifugio Sesvenna – Malga di Slingia – Slingia

Sentieri: 1 – 5 – poi traccia non segnata

Dislivello: 1500 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 9.00 ore (5.00 ore la salita, 4.00 ore la discesa)

Quota massima: 3092 m

Difficoltà: EE – escursione di difficoltà tecnica moderata fino alla Forcella Sesvenna e impegnativa verso le cime con tratti ripidi, un po’ esposti e con traccia non segnata; sviluppo e dislivello molto rilevanti che richiedono la giusta condizione fisica ed esperienza

Data di ascesa: luglio 2016; tratto fino al Rifugio Sesvenna ripetuto anche a luglio 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura di malga e rifugio; è possibile spezzare la salita in due giorni pernottando al Rifugio Sesvenna.
Intraprendere la salita solo con buona visibilità.
Inoltre, da Slingia è possibile intraprendere anche altre escursioni come la salita al Passo di Slingia/Schlinigpass (sempre passando per il Rifugio Sesvenna) o l’ascesa al Monterodes (QUI la “pillola” sul percorso al Passo di Slingia e QUI quella sull’itinerario al Monterodes).

Esperienza di Stefano: io ho percorso questo itinerario pernottando al Rifugio Sesvenna; a inizio estate possono essere ancora presenti nevai sulle creste verso le cime, va, quindi, valutata bene la condizione del percorso sul posto. Con buona visibilità i panorami sono spettacolari.

Slingia

Salendo alla Malga di Slingia

Malga di Slingia

Salendo al Rifugio Sesvenna

Rifugio Sesvenna

Salendo alla Forcella Sesvenna

Forcella Sesvenna

Panorama verso il Piz Sesvenna

Cresta di salita verso lo Schadaler

Piz Cristanas visto dal Piz Rims

Salendo al Piz Cristanas

Piz Rims visto dal Piz Cristanas

In vetta al Piz Cristanas


Cliccare sull’immagine per visualizzare Slingia su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Tiergarten Spitz (3068 m) – Alpi Venoste

La Tiergarten Spitz è una cima alta 3068 mdelle Alpi Venoste/Vinschgauer Alpen del sottogruppo della Palla Bianca/Weißkügel non molto conosciuta, ma dalla salita su terreno vario e con ottimo panorama di vetta, posta in Vallelunga/Langtaufers, valle laterale della Alta Val Venosta/Vinschgau che ha origine dal paese di Curon Venosta/Graun im Vinschgau.

L’ascesa comincia dal parcheggio posto alla stazione a valle della seggiovia Masaben (non più funzionante, 1852 m); si segue il sentiero 19 inizialmente nel bosco poi fra prati fino al Rifugio Masaben (2267 m).
Dal Rifugio si continua a seguire il sentiero 19 prima salendo in moderata pendenza per un vallone con magra erba, poi su terreno ripido sassoso fino ad arrivare ad una forcella tra la Tiergarten Spitz e lo Schwarzkopf; dalla sella si continua a seguire il sentiero 19 che risale la ripida cresta sassosa che porta in vetta alla Tiergarten Spitz (3068 m, croce, 3.45 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 3.00 ore.

Percorso: Parcheggio Masaben – Rifugio Masaben – Tiergarten Spitz – Rifugio Masaben – Parcheggio Masaben

Sentieri: 19

Dislivello: 1200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 6.45 ore (3.45 ore salita, 3.00 ore in discesa)

Quota massima: 3068 m

Difficoltà: EE – escursione di difficoltà tecnica moderata ma lunga e con cresta finale ripida e a tratti un po’ esposta

Data di ascesa: agosto 2017

Rifugio Masaben

Vallone tra magra erba di salita

Tratto ripido sassoso  verso la forcella

Cresta finale

In cima

Panorama dalla cima verso la Vallunga


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio Masaben su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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