Seceda – Val Gardena

Il Seceda, vetta di 2518 metri di quota, è posto nel gruppo dolomitico delle Odle/Geisler in Val Gardena/Gröden nell’area del Col Raiser-Seceda facente parte del comprensorio sciisitico Val Gardena Dolomites (QUI la “pillola” sul comprensorio sciisitico della Val Gardena).

La vetta si trova a breve distanza dall’arrivo della funivia Seceda proveniente da Ortisei e dalle seggiovie dell’area del Col Raiser; viene qui, però, descritto, il percorso innevato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, che con diversi tratti ripidi, passando per diverse baite, porta dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina alla panoramicissima vetta del Seceda, che offre una vista magnifica su Dolomiti e molti gruppi montuosi dell’Alto Adige e non solo (QUI la “pillola” sul Col Raiser, QUI quella sulla funivia Seceda e QUI la “pillola” sul paese di Santa Cristina).

La salita al Seceda comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m, rifugio, stazione a valle a Santa Cristina), si scende in breve alla Baita Odles e si segue l’indicazione per il Rifugio Fermeda sul sentiero 2.
Si costeggia in breve una pista da sci entrando poi a destra nel bosco su mulattiera innevata, solitamente battuta dal gatto delle nevi, usciti dal bosco, ed ignorato il bivio per la baita Trojer, si continua sulla mulattiera fino ad un bivio posto poco prima del Rifugio Fermeda.
Al bivio si devia a destra seguendo le indicazioni 1A/6 per la Baita Sofie, si segue quindi la mulattiera innevata che sale con pendenza moderata fino ad incontrare una pista da sci, che si attraversa con prudenza, giungendo alla Baita Daniel (2240 m).

Dalla Baita Daniel si continua a seguire la mulattiera innevata che ripidamente conduce alla Baita Mastlè (2290 m), dalla Baita Mastlè si segue la traccia battuta dal gatto delle nevi a destra della baita che sale molto ripidamente, diretta sul pendio, fino a giungere alla Baita Sofie (2412 m).
Dalla Baita Sofie si segue la traccia del gatto delle nevi che porta in salita ripida ad incrociare una pista da sci, che si attraversa con prudenza, giungendo al Rifugio Seceda dove arriva anche la funivia da Ortisei (2500 m).

Dal Rifugio Seceda si costeggia la pista da sci salendo in moderata pendenza il pendio che porta alla vetta del Seceda (2518 m, croce, tavola panoramica delle cime visibili, 1.45 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso con alcuni saliscendi nel tratto che riporta alla cabinovia Col Raiser (1.15 ore dal Seceda, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Col Raiser – Baita Daniel – Baita Mastlè – Baita Sofie – Rifugio Seceda – Seceda – Rifugio Seceda – Baita Sofie – Baita Mastlè – Baita Daniel – stazione a monte cabinovia Col Raiser

Sentieri: traccia battuta invernale che segue in parte i sentieri estivi 2 e 1A/6

Dislivello: 450 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.00  ore (1.45 ora la salita, 1.15 ore la discesa).

Quota massima: 2518 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo medio di circa 7 chilometri totali e impegnativa, seppur solitamente battuta dal gatto delle nevi, dati i tanti tratti ripidi presenti sul tracciato che richiedono ciaspole o ramponi, prestare anche attenzione all’attraversamento delle piste da sci.

Data di percorrenza: gennaio 2022

Annotazioni: per chi  volesse abbreviare l’escursione, ed evitare i tratti più ripidi, è anche possibile fermarsi alla Baita Daniel od alla Baita Mastlè riducendo dislivello ed impegno.

Vista sulle Odle e la Baita Odles dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser

Primo breve tratto che costeggia la pista da sci

Nel bosco

Tratto verso il bivio posto poco prima del Rifugio Fermeda

Bivio posto poco prima del Rifugio Fermeda

Tratto salendo alla Baita Daniel

Vista sulla Baita Daniel salendo alla Baita Mastlè

Baita Mastlè

Salendo alla Baita Sofie

Baita Sofie

Salendo al Rifugio Seceda

Vista sulle Odle salendo al Rifugio Seceda

Salendo alla vetta del Seceda

Vetta del Seceda

Vista dalla vetta verso il Rifugio Seceda, il Sassolungo e i Denti di Terrarossa

Vista verso il gruppo del Sella

Vista sul gruppo dell’Ortles

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Col Raiser di Santa Cristina su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugio Mont Seuc – Malga Schgaguler – Baita Sanon – Alpe di Siusi

Il Rifugio Mont Seuc, posto a 2005 metri di quota, e la Malga Schgaguler e la Baita Sanon, poste lungo il tracciato, si trovano nella notissima area dell’Alpe di Siusi/Seiseralm e sono raggiungibili in inverno attraverso diversi sentieri con bellissimi panorami sulle Dolomiti (QUI la “pillola” sull’Alpe di Siusi in inverno).

Viene qui descritto il lungo percorso, su sentieri solitamente battuti dal gatto delle nevi, che conduce da Compaccio/Compatsch (dove arrivano la strada e la cabinovia provenienti dal paese Siusi/Seis) fino ai due rifugi; il percorso può anche essere abbreviato percorrendo dei tratti in autobus o in carrozza trainata da cavalli (QUI la “pillola” sul paese di Siusi).

La salita comincia da Compaccio (1870 m, stazione a monte cabinovia proveniente da Siusi e strada, chiusa in alcune fasce orarie), si segue il percorso, solitamente battuto, che ricalca il sentiero estivo 30 per Saltria.
Il percorso conduce in lungo sviluppo in saliscendi costeggiando le piste da fondo fino ad intersecare la strada asfaltata per Saltria, si costeggi quindi, sempre su percorso innevato battuto, la strada fino a giungere al bivio tra Piz e Saltria.
Si segue a sinistra verso il Piz salendo su strada innevata che porta in breve al bivio tra il sentiero 6 e il sentiero 6B, si continua sulla strada numero 6B salendo in moderata pendenza fino alla Baita Sanon (1870 m, 1.30 ore dalla partenza).

Dalla Baita Sanon si procede verso l’Hotel Sonne; la traccia procede dapprima in moderata pendenza e poi sale più ripidamente fino all’Hotel Sonne ed alla soprastante Malga Schgaguler (1900 m, 30 minuti dalla Baita Sanon, 2.00 ore dalla partenza).

Dalla Malga Schgaguler si segue il sentiero 9 per il Mont Seuc salendo con pendenza piuttosto accentuata, su mulattiera innevata nel bosco, fino a giungere al Rifugio Mont Seuc (2005 m, stazione a monte cabinovia proveniente da Ortisei/St. Ulrich in Val Gardena, 30 minuti dalla Malga Schgaguler 2.30 ore dalla partenza).

Si segue in discesa la via dell’andata fino alla Malga Schgaguler, dalla Malga si prende la mulattiera 6 che porta in saliscendi all’Hotel Adler e poi nuovamente al bivio incontrato all’andata tra il sentiero 6 e 6B, per la via nota si torna quindi a Compaccio (2.00 ore dal Rifugio Mont Seuc, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: Compaccio – Baita Sanon – Hotel Sonne – Malga Schgaguler – Rifugio Mont Seuc – Malga Schgaguler – Hotel Adler – Compaccio

Sentieri: tracciato invernale che ricalca in parte i sentieri estivi 30 – 6 – 6B 9 – 6B – 30

Dislivello: 400 metri in salita e discesa considerati i molti saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore (2.30 ore l’andata, 2.00 ore il ritorno).

Quota massima: 2005 m

Difficoltà: EAI – percorso, solitamente battuto, di contenuta difficoltà tecnica, con buone condizioni della neve e metereologiche, ma con sviluppo lungo di 12 chilometri circa. Con neve fresca e/o ghiaccio è necessario il giusto equipaggiamento. Attenzione ai molti bivi lungo il percorso

Data di ascesa: dicembre 2023

Annotazioni: il percorso può essere ridotto percorrendo in autobus il tratto tra Compaccio ed il bivio tra Saltria e Piz, percorrendo diversi tratti in slitta trainata da cavalli o percorrendo il primo tratto in autobus.
Oltre che i periodi di apertura dei diversi rifugi è bene controllare i periodi di apertura di cabinovia e/o fasce orarie della strada verso l’Alpe di Siusi.

Primo tratto sul sentiero 30

Salendo al bivio tra il sentiero 6 ed il sentiero 6B

Bivio tra il sentiero 6 ed il sentiero 6B

Lungo il sentiero 6B verso la Baita Sanon

Baita Sanon

Lungo il tratto verso l’Hotel Sonne e la Malga Schgaguler

Malga Schgaguler

Salendo al Rifugio Monte Seuc

Al Rifugio Mont Seuc (dove arriva anche la cabinovia da Ortisei)

Vista sulle Dolomiti dal Mont Seuc

Lungo il sentiero 6 che dalla Malga Schgagluer porta all’Hotel Adler ed al bivio dell’andata tra sentiero 6 e 6B

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Vallunga/Langental/Val – Val Gardena

La Vallunga/Langental/Val è un lungo solco vallivo che si diparte dalla Val Gardena/Gröden/Gherdëina, dai pressi del paese di Selva Gardena/Wolkenstein/Sëlva, inoltrandosi nel parco del Puez/Odle sormontato dalle vette dolomitiche del gruppo delle Odle/Geisler (QUI la “pillola” sulla Vallunga e QUI quella sul paese di Selva Gardena).

Il percorso invernale in Vallunga, solitamente battuto, risale dal parcheggio La Ciajota alla chiesetta di San Silvestro inoltrandosi poi tra radure e bosco fino a raggiungere la radura di Pra da Ri ove arrivano anche le piste da sci di fondo facenti parte del comprensorio di sport invernali Val Gardena Dolomites; il tracciato si svolge in ambiente molto caratteristico e presenta un dislivello contenuto ma con sviluppo relativamente lungo (QUI la “pillola” sul comprensorio invernale Val Gardena Dolomites).

Il percorso comincia dal parcheggio Vallunga (1620 m, ristoro La Ciajota, strada da Selva Gardena), si seguono i cartelli  gialli indicanti “sentiero/Fußweg” su sentiero solitamente battuto dal gatto delle nevi che conduce, in breve, alla chiesetta di San Silvestro.
Si continua sulla traccia del sentiero in moderata pendenza, incrociando più volte le piste da sci di fondo, passando per tratti nel bosco ed altri tra radure fino a giungere, in lungo sviluppo, all’ampia spianata di Pra da Ri (1810 m, crocefisso e baita chiusa, 1.30 ore dalla partenza).

Ritorno per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.

Percorso: parcheggio Vallunga/ Ristoro La Ciajota – chiesetta San Silvestro – Pra da Ri – chiesetta San Silvestro – parcheggio Vallunga/Ristoro La Ciajota

Sentieri: tracciato invernale che ricalca in parte il sentiero estivo 14

Dislivello: 200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore (1.30 ore l’andata, 1.15 ore il ritorno).

Quota massima: 1810 m

Difficoltà: EAI – percorso, solitamente battuto dal gatto delle nevi, di moderata di contenuta difficoltà tecnica; sviluppo di 7 chilometri circa tra andata e ritorno, possibili tratti su neve dura o ghiacciata che, se presenti, richiedono ramponcini o ciaspole.

Data di ascesa: marzo 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del ristoro La Ciajota e le condizioni di battitura del percorso; inoltre, va considerato che la Vallunga, soprattutto nei mesi centrali dell’inverno, risulta essere al mattino in completa ombra. Sarebbe, quindi, meglio evitare giornate molto fredde o percorrere l’itinerario nelle ore centrali del giorno.

Parcheggio Vallunga sopra il paese di Selva Gardena

Ristoro La Ciajota

Primo tratto di percorso verso la chiesetta di San Silvestro

Chiesetta di San Silvestro

Piste da sci di fondo della Vallunga

Lungo il tracciato invernale che costeggia ed incrocia a tratti le piste da sci di fondo

Al Pra da Ri

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Bullaccia/Puflatsch – Dolomiti – Alpe di Siusi

La Bullaccia/Puflatsch, cima di 2174 metri di quota, è posta in vetta all’omonimo altopiano dominante il lato occidentale dell’area dell’Alpe di Siusi/Seiser Alm; la cima, piuttosto nota e frequentata in tutte le stagioni, offre un panorama ampio su numerosi gruppi dolomitici e può essere raggiunta con vari itinerari da diversi punti di partenza; viene qui descritto il giro ad anello della Bullaccia che parte da Compaccio/Kompatsch  (QUI la “pillola” sull’Alpe di Siusi in inverno).

L’itinerario ad anello, che tocca diversi rifugi e malghe lungo il percorso, presenta un percorso di salita solo in parte battuto e che richiede esperienza e buone condizioni della neve per essere intrapreso, la discesa descritta si svolge, invece, su tracciato solitamente battuto dal gatto delle nevi; è, pertanto, anche possibile salire e scendere per il percorso battuto limitando le difficoltà tecniche.
Inoltre, per chi volesse, sviluppo e dislivello possono essere ulteriormente ridotti usufruendo della cabinovia Bullaccia con stazione a valle posta nei pressi di Compaccio.

La salita alla Bullaccia  comincia da Compaccio (1850 m, hotel e ristoranti, raggiungibile dal paese di Siusi/Seis in cabinovia o su strada con accesso limitato ad alcuni orari). Da Compaccio si segue la stradina innevata numero 14 per il Giro della Bullaccia, la strada sale prima tra case e poi tra terreni ampi innevati.
Si segue a sinistra il sentiero “PU” e numero 14 per il Rifugio Di Baita salendo a fianco della pista da slittino su tracciato, a tratti ripido, solitamente battuto dal gatto delle nevi, fino ai pressi del Rifugio Di Baita (1974 m).
Continuando sul sentiero PU si segue per il Rifugio Arnika salendo in pendenza non molto ripida, tra ampi spazi, toccando diverse baite e poi su sentiero nel bosco raggiungendo un punto panoramico verso Castelrotto/Kastelruth; poco dopo il sentiero estivo percorre un traverso a mezza costa piuttosto esposto. Con neve è quindi meglio deviare a destra, superando una staccionata, e seguendo a vista verso un dosso seguendo poi in discesa fino al Rifugio Arnika (non sempre aperto). Questo tratto richiede esperienza e senso di orientamento.
Dal Rifugio Arnika si seguono le indicazioni PU e numero 24 verso le Panche delle Streghe salendo in moderata pendenza, tra ampi spazi e arbusti raggiungendo dapprima una croce e poi la Panche delle Streghe; da qui si giunge, quindi, in breve alla ampia vetta della Bullaccia (2174 m, 2.15 ore dalla partenza).

Dalla vetta della Bullaccia si scende, su terreno solitamente battuto dal gatto delle nevi, in breve, alla croce Filln Kreuz (2141 m), da qui si segue il tracciato PU per la stazione a monte della cabinovia Bullaccia, il percorso raggiunge quindi tra ampi spazi (con alcuni saliscendi) prima la Malga Messner Schwaige e poi la stazione a monte della cabinovia Bullaccia con annesso Rifugio (2100 m).
Dal Rifugio Bullaccia si scende verso la Malga Tschötsch su percorso battuto a lato della pista da sci fino a giungere in breve alla Malga Tschötsch (1959 m). Dalla Malga si continua su percorso battuto che riporta nei pressi del Rifugio Di Baita; si segue, quindi, in discesa la stradina già nota che riporta in breve a Compaccio (1.30 ore dalla vetta della Bullaccia, 3.45 ore dalla partenza).

Percorso: Compaccio – Rifugio Di Baita – Rifugio Arnika – Panche delle Streghe – Bullaccia – Rifugio Bullaccia e stazione a monte della cabinovia Bullaccia – Malga Tschötsch – Compaccio

Sentieri: PU (Giro della Bullaccia)

Dislivello: 500 metri in salita e discesa comprese le varie contropendenze

Tempo di percorrenza: 3.45 ore (2.15 ore la salita, 1.30 ore la discesa).

Quota massima: 2174 m

Difficoltà: EAI – percorso che richiede buone condizioni della neve e meteo, senso d’orientamento ed esperienza nel muoversi su terreni innevati non battuti in salita; la discesa avviene, invece, su terreno meno impegnativo e, solitamente, battuto dal gatto delle nevi

Data di ascesa: dicembre 2021

Annotazioni: è possibile salire e scendere per il percorso battuto limitando le difficoltà tecniche; inoltre, per chi volesse, sviluppo e dislivello possono essere ulteriormente ridotti usufruendo della cabinovia Bullaccia con stazione a valle posta nei pressi di Compaccio.

Indicazioni a Compaccio

Salendo al Rifugio Di Baita

Salendo al Rifugio Arnika

Salendo alla Bullaccia

In vetta alla Bullaccia

Panaorami dalla vetta della Bullaccia

Primo tratto di discesa

Croce Filln Kreuz

Saliscendi verso il Rifugio Bullaccia

Tratto tra il Rifugio Bullaccia e la Malga Tschötsch

Malga Tschötsch

Tornando al Rifugio Di Baita

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

La Piza/Munt de Stevia (2555 m) – Rifugio Stevia (2312 m) – Dolomiti

La Piza/Munt de Stevia, cima di 2555 metri di quota, è una vetta dolomitica non molto conosciuta posta nei pressi del Rifugio Stevia, situato a 2312 metri di altezza,  nel gruppo del Puez-Odle/Geisler, dalla cima e lungo la percorrenza dell’escursione si hanno panorami bellissimi su molti gruppi montuosi delle Dolomiti e sulla sottostante Val Gardena.

La cima de La Piza ed il Rifugio Stevia presentano varie possibilità di salita, qui viene proposto un giro ad anello con partenza dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina in Val Gardena/Gröden e discesa alla stazione a valle passando per il Rifugio Juac (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Raiser).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m), si segue inizialmente il largo sentiero 4 che tra prati e bosco porta in discesa al Rifugio Firenze/Regensburgerhütte (2037 m).

Dal Rifugio si segue il sentiero 17B per il Rifugio Stevia che porta prima su mulattiera sterrata in discesa fino al bivio per il Rifugio Stevia; si segue, quindi, a sinistra sempre il sentiero 17B che sale con traccia sassosa in moderata pendenzanel bosco. Usciti dal bosco la traccia sale portando in un canalone sassoso che viene risalito ripidamente, con anche presenza di diversi tratti con scale e gradoni di legno, fino a giungere alla Forcella dla Piza (2489 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dalla Forcella si segue il sentiero 17 per il Rifugio Stevia deviando quasi subito a destra su traccia non segnata tra pascoli, la traccia sale in moderata pendenza fino a portare in breve alla vetta de La Piza (2555 m, 0.15 ore dalla Forcella dla Piza, 2.15 ore dalla partenza).

Si scende quindi in breve, sulla traccia non segnata, nuovamente al sentiero per il Rifugio Stevia che prosegue in saliscendi, su traccia sassosa tra prati, fino al Rifugio Stevia (2312 m, 0.30 ore da La Piza, 2.45 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue il sentiero 17 su traccia sassosa fino alla Forcella Silvester, ignorato il sentiero 17A si continua sul sentiero 17 su traccia sassosa prima in breve risalita poi in ripida discesa entrando nel bosco ed arrivando al Rifugio Juac (1903 m, 1.00 ora dal Rifugio Stevia, 3.45 ore dalla partenza).
Dal Rifugio Juac si segue il sentiero 3 tra prati e bosco fino a congiungersi in breve con la mulattiera sterrata 1 che si segue il lunga discesa fino a tornare alla stazione a valle della cabinovia Col Raiser (1500 m, 1.00 ora dal Rifugio Juac, 4.45 ore dalla partenza).

QUI il link YouTube al video della salita a La Piza e Rifugio Stevia

Percorso: Stazione a monte cabinovia Col Raiser – Rifugio Firenze – Forcella dla Piza – La Piza – Forcella da la Piza – Rifugio Stevia – Forcella Silvester – Rifugio Juac – Stazione a valle cabinovia Col Raiser.

Sentieri: 4 – 17B – traccia non segnata per la vetta – 17 – 3 – 1

Dislivello: 700 metri in salita e 1200 metri in discesa considerati le diverse contropendenze

Tempo di percorrenza: 4.45 ore

Quota massima: 2555 m

Difficoltà: EE – escursione con alcuni tratti tecnicamente impegnativi salendo alla Forcella dla Piza, sono presenti anche vari tratti ripidi, sviluppo totale di 11 chilometri circa. La salita alla vetta è su traccia non segnata ma piuttosto evidente con buona visibilità.

Data di ascesa: settembre 2021

Annotazioni: chi non  volesse percorre il tratto non segnato per la vetta può, naturalmente, omettere la salita alla cima proseguendo direttamente dalla Forcella dla Piza al Rifugio Stevia.

Esperienza di Stefano: percorso da non sottovalutare nel suo complesso, molto lungo anche in discesa; lungo la salita nel canalone è presente rischio da caduta sassi da parte di altri escursionisti e quindi è bene fare attenzione, io sono partito, inoltre, con la prima cabinovia per sfruttare al meglio la mattinata pranzando poi al Rifugio Juac.

Lungo il tratto dal Col Raiser al Rifugio Firenze

Rifugio Firenze

Tratto in discesa verso il bivio col sentiero 17B

Salendo alla Forcella dla Piza

Salendo alla cima La Piza su traccia non segnata

Cima La Piza

Odle viste da La Piza

Verso il Rifugio Stevia

Rifugio Stevia con vista sul Sassolungo

Verso il Rifugio Juac

Rifugio Juac

Scendendo alla stazione a valle della cabinovia Col Raiser

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Col Rodella (2484 m) – Ferrata Col Rodella – Dolomiti

Il Col Rodella, vetta di 2484 metri, è posto nelle Dolomiti nel gruppo Sassolungo-Sasso Piatto ed è una cima isolata che permette di godere un amplissimo panorama su molti gruppi dolomitici; la vetta è posta in Trentino, nei pressi del confine col Sudtirolo, e presenta diverse possibilità di accesso.

Viene qui descritta la salita che parte dal parcheggio posto nei pressi del Passo Sella, sul versante gardenese raggiungibile da Selva Gardena/Wolkenstein, e che raggiunge su mulattiera la stazione a monte della funivia proveniente da Campitello di Fassa conducendo poi in vetta con ferrata relativamente breve, ma impegnativa con passaggi tecnici ed esposti; in discesa si segue poi la mulattiera che riporta alla funivia e al punto di partenza descritto (QUI la “pillola” sul Passo Sella e QUI la “pillola” sul paese di Selva Gardena).

La salita comincia dal parcheggio posto nei pressi della cabinovia Sassolungo sulla strada del Passo Sella sul versante gardenese poco prima del passo (2180 m, rifugi); si segue la traccia con indicazioni per il Rifugio Salei ed altri rifugi incrociando in breve la mulattiera sterrata numero 557 che porta al Rifugio Valentini e, in breve, al Rifugio Salei (2222 m) ed alla Baita Miara (2270 m).

Continuando in salita, piuttosto ripida, sulla mulattiera sterrata sassosa si raggiunge la Forcella Rodella ed il bivio tra il Rifugio Sasso Piatto ed il Rifugio Des Alpes e Col Rodella; si segue quindi la mulattiera ripida numero 529 che conduce, in breve, al Rifugio Des Alpes (2400 m, 45 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio Des Alpes si raggiunge in breve la stazione a monte della funivia proveniente da Campitello di Fassa e si prende la traccia non segnata e senza indicazioni a destra del sentiero che scende a Campitello; seguendo la traccia si passa a destra in breve sotto i cavi della funivia ed in saliscendi si raggiunge in breve l’attacco della ferrata, posta sul versante sud del Col Rodella, che si raggiunge con un breve tratto ripido sassoso.
La ferrata, attrezzata con cavo ben teso, sale subito ripida alternando paretine verticali ad altri tratti più appoggiati, si raggiunge, quindi, un camino con passaggio da superare in spaccata salendo poi su paretine verticali (in parte su roccia levigata) e traversi meno impegnativi raggiungendo il punto più impegnativo.
Con un passaggio in spaccata si raggiunge una lunga fila di staffe verticali che porta ad un paretina appoggiata molto levigata; si prosegue poi alternando tratti meno impegnativi alternati a traversi esposti e paretine con, a tratti, pochi appoggi fino al tratto finale della ferrata.
Superando brevi tratti verticali ed altri su roccette si giunge al termine dei cavi nei pressi della vetta del Col Rodella (2484 m, rifugio Col Rodella, 1.15 ore dal Rifugio Des Alpes, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Col Rodella si segue la mulattiera sterrata ripida che riporta in breve al Rifugio Des Alpes dal quale si segue la mulattiera di salita che riporta allo Chalet Margherita, al Rifugio Salei, al Rifugio Valentini ed al parcheggio al punto di partenza (1.00 ora dal Col Rodella, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio cabinovia Sassolungo – Rifugio Salei – Rifugio Des Alpes – Ferrata Col Rodella – Col Rodella – Rifugio Des Alpes – Rifugio Salei – parcheggio cabinovia Sassolungo

Sentieri: 557 – 529 – traccia non segnata – Ferrata Col Rodella – 529 – 557

Dislivello: 300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore totali (2.30 ore la salita 1.00 ora la discesa)

Quota massima: 2484 m

Difficoltà: EEA – itinerario relativamente breve ma che presenta una via ferrata non molto lunga ma impegnativa con diversi passaggi esposti ed anche tecnici con diversi punti con roccia levigata, necessari esperienza di questo tipo di percorsi, kit da ferrata e casco. Attenzione anche nel prendere la traccia non segnata ed indicata che conduce all’attacco della ferrata

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: l’attacco della ferrata può essere raggiunto più in breve tramite la funivia Col Rodella di Campitello di Fassa, la vetta può essere raggiunta, naturalmente, senza percorrere la ferrata seguendo anche in salita l’itinerario descritto in discesa.
Dalla Forcella Rodella si diparte anche il Sentiero Friedrich August Weg che porta al Rifugio Sasso Piatto/Plattkofelhütte (QUI la “pillola” sul Sentiero Friedrich August).
Inoltre dal parcheggio è possibile salire alla Forcella Sassolungo ed al Rifugio Toni Demetz tramite sentiero e la Ferrata Furcela de Saslonch (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Esperienza di Stefano: è necessario scegliere una giornata asciutta e possibilmente con buona visibilità per godere dei bellissimi panorami; è bene anche partire presto al mattino per evitare di trovare i parcheggi occupati. La ferrata Col Rodella viene, in alcune relazioni, definita piuttosto semplice; in realtà, pur essendo piuttosto breve, presenta diversi passaggi, a mio avviso, non adatti a principianti di vie ferrate

QUI il link YouTube sulla salita al Col Rodella sulla via ferrata

Indicazioni nei pressi del parcheggio

Mulattiera iniziale

Rifugio Salei

Baita Miara

Salendo alla Forcella Rodella

Vista sul Col Rodella

Verso il Rifugio Des Alpes

Lungo la traccia non segnata ed indicata che porta all’attacco

Parete lungo cui si sviluppa la ferrata

Lungo la ferrata Col Rodella

In vetta al Col Rodella con omonimo rifugio con vista sul Sassolungo

Vista dalla vetta sulla Marmolada

Vista dalla vetta sul Catinaccio

Scendendo al Rifugio Des Alpes con vista sul Gruppo del Sella


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio presso la cabinovia Sassolungo sotto il Passo Sella su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Sentiero Oswald von Wolkenstein – Siusi allo Sciliar/Seis am Schlern

In Alto Adige/Südtirol sono presenti molti sentieri tematici, adatti a famiglie, che permettono di scoprire bellezze naturali, architettoniche e curiosità sulle diverse località sudtirolesi; tra essi troviamo il sentiero Oswald von Wolkenstein di Siusi allo Sciliar/Seis am Schlern (QUI la “pillola” sul paese di Siusi allo Sciliar).

Il sentiero Oswald von Wolkenstein, il cui inizio si trova a pochi minuti di cammino dalla stazione a valle della cabinovia che conduce alla notissima Alpe di Siusi, presenta un percorso ad anello dallo sviluppo totale di quasi 5 chilometri e 300 metri di dislivello in salita e discesa.
Considerando anche il tratto di collegamento tra l’inizio del sentiero e la stazione a valle della cabinovia lo sviluppo totale raggiunge i 7 chilometri circa (QUI la “pillola” sull’Alpe di Siusi in estate).

Il percorso si snoda per la maggior parte su sentieri di bosco che, con diversi saliscendi e qualche tratto più ripido, conducono alle rovine di Castel Salego/Salegg e Castelvecchio/Hauenstein, antica dimora del nobile Oswald von Wolkenstein.
Dalle rovine si possono godere bei panorami sul paese di Siusi e i bucolici dintorni mentre lungo il percorso sono presenti molti pannelli illustrativi e strutture interattive che permettono di scoprire molte curiosità sulla vita medievale, le leggende e le storie di luoghi e castelli del luogo oltre che sulla vita di Oswald von Wolkenstein e sulla flora, fauna e geologia locale.

Il sentiero Oswald von Wolkenstein, date le sue caratteristiche, risulta essere un percorso molto frequentato da famiglie ed interessante, comunque, per grandi e piccoli; tornati alla stazione a valle della cabinovia è possibile, inoltre, pranzare al ristornate pizzeria Santner’s posto in loco.

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estate 2021 e primavera 2024

Tratto tra la stazione a valle della cabinovia per la l’Alpe di Siusi e l’inizio del sentiero

Primo tratto del Sentiero Oswald von Wolkenstein

Rovine Castel Salego

Panorami verso il paese di Siusi

Tratto del sentiero Oswald von Wolkenstein verso le rovine di Castelvecchio

Rovine di Castelvecchio

Tratto verso il punto il cui il percorso compie una svolta tornando, con tracciato più basso, verso il punto di partenza

Punto in cui il percorso svolta tornando verso la zona di partenza

Qui bisogna prendere il sentiero nel bosco a sinistra (cartello che si trova divelto a giugno 2024)

Ultimo tratto del sentiero Oswald von Wolkenstein

Pranzo al ristorante-pizzeria Santner’s alla stazione a valle della cabinovia

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi


Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della cabinovia di Siusi allo Sciliar su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rasciesa di Dentro/Innerraschötz (2317 m) – Rasciesa di Fuori/Ausserraschötz (2281 m) – Dolomiti

Le cime della Rasciesa di Dentro/Innerraschötz, posta a 2317 metri di quota, e della Rasciesa di Fuori/Ausserraschötz di 2281 metri di altezza, sono situate nel gruppo montuoso dolomitico delle Odle/Geisler ed offrono grandosi panorami verso vari gruppi dolomitici quali: Sassolungo/Langkofel, Odle e Sella; le vette sono raggiungibili partendo dalla stazione a  monte della Funicolare Rasciesa, la cui stazione a valle si trova nel paese di Ortisei/St. Ulrich in Val Gardena/Gröden (QUI la “pillola” sulla funicolare Rasciesa e QUI la “pillola” sul paese di Ortisei).

Viene qui descritta la salita congiunta alle due vette erbose, tuttavia le salite alle due cime possono essere anche effettuate singolarmente riducendo, quindi, sviluppo e dislivello; i percorsi di salita non presentano particolari difficoltà tecniche ma va evidenziato che l’ultimo tratto del percorso alla Rasciesa di Dentro si svolge fuori traccia richiedendo, pertanto, senso di orientamento e buona visibilità.

La salita alla Rasciesa di Dentro comincia dalla stazione a monte della funicolare Rasciesa (2090 m. rifugio) si segue inizialmente la mulattiera numero 35 per il Passo Brogles, in breve, presso la Malga Saltner Cason si trova il bivio col sentiero 31.
Si segue quindi il sentiero 31 per la Forcella di Vallazza/Flitzer Scharte,  il sentiero procede dapprima tra spazi aperti e poi in saliscendi nel bosco fino a raggiungere la Forcella Vallazza con crocefisso (2107 m).

Dalla forcella si segue sempre il sentiero 31 in saliscendi nel bosco fino ad uscire dallo stesso ricongiungendosi alla mulattiera 35. Poco dopo il ricongiungimento, nei pressi di una panchina, si devia a sinistra su debole traccia non segnata salendo prima tra rado bosco e poi, senza traccia, diagonalmente a destra su pascoli aperti fino a raggiungere la cresta che conduce in breve alla cima della Rasciesa di Dentro (2317 m, croce, 1.30 ore dalla partenza).

Si torna per lo stesso percorso alla stazione a konte della funicolare Rasciesa in 1.00 ora, 2.30 ore dalla partenza).

Per salire alla Rasciesa di Fuori si segue adesso il sentiero 35A per il Rifugio Rasciesa, la mulattiera sterrata sale in moderata pendenza in bosco via via più rado fino a raggiungere il Rifugio Rasciesa posto tra pascoli (2170 m). Dal Rifugio si segue ora la mulattiera 10 per la vetta salendo ripidamente sulla stessa fino a raggiungere il tratto finale che, su fondo ghiaioso, porta alla vetta della Rasciesa di Fuori (2281 m, croce, 1.00 ora dalla funicolare Rasciesa, 3.30 ore dalla partenza).

Si scende quindi sul sentiero che, piuttosto ripidamente su fondo sassoso, scende in breve verso la Chiesetta di Santa Croce, dalla chiesetta si prende il sentiero 35A che riporta in breve in saliscendi al Rifugio Rasciesa, dal rifugio si torna, quindi, sul sentiero 35A, percorso in salita, fino alla stazione a monte della funicolare (1.00 ora dalla Rasciesa di Fuori, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte funicolare Rasciesa – Forcella Vallazza – Rasciesa di Dentro – Forcella Vallazza – stazione a monte funicolare Rasciesa –  Rifugio Rasciesa – Rasciesa di Fuori – Chiesetta di Santa Croce – Rifugio Rasciesa –  stazione a monte funicolare Rasciesa

Sentieri: 35 – 31 – deviazione a vista verso la Rasciesa di Dentro – 31 – 35A – 10 – 35A

Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi (300 metri i singoli percorsi alle due vette)

Tempo di percorrenza: 4.30  ore totali (2.30 ore la salita e discesa alla Rasciesa di Dentro, 2.00 ore la salita e discesa alla Rasciesa di Fuori)

Quota massima: 2317 m

Difficoltà: E/EE – escursione senza particolari difficoltà tecniche ma dallo sviluppo piuttosto lungo, il tratto finale di salita alla Rasciesa di Dentro è di difficoltà EE svolgendosi senza traccia (seppur su terreno pascolivo aperto)

Data di percorrenza: settembre 2020

Annotazioni: la salita alle due vette può, naturalmente, essere percorsa anche singolarmente riducendo sviluppo e dislivello; nel tratto finale di salita senza traccia alla Rasciesa di Dentro servono senso di orientamento e buona visibilità.

Esperienza di Stefano: percorso molto bello ma che risulta piuttosto faticoso nella sua lunghezza, necessaria con buona visibilità per potersi orientare nella salita alla Rasciesa di Dentro che è anche molto meno frequentata rispetto alla Rasciesa di Fuori; io ho preso la prima funicolare per poter salire con calma nel corso della mattinata alle cime.

Funicolare Rasciesa

Chalet Rasciesa alla stazione a monte della funicolare

Vista sulle Dolomiti e la Malga Saltner Cason

Bivio per la Forcella Vallazza/Flitzer Scharte

Vista sulla Rasciesa di Dentro salendo alla Forcella Vallazza

Forcella Vallazza

Lungo la deviazione senza traccia verso la Rasciesa di Dentro

In cima alla Rasciesa di Dentro

Salendo al Rifugio Rasciesa

Rifugio Rasciesa

Ultimo tratto di salita verso la Rasciesa di Fuori

Vetta della Rasciesa di Fuori

Scendendo verso la Chiesetta di Santa Croce

Chiesetta di Santa Croce

Tornando al Rifugio Rasciesa


Cliccare sull’immagine per visualizzare la funicolare Rasciesa su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Cir V°/Cir Piccolo (2520 m) – Ferrata del Piccolo Cir – Dolomiti

Il Cir V°/Cir Piccolo, elevazione di 2520 metri di quota dal bellissimo panorama di vetta che abbraccia numerosi gruppi dolomitici, è posto lungo la cresta delle Punte del Cir nel gruppo  delle Odle/Geisler nella notissima zona escursionistica del Passo Gardena/Grödner Joch situata a cavallo tra Val Gardena/Gröden e Val Badia/Gadertal.

La vetta del Cir V° è piuttosto frequentata in estate ed è raggiungibile con via ferrata di media difficoltà (con presenza, tuttavia, di alcuni tratti impegnativi ed esposti); anche la discesa presenta diversi tratti attrezzati seguendo poi un canalone piuttosto ripido.

L’itinerario qui descritto parte dalla stazione a monte della cabinovia Dantercepies di Selva Gardena/Wolkenstein, l’area del Dantercepies è anche raggiungibile tramite la seggiovia Cir o a piedi partendo dal Passo Gardena (QUI la “pillola” sulla cabinovia Dantercepies e seggiovia Cir, QUI quella sul Passo Gardena e QUI la “pillola” sul paese di Selva Gardena)

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Dantercepies e della seggiovia del Passo Gardena (2298 m, rifugio), dalla stazione a monte si segue il sentiero con indicazioni per la via ferrata del Piccolo Cir; la traccia sassosa e ghiaiosa conduce ripidamente fino alla base della parete rocciosa giungendo, quindi, in breve, all’inizio delle attrezzature.

I cavi conducono ad un pulpito, superata, con l’aiuto di una staffa, una spaccatura nella roccia, si procede tra paretine attrezzate (alcune più verticali altre più “appoggiate”) e brevi tratti di sentiero.
Giunti ad una selletta (possibile via di discesa a destra se si volesse abbandonare la ferrata) si sale su una paretina con una scaletta e poi ad un primo tratto verticale seppure con buoni appigli, si continua, quindi, lungo un tratto più gradinato per poi giungere ad un traverso piuttosto esposto.

La salita continua poi nuovamente verticale con passaggi esposti (con presenza di appigli ma roccia a tratti un po’ levigata dai passaggi) fino a giungere ad una sella con pulpito panoramico; da qui un breve tratto di sentiero conduce alla paretina finale, che conduce ad una selletta appena sotto la vetta dove si stacca il sentiero di discesa.
Dalla selletta (con due tratti attrezzati che salgono in cima) si sale, quindi, con il tratto di sinistra, piuttosto ripido aiutato da un piolo, alla vetta del Cir V° (2520 m, croce sullo spuntone di fronte, 1.15 ore dalla partenza).

Seguendo il tratto attrezzato da prendere in discesa si scende con attenzione su paretina piuttosto verticale e con due staffe di aiuto, alla selletta sotto la vetta; si segue, quindi, a sinistra la traccia che scende nel canalone.
Inizialmente il percorso ripido e ghiaioso è ancora attrezzato con cavi; la traccia prosegue poi in discesa sempre ripida, su fondo ghiaioso e sassoso, fino ad uscire dal canalone e riportare, in breve, alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies (45 minuti dalla vetta del Cir V°, 2.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Dantercepies e seggiovia del Passo Gardena – Cir V°/Piccolo Cir –  stazione a monte cabinovia Dantercepies e seggiovia del Passo Gardena

Sentieri: via ferrata Cir V°/Piccolo Cir – traccia di discesa nel canalone

Dislivello: 230 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.00 ore (1.15 ore la salita, 45 minuti la discesa)

Quota massima: 2520 m

Difficoltà: EEA – via ferrata breve, globalmente di medio impegno, ma con presenza di alcuni tratti più impegnativi es alcuni tratti esposti, necessari kit da ferrata, casco ed esperienza su questo tipo di itinerari

Data di ascesa: agosto 2025

Annotazioni: la salita al Cir V°/Piccolo Cir può essere abbinata al sentiero attrezzato che conduce al Piz da Cir/Cir Grande con punto di partenza anch’esso posto alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies e della seggiovia del Passo Gardena (QUI la “pillola” sulla salita al Piz da Cir/Cir Grande).

Esperienza di Stefano: ferrata breve ma da non sottovalutare in quanto alcuni passaggi richiedono la giusta attenzione ed esperienza; io ho percorso in due giornate separate le ferrate del Cir V° e del Piz da Cir per poter godere con più calma delle salite. Necessaria, naturalmente, una giornata asciutta.

Cabinovia Dantercepies

Seggiovia Cir

Tratto che dalla stazione a monte della cabinovia porta all’inizio delle attrezzature

Lungo la via ferrata

In vetta al Cir V°

Lungo la discesa

Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Dantercepies a Selva Gardena su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Gardena su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Bullaccia/Puflatsch (2174 m) – Dolomiti

La Bullaccia/Puflatsch, cima di 2174 metri di quota, è posta in vetta all’omonimo altopiano pascolivo dominante l’area dell’Alpe di Siusi/Seiser Alm; la cima, piuttosto nota e frequentata, offre un panorama ampio su numerosi gruppi dolomitici e può essere raggiunta con vari itinerari da diversi punti di partenza; viene qui descritto il giro ad anello della Bullaccia che parte da Compaccio/Kompatsch  (QUI la “pillola” sull’Alpe di Siusi in estate).

L’itinerario, che presenta dislivello e sviluppo moderati, attraversa ambienti pascolivi e alcuni tratti boscosi e presenta anche diversi rifugi e malghe lungo il percorso, inoltre, per chi volesse, sviluppo e dislivello possono essere ulteriormente ridotti usufruendo della cabinovia Bullaccia con stazione a valle posta nei pressi di Compaccio.

La salita alla Bullaccua  comincia da Compaccio (1850 m, hotel e ristoranti, raggiungibile dal paese di Siusi/Seis in cabinovia o su strada con accesso limitato ad alcuni orari). Da Compaccio si segue la stradina asfaltata 14 per il Giro della Bullaccia, la strada sale prima tra case e poi tra pascoli fino a giungere al bivio per le due direzioni del giro.

Si segue a sinistra il sentiero “PU” e numero 14 per il Rifugio Di Baita salendo su sentiero sterrato e terroso piuttosto ripido fino ad incrociare una mulattiera che si segue in breve fino ai pressi del Rifugio Di Baita (1974 m).

Continuando sul sentiero PU si segue per il Rifugio Arnika salendo in pendenza non molto ripida tra pascoli e poi su sentiero nel bosco fino a giungere ad una croce. Dalla croce si raggiunge quindi in breve il Rifugio Arnika (2062 m).

Dal Rifugio Arnika si seguono il sentiero PU e numero 24 verso le Panche delle Streghe salendo su sentiero terroso e sassoso, in moderata pendenza, tra pascoli e arbusti raggiungendo dapprima una croce con punto panoramico e poi la Panche delle Streghe; da qui si giunge quindi in breve alla vetta pascoliva della Bullaccia (2174 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dalla vetta della Bullaccia si scende in breve alla croce Filln Kreuz (2141 m), da qui si segue il sentiero PU per la stazione a monte della cabinovia Bullaccia, il sentiero terroso e ghiaioso raggiunge quindi tra pascoli (con alcuni saliscendi) prima la Malga Messner Schwaige e poi la stazione a monte della cabinovia Bullaccia con annesso Rifugio (2100 m).

Dal Rifugio Bullaccia si scende verso la Malga Tschötsch su sentiero piuttosto ripido erboso e terroso fino a giungere in breve alla Malga Tschötsch (1959 m). Dalla Malga si continua su sentiero ghiaioso e terroso ripido che riporta al bivio tra le due direzioni del giro della Bullaccia incontrato all’andata.
Dal bivio si segue quindi in discesa la stradina asfaltata già nota che riporta in breve a Compaccio (1.30 ore dalla vetta della Bullaccia, 3.15 ore dalla partenza).

Percorso: Compaccio – Rifugio Di Baita – Rifugio Arnika – Panche delle Streghe – Rifugio Bullaccia e stazione a monte della cabinovia Bullaccia – Malga Tschötsch – Compaccio

Sentieri: PU (Giro della Bullaccia)

Dislivello: 500 metri in salita e discesa comprese le varie contropendenze

Tempo di percorrenza: 3.30 ore (2.00 ore la salita, 1.30 ore la discesa).

Quota massima: 2174 m

Difficoltà: E – percorso dalla difficoltà tecnica moderata ma dallo sviluppo relativamente lungo di 10 chilometri tra andata e ritorno

Data di ascesa: agosto 2024

Annotazioni: il giro ad anello può essere percorso in entrambe le direzioni e volendo accorciato usufruendo della cabinovia Bullaccia; è bene controllare i periodi apertura di impianti e rifugi

Esperienza di Stefano: è bene scegliere giornate dalla buona visibilità per godere degli ampi panorami ed ambienti; attenzione, in estate, alle giornate molto calde in quanto gran parte del percorso si trova in spazi aperti

Stazione di arrivo della cabinovia da Siusi a Compaccio

Lungo il primo tratto su stradina asfaltata

Vista sullo Sciliar

Al bivio tra le due direzioni possibili del Giro della Bullaccia

Salendo al Rifugio Di Baita con vista sullo Sciliar

Rifugio Dibaita

Salendo verso il Rifugio Arnika

Rifugio Arnika

Salendo alle Panche delle Streghe

Punto Panoramico Gollerspitze

In arrivo alle Panche delle Streghe

Panche delle Streghe

Salendo alla vetta della Bullaccia

In vetta alla Bullaccia

Discesa verso il punto panoramico con crocefisso

Punto panoramico sulla Val Gardena

Verso la Baita Messner Schwaige, il Rifugio Bullaccia e la stazione a monte della cabinovia Bullaccia

Malga Messner Schwaige

Stazione a monte della cabinovia Bullaccia con piattaforma panoramica e rifugio

Scendendo alla Malga Tschötsch

Malga Tschötsch

Tornando a Compaccio

Vista su Sassolungo e Sassopiatto

Cliccare sull’immagine per visualizzare Compaccio sull’Alpe di Siusi su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

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