Baita Messnerjoch – Dolomti – Val d’Ega

La Baita Messnerjoch, situata a 1930 metri di quota, è situata in posizione bucolica e soleggiata ai piedi del gruppo dolomitico del Catinaccio/Rosengarten; dalla malga si hanno anche belle vedute verso il Latemar, il Corno Bianco/Weisshorn ed il Corno Nero/Schwarzhorn.

La Baita Messnerjoch, nei cui pressi si trova anche un’area gioco per bambini, è solitamente aperta sia in estate che in inverno ed offre molti piatti della cucina tipica sudtirolese; è sempre bene, comunque, informarsi sui periodi di apertura della baita.

Il percorso “classico” raggiunge la Baita Messnerjoch partendo dal Passo Nigra/Nigerpass che mette in comunicazione Nova Levante/Welschnofen e la strada del Passo Costalunga/Karerpass in Val d’Ega/Eggental con la Val di Tires/Tierstal.

Il tracciato, della durata di circa 1 ora e marcato con il numero 1, si svolge su mulattiera sterrata che presenta una pendenza moderata e 250 metri di dislivello e 2 chilometri di sviluppo solo andata (QUI la “pillola” sul Passo Nigra, QUI quella su Nova Levante, QUI la “pillola” sul Passo Costalunga e QUI la “pillola” sulla Val di Tires).

Dalla baita, se non si volesse percorrere lo stesso percorso di salita, volendo, si può scendere un po’ più ripidamente col sentiero 1B verso la Malga Frommeralm.
Il percorso richiede circa mezz’ora di cammino con 200 metri di dislivello in discesa e 1 chilometro e mezzo di sviluppo tra bosco e spazi aperti.

Il punto di ristoro della Malga Frommeralm è posto lungo la strada del Passo Nigra nei pressi della stazione a monte della cabinovia proveniente da Nova Levante, della stazione a monte della funivia proveniente da Tires e della stazione a valle della cabinovia Laurin I e II che portano al Rifugio Fronza alla Coronelle/Kölner Hütte.
Tutti gli impianti citati fanno parte degli impianti estivi del comprensorio Carezza Dolomites (QUI la “pillola” su questi impianti).

Dalla Malga Frommealm è poi possibile tornare al Passo Nigra o in 3 chilometri di cammino in leggera discesa lungo la strada o in autobus (in questo caso è bene controllare in anticipo gli orari dell’autobus).
Partendo dalla Malga Frommeralm è anche possibile salire direttamente a piedi al Rifugio Fronza alle Coronelle (passando anche dalla Baita Messnerjoch); il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche ma si trovano alcuni tratti ripidi e 600 metri di dislivello di sola salita (QUI la “pillola” su questo itinerario).

Inoltre, nella stagione invernale, la Baita Messnerjoch è posta lungo le piste del comprensorio Carezza Dolomites ed è raggiungibile anche a piedi seguendo la mulattiera, solitamente battuta dal gatto delle nevi, dal Passo Nigra alla baita (QUI la “pillola” sul comprensorio Carezza Dolomites, e QUI quella sul percorso a piedi invernale per la Baita Messnerjoch).

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’inverno 2022 e 2025 ed estate 2023 e 2025

Al Passo Nigra

Primo tratto della Mulattiera di salita alla Baita Messnerjoch con vista sul gruppo del Catinaccio

Tratto centrale della salita

Vista sul Latemar

Parte finale di salita

Alla Baita Messnerjoch

Vista sul Latemar, Corno Bianco e Corno Nero

Vista sui bucolici dintorni della baita

Sul sentiero tra la Baita Messnerjoch e la Malga Frommeralm

Malga Frommeralm

Cabinovie Laurin I e II

Rifugio Fronza alle Coronelle

Lungo il percorso invernale dal Passo Nigra alla Baita Messnerjoch

Lungo le piste del comprensorio Carezza Ski nell’area della Baita Messnerjoch

Mappa del percorso

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val d’Ega e il Monte Corno


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Nigra su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare la Malga Frommeralm su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Rifugio Bergamo/Grasleitenhütte (2165 m) – Dolomiti

Il Rifugio Bergamo/Grasleitenhütte, posto a 2165 metri di quota, è situato nel gruppo montuoso dolomitico del Catinaccio/Rosengarten in zona magnifica circondata da alte pareti rocciose; il rifugio è posto in zona selvaggia ed isolata e presenta un lungo accesso dalla Val di Tires/Tierstal (QUI la “pillola” sulla Val di Tires).

Il percorso dai Bagni di Lavina Bianca/Weißlanbad al rifugio, seppur senza avere grandi difficoltà tecniche, presenta un dislivello ed uno sviluppo rilevanti; il tracciato risale la lunga Val Ciamin/Tschamintal attraversando diversi tipi di ambienti quali tratti boscosi, radure pascolive e zone rocciose tipicamente dolomitiche.

La salita comincia dai Bagni di Lavina Bianca in Val di Tires (1170 m, parcheggio), seguendo le indicazioni del sentiero numero 3 per il Rifugio Bergamo si raggiunge in breve il centro visite del parco Sciliar-Catinaccio e la Malga Ciamin/Tschaminschwaige.
Seguendo il sentiero 3 si sale ripidamente su traccia ghiaiosa e sassosa nel bosco, si ignorano diversi bivi fino a giungere all’incrocio con una mulattiera forestale presso un crocefisso; seguendo in salita la mulattiera sterrata, sempre sentiero 3 per il Rifugio Bergamo, si oltrepassano anche due fonti e ponti sul Torrente Ciamin.
Salendo in moderata pendenza sulla mulattiera si giunge ad un prima radura pascoliva, Schafer Leger, e poi la seconda più grande radura, Rechter Leger (1600 m).

Continuando la salita su mulattiera via via più ripida il percorso torna ad essere una traccia ghiaiosa e terrosa nel bosco che sale piuttosto ripidamente fino a giungere al bivio con il percorso per il Rifugio Alpe di Tires.
Seguendo il sentiero 3A per il Rifugio Bergamo si sale tra rado bosco su traccia ghiaiosa e sassosa, si ignora il successivo bivio per il Rifugio Alpe di Tires e si continua la salita tra tratti con gradoni di legno ed altri in pendenza più moderata.
Con un tratto su traccia ghiaiosa più ripida si giunge ad un dosso con la bandiera del rifugio (adesso in vista); scendendo per un tratto su traccia ghiaiosa e sassosa e con una breve risalita si giunge, quindi, al Rifugio Bergamo (2165 m, 3.00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso, con anche la breve risalita al dosso con la bandiera, in 2.15 ore, 5.15 ore dalla partenza.

Percorso: Bagni di Lavina Bianca – Radura Schafer Leger – Radura Rechter Leger – Rifugio Bergamo – Radura Rechter Leger – Radura Schafer Leger – Bagni di Lavina Bianca

Sentieri: 3 – 3A

Dislivello: 1100 metri in salita e discesa considerati anche i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.15 ore totali (3.00 ore la salita, 2.15 ore la discesa)

Quota massima: 2165 m

Difficoltà: E –  escursione con difficoltà tecniche moderate ma con traccia con tratti ripidi con fondo sassoso e dal dislivello rilevante e dal lungo sviluppo di oltre 15 chilometri totali tra andata e ritorno

Data di ascesa: giugno 2023

Annotazioni: necessario tempo asciutto, è bene controllare la data di apertura del rifugio. Dai Bagni di lavina Bianca parte anche l’itinerario per il Monte Balzo/Völsegg Spitze ed il Rifugio Monte Cavone/Tschafonhütte (QUI la “pillola” sulla salita a Monte Balzo e Rifugio Monte Cavone).

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bellissimo ambiente dolomitico del Catinaccio che circonda il rifugio; meglio evitare, inoltre, giornate eccessivamente calde.
Il percorso non è particolarmente difficile tecnicamente ma il lungo sviluppo e dislivello non vanno sottovalutati

Ai Bagni di Lavina Bianca

Cenro visite parco e Malga Tschaminschwaige

Salendo nel primo tratto nel bosco con anche alcuni scorci panoramici

Salendo sulla mulattiera forestale

Radura Rechter Leger

Salendo al bivio tra Rifugio Bergamo e Rifugio Alpe di Tires

Bivio tra Rifugio Bergamo e Rifugio Alpe di Tires

Salendo al Rifugio Bergamo con vista su diverse vette del gruppo del Catinaccio

Dosso con bandiera del rifugio

Tratto finale verso il rifugio con discesa e risalita

Al Rifugio Bergamo

Mappa del percorso


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

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Rifugio Fronza alle Coronelle/Kölner Hütte (2339 m) – Baita Messner Joch (1930 m) – Dolomiti

Il Rifugio Fronza alle Coronelle/Kölner Hütte, situato a 2339 metri di quota, e la Baita Messner Joch, posta a 1930 metri di altezza, sono situati nel gruppo dolomitico del Catinaccio/Rosengarten ed offrono un bellissimo panorama su Catinaccio, Latemar e verso la zona meridionale dell’Alto Adige.

Il Rifugio Fronza può essere raggiunto dalla Malga Frommeralm anche con la cabinovia Laurin I e II, facente parte degli impianti estivi del comprensorio Carezza Dolomites, ma viene qui descritto il percorso, dapprima nel bosco e poi in ambiente più aspro dolomitico, che lo raggiunge a piedi passando anche dalla Baita Messner Joch (QUI la “pillola” sugli impianti estivi Carezza Dolomites).

Il percorso a piedi parte anch’esso dalla Baita Frommeralm, situata non lontano dal Passo Nigra/Nigerpass e dal Passo Costalunga/Karerpass, e raggiungibile da Nova Levante/Welschnofen in Val d’Ega/Eggental e dalla Val di Tires/Tierstal (QUI la “pillola” sul Passo Nigra, QUI quella sul Passo Costalunga, QUI la “pillola” su Nova Levante e QUI quella su Tires).

Il percorso comincia dalla Malga Frommeralm (1743 m, stazione a valle della cabinovia Laurin I), si segue il sentiero 15 per la Baita Messner Joch salendo su traccia ghiaiosa tra pascoli e poi, con pendenza più ripida, nel bosco fino ad incrociare una mulattiera.
Al vicino bivio si segue il sentiero 1B per la Baita Messner Joch salendo su mulattiera ghiaiosa nel bosco e poi su sentiero tra pascoli fino alla Baita Messner Joch (1930 m, punto di ristoro, 30 minuti dalla partenza).

Dalla Baita Messner Joch si segue il sentiero 1 per il Rifugio Fronza salendo su sentiero con traccia ghiaiosa e terrosa nel rado bosco, rimanendo a sinistra ad un vicino bivio non segnalato, fino a giungere all’incrocio col sentiero 15, rimanendo sul sentiero 1 per il Rifugio Fronza si giunge ad incontrare una mulattiera e la stazione a monte della cabinovia Laurin I e la stazione a valle della cabinovia Laurin II.

Si sale, quindi, sulla mulattiera sassosa seguendo le indicazioni numero 1 per il Rifugio Fronza, la mulattiera sale ripidamente raggiungendo dapprima un punto panoramico sul Latemar con sedili di legno; si continua poi a salire ripidamente con anche un paio di tornanti, fino alla stazione a monte della cabinovia Laurin II ed al vicino Rifugio Fronza alle Coronelle ed al Laurin Lodge (2339 m, 1.15 ore dalla Baita Messner Joch, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso, o, volendo, rimanendo sulla mulattiera senza ripassare dalla Baita Messner Joch, in 1.15 ore, 3.00 ore dalla partenza.,

Percorso: Baita Frommeralm – Baita Messner Joch – Rifugio Fronza alle Coronelle – Baita Frommeralm

Sentieri: 15 – 1B – 1 – 15

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore totali (1.45 ore la salita, 1.15 ore la discesa)

Quota massima: 2339 m

Difficoltà: E –  percorso senza grandi difficoltà tecniche ma che presenta diversi tratti ripidi; sviluppo totale di circa 7,5 chilometri

Data di ascesa: settembre 2022 e luglio 2025

Annotazioni: è possibile abbreviare di molto il percorso salendo o scendendo in cabinovia; la Baita Frommeralme raggiungibile anche da Nova Levante con la cabinovia (in questi casi controllare prima i periodi di apertura). Il Rifugio Fronza è anche punto di partenza per la ferrata Passo Santner (QUI la “pillola” sulla ferrata).
Inoltre, la Baita Messnerjoch è anche raggiungibile su mulattiera sterrata dal Passo Nigra (QUI la “pillola” su questo itinerario).

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere dei bei panorami su Catinaccio e Latemar; con tempo stabile l’escursione è adatta anche per un giro di mezza giornata al mattino o pomeriggio.

Area della Malga Frommeralm e della stazione a monte della cabinovia proveniente da Nova Levante e della stazione a valle della cabinovia Laurin I

Salendo alla Baita Messner Joch

Baita Messner Joch

Salendo all’incrocio con la mulattiera ed alla stazione a monte della cabinovia Laurin I ed a quella a valle della Laurin II

Salendo su mulattiera verso il Rifugio Fronza

Punto panoramico sul Latemar

Continuando la salita su mulattiera al Rifugio Fronza con il Catinaccio alle sue spalle ed alla stazione a monte della cabinovia Laurin II

Laurin Lodge

Rifugio Fronza alle Coronelle

Panorami dal rifugio

Lungo la discesa nel tratto su mulattiera non ripassando per la Baita Messner Joch

Mappa del percorso

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

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Passo Santner (2734 m) – Passo delle Coronelle/Tschagerjoch (2630 m) – Ferrata Passo Santner – Dolomiti

Il Passo Santner, posto a 2734 metri di quota, e il Passo delle Coronelle/Tschagerjoch, situato a 2630 metri di altezza, sono due valichi posti nel gruppo dolomitico del Catinaccio/Rosengarten; i due passi possono essere saliti singolarmente dalla Val d’Ega/Eggental in Alto Adige o dalla Val di Fassa in Trentino, viene, però, qui descritto un giro ad anello che li raggiunge entrambi.

L’itinerario molto panoramico parte dal Rifugio Fronza che è raggiungibile con le cabinovie Laurin I e II, facenti parte degli impianti estivi del comprensorio Carezza Dolomites, la cui stazione a valle è posta alla Malga Frommeralm, posta, non lontano dal Passo Nigra, tra i comuni di Tires/Tiers e Nova Levante/Welschnofen (QUI la “pillola” sul Passo Nigra, QUI quella sulla Val di Tires, QUI la “pillola” su Nova Levante e QUI quella sugli impianti estivi Carezza Dolomites).

il percorso prevede dapprima la salita con la Ferrata Passo Santner, segue poi la discesa nella conca del Gartl davanti alle Torri del Vajolet e la successiva risalita al Passo delle Coronelle con discesa finale di ritorno al Rifugio Fronza.

Il percorso risulta, quindi, globalmente impegnativo e interamente su tipico terreno dolomitico ghiaioso e roccioso; la ferrata è di medio impegno ma presenta anche molti tratti di arrampicata di I-II grado non attrezzati, l’interno tracciato è, quindi, adatto per esperti in buona forma fisica ed abituati alla percorrenza di questo tipo di itinerari.

La salita comincia dal Rifugio Fronza alle Coronelle (2339 m, cabinovia Laurin II da Malga Frommeralm nei pressi del Passo Nigra), si seguono le indicazioni per la Ferrata Passo Santner su sentiero 550, la traccia sassosa sale subito ripida superando anche diversi gradoni rocciosi attrezzati con cavi che portano al bivio tra Passo Santner e Passo Coronelle.
Si segue a sinistra per la ferrata Passo Santner con indicazioni 542S, la traccia sassosa e ghiaiosa procede inizialmente in lungo saliscendi a mezzacosta per poi superare diversi canalini rocciosi di I°-II° grado non attrezzati.
Il percorso raggiunge quindi dei tratti in saliscendi su paretine rocciose attrezzate con cavo, si superano poi altri canalini non attrezzati che portano ad una selletta, da qui si scende su paretina piuttosto verticale attrezzata con cavo, i cavi conducono sul fondo di un canale (possibile neve fino ad estate inoltrata) per poi risalire su parete rocciosa, con passaggi atletici, fino ad un’altra selletta; da qui con alcuni traversi attrezzati con cavo si giunge al Passo Santner (2732 m, Rifugio Passo Santner, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Passo Santner si segue il sentiero 542 per il Rifugio Re Alberto I, la traccia sassosa e ghiaiosa scende in breve nel Gartl al Rifugio Re Alberto I posto davanti alle Torri del Vajolet (2621 m, 15 minuti dal Rifugio Passo Santner, 2.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Re Alberto I si seguono le indicazioni per il Rifugio Vajolet sul sentiero 542, la traccia sassosa e ghiaiosa scende ripida nel Gartl, con anche tratti agevolati con cavi, fino a giungere ai Rifugi Vajolet e Preuss (2243 m, 45 minuti dal Rifugio Re Alberto I, 3.00 ore dalla partenza).

Dai Rifugio Vajolet e Preuss si segue in discesa la mulattiera sterrata per il Rifugio Gardeccia trovando, in breve, sulla destra la deviazione per il Passo delle Coronelle con sentiero 541; la traccia sassosa e ghiaiosa sale in pendenza moderata tra magra erba portando poi ad un lungo tratto in leggera salita che conduce ad un successivo bivio.
Da qui si segue il sentiero 550 per il Passo delle Coronelle, la traccia sassosa e ghiaiosa sale ripidamente con alcuni tornanti fino ad incontrare delle roccette e gradoni rocciosi che conducono al Passo delle Coronelle (2630 m, 1.45 ore dai Rifugi Vajolet e Preuss, 4.45 ore dalla partenza).

Dal Passo delle Coronelle si scende, quindi, sul versante opposto verso il Rifugio Fronza, la traccia ghiaiosa e sassosa scende ripida, superando anche diversi tratti con gradoni di legno e cavi, portando poi ad un tratto in pendenza più lieve che conduce al bivio incontrato poco dopo la partenza.
Dal bivio si segue, quindi, in discesa per il Rifugio Fronza superando i gradoni e roccette attrezzati con cavi percorsi in salita e tornando in breve al Rifugio Fronza (45 minuti dal Passo delle Coronelle, 5.30 ore dalla partenza).

Percorso: Rifugio Fronza – Passo Santner – Rifugio Re Alberto I – Rifugi Vajolet e Preuss – Passo delle Coronelle – Rifugio Fronza

Sentieri: 550 – 542S – 542 – 541 – 550

Dislivello: 900 metri in salita e discesa considerati le diverse contropendenze

Tempo di percorrenza: 5.30 ore totali

Quota massima: 2732 m

Difficoltà: EEA – itinerario globalmente impegnativo e riservato ad esperti con buon allenamento; la ferrata è di media difficoltà per esperti ma con presenza di molti tratti in arrampicata di I-II grado senza attrezzature. Necessari kit da ferrata e casco.

Data di ascesa: agosto 2021

QUI il link YouTube al video della salita al Passo Santner ed al Passo delle Coronelle

Cabinovia Laurin II

Rifugio Fronza alle Coronelle

Primi tratti attrezzati alla partenza

Bivio tra Passo Santner e Passo delle Coronelle

Sulla Ferrata Passo Santner con diversi tratti in arrampicata libera

Passo Santner con Rifugio Passo Santner

Discesa verso il Rifugio Re Alberto I con vista sulle Torri del Vajolet

Discesa verso i Rifugi Vajolet e Preuss

Risalita verso il Passo delle Coronelle

Passo delle Coronelle

Discesa verso il Rifugio Fronza

Mappa del percorso


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Roda di Vael (2806 m) – Ferrata della Roda di Vael – Dolomiti

La Roda di Vael, vetta di 2806 metri di quota facente parte del gruppo del Catinaccio, è una cima dolomitica molto prestigiosa posta sul confine tra la sudtirolese Val d’Ega/Eggental e la trentina Val di Fassa.

La cima e il percorso per arrivarci percorrono ambienti rocciosi tipicamente dolomitici e offrono un panorama bellissimo su molti gruppi circostanti; sono possibili vari accessi alla vetta, tutti impegnativi che richiedono esperienza di ferrate.

Viene qui descritto un percorso ad anello passante per il Rifugio Roda di Vael con partenza dalla stazione a monte della seggiovia Paolina, facente parte degli impianti estivi del comprensorio Carezza Dolomites, la cui stazione a valle si trova nei pressi del paese di Carezza/Karer, frazione del comune di Nova Levante/Welschnofen posto in Val d’Ega/Eggental (QUI la “pillola” sulla seggiovia Paolina e QUI quella sugli impianti estivi Carezza Dolomites).

L’itinerario risulta essere tra i più belli delle Dolomiti, l’impegno fisico globale, la difficoltà tecnica e l’esposizione di alcuni tratti sono però elevati e la percorrenza dell’ascesa è consigliata, quindi, solo ad esperti di montagna.

La salita comincia dalla stazione a monte della Seggiovia Paolina (2125 m, rifugio Paolina), dalla seggiovia si segue il sentiero 539 che sale su traccia sassosa e ghiaiosa ripida prima tra prati e poi in ambiente più roccioso portando al Monumento a Christomannos, seguendo il sentiero 549 su traccia ghiaiosa e sassosa in saliscendi si arriva alla Baita Pederiva ed al Rifugio Roda di Vael (2283 m, 45 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio si segue il sentiero 541 per il Pael su traccia sassosa che in saliscendi conduce alla conca del Pael (2330 m), dal Pael si segue il sentiero 551 per il Passo Vajolon, la traccia sassosa sale dapprima ripida in un canalino portando poi in salita moderata ad un dosso, dal dosso la traccia scende brevemente per poi risalire fino al Passo Vajolon (2560 m, 1.15 ore dal Rifugio Roda di Vael, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Passo Vajolon si segue l’indicazione N01 per la Roda di Vael salendo su ferrata di moderata difficoltà che alterna tratti attrezzati piuttosto esposti, seppur con buoni appigli, a tratti meno verticali, la ferrata raggiunge quindi l’ultimo tratto di cresta che conduce alla cima della Roda di Vael (2806 m, croce, 1 ora dal Passo Vajolon, 3.00 ore dalla partenza).

Dalla vetta si torna con attenzione lungo la ferrata al Passo Vajolon in 45 minuti, dal passo si segue quindi il sentiero 9 per il Rifugio Paolina, la traccia sassosa e ghiaiosa scende ripida in un canalone con anche alcuni tratti attrezzati con cavo ed una scaletta fino ad incontrare il bivio col sentiero 549.

Si segue per breve tratto il sentiero 549 per il Rifugio Coronelle fino al vicino bivio a cui si segue il sentiero 552 per il Rifugio Paolina, seguendo sempre il sentiero 552 a tutti i seguenti bivi la traccia prosegue in lungo saliscendi su traccia prima sassosa e poi terrosa fino ad entrare nel bosco e portare alla stazione a monte della seggiovia Paolina, 1.30 ore dal Passo Vajolon, 2.15 ore dalla vetta della Roda di Vael, 5.15 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte seggiovia Paolina – Rifugio Roda di Vael – Passo Vajolon – Roda di Vael – Passo Vajolon –  stazione a monte seggiovia Paolina

Sentieri: 539 – 549 – 541 – 551 – N01 – 9 – 549 – 552

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.15 ore totali

Quota massima: 2806 m

Difficoltà: EEA – itinerario lungo con tratti attrezzati di medio impegno tecnico e vari tratti esposti, necessari kit da ferrata, casco, assenza di vertigini ed esperienza di ferrate e di montagna.
Prestare attenzione ai numerosi bivi lungo il percorso.

Data di ascesa: agosto 2020

QUI il link YouTube al video sulla salita alla Roda di Vael

Seggiovia Paolina

Rifugio Paolina alla stazione a monte dell’omonima seggiovia

Vista sul Latemar

Cartelli alla partenza

Tratto verso il Monumento a Christomannos

Monumento a Christomannos

Tratto verso il Rifugio Roda di Vael e Baita Pederiva

Rifugio Roda di Vael

Baita Pederiva

Cartelli al Rifugio Roda di Vael

Nel canalino di salita dopo il Pael

Vista su Passo Vajolon e Roda di Vael

Passo Vajolon

Lungo la ferrata alla Roda di Vael

In cima alla Roda di Vael

Vista sul gruppo del Catinaccio dalla vetta della Roda di Vael

Scendendo dal Passo Vajolon

Mappa del percorso


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ega e Monte Corno