Col Plö Alt (2330 m) – Rifugio Gardenaccia (2050 m) – Dolomiti

Il Col Plö Alt, vetta di 2330 metri di quota, è posto in Val Badia/Gadertal nel gruppo dolomitico del Puez-Odle; la via di salita alla cima parte dalla seggiovia Gardenaccia dal paese di La Villa/Stern e passa per il noto Rifugio Gardenaccia (QUI la “pillola” sul paese di La Villa e QUI quella sulla seggiovia e rifugio Gardenaccia).

Il percorso raggiunge dapprima su sentiero nel bosco, con qualche tratto ripido, il Rifugio Gardenaccia; il tracciato sale poi con pendenza moderata e sviluppo piuttosto lungo, tra pascoli e spazi aperti, portando al Col Plö Alt dal quale si gode un’ampia vista su diversi gruppi dolomitici e fin verso le Alpi di Zillertal e le Vedrette di Ries/Riesferner Gruppe.

La salita comincia dalla stazione a monte della seggiovia Gardenaccia (1750 m), si segue a sinistra il sentiero 11B per il Rifugio Gardenaccia; la traccia terrosa e ghiaiosa procede in leggera salita nel bosco raggiungendo l’attacco della Ferrata Les Cordes e poi, in breve, un bivio.

Seguendo sempre i cartelli per il Rifugio Gardenaccia si sale ripidamente su traccia ghiaiosa e sassosa entrando in un canalino; all’uscita di esso si procede nel bosco, in moderata pendenza, raggiungendo in brvee il Rifugio Gardenaccia (2050 m, 1.00 ora dalla partenza).

Dal Rifugio Gardenaccia si segue il sentiero 1A per il Col Plö Alt salendo in moderata pendenza, su traccia erbosa e ghiaiosa, tra pascoli e pini mughi; il sentiero (facendo attenzione a non perdere la traccia segnata)  procede quindi, in lungo sviluppo, con tratti in lieve saliscendi ed altri in salita con pendenza moderata, fino ad un bivio.

Rimanendo sul sentiero 1A per il Col Plö Alt si segue la traccia a mezzacosta piuttosto stretta ed un po’ esposta fino ad un pianoro con laghetto (questo tratto più esposto può essere evitato percorrendo una traccia sulla destra che con discesa e successiva risalita porta ugualmente al pianoro).
Dal pianoro si segue la traccia sassosa che piuttosto ripidamente porta ad una zona di altipiano dalla quale si devia a destra, su traccia poco segnata ma con direzione evidente con buona visibilità, giungendo, in breve, alla vetta del Col Plö Alt (2330 m, croce, 1.15 ore dal Rifugio Gardenaccia, 2.15 ore dalla partenza).

Dalla vetta si torna per lo stesso percorso, con alcuni saliscendi, al Rifugio Gardenaccia in 1.00 ora, 3.15 ore dalla partenza.

Dal Rifugio Gardenaccia si segue, quindi, il sentiero 5 per La Villa, la traccia sassosa e terrosa scende alternando tratti ripidi (di cui uno con cavo scorrimano) ad altri in moderata pendenza; il sentiero scende poi ad un tratto ghiaioso più largo tra staccionate.
Giunti al bivio tra La Villa e la seggiovia su segue a destra verso la seggiovia giungendo, in breve, alla stazione a monte della seggiovia Gardenaccia (45 minuti dal Rifugio Gardenaccia, 4.00 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte Seggiovia Gardenaccia – Rifugio Gardenaccia – Col Plö Alt – Rifugio Gardenaccia – Stazione a monte seggiovia Gardenaccia

Sentieri: 11B – 1A – 5

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati i diversi saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.00 ore (2.15 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2330 m

Difficoltà: E – itinerario complessivamente di moderata difficoltà tecnica ma con presenza di alcuni tratti piuttosto ripidi ed un tratto un po’ esposto salendo alla vetta (comunque evitabile come descritto nella descrizione del percorso), sviluppo totale di circa 10 chilometri tra andata e ritorno.
Il tratto finale verso la vetta non è ben segnato ma è ben intuibile, con buona visibilità.

Data di ascesa: settembre 2023

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura dell’impianto di risalita e del rifugio.
Il Rifugio Gardenaccia è anche raggiungibile dalla stazione a monte della seggiovia tramite la Via Ferrata Les Cordes; dal rifugio è, inoltre, possibile salire alla vetta della Para dai Giai (QUI la “pillola” sull’itinerario della Via Ferrata Les Cordes e dell’ascesa alla Para dai Giai)

Esperienza di Stefano: la zona del Rifugio Gardenaccia è solitamente piuttosto frequentata, il percorso diventa invece più solitario verso la vetta; è necessaria una con buona visibilità sia per procede con più sicurezza nei tratti in cui la traccia è meno segnata sia per godere degli ampi panorami. Io sono partito con la prima seggiovia pranzando poi al Rifugio Gardenaccia lungo la discesa dopo la salita in vetta.

Seggiovia Gardenaccia

Primo tratto del sentiero 11B

Attacco della Via Ferrata Les Cordes

Continuando sul sentiero 11B verso il Rifugio Gardenaccia

Al Rifugio Gardenaccia

Para dai Giai vista dal Rifugio Gardenaccia

Marmolada vista dal Rifugio Gardenaccia

Cartelli al rifugio Gardenaccia

Primo tratto di salita verso il Col Plö Alt

Tratto un po’ esposto (aggirabile sulla destra con traccia in discesa e risalita)

Pianoro con laghetto

Tratto più ripido verso l’altopiano finale

Altpiano finale (attenzione a seguire la vaga traccia)

In cima al Col Plö Alt

Panorami di vetta

Tornati al Rifugio Gardenaccia discesa sul sentiero 5 alla stazione a monte della seggiovia


Cliccare sull’immagine per visualizzare la seggiovia Gardenaccia su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Störes (2181 m) – Giro del Pralongià – Dolomiti

Lo Störes, vetta di 2181 metri di altezza, è posta sul punto più elevato dell’Altopiano del Pralongià in Alta Val Badia; la cima e l’altipiano presentano un ambiente idilliaco tra prati e pascoli con magnifici panorami su molti notissimi gruppi montuosi dolomitici (QUI la “pillola” sul Pralongià ed i suoi impianti e strutture).

Sull’Altipiano del Pralongià sono possibili svariati percorsi di diversa difficoltà; viene qui descritto il tracciato che parte dalla cabinovia del Piz la Ila, con stazione a valle situata nel paese di La Villa/Stern in Alta Val Badia (QUI la “pillola” sul paese di La Villa).

Il percorso descritto presenta uno sviluppo totale lungo e un dislivello in discesa rilevante ma può essere accorciato in base alle proprie esigenze; l’escursione si svolge principalmente su sentieri sterrati tra ampi pascoli e tocca anche diversi punti di ristoro.

Il percorso comincia dalla stazione a monte della cabinovia del Piz la Ila (2078 m, rifugio, stazione a valle a La Villa) seguendo il sentiero 4A per il Pralongià.
Si procede in saliscendi su sentiero ghiaioso tra ampi pascoli raggiungendo, in breve, il sentiero numero 4 nei pressi della Baita La Fraina; continuando sulla mulattiera sterrata numero 4, sempre in saliscendi, si toccano i rifugi La Brancia e Tablà.
Seguendo adesso il sentiero 23 per il Pralongià si sale su mulattiera sterrata un po’ più ripida fino al Rifugio Bioch (2079 m).
Continuando sul sentiero 23 per il Pralongià si procede prima prima in saliscendi, raggiungendo un punto panoramico con tavola delle cime visibili, e poi un po’ più ripidamente fino al Rifugio Pralongià (2109 m, chiesetta, rifugio con riapertura a luglio 2023, 1.30 ore dalla partenza).

Dal rifugio si sale su sentiero ghiaioso 24 verso il Setsas e Col di Lana procedendo in moderata salita, si ignora un primo bivio e poi, in breve, si raggiunge un secondo bivio; si devia, quindi, a destra per il Col di Lana, sempre su sentiero ghiaioso, raggiungendo in breve la vetta dello Störes (2181 m, croce, 15 minuti dal Rifugio Pralongià, 1.45 ore dalla partenza).

Tornati in saliscendi al Rifugio Pralongià ed al Rifugio Bioch si prende a destra il sentiero 21A per il Piz Sorega, prima in discesa poi in leggera risalita si raggiunge il rifugio Las Vegas e poi il Rifugio Piz Sorega (2002 m, cabinovia da San Cassiano/St. Kassian, 1.15 ore dallo Störes, 3.00 ore dalla partenza).

Si prende, quindi, la mulattiera sterrata numero 21 per La Villa, si scende tra bosco e spazi aperti fino allo scalo di due seggiovie; continuando sulla mulattiera numero 4 si scende, quindi, ripidamente a La Villa (1419 m, 1.30 ore dal Piz Sorega, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Piz la Ila – Rifugio de Bioch – Rifugio Pralongià – Störes – Rifugio Pralongià – Rifugio de Bioch – Rifugio Piz Sorega – La Villa

Sentieri: 4A – 4 – 23 – 24 – 23 – 21A – 21 – 4

Dislivello: 400 metri in salita e 1100 metri in discesa compresi i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore totali

Quota massima: 2181 m

Difficoltà: E –  escursione senza particolari difficoltà tecniche ma dal lungo sviluppo di oltre 15 chilometri e dislivello rilevante in discesa

Data di ascesa: giugno 2023

Annotazioni: il percorso può essere abbreviato tornando al Piz la Ila per la via dell’andata o prendendo gli impianti (2 seggiovie) che portando dal Piz Sorega al Piz la Ila. È bene controllare data e orari di apertura degli impianti e dei rifugi (il rifugio Pralongià e a giugno 2023 in ristrutturazione con riapertura prevista per luglio 2023)
Dallo Störes è anche possibile salire al Setsas con percorso piuttosto impegnativo (QUI la “pillola” sulla salita a Störes e Setsas partendo dalla seggiovia Pralongià di Corvara).

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dell’amplissimo panorama; se fosse possibile è meglio anche percorrere l’escursione non in alta stagione turistica potendo, così, godere più tranquillamente del meraviglioso ambiente dell’altipiano del Pralongià

Cabinovia del Piz la Ila

Alla stazione a monte della cabinovia

Verso il Rifugio Bioch

Rifugio Bioch

Salendo verso il Rifugio Pralongià con vista sul Rifugio Bioch ed il Sassongher

Vista sulle Conturines

Vista sul Sassongher

Vista sul Gruppo del Sella

Ultimo tratto di salita verso il Rifugio Pralongià

Rifugio Pralongià (riapertura a luglio 2023)

Chiesetta nei pressi del rifugio con vista sullo Störes

Salendo allo Störes

In vetta allo Störes

Vista sulle Conturines

Vista sul Setsas

Vista sulla Marmolada

Vista sul gruppo del Sella

Lungo il sentiero dal Rifugio Bioch al Piz Sorega

Al Piz Sorega

Lungo la discesa a La Villa

Punto panoramico sul paese di San Cassiano

Ultimo tratto di discesa verso La Villa


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Piz la Ila a La Villa su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Alta Badia – comprensorio sciistico – Val Badia

La Val Badia, nella sua parte più alta della valle, dispone del comprensorio sciistico Alta Badia, che è annoverato tra i più noti ed amati delle Alpi; infatti sono presenti in Alta Badia le famose aree sciistiche del Pralongià, Boè, Passo Campolongo, Passo Gardena e La Crusc/Santa Croce.
Queste aree sono tutte collegate tra loro tramite piste ed impianti e sono poste sopra i paesi di Corvara, Colfosco/Kolfuschg, La Villa/Stern e San Cassiano/St. Kassian (QUI la “pillola” sui paese di Corvara e Colfosco, QUI quella sul paese di La Villa, QUI la “pillola” sul paese di San Cassiano, QUI quella sull’altopiano del Pralongià e QUI quella sull’area La Crusc).

L’area sciistica dell’Alta Badia ospita 130 chilometri di piste da sci alpino di svariata difficoltà, servite da moderni impianti di risalita e da innevamento programmato; lungo le piste sono dislocati moltissimi rifugi che propongono piatti tipici e si può godere di un panorama bellissimo verso famosi gruppi dolomitici quali: Conturines, Odle/Geisler, Sassongher, Sella e Marmolada.

Sono presenti anche oltre 30 chilometri di piste per lo sci di fondo e svariate possibilità di escursioni con le ciaspole su sentieri innevati immersi nel bellissimo ambiente dolomitico; tra i percorsi invernali più noti, battuti dal gatto delle nevi, troviamo, ad esempio, il tracciato che porta al Rifugio Pralongià ed alla vetta dello Störes, il percorso che conduce alla chiesa ed al Rifugio La Crusc, il tracciato per la Malga Valparola ed il percorso verso la base delle Cascate del Pisciadù (QUI la “pillola” sulla salita invernale al Rifugio Pralongià ed alla vetta dello Störes, QUI quella sul percorso innevato per la chiesa e rifugio La Crusc, QUI la “pillola” sul tracciato su neve alla Malga Valparola e QUI quella verso le Cascate del Pisciadù).

Tra le piste da sci più note si trova la ripida pista Gran Risa che ospita, ogni inverno, una tappa della coppa del mondo di sci con le specialità dello slalom gigante; l’Alta Badia dispone, in ogni caso, di piste adatte sia a famiglie che esperti.

Inoltre, il comprensorio sciistico dell’Alta Badia è collegato al famoso circuito “Sellaronda” che permette, sci ai piedi, di compiere il giro dei quattro passi dislocati intorno al gruppo montuoso dolomitico del Sella, connettendosi ai comprensori della sudtirolese Val Gardena/Gröden, della trentina Val di Fassa e della veneta Arabba (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico della Val Gardena).

Le foto si riferiscono alle mie visite in inverno nel 2019, 2021, 2022, 2025 e 2026

Piste da sci della zona di Colfosco con il gruppo del Sella sullo sfondo

Piste da sci della zona di San Cassiano con il Sassongher sullo sfondo

Piste da sci della zona di San Cassiano del Piz Sorega con le Conturines sullo sfondo

Rifugio Las Vegas

Piste da sci della zona di La Villa con il gruppo della Marmolada sullo sfondo

Piste da sci della zona di Corvara con il Sassongher sullo sfondo

Piste da sci della zona di Corvara con le Conturines sullo sfondo

Rifugio Pralongià

Piste da sci della zona del Boè

Rifugio Jimmy Hütte nei pressi del Passo Gardena con le Punte del Cir sullo sfondo

Piste dell’area del Passo Campolongo

Piste da sci dell’area La Crusc con le Conturines sullo sfondo

Centro Fondo di Sciarè

Escursionismo invernale sull’Altopiano del Pralongià e vetta dello Störes

Percorso invernale verso la chiesa e rifugio La Crusc passando per i Prati dell’Armentara

Escursione invernale a Malga Valparola

Tracciato invernale per le Cascate del Pisciadù

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia

Scopriamo QUI altre “pillole” sui comprensori sciistici del Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti dell’Alta Badia a Corvara su Google Maps

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Para dai Giai (2497 m) – Via Ferrata Les Cordes – Rifugio Gardenaccia (2050 m) – Dolomiti

La Para dai Giai, vetta di quasi 2500 metri di quota, è posta in Val Badia/Gadertal nel gruppo dolomitico del Puez-Odle; la via di salita alla cima parte dalla seggiovia Gardenaccia dal paese di La Villa/Stern e passa per il noto Rifugio Gardenaccia (QUI la “pillola” sul paese di La Villa e QUI quella sulla seggiovia e rifugio Gardenaccia).

La cima della Para dai Giai è, invece, talvolta meno conosciuta e presenta un tratto finale impegnativo con percorrenza di una cengia ed un breve tratto attrezzato che adduce alla cima dall’ampia vista verso le Dolomiti della Val Badia.

Inoltre, da qualche anno il Rifugio Gardenaccia è raggiungibile, sempre partendo dalla stazione a monte della seggiovia omonima, anche tramite la vie ferrata Les Cordes; il tracciato è di moderata difficoltà per esperti di ferrate ma presenta, comunque, alcuni passaggi più impegnativi nel tratto iniziale.

La salita comincia dalla stazione a monte della seggiovia Gardenaccia (1750 m), seguendo le indicazioni per la via ferrata Les Cordes si prende a sinistra il sentiero 11B che porta, in breve, con leggeri saliscendi nel bosco, su traccia ghiaiosa, all’attacco della ferrata.

Dall’attacco si sale, piuttosto verticalmente, verso sinistra e poi alternando tratti con traversi ascendenti a salti rocciosi; questa prima parte risulta essere la più impegnativa della via; sia in questo tratto che in altri successivi sono stati abbozzate nella roccia delle tacche per rendere la progressione meno difficoltosa, è bene, quindi, sfruttarle.
La via ferrata continua poi tra placche (qualche tratto un po’ esposto) e saltini rocciosi giungendo ad un tratto di sentiero (con, comunque, presenza del cavo scorrimano) che porta ad un area di sosta con panca.

Superato questo punto la via ferrata affronta la seconda parte, più breve, che alterna ancora tratti su placca (con ancora diversi appoggi abbozzati nella roccia) ad altri su saltini rocciosi che portano al termine delle attrezzature, incontrando una traccia di sentiero.
Seguendo il sentiero a sinistra verso il Rifugio Gardenaccia si sale su traccia sassosa ed erbosa; si scavalca una staccionata e si sale, quindi, in breve, al Rifugio Gardenaccia (2050 m, 1.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si segue il sentiero 5-11 per il Rifugio Puez, si sale in breve ad un ricovero per animali proseguendo poi ad un vicino bivio; seguendo il sentiero 11 per il Rifugio Puez si sale ripidamente su traccia sassosa ed erbosa prima nel bosco e poi tra spazi aperti (attenzione a seguire i segni indicatori).
La traccia porta quindi su terreno più sassoso e ad un breve canalino al termine del quale si trova un bivio.

Seguendo a sinistra il sentiero 15 si procede dapprima a mezza costa e poi di nuovo ripidamente fino al bivio per la Para dai Giai; seguendo a sinistra il cartello indicatore si sale su traccia sassosa che porta in breve ad una cengia (punto esposto) e ad un breve saltino roccioso, attrezzato con cavo.
Il sentiero conduce, quindi, su traccia sassosa in breve alla vetta della Para dai Giai, attenzione in cima a diverse fenditure nel terreno (2497 m, croce, 1.15 ore dal Rifugio Gardenaccia, 2.45 ore dalla partenza).

Dalla cima volendo, su traccia non segnata ma intuibile con buona visibilità, è possibile salire a destra (facendo attenzione ad alcune fenditure nella roccia all’inizio, e poi a seguire la traccia migliore) ad una vetta senza nome.
Se si decide per questa opzione si sale seguendo qualche vecchio ometto ad un pianoro dal quale, deviando a sinistra, si giunge in breve alla vetta con piccola croce con panorama molto ampio (2550 metri circa, 15 minuti dalla Para dai Giai, 3.00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso (con attenzione nel tratto senza traccia ed in quello attrezzato e su cengia) fino al Rifugio Gardenaccia (1.15 ore dalla vetta, 4.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Gardenaccia si segue, quindi, il sentiero 5 per La Villa, la traccia sassosa e terrosa scende alternando tratti ripidi (di cui uno con cavo scorrimano) ad altri in moderata pendenza; il sentiero scende poi ad un tratto ghiaioso più largo tra staccionate.
Giunti al bivio tra La Villa e la seggiovia su segue a destra verso la seggiovia giungendo, in breve, alla stazione a monte della seggiovia Gardenaccia (45 minuti dal Rifugio Gardenaccia, 5.00 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte Seggiovia Gardenaccia – Via Ferrata Les Cordes – Rifugio Gardenaccia – Para dai Giai – Rifugio Gardenccia – Stazione a monte Seggiovia Gardenaccia

Sentieri: 11B – via ferrata Les Cordes – 5/11 – 11 –15 – Para dai Giai – 15 – 11 – 11/5 – 5

Dislivello: 800 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 5.30 ore (3.00 ore la salita, 2.00 ore la discesa)

Quota massima: 2550 m

Difficoltà: EEA la via ferrata, complessivamente di moderata difficoltà per esperti di questi itinerari ma con alcuni tratti più impegnativi nel primo tratto; necessari kit da ferrata e casco. EE la salita alla vetta con tracciato che richiede, comunque, piede fermo ed assenza di vertigini lungo la cengia esposta ed il breve tratto attrezzato.
La salita dalla vetta della Para dei Giai alla cima senza nome con piccola croce è intuibile, con buona visibilità, ma non è segnata e va fatta attenzione sia ad alcune fenditure nella roccia nella prima parte sia a seguire il percorso migliore.
Inoltre, dal Rifugio Gardenaccia è possibile anche raggiungere la vetta del Col Plö Alt (QUI la “pillola” su questo itinerario).

Data di ascesa: agosto 2023

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura dell’impianto di risalita e del rifugio. La salita lungo la via ferrata Les Cordes è, naturalmente, evitabile salendo e scendendo al Rifugio Gardenaccia per il sentiero 5 o 11B. Anche la salita fuori sentiero dalla Para dei Giai alla vetta senza nome è, volendo, evitabile fermandosi alla Para dai Giai.

Esperienza di Stefano: la ferrata, non molto nota, è di complessiva difficoltà moderata ma, soprattutto il primo tratto, non va sottovalutato. La zona del Rifugio Gardenaccia è solitamente piuttosto frequentata, il percorso diventa invece più solitario nel tratto finale; è necessaria una giornata asciutta e con buona visibilità sia per questioni di sicurezza lungo la ferrata e nel tratto finale alle vette sia per godere degli ampi panorami. Io sono partito con la prima seggiovia pranzando poi al Rifugio Gardenaccia lungo la discesa dopo la salita in vetta.

Seggiovia Gardenaccia

Tratto dalla stazione a monte della seggiovia all’attacco della ferrata Les Cordes

Prima parte della via ferrata Les Cordes

Vista sulla Marmolada

Vista sulle Conturines

Stelle Alpine (da non raccogliere assolutamente)

Tratto su sentiero con cavo scorrimano

Punto di sosta con struttura per foto e panche

Seconda parte di ferrata

Salendo al Rifugio Gardenaccia dal termine della ferrata

Rifugio Gardenaccia

Para dai Giai vista dal Rifugio Gardenaccia

Salendo dal rifugio nel primo tratto nel bosco

Salendo tra terreni più aperti

Verso il canalino

Canalino

Verso il bivio per la Para dai Giai

Bivio per la Para dai Giai

Salendo alla cengia

Lungo la cengia

Tratto attrezzato

In cima

Panorama di vetta

Salendo senza traccia segnata verso la vetta soprastante

Sulla vetta senza nome con piccola croce

Scendendo col sentiero 5 dal Rifugio Gardenaccia alla stazione a monte della seggiovia


Cliccare sull’immagine per visualizzare la seggiovia Gardenaccia su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Badia paese/Abtei Dorf e La Villa/Stern – Val Badia

La Val Badia/Gadertal è una lunga valle dolomitica ladina che presenta dalla congiunzione con la Val Pusteria/Pustertal fino all’ultimo centro abitato della valle, Corvara, uno sviluppo di oltre 30 chilometri.

Tra i borghi più noti troviamo anche Badia paese/Abtei Dorf, situato ad oltre 1300 metri di quota, e la sua frazione di La Villa/Stern/La Ila, posta a quasi 1500 metri di quota; i due paesi risultano essere tra i centri turistici più frequentati della valle.

Badia paese, sede anche del comune di Badia, si sviluppa su un’area piuttosto vasta; l’area centrale del borgo è posta, ai piedi del gruppo montuoso dolomitico delle Conturines, un po’ discosta dalla strada principale della Val Badia e si sviluppa attorno alla Chiesa parrocchiale di San Giacomo e Leonardo.

Dal paese di Badia partono anche gli impianti del comprensorio escursionistico e sciistico La Crusc/Santa Croce; la seggiovia e la cabinovia portano ad oltre 2000 metri di quota ove sono posti anche il Santuario La Crusc e l’omonimo rifugio (QUI la “pillola” sul Santuario La Crusc).

In estate nell’area La Crusc sono presenti aree gioco per famiglie, rifugi e sono possibili escursioni di diversa difficoltà con presenza sia di percorsi bucolici come verso i Prati dell’Armentara sia di ascensioni impegnative alle vette del Sas dla Crusc e della Cima Dieci (QUI la “pillola” sul comprensorio La Crusc in estate).

In inverno l’area La Crusc presenta diversi chilometri di piste da sci solitamente non molto affollate e collegate al comprensorio dell’Alta Badia; sono possibili inoltre percorsi innevati battuti, di solito battuti dal gatto delle nevi, come quello verso i Prati dell’Armentara (QUI la “pillola” sull’area La Crusc in inverno).

La frazione di La Villa, posta a breve distanza da Badia paese, è anch’essa situata in zona idilliaca ed è divisa tra la parte più moderna e la parte più antica, quest’ultima rialzata sulla valle, dove si trovano il Castel Colz e la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta.

A La Villa si trova la deviazione dalla Val Badia che porta a San Cassiano/St. Kassian/San Ciascian e al Passo Valparola che mette in comunicazione con il Veneto e Cortina d’Ampezzo (QUI la “pillola” sul paese di San Cassiano).

Da La Villa si raggiunge in breve anche Corvara, da dove si raggiungono il Passo Campolongo che porta verso Arabba, in Veneto e il Passo Gardena/Grodner Joch che mette in comunicazione con la sudtirolese Val Gardena (QUI la “pillola” sul paese di Corvara e QUI quella sul Passo Gardena).

Dal paese di La Villa si possono intraprendere molte escursioni verso le Conturines, le Odle/Geisler e l’altopiano del Pralongià; dal borgo partono anche gli impianti di risalita del Piz La Ila e della Gardenaccia.

La cabinovia del Piz la Ila conduce sull’Altopiano del Pralongià; alla stazione a monte si trovano il Rifugio Moritzino, uno dei parchi attività Movimënt e la possibilità di percorrere diverse escursioni nel rilassante ambiente dell’altopiano.
Tra esse troviamo, ad esempio, il percorso ad anello che porta a scoprire le diverse zone del Pralongià ed allo Störes, il punto più elevato dell’altopiano (QUI la “pillola” sull’altopiano del Pralongià e QUI quella sull’escursione ad anello).

La seggiovia Gardenaccia è punto di partenza per il Rifugio Gardenaccia (raggiungibile sia su sentieri che tramite la Via Ferrata Les Cordes); dal rifugio si dipartono, successivamente, anche altre escursioni come, ad esempio, quella alla vetta della Para dai Giai ed al Col Plö Alt (QUI la “pillola” sulla seggiovia e Rifugio Gardenaccia, QUI quella sulla salita sulla via ferrata Les Cordes ed alla vetta della Para dai Giai e QUI la “pillola” sulla salita al Col Plö Alt).

Inoltre, gli impianti conducono alle escursioni in quota e al famosissimo comprensorio sciistico dell’Alta Badia e del Sellaronda, che collega, sci ai piedi, le quattro valli ladine: Val Gardena e Badia in Alto Adige/Südtirol, Livinallongo in Veneto e Fassa in Trentino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Alta Badia).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2022 e 2023

Paese di Badia

Comprensorio La Crusc

Rifugio La Crusc

Santuario La Crusc

Prati dell’Armentara

Paese antico e chiesa parrocchiale di La Villa

Casa della Cultura di La Villa

Vista dai pascoli intorno al paese di La Villa verso le Conturines

Cabinovia che porta al Piz La Ila

Rifugio Moritzino e Parco attività Movimënt posti alla stazione a monte della cabinovia Piz la Ila

Escursionismo sull’altopiano del Pralongià

Sulla vetta dello Störes, punto più elevato dell’altopiano del Pralongià

Seggiovia Gardenaccia

Ferrata Les Cordes per il Rifugio Gardenaccia

Sentieri per il Rifugio Gardenaccia

Rifugio Gardenaccia (con la Para dai Giai sullo sfondo)

Salendo alla vetta della Para dai Giai

In vetta alla Para dai Giai con le Conturines sullo sfondo

La Villa vista dalla Para dai Giai

Salendo al Col Plö Alt

In vetta al Col Plö Alt

Vista su Badia paese e le Conturines dal Col Plö Alt

Piste da sci dell’area di La Villa

Escursionismo invernale al Pralongià

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia

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Seggiovia e Rifugio Gardenaccia – Val Badia

In Val Badia/Gadertal sono presenti innumerevoli impianti di risalita che portano a rifugi e cime di diversa difficoltà offrendo possibilità escursionistiche ed alpinistiche a tutti gli amanti della montagna.

Una delle escursioni della zona, relativamente breve e tra le più amate e frequentate, è la salita al Rifugio Gardenaccia, il rifugio è situato in bellissima posizione alpestre, a 2050 metri di quota, alle pendici delle rocciose guglie del gruppo dolomitico delle Odle/Geisler.

Il rifugio può essere raggiunto, con circa 1 ora di cammino e 300 metri di dislivello circa, dalla seggiovia Gardenaccia, la cui stazione a valle si trova nei pressi del paese di La Villa/Stern (QUI la “pillola” su La Villa).

Dalla stazione a monte della seggiovia, posta a 1780 m di quota, si può raggiungere il Rifugio Gardenaccia sia col più ripido e breve sentiero 5 che con il sentiero, un po’ meno ripido, 11B; il rifugio può anche essere raggiunto, con maggior impegno e tempo, direttamente dal paese di Badia senza prendere la seggiovia. Come sempre, in questi casi, è bene informarsi sui periodi di apertura dell’impianto di risalita e del rifugio.

Inoltre, dal percorso verso il rifugio e dal rifugio stesso si gode un bellissimo panorama verso le Odle, le Conturines, la Marmolada e la Val Badia; al rifugio è, altresì, possibile anche gustare piatti tipici e vedere vari animali al pascolo.

Inoltre, da qualche anno il Rifugio Gardenaccia, può essere raggiunto anche con la via ferrata Les Cordes, il cui attacco si trova a breve distanza dalla stazione a monte della seggiovia; la ferrata presenta una lunghezza e difficoltà complessiva moderata per esperti ma con dei passaggi più impegnativi nel tratto inziale.
Naturalmente la percorrenza della via ferrata richiede esperienza di questi itinerari e il giusto equipaggiamento con kit da ferrata e casco.

Dal Rifugio Gardenaccia partono anche diversi altri percorsi quali la traversata al Rifugio Puez, la salita al Col Plö Alt e l’ascesa alla cima della Para dei Giai (QUI la “pillola” sulla salita al Col Plö Alt e QUI quella sulla via ferrata Les Cordes e la salita alla Para dai Giai).

Le foto si riferiscono alle mie visite in estate ed autunno 2023

Seggiovia Gardenaccia

Cartelli alla stazione a monte della seggiovia

Lungo il sentiero 5 dalla stazione a monte della seggiovia al rifugio Gardenaccia

Lungo il sentiero 11B dalla stazione a monte della seggiovia al rifugio Gardenaccia

Lungo la via ferrata Les Cordes

Vista sulla Marmolada dalla via ferrata

Vista sulle Conturines e La Villa dalla via ferrata

Il Rifugio Gardenaccia con la Para dai Giai sullo sfondo

Al Rifugio Gardenaccia

Animali al pascolo nei pressi del rifugio

Salendo alla Para dai Giai

Salendo al Col Plö Alt

In vetta al Col Plö Alt

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Pralongià – Val Badia

In Alta Val Badia/Gadertal tra le località di San Cassiano/St. Kassian/San Ciascian, La Villa/Stern/La Ila e Corvara si estende l’altipiano del Pralongià (QUI la “pillola” sul paese di San Cassiano, QUI quella su La Villa e QUI la “pillola” su Corvara).

La zona dell’altipiano può essere raggiunta con gli impianti di risalita da tutti i paesi sopra citati e d’estate offre innumerevoli sentieri e percorsi per mountain-bike, e, nella stagione invernale, moltissime piste da sci collegate con il comprensorio sciistico Alta Badia ed il circuito del Sellaronda; tra le piste da sci dell’altipiano del Pralongià spicca la “Gran Risa”, sede ogni anno di una tappa della Coppa del Mondo di sci maschile (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico dell’Alta Badia).

Tra i percorsi estivi più amati sono presenti sia vari itinerari familiari che toccano i diversi rifugi dell’altopiano ed il punto più elevato sullo Störes sia salite più impegnative a cime importanti come quelle del Setsas (QUI “pillola” sul percorso che porta allo Störes percorrendo il “giro completo” dell’altipiano e QUI quella sulla salita al Setsas).

In inverno sono presenti anche molti percorsi battuti dal gatto delle nevi adatti per escursionismo invernale con le ciaspole; tra essi troviamo, ad esempio, il tracciato che conduce al Rifugio Pralongià ed alla vetta dello Störes (QUI la “pillola” sulla salita invernale a Rifugio Pralongià e Störes).

Uno dei punti di forza dell’altipiano del Pralongià è sicuramente anche il bellissimo panorama che si può godere spaziando su tanti famosi gruppi dolomitici quali: Conturines, Sassongher, Odle/Geisler, Sella, Marmolada e Dolomiti Ampezzane.

Inoltre, sono presenti innumerevoli rifugi che propongono piatti tipici e sono possibili tante attività diverse nelle varie stagioni dell’anno; presso i rifugi Moritzino al Piz la Ila e Piz Sorega si trovano anche i parchi Movimënt con strutture per attività familiari con laghetti con giochi d’acqua, fitness, minigolf, scivoli, percorsi avventura, percorsi Kneipp e molte altre possibilità di divertimento.

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2019, 2021, 2023 e 2025

Altopiano del Pralongià

Escursionismo sull’altopiano

Mountain bike sull’altopiano

Cartelli escursionistici sull’altopiano

Vista su San Cassiano e le Conturines

Vista verso la Marmolada

Vista sul gruppo del Sella

Cima dello Störes, punto più elevato dell’Altipiano del Pralongià

Salendo verso il Setsas

Cabinovia del Piz la Ila di La Villa

Parco Movimënt e Rifugio Moritzino

Cabinovia Piz Sorega di San Cassiano

Parco Movimënt e Rifugio Piz Sorega

Attività sull’altopiano del Pralongià

Sulle piste del Pralongià in inverno

Rifugio Las Vegas

Rifugio Pralongià e vicina chiesetta

Rifugio Piz Sorega

Vista sul Gruppo del Sella

Vista sulla Marmolada

Vista sulle Conturines

Escursionismo invernale sull’Altopiano della Pralongià e vetta dello Störes

Pendii ondulati dell’altopiano in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Badia

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