La cabinovia Boè e la seggiovia Vallon, la cui stazione a valle è posta nel paese di Corvara in Alta Val Badia, sono poste nel noto gruppo dolomitico del Sella in Alta Val Badia; i due impianti sono parte in inverno del comprensorio sciistico Alta Badia (QUI la “pillola sui paesi di Corvara e Colfosco e QUI quella sul comprensorio invernale Alta Badia).
I due impianti sono aperti, solitamente, anche in estate e permettono l’accesso all’area nord orientale del gruppo del Sella; la cabinovia Boè porta da Corvara al Piz Boé Alpine Lounge, posto a 2100 metri di quota non lontano dal laghetto Boè, la seggiovia Vallon collega, poi, il rifugio alla stazione a monte della cabinovia con l’area del Vallon, situata a 2500 metri di altezza.
Dalla stazione a monte della seggiovia è possibile raggiungere, con breve canmmino in saliscendi, il Rifgio Franz Kostner al Vallon ed intraprendere escursioni più impegnative e vie ferrate che portano alle vette del Piz da Leche de Boè ed al Piz da Lech Dlacè (QUI la “pillola” sull’ascesa al Piz da Lech de Boè e QUI quella sulla salita al Piz da Lech Dlacè).
Sia dall’area degli impianti che lungo i percorsi per rifugi e vette si hanno anche bellissimi panorami su molti grippi dolomitici con, in particolare, vista magnifica sulla Marmolada; inoltre, è sempre bene controllare i periodi di apertura di impianti e rifugi.
Le foto si riferiscono alla mia visite nell’inverno 2019 ed estate 2023
Cabinovia Boè
Piz Boè Alpin Lounge
Laghetto Boè, posto non lontano dalla stazione a monte della cabinovia Boè e del Piz Boè Alpin Lounge
Seggiovia Vallon
Marmolada e Rifugio Franz Kostner visti dalla stazione a monte della seggiovia Vallon
Percorso dalla stazione a monte della seggiovia Vallon al Rifugio Franz Kostner
Rifugio Franz Kostner al Vallon
Salita al Piz da Lech de Boè tramite via ferrata
Vetta del Piz da Lech de Boè
Discesa lungo la via normale (comunque, in parte attrezzata)
Salita al Piz da Lech Dlacè lungo la via ferrata Vallon
In vetta al Piz da Lech Dlacè
Discesa lungo la via normale (comunque, in parte attrezzata)
Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della Cabinovia Boè di Corvara su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.
Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Il Piz da Lech Dlacè, vetta di 3009 metri di quota, è posizionato nel gruppo dolomitico del Sella ed è raggiunto solitamente lungo il sentiero che porta alla Cresta Strenta ed al Piz Boè; viene qui descritto un percorso più insolito che ha come meta la vetta del Piz da Lech Dlacè salendo dalla Ferrata Vallon con discesa poi al Rifugio Franz Kostner con il sentiero attrezzato Lichtenfels.
Il percorso, che offre panorami amplissimi su molti gruppi dolomitici, parte dalla stazione a monte della seggiovia Vallon, a sua volta raggiunta con la cabinovia Boè da Corvara in Alta Val Badia; il tracciato presenta sviluppo e dislivello moderati ma richiede esperienza su vie ferrate e, in generale, passo sicuro su terreno sassoso e su alcuni saltini di roccia non attrezzati, presenti anche lungo la discesa (QUI la “pillola” su Corvara e Colfosco e QUI quella sulla cabinovia Boè e la seggiovia Vallon).
La Ferrata Vallon presenta un attrezzatura con cavo piuttosto lasco ed alcuni fittoni saltati; durante la sua percorrenza va valutato, quindi, bene come procedere nei vari punti; nel tratto successivo dalla fine della ferrata verso la vetta sono presenti segnavia a tratti sbiaditi e va, quindi, cercata bene la traccia di salita. Il percorso di discesa è, invece, segnalato in maniera più evidente.
Il percorso comincia dalla stazione a monte della seggiovia Vallon (2537 m, stazione a valle di cabinovia Boè e successiva seggiovia Vallon a Corvara); si seguono le indicazioni per il Piz da Lech e la Roda de Valun raggiungendo su traccia sassosa in saliscendi, in breve, il bivio tra via Piz da Lech e Roda de Valun. Si prende a sinistra la traccia Roda de Valun, procedendo su traccia sassosa in moderata salita, fino ad incontrare un grosso masso con indicazione sbiadita “Piz Boè – Via Ferrata”; seguendo a destra la traccia con bolli rossi e blu (a tratti un po’ sbiaditi) si sale ripidamente su fondo sassoso fino all’attacco della ferrata.
La ferrata sale, con cavo spesso lasco ed anche alcuni fittoni saltati, alternando paretine gradinati a traversi (rimanendo su difficoltà moderate per esperti di questi percorsi) fino a giungere ad un ponticello sospeso (a sinistra si vedono vecchie attrezzature del precedente tracciato della ferrata). Superato il ponticello dondolante, con vista sulla cascatella alla sua sinistra) si sale su una paretina più verticale (più esposta e con alcuni passaggi più tecnici seppur con discreta presenza di appigli) fino a giungere, in breve, alla fine della Ferrata Vallon (2750 m circa, 1.30 ore dalla partenza).
Dal termine della ferrata si seguono i bolli rossi (a tratti sbiaditi, attenzione a non perdere la traccia) salendo, con vista anche su due piccoli laghetti, su fondo sassoso ed anche su alcuni saltini di roccia non attrezzati. La traccia porta, quindi, ad una sella e all’incrocio col sentiero Lichtenfels-672 proveniente da sinistra; seguendo in salita il sentiero 672 si superano alcuni saltini rocciosi (di cui l’ultimo attrezzato) giungendo, in breve, in vetta al Piz da Lech Dlacè (3009 m, 45 minuti dal termine della ferrata, 2.15 ore dalla partenza).
Tornati con prudenza sui saltini rocciosi si giunge, in breve, al bivio incontrato in salita tra il percorso proveniente dalla Ferrata Vallon ed il sentiero 672; si segue il sentiero 672 scendendo su traccia sassosa alternando tratti in tornanti ad alcuni saltini rocciosi fino ad una sella. Seguendo sempre i segni del sentiero 672 si procede in breve saliscendi e poi su una cengia, a tratti un po’ esposta, scendendo poi ripidamente in tornanti su fondo sassoso fino a giungere ad un tratto attrezzato; seguendo il cavo si scende su salti rocciosi (abbastanza gradinati) fino a giungere ad un saltino finale non attrezzato.
Il sentiero procede, quindi, su traccia sassosa raggiungendo alcuni bivi; seguendo per il Rifugio Franz Kostner si segue il sentiero 638 che in saliscendi su fondo ghiaioso porta al Rifugio Franz Kostner (2500 m, 1.30 ore dalla vetta, 3.45 ore dalla partenza).
Dal Rifugio Franz Kostner si segue, quindi, il sentiero ghiaioso e terroso che prima in discesa, e poi in breve risalita, riporta alla stazione a monte della seggiovia Vallon, 15 minuti dal Rifugio Franz Kostner, 4.00 ore dalla partenza).
Percorso: stazione a monte seggiovia Vallon – ferrata Vallon – Piz da Lech Dlacè –sentiero attrezzato Lichtenfels – Rifugio Franz Kostner – stazione a monte seggiovia Vallon
Sentieri: Roda de Valun – Ferrata Vallon – traccia per il Piz da Lech Dlacè – 672-Lichtenfels – 638 – sentiero per seggiovia Vallon
Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerati i diversi saliscendi
Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali
Quota massima: 3009 m
Difficoltà: EEA – percorso con via ferrata Vallon non molto lunga e di difficoltà tecnica moderata per esperti di questi percorsi ma che presenta spesso cavo lasco ed alcuni fittoni saltati dovendo, quindi, valutare bene, i singoli passaggi; necessaria esperienza su questo tipo di itinerari. Anche la discesa presenta punti attrezzati e saltini rocciosi non attrezzati che richiedono attenzione ed assenza di vertigini. Il tratto di avvicinamento alla ferrata e quello da fine ferrata all’incrocio col sentiero 672 sono segnati con bolli a tratti sbiaditi e va fatta attenzione a non perdere la traccia. Necessari kit da ferrata e casco e tempo asciutto e buona visibilità
Data di ascesa: agosto 2023
Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura degli impianti di risalita e del Rifugio Franz Kostner; naturalmente è possibile evitare la via ferrata salendo e scendendo per il sentiero Lichtenfels che, comunque, presenta alcuni tratti attrezzati che richiedono, in ogni caso, attenzione ed equipaggiamento adatto. Volendo dal Piz da Lech Dlacè è possibile proseguire sulla Cresta Strenta verso la vetta del Piz Boè con presenza di diversi tratti esposti a tratti attrezzati ed altri senza attrezzature. Inoltre, la stazione a monte della seggiovia Vallon è anche punto di partenza per la via ferrata e la via normale al Piz da Lech de Boè (QUI la “pillola” su questi itinerari).
Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità sia per questioni di sicurezza ed orientamento oltre che per godere dei bellissimi panorami; con più persone lungo la ferrata è bene fare attenzione, in alcuni punti, alla possibile caduti di sassi. La ferrata presenta una lunghezza e dislivello moderati ma presenta, come detto, strutture non in perfetto stato che richiedono molta attenzione nel valutare lo stato del cavo e come e quanto farci affidamento (cavo a tratti lasco e alcuni fittoni saltati).
Cabinovia Boè
Seggiovia Vallon
Tratto verso il bivio tra Roda de Valun e Piz da lech de Boè
Sul percorso Roda de Valun
Deviazione verso la Ferrata Vallon
Salendo all’attacco della ferrata
Lungo la Ferrata Vallon
Lungo la salita verso l’incrocio col sentiero 672
Incrocio col sentiero 672
Salendo al Piz da Lech Dlacè
In vetta al Piz da Lech Dlacè con il Piz Boè sullo sfondo
Panorami di vetta
In vetta al Piz da Lech Dlacè
In discesa sul sentiero 672-Lichtenfels
Verso il Rifugio Franz Kostner
Rifugio Franz Kostner
Tornando alla stazione a monte della seggiovia Vallon
Cliccare sull’immagine per visualizzare la Cabinovia Boè di Corvara su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.
Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia
Il Piz Boè, vetta di 3152 metri di altezza, è la cima più alta del Gruppo del Sella ed è visibile e facilmente riconoscibile da ampio raggio anche grazie alla presenza del Rifugio Piz Fassa sulla sommità; la cima, da cui si gode un amplissimo panorama su molti gruppi dolomitici, si trova sul confine tra Alto Adige/Südtirol, Trentino e Veneto e presenta diverse possibilità di accesso.
Viene qui descritto un percorso ad anello che tocca, oltre alla vetta del Piz Boè, la cima della Cresta Strenta ed il Rifugio Boè/Bambergerhütte; il tracciato presenza alcuni tratti impegnativi e parte dalla funivia del Sass Pordoi la cui stazione a valle si trova al Passo Pordoi tra Veneto e Trentino. Il Passo Pordoi è raggiungibile dall’Alto Adige dalla Val Gardena/Gröden tramite il Passo Sella e dall’Alta Badia tramite il Passo Campolongo ed Arabba.
La salita comincia dalla stazione a monte della Funivia Sass Pordoi (2950 m, Rifugio Maria), si segue inizialmente in discesa il sentiero 627A che conduce in breve, su fondo sassoso, alla Forcella del Pordoi (2848 m, Rifugio Forcella Pordoi).
Dal Rifugio si segue il sentiero 627 verso il Piz Boè, il sentiero su fondo sassoso (a tratti innevato fino a stagione estiva inoltrata) conduce al bivio tra il Rifugio Boè ed il PIz Boè/Capanna Piz Fassa; si segue, quindi, il sentiero 638 per il Piz Boè salendo in tornanti su traccia ghiaiosa e sassosa fino ad una sella. Da qui si sale con traccia ripida rocciosa e ghiaiosa (alcuni tratti attrezzati con cavi e staffe) fino a giungere in vetta al Piz Boè (3152 m, croce, Rifugio Capanna Piz Fassa, 1.30 ore dalla partenza).
Dalla vetta si prende il sentiero 638 verso la Forcella dai Ciamorces e il Rifugio Boè, la traccia sassosa e ghiaiosa scende in breve ripidamente alla Forcella dai Ciamorces (3110 m, 5 minuti dal Piz Boè, 1.35 ore dalla partenza). Dalla forcella, volendo, si prende a destra il sentiero verso la Cresta Strenta; con tracciato sassoso e leggermente esposto in breve si giunge al punto più alto della Cresta Strenta (3120 m, 10 minuti dalla forcella dai Ciamorces, 1.45 ore dalla partenza).
Tornati alla Forcella dai Ciamorces si scende sul sentiero 638 per il Rifugio Boè, prima su traccia ripida sassosa e ghiaiosa, poi seguendo le indicazioni “solo discesa” per un tratto attrezzato, con cavi e scalinata in legno, fino a giungere ad un pianoro ed al Rifugio Boè/Bamberghütte (2871 m, 45 minuti dalla Cresta Strenta, 2.45 ore dalla partenza).
Dal Rifugio Boè si prende il sentiero 627 verso il Sass Pordoi, la traccia sassosa conduce in leggera salita ad un pianoro con piramide di sassi, si prosegue in saliscendi su fondo roccioso e sassoso, con anche tratti attrezzati con cavi e possibili campi di neve, fino a tornare al bivio incontrato all’andata. Dal bivio si torna, quindi, in breve al Rifugio Forcella Pordoi e, in risalita, si torna alla funivia del Sass Pordoi (1.30 ore dal Rifugio Boè, 4.15 ore dalla partenza).
Percorso: stazione a monte funivia Sass Pordoi – Forcella del Pordoi – Piz Boè – Cresta Strenta – Rifugio Boè – Forcella del Pordoi – stazione a monte funivia Sass Pordoi
Dislivello: 550 metri in salita e discesa considerati anche i vari saliscendi
Tempo di percorrenza: 4.15 ore totali
Quota massima: 3152 m
Difficoltà: EE – escursione con diversi tratti esposti, alcune frazioni attrezzate con cavo ed altre ripide, possibili tratti innevati fino a stagione estiva inoltrata; sviluppo totale di 8 chilometri circa
Data di percorrenza: agosto 2024
Annotazioni: la deviazione alla Cresta Strenta può, naturalmente essere evitata, come è anche possibile scendere per il percorso descritto in salita. Per chi ha il necessario allenamento è possibile anche raggiungere, direttamente a piedi dal Passo Pordoi, la Forcella del Pordoi ed l’omonimo rifugio risalendo il ripido canalone. Al ritorno dal Piz Boè si può poi, comunque, salire al Sass Pordoi e scendere in funivia (QUI la “pillola” sulla salita a piedi dal Passo Pordoi); è, inoltre, possibile collegare la salita al Piz Boè, allungando anche in questo caso percorso e dislivello, alle cime della Punta de Joel, Col Toron e L’Antersas (QUI la “pillola” sulla salita a queste tre cime)
Esperienza di Stefano: è bene scegliere giornate con buona visibilità per godere dei magnifici panorami della vetta. Io ho percorso in giornate diverse la salita al Piz Boè, usufruendo della funivia anche in salita, e quella al Rifugio Forcella Pordoi, tramite il canalone dal Passo Pordoi, per poter godere al meglio, con meno stanchezza, del bellissimo ambiente circostante.
QUI il link YouTube al video sulla salita al Piz Boè
Funivia Sass Pordoi
Panorami dal Sass Pordoi
Primo tratto in discesa scendendo alla Forcella Pordoi
Forcella del Pordoi con Rifugio Forcella Pordoi
Tratto verso il bivio tra Rifugio Boè e Piz Boè
Bivio tra Rifugio Boè e Piz Boè
Salendo al Piz Boè
Capanna Piz Fassa in vetta al Piz Boè
In vetta al Piz Boè
Panorama dalla vetta
Scendendo alla Forcella dai Ciamorces
Forcella dai Ciamorces
Deviazione alla Cresta Strenta
In vetta alla Cresta Strenta
Scendendo al Rifugio Boè una volta tornati alla Forcella dai Ciamorces
Rifugio Boè
Lungo il sentiero dal Rifugio Boè alla Forcella Pordoi
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Pordoi e la stazione a valle della Funivia Sass Pordoi su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche