Punta Rosa (3026 m) – Gruppo dell’Ortles

La Punta Rosa/Rötelspitz/Piz Cotschen, elevazione di 3026 m di quota, è posta nel Gruppo dell’Ortles interamente nel Canton Grigioni/Graubunden in Svizzera (anche se a poca distanza dal confine con l’Alto Adige/Südtirol in Italia; l’accesso normale avviene dal Passo dello Stelvio/Stilfser Joch (QUI la “pillola” sul Passo dello Stelvio).

L’itinerario, molto bello, panoramico ed inserito in ambiente di alta montagna, presenta nel suo complesso un dislivello ed uno sviluppo contenuti con partenza dalla frequentatissima zona del Passo dello Stelvio, l’impegno tecnico del percorso non è però da sottovalutare ed è quindi da affrontare con la giusta concentrazione e preparazione.

La salita alla Punta Rosa comincia dal Passo dello Stelvio (2758 m) salendo sulla mulattiera sterrata che conduce in breve al Rifugio Garibaldi al Piz da Las Traias Lenguas (2838 m, chiuso ad agosto 2024).

Dal rifugio si segue, quindi, il sentiero per la Sella Piz Cotschen; la traccia sassosa costeggia la dorsale Breite Grat portando prima in moderata salita e poi falsopiano al bivio tra Sella Piz Cotschen e Sentiero Goldseeweg, Al bivio si segue quindi il sentiero ghiaioso e sassoso, a tratti esposto, che conduce in breve alla sella Piz Cotschen (2925 m).

Dalla Sella Piz Cotschen si segue verso sinistra il sentiero su traccia sassosa che porta in cresta, con alcuni passaggi un po’ esposti su ghiaino, fino a condurre alla cima della Punta Rosa/Piz Cotschen (3026 m, ometto, 1.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.

Percorso: Passo dello Stelvio – Rifugio Garibaldi – Sella Piz Cotschen – Punta Rosa/Piz Cotschen – Sella Piz Cotschen – Rifugio Garibaldi – Passo dello Stelvio

Dislivello: 400 metri in salita e in discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 2.45 ore totali

Quota massima: 3026 m

Difficoltà: EE – itinerario con alcuni tratti ripidi sassosi ed esposti salendo alla Sella da Piz Cotschen ed alla Punta Rosa, cresta finale che richiede assenza di vertigini. Sviluppo totale di 5 chilometri tra andata e ritorno

Data di ascesa: diverse salite di cui l’ultima ad agosto 2024

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bellissimo panorama di vetta; nonostante il percorso sia relativamente breve non va sottovalutato per esposizione e presenza di tratti tecnici. Per chi ha il necessario allenamento la salita alla Punta Rosa può essere abbinata, come ho fatto io, a quella al Monte Scorluzzo, sempre partendo dal Passo dello Stelvio (QUI la “pillola” sulla salita al Monte Scorluzzo).

QUI il link YouTube al video della salita alla Punta Rosa

Passo dello Stelvio

Salendo al Rifugio Garibaldi

Salendo alla Sella Piz Cotschen

Tratto esposto verso la Sella da Piz Cotschen

Sella da Piz Cotschen

Salendo alla Punta Rosa

Lungo la cresta verso la Punta Rosa

In vetta alla Punta Rosa


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo dello Stelvio su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Piz Chavalatsch (2764 m) – Gruppo dell’Ortles

Il Piz Chavalatsch, cima molto panoramica di 2764 metri di quota, è posto sul confine tra Sudtirolo e Svizzera nella zona di Trafoi e del Passo dello Stelvio/Stilfser Joch; la cima presenta varie possibilità di salita con diversi dislivelli e lunghezze, viene qui descritta la salita, molto lunga ma interessante dati i diversi tipi di ambienti attraversati, che parte  dalla stazione a monte della seggiovia Forcola/Furkel del paese di Trafoi, posto lungo la strada che sale al Passo dello Stelvio (QUI la “pillola” sulla seggiovia Forcola e QUI quella sui paesi di Trafoi, Stelvio e Prato allo Stelvio)

Il percorso presenta uno sviluppo molto lungo e un dislivello impegnativo, l’itinerario è però molto interessante, vario e passa da zone pascolive ad altre selvagge in quota permettendo così, all’escursionista esperto, di raggiungere da un percorso insolito una cima che permette ampli panorami su Gruppo dell’Ortles, Val Venosta/Vinschgau e verso i Grigioni/Graubunden  e la Val Monastero/Münstertal in Svizzera.

Dalla seggiovia Forcola sono possibili anche altre escursioni e salite a cime tra cui quella classica che, con dislivello e sviluppo moderati, permette di raggiungere la cima del Piz Minschuns a quasi 3000 metri di quota (QUI la “pillola” sulla salita al Piz Minschuns).

La salita al Piz Chavalatsch comincia dalla stazione a monte della seggiovia Forcola di Trafoi (2153 m, rifugio), dall’arrivo della seggiovia si segue per poco il sentiero 12-15 in discesa che porta in breve al bivio col sentiero 4, si se segue quindi in moderata salita la mulattiera 4 verso la Stilfsere Alm, la mulattiera, che diventa progressivamente sentiero, conduce poi in lungo saliscendi a mezzacosta fino ad una sella con croce posta a 2265 metri di quota (1.15 ore dalla partenza).

Dalla sella si segue il sentiero 4A verso il Piz Chavalatsch, la traccia sassosa scende prima in moderata pendenza ad un avvallamento e riprende poi a salire, in lunghissimo sviluppo, attraversando vari ruscelli in ambiente via via più selvaggio e roccioso. La traccia conduce quindi nei pressi del Lago Goldsee salendo poi ripidamente su fondo sassoso fino allo strappo che conduce alla Forcella La Scharta (2593 m, 1.30 ore dalla sella a 2265 metri di quota, 2.45 ore dalla partenza).

Dalla Forcella La Scharta si sale quindi lungo la cresta che su traccia sassosa a tratti molto ripida conduce ad un bivacco (chiuso) ed alla cima del Piz Chavatsch (2764 m, croce e panchina, 30 minuti dalla Forcella La Scharta. 3.15 ore dalla partenza)>
Discesa per lo stesso percorso, con quindi numerose contropendenze da affrontare, in 2.45 ore, 6.00 ore dalla partenza).

Percorso: Stazione a monte seggiovia Forcola – sella a quota 2265 metri  – Forcella La Scharta – Piz Chavalatsch – Forcella La Scharta – sella a quota 2265 metri – Stazione a monte seggiovia Forcola

Sentieri: 4 – 4A

Dislivello: 1000 metri in salita e in discesa considerati i tantissimi saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.00 ore totali (3.15 ore la salita. 2.45 ore la discesa)

Quota massima: 2764 m

Difficoltà: E – itinerario con alcuni tratti ripidi sassosi salendo alla cima, cresta finale che richiede assenza di vertigini, sviluppo molto lungo

Data di ascesa: agosto 2019

Rifugio e seggiovia Forcola

Vista sul Gruppo dell’Ortles salendo alla sella a 2265 metri di quota

Verso la sella a 2265 metri di quota

Dalla sella a 2265 metri di quota con vista sul tratto in discesa e il vallone da salire verso La Scharta

Salendo alla Forcella La Scharta

Forcella La Scharta

Cresta finale di salita

Vista dalla vetta del Piz Chavalatsch

Cima del Piz Chavalatsch


Cliccare sull’immagine per visualizzare Trafoi su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Piz Minschuns/Schafberg (2935 m) – Gruppo dell’Ortles

Il Piz Minschuns/Schafberg, cima molto panoramica di 2935 metri di quota, è posto sul confine tra Alto Adige/Südtirol e Svizzera (Cantone dei Grigioni/Graubunden) nella zona di Trafoi e del Passo dello Stelvio/Stilfser Joch; la cima presenta varie possibilità di salita con diversi dislivelli, viene qui descritta la salita classica dalla stazione a monte della seggiovia Forcola/Furkel del paese di Trafoi, posto lungo la strada che sale al Passo dello Stelvio (QUI la “pillola” sulla seggiovia Forcola e QUI quella su Trafoi, Stelvio e Prato allo Stelvio).

Il percorso presenta difficoltà tecniche moderate per esperti di questi percorsi, sono presenti, tuttavia, alcuni tratti un po’ ripidi; dal percorso e soprattutto dalla vetta si godono, inoltre, ampi panorami su Gruppo dell’Ortles/Ortler, Sesvenna e verso i monti che cingono la Val Monastero/Münstertal.

La salita al Piz Minschuns comincia dalla stazione a monte della seggiovia Forcola/Furkel di Trafoi (2153 m, rifugio Forcola), dall’arrivo della seggiovia si segue il sentiero 24 per il Piz Minschuns.
Il percorso sale con pendenza moderata, con traccia terrosa e ghiaiosa, tra magri pascoli passando anche per dei ricoveri e ruderi di guerra raggiungendo due croci e un bivio; dal bivio si segue il sentiero per il Piz Mischuns (sul cartello segnato col numero 25).

Raggiunta in breve, su traccia erbosa e sassosa, la stazione a monte di una seggiovia aperta in inverno si trova un successivo bivio; rimanendo a destra verso il Piz Minschuns si sale su traccia ghiaiosa e sassosa che aggirato un costone sale poi ripidamente in tornanti fino ad una forcella.
Prendendo la traccia ghiaiosa a destra il sentiero sale, alternando tratti con pendenza moderata ad altri più ripidi, lungo la cresta che porta alla vetta del Piz Minschuns (2935 m, 2.15 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.00 ore dalla partenza.

Percorso: Stazione a monte seggiovia Forcola – Piz Minschuns – Stazione a monte seggiovia Forcola

Sentieri: 24 (erroneamente indicato come 25 sul cartello al primo bivio), poi torna ad essere indicato come 24

Dislivello: 800 metri in salita e in discesa

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali (2.15 ore la salita. 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2935 m

Difficoltà: E/EE – itinerario di difficoltà tecnica moderata ma con alcuni tratti ripidi, cresta finale che richiede assenza di vertigini; sviluppo di circa 8 chilometri totali tra andata e ritorno.

Data di ascesa: ultima salita settembre 2023, alcune foto sono tratte anche da salite precedenti

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura della seggiovia e del rifugio, è, inoltre, necessario tempo asciutto.
Dalla seggiovia Forcola sono possibili anche altre escursioni e salite a cime tra cui quella che, con lungo dislivello e sviluppo, permette di raggiungere la cima del Piz Chavalatsch (QUI la “pillola” sulla salita al Piz Chavalatsch).

Esperienza di Stefano: è consigliabile salire presto all’apertura dell’impianto e distribuire le forze lungo il percorso; io ho percorso l’escursione con passaggio di alcune nebbie e nubi, con cielo sereno il panorama sarebbe ancora più ampio

Seggiovia Forcola

Rifugio Forcola

Cartelli alla partenza

Primo tratto di salita che porta alle croci e ruderi di guerra

Viste sul Gruppo dell’Ortles

Ricoveri di guerra, ruderi e croci

Salendo alla forcella

Cresta finale

Viste dalla cresta

Lungo la cresta finale

Vista sulla cresta finale percorsa

In vetta al Piz Minschuns

Di ritorno al Rifugio Forcola


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

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Monte Chiodo/Nagelstein (2469 m) – Val d’Ultimo – Gruppo Ortles

Il Monte Chiodo/Nagelstein, vetta di 2469 metri di quota, è posto in Alta Val d’Ultimo/Ultental ai margini del Gruppo dell’Ortles/Ortler e del Parco Nazionale dello Stelvio/Stilfs; il Monte Chiodo non è molto noto e frequentato ma la sua salita permette di percorrere un itinerario che attraversa ambienti montani molto vari con laghi, malghe, boschi e zone selvagge in quota.

La salita classica alla vetta parte dal Lago di Fontana Bianca/Weißbrunnsee, raggiungibile  su strada stretta asfaltata da Santa Gertrude/St. Gertraud in Val d’Ultimo, lungo il percorso si passa prima per la Malga Fiechtalm per poi salire alla vetta tra boschi e zone selvagge; lungo il tracciato si hanno anche bei panorami sulle Alpi Venoste, Val d’Ultimo e monti del gruppo del Gioveretto/Zufrittspitze (QUI la “pillola” sul Lago di Fontana Bianca e la Fiechtalm e QUI quella sul paese di Santa Gertrude).

La salita al Monte Chiodo comincia dal Lago di Fontanabianca (1872 m) seguendo il sentiero 101 per la Fiechtalm, il sentiero nel bosco costeggia nel primo tratto il lago raggungendo in breve un bivio dove si segue la deviazione ripida indicante la Malga Fiechtalm a 25 minuti di distanza. Si sale quindi ripidamente su sentiero di bosco raggiungendo la Malga Fiechtalm (2034 m, 45 minuti dalla partenza).

Dalla  malga si segue il sentiero 101 per il Monte Chiodo/Nagelstein salendo prima tra pascoli fino e bosco raggiungendo in breve il Lago Fiechtsee, continuando per il Monte Chiodo si sale con pendenza moderata nel bosco e poi su traccia terrosa e ghiaiosa che conduce in mezzacosta ad una forcella posta a 2200 metri di quota.
Dalla forcella si segue a destra il sentiero 109 per il Monte Chiodo salendo ripidamente su traccia terrosa e sassosa fino ad incontrare un tratto sassoso con gradoni attrezzato con catena metallica, superato il breve tratto attrezzato si sale ancora ripidamente con traccia sassosa e terrosa fino alla vetta del Monte Chiodo (2469, croce, 1.30 ore dalla Fiechtalm, 2.15 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.00 ore dalla partenza.

Percorso: Lago di Fontana Bianca – Malga Fiechtalm – Lago Fiechtsee – Monte Chiodo – Lago Fiechtsee – Malga Fiechtalm – Lago di Fontana Bianca

Sentieri: 101 – 109

Dislivello: 600 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali (2.15 ore la salita, 1.45 ore la discesa)

Quota massima: 2469 m

Difficoltà: EE – itinerario che presenta nell’ultima parte di salita alcuni tratti ripidi e parzialmente esposti, con presenza anche di un breve tratto attrezzato con catena, che richiedono passo fermo ed assenza di vertigini

Data di ascesa: settembre 2019

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della malga.
Inoltre, dal Lago di Fontana Bianca partono anche altre escursioni come quella al Rifugio Canziani al Lago Verde/Höchster Hütte (QUI la “pillola” su quest’itinerario).

Lago di Fontana Bianca

Tratto ripido nel bosco salendo alla Fiechtalm

Malga Fiechtalm

Traccia a mezzacosta verso la forcella a 2200 metri di quota

Primo tratto di salita dalla forcella verso la cima con vista sulla Val d’Ultimo

Tratto ripido terroso salendo alla vetta

Tratto attrezzato

In vetta al Monte Chiodo

Dalla vetta del Monte Chiodo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Lago di Fontana Bianca su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val d’Ultimo

Dossobello di Dentro/Hintere Schöneck (3128 m) – Dossobello di Fuori/Vörderer Schöneck (2908 m) – Rifugio Serristori/Düsseldorfer Hütte (2721 m) – Malga dei Vitelli/Kälberalm (2247 m) – Gruppo dell’Ortles

Il Dossobello di Dentro/Hintere Schöneck, posto a 3128 metri di quota, e il Dossobello di Fuori/Vörderer Schöneck, situaro a 2908 metri di altezza, sono posti nel Gruppo dell’Ortles e possono essere raggiunti dal paese di Solda/Sulden in alta Val Venosta/Vinschgau (QUI la “pillola” sul paese di Solda).

Il percorso ad anello descritto parte dalla cabinovia Pulpito/Kanzel e raggiunge dapprima il Rifugio Serristori/Düsseldorfer Hütte situato a 2721 metri di altezza, salendo, quindi, alla vetta del Dossobello di Dentro con percorso con vari punti tecnici ed esposti che richiedono esperienza e piede fermo.

Il tracciato prosegue poi lungamente verso i pressi della vetta del Dossobello di Fuori (raggiungibile con breve deviazione dal sentiero) scendendo poi alla Malga dei Vitelli/Kälberalm, posta a 2247 metri di quota, e tornando a Solda con mulattiera nel bosco.

La salita, per la via normale, comincia dalla stazione a monte della cabinovia Pulpito/Kanzel (2348 m, ristorante, stazione a valle a Solda paese), dalla cabinovia si segue il sentiero per il Rifugio Serristori.
Si procede prima su mulattiera in leggera salita e poi in saliscendi su traccia, prima su grossi massi e poi ghiaiosa e terrosa, fino ad arrivare al ponticello sul Torrente Zay.
Il percorso numero 5 sale ora, in moderata pendenza, nella Valle di Zay, con traccia sassosa e terrosa, portando al Rifugio Serristori/Düsseldorfer Hütte (2721 m, 1.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Serristori si segue a sinistra il sentiero per il Dossobello di Dentro segnato con bolli gialli, inizialmente si scende brevemente al torrente sottostante che si supera con alcune passerelle di legno; si sale, quindi, ripidamente su traccia ghiaiosa in tornanti e poi su traccia a mezzacosta un po’ esposta.
Si supera, quindi, con molta attenzione, un tratto franato proseguendo poi su traccia che alterna tratti su grossi massi, cenge in parte esposte e saltini rocciosi in parte attrezzati con cavo; giunti ad una selletta la traccia porta infine, su breve e larga cresta rocciosa, alla vetta del Dossobello di Dentro (3143 m, croce, 1.30 ore dal Rifugio Serristori, 3.00 ore dalla partenza).

Dalla vetta si scende sul versante opposto su traccia ghiaiosa e terrosa in tornanti piuttosto ripida; si supera quindi un tratto a mezzacosta su grossi massi con sentiero che porta poco sotto la vetta del Dossobello di Fuori.
Con attenzione si sale in breve, quindi, a destra senza traccia su terreno erboso e sassoso, ma con percorso intuibile con buona visibilità, alla cima del Dossobello di Fuori (2908 m, grossi ometti, 45 minuti dal Dossobello di Dentro, 3.45 ore dalla partenza).
Tornati su sentiero si scende su ripida traccia terrosa e sassosa, il percorso traversa, quindi, a destra passando nei pressi di un abbeveratoio per mucche; la traccia erbosa e sassosa piega poi a sinistra portando a due grossi ometti.
Il sentiero prosegue sempre piuttosto ripido portando ad un bivio indicante la Valle di Zay; lo si ignora e si continua a scendere a destra trovando in breve i cartelli indicanti la Malga dei Vitelli; seguendo la traccia si scende, quindi, in breve alla Malga dei Vitelli (2247 m, 1.15 ore dal Dossobello di Fuori, 5.00 ore dalla partenza).

Dalla Malga dei Vitelli si scende adesso verso Solda sulla mulattiera sterrata 18-19, si scende tra bosco e radure in pendenza prima moderata e poi accentuata fino al bivio tra i due percorsi; rimanendo sulla mulattiera 19 si scende su fondo sterrato, piuttosto ripidamente, al paese di Solda tornando, quindi, su strada in saliscendi, alla stazione a valle della cabinovia Pulpito (1870 m, 45 minuti dalla Malga dei Vitelli, 5.45 ore dalla partenza)

Percorso: Stazione a monte cabinovia Pulpito/Kanzel – Rifugio Serristori/Düsseldorfer Hütte – Dossobello di Dentro – Dossobello di Fuori – Malga dei Vitelli – Stazione a valle cabinovia Pulpito/Kanzel.

Dislivello: 900 metri in salita 1400 metri in discesa compresi i saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.45 ore

Quota massima: 3128 m

Difficoltà: EE – percorso impegnativo con diversi tratti tecnici ed esposti salendo al Dossobello di Dentro, prestare molta attenzione in particolare nel tratto franato; la salita al Dossobello di Fuori si svolge senza traccia e su percorso intuibile con buona visibilità. Dislivello rilevante e sviluppo lungo di circa 14 chilometri totali

Data di ascesa: agosto 2023

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura dell’impianto di risalita, rifugio e malga; naturalmente è possibile evitare la breve salita fuori traccia al Dossobello di Fuori.
La cabinovia Pulpito ed il Rifugio Serristori sono anche punto di partenza per l’ascesa alla Croda di Cengles/Tschenglser Hochwand (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Esperienza di Stefano: percorso con salita tecnica al Dossobello di Fuori che richiede esperienza nel muoversi su traccia con fondo impegnativo; il tratto franato presenta tratti delicati che vanno valutati molto bene al momento del passaggio (se le condizioni dovessero peggiorare è bene, nel caso, rinunciare alla salita). In generale anche la lunghezza e l’impegno complessivo del percorso è da non sottovalutare. Necessario tempo asciutto e buona visibilità sia per sicurezza che per godere dei bellissimi panorami della zona.

Cabinovia Pulpito

Vista su Ortles, Monte Zebrù e Gran Zebrù dalla stazione a monte della cabinovia

Lungo il tratto in saliscendi verso il ponticello sul Torrente Zay

Ponticello sul Torrente Zay

Salendo al Rifugio Serristori

Rifugio Serristori

Indicazioni al Rifugio Serristori

Attraversamento del torrente

Primo tratto di salita al Dossobello di Dentro

Uno dei tratti esposti a mezzacosta

Tratto franato

Continuando la salita al Dossobello di Dentro

Cresta finale

In cima al Dossobello di Dentro

Primo tratto di discesa

Deviazione senza traccia al Dossobello di Fuori

In vetta al Dossobello di Fuori

Scendendo alla Malga dei Vitelli

Malga dei Vitelli

Tornando a Solda su mulattiera


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Pulpito su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Punta Beltovo di Dentro/Hintere Schöntaufspitz (3325 m) – Gruppo dell’Ortles – agosto 2020

La  Punta Beltovo di Dentro/Hintere Schöntaufspitz è una vetta prestigiosa di alta quota, posta a 3325 metri di altezza dalla quale si gode un amplissimo panorama su Gruppo dell’Ortles e Val Venosta, situata nella Valle di Solda in Alta Val Venosta/Vinschgau nel Gruppo dell’Ortles/Ortler (QUI la “pillola” sul paese di Solda).

La salita permette un’ascesa, per gli escursionisti esperti non troppo difficile tecnicamente, che porta ad uno dei 3000 più frequentati del Gruppo dell’Ortles.

La salita comincia dalla stazione a monte della funivia di Solda (2581 m, poco più a valle è situato il Rifugio Città di Milano/Schaubachhütte), si segue il sentiero 151 che sale su mulattiera sterrata e sassosa fino al Rifugio Madriccio/Madritschhütte (2818 m). Continuando sulla mulattiera 151 che diventa infine sentiero sassoso si giunge al Passo del Madriccio/Madritschjoch (3123 m).

Dal passo si segue verso nord la traccia sassosa 151 che, con alcuni tratti ripidi, porta alla cima della Punta Beltovo di Dentro (3325 m, stazione meteorologica, 2.15 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 1.45 ore, 4.00 ore dalla partenza.

Percorso: Stazione a monte Funivia di Solda – Passo Madriccio – Punta Beltovo di Dentro – Passo Madriccio – Stazione a monte Funivia di Solda

Sentieri: 151

Dislivello: 800 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 4.00 ore (2.15 ore la salita, 1.45 ora la discesa).

Quota massima: 3325 m

Difficoltà: EE – escursione tecnicamente non troppo difficile ma che presenta alcuni tratti ripidi sassosi ad alta quota

Data di ascesa: agosto 2020

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bel panorama di vetta; inoltre, va fatta attenzione al possibile innevamento sul sentiero che, vista quota ed esposizione, può talvolta essere presente anche in estate

QUI il link YouTube al video della salita alla Punta Beltovo di Dentro

Stazione a monte della Funivia di Solda con il Gran Zebrù sullo sfondo

Salendo al Rifugio Madriccio

Rifugio Madriccio

Salendo al Passo del Madriccio

Passo del Madriccio

Salendo dal Passo del Madriccio verso la vetta

In vetta

Vista dalla vetta verso il Gruppo del Cevedale

Vista dalla vetta su Ortles, Monte Zebrù e Gran Zebrù


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Croda di Cengles/Tschenglser Hochwand (3375 m) – Rifugio Serristori/Düsseldorfer Hütte (2721 m) – Gruppo dell’Ortles

La Croda di Cengles/Tschenglser Hochwand è una vetta prestigiosa di 3375 metri di quota, dalla quale si gode un amplissimo panorama su Gruppo dell’Ortles e Val Venosta), situata nella Valle di Solda in Alta Val Venosta/Vinschgau nel Gruppo dell’Ortles/Ortler.

Il percorso parte dalla cabinovia Pulpito di Solda e raggiunge dapprima il Rifugio Serristori/Düsseldorfer Hütte, posto a 2721 metri di quota, per poi salire alla vetta tramite ripido canalone e tratto attrezzato finale in parte esposto; il tracciato richiede, quindi, il giusto equipaggiamento ed esperienza (QUI la “pillola” su Solda paese).

La salita, comincia dalla stazione a monte della cabinovia Pulpito/Kanzel (2348 m, ristorante, stazione a valle a Solda paese), dalla cabinovia si segue il sentiero per il Rifugio Serristori.
Si procede prima su mulattiera in leggera salita e poi in saliscendi su traccia, prima su grossi massi e poi ghiaiosa e terrosa, fino ad arrivare al ponticello sul Torrente Zay.
Il percorso numero 5 sale ora, in moderata pendenza, nella Valle di Zay, con traccia sassosa e terrosa, portando al Rifugio Serristori/Düsseldorfer Hütte (2721 m, 1.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Serristori si segue in salita moderata su traccia sassosa il sentiero 5 fino ai Laghetti/Seenlin (2886 m), dai laghetti la salita diventa molto ripida risalendo un canalone sfasciumato, ignorata la deviazione per le ferrate alla fine del canalone si seguono i segni bollati salendo tratti di grandi blocchi alternati a traccia sassosa fino all’appicco finale.
Si risale quindi la parete finale con tratto attrezzato con cavi non difficilissimo ma decisamente esposto (è bene avere con se kit da ferrata e casco) fino alla vetta (3375 m, croce, 4.30 ore dalla partenza, 3.00 ore dal Rifugio Serristori).
Discesa per lo stesso percorso in 4.00 ore (attenzione al tratto attrezzato e al ripido canalone).

Percorso: Stazione a monte cabinovia Pulpito/Kanzel – Rifugio Serristori/Düsseldorfer Hütte – Laghetti/Seenlin – via normale – Croda di Cengles/Tschenglser Hochwand – via normale – Laghetti/Seenlin – Rifugio Serristori/Düsseldorfer Hütte – stazione a monte cabionovia Pulpito/Kanzel.

Sentieri: 5

Dislivello: 1200 metri in salita e discesa compresi i saliscendi

Tempo di percorrenza: 8.30 ore (4.30 ore salita, 4.00 ore in discesa)

Quota massima: 3375 m

Difficoltà: EEA – ascensione impegnativa con tratti tecnici e in parte esposti attrezzati e non, necessari kit da ferrata e casco ed esperienza su questo genere di percorsi

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura dell’impianto di risalita e del Rifugio Serristori nel quale è possibile pernottare spezzando la salita in due giorni.
La cabinovia Pulpito ed il Rifugio Serristori sono anche punto di partenza per l’ascesa al Dossobello di Dentro/Hintere Schöneck e al Dossobello di Fuori/Vörderer Schöneck (QUI la “pillola” su questo itinerario)

Data di ascesa: luglio 2015 e agosto 2023 fino al Rifugio Serristori – luglio 2015 dal Rifugio Serristori alla cima

Esperienza di Stefano: percorso con salita tecnica che richiede esperienza nel muoversi su traccia con fondo impegnativo; il tratto attrezzato finale è di difficoltà tecnica moderata per esperti di questo tipo di percorsi, ma non va sottovalutato considerata anche l’esposizione a tratti accentuata.
Necessario tempo asciutto e buona visibilità sia per sicurezza che per godere dei bellissimi panorami della zona.
Io ho suddiviso il percorso in due giorni pernottando al Rifugio Serristori e partendo presto al mattino per la salita in vetta non trovando, così, molte persone nel canalone e sul tratto attrezzato (parti del percorso in cui è possibile caduta sassi con altri escursionisti sul tracciato).

Vista su Ortles, Monte Zebrù e Gran Zebrù dalla stazione a monte della cabinovia Pulpito

Lungo il tratto verso il ponte sul Torrente Zay

Ponte sul Torrente Zay

Sentiero verso il Rifugio Serristori

Rifugio Serristori

Rifugio Serristori al primo mattino

Il ripido canalone

Lungo il tratto attrezzato

Panorama di vetta verso Ortles, Gran Zebrù e Monte Zebrù

In vetta



Cliccare sull’immagine per visualizzare la seggiovia Pulpito su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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