Chiesa parrocchiale di Sant’Ulrico di Ortisei/St. Ulrich – Val Gardena

Ortisei/St. Ulrich/Urtijëi è il centro abitato più grande della Val Gardena/Gröden/Gherdëina e vanta una storia secolare; ciò ha portato allo sviluppo di molti punti di interesse, tra essi troviamo diverse chiese di rilievo tra le quali spicca la Chiesa Parrocchiale dedicata a Sant’Ulrico, da cui deriva anche il nome tedesco del paese (QUI la “pillola” su Ortisei).

Già dal 1400 si ha notizia della costruzione di una prima chiesa ad Ortisei, con l’aumeto della popolazione del comune si rese, però, necessaria la costruzione di una chiesa più grande e, nel 1797, venne quindi consacrata la nuova chiesa parrocchiale di Sant’Ulrico.

La chiesa è stata costruita in stile tardo-barocco e già nel 1907 furono aggiunte le due navati laterali per aumentarne la capienza; nel corso dle tempo la struttura religiosa si è abbellita con molte opere d’arte pregevoli.

Tra esse troviamo, ad esempio, la pala dell’altare, raffigurante l’Epifania, dipinta da Josef Moroder, ed i due altari laterali  raffiguranti San Giuseppe, scultura di Franz Demetz Sotria, e la Madonna, scultura opera di Josef Moroder Lusenberg.

A destra dell‘altare di San Giuseppe si trova la grande statua in legno dedicata al patrono San Ulrico, opera di Ludovico Moroder e nella navata destra di trova l’altare della Madonna del Rosario proviene dallo studio artistico di Giuseppe Rifesser Stufan; la navata sinistra è, invece, dedicata al Sacro Cuore di Gesù con altare proveniente dallo studio Stuflesser–Petlin.

Ragguardevoli sono anche i dipinti sul soffitto opere dei fratelli Franz e Josef Kirchebner ed il moderno organo con 2000 canne sonore.

Le foto si riferiscono alle mie visite nel 2022 e 2025

Chiesa parrocchiale di Sant’Ulrico

Navata centrale

Altare principale

Altare laterale dedicato a San Giuseppe

Altare laterale dedicato alla Madonna

Statua di Sant’Ulrico

Altare della navata laterale di destra

Battistero

Altare della navata laterale di sinistra

Altri dettagli della chiesa

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sui monumenti religiosi in Sudtirolo

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Museum Gherdëina di Ortisei/St. Ulrich – Val Gardena

La Val Gardena/Gröden, è molto nota per le innumeravoli possibilità escursionistiche e di sport invernali inserite in magnifico contesto dolomitico; sono, tuttavia, presenti anche diversi punti di interesse storici e culturali.

Tra questi troviamo, ad esempio, il Museum Gherdëina (nome ladino della Val Gardena) situato nella Cësa di Ladins/Casa dei Ladini in Via Rezia 83 nel centro di Ortisei/St. Ulrich, borgo principale della Val Gardena; come suggerisce già il nome ladino il museo verte sulla storia e cultura ladina della valle (QUI la “pillola” su Ortisei).

Il Museum Gherdëina è stato fondato negli anni ’60 e si è sviluppato nel corso del tempo ed attualmente, disposto su due piani, permette di dare uno sguardo agli accadimenti succedutesi in Val Gardena partendo dai ritrovamenti di un antico ittiosauro fino ai giorni nostri.

Il museo etnografico gardenese ospita, in diverse sezioni, molti oggetti e curiosità che permettono di addentrarsi nella storia secolare della Val Gardena e della cultura e vita ladina; in particolare è possibile ammirare sculture in legno, antichi giocattoli, dipinti, rarità, reperti archeologici, storia geologica delle Dolomiti e lasciti dello scalatore e pioniere del “cinema di montagna” gardenese Luis Trenker.

Il museo è aperto, solitamente da dicembre ad inizio aprile dal martedì al venerdì, da metà maggio a fine ottobre dal lunedì al venerdì ed anche sabato mattina a luglio ed agosto e tutti i giorni nel periodo natalizio.

È bene, comunque, controllare periodi ed orari di apertura sul sito ufficiale del museo a questo link: www.museumgherdeina.it

Le foto si riferiscono alla mia visita nel febbraio 2025

Entrata del museo

Biblioteca ladina

Salita all’esposizione museale

Geologia

Area dedicata all’ittiosauro

Fauna

Tela quaresimale di San Giacomo

Giochi in legno

Pittura e musica

Antiche abitazioni con incisioni sulle pareti

Area dedicata a Luis Trenker

Archeologia

Arte sacra

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi


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Forcella Sassolungo/Langkofel Schwaige – Rifugio Toni Demetz (2685 m) – Ferrata Furcela de Saslonch – Dolomiti

La Forcella Sassolungo/Langkofel Schwaige ed il Rifugio Toni Demetz sono situati a 2685 metri di quota nel gruppo dolomitico del Sassolungo/Langkofel; la forcella ed il rifugio sono raggiungibili sia in cabinovia che su sentiero e via ferrata partendo dai pressi del Passo Sella sul versante della Val Gardena/Gröden (QUI la “pillola” sul Passo Sella e QUI quella su Selva Gardena/Wolkenstein, paese dal quale si raggiunge il valico sul versante gardenese).

Il percorso descritto, che offre meravigliosi panorami su diversi gruppi dolomitici, sale inizialmente su sentiero e poi per la via ferrata “Furcela de Saslonch”; la ferrata, di recente costruzione, alterna passaggi impegnativi ad altri con difficoltà moderata portando alla Forcella Sassolungo ed al Rifugio Demetz.

La discesa avviene poi integralmente su sentiero; il percorso, nel suo complesso, presenta uno sviluppo e dislivello contenuti, la via ferrata richiede, però, esperienza su questo genere di tracciati ed equipaggiamento corretto.

La salita comincia dal parcheggio posto nei pressi della cabinovia Sassolungo sulla strada del Passo Sella sul versante gardenese poco prima del passo (2180 m, rifugi), si segue il sentiero numero 525 per il Rifugio Toni Demetz.
La traccia, sassosa ed erbos, sale inizialmente in moderata pendenza tra massi e radi prati, costeggiato un grosso masso la traccia sassosa sale più ripida in tornanti fino alla targa della ferrata Furcela de Saslonch; deviando a sinistra dal sentiero 525 si raggiunge, quindi, in breve, l’attacco della ferrata (2500 metri circa, 1.00 ora dalla partenza).

Si sale, seguendo il cavo, una prima paretina verticale ed una cengia stretta piuttosto esposta giungendo ad un’altra paretina e ad un tratto che traversa tra due cenge; si alternano adesso tratti più verticali (attrezzati con anche alcune staffe) ed altri più appoggiati giungendo ad un canalino e parete successiva ombreggiati.

Superato questo tratto un po’ esposto si giunge ad una piccola panchina con libro firme, la ferrata risale adesso su una crestina ed una parete (con diverse staffe)  di nuovo piuttosto verticale; alla destra si vede il Rifugio Toni Demetz ed una possibile via di fuga dalla ferrata (in parte attrezzata).

Continuando sulla ferrata si risalgono altre paretine attrezzate in parte con staffe e tratti meno difficoltosi giungendo ad un breve ponticello con cavo e particolari appoggi per i piedi; superata l’ultima breve paretina si giunge ad una selletta (2700 metri circa) dalle quale si scende sul versante opposto giungendo, in breve, alla fine delle attrezzature.

Seguendo la traccia sassosa si giunge, quindi, alla vicina Forcella Sassolungo ed al Rifugio Toni Demetz (2685 m, stazione a monte della cabinovia biposto Sassolungo,1.45 ore dall’attacco della ferrata, 2.45 ore dalla partenza).

In discesa si segue, quindi, il sentiero 525 per il Passo Sella, la traccia sassosa e ghiaiosa scende in tornanti, piuttosto ripidamente, portando alla targa della ferrata incontrata in salita; scendendo sul sentiero già noto si torna quindi al parcheggio (1.00 ora dalla Forcella del Sassolungo, 3.45 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio cabinovia Sassolungo – Ferrata Furcela de Saslonch – Forcella del Sassolungo-Rifugio Toni Demetz – parcheggio cabinovia Sassolungo

Sentieri: 525 – Ferrata Furcela de Saslonch – 525

Dislivello: 550 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.45 ore totali (2.45 ore la salita, 1.00 ora la discesa)

Quota massima: 2700 m

Difficoltà: EEA – itinerario relativamente breve ma che presenta una via ferrata di media diffiicoltà per esperti questi percorsi con, comunque, presenza di diversi passaggi piuttosto verticali e/o esposti, necessari esperienza di ferrate, kit da ferrata e casco; sviluppo totale di circa 6 chilometri

Data di ascesa: agosto 2023

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura del rifugio e della cabinovia (qualora la si volesse usare in discesa). Dalla Forcella del Sassolungo si dipartono anche i percorsi del giro intorno al Sassolungo e della ferrata Oskar Schuster che porta alla vetta del Sasso Piatto (QUI la “pillola” sul giro intorno al Sassolungo e QUI quella sulla ferrata Oskar Schuster al Sasso Piatto).
Il parcheggio nei pressi del Passo Sella e della cabinovia Sassolungo è anche punto di partenza della ferrata al Col Rodella e del Sentiero Friedrich August Weg che porta al Rifugio Sasso Piatto/Plattkofelhütte (QUI la “pillola” sulla ferrata Col Rodella e QUI quella sul Sentiero Friedrich August)

Esperienza di Stefano: è necessario scegliere una giornata asciutta e possibilmente con buona visibilità per godere dei bellissimi panorami; e bene partire presto al mattino per evitare di trovare i parcheggi occupati. Il percorso presenta un afflusso piuttosto elevato in alta stagione e va fatta attenzione, quindi, alle altre persone presenti sulla ferrata ed a possibili cadute di sassi

Alla partenza

Lungo il sentiero di salita

Targa di inzio ferrata

Lungo la prima parte della ferrata

Panca con libro firme

Tratto di salita con vista sul Rifugio Toni Demetz

Possibile via di fuga dalla ferrata

Seconda parte della ferrata

Breve discesa alla Forcella Sassolungo ed al Rifugio Toni Demetz

Cartelli informativi sulla ferrata

Rifugio Toni Demetz

Discesa verso il parcheggio


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio nei pressi della cabinovia Sassolungo sotto il Passo Sella su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi



Passo Sella/Sella Joch e Cabinovia Sassolungo/Langkofel – Val Gardena

Il Passo Sella/Sella Joch, posto a 2218 metri di quota nell’area dolomitica del gruppo del Sella e del Sassolungo-Sasso Piatto/Langkofel-Plattkofel, mette in comunicazione la  Val Gardena/Gröden/Gherdëina in Alto Adige con Canazei e la Val di Fassa in Trentino; dal versante sudtirolese il Passo Sella viene raggiunto dal paese di Selva Gardena/Wolkenstein/Selva Gherdëina (QUI la “pillola” sul paese di Selva Gardena).

Al valico si arriva dal paese di Selva Gardena in 10 chilometri di strada, passando anche per la località Plan de Gralba, con diversi tornanti con pendenza non eccessiva con  pendenza media del 6,8% e massima del 11%; dal versante trentino il passo viene raggiunto da Canazei, con molti tornanti, in 11 chilometri con pendenza media del 6,7% e massima del 9%.

Il Passo Sella è molto amato anche da ciclisti e motociclisti e si trova sul percorso del Sellaronda, posto tra Alto Adige, Trentino e Veneto, che raggruppa i passi Campolongo, Gardena/Gröden, Sella e Pordoi.

Dal passo e lungo i suoi versanti si godono bellissime vedute verso svariati i gruppi dolomitici e sono possibili diverse escursioni, nei gruppi di Sella e Sassolungo-Sassopiatto, sia più semplici che più impegnative.

Le escursioni in zona sono agevolate anche dalla presenza della caratteristica Cabinovia biposto Sassolungo che porta dall’Albergo Passo Sella (posto sul versante gardenese a breve distanza dal valico) alla Forcella del Sassolungo a 2685 metri di quota ove è posto anche il Rifugio Toni Demetz.

Dalla Forcella Sassolungo partono diversi percorsi come il giro intorno al Sassolungo (che tocca il Rifugio Vicenza/Langkofelhütte, il Rifugio-ristorante Emilio Comici e la “Città dei Sassi”) e la ferrata Oskar Schuster che raggiunge la cima del Sasso Piatto con percorso che scende poi al Rifugio Sasso Piatto/Plattkofelhütte (QUI la “pillola” sul giro intorno al Sassolungo e QUI quella sulla via ferrata Oskar Schuster).
Inoltre, la Forcella Sassolungo ed il Rifugio Toni Demetz sono, volendo, raggiungibili anche a piedi sia tramite sentiero che con la Ferrata Furcela de Saslonch (QUI la “pillola” su questo itinerario).

Dalla zona del Passo sella e dalla partenza della cabinovia si dipartono anche altre escursioni brevi a rifugi vicini, il Sentiero Friedrich August Weg (che porta anch’essa al Rifugio Sasso Piatto toccando vari punti di ristoro) e le impegnative ferrate delle Mesules e del Col Rodella (QUI la “pillola” sul Sentiero Friedrich August e QUI la “pillola” sulla Ferrata Col Rodella).

L’area nei pressi del Passo Sella, inoltre, è in inverno situato lungo il famosissimo circuito Sellaronda, votato come uno dei tour sciistici più belli del mondo,  che unisce le piste delle valli: Gardena e Badia in Sudtirolo, Livinallongo in Veneto e Fassa in Trentino; sul versante sudtirolese il Passo Campolongo è inserito nel comprensorio Val Gardena a ospitate oltre 100 chilometri di piste (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Val Gardena).

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’inverno 2019 ed estate 2016, 2021 e 2023

Al Passo Sella

Gruppo del Sassolungo-Sasso Piatto visto dal Passo Sella

Marmolada vista dal versante trentino del Passo sella

Strada sul versante gardenese del passo

Escursionismo per famiglie nei pressi del passo

Rifugio Salei

Baita Miara

Cabinovia Sassolungo

Rifugio Toni Demetz

Discesa dal Rifugio Demetz al Rifugio Vicenza

Rifugio Vicenza

Rifugio-ristorante Emilio Comici

Città dei Sassi

Ferrata Furcela de Saslonch

Lungo la ferrata Oskar Schuster

In vetta al Sasso Piatto

Lungo la discesa dal Sasso Piatto al Rifugio Sasso Piatto

Rifugio Sasso Piatto

Lungo il Sentiero Friedrich August

Ferrata Col Rodella

In cima al Col Rodella

Vista dal Col Rodella verso l’area del Passo Sella

Piste della zona del Passo Sella in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Sella su Google Maps

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Ciampinoi/Ciampinëi (2256 m) – Dolomiti

Il Ciampinoi/Ciampinëi, elevazione di 2256 metri di altezza, è posto nel gruppo dolomitico del Sassolungo/Langkofel in Val Gardena/Gröden; la vetta, leggermente rialzata, dai pendii sottostanti offre un bellissimo panorama su diversi gruppi dolomitici e la sottostante Val Gardena.

Nei pressi della vetta è posta anche la stazione a monte della cabinovia Ciampinoi di Selva Gardena/Wolkenstein; viene qui descritta la salita a piedi, con percorso prevalentemente boschivo con diversi tratti ripidi, dal paese con successiva discesa in cabinovia, è naturalmente possibile anche scendere a piedi eventualmente anche allungando fino al Rifugio Comici (QUI la “pillola” su Selva Gardena).

La salita comincia nei pressi della caserma dei Vigili del Fuoco di Selva Gardena (1560 m), seguendo la passeggiata a valle in breve salita si perviene alla deviazione del sentiero 27 per il Ciampinoi/Ciampinëi.
Si sale inizialmente su sentiero terroso e ghiaioso nel bosco, in pendenza moderata, fino a giungere ad un’area di sosta con panca coperta, continuando sul sentiero si giunge in breve, quindi, ad un grosso traliccio.
Seguendo sempre le indicazioni per il sentiero 27 si sale su mulattiera sterrata e poi nuovamente nel bosco ripidamente fino a giungere nuovamente su mulattiera nei pressi di un bivio; seguendo per il Ciampinoi si sale su mulattiera sterrata e sassosa nel bosco in pendenza moderata passando anche sotto i cavi della cabinovia.
Si sale poi su mulattiera sassosa molto ripida lungo la pista da sci fino a giungere alla stazione a monte di una seggiovia chiusa in estate; continuando sulla ripida mulattiera si perviene, quindi, alla stazione a monte della cabinovia Ciampinoi.
Si scende ora, in breve,  ad un sella dove è presente la stazione a monte di due seggiovie, si segue il sentiero per il punto panoramico salendo, in breve ma molto ripidamente, su sentierino a gradoni fino alla vetta vera del Ciampinoi (croce, 2.00 ore dalla partenza).

Si torna quindi alla selletta e con breve risalita si ritorna alla stazione a monte della cabinovia Ciampinoi con la quale si scende a Selva Gardena.

Percorso: Selva Gardena – Ciampinoi

Sentieri: 27 – deviazione al punto panoramico

Dislivello: 700 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.00 ore  se si scende in cabinovia

Quota massima: 2256 m

Difficoltà: E –  percorso di difficoltà tecnica moderata ma che presenta diversi tratti ripidi  e gradoni

Data di ascesa: agosto 2022

Annotazioni: è naturalmente possibile anche scendere a piedi in 1.30 ore o allungare la discesa passando per il Rifugio Comici ed il Plan de Gralba in 2.30 ore

Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere del bel panorama dalla vetta e adatta anche, con tempo stabile, per un escursione pomeridiana

Alla partenza

Primo tratto nel bosco

Punto di sosta

Tratto ripido su sentiero nel bosco

Tratto su mulattiera con pendenza moderata

Passaggio sotto la cabinovia

Ultimo tratto con pendenza moderata

Tratto con pendenza elevata

Panorami verso le Odle

Ultimo tratto verso la stazione a monte della cabinovia

Panorami sul Gruppo del Sella

Vista sulla Val Gardena

Panorami sullo Sciliar

Salendo al punto panoramico (vera vetta del Ciampinoi)

In vetta al Ciampinoi

Croce di vetta e vista sul Sassolungo

Vista dalla vetta sulla stazione a monte della cabinovia

Cabinovia Ciampinoi vista dalla stazione a valle

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Seceda – Val Gardena

Il Seceda, vetta di 2518 metri di quota, è posto nel gruppo dolomitico delle Odle/Geisler in Val Gardena/Gröden nell’area del Col Raiser-Seceda facente parte del comprensorio sciisitico Val Gardena Dolomites (QUI la “pillola” sul comprensorio sciisitico della Val Gardena).

La vetta si trova a breve distanza dall’arrivo della funivia Seceda proveniente da Ortisei e dalle seggiovie dell’area del Col Raiser; viene qui, però, descritto, il percorso innevato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, che con diversi tratti ripidi, passando per diverse baite, porta dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina alla panoramicissima vetta del Seceda, che offre una vista magnifica su Dolomiti e molti gruppi montuosi dell’Alto Adige e non solo (QUI la “pillola” sul Col Raiser, QUI quella sulla funivia Seceda e QUI la “pillola” sul paese di Santa Cristina).

La salita al Seceda comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m, rifugio, stazione a valle a Santa Cristina), si scende in breve alla Baita Odles e si segue l’indicazione per il Rifugio Fermeda sul sentiero 2.
Si costeggia in breve una pista da sci entrando poi a destra nel bosco su mulattiera innevata, solitamente battuta dal gatto delle nevi, usciti dal bosco, ed ignorato il bivio per la baita Trojer, si continua sulla mulattiera fino ad un bivio posto poco prima del Rifugio Fermeda.
Al bivio si devia a destra seguendo le indicazioni 1A/6 per la Baita Sofie, si segue quindi la mulattiera innevata che sale con pendenza moderata fino ad incontrare una pista da sci, che si attraversa con prudenza, giungendo alla Baita Daniel (2240 m).

Dalla Baita Daniel si continua a seguire la mulattiera innevata che ripidamente conduce alla Baita Mastlè (2290 m), dalla Baita Mastlè si segue la traccia battuta dal gatto delle nevi a destra della baita che sale molto ripidamente, diretta sul pendio, fino a giungere alla Baita Sofie (2412 m).
Dalla Baita Sofie si segue la traccia del gatto delle nevi che porta in salita ripida ad incrociare una pista da sci, che si attraversa con prudenza, giungendo al Rifugio Seceda dove arriva anche la funivia da Ortisei (2500 m).

Dal Rifugio Seceda si costeggia la pista da sci salendo in moderata pendenza il pendio che porta alla vetta del Seceda (2518 m, croce, tavola panoramica delle cime visibili, 1.45 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso con alcuni saliscendi nel tratto che riporta alla cabinovia Col Raiser (1.15 ore dal Seceda, 3.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Col Raiser – Baita Daniel – Baita Mastlè – Baita Sofie – Rifugio Seceda – Seceda – Rifugio Seceda – Baita Sofie – Baita Mastlè – Baita Daniel – stazione a monte cabinovia Col Raiser

Sentieri: traccia battuta invernale che segue in parte i sentieri estivi 2 e 1A/6

Dislivello: 450 metri in salita e discesa considerati i saliscendi

Tempo di percorrenza: 3.00  ore (1.45 ora la salita, 1.15 ore la discesa).

Quota massima: 2518 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo medio di circa 7 chilometri totali e impegnativa, seppur solitamente battuta dal gatto delle nevi, dati i tanti tratti ripidi presenti sul tracciato che richiedono ciaspole o ramponi, prestare anche attenzione all’attraversamento delle piste da sci.

Data di percorrenza: gennaio 2022

Annotazioni: per chi  volesse abbreviare l’escursione, ed evitare i tratti più ripidi, è anche possibile fermarsi alla Baita Daniel od alla Baita Mastlè riducendo dislivello ed impegno.

Vista sulle Odle e la Baita Odles dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser

Primo breve tratto che costeggia la pista da sci

Nel bosco

Tratto verso il bivio posto poco prima del Rifugio Fermeda

Bivio posto poco prima del Rifugio Fermeda

Tratto salendo alla Baita Daniel

Vista sulla Baita Daniel salendo alla Baita Mastlè

Baita Mastlè

Salendo alla Baita Sofie

Baita Sofie

Salendo al Rifugio Seceda

Vista sulle Odle salendo al Rifugio Seceda

Salendo alla vetta del Seceda

Vetta del Seceda

Vista dalla vetta verso il Rifugio Seceda, il Sassolungo e i Denti di Terrarossa

Vista verso il gruppo del Sella

Vista sul gruppo dell’Ortles

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo

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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Vallunga/Langental/Val – Val Gardena

La Vallunga/Langental/Val è un lungo solco vallivo che si diparte dalla Val Gardena/Gröden/Gherdëina, dai pressi del paese di Selva Gardena/Wolkenstein/Sëlva, inoltrandosi nel parco del Puez/Odle sormontato dalle vette dolomitiche del gruppo delle Odle/Geisler (QUI la “pillola” sulla Vallunga e QUI quella sul paese di Selva Gardena).

Il percorso invernale in Vallunga, solitamente battuto, risale dal parcheggio La Ciajota alla chiesetta di San Silvestro inoltrandosi poi tra radure e bosco fino a raggiungere la radura di Pra da Ri ove arrivano anche le piste da sci di fondo facenti parte del comprensorio di sport invernali Val Gardena Dolomites; il tracciato si svolge in ambiente molto caratteristico e presenta un dislivello contenuto ma con sviluppo relativamente lungo (QUI la “pillola” sul comprensorio invernale Val Gardena Dolomites).

Il percorso comincia dal parcheggio Vallunga (1620 m, ristoro La Ciajota, strada da Selva Gardena), si seguono i cartelli  gialli indicanti “sentiero/Fußweg” su sentiero solitamente battuto dal gatto delle nevi che conduce, in breve, alla chiesetta di San Silvestro.
Si continua sulla traccia del sentiero in moderata pendenza, incrociando più volte le piste da sci di fondo, passando per tratti nel bosco ed altri tra radure fino a giungere, in lungo sviluppo, all’ampia spianata di Pra da Ri (1810 m, crocefisso e baita chiusa, 1.30 ore dalla partenza).

Ritorno per lo stesso percorso in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.

Percorso: parcheggio Vallunga/ Ristoro La Ciajota – chiesetta San Silvestro – Pra da Ri – chiesetta San Silvestro – parcheggio Vallunga/Ristoro La Ciajota

Sentieri: tracciato invernale che ricalca in parte il sentiero estivo 14

Dislivello: 200 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore (1.30 ore l’andata, 1.15 ore il ritorno).

Quota massima: 1810 m

Difficoltà: EAI – percorso, solitamente battuto dal gatto delle nevi, di moderata di contenuta difficoltà tecnica; sviluppo di 7 chilometri circa tra andata e ritorno, possibili tratti su neve dura o ghiacciata che, se presenti, richiedono ramponcini o ciaspole.

Data di ascesa: marzo 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del ristoro La Ciajota e le condizioni di battitura del percorso; inoltre, va considerato che la Vallunga, soprattutto nei mesi centrali dell’inverno, risulta essere al mattino in completa ombra. Sarebbe, quindi, meglio evitare giornate molto fredde o percorrere l’itinerario nelle ore centrali del giorno.

Parcheggio Vallunga sopra il paese di Selva Gardena

Ristoro La Ciajota

Primo tratto di percorso verso la chiesetta di San Silvestro

Chiesetta di San Silvestro

Piste da sci di fondo della Vallunga

Lungo il tracciato invernale che costeggia ed incrocia a tratti le piste da sci di fondo

Al Pra da Ri

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


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DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Cir V°/Cir Piccolo (2520 m) – Ferrata del Piccolo Cir – Dolomiti

Il Cir V°/Cir Piccolo, elevazione di 2520 metri di quota dal bellissimo panorama di vetta che abbraccia numerosi gruppi dolomitici, è posto lungo la cresta delle Punte del Cir nel gruppo  delle Odle/Geisler nella notissima zona escursionistica del Passo Gardena/Grödner Joch situata a cavallo tra Val Gardena/Gröden e Val Badia/Gadertal.

La vetta del Cir V° è piuttosto frequentata in estate ed è raggiungibile con via ferrata di media difficoltà (con presenza, tuttavia, di alcuni tratti impegnativi ed esposti); anche la discesa presenta diversi tratti attrezzati seguendo poi un canalone piuttosto ripido.

L’itinerario qui descritto parte dalla stazione a monte della cabinovia Dantercepies di Selva Gardena/Wolkenstein, l’area del Dantercepies è anche raggiungibile tramite la seggiovia Cir o a piedi partendo dal Passo Gardena (QUI la “pillola” sulla cabinovia Dantercepies e seggiovia Cir, QUI quella sul Passo Gardena e QUI la “pillola” sul paese di Selva Gardena)

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Dantercepies e della seggiovia del Passo Gardena (2298 m, rifugio), dalla stazione a monte si segue il sentiero con indicazioni per la via ferrata del Piccolo Cir; la traccia sassosa e ghiaiosa conduce ripidamente fino alla base della parete rocciosa giungendo, quindi, in breve, all’inizio delle attrezzature.

I cavi conducono ad un pulpito, superata, con l’aiuto di una staffa, una spaccatura nella roccia, si procede tra paretine attrezzate (alcune più verticali altre più “appoggiate”) e brevi tratti di sentiero.
Giunti ad una selletta (possibile via di discesa a destra se si volesse abbandonare la ferrata) si sale su una paretina con una scaletta e poi ad un primo tratto verticale seppure con buoni appigli, si continua, quindi, lungo un tratto più gradinato per poi giungere ad un traverso piuttosto esposto.

La salita continua poi nuovamente verticale con passaggi esposti (con presenza di appigli ma roccia a tratti un po’ levigata dai passaggi) fino a giungere ad una sella con pulpito panoramico; da qui un breve tratto di sentiero conduce alla paretina finale, che conduce ad una selletta appena sotto la vetta dove si stacca il sentiero di discesa.
Dalla selletta (con due tratti attrezzati che salgono in cima) si sale, quindi, con il tratto di sinistra, piuttosto ripido aiutato da un piolo, alla vetta del Cir V° (2520 m, croce sullo spuntone di fronte, 1.15 ore dalla partenza).

Seguendo il tratto attrezzato da prendere in discesa si scende con attenzione su paretina piuttosto verticale e con due staffe di aiuto, alla selletta sotto la vetta; si segue, quindi, a sinistra la traccia che scende nel canalone.
Inizialmente il percorso ripido e ghiaioso è ancora attrezzato con cavi; la traccia prosegue poi in discesa sempre ripida, su fondo ghiaioso e sassoso, fino ad uscire dal canalone e riportare, in breve, alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies (45 minuti dalla vetta del Cir V°, 2.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte cabinovia Dantercepies e seggiovia del Passo Gardena – Cir V°/Piccolo Cir –  stazione a monte cabinovia Dantercepies e seggiovia del Passo Gardena

Sentieri: via ferrata Cir V°/Piccolo Cir – traccia di discesa nel canalone

Dislivello: 230 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.00 ore (1.15 ore la salita, 45 minuti la discesa)

Quota massima: 2520 m

Difficoltà: EEA – via ferrata breve, globalmente di medio impegno, ma con presenza di alcuni tratti più impegnativi es alcuni tratti esposti, necessari kit da ferrata, casco ed esperienza su questo tipo di itinerari

Data di ascesa: agosto 2025

Annotazioni: la salita al Cir V°/Piccolo Cir può essere abbinata al sentiero attrezzato che conduce al Piz da Cir/Cir Grande con punto di partenza anch’esso posto alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies e della seggiovia del Passo Gardena (QUI la “pillola” sulla salita al Piz da Cir/Cir Grande).

Esperienza di Stefano: ferrata breve ma da non sottovalutare in quanto alcuni passaggi richiedono la giusta attenzione ed esperienza; io ho percorso in due giornate separate le ferrate del Cir V° e del Piz da Cir per poter godere con più calma delle salite. Necessaria, naturalmente, una giornata asciutta.

Cabinovia Dantercepies

Seggiovia Cir

Tratto che dalla stazione a monte della cabinovia porta all’inizio delle attrezzature

Lungo la via ferrata

In vetta al Cir V°

Lungo la discesa

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Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Gardena su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi

Cabinovia e funivia Seceda – Val Gardena

In Val Gardena/Gröden si trovano moltissimi impianti di risalita molto amati e sfruttati, sia d’estate che in inverno, da turisti, escursionisti e sciatori per portarsi in quota e godere delle bellezze della zona.

Tra questi impianti troviamo anche quelli del Seceda, posti nel gruppo dolomitico delle Odle/Geisler, che da Ortisei/St. Ulrich tramite cabinovia e funivia portano ai 2500 metri di quota della stazione a monte situata in zona estremamente panoramica (QUI la “pillola” sul paese di Ortisei).

Nella zona della stazione a monte si trovano il Rifugio Seceda e la Baita Sofie che propongono piatti tipici e permettono di mangiare e rilassarsi godendo di un bellissimo panorama verso i gruppi dolomitici delle Odle, Sella, Sciliar e Sassolungo/Langkofel.

Dalla stazione a monte della funivia è anche possibile salire con percorso di pochi minuti di cammino la vetta del Seceda su cui sono poste una grande croce tradizionale in legno ed una tavola panoramica che descrive le tantissime vetta visibili; il Seceda è anche raggiungibile con escursione di medio impegno partendo dalla cabinovia Col Raiser proveniente da Santa Cristina/St. Christina (QUI la “pillola” sulla salita dalla cabinovia Col Raiser).

In inverno gli impianti del Seceda sono compresi, inoltre, nel comprensorio sciistico Val Gardena Dolomites, facente parte del famosissimo tour sciistico del Sellaronda che collega ben 4 valli dolomitiche quali: Val Gardena e Val Badia in Sudtirolo, Valle di Livinallongo in Veneto e Val di Fassa in Trentino (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico della Val Gardena).

Le foto si riferiscono alle mie visite nell’estate 2020 e nell’inverno 2020 e 2022

Funivia Seceda

Stazione a valle della cabinovia

Rifugio Seceda

Vista sulle Odle e la Baita Sofie con sentiero proveniente dalla cabinovia Col Raiser

Vista su Ortisei e la Val Gardena dalla stazione a monte della funivia

Panorami dolomitici lungo il percorso di salita alla vetta del Seceda

Croce tradizionale posta sulla vetta del Seceda

Piattaforma panoramica con dsecrizione delle cime visibili

Piste da sci dell’area del Seceda in inverno

Vetta del Seceda in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole”sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi


Cliccare sull’immagine per visualizzare gli impianti del Seceda ad Ortisei su Google Maps


Piz da Cir/Cir Grande (2592 m) – Dolomiti

Il Piz da Cir/Cir Grande, elevazione di 2592 metri di quota dal bellissimo panorama di vetta che abbraccia numerosi gruppi dolomitici, è posto nel gruppo  delle Odle/Geisler nella notissima zona escursionistica del Passo Gardena/Grödner Joch situata a cavallo tra Val Gardena/Gröden e Val Badia/Gadertal.

La vetta del Piz da Cir è piuttosto nota e frequentata ed è raggiungibile con percorso che presenta diversi tratti attrezzati con cavi alternati ad altri di traccia ripida con alcuni saltini rocciosi; l’attacco del sentiero di salita qui descritto è posto alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies di Selva Gardena/Wolkenstein e della seggiovia Cir del Passo Gardena, sul cui versante della Val Badia sono posti i paesi di Corvara e Colfosco (QUI la “pillola” sulla cabinovia Dantercepies e la seggiovia Cir, QUI quella sul Passo Gardena, QUI la “pillola” sul paese di Selva Gardena e QUI quella sui paesi di Corvara e Colfosco).

La salita comincia dalla stazione a monte della cabinovia Dantercepies e della seggiovia del Passo Gardena (2298 m, rifugio), dalla stazione a monte si segue il sentiero con indicazioni per il Cir Grande; la traccia sassosa e ghiaiosa conduce in traverso sotto le pareti delle Punte del Cir ed entra poi in un canalino che si sale in ripida salita fino ad arrivare al primo tratto attrezzato.

I cavi conducono lungo un traverso ascendente in parte esposto e con fondo piuttosto sdrucciolevole, la salita continua poi su traccia ghiaiosa e sassosa con vari saltini rocciosi fino a giungere al secondo tratto attrezzato con cavi che conduce su una paretina piuttosto verticale, ma con buoni appigli, fino a giungere agli ultimi saltini rocciosi non attrezzati che conducono alla vetta del Piz da Cir/Cir Grande (2592 m, croce, 1.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso facendo attenzione su saltini rocciosi e tratti attrezzati in 1.15 ore, 2.45 ore dalla partenza.

Percorso: stazione a monte cabinovia Dantercepies e seggiovia del Passo Gardena – Piz da Cir/Cir Grande –  stazione a monte cabinovia Dantercepies e seggiovia del Passo Gardena

Sentieri: sentiero attrezzato “Cir Grande”

Dislivello: 300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.45 ore (1.30 ore la salita, 1.15 ore la discesa)

Quota massima: 2592 m

Difficoltà: EEA – itinerario impegnativo che presenta vari tratti attrezzati con cavi ed altri su saltini di roccia non attrezzati, necessari kit da ferrata, casco ed eseperienza su questo tipo di itinerari

Data di ascesa: agosto 2020 e luglio 2025

Annotazioni: per esperti la salita al Piz da Cir può essere abbinata all’impegnativa ferrata che conduce al Cir V°/Piccolo Cir con punto di partenza anch’esso posto alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies e della seggiovia del Passo Gardena (QUI la “pillola” sulla salita al Cir V°/Piccolo Cir).

Esperienza di Stefano: ferrata breve ma con alcuni passaggi da non sottovalutare; io ho percorso in due giornate separate le ferrate del Cir V° e del Piz da Cir per poter godere con più calma delle salite. Necessaria, naturalmente, una giornata asciutta e possibilmente limpida per godere del bel panorama della zona. In alta stagione il percorso è molto frequentato con attenzione da prestare nei vari incroci tra chi sale e scende, è bene partire presto.

QUI il link YouTube al video sulla salita al Piz da Cir

Cabinovia Dantercepies da Selva Gardena

Seggiovia dal Passo Gardena

Rifugio Dantercepies alla stazione a monte della cabinovia e seggiovia

Indicazioni nei pressi della stazione a monte degli impianti

Primo tratto di salita verso il canalino

Nel ripido canalino che conduce all’attacco del primo tratto attrezzato

Primo tratto attrezzato

Lungo il tratto mediano di salita con diversi saltini rocciosi non attrezzati

Lungo il secondo tratto attrezzato

Ultimo tratto di salita verso la vetta

In vetta al Cir Grande

Vista sul gruppo del Sella

Vista sul Sassolungo

Vista su Sciliar e Val Gardena

Vista dalla vetta sul gruppo Puez-Odle

Vista su Val Badia e Dolomiti Ampezzane


Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Dantercepies a Selva Gardena su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Gardena su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi