Corno del Renon/Rittner Horn (2259 m) – salita dall’Alpe di Villandro – Alpi Sarentine

Il Corno del Renon/Rittner Horn, vetta di 2259 metri di quota, è posto nelle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen in zona molto panoramica elevata sull’Altipiano del Renon/Ritten e la Valle Isarco/Eisacktal.

La vetta, che ospita anche l’omonimo rifugio, è raggiungibile tramite diversi itinerari; oltre al più “classico” dagli impianti del Renon, viene qui descritto il percorso che porta alla cima partendo dall’Alpe di Villandro/Villanderer Alm, raggiungibile da Barbiano/Barbian o da Villandro/Villanders in Valle Isarco (QUI la “pillola” sull’Alpe di Villandro, QUI quella sui paesi di Barbiano, Villandro e Velturno e QUI la “pillola” sul percorso “classico” dagli impianti del Renon alla vetta del Corno del Renon).

Il percorso dall’Alpe di Villandro, che tocca anche diversi punti di ristoro, si svolge su tracciato con mulattiere e sentieri tra bosco e spazi aperti bucolici con bellissimi panorami su Dolomiti ed Alpi Sarentine; l’escursione presenta un dislivello contenuto ma con sviluppo lungo.

La salita comincia dal parcheggio dell’Alpe di Villandro (Rifugio Gasser, 1744 m), seguendo il sentiero 6 per il Corno del Renon si sale con live pendenza su sentiero ghiaioso tra mughi.
Rimanendo sul sentiero 6 a vari bivi si procede, quindi, su mulattiera sterrata nel bosco e poi su sentiero tra pascoli che porta, in breve, al Rifugio Mair in Plun (1860 m, 30 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio Mair in Plun si seuge a sinistra il sentiero 7A per il Corno del Renon salendo in moderata pendenza su mulattiera sterrata tra pascoli; giunti al bivio col sentiero 7 lo si segue in salita piuttosto ripida nel bosco fino ad incontrare nuovamente la mulattiera forestale che porta, in breve, alla Sella dei Sentieri/Gasteiger Sattel (2065 m, 1.00 ora dal Rifugio Mair in Plun, 1.30 ore dalla partenza).

Dalla sella si segue a sinistra il sentiero numero 1 per il Corno del Renon, si sale su mulattiera sterrata tra pascoli fino a giungere ad un tratto in saliscendi vicino ad un muretto divisorio dei pascoli.
Giunti ad un bivio si oltrepassa un cancello e si continua a seguire il sentiero 1 per il Corno del Renon, si sale, quindi, su largo sentiero terroso e sassoso con pendenza più elevata fino a giungere ad un cancello che porta all’area sommitale.
Continuando in salita su traccia sassosa e terrosa si giunge, in breve, ad un grande ripetitore ed alla vetta del Corno del Renon (2259 m, Rifugio Corno del Renon, 1.00 ora dalla Sella dei Sentieri, 2.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 2.00 ore, 4.30 ore dalla partenza.

È possibile un evetuale deviazione al Rifugio Rinderplatzhütte, se si vuole raggiungerlo ritornati al Rifugio Mair in Plun al bivio poco sotto il rifugio si seguono i cartelli per il Rifugio Rinderplatz.
Si procede su mulattiera sterrata numero 23 in discesa poi in breve risalita fino al Rifugio Rinderplatz (1799 m). Dal rifugio tramite il sentiero 24 per il Rifugio Gasser si torna sul percorso dell’andata nella zona con mughi dalla quale si torna in breve al parcheggio (la deviazione, nel suo complesso, comporta circa 20 munuti e 1 chilometro in più di cammino).

Percorso: Rifugio Gasser – Rifugio Mair in Plun – Sella dei Sentieri – Corno del Renon – Sella dei Sentieri – Rifugio Mair in Plun – Rifugio Rinderplatz – Rifugio Gasser

Sentieri: 6 – 7A – 7 – 1 – 7 – 7A – 6 – 23 – 24 – 6

Dislivello: 550 metri in salita e discesa considerati anche i saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore totali (2.30 ore la salita, 2.00 ore la discesa) La discesa aumenta di 20 minuti se si devia al Rifugio Rinderplatz

Quota massima: 2259 m

Difficoltà: E –  escursione senza particolari difficoltà tecniche ma dal lungo sviluppo di oltre 13 chilometri (1 chilometri in più se si devia al Rifugio Rinderplatz

Data di ascesa: giugno 2023

Annotazioni: è, naturalmente, possibile evitare la deviazione al Rifugio Rinderplatz seguendo anche in discesa integralmente il percorso fatto in salita. È bene controllare data e orari di apertura dei rifugi
L’Alpe di Villandro è anche punto di partenza del lungo percorso al Monte Forcella Sarentina/Sarner Scharte ed al Monte Villandro/Villanderer Berg (QUI la “pillola” relativa a questo percorso).

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dell’amplissimo panorama; se fosse possibile è meglio anche percorrere l’escursione non in alta stagione turistica potendo, così, godere più tranquillamente del tranquillo ambiente dell’Alpe di Villandro e della vetta del Corno del Renon

Rifugio Gasser alla partenza

Salendo al Rifugio Mair in Plun

Rifugio Mair in Plun

Salendo alla Sella dei Sentieri

Alla sella dei Sentieri

Salendo al Corno del Renon

In vetta al Corno del Renon con omonimo rifugio

Vista sulle Alpi Sarentine

Vista sulle Dolomiti

Lungo l’eventuale deviazione al Rifugio Rinderplatz

Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio del Rifugio Gasser su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime ed escursioni nelle Alpi Sarentine

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Bressanone e in Valle Isarco

Cascate di Barbiano/Barbian (1200 m) – Valle Isarco – Alpi Sarentine

In Sudtirolo sono presenti molti percorsi che permettono di portarsi nelle vicinanze di belle ed imponenti cascate; tra questi, troviamo il percorso ad anello che conduce dal paese di Barbiano/Barbian, posto in Valle Isarco/Eisacktal su un pendio sovrastante il fondovalle ad alcuni chilometri dalla cittadina di Chiusa/Klausen, alle due grandi Cascate di Barbiano (QUI la “pillola” sul paese di Barbiano).

Il sentiero delle cascate attraversa prima una zona rurale e pascoliva per poi portare nel bosco, con alcuni tratti ripidi, alle due grandi cascate che presentano salti d’acqua anche di oltre 80 metri di altezza; per il ritorno si può optare per il sentiero ad anello che riporta a Barbiano scendendo prima ripidamente nel bosco e toccando poi vari masi e zone molto bucoliche.

Lungo il percorso per le cascate sono posti anche vari punti in cui “toccare con mano e piedi” l’acqua della zona con percorso Kneipp e manufatti legati all’ambiente acquatico con tavole esplicative; percorrendo i sentieri di questa escursione si incontrano, inoltre, vari punti panoramici con vista su Valle Isarco e Dolomiti.

Il percorso comincia dalla piazza della chiesa a Barbiano seguendo il Sentiero alla Cascata Inferiore (830 m); il sentiero alla cascata conduce ripidamente prima su asfalto e poi su mulattiera sterrata al bivio con il sentiero 6A; continuando con il sentiero per la cascata si costeggiano alcuni pascoli, incrociando poi la strada asfaltata che conduce all’Huberkreuz (volendo qui è presente un altro piccolo parcheggio).

Continuando col sentiero per la cascata si sale nel bosco incontrando alcuni punti Kneipp dopodichè salendo ripidamente su terreno terroso e con gradoni di legno si raggiunge la grande Cascata Inferiore (1050 m, 45 minuti dalla partenza).

Dalla cascata inferiore si segue quindi il sentiero per la cascata superiore salendo spesso ripidamente su sentiero di bosco alternato a tratti su gradoni di legno con staccionata in alcuni punti attrezzati con cavo di sicurezza; il sentiero raggiunge poi un punto panoramico e il bivio col sentiero 6.
Da questo bivio, seguendo l’indicazione “Oberer Wasserfal”, si raggiunge quindi in breve la cascata superiore (1200 m, 45 minuti dalla cascata inferiore, 1.30 ore dalla partenza).

Tornati in breve al bivio posto poco prima della cascata superiore si segue il sentiero 6 per Barbiano, sentiero che procede inizialmente in saliscendi su sentiero piuttosto stretto con staccionata e a tratti cavo di sicurezza fino a scendere poi su sentiero di bosco più largo fino ad incontrare una mulattiera sterrata con bivio tra sentiero 6 e sentiero 6A.

Si percorre quindi il sentiero 6A per Barbiano seguendo la mulattiera sterrata che conduce ad una strada asfaltata che si segue in discesa tagliandola a tratti con sentiero di bosco fino a raggiungere una strada cementata che riporta al bivio incontrato inizialmente in salita; da questo bivio lungo la mulattiera già nota  si torna quindi a Barbiano (1.00 ora dalla cascata superiore, 2.30 ore dalla partenza).

Percorso: Barbiano – Cascata Inferiore – Cascata Superiore – Barbiano

Sentieri: Sentiero alla cascata inferiore – sentiero alla cascata superiore – 6 – 6A

Dislivello: 400 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 2.30 ore, (1.30 ore la salita, 1.00 ore la discesa)

Quota massima: 1200 m

Difficoltà: E – escursione non molto difficile tecnicamente ma che presenta vari tratti ripidi e un po’ esposti non adatti a chi soffre di vertigini

Data di ascesa: maggio 2020

Esperienza di Stefano: questo percorso è particolarmente godibile quando le cascate hanno un’abbondante portata d’acqua come nel periodo primaverile quando ho percorso questo itinerario

QUI il link YouTube al video del percorso delle Cascate di Barbiano

Cartelli a Barbiano

Vista su Barbiano lungo il primo tratto di salita

Salendo verso il bivio tra il sentiero alla cascata e il sentiero 6A

Uno dei tratti ripidi salendo alla Cascata Inferiore

Cascata Inferiore

Salendo alla Cascata Superiore

Punto panoramico posto poco prima della Cascata Superiore

Cascata Superiore

Bivio posto nei pressi della Cascata Superiore

Primo tratto di discesa

Cliccare sull’immagine per visualizzare Barbiano su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime ed escursioni nelle Alpi Sarentine

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo a Bressanone e in Valle Isarco

Barbiano/Barbian, Velturno/Feldthurns e Villandro/Villanders – Valle Isarco

Barbiano/Barbian,  Velturno/Feldthurns  e Villandro/Villanders sono tre paesi situati, con le loro frazioni, sul versante occidentale della Valle Isarco/Eisacktal sui pendii soleggiati posti in posizione elevata sull’area della cittadina di Chiusa/Klausen e sul fiume Isarco (QUI la “pillola” sul paese di Chiusa).

I centri abitati di Barbiano, Velturno e Villandro giacciono, in posizione panoramica verso la Plose e parte delle Dolomiti, in un’area bucolica e pascoliva sormontati dai versanti boscosi delle Alpi Sarentine/Sarntaler Alpen.

Barbiano, il cui comune conta oltre 1700 abitanti, è posto a 10 chilometri da Chiusa ad 800 metri di quota circa tra boschi e pascoli e si sviluppa intorno alla chiesa parrocchiale neoromanica dedicata a San Giacobbe con caratteristico campanile pendente.

Dal paese si sviluppano diversi sentieri escursionistici tra i quali si trova quello che conduce alle note Cascate di Barbiano, che presentano salti d’acqua di oltre 80 metri (QUI la “pillola” sull’escursione alle Cascate di Barbiano).

Velturno è un centro abitato posto a quasi 900 metri quota, a 4 chilometri circa da Chiusa, che insieme alle sue frazioni conta quasi 3000 abitanti; il borgo è situato in zona idilliaca e vanta una storia importante testimoniata dai vari punti di interesse presenti.

Tra questi troviamo la Chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta, citata già dal 1100 e dall’attuale aspetto tardo gotico, il Castello di Velturno (visitabile in orari prestabilti), l’Archeoparc che ospita antichi luoghi di culto e funerari dell’Età del Rame del 2200 a.C. (QUI la “pillola” sul Castello di Velturno).

Sono possibili anche svariate possibilità escursionistiche che conducono, ad esempio, anche verso l’alpeggio Kühbergalm e i soprastanti rifugi e cime, quali il Rifugio Lago Rodella/Radlsehütte con il Monte del Pascolo/Königsanger ed il Monte Cane/Hundskopf ed il Rifugio Chiusa/Klausner Hütte con la Cima di San Lorenzo/Lorenzispitze (QUI la “pillola” sulla salita a Monte del Pascolo, Monte Cane Rifugio Lago Rodella e QUI quella sulla salita al Rifugio Chiusa e la Cima di San Lorenzo).

Il Rifugio Chiusa è raggiungibile, nei periodi di apertura del rifugio, con le giuste condizioni ed attrezzatura, anche in inverno su sentiero solitamente battuto dal gatto delle nevi; lungo il percorso innevato si può godere delle vista di magnifici ambienti invernali e panorami bellissimi sulle Dolomiti ed Alpi Sarentine innevate (QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Chiusa in inverno).

Villandro, comune  di oltre 1800 abitanti posto a quasi 900 metri di quota a circa 6 chilometri da Chiusa,si trova in zona molto panoramica verso la Valle Isarco e le Dolomiti e si sviluppa nei pressi dell’antica chiesa del 1500 dedicata ai Santi Stefano e Lorenzo.

Tra gli altri punti di interesse posti nei pressi di Villandro troviamo l’Archoparc che, come quello di Velturno, ospita antichi luoghi di culto, e le innumerevoli possibilità escursionistiche che conducono soprattutto alla soprastante Alpe di Villandro/Villanderalm.

Lungo lo sviluppo dell’Alpe si trovano numerosissime malghe e sentieri che conducono tra i pascoli e verso le cime del Monte Villandro/Villander Berg, il Monte Forcella Sarentina/Sarner Scharte ed il Corno del Renon/Rittner Horn (QUI la “pillola” sull’Alpe di Villandro, QUI quella sull’ascesa a Monte Forcella Sarentina e Monte Villandro e QUI quella sulla salita al Corno del Renon).

L’Alpe di Villandro anche in inverno ospita numerosissime possibilità escursionistiche, come la salita al Passo e chiesetta al Morto/am Toten ed il tracciato alla Malga Stöfflhütte, diversi rifugi e malghe aperte e tracciati per lo sci di fondo e slittino (QUI la “pillola” sul percorso invernale per Passo e Chiesa al Morto e QUI quella sul tracciato innevato alla Malga Stöffl).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2021, 2022 e 2023

Centro di Barbiano con la chiesa con caratteristico campanile pendente

Cascata inferiore di Barbiano

In paese a Velturno

Castello di Velturno

Area esterna dell’Archoparc di Velturno

Vista dai pascoli intorno al paese di Velturno verso i Monti della Plose

Pascoli salendo al Rifugio Chiusa

Rifugio Chiusa

Cima di San Lorenzo

Rifugio Lago Rodella

Monte del Pascolo

Rifugio Chiusa in inverno

Chiesa parrocchiale di Villandro

Nel centro di Villandro con vista verso le Dolomiti

Alpe di Villandro

In vetta al Monte Villandro

Corno del Renon con omonimo rifugio

Alpe di Villandro in inverno

Scopriamo QUI altre “pillole” su Bressanone e la Valle Isarco


Cliccare sull’immagine per visualizzare Barbiano su Google Maps

Cliccare sull’immagine per visualizzare Velturno su Google Maps

Chiusa/Klausen – Valle Isarco

La cittadina di Chiusa/Klausen, che conta oltre 5000 abitanti, è posta a poco più di 500 metri di quota e  si trova tra Bolzano/Bozen e Bressanone/Brixen lungo lo sviluppo della Valle Isarco/Eisacktal.

Il centro abitato è inserito nella lista dei Borghi più belli d’Italia e presenta un centro storico antico molto caratteristico, compreso tra la Porta Bressanone/Brixen Tor e la Porta Bolzano/Bozen Tor; il centro storico è composto da stretti vicoli, circondati da case tipiche, che si sviluppano intorno alla chiesa parrocchiale dedicata a Sant’Andrea.

Nei dintorni del centro storico si trovano anche le passeggiate lungo il fiume Isarco/Eisack, con vari ponti panoramici, la Chiesa degli Apostoli, l’antico castello Branzoll (non visitabile) ed il Museo Civico/Stadt Museum, con annessa Chiesa dei Cappuccini/Kapuziner Kirche.

Il Museo Civico, situato nel Parco dei Cappuccini, ospita, oltre a diverse opere locali e mostre temporanee, il pregiato Tesoro di Loreto; gli oggetti sacri, di grande valore e bellezza, furono donati dalla Regina di Spagna Maria Anna che fece anche costruire la Chiesa dei Cappuccini, il Convento e la Cappella di Loreto per ringraziare il suo Padre confessore Gabriel Pontifeser, nativo proprio di Chiusa (QUI la “pillola” sul Museo Civico e la Chiesa dei Cappuccini).

Dal nucleo storico di Chiusa cominciano anche i percorsi, a tratti ripidi, della Via Crucis e della Passeggiata Sabiona/Säben che, passando tra vigneti della Cantina Valle Isarco e boschi, portano al noto Monastero di Sabiona/Kloster Säben.

L’antico complesso religioso è il simbolo della zona ed è visibile da ampio raggio essendo posto su un colle elevato sopra la sottostante Valle Isarco; il monastero, fino a pochi anni fa abitato da suore di clausura, è solo in parte visitabile; la struttura è, comunque, molto frequentata ed offre bellissimi panorami su Chiusa e la Valle Isarco (QUI la “pillola” sul Monastero di Sabiona).

Inoltre, dalla cittadina di Chiusa è possibile raggiungere in pochi chilometri sia i paesi di Barbiano/Barbian, Velturno/Feldthurns e Villandro/Villanders, posti sui pendii assolati situati sopra Chiusa ed il fondovalle e ospitanti una fitta rete di sentieri, sia la Val di Funes/Villnössertal che conduce nell’area escursionistica nel cuore del gruppo dolomitco delle Odle/Geisler (QUI la “pillola” sui paesi di Barbiano, Velturno e Villandro e QUI quella sulla Val di Funes).

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2020, 2021, 2023, 2024 e 2025

Tra i vicoli del centro storico

Municipio di Chiusa

Chiesa parrocchiale

Porta Bressanone con attigua Chiesa degli Apostoli

Castel Branzoll

Parco dei Cappuccini

Museo Civico con Tesoro di Loreto

Chiesa dei Cappuccini

Cappella di Loreto

Il fiume Isarco

Vista da Chiusa verso il Monastero di Sabiona

All’inizio dei percorsi che da Chiusa portano al Monastero di Sabiona

Vista su Chiusa

Salendo sul percorso della Via Crucis

Chiesa di Nostra Signora

Salendo al Monstero

Chiesa del Monastero

Chiesa della Santa Croce

Vista sulla Valle Isarco dal Monastero di Sabiona

Percorso della “Passeggiata Sabiona” dal Monastero di Sabiona tornando a Chiusa

Chiusa in inverno

Chiusa e la Valle Isarco viste dal Monastero di Sabiona

Scopriamo QUI altre “pillole” su Bressanone e la Valle Isarco



Cliccare sull’immagine per visualizzare Chiusa su Google Maps