Rifugio Cavazza al Pisciadù (2585 m) – Via Ferrata Brigata Tridentina – Dolomiti

Il Rifugio Cavazza al Pisciadù, situato a 2585 metri di quota, è situato nelle Dolomiti nel Gruppo del Sella ed è posto in zona molto affascinante in area di altopiano nei pressi del Laghetto del Pisciadù; il rifugio può essere raggiunto con vari accessi, viene qui descritta la salita tramite la Via ferrata Brigata Tridentina e discesa nella Val Setus.

Il percorso si diparte dalla strada del Passo Gardena/Grödner Joch lungo il versante che sale da Colfosco in Alta Badia ed il tracciato si svolge in ambiente dolomitico magnifico; la via ferrata Brigata Tridentina, forse la più nota e frequentata delle Dolomiti, risulta essere di media difficoltà tecnica per esperti di ferrate.
Il percorso, tuttavia, è impegnativo nel complesso, considerando la discesa anch’essa in parte attrezzata, e l’escursione va percorsa, quindi, con la giusta esperienza e capacità (QUI la “pillola” sul Passo Gardena e QUI quella sui paesi di Colfosco e Corvara).

La salita comincia dal parcheggio Pisciadù posto nel piazzale di una vecchia cava di ghiaia lungo la strada che da Colfosco porta al Passo Gardena (1956 m), seguendo le indicazioni per la ferrata si segue a sinistra il sentiero sassoso nel bosco che porta in breve, in moderata pendenza, all’attacco della ferrata.
Si segue inizialmente un breve primo salto roccioso non assicurato; seguendo poi il cavo si traversa a sinistra e si sale su placca verticale attrezzata con staffe; si prosegue con attenzione in canalino bagnato e si raggiungono altri salti rocciosi attrezzati con file di staffe che portano ad un pianoro.
Superato un caratteristico passaggio tra pareti di roccia la traccia sassosa raggiunge un bivio con possibile via di uscita a destra; continuando a sinistra la traccia, ignorato un bivio per Colfosco, prosegue in saliscendi  portando all’attacco del secondo tratto di ferrata.

Il cavo conduce a zig zag alternando tratti più verticali, seppur con sempre discreti appigli, ad altri più appoggiati; costeggiando un canalino con cascatella la ferrata affronta diverse paretine e placche con anche diversi pioli e staffe.
Raggiunto un tratto meno verticale le ferrata porta ad un tratto aperto e, superate alcune placche appoggiate, si raggiunge un bivio; i cavi in basso portano ad uscire dalla ferrata ed a raggiungere direttamente su sentiero il Rifugio Cavazza al Pisciadù mentre i cavi alti portano al terzo e più impegnativo settore della ferrata.

Si procede dapprima su traverso piuttosto aereo e poi sale per placche e pareti della Torre Exner; aiutati da pioli e scaletta, si giunge ad un successivo traverso che porta ad una placca strapiombante attrezzata con staffe; superato uno spigolo si giunge ad una passerella di legno sospesa.
Superata la passerella che permette di superare un profonda fenditura si seguono gli ultimi cavi lungo una paretina appoggiata giungendo alla fine della ferrata.
Seguendo la traccia sassosa (attenzione a non perdere i segni)  si sale con pendenza moderata fino a raggiungere il Rifugio Cavazza al Pisciadù (2585 m, laghetto, 3.30 ore dalla partenza).

Prendendo il sentiero 666 per il Passo Gardena si procede a destra in lieve salita su traccia sassosa fino a giungere, in breve, alla testata della Val Setus.
Seguendo il sentiero si scende nella valle con lungo tratto attrezzato con cavo, staffe ed una scala (attenzione a non far cadere sassi); con discesa ripida ma ben attrezzata e con numerosi appigli si giunge al termine della attrezzature.

La traccia sassosa scende, quindi, ripidamente nel canalone fino a giungere ad un bivio; si segue a sinistra verso la Via Ferrata il percorso 29 trovando dopo poco un successivo bivio al quale si segue per il parcheggio Pisciadù con il sentiero 666A.
Scendendo su traccia sassosa si prosegue in ripidi tornanti fino a giungere al parcheggio presso la vecchia cava di ghiaia (1.30 ore dal Rifugio Pisciadù, 5.00 ore dalla partenza).

Percorso: parcheggio cava di ghiaia –  Via Ferrata Brigata Tridentina –  Rifugio Cavazza al Pisciadù –  Val Setus – parcheggio cava di ghiaia

Sentieri: Via Ferrata Brigata Tridentina – 666 – 29 – 666A

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.00 ore (3.30 ore la salita, 1.30 ore la discesa

Quota massima: 2610 m

Difficoltà: EEA  – escursione di elevato impegno con ferrata con diversi tratti esposti e di media difficoltà tecnica per esperti di ferrate, anche la discesa risulta essere impegnativa ed attrezzata; attenzione ai tanti bivi presenti. Necessari kit da ferrata e casco ed esperienza di ferrate. Sviluppo totale di circa 4 chilometri.

Data di ascesa: luglio 2026

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del rifugio Pisciadù; essendo la ferrata spesso molto frequentata bisogna fare attenzione a possibili code e caduta sassi; il parcheggio si riempi, solitamente, già molto presto al mattino.
Dal Rifugio Cavazza al Pisciadù sono possibili diverse salite a vette come la Cima Pisciadù e le Mesules (QUI la “pillola” su questo itinerario).

Esperienza di Stefano: necessario tempo asciutto ed è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami e non rischiare di perdere la traccia alla fine della ferrata.
Vista l’alta frequentazione io cerco di essere alla partenza molto presto ed evitando weekend e periodi di alta stagione turistica

Al parcheggio

Verso l’attacco della ferrata

Primo settore della ferrata

Tratto tra il primo ed il secondo settore di ferrata

Secondo settore di ferrata

Terzo settore di ferrata

Tratto di sentiero dal termine della ferrata al Rifugio Cavazza al Pisciadù

Rifugio Cavazza al Pisciadù

Tratto verso la testata della Val Setus

Discesa in Val Setus


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio presso la cava di ghiaia lungo la strada del Passo Gardena su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia



Mesules (2974 m) – Rifugio Cavazza al Pisciadù (2585 m) – Dolomiti

La catena delle Mesules, il cui punto culminante raggiunge i 2974 metri di quota, ed il Rifugio Cavazza al Pisciadù, posto a 2585 metri di altezza, sono situati nelle Dolomiti nel gruppo del Sella in ambiente dolomitico spettacolare e presentano diversi punti di accesso, tutti, comunque, impegnativi.

Viene qui descritto l’itinerario con partenza dal Passo Gardena/Grödner Joch posto tra Val Gardena/Gröden e Val Badia/Gadertal; l’itinerario decritto presenta un lungo dislivello e sviluppo ed attraversa anche tratti attrezzati ed altri ripidi su tracce rocciose, questo percorso è, quindi, indicato a che ha la necessaria esperienza in questo tipo di itinerari (QUI la “pillola” sul Passo Gardena).

La salita comincia dal Passo Gardena (2121 m) seguendo il sentiero 666 per il Rifugio Pisciadù; si sale dapprima su sentiero sassoso e terroso e si procede poi in lungo saliscendi fino a trovare due bivi ed entrare nella Val Setus.
Seguendo sempre il sentiero 666 per il Rifugio Pisciadù si sale molto ripidamente in tornanti per la Val Setus su traccia sassosa raggiungendo poi un tratto con grandi scaloni in legno e, successivamente, un tratto, non molto difficile ma piuttosto lungo ed a tratti verticale, attrezzato con cavo e staffe.
Superato il tratto attrezzato si giunge ad una sella ed in breve, in discesa, si giunge al Rifugio Cavazza al Pisciadù ed al vicino Lago del Pisciadù (2585 m, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Pisciadù si segue il sentiero 676 per la Sella del Pisciadù, si sale su traccia sassosa ripida che traversa per un ghiaione entrando nel Valun del Pisciadù salendo ripidamente (stando attenti a non perdere la traccia, fino alla testata del vallone; si sale quindi per un tratto attrezzato con cavi breve ma ripido (attenzione ad un tratto di traccia smossa prima dei cavi ed a due fittoni saltati) giungendo alla Sella del Pisciadù (2908 m, 1.00 ora dal Rifugio Pisciadù, 3.00 ore dalla partenza).

Dalla Sella del Pisciadù si segue il sentiero 649 per la Forcella dai Ciamorces, si procede su traccia sassosa in saliscendi giungendo abbastanza in breve alla Forcella dai Ciamorces (2923 m, 20 minuti dalla Sella del Pisciadù, 3.20 ore dalla partenza, al luglio 2022 il sentiero diretta 677 dal Rifugio Pisciadù alla Forcella dai Ciamorces è chiuso).

Dalla Forcella dai Ciamorces si segue il sentiero non indicato che porta verso il filo di cresta delle Mesules, si rgagiunge quindi la base della prima cima, il Piz Rotic che si raggiunge con deviazione su lieve traccia (2973 m). Continuando sulla traccia che corre nei pressi delle vette si raggiunge la base della cima del Piz Beguz, che si risale anche esso su lieve traccia (2974 m); continuando sulla traccia sassosa in continua saliscendi si giunge alla base del Piz Miara che si risale con traccia più evidente rispetto alle altre cime raggiungendo la vetta con grande crocefisso (2964 m).

Continuando sulla traccia si giunge poi alla vetta del Piz Gralba (2972 m) e poi alla vetta del Piz Selva (2941 m, 1.00 ora dalla Forcella dai Ciamorces, 4.20 ore dalla partenza, qui arriva anche la difficile ferrata delle Mesules che sale dal Passo Sella).

Dal Piz Selva si prende il sentiero 649 che traversa su traccia sassosa tutto l’altipiano delle Mesules (rimanendo più basso rispetto alla traccia usata per deviare alle cime); seguendo molto lungamente il sentiero 649 si torna alla Forcella dai Ciamorces ed alla Sella del Pisciadù (1.00 ora dal Piz Selva 5.20 ore dalla partenza).

Dalla Forcella dai Ciamorces si segue il sentiero 649 verso la Forcella d’Antersass procedendo su traccia sassosa e ghiaiosa in saliscendi che porta ad un bivio (prima di arrivare alla Forcella d’Antersass). Al bivio si segue il sentiero 666 per il Rifugio Pisciadù risalendo ripidamente su traccia sassosa fino ad una sella, da qui si scende nella Val Tita prima su traccia ripida sassosa fino al bivio per la Cima Pisciadù.
Ignorata il bivio per la cima si scende col sentiero 666 raggiungendo due tratti attrezzati con cavo (non difficili ma piuttosto verticali) scendendo poi in pendenza più moderata fino al Lago Pisciadù dal quale, con breve risalita, si torna al Rifugio Cavazza al Pisciadù (2585 m, 1.10 ore dalla Forcella dai Ciamorces, 6.30 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Cavazza al Pisciadù si segue quindi il sentiero 666 per il Passo Gardena già percorso all’andata prima in breve risalita e poi in discesa nella Val Setus (passando anche per il tratto attrezzato) e , successivamente, in saliscendi fino a tornare al Passo Gardena (2.00 ore dal Rifugio Cavazza al Pisacidù, 8.30 ore dalla partenza).

Percorso: Passo Gardena – Val Setus – Rifugio Cavazza al Pisciadù – Valun de Pisciadù – Sella del Pisciadù – Sella dai Ciamorces – Piz Rotic – Piz Beguz – Piz Miara – Piz Gralba – Piz Selva – Sella dai Ciamorces – Sella del Pisciadù – Val Tita – Rifugio Cavazza al Pisciadù – Val Setus – Passo Gardena

Sentieri: 666 – 676 – 649 – traccia alle cime delle Mesules – 649 – 666

Dislivello: 1300 metri in salita e discesa considerati i tantissimi saliscendi

Tempo di percorrenza: 8.30 ore

Quota massima: 2974 m

Difficoltà: EE/EEA –  percorso globalmente molto impegnativo che richiede esperienza nel muoversi in tratti scoscesi, ripidi e attrezzati, necessaria anche esperienza nel muoversi su tracce non segnate e senso dell’orientamento. Presenti tantissimi bivi e deviazioni, sviluppo di oltre 20 chilometri; necessario tempo asciutto ed ottima visibilità

Data di ascesa: luglio 2022

Annotazioni: il sentiero 676 lungo il Valun de Pisciadù presenta dei tratti franati nella parte finale, è forse meglio seguire anche in salita il sentiero della Val Tita raggiungendo poi la Sella del Pisciadù e la Forcella dai Ciamorces come descritto nel percorso di rientro dopo la cresta delle Mesules. È possibile spezzare in due il percorso pernottando al Rifugio Cavazza al Pisaciadù.
Il percorso descritto è una delle tante possibilità di unire dei percorsi in zona, altri concatenamenti possono prevedere la salita dalle difficili ferrate Brigata Tridentina o Mesules, e/o deviazioni alle cime dal Sas dai Ciamorces od alla Cima Pisciadù (QUI la “pillola” sulla Ferrata Brigata Tridentina)

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con ottima visibilità per godere del bell’ambiente circostante e del panorama di vetta; se, come nel mio caso, si percorre tutto l’itinerario in un unico giorno è bene partire molto presto.

Primo tratto di sentiero dal Passo Gardena

Nella Val Setus

Tratto dalla testata della Val Setus al Rifugio Cavazza al Pisciadù

Rifugio Cavazza al Pisciadù

Salendo nel Valun del Pisciadù

Tratto tra la Sella del Pisciadù e la Sella dai Ciamorces

Sella dai Ciamorces

Lungo la cresta delle Mesules

Crocefisso al Piz Miara

Panorami dalle vette

Le vette delle Mesules

Lungo il sentiero 649 più basso rispetto alla cresta

Risalendo sul sentiero 666 dal bivio prima della Forcella d’Antersass

Scendendo nella Val Tita

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Gardena su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

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Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Passo Gardena/Grödner Joch – Val Gardena e Val Badia

Il Passo Gardena/Grödner Joch/Jëuf de Frea è posto a 2121 metri di quota e mette in comunicazione le notissime valli dolomitiche sudtirolesi Badia/Gadertal e Gardena/Gröden; dalla Val Badia il passo si raggiunge partendo dai paesi di Corvara e Colfosco/Kolfuschg/Calfosch mentre dalla Val Gardena si giunge al valico partendo dal paese di Selva Gardena/Wolkenstein/Sëlva (QUI la “pillola” sui paesi di Corvara e Colfosco e QUI quella sul paese di Selva Gardena).

La strada asfaltata del passo ha da entrambi i lati un andamento piuttosto tortuoso con molti tornanti e presenta pendenze medie intorno al 6% con punte massime del 10-11%; la strada del valico, soprattutto in estate, è molto frequentata sia da turisti in macchina sia da motociclisti e ciclisti che si confrontano con le pendenze del passo più volte affrontate anche dai professionisti durante il Giro d’Italia.

Dal Passo Gardena si gode di un bellissimo panorama verso i gruppi dolomitici di: Sella, Odle/Geisler, Conturines, Sassolungo/Langkofel e verso le sottostanti valli Badia e Gardena; il valico è, inoltre, punto di partenza di molte escursioni e vie ferrate e d’arrampicata.
Tra le salite più note troviamo quelle verso i Rifugi Puez e Cavazza al Pisciadù, la vetta del Sas Ciampac e le vie ferrate Brigata Tridentina, Cir V°/Piccolo Cir e Piz da Cir/Cir Grande (QUI la “pillola” sulla salita al Piz da Cir/Cir Grande, QUI quella sull’ascesa al Cir V°/Piccolo Cir e QUI la “pillola” sulla salita al Rifugio Cavazza al Piscaidù ed alle Mesules, QUI quella sulla Via Ferrata Brigata Tridentina al Pisciadù e QUI la “pillola” al Sas Ciampac).

Per agevolare alcune escursioni in estate, solitamente, è aperta la seggiovia che conduce dal Passo Gardena al Rifugio Dantercepies ed alla stazione a monte della cabinovia Dantercepies proveniente dal paese di Selva Gardena.

La zona del Passo Gradena, evitando la salita in macchina, può essere raggiunta anche tramite autobus di linea o impianti di risalita che da Colfosco (cabinovia Frara) e Selva (cabinovia Dantercepies) portano sul pendio soprastante il passo; naturalmente, scegliendo queste opzioni è bene informarsi sugli orari degli autobus e periodi di apertura degli impianti (QUI la “pillola” sulla cabinovia Dantercepies).

Il Passo Gardena, inoltre, è in inverno situato lungo il famosissimo circuito Sellaronda, votato come uno dei tour sciistici più belli del mondo,  che unisce le piste delle valli: Gardena e Badia in Alto Adige/Südtirol, Livinallongo in Veneto e Fassa in Trentino.
Trovandosi il Passo Gardena sul confine tra Val Gardena e Val Badia può essere raggiunto, quindi, sia tramite il comprensorio sciistico Val Gardena Dolomites sia dall’area sciistica Alta Badia (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Val Gardena e QUI quello sull’area dell’Alta Badia).

Sul Passo Gardena, pur venendo effettuato normalmente servizio di pulizia strade invernale, è però sempre bene controllare lo stato di apertura e condizioni del passo in quanto il valico è soggetto, talvolta, a chiusure temporanee invernali in base alle condizioni atmosferiche ed alle nevicate.

Le foto si riferiscono alle mie visite in diverse stagioni nel 2021, 2022, 2023, 2025 e 2026

Al passo

Vista verso il Gruppo del Sella

Vista verso il gruppo del Cir

Vista verso la Val Badia

Passo Gardena visto dall’alto

Seggiovia Cir che conduce dal Passo Gardena alla stazione a monte della cabinovia Dantercpeies

Impianto di risalita Frara e strada asfaltata che collegano Corvara e Colfosco col Passo Gardena

Strada per il passo sul versante della Val Badia

Strada per il passo sul versante della Val Gardena

Impianto di risalita Dantercepies che collega Selva Gardena con la zona soprastante il Passo Gardena

Rifugio Dantercepies posto all’arrivo di cabinovia e seggiovia

Lungo la ferrata del Piz da Cir (Cir Grande)

Vetta del Piz da Cir (Cir Grande)

Vista su Gruppo del Sella e Passo Gardena dalla vetta del Piz da Cir

Lungo la Via ferrata del Cir V°/Piccolo Cir

Sas Ciampac

Rifugio Cavazza al Pisciadù

Via Ferrata Brigata Tridentina

Passo Gardena in inverno

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Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Gardena su Google Maps