Sentiero Glaciologico di Solda/Sulden – Rifugio Coston/Hintergrathütte (2661 m) – Sentiero Morosini – Gruppo dell’Ortles

Il Sentiero Glaciologico di Solda/Sulden, posto nel gruppo dell’Ortles/Ortler, collega la stazione a monte della funivia di Solda con il Rifugio Coston/Hintergrathütte, situato a 2661 metri di quota; il percorso attraversa la morena dei ghiacciai tra Gran Zebrù ed Ortles passando anche su diversi tratti di residui dei ghiacciai coperti da detriti (QUI la “pillola” su Solda).

La percorrenza dell’itinerario è riservata ad escursionisti esperti ed il tracciato è segnalato con paletti che vengono riposizionati ogni anno in base alle condizioni che si formano dopo il disgelo primaverile; raggiunto il Rifugio Coston seguendo il Sentiero Morosini (che presenta qualche tratto un po’ esposto ed una breve parte attrezzata con cavo) si scende al rifugio K2 tornando poi a Solda.

Questo itinerario presenta, quindi, caratteristiche molto particolari che richiedono ottima visibilità e buone condizioni del tracciato valutando sul posto eventuali problematiche del percorso; normalmente non serve attrezzatura particolare ma in alcuni punti tra i detriti può affiorare ghiaccio che richiede molta attenzione come anche nell’attraversamento di alcune fenditure.

Il percorso comincia dalla stazione a monte della Funivia di Solda (2600 m, poco più a valle è situato il Rifugio Città di Milano/Schaubachhütte), seguendo il sentiero per il Rifugio Casati si procede su mulattiera in lieve pendenza.
Si giunge, in breve, al bivio a destra per il Sentiero del Ghiacciaio/Gletscherweg, si procede ancora in breve su mulattiera e poi su sentiero sassoso giungendo al cartello informativo del percorso e della zona; seguendo sempre i paletti rossi si sale su traccia sassosa ad una selletta dalla quale si scende in una conca su traccia su grossi massi.

Il percorso, sempre su traccia sassosa, continua poi in saliscendi fino a salire sulla morena dei ghiacciai, la traccia sassosa sale tra diverse fenditure (attenzione a non perdere il percorso con paletti); la traccia sale adesso su fondo sassoso con a tratti ghiaccio che affiora (con molto ghiaccio sono necessari i ramponi).
La traccia in saliscendi attraversa anche due fenditure con ghiaccio evidente sotto i detriti e sale poi ad un risalto roccioso; si scende poi verso destra risalendo poi ripidamente su pendio sassoso traversando, quindi, nuovamente a destra su traccia un po’ esposta.
Il percorso scende poi in una valletta uscendo dal tratto più sassoso e procedendo in saliscendi su traccia ghiaiosa ed erbosa fino al Rifugio Coston (2661 m, 2.45 ore dalla partenza).

Dal rifugio si segue il sentiero Morosini (numero 3) verso la seggiovia Orso, si sale brevemente, su traccia terrosa e sassosa, ad una selletta; il sentiero sassoso e terroso porta poi in moderata pendenza in discesa, con alcuni tratti un po’ esposti ed una breve parte attrezzata con cavo, fino ad un’altra selletta.
Dalla selletta si scende su traccia terrosa e poi per un tratto su grossi massi fino ad un tratto in traverso su terreno sassoso dal particolare colore grigio; con breve risalita si giunge, quindi, al Rifugio K2 (2330 m, stazione a monte della Seggiovia Orso, 1.15 ore dal Rifugio Coston, 4.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio K2 si segue il sentiero 3 verso Solda, si scende dapprima tra rado bosco fino ad una radura; si prende sempre il sentiero 3 a destra scendendo in tornanti nel bosco; ignorati i bivi col sentiero Wurzelweg, col 9A ed il 21 si trova il bivio col sentiero 9.

Prendendo a destra il sentiero 9 verso la funivia si procede dapprima in saliscendi nel bosco oltrepassando un primo ponte su un torrente; continuando in lievi saliscendi si giunge ad un secondo ponte per poi scendere ad un alpeggio.
Dall0alpeggio si prende il sentiero 7 che, in breve, porta alla stazione a valle della funivia di Solda (1.15 ore dal Rifugio K2, 5.15 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte funivia Solda – Sentiero Glaciologico – Rifugio Coston – Sentiero Morosini – Rifugio K2  – stazione a valle funivia Solda

Sentieri: Glaciologico/Gletscherweg – Morosini / 3 – 3 – 9 – 7

Dislivello: 500 metri in salita e 1000 metri discesa considerati i tantissimi saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.15 ore totali

Quota massima: 2800 m

Difficoltà: EE – percorso con presenza di passaggi tecnici (necessario orientamento ed attenzione ai tratti con ghiaccio affiorante) ed in parte esposti (con anche un breve tratto attrezzato); necessaria, quindi, esperienza lungo questo tipo di itinerari. Sviluppo di circa 13 chilometri totali.
Con condizioni ottimali non serve attrezzatura particolare ma in caso di presenza abbondante di ghiaccio diventano necessari i ramponi; necessaria buona visibilità ed attenzione nel non perdere la traccia segnalata con paletti

Data di ascesa: agosto 2023

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura dei rifugi e dell’impianto di risalita; dal Rifugio K2 è possibile scendere a Solda in seggiovia ma bisogna poi tornare a piedi o in autobus (circa 1,5 chilometri di strada) alla stazione a valle della funivia.

Esperienza di Stefano: è necessario scegliere una giornata con ottima visibilità e valutare sul posto le condizioni facendo attenzione a seguire i paletti ed alle fenditure nel terreno (nel mio caso un paio di fenditure (seppur non molto grandi) erano da attraversare. Nel complesso percorso molto particolare ed interessante ma da non sottovalutare (anche lungo il sentiero Morosini) nonostante il dislivello in salita sia relativamente contenuto

Vista sul Rifugio Città di Milano ed il Gruppo dell’Ortles dalla stazione a monte della funivia

Primo tratto sul mulattiera verso la deviazione per il Sentiero Glaciologico

Lungo il sentiero Glaciologico  

Tratto in arrivo al Rifugio Coston

Vista dal rifugio sul vicino laghetto ed il Gruppo delll’Ortles

Rifugio Coston

Breve risalita sul sentiero Morosini

Vista verso Solda

Sul sentiero Morosini

Rifugio K2

Scendendo verso la stazione a valle della funivia di Solda


Cliccare sull’immagine per visualizzare la funivia di Solda su Google Maps

DISCLAIMER:Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta



Piz Umbrail (3031 m) – Punta di Rims (2947 m) – Gruppo dell’Ortles

Il Piz Umbrail, vetta di 3031 metri di quota, e la Punta di Rims, cima d 2947 metri di altezza, sono poste nell’area del Passo dello Stelvio/Stilsfer Joch e del Pass Umbrail/Giogo di Santa Maria lungo la cresta che separa la Lomabrdia in Italia con i Grigioni in Svizzera (QUI la “pillola” sul Passo dello Stelvio e sul Pass Umbrail).

Il Pass Umbrail, punto di partenza dell’escursione, è raggiungibile sia dalla Svizzera dalla Val Monastero/Münstair che dalla Lombardia dall’Alta Valtellina; il passo è, comunque, situato non lontano dall’Alto Adige/Südtirol ed è raggiungibile dal Sudtirolo dalla Val Venosta/Vinschgau passando da Tubre/Taufers se si sale dalla Val Monastero o dal Passo dello Stelvio se si sale da Trafoi.

Il percorso per le due vette attraversa ambienti molto selvaggi ed affascinanti con panorami amplissimi dal Gruppo dell’Ortles fin verso il gruppo del Bernina; il tracciato affronta anche brevi tratti attrezzati con catena ed altri un po’ esposti e scivolosi lungo la salita al Piz Umbirail e lungo la cresta tra le due vette, è quindi necessaria, per la percorrenza, la giusta esperienza su questi percorsi.

La salita comincia dal Pass Umbrail (2503 m) partendo dai pressi della dogana svizzera seguendo i cartelli per il Piz Umbrail; il sentiero sale su traccia sassosa e terrosa tra pascoli raggiungendo in breve un bivio non segnalato.
Seguendo a sinistra i paletti con segno bianco, verde e rosso si sale su traccia sassosa e terrosa, in moderata pendenza, tra prati passando vicino a diversi ruderi di fortificazioni di guerra della I Guerra Mondiale; facendo attenzione ai paletti ci si ricongiunge sul sentiero “normale” con segni bianco-rossi.
Seguendo il sentiero normale (io ho evitato la successiva deviazione bianco-verdi-rosse non ben segnalata) si sale su traccia sassosa e ghiaiosa che tagli in moderata pendenza il pendio (tratto un po’ esposto) raggiungendo un brve tratto attrezzato con catene e giungendo ad una selletta.
Dalla selletta il sentiero sale ripido su traccia sassosa, con alcuni tornanti, portando alla vetta del Piz Umbrail (3031 m, croce e tavola panoramica delle cime, 1.30 ore dalla partenza).

Dalla cima si continua sulla cresta sul versante opposto seguendo i segni bianco-rosso-verdi (ignorando il sentiero bianco-rosso che scende a destra); continuando in saliscendi sulla cresta su traccia ghiaiosa e sassosa si raggiunge un selletta da dove il percorso si fa in parte più esposto e con anche tratti su sfasciumi.
Facendo attenzione ai saliscendi si giunge a due brevi tratti attrezzati con catene ed ad un paio di salitni di roccia non attrezzati fino a giungere ad un’altra sella; da qui si segue la traccia sulla cresta che porta in ripida salita, in breve, alla vetta della Punta di Rims (2947 m, vecchia croce di legno, cippo di confine, 1.20 ore dal Piz Umbrail, 2.50 ore dalla partenza).

Scendendo sul lato opposto su traccia ghiaiosa a tratti un po’ esposta si scende in moderata pendenza ad una selletta; da qui si scende piuttosto ripidamente su traccia sassosa e terrosa alla Bocchetta di Forcola (2760 m, 30 minuti dalla Punta di Rims, 3.20 ore dalla partenza).

Dalla Bocchetta di Forcola si segue il sentiero 145 per il Pass Umbrail, si scende tra prati su traccia ghiaiosa e terrosa dapprima piuttosto ripidamente poi con pendenza moderata; superato un torrente si risale brevemente in moderata pendenza percorrendo, poi, un tratto in saliscendi ed, infine, una parte in leggera discesa che riporta nei pressi del Pass Umbrail all’altezza della IV casa cantoniera della strada del Passo dello Stelvio (1.10 ore dalla Bocchetta di Forcola, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: Pass Umbrail – Piz Umbrail – Punta di Rims – Bocchetta di Forcola – Pass Umbrail

Sentieri: sentiero Piz Umbrail – cresta per Punta di Rims – sentiero per Bocchetta di Forcola – 145

Dislivello: 700 metri in salita e discesa considerati i tanti saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore totali

Quota massima: 3031 m

Difficoltà: EE – percorso con diversi tratti ripidi e tecnici con alcuni passaggi esposti e scivolosi (in parte attrezzati ed altri no), necessaria, quindi, esperienza lungo questo tipo di itinerari. Sviluppo di circa 10 chilometri totali.

Data di ascesa: luglio 2023

Annotazioni: necessaria assenza di neve sul percorso e tempo asciutto; se si volesse evitare i punti più tecnici e salire solo alla Punta di Rims è possibile salire alla vetta percorrendo l’itinerario descritto in discesa e fermandosi alla Punta di Rims

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei magnifici panorami ed ambienti del percorso; il tracciato non è molto lungo ma non va sottovalutato visti i diversi passaggi tecnici che è bene percorrere con calma valutando i punti migliori dove passare.

Al Pass Umbrail

Primo tratto di salita

Salendo lungo il tratto con paletti con segni bianco-verdi-rossi passndo nei pressi di diverse vecchie fortificazioni militari

Salendo al Piz Umbrail tornati sul sentiero con segni bianco-rossi

In vetta al Piz Umbrail

Lungo la prima parte di cresta verso la Punta di Rims

Lungo la parte centrale della cresta con vista sul Lago di Rims

Tratto finale della cresta verso la Punta di Rims

In vetta alla Punta di Rims

Scendendo verso la Bocchetta di Forcola

Alla Bocchetta di Forcola

Tornando al Pass Umbrail


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Pass Umbrail su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Cima Rossa di Martello/Vorderer Rotspitz (3033 m) – Rifugio Nino Corsi/Zufallhütte (2265 m) – Gruppo dell’Ortles

La Cima Rossa di Martello/Vorderer Rotspitz, vetta di 3033 metri di quota, è posta nel gruppo dell’Ortles-Cevedale in posizione molto panoramica verso molte vette che superano i 3000 metri di quota nel Parco Nazionale dello Stelvio; la via normale di salita raggiunge la vetta dall’Alta Val Martello/Martelltal, valle laterale che si diparte dalla Val Venosta/Vinschgau all’altezza del paese di Laces/Latsch (QUI la “pillola” sulla Val Martello).

Il percorso di salita presenta un forte dislivello e molti tratti ripidi con breve parte finale attrezzata con cavo; il tracciato si svolge dapprima nel bosco per poi portarsi poi in ambienti più selvaggi con aspro tratto finale tra sfasciumi, lungo la discesa è anche possibile, volendo, effettuare una deviazione transitando nei pressi di una grande cascata e dell’antica diga, raggiungendo, quindi, il Rifugio Nino Corsi/Zufallhütte.

La salita comincia dai parcheggi a pagamento posti alla fine della strada della Val Martello (2050 m, Albergo Genziana/Enzian), seguendo il sentiero 37 per il Rifugio Martello si oltrepassa su ponte la Gola del Rio Plima e si giunge, in breve, ad un laghetto.
Si sale, quindi, nel bosco su traccia moderatamente ripida su fondo terroso e sassoso, ignorati i bivi per il sentiero 12 e 36 si sale ancora nel bosco con vista sul Rifugio Corsi (posto sull’altro lato della valle) raggiungendo il bivio tra il sentiero 37 ed il sentiero 31.
Seguendo il sentiero 31 per la Cima Rossa si sale su un tratto fangoso tra arbusti e grossi sassi giungendo al bivio col sentiero 31A; rimanendo sul sentiero 31 per la Cima Rossa si sale ripidamente su traccia terrosa e sassosa tra magra erba giungendo ad un selletta.

Il sentiero affronta adesso un breve tratto in lieve pendenza tornando poi a salire molto ripidamente verso sinistra su traccia sassosa e terrosa; giunti ad un’altra piccola selletta si sale in moderata pendenza giungendo ad un canalino che si risale con ripida traccia a tornanti ghiaiosa e sassosa che porta al bivio col sentiero 37A (che si ignora) ed al tratto attrezzato finale.
La traccia con cavo (indicazione Seil) risale uno stretto e ripido canalino con sfasciumi fino a giungere ad un tratto in tornanti in moderata pendenza che porta, in breve, alla vetta della Cima Rossa di Martello (3033 m, croce, 3.00 ore dalla partenza).

Si scende, con molta attenzione nel tratto attrezzato, per lo stesso percorso fino al bivio tra il sentiero 31 ed il 31A incontrato in salita; seguendo il sentiero 31A a sinistra verso il Rifugio Corsi/ Zufallhütte si procede su traccia terrosa e sassosa in saliscendi fino al bivio col sentiero 37 nei pressi di una grande cascata.
Rimanendo sul sentiero 31A per il Rifugio Corsi si arriva nei pressi dell’alntica diga della Val Martello; a luglio 2023 sulla diga sono presenti lavori, bisogna quindi seguire in breve il sentiero per il Rifugio Martello deviando poi poco dopo a destra sul ponte provvisorio che riporta nei pressi della diga (sul versante opposto).
Seguendo il sentiero 103 per il Rifugio Corsi si procede su sentiero sassoso e terroso dapprima in saliscendi e poi più ripidamente raggiungendo in breve il Rifugio Nino Corsi (2265 m, 2.00 ore dalla Cima Rossa di Martello, 5.00 ore dalla partenza).

Seguendo il sentiero 103 per l’Albergo Genziana si scende in brvee su traccia e poi su mulattiera sterrata dapprima ripidamente, e poi in saliscendi, fino all’incrocio col sentiero 151; seguendo la mulattiera 151 per il Rifugio Genziana si scende, quindi, nel bosco tornando all’albergo Genziana ed al parcheggio (30 minuti dal Rifugio Corsi, 5.30 ore dalla partenza).

Percorso: parcheggio al termine della strada della Val Martello – Cima Rossa di Martello – Rifugio Nino Corsi – parcheggio al termine della strada della Val Martello

Sentieri: 37 – 31 – 31A – 103 – 151

Dislivello: 1000 metri in salita e discesa considerato anche il tratto in saliscendi verso il Rifugio Corsi Tempo di percorrenza: 5.30 ore totali

Quota massima: 3033 m

Difficoltà: EE (EEA il tratto finale) –  percorso impegnativo con tratto attrezzato finale e con diversi tratti ripidi con parti con fondo su sfasciumi; dislivello rilevante e sviluppo di 12 chilometri totali circa; chi non si sentisse sicuro è bene che sia assicurato nel tratto finale con kit da ferrata

Data di ascesa: luglio 2023

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del Rifugio Corsi. Naturalmente è possibile scendere integralmente per il percorso di salita non passando per il Rifugio Corsi e riducendo il percorso di 3 chilometri. Il parcheggio dell’alta Val Martello è anche punti di partenza di molti altri itinerari, tra essi si trovano anche il percorso per il Rifugio Martello/Marteller Hütte, l’ascesa alla Cima Madriccio/Madritschspitze e  la salita alla Croda della Calva/Kalvenwand (QUI la “pillola” sul percorso per il Rifugio Martello, QUI quella sull’ascesa alla Cima Madriccio e QUI quella sulla salita alla Croda della Calva)

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del magnifico panorama di vetta; è necessario, comunque, tempo asciutto e dosare le forze vista la pendenza spesso elevata della traccia. Il tratto finale attrezzato è di difficoltà moderata (per esperti di questo genere di percorsi) ma non va sottovalutato visto il fondo su sfasciumi e la possibilità di caduta sassi

Gola all’inizio del percorso vista dal ponte

Laghetto nel primo tratto del percorso

Salendo nel primo tratto nel bosco

Vista sul Rifugio Corsi

Lungo il tratto fangoso tra arbusti

Tratto ripido su traccia tra magra erba

Verso il canalino con traccia in tornanti

Canalino attrezzato

Tratto finale verso la cima

In vetta alla Cima Rossa di Martello

Panorami dalla vetta

Bivio tra sentiero 31 e 31A

Tratto verso cascata ed antica diga

Scendendo al Rifugio Corsi

Al Rifugio Corsi con vicina cappelletta

Nuovo museo Badhaus, dedicato agli avvenimenti, naturali, demografici e bellici avvenuto in zona, posto nei pressi del Rifugio Corsi

Tornando al parcheggio su mulattiera


Cliccare sull’immagine per visualizzare i parcheggi alla fine della strada della Val Martello su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

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Croda della Calva/Kalvenwand (3061 m) – Malga Lyfi Alm (2165 m) – Gruppo dell’Ortles

La Croda della Calva/Kalvenwand, vetta di 3061 metri di quota, è posta nel gruppo dell’Ortles-Cevedale in posizione molto panoramica verso molte vette che superano i 3000 metri di quota nel Parco Nazionale dello Stelvio; la via normale di salita raggiunge la vetta dall’Alta Val Martello/Martelltal, valle laterale che si diparte dalla Val Venosta/Vinschgau all’altezza del paese di Laces/Latsch (QUI la “pillola” sulla Val Martello).

Il percorso di salita presenta un forte dislivello e diversi tratti ripidi ma rimanendo su difficoltà tecinche moderate per essere ad una quota così elevata; il tracciato si svolge dapprima tra bosco e pascoli per poi portarsi poi via via in ambienti più selvaggi, lungo la discesa è anche possibile, volendo, effettuare una deviazione raggiungendo la bella Malga Lyfi Alm.

La salita comincia dai parcheggi a pagamento posti alla fine della strada della Val Martello (2050 m, Albergo Genziana/Enzian),si seguono le indicazioni per la Croda della Calva/Kalvenwand scendendo in breve sulla strada asfaltata alla deviazione a sinistra per la Malga Lyfi e la Croda della Calva.
Seguendo il sentiero 39 si sale in breve ad una malga e ad una cascatella, continuando su mulattiera sterrata si sale nel bosco fino al bivio tra sentiero 39 e sentiero 8; seguendo il sentiero 39 per la Croda della Calva si sale con sentiero terroso e sassoso nel bosco fino all’alpeggio con Baita Peder (2252 m, privata).

Continuando sul sentiero 39 per la Croda della Calva si sale su straccia terrosa e sassosa tra pascoli alternando tratti ripidi ad altri con pendenza moderata; la traccia sale quindi al bivio col sentiero 33 per la Malga Lyfi.
Rimanendo sul sentiero 39 sia prosegue verso sinistra su traccia erbosa e sassosa aggirando il Dosso Peder e salendo poi al bivio col sentiero per la Punta dello Scudo (nei pressi è presente una tavola panoramica delle cime visibili).
Continuando sul sentiero 39 per la Croda della Calva si sale ripidamente su traccia erbosa e sassosa portandosi sulla larga cresta verso la vetta; il sentiero sale rimanendo a debita distanza dal salto roccioso sulla sinistra (attenzione, comunque, a non avvicinarcisi troppo).
Seguendo la traccia erbosa e sassosa, a tratti decisamente ripida, ci si porta infine all’ultimo strappo che conduce alla vetta della Croda della Calva (3061 m, grosso ometto, 3.00 ore dalla partenza).

Si scende quindi ripidamente sullo stesso itinerario di salita fino al bivio col sentiero 33 per la Malga Lyfi; seguendo il sentiero 33 si scende piuttosto ripidamente su traccia terrosa e sassosa proseguendo poi in discesa con pendenza moderata fino al bivio col sentiero 10.
Si scende adesso sul sentiero 10 prima in moderata pendenza poi molto ripidamente su mulattiera sassosa e terrosa e sentiero nel bosco fino alla Malga Lyfi Alm (2165 m, 2.00 ore dalla Croda della Calva, 5.00 ore dalla partenza).

Dalla Malga Lyfi si segue, quindi, il sentiero 8 per l’Albergo Genziana scendeno su mulattiera sterrata; si risale poi in moderata pendenza, sempre su mulattiera, fino a tornare al bivio col sentiero 39 dell’andata; scendendo sulla mulattiera dell’andata già nota si torna quindi, in breve, al parcheggio (45 minuti dalla Malga Lyfi, 5.45 ore dalla partenza).

Percorso: parcheggio al termine della strada della Val Martello – Croda della Calva – Malga Lyfi – parcheggio al termine della strada della Val Martello

Sentieri: 39 – 33 – 10 – 8

Dislivello: 1100 metri in salita e discesa considerato anche il tratto in risalita tornando dalla Malga Lyfi

Tempo di percorrenza: 5.45 ore totali

Quota massima: 3061 m

Difficoltà: E –  percorso di difficoltà tecnica moderata ma con diversi tratti ripidi; dislivello rilevante e sviluppo di 12 chilometri

Data di ascesa: luglio 2023

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura della malga Lyfi. Naturalmente è possibile scendere integralmente per il percorso di salita non passando per la Malga Lyfi e riducendo il percorso di 2 chilometri e 100 metri di dislivello.
Il parcheggio dell’alta Val Martello è anche punti di partenza di molti altri itinerari, tra essi si trovano anche il percorso per il Rifugio Martello/Marteller Hütte e il Rifugio Corsi/Zufallhütte, la salita alla Cima Madriccio/Madritschspitze ed alla Cima Rossa di Martello/Vorderer Rotspitz (QUI la “pillola” sul percorso per il Rifugio Martello/Marteller Hütte e il Rifugio Corsi/Zufallhütte, QUI quella sulla salita alla Cima Madriccio e QUI quella sull’ascesa alla Cima Rossa di Martello).

Esperienza di Stefano: io ho percorso l’escursione con alcune nebbie e nubi lungo la salita alla vetta (seppur con, comunque visuale abbastanza buona), con cielo sereno il panorama sarebbe ancora più ampio, è necessario, comunque, tempo asciutto e dosare le forze vista la pendenza spesso elevata della traccia.

Primo tratto di salita verso la Baita Peder

Baita Peder con alpeggio

Salendo al bivio col sentiero 33 per la Malga Lyfi

Bivio col sentiero per la Malga Lyfi

Salendo al bivio con il sentiero per la Punta dello Scudo/Schlidspitze

Tavola panoramica nei pressi del bivio

Salendo alla Croda della Calva

In vetta alla Croda della Calva

Vista sul Lago di Gioveretto/Zufrittsee

Scendendo alla Malga Lyfi

Malga Lyfi Alm

Tornando con anche alcune risalite al parcheggio


Cliccare sull’immagine per visualizzare i parcheggi alla fine della strada della Val Martello su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Rifugio Nino Corsi/Zufallhütte – Val Martello

Il Rifugio Nino Corsi/Zufallhütte, posto a 2264 metri di quota, è situato in alta Val Martello/Martelltal, valle laterale della Val Venosta/Vinschgau, nel Parco Nazionale dello Stelvio in zona idilliaca circondata da molte vette che superano i 3000 metri di quota; il rifugio è raggiungibile dal parcheggio posto al termine della strada della Val Martello con percorso non molto lungo ma battuto solo dagli escursionisti (QUI la “pillola” sulla Val Martello).

Il tracciato, dal dislivello moderato, presenta anche alcuni tratti un po’ ripidi e richiede la giusta attrezzatura; dal rifugio, aperto in inverno solitamente nel periodo dello scialpinismo da metà febbraio a fine aprile, è volendo possibile anche raggiungere, con percorso breve ma impegnativo, la vecchia diga della Val Martello.

La diga è stata costruita a fine ‘800 per contenere le piene di un lago glaciale ormai scomparso; dall’area della diga si gode anche un bellissimo panorama sul gruppo del Cevedale e molte altre vette imponenti.

La salita comincia dal parcheggio al termine della strada della Val Martello (2051 m, Hotel Genziana); dal parcheggio si seguono le indicazioni per il sentiero 151 per il Rifugio Corsi, la traccia invernale innevata, battuta solo dagli escursionisti, sale da subito piuttosto ripidamente nel bosco.
Alternando tratti ripidi ad altri in pendenza moderata si supera un ponte e si giunge ad un pianoro con rifugio visibile sul monte soprastante; ignorando le diverse deviazioni si continua sul sentiero 151 per il Rifugio Corsi salendo ripidamente a mezzacosta e poi con serpentine e pendio aperto fino a giungere al Rifugio Nino Corsi ed alla vicina chiesetta (2264 m, 1.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio, se condizioni ed esperienza lo permettono, si sale seguendo il sentiero 103-150 (indicazioni per  il Rifugio Martello); si costeggia una cascata ghiacciata e salendo ripidamente in un valloncello si giunge ad un tratto a mezzacosta piuttosto stretto fino a giungere ad un pianoro aperto ove è posta la vecchia diga della Val Martello (2318 m, 30 minuti dal Rifugio Corsi, 1.45 ore dalla partenza).

Discesa, con attenzione, per lo stesso percorso in 1.15 ore, 3.00 ore dalla partenza.

Percorso: parcheggio al termine della strada della Val Martello – Rifugio Nino Corsi – vecchia diga – Rifugio Nino Corsi –  parcheggio al termine della strada della Val Martello

Sentieri: traccia invernale che segue i sentieri estivi 151 e 150-103

Dislivello: 300 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.00 ore totali (1.45 ore l’andata, 1.15 ore il ritorno).

Quota massima: 2318 m

Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo e dislivello contenuti ma piuttosto impegnativa tecnicamente visto che il percorso è battuto solo dagli escursionisti e presenta diversi tratti ripidi e, verso la diga, anche in parte un po’ esposti. Sono necessarie buone condizioni della neve e meteorologiche oltre alla relativa attrezzatura (ciapsole e ramponi o sci da scialpinismo) ed esperienza.

Data di percorrenza: febbraio 2023

Annotazioni: è bene controllare il periodo di apertura del rifugio in inverno (soiltamente da metà febbraio a fine aprile circa); naturalmente, è possibile fermarsi al rifugio senza salire alla diga riducendo impegno tecnico e fisico

Alla partenza

Salendo nel primo tratto

Pianoro lungo la salita al Rifugio Corsi

Vista sul Lago di Gioveretto/Zufrittsee

Seconda parte di salita al Rifugio Nino Corsi

Rifugio Corsi con vicina chiesetta

Salendo alla vecchia diga

Antica diga

Vista sul gruppo del Cevedale

Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Venosta

Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo


Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio al termine della strada della Val Martello su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Punta del Lago Gelato/Eisseespitze (3230 m) – Gruppo dell’Ortles

La  Punta del Lago Gelato/Eisseespitze è una vetta di alta quota, posta a 3230 metri di altezza dalla quale si gode un amplissimo panorama su Gruppo dell’Ortles-Cevedale, situata nella Valle di Solda in Alta Val Venosta/Vinschgau nel Gruppo dell’Ortles/Ortler (QUI la “pillola” sul paese di Solda).

La salita si svolge tramite il Sentiero Steckner partendo dalla stazione a monte della funivia di Solda; il percorso è relativamente breve ma ripido e con diversi tratti su ghiaino e grossi massi e cresta finale con alcuni passaggi in arrampicata non difficili tecnicamente ma un po’ esposti.

La salita comincia dalla stazione a monte della funivia di Solda (2600 m, poco più a valle è situato il Rifugio Città di Milano/Schaubachhütte), si segue per pochi minuti il sentiero per il Rifugio Casati trovando in breve a sinistra la deviazione per il Sentiero Stecknerweg.
Il sentiero Steckner, segnato con radi bolli gialli e rossi, sale ripidamente dapprima su traccia su ghiaino fino a giungere ad un piccolo pianoro; la traccia riprende quindi a salire ripida su ghiaino intervallati da tratti sassosi giungendo a due brevi tratti più esposti, attrezzati con cavo, che portano alla cresta finale.
Si segue, quindi, la cresta finale su tratti con ghiaino ed altri con grossi massi, con alcuni passaggi di I° grado non molto difficili ma un po’ esposti, giungendo infine sulla larga vetta della Punta del Lago Gelato  (3230 m, croce, 2.00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso in 1.30 ore, 3.30 ore dalla partenza

Percorso: Stazione a monte Funivia di Solda – Punta del Lago Gelato – Stazione a monte Funivia di Solda

Sentieri: Stecknerweg

Dislivello: 650 metri in salita e discesa

Tempo di percorrenza: 3.30 ore (2.00 ore la salita, 1.30 ora la discesa).

Quota massima: 3230 m

Difficoltà: EE – escursione tecnicamente impegnativa con molti tratti ripidi lungo il percorso ed alcuni passaggi di I° grado sulla cresta finale

Data di ascesa: settembre 2021

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bellissimo panorama di vetta; nonostante il percorso sia relativamente breve non va sottovalutato per esposizione e presenza di tratti tecnici

Inizio del sentiero Stecknerweg

Lungo il primo tratto di salita

Vista sulla funivia di Solda dal primo tratto di salita

Tratto intermedio di salita

Tratto attrezzato

Cresta finale

In cima alla Punta del Lago Gelato

Vista su Ortles – Zebrù e Gran Zebrù

Vista sul Cevedale


Cliccare sull’immagine per visualizzare la funivia di Solda su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Cima Madriccio/Madritschspitze (3265 m) – Gruppo dell’Ortles

La Cima Madriccio/Madritschspitze, vetta di 3265 metri di quota, è posta nel gruppo dell’Ortles-Cevedale in posizione molto panoramica verso i ghiacciai e le principali vette di questo famoso gruppo montuoso posto nel Parco Nazionale dello Stelvio; la via normale di salita raggiunge la vetta dall’Alta Val Martello/Martelltal, valle laterale che si diparte dalla Val Venosta/Vinschgau all’altezza del paese di Laces/Latsch (QUI la “pillola” sulla Val Martello).

Il percorso di salita presenta un forte dislivello e lungo sviluppo e percorre bellissimi ambienti, prima boscosi e pascolivi fino al Rifugio Corsi/Zufallhütte, poi via via più selvaggi fino al tratto ripido finale che si diparte tra ambiente roccioso d’alta quota.

La salita comincia dai parcheggi a pagamento posti alla fine della strada della Val Martello (2050 m, rifugi), si segue la mulattiera 151 per il Rifugio Corsi che sale con fondo sterrato e sassoso con alcuni tratti ripidi nel bosco.
Si supera successivamente un tratto meno ripido e, superata la deviazione per il vicino ponte sospeso, si giunge con un ultimo tratto più ripido, al nuovo Museo Badhaus ed al Rifugio Nino Corsi/Zufallhütte (2265 m, 45 minuti dalla partenza).

Dal Rifugio Corsi si segue il sentiero 150 per il Rifugio Casati, la traccia terrosa e sassosa conduce dapprima ripidamente poi in saliscendi fino ad un’antica diga con bivio dal quale si continua a seguire il sentiero per il Rifugio Casati.
Il sentiero prosegue in lungo sviluppo in moderata salita, inframmezzata da qualche tratto più ripido ed altri in saliscendi, fino a raggiungere il bivio tra il Rifugio Casati e la Punta Madriccio dal quale si segue il sentiero 41 per la Punta Madriccio.
Il sentiero 41 sale dapprima in moderata salita su traccia terrosa e sassosa tra magri pascoli giungendo quindi all’attraversamento di un torrente; ignorato il bivio per la Mutspitze/Monte Muta si continua sul sentiero 41 in largo vallone su traccia sassosa in lungo sviluppo e moderata pendenza fino ad arrivare nei pressi di un laghetto.
La traccia si fa quindi più ripida, salendo su fondo sassoso e con ghiaino, portando ad un tratto in tornanti che conduce ripidamente alla vetta della Cima Madriccio (3265 m, croce, 2.45 ore dal Rifugio Corsi, 3.30 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso lungo percorso in 2.30 ore, 6.00 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio al termine della strada della Val Martello – Rifugio Corsi – Cima Madriccio – Rifugio Corsi – parcheggio al termine della strada della Val Martello

Sentieri: 151 – 150 – 41

Dislivello: 1300 metri in salita e discesa compresi alcuni saliscendi

Tempo di percorrenza: 6.00 ore (3.30 ore la salita, 2.30 ore la discesa).

Quota massima: 3265 m

Difficoltà: EE – percorso dal forte dislivello che presenta un tratto ripido finale su traccia sassosa e con ghiaino, sviluppo totale di 16 chilometri

Data di ascesa: agosto 2021

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura del Rifugio Corsi.
Il parcheggio dell’alta Val Martello è anche punti di partenza di molti altri itinerari, tra essi si trovano anche il percorso per il Rifugio Martello/Marteller Hütte e il Rifugio Corsi/Zufallhütte, la salita alla Croda della Calva e l’ascesa alla Cima Rossa di Martello/Vorderer Rotspitz (QUI la “pillola” sul percorso per il Rifugio Martello/Marteller Hütte e il Rifugio Corsi/Zufallhütte, QUI quella sulla salita alla Croda della Calva e QUI la “pillola” sull’ascesa alla Cima Rossa di Martello).

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata dalla buona visibilità sia per godere dei bellissimi panorami ed ambienti sia per non rischiare di perdere il sentiero nel tratto sommitale; visto il forte dislivello è anche utile distribuire le forze lungo tutto il percorso

QUI il link YouTube al video della salita alla Cima Madriccio

Salendo al Rifugio Corsi

Nuovo museo Badhaus, dedicato agli avvenimenti naturali, demografici e bellici avvenuti in zona, posto nei pressi del Rifugio Corsi

Rifugio Corsi

Salendo all’antica diga

Antica diga

Salendo al bivio tra il Rifugio Casati e la Cima Madriccio

Bivio per la Cima Madriccio

Salendo nel tratto verso il laghetto

Tratto ripido finale

In vetta a Cima Madriccio

Vista dalla vetta su Ortles/Ortler – Monte Zebrù e Gran Zebrù/Königspitze

Vista dalla vetta sul Cevedale


Cliccare sull’immagine per visualizzare i parcheggi alla fine della strada della Val Martello su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Rifugio Martello/Martellerhütte (2610 m) – Rifugio Corsi/Zufallhütte (2265 m) – Gruppo dell’Ortles

Il Rifugio Martello/Martellerhütte, situato a 2610 metri di quota, e il Rifugio Corsi/Zufallhütte, posto a 2265 metri di altezza, sono situati nel Gruppo dell’Ortles-Cevedale nel Parco Nazionale dello Stelvio e sono raggiungibili dalla Val Martello/Martelltal (QUI la “pillola” sulla Val Martello).

I due rifugi sono base per le ascese alpinistiche alla vette circostanti con ghiacciai e diversi altri 3000, i due punti di appoggio sono, comunque, già delle mete prestigiose poste in ambiente spettacolare estremamente panoramico; inoltre, il percorso ad anello descritto per arrivarci attraversa anche bellissimi tratti con boschi, corsi d’acqua, cascate e ambienti rocciosi d’alta quota.

La salita comincia dai parcheggi a pagamento posti alla fine della strada della Val Martello (2050 m, rifugi), si segue la mulattiera 150-151 per il Rifugio Corsi che sale con fondo sterrato e sassoso con alcuni tratti ripidi nel bosco.
Si incontra successivamente un tratto meno ripido e, superata la deviazione per il vicino ponte sospeso, si giunge con un ultimo tratto più ripido al nuovo Museo Badhaus al Rifugio Nino Corsi/Zufallhütte (2265 m, chiesetta, 45 minuti dalla partenza,).

Dal Rifugio Corsi si segue il sentiero 103 per il Rifugio Martello, la traccia terrosa e sassosa conduce dapprima ripidamente poi in saliscendi fino ad un’antica diga; costeggiata la diga (attualmente in restauro) si arriva ad un bivio.
Si segue il sentiero 31A per la Cima Rossa procedendo in saliscendi, ignorato il bivio per il sentiero 40 si sale al bivio tra i sentieri 37 e 31A si segue il sentiero 37 per il Rifugio Martello, si sale, quindi, su ripida traccia terrosa e sassosa che aggira una prominenza rocciosa; la traccia supera anche un breve tratto un po’ più esposto ed una scala di legno e conduce ad una sella con laghetto.

Da qui si procede prima in saliscendi e poi su traccia ghiaiosa in salita piuttosto ripida fino ad un altro bivio; si segue sempre il sentiero 37 per il Rifugio Martello procedendo su traccia terrosa e ghiaiosa in saliscendi giungendo ad un ultimo tratto su grossi massi che porta al Rifugio Martello/Martellerhütte (2610 m, 2.00 ore dal Rifugio Corsi, 2.45 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Martello si scende sul sentiero 103 per il Rifugio Corsi, la traccia terrosa e sassosa scende piuttosto ripida fino ad un pianoro che riporta alla antica diga incontrata in salita, da qui si segue il percorso già noto per il Rifugio Corsi ed il parcheggio (1.45 ore dal Rifugio Martello, 4.30 ore dalla partenza).

Percorso: Parcheggio al termine della strada della Val Martello – Rifugio Corsi – Rifugio Martello – Rifugio Corsi – parcheggio al termine della strada della Val Martello

Sentieri: 150/151 – 103 – 31A – 37 – 103 – 150/151

Dislivello: 650 metri in salita e discesa compresi alcuni saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.30 ore (2.45 ore la salita, 1.45 ore la discesa).

Quota massima: 2610 m

Difficoltà: E/EE – percorso che presenta diversi tratti ripidi soprattutto lungo il sentiero 37 in salita (alcuni tratti EE), sviluppo totale di 11 chilometri

Data di ascesa: luglio 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura dei rifugi; chi volesse evitare alcuni brevi tratti di difficoltà EE può seguire anche in salita verso il Rifugio Martello il sentiero 103 descritto in discesa (con presenza, comunque, di diversi tratti ripidi).
Il parcheggio dell’alta Val Martello è anche punti di partenza di molti altri itinerari, tra essi si trovano anche la salita alla Cima Madriccio/Madritschspitze, la Croda della Calva/Kalvenwand e la Cima Rossa di Martello/Vorderer Rotspitz (QUI la “pillola” sull’ascesa alla Cima Madriccio, QUI quella sulla salita alla Croda della Calva e QUI quella sull’ascesa alla Cima Rossa di Martello).

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bellissimi ambienti ed ampi panorami della zona; il percorso non è complessivamente molto difficile ma non va sottovalutato, soprattutto in diversi tratti ripidi in salita

QUI il link YouTube al video della salita al Rifugio Martello ed al Rifugio Corsi

Alla partenza

Lungo il sentiero 150-151 verso il Rifugio Corsi

Nuovo Museo Badhaus, dedicato agli eventi naturali, demografici e bellici avvenuti in zona, posto nei pressi del Rifugio Corsi

In arrivo al Rifugio Corsi

Rifugio Corsi con attigua chiesetta

Tratto verso l’antica diga

Alla diga (attualmente, luglio 2024, in risanamento, il sentiero la aggira vicino)

Salita lungo il sentiero 31A

Salendo sul sentiero 37

Ultimo tratto verso il Rifugio Martello

Rifugio Martello

Scendendo sul sentiero 103

Cliccare sull’immagine per visualizzare i parcheggi alla fine della strada della Val Martello su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime del Gruppo dell’Ortles e delle Alpi Venoste

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Venosta

Rifugio Payer Hütte (3029 m) – Rifugio Tabaretta Hütte (2556 m) – Gruppo dell’Ortles

Il Rifugio Payer Hütte, situato a 3029 metri di quota, e il Rifugio Tabaretta Hütte, posto a 2556 metri di altezza, sono situati nel Gruppo dell’Ortles/Ortler e sono raggiungibili da Solda/Sulden in alta Val Venosta/Vinschgau tramite la seggiovia dell’Orso (QUI la “pillola” sul paese Solda).

I due rifugi sono base per le ascese alpinistiche alla vetta dell’Ortles (che con i suoi 3905 metri di quota è la cima più alta delle Alpi Orientali), i due punti di appoggio sono, comunque, già delle mete prestigiose poste in ambiente spettacolare severo d’alta quota; il percorso per arrivarci, da cui si godono bellissime viste sulle alte vette circostanti, attraversa, infatti, anche tratti esposti ed anche, in parte, attrezzati per raggiungere questi noti ed importanti rifugi.

La salita comincia dalla stazione a monte della seggiovia dell’Orso/Langestein (2330 m, rifugio K2), si segue quindi il sentiero 10/4A che prima in leggera discesa su mulattiera incontrando il bivio col sentiero 4 per il Rifugio Tabaretta.
Si segue quindi il sentiero 4 prima in leggera discesa tra prati e poi il lungo traverso su fondo sassoso che in leggera salita conduce ad una selletta, dalla sella si continua su traccia su fondo sassoso  seguendo per il Rifugio Taberetta a tutti i bivi; la traccia terrosa e sassosa sale quindi ora ripidamente al Rifugio Tabaretta (2556 m, 1.15 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Tabaretta si segue il sentiero 4 per il Rifugio Payer, la traccia sassosa sale piuttosto esposta con lungo traverso fino ad un tratto a tornati ripidi che porta alla Forcella dell’Orso/Bärenkopfscharte (2871 m).
Seguendo sempre la traccia per il Rifugio Payer si procede ora in traverso roccioso con tratti attrezzati con cavi e un ponte di legno che portano in saliscendi alla Forcella Tabaretta/Tabarettascharte (2903 m).

Dalla Forcella Taberetta si segue l’ultimo tratto di salita per il Rifugio Payer salendo in breve, ma ripidamente, su traccia sassosa e con massi fino al Rifugio Payer (3029 m, 1.45 ore dal Rifugio Tabaretta, 3.00 ore dalla partenza).

Discesa per lo stesso percorso con alcuni saliscendi in 2.15 ore, 5.15 ore dalla partenza.

Percorso: stazione a monte seggiovia dell’Orso –-  Rifugio Taberetta – Rifugio Payer –  Rifugio Tabaretta – stazione a monte seggiovia dell’Orso

Sentieri: 4A – 4

Dislivello: 850 metri in salita e discesa considerati anche i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 5.15 ore totali (2.45 ore la salita, 2.15 ore la discesa)

Quota massima: 3029 m

Difficoltà: EE – escursione con diversi tratti esposti, alcune frazioni attrezzate con cavo ed altre ripide; sviluppo totale di 14 chilometri tra andata e ritorno. Necessario tempo asciutto

Data di percorrenza: luglio 2024

Annotazioni: è bene controllare i periodi di apertura di seggiovia e rifugi; in discesa, oltrepassato il Rifugio Tabaretta, si può, volendo, anche scendere direttamente a Solda, seguendo integralmente il sentiero 4, senza tornare alla seggiovia dell’Orso.
Il tratto attrezzato tra la Forcella dell’Orso e la Forcella Tabaretta non è una vera e propria via ferrata ma che non si sentisse sicuro fa bene a portare il kit da ferrata.

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere degli ampi panorami circostanti; io ho preso la Seggiovia Orso subito all’apertura per poter percorrere l’escursione con calma ed essere di ritorno prima dell’orario di chiusura

Seggiovia dell’Orso

Alla stazione a monte con Rifugio K2

Vista sull’Ortles dalla stazione a monte

Vista su Solda

Primo tratto in saliscendi verso il Rifugio Tabaretta

Tratto più ripido verso il Rifugio Tabaretta

Salendo al Rifugio Tabaretta

Al Rifugio Tabaretta

Salendo alla Forcella dell’Orso

Tratto verso la Forcella Tabaretta

Ultimo tratto per il Rifugio Payer

Rifugio Payer


Cliccare sull’immagine per visualizzare la seggiovia dell’Orso di Solda su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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Monte Scorluzzo (3094 m) – Gruppo dell’Ortles

Il Monte Scorluzzo, elevazione di 3094 m di quota, è posto nel Gruppo dell’Ortles in territorio lombardo a poca distanza dal confine tra Alto Adige/Südtirol e Lombardia in posizione molto panoramica nei pressi del Passo dello Stelvio/Stilfser Joch (QUI la “pillola” sul Passo dello Stelvio).

Il Monte Scorluzzo è un 3000, piuttosto noto e frequentato, che presenta un itinerario di salita che segue nella prima parte una mulattiera sterrata fino al Passo delle Platigliole per poi condurre in vetta, con traccia sassosa e ghiaiosa, con presenza anche di alcuni tratti piuttosto ripidi.

L’itinerario, estremamente panoramico ed inserito in ambiente di alta montagna, presenta nel suo complesso un dislivello ed uno sviluppo contenuti con partenza dalla frequentatissima zona del Passo dello Stelvio; la seconda parte di salita presenta comunque alcuni tratti che richiedono preparazione ed esperienza nella percorrenza di tracce ripide e sassose.
Vista la quota raggiunta e il versante di salita dell’itinerario va tenuto conto, inoltre, che a volte la neve può essere presente a tratti lungo la traccia anche in estate.

La salita al Monte Scorluzzo comincia dal Passo dello Stelvio (2758 m) salendo sulla mulattiera sterrata numero 506 che conduce in moderata pendenza al Passo delle Platigliole (2908 m).

Dal Passo delle Platigliole si segue verso destra sempre il sentiero 506 per il Monte Scorluzzo salendo su traccia ghiaiosa e sassosa che porta, con presenza anche di alcuni tratti ripidi, fino alla cima del Monte Scorluzzo (3094 m, croce, 1.00 ora dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso in 45 minuti (1.45 ore dalla partenza).

QUI il link YouTube al video della salita al Monte Scorluzzo

Percorso: Passo dello Stelvio – Passo delle Platigliole – Monte Scorluzzo – Passo delle Platigliole – Passo dello Stelvio

Sentiero: 506

Dislivello: 350 metri in salita e in discesa

Tempo di percorrenza: 1.45 ore totali

Quota massima: 3094 m

Difficoltà: E/EE – itinerario che presenta alcuni tratti ripidi sassosi salendo alla vetta; sviluppo totale di 3,5 chilometri tra andata e ritorno. Nella prima parte dell’estate è possibile trovare ancora tratti innevati.

Data di ascesa: diverse salite di cui l’ultima ad agosto 2024

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere del bel panorama di vetta.
Per chi ha il necessario allenamento ed esperienza la salita al Monte Scorluzzo può essere abbinata, come ho fatto io, a quella alla Punta Rosa/Piz Cotschen, sempre partendo dal Passo dello Stelvio (QUI la “pillola” sulla salita alla Punta Rosa).

Passo dello Stelvio

Cartelli posti nei pressi della stazione a valle degli impianti del Passo dello Stelvio

Salendo al Passo delle Platigliole

Passo delle Platigliole

Salendo alla cima con anche alcuni tratti ripidi

In vetta al Monte Scorluzzo

Vista sull’Ortles

Vista sulla Punta Rosa

Vista sul Piz Umbrail

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo dello Stelvio su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

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