Ortisei/St. Ulrich/Urtijëi è il centro abitato più grande della Val Gardena/Gröden/Gherdëina e vanta una storia secolare; ciò ha portato allo sviluppo di molti punti di interesse, tra essi troviamo diverse chiese di rilievo tra le quali spicca la Chiesa Parrocchiale dedicata a Sant’Ulrico, da cui deriva anche il nome tedesco del paese (QUI la “pillola” su Ortisei).
Già dal 1400 si ha notizia della costruzione di una prima chiesa ad Ortisei, con l’aumeto della popolazione del comune si rese, però, necessaria la costruzione di una chiesa più grande e, nel 1797, venne quindi consacrata la nuova chiesa parrocchiale di Sant’Ulrico.
La chiesa è stata costruita in stile tardo-barocco e già nel 1907 furono aggiunte le due navati laterali per aumentarne la capienza; nel corso dle tempo la struttura religiosa si è abbellita con molte opere d’arte pregevoli.
Tra esse troviamo, ad esempio, la pala dell’altare, raffigurante l’Epifania, dipinta da Josef Moroder, ed i due altari laterali raffiguranti San Giuseppe, scultura di Franz Demetz Sotria, e la Madonna, scultura opera di Josef Moroder Lusenberg.
A destra dell‘altare di San Giuseppe si trova la grande statua in legno dedicata al patrono San Ulrico, opera di Ludovico Moroder e nella navata destra di trova l’altare della Madonna del Rosario proviene dallo studio artistico di Giuseppe Rifesser Stufan; la navata sinistra è, invece, dedicata al Sacro Cuore di Gesù con altare proveniente dallo studio Stuflesser–Petlin.
Ragguardevoli sono anche i dipinti sul soffitto opere dei fratelli Franz e Josef Kirchebner ed il moderno organo con 2000 canne sonore.
Le foto si riferiscono alle mie visite nel 2022 e 2025
Chiesa parrocchiale di Sant’Ulrico
Navata centrale
Altare principale
Altare laterale dedicato a San Giuseppe
Altare laterale dedicato alla Madonna
Statua di Sant’Ulrico
Altare della navata laterale di destra
Battistero
Altare della navata laterale di sinistra
Altri dettagli della chiesa
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La Val Gardena/Gröden, è molto nota per le innumeravoli possibilità escursionistiche e di sport invernali inserite in magnifico contesto dolomitico; sono, tuttavia, presenti anche diversi punti di interesse storici e culturali.
Tra questi troviamo, ad esempio, il Museum Gherdëina (nome ladino della Val Gardena) situato nella Cësa di Ladins/Casa dei Ladini in Via Rezia 83 nel centro di Ortisei/St. Ulrich, borgo principale della Val Gardena; come suggerisce già il nome ladino il museo verte sulla storia e cultura ladina della valle (QUI la “pillola” su Ortisei).
Il Museum Gherdëina è stato fondato negli anni ’60 e si è sviluppato nel corso del tempo ed attualmente, disposto su due piani, permette di dare uno sguardo agli accadimenti succedutesi in Val Gardena partendo dai ritrovamenti di un antico ittiosauro fino ai giorni nostri.
Il museo etnografico gardenese ospita, in diverse sezioni, molti oggetti e curiosità che permettono di addentrarsi nella storia secolare della Val Gardena e della cultura e vita ladina; in particolare è possibile ammirare sculture in legno, antichi giocattoli, dipinti, rarità, reperti archeologici, storia geologica delle Dolomiti e lasciti dello scalatore e pioniere del “cinema di montagna” gardenese Luis Trenker.
Il museo è aperto, solitamente da dicembre ad inizio aprile dal martedì al venerdì, da metà maggio a fine ottobre dal lunedì al venerdì ed anche sabato mattina a luglio ed agosto e tutti i giorni nel periodo natalizio.
È bene, comunque, controllare periodi ed orari di apertura sul sito ufficiale del museo a questo link: www.museumgherdeina.it
Le foto si riferiscono alla mia visita nel febbraio 2025
Entrata del museo
Biblioteca ladina
Salita all’esposizione museale
Geologia
Area dedicata all’ittiosauro
Fauna
Tela quaresimale di San Giacomo
Giochi in legno
Pittura e musica
Antiche abitazioni con incisioni sulle pareti
Area dedicata a Luis Trenker
Archeologia
Arte sacra
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La Forcella Sassolungo/Langkofel Schwaige ed il Rifugio Toni Demetz sono situati a 2685 metri di quota nel gruppo dolomitico del Sassolungo/Langkofel; la forcella ed il rifugio sono raggiungibili sia in cabinovia che su sentiero e via ferrata partendo dai pressi del Passo Sella sul versante della Val Gardena/Gröden (QUI la “pillola” sul Passo Sella e QUI quella su Selva Gardena/Wolkenstein, paese dal quale si raggiunge il valico sul versante gardenese).
Il percorso descritto, che offre meravigliosi panorami su diversi gruppi dolomitici, sale inizialmente su sentiero e poi per la via ferrata “Furcela de Saslonch”; la ferrata, di recente costruzione, alterna passaggi impegnativi ad altri con difficoltà moderata portando alla Forcella Sassolungo ed al Rifugio Demetz.
La discesa avviene poi integralmente su sentiero; il percorso, nel suo complesso, presenta uno sviluppo e dislivello contenuti, la via ferrata richiede, però, esperienza su questo genere di tracciati ed equipaggiamento corretto.
La salita comincia dal parcheggio posto nei pressi della cabinovia Sassolungo sulla strada del Passo Sella sul versante gardenese poco prima del passo (2180 m, rifugi), si segue il sentiero numero 525 per il Rifugio Toni Demetz. La traccia, sassosa ed erbos, sale inizialmente in moderata pendenza tra massi e radi prati, costeggiato un grosso masso la traccia sassosa sale più ripida in tornanti fino alla targa della ferrata Furcela de Saslonch; deviando a sinistra dal sentiero 525 si raggiunge, quindi, in breve, l’attacco della ferrata (2500 metri circa, 1.00 ora dalla partenza).
Si sale, seguendo il cavo, una prima paretina verticale ed una cengia stretta piuttosto esposta giungendo ad un’altra paretina e ad un tratto che traversa tra due cenge; si alternano adesso tratti più verticali (attrezzati con anche alcune staffe) ed altri più appoggiati giungendo ad un canalino e parete successiva ombreggiati.
Superato questo tratto un po’ esposto si giunge ad una piccola panchina con libro firme, la ferrata risale adesso su una crestina ed una parete (con diverse staffe) di nuovo piuttosto verticale; alla destra si vede il Rifugio Toni Demetz ed una possibile via di fuga dalla ferrata (in parte attrezzata).
Continuando sulla ferrata si risalgono altre paretine attrezzate in parte con staffe e tratti meno difficoltosi giungendo ad un breve ponticello con cavo e particolari appoggi per i piedi; superata l’ultima breve paretina si giunge ad una selletta (2700 metri circa) dalle quale si scende sul versante opposto giungendo, in breve, alla fine delle attrezzature.
Seguendo la traccia sassosa si giunge, quindi, alla vicina Forcella Sassolungo ed al Rifugio Toni Demetz (2685 m, stazione a monte della cabinovia biposto Sassolungo,1.45 ore dall’attacco della ferrata, 2.45 ore dalla partenza).
In discesa si segue, quindi, il sentiero 525 per il Passo Sella, la traccia sassosa e ghiaiosa scende in tornanti, piuttosto ripidamente, portando alla targa della ferrata incontrata in salita; scendendo sul sentiero già noto si torna quindi al parcheggio (1.00 ora dalla Forcella del Sassolungo, 3.45 ore dalla partenza).
Percorso: Parcheggio cabinovia Sassolungo – Ferrata Furcela de Saslonch – Forcella del Sassolungo-Rifugio Toni Demetz – parcheggio cabinovia Sassolungo
Sentieri: 525 – Ferrata Furcela de Saslonch – 525
Dislivello: 550 metri in salita e discesa
Tempo di percorrenza: 3.45 ore totali (2.45 ore la salita, 1.00 ora la discesa)
Quota massima: 2700 m
Difficoltà: EEA – itinerario relativamente breve ma che presenta una via ferrata di media diffiicoltà per esperti questi percorsi con, comunque, presenza di diversi passaggi piuttosto verticali e/o esposti, necessari esperienza di ferrate, kit da ferrata e casco; sviluppo totale di circa 6 chilometri
Data di ascesa: agosto 2023
Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura del rifugio e della cabinovia (qualora la si volesse usare in discesa). Dalla Forcella del Sassolungo si dipartono anche i percorsi del giro intorno al Sassolungo e della ferrata Oskar Schuster che porta alla vetta del Sasso Piatto (QUI la “pillola” sul giro intorno al Sassolungo e QUI quella sulla ferrata Oskar Schuster al Sasso Piatto). Il parcheggio nei pressi del Passo Sella e della cabinovia Sassolungo è anche punto di partenza della ferrata al Col Rodella e del Sentiero Friedrich August Weg che porta al Rifugio Sasso Piatto/Plattkofelhütte (QUI la “pillola” sulla ferrata Col Rodella e QUI quella sul Sentiero Friedrich August)
Esperienza di Stefano: è necessario scegliere una giornata asciutta e possibilmente con buona visibilità per godere dei bellissimi panorami; e bene partire presto al mattino per evitare di trovare i parcheggi occupati. Il percorso presenta un afflusso piuttosto elevato in alta stagione e va fatta attenzione, quindi, alle altre persone presenti sulla ferrata ed a possibili cadute di sassi
Alla partenza
Lungo il sentiero di salita
Targa di inzio ferrata
Lungo la prima parte della ferrata
Panca con libro firme
Tratto di salita con vista sul Rifugio Toni Demetz
Possibile via di fuga dalla ferrata
Seconda parte della ferrata
Breve discesa alla Forcella Sassolungo ed al Rifugio Toni Demetz
Cartelli informativi sulla ferrata
Rifugio Toni Demetz
Discesa verso il parcheggio
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio nei pressi della cabinovia Sassolungo sotto il Passo Sella su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.
Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi
Il Sentiero Friedrich August Weg è un tracciato, realizzato oltre 100 anni fa, che collega le notissime aree del Passo Sella-Col Rodella e dell’Alpe di Siusi/Seiseralm; la parte più nota e frequentata, qui descritta, parte poco sotto il valico (sul versante della Val Gardena/Gröden) toccando diversi rifugi fino a raggiungere il Rifugio Sasso Piatto/Plattkofelhütte a 2300 metri di quota (QUI la “pillola” sul Passo Sella e QUI quella su Selva Gardena/Wolkenstein, paese dal quale si raggiunge il valico sul versante gardenese).
Il percorso descritto si svolge, a cavallo tra Alto Adige/Südtirol e Trentino, ai piedi del gruppo Sassolungo-Sasso Piatto ed offre magnifiche visuali su molti gruppi dolomitici; il tracciato presenta un dislivello moderato, ma con continui saliscendi, ed uno sviluppo piuttosto lungo.
Il percorso comincia dal parcheggio posto nei pressi della cabinovia Sassolungo sulla strada del Passo Sella sul versante gardenese poco prima del passo (2180 m, rifugi); si segue la traccia con indicazioni per il Rifugio Salei ed altri rifugi incrociando in breve la mulattiera sterrata numero 557 che porta al Rifugio Valentini e, in breve, al Rifugio Salei (2222 m) ed alla Baita Miara (2270 m). Dalla Baita Miara con breve salita su ripida mulattiera si giunge, quindi, alla Forcella Rodella (2313 m); dalla Forcella si segue sempre il sentiero 557 verso il Sentiero Friedrich August verso il Rifugio Sasso Piatto.
Su mulattiera sterrata si raggiunge in breve il Rifugio Fridrich August (2293 m) dal quale si diparte, poco più avanti, il sentiero Friedrich August Weg; il sentiero terroso e sassoso procede in discesa con anche diversi gradoni di legno portando ad attraversare un torrente con breve tratto fangoso. Il percorso procede poi in continuo saliscendi in pendenza moderata (alternando tratti con traccia terrosa, ghiaiosa e sassosa) fino al Rifugio Sandro Pertini (2300 m, 1.30 ore dalla partenza).
Dal Rifugio Sandro Pertini si continua sul Sentiero Friedrich August verso il Rifugio Sasso Piatto; si procede dapprima in saliscendi e poi, più ripidamente, su salita su sentiero sassoso con alcuni gradoni di legno fino a giungere ad una sella a circa 2360 metri di quota.
Dalla sella si scende, in breve, su traccia terrosa e ghiaiosa raggiungendo il bivio tra Malga e Rifugio Sasso Piatto; continuando sul sentiero per il rifugio si procede in saliscendi, tra reti che delimitano i pascoli, giungendo, quindi, al Rifugio Sasso Piatto (2300 m, 45 minuti dal Rifugio Sandro Pertini, 2.15 ore dalla partenza).
Ritorno per lo stesso percorso con tantissimi saliscendi in 2.00 ore, 4.15 ore dalla partenza.
Percorso: Parcheggio cabinovia Sassolungo – Rifugio Salei – Baita Miara – Rifugio Friedrich August – Rifugio Sandro Pertini – Rifugio Sasso Piatto – Rifugio Sandro Pertini – Rifugio Friedrich August – Baita Miara – Rifugio Salei – parcheggio cabinovia Sassolungo
Sentieri: 557 – Sentiero Friedrich August Weg
Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati i tantissimi saliscendi
Tempo di percorrenza: 4.15 ore totali
Quota massima: 2360 m
Difficoltà: E – percorso di difficoltà tecnica moderata ma con presenza di alcuni passaggi un po’ ripidi ed un tratto fangoso nell’attraversamento del torrente; sviluppo totale lungo di circa 13 chilometri
Data di ascesa: agosto 2023
Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura dei rifugi. Dal Rifugio Sasso Piatto si diparte anche la via normale di salita alla vetta del Sasso Piatto; sul sito è descritta in discesa con salita tramite la ferrata Oskar Schuster (QUI la “pillola” relativa a questo percorso). Dalla Forcella Rodella è possibile anche raggiungere il Col Rodella su mulattiera e/o via ferrata (QUI la “pillola” sull’anello con via ferrata e sentiero al Col Rodella). Inoltre, dal parcheggio è possibile salire alla Forcella Sassolungo ed al Rifugio Toni Demetz tramite sentiero e la Ferrata Furcela de Saslonch (QUI la “pillola” su questo itinerario)
Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bellissimi panorami e partire presto al mattino per evitare di trovare i parcheggi occupati. Il percorso non è particolarmente difficile tecnicamente e presenta un dislivello moderato ma non va sottovalutato visti i continui saliscendi tra andata e ritorno per cui è bene dosare le forze lungo il percorso.
Vista sul gruppo del Sassolungo alla partenza
Salendo nel primo tratto
Vista sulla Marmolada
Rifugio Salei
Baita Miara
Salendo alla Forcella Rodella con il Col Rodella soprastante alla sinistra
Tratto ripido in arrivo alla Forcella Rodella
Verso il Rifugio Friedrich August
Rifugio Friedrich August
Pannelli informativi sul Sentiero Friedrich August
Vista sulla Val di Fassa
Verso il Rifugio Sandro Pertini
Rifugio Sandro Pertini
Vista sul Catinaccio/Rosengarten
Verso il Rifugio Sasso Piatto
Vista sulla sottostante Malga Sasso Piatto
In arrivo al Rifugio Sasso Piatto
Al Rifugio Sasso Piatto
Vista sul Sasso Piatto
Vista su Denti di Terrarossa e Sciliar
Cliccare sull’immagine per visualizzare il parcheggio nei pressi della cabinovia Sassolungo sotto il Passo Sella su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.
Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
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Il Passo Sella/Sella Joch, posto a 2218 metri di quota nell’area dolomitica del gruppo del Sella e del Sassolungo-Sasso Piatto/Langkofel-Plattkofel, mette in comunicazione la Val Gardena/Gröden/Gherdëina in Alto Adige con Canazei e la Val di Fassa in Trentino; dal versante sudtirolese il Passo Sella viene raggiunto dal paese di Selva Gardena/Wolkenstein/Selva Gherdëina (QUI la “pillola” sul paese di Selva Gardena).
Al valico si arriva dal paese di Selva Gardena in 10 chilometri di strada, passando anche per la località Plan de Gralba, con diversi tornanti con pendenza non eccessiva con pendenza media del 6,8% e massima del 11%; dal versante trentino il passo viene raggiunto da Canazei, con molti tornanti, in 11 chilometri con pendenza media del 6,7% e massima del 9%.
Il Passo Sella è molto amato anche da ciclisti e motociclisti e si trova sul percorso del Sellaronda, posto tra Alto Adige, Trentino e Veneto, che raggruppa i passi Campolongo, Gardena/Gröden, Sella e Pordoi.
Dal passo e lungo i suoi versanti si godono bellissime vedute verso svariati i gruppi dolomitici e sono possibili diverse escursioni, nei gruppi di Sella e Sassolungo-Sassopiatto, sia più semplici che più impegnative.
Le escursioni in zona sono agevolate anche dalla presenza della caratteristica Cabinovia biposto Sassolungo che porta dall’Albergo Passo Sella (posto sul versante gardenese a breve distanza dal valico) alla Forcella del Sassolungo a 2685 metri di quota ove è posto anche il Rifugio Toni Demetz.
Dalla Forcella Sassolungo partono diversi percorsi come il giro intorno al Sassolungo (che tocca il Rifugio Vicenza/Langkofelhütte, il Rifugio-ristorante Emilio Comici e la “Città dei Sassi”) e la ferrata Oskar Schuster che raggiunge la cima del Sasso Piatto con percorso che scende poi al Rifugio Sasso Piatto/Plattkofelhütte (QUI la “pillola” sul giro intorno al Sassolungo e QUI quella sulla via ferrata Oskar Schuster). Inoltre, la Forcella Sassolungo ed il Rifugio Toni Demetz sono, volendo, raggiungibili anche a piedi sia tramite sentiero che con la Ferrata Furcela de Saslonch (QUI la “pillola” su questo itinerario).
Dalla zona del Passo sella e dalla partenza della cabinovia si dipartono anche altre escursioni brevi a rifugi vicini, il Sentiero Friedrich August Weg (che porta anch’essa al Rifugio Sasso Piatto toccando vari punti di ristoro) e le impegnative ferrate delle Mesules e del Col Rodella (QUI la “pillola” sul Sentiero Friedrich August e QUI la “pillola” sulla Ferrata Col Rodella).
L’area nei pressi del Passo Sella, inoltre, è in inverno situato lungo il famosissimo circuito Sellaronda, votato come uno dei tour sciistici più belli del mondo, che unisce le piste delle valli: Gardena e Badia in Sudtirolo, Livinallongo in Veneto e Fassa in Trentino; sul versante sudtirolese il Passo Campolongo è inserito nel comprensorio Val Gardena a ospitate oltre 100 chilometri di piste (QUI la “pillola” sul comprensorio sciistico Val Gardena).
Le foto si riferiscono alle mie visite nell’inverno 2019 ed estate 2016, 2021 e 2023
Al Passo Sella
Gruppo del Sassolungo-Sasso Piatto visto dal Passo Sella
Marmolada vista dal versante trentino del Passo sella
Strada sul versante gardenese del passo
Escursionismo per famiglie nei pressi del passo
Rifugio Salei
Baita Miara
Cabinovia Sassolungo
Rifugio Toni Demetz
Discesa dal Rifugio Demetz al Rifugio Vicenza
Rifugio Vicenza
Rifugio-ristorante Emilio Comici
Città dei Sassi
Ferrata Furcela de Saslonch
Lungo la ferrata Oskar Schuster
In vetta al Sasso Piatto
Lungo la discesa dal Sasso Piatto al Rifugio Sasso Piatto
Rifugio Sasso Piatto
Lungo il Sentiero Friedrich August
Ferrata Col Rodella
In cima al Col Rodella
Vista dal Col Rodella verso l’area del Passo Sella
Piste della zona del Passo Sella in inverno
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Sella su Google Maps
Cliccare sull’immagine per visualizzare la Cabinovia Sassolungo su Google Maps
Il percorso intorno al Sassolungo/Langkofel tocca con percorso ad anello il Rifugio Toni Demetz, posto a 2685 metri di altezza, il Rifugio Vicenza/Langkofelhütte, situato a 2253 metri di quota, ed il Rifugio Emilio Comici, posto a 2154 metri di altezza.
L’escursione è inserita nel magnifico contesto dolomitico del gruppo Sassolungo-Sasso Piatto ed offre anche ampli panorami su diversi altri gruppi delle Dolomiti; il percorso, molto noto, parte dalla stazione a monte della cabinovia biposto Sassolungo con stazione a valle situata nei pressi del Passo Sella, sul versante della Val Gardena/Gröden e raggiungibile dal paese di Selva Gardena/Wolkenstein (QUI la “pillola” sul Passo Sella e la Cabinovia Sassolungo e QUI quella su Selva Gardena).
Il percorso presenta un dislivello moderato in salita ma con molti saliscendi, dislivello rilevante in discesa ed alcuni tratti con traccia sassosa e un po’ esposti che richiedono la giusta attenzione; durante l’escursione dallo sviluppo piuttosto lungo si attraversano anche diversi tipi di ambienti tutti con caratteristiche molto interessanti.
Il tracciato comincia dal Rifugio Toni Demetz (2685 m, cabinovia dai pressi del Passo Sella), seguendo il sentiero 525 per il Rifugio Vicenza si scende su traccia sassosa piuttosto ripida, nel vallone ombreggiato al mattino. La traccia porta ad un breve tratto attrezzato con cavo corrimano scendendo poi, sempre piuttosto ripidamente su fondo sassoso e ghiaioso, giungendo ad un pianoro e scendendo quindi, in breve, al Rifugio Vicenza (2253 m, 50 minuti dalla partenza).
Dal Rifugio Vicenza si segue il sentiero 525 per il Rifugio Sasso Piatto, si scende in moderata pendenza su traccia ghiaiosa raggiungendo, in breve, il bivio col sentiero 526 e 527; seguendo a destra il sentiero 526 per il Rifugio Comici si procede dapprima in saliscendi in rado bosco salendo poi ripidamente con traccia sassosa ed alcuni gradoni (con breve tratto con cavo corrimano) giungendo ad una sella.
Dalla sella si segue a destra il sentiero 526 “alto” con indicazioni Comici – Piz Sela; il sentiero traversa sotto le pareti in saliscendi, su traccia sassosa; il sentiero scende poi piuttosto ripidamente, anche un breve tratto con cavo corrimano, giungendo nei pressi di un grosso nevaio. Aggirato il nevaio la traccia prosegue in saliscendi in traverso (qualche tratto un po’ esposto), si continua quindi, in risalita, passando anche in alcuni punti con acqua che cola delle pareti e giunegndo ad un tratto in rado bosco. Superato un torrente si sale su traccia terrosa e sassosa incontrando il sentiero 526 “basso” (anch’esso proveniente dalla sella dove si era staccato il sentiero “alto), in breve si raggiunge, quindi, il Rifugio-ristorante Emilio Comici (2154 m, 1.50 ore dal Rifugio Vicenza, 2.40 ore dalla partenza).
Dal Rifugio Comici si segue il sentiero 526 per il Passo Sella, la larga traccia ghiaiosa procede in saliscendi dapprima in rado bosco e poi tra pascoli raggiungendo un bivio con traccia a piedi e con passeggino; seguendo a sinistra quella a piedi si sale in breve, in moderata pendenza, ad una sella con crocefisso. Dalla sella si scende in lieve pendenza tra pascoli raggiungendo la caratteristica azona della “Città dei Sassi”; il sentiero sasssoso e ghiaioso procede, quindi, tra grossi massi, in lieve saliscendi, fino a tornare alla stazione a valle della Cabinovia Sassolungo (50 minuti dal Rifugio Comici, 3.30 ore dalla partenza).
Percorso: stazione a monte cabinovia Sassolungo (Rifugio Demetz) – Rifugio Vicenza – Rifugio Comici – Città dei Sassi – stazione a valle cabinovia Sassolungo
Sentieri: 525 – 526
Dislivello: 500 metri in salita e 1000 metri in discesa considerati i tantissimi saliscendi
Tempo di percorrenza: 3.30 ore totali
Quota massima: 2685 m
Difficoltà: EE – percorso con presenza di diversi passaggi su traccia sassosa piuttosto ripida (alcuni con breve cavo corrimano); alcuni tratti un po’ esposti sul sentiero 526 “alto”. Sviluppo di circa 10 chilometri totali.
Data di ascesa: agosto 2023
Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura dei rifugi e dell’impianto di risalita; i tratti un po’ esposti e più tecnici lungo il sentiero 526 “alto” possono essere evitati seguendo il sentiero 526 “basso” che però presenta più saliscendi ed una maggiore risalita finale. Sui cartelli non sono indicati le diciture “alto” e “basso”, sono notazione aggiunte nella relazione per identificare meglio i due sentieri. La Forcella Sassolungo ed il Rifugio Demetz sono, volendo, raggiungibili anche a piedi tramite sentiero e la Ferrata Furcela de Saslonch (QUI la “pillola” su questo itinerario). Inoltre, il Rifugio Demetz e Vicenza sono anche punto di partenza della ferrata Oskar Schuster alla vetta del Sasso Piatto/Plattkofel (QUI la “pillola” sull’ascesa al Sasso Piatto tramite la ferrata Oskar Schuster).
Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità per godere dei bellissimi ambienti attraversati; il percorso non è particolarmente difficile nel complesso ma, soprattutto lungo la prima parte e lungo il sentiero 526 “alto” non va sottovalutato. È consigliabile, inoltre, partire piuttosto presto al mattino appena apre l’impianto di risalita per non trovare folla tra parcheggi ed impianto e lungo la prima parte del tracciato
Al Rifugio Demetz alla stazione a monte della cabinovia
Scendendo verso il Rifugio Vicenza
Rifugio Vicenza
Tratto verso la deviazione tra sentiero 525, 526 e 527
Vista sullo Sciliar/Schlern
Tratto verso la deviazione tra sentiero 526 alto e basso
Viste sulle Odle/Geisler
Deviazione per il sentiero 526 “alto”
Lungo il sentiero 526 “alto”
Rifugio-ristorante Emilio Comici
Vista dal rifugio sul gruppo del Sella
Tratto verso la sella con crocefisso
Vista sulla Marmolada
Tratto nella “Città dei Sassi”
Cliccare sull’immagine per visualizzare la Cabinovia Sassolungo su Google Maps
DISCLAIMER:Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.
Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
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Il Ciampinoi/Ciampinëi, elevazione di 2256 metri di altezza, è posto nel gruppo dolomitico del Sassolungo/Langkofel in Val Gardena/Gröden; la vetta, leggermente rialzata, dai pendii sottostanti offre un bellissimo panorama su diversi gruppi dolomitici e la sottostante Val Gardena.
Nei pressi della vetta è posta anche la stazione a monte della cabinovia Ciampinoi di Selva Gardena/Wolkenstein; viene qui descritta la salita a piedi, con percorso prevalentemente boschivo con diversi tratti ripidi, dal paese con successiva discesa in cabinovia, è naturalmente possibile anche scendere a piedi eventualmente anche allungando fino al Rifugio Comici (QUI la “pillola” su Selva Gardena).
La salita comincia nei pressi della caserma dei Vigili del Fuoco di Selva Gardena (1560 m), seguendo la passeggiata a valle in breve salita si perviene alla deviazione del sentiero 27 per il Ciampinoi/Ciampinëi. Si sale inizialmente su sentiero terroso e ghiaioso nel bosco, in pendenza moderata, fino a giungere ad un’area di sosta con panca coperta, continuando sul sentiero si giunge in breve, quindi, ad un grosso traliccio. Seguendo sempre le indicazioni per il sentiero 27 si sale su mulattiera sterrata e poi nuovamente nel bosco ripidamente fino a giungere nuovamente su mulattiera nei pressi di un bivio; seguendo per il Ciampinoi si sale su mulattiera sterrata e sassosa nel bosco in pendenza moderata passando anche sotto i cavi della cabinovia. Si sale poi su mulattiera sassosa molto ripida lungo la pista da sci fino a giungere alla stazione a monte di una seggiovia chiusa in estate; continuando sulla ripida mulattiera si perviene, quindi, alla stazione a monte della cabinovia Ciampinoi. Si scende ora, in breve, ad un sella dove è presente la stazione a monte di due seggiovie, si segue il sentiero per il punto panoramico salendo, in breve ma molto ripidamente, su sentierino a gradoni fino alla vetta vera del Ciampinoi (croce, 2.00 ore dalla partenza).
Si torna quindi alla selletta e con breve risalita si ritorna alla stazione a monte della cabinovia Ciampinoi con la quale si scende a Selva Gardena.
Percorso: Selva Gardena – Ciampinoi
Sentieri: 27 – deviazione al punto panoramico
Dislivello: 700 metri in salita e discesa
Tempo di percorrenza: 2.00 ore se si scende in cabinovia
Quota massima: 2256 m
Difficoltà: E – percorso di difficoltà tecnica moderata ma che presenta diversi tratti ripidi e gradoni
Data di ascesa: agosto 2022
Annotazioni: è naturalmente possibile anche scendere a piedi in 1.30 ore o allungare la discesa passando per il Rifugio Comici ed il Plan de Gralba in 2.30 ore
Esperienza di Stefano: escursione che è bene percorrere con buona visibilità per godere del bel panorama dalla vetta e adatta anche, con tempo stabile, per un escursione pomeridiana
Alla partenza
Primo tratto nel bosco
Punto di sosta
Tratto ripido su sentiero nel bosco
Tratto su mulattiera con pendenza moderata
Passaggio sotto la cabinovia
Ultimo tratto con pendenza moderata
Tratto con pendenza elevata
Panorami verso le Odle
Ultimo tratto verso la stazione a monte della cabinovia
Panorami sul Gruppo del Sella
Vista sulla Val Gardena
Panorami sullo Sciliar
Salendo al punto panoramico (vera vetta del Ciampinoi)
In vetta al Ciampinoi
Croce di vetta e vista sul Sassolungo
Vista dalla vetta sulla stazione a monte della cabinovia
Cabinovia Ciampinoi vista dalla stazione a valle
Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Ciampinoi a Selva Gardena su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi
La catena delle Mesules, il cui punto culminante raggiunge i 2974 metri di quota, ed il Rifugio Cavazza al Pisciadù, posto a 2585 metri di altezza, sono situati nelle Dolomiti nel gruppo del Sella in ambiente dolomitico spettacolare e presentano diversi punti di accesso, tutti, comunque, impegnativi.
Viene qui descritto l’itinerario con partenza dal Passo Gardena/Grödner Joch posto tra Val Gardena/Gröden e Val Badia/Gadertal; l’itinerario decritto presenta un lungo dislivello e sviluppo ed attraversa anche tratti attrezzati ed altri ripidi su tracce rocciose, questo percorso è, quindi, indicato a che ha la necessaria esperienza in questo tipo di itinerari (QUI la “pillola” sul Passo Gardena).
La salita comincia dal Passo Gardena (2121 m) seguendo il sentiero 666 per il Rifugio Pisciadù; si sale dapprima su sentiero sassoso e terroso e si procede poi in lungo saliscendi fino a trovare due bivi ed entrare nella Val Setus. Seguendo sempre il sentiero 666 per il Rifugio Pisciadù si sale molto ripidamente in tornanti per la Val Setus su traccia sassosa raggiungendo poi un tratto con grandi scaloni in legno e, successivamente, un tratto, non molto difficile ma piuttosto lungo ed a tratti verticale, attrezzato con cavo e staffe. Superato il tratto attrezzato si giunge ad una sella ed in breve, in discesa, si giunge al Rifugio Cavazza al Pisciadù ed al vicino Lago del Pisciadù (2585 m, 2.00 ore dalla partenza).
Dal Rifugio Pisciadù si segue il sentiero 676 per la Sella del Pisciadù, si sale su traccia sassosa ripida che traversa per un ghiaione entrando nel Valun del Pisciadù salendo ripidamente (stando attenti a non perdere la traccia, fino alla testata del vallone; si sale quindi per un tratto attrezzato con cavi breve ma ripido (attenzione ad un tratto di traccia smossa prima dei cavi ed a due fittoni saltati) giungendo alla Sella del Pisciadù (2908 m, 1.00 ora dal Rifugio Pisciadù, 3.00 ore dalla partenza).
Dalla Sella del Pisciadù si segue il sentiero 649 per la Forcella dai Ciamorces, si procede su traccia sassosa in saliscendi giungendo abbastanza in breve alla Forcella dai Ciamorces (2923 m, 20 minuti dalla Sella del Pisciadù, 3.20 ore dalla partenza, al luglio 2022 il sentiero diretta 677 dal Rifugio Pisciadù alla Forcella dai Ciamorces è chiuso).
Dalla Forcella dai Ciamorces si segue il sentiero non indicato che porta verso il filo di cresta delle Mesules, si rgagiunge quindi la base della prima cima, il Piz Rotic che si raggiunge con deviazione su lieve traccia (2973 m). Continuando sulla traccia che corre nei pressi delle vette si raggiunge la base della cima del Piz Beguz, che si risale anche esso su lieve traccia (2974 m); continuando sulla traccia sassosa in continua saliscendi si giunge alla base del Piz Miara che si risale con traccia più evidente rispetto alle altre cime raggiungendo la vetta con grande crocefisso (2964 m).
Continuando sulla traccia si giunge poi alla vetta del Piz Gralba (2972 m) e poi alla vetta del Piz Selva (2941 m, 1.00 ora dalla Forcella dai Ciamorces, 4.20 ore dalla partenza, qui arriva anche la difficile ferrata delle Mesules che sale dal Passo Sella).
Dal Piz Selva si prende il sentiero 649 che traversa su traccia sassosa tutto l’altipiano delle Mesules (rimanendo più basso rispetto alla traccia usata per deviare alle cime); seguendo molto lungamente il sentiero 649 si torna alla Forcella dai Ciamorces ed alla Sella del Pisciadù (1.00 ora dal Piz Selva 5.20 ore dalla partenza).
Dalla Forcella dai Ciamorces si segue il sentiero 649 verso la Forcella d’Antersass procedendo su traccia sassosa e ghiaiosa in saliscendi che porta ad un bivio (prima di arrivare alla Forcella d’Antersass). Al bivio si segue il sentiero 666 per il Rifugio Pisciadù risalendo ripidamente su traccia sassosa fino ad una sella, da qui si scende nella Val Tita prima su traccia ripida sassosa fino al bivio per la Cima Pisciadù. Ignorata il bivio per la cima si scende col sentiero 666 raggiungendo due tratti attrezzati con cavo (non difficili ma piuttosto verticali) scendendo poi in pendenza più moderata fino al Lago Pisciadù dal quale, con breve risalita, si torna al Rifugio Cavazza al Pisciadù (2585 m, 1.10 ore dalla Forcella dai Ciamorces, 6.30 ore dalla partenza).
Dal Rifugio Cavazza al Pisciadù si segue quindi il sentiero 666 per il Passo Gardena già percorso all’andata prima in breve risalita e poi in discesa nella Val Setus (passando anche per il tratto attrezzato) e , successivamente, in saliscendi fino a tornare al Passo Gardena (2.00 ore dal Rifugio Cavazza al Pisacidù, 8.30 ore dalla partenza).
Percorso: Passo Gardena – Val Setus – Rifugio Cavazza al Pisciadù – Valun de Pisciadù – Sella del Pisciadù – Sella dai Ciamorces – Piz Rotic – Piz Beguz – Piz Miara – Piz Gralba – Piz Selva – Sella dai Ciamorces – Sella del Pisciadù – Val Tita – Rifugio Cavazza al Pisciadù – Val Setus – Passo Gardena
Sentieri: 666 – 676 – 649 – traccia alle cime delle Mesules – 649 – 666
Dislivello: 1300 metri in salita e discesa considerati i tantissimi saliscendi
Tempo di percorrenza: 8.30 ore
Quota massima: 2974 m
Difficoltà: EE/EEA – percorso globalmente molto impegnativo che richiede esperienza nel muoversi in tratti scoscesi, ripidi e attrezzati, necessaria anche esperienza nel muoversi su tracce non segnate e senso dell’orientamento. Presenti tantissimi bivi e deviazioni, sviluppo di oltre 20 chilometri; necessario tempo asciutto ed ottima visibilità
Data di ascesa: luglio 2022
Annotazioni: il sentiero 676 lungo il Valun de Pisciadù presenta dei tratti franati nella parte finale, è forse meglio seguire anche in salita il sentiero della Val Tita raggiungendo poi la Sella del Pisciadù e la Forcella dai Ciamorces come descritto nel percorso di rientro dopo la cresta delle Mesules. È possibile spezzare in due il percorso pernottando al Rifugio Cavazza al Pisaciadù. Il percorso descritto è una delle tante possibilità di unire dei percorsi in zona, altri concatenamenti possono prevedere la salita dalle difficili ferrate Brigata Tridentina o Mesules, e/o deviazioni alle cime dal Sas dai Ciamorces od alla Cima Pisciadù
Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con ottima visibilità per godere del bell’ambiente circostante e del panorama di vetta; se, come nel mio caso, si percorre tutto l’itinerario in un unico giorno è bene partire molto presto.
Primo tratto di sentiero dal Passo Gardena
Nella Val Setus
Rifugio Cavazza al Pisciadù
Salendo nel Valun del Pisciadù
Tratto tra la Sella del Pisciadù e la Sella dai Ciamorces
Sella dai Ciamorces
Lungo la cresta delle Mesules
Crocefisso al Piz Miara
Panorami dalle vette
Le vette delle Mesules
Lungo il sentiero 649 più basso rispetto alla cresta
Risalendo sul sentiero 666 dal bivio prima della Forcella d’Antersass
Scendendo nella Val Tita
Lago Pisciadù
Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Gardena su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia
Il Pic/Lia da Mont, cima di 2363 metri di quota posta nel gruppo del Puez-Odle/Geisler, è una vetta non molto conosciuta dominante la, invece notissima, zona pascoliva del Col Raiser, dalla vetta e lungo la percorrenza dell’escursione si hanno panorami bellissimi su vari gruppi montuosi delle Dolomiti quali Sella, Odle, Sassolungo e sulla sottostante Val Gardena/Gröden.
La cima del Pic presenta un percorso normale di salita non molto lungo ma con diversi tratti molto ripidi nel tratto finale; la partenza avviene dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina in Val Gardena/Gröden, punto di inizio anche di molte altre escursioni e salite a vette e rifugi descritte su questo sito (QUI la “pillola” sulla cabinovia Col Raiser).
La salita al Pic comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m, rifugi), si segue, quindi, il sentiero 2 per il Rifugio Fermeda. Si procede su mulattiera in leggero saliscendi piuttosto lungo, a tutti i bivi si segue per il Rifugio Fermeda che si raggiunge in 20 minuti circa (2109 m, rifugio chiuso per lavori alla data di giugno 2022).
Dal Rifugio Fermeda si segue sempre il sentiero 2 per la sella di Cuca; si procede dapprima su sentiero in moderata salita tra pascoli e poi in un piccolo boschetto riprendendo poi a procedere in saliscendi su mulattiera erbosa e terrosa tra pascoli fino a giungere ad un dosso con crocefisso dal quale si scende, in breve, alla sella Cuca (2160 m, 45 minuti dalla partenza).
Dalla sella Cuca si segue il sentiero 6 per il Pic, si sale dapprima su sentiero terroso e sassoso tra pascoli e poi in un tratto boscoso fino ad una sella dalla quale volendo si raggiunge destra un punto panoramico con crocefisso. Continuando sul sentiero di salita per il Pic si sale molto ripidamente su sentiero sassoso fino a raggiungere un tratto tra pascolo che porta alla vetta del Pic (2363 m, stele di legno, panchina, 35 minuti dalla sella Cuca, 1.20 ore dalla partenza).
Discesa per lo stesso percorso con alcuni saliscendi in 1.10 ore, 2.30 ore dalla partenza).
Percorso: Stazione a monte cabinovia Col Raiser – Rifugio Fermeda – Sella Cuca – Pic – Sella Cuca – Rifugio Fermeda – Stazione a monte cabinovia Col Raiser
Sentieri: 2 – 6
Dislivello: 350 metri in salita e in discesa considerati i saliscendi
Tempo di percorrenza: 2.30 ore totali (1.20 ore la salita, 1.10 ore la discesa)
Quota massima: 2363 m
Difficoltà: E/EE – difficoltà E fino al punto panoramico con crocefisso, difficoltà EE nell’ultimo tratto di salita ripido su sentiero sassoso. Sviluppo totale di 7 chilometri
Data di ascesa: giugno 2022
Annotazioni: ad inizio giugno 2022 il Rifugio Fermeda è chiuso per lavori
Esperienza di Stefano: ho percorso questo itinerario nella prima parte di giugno con, quest’anno, assenza di neve, solitamente ad inizio stagione è, invece, possibile trovare ancora neve che potrebbe impedire la salita, soprattutto verso la cima. È bene scegliere, inoltre, giornate serene per godere del bellissimo panorama della vetta
Il Pic visto dal Col Raiser
Baita Odles nei pressi del Col Raiser
Percorso verso il Rifugio Fermeda
Panorami su Sassolungo e Sasso Piatto
Salendo alla sella Cuca
Sella Cuca
Salendo al punto panoramico con crocefisso
Crocefisso sul punto panoramico
Salendo al Pic
In cima al Pic
Panorami sulle Dolomiti dalla vetta del Pic
Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Col Raiser su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.
Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche
Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Gardena e Alpe di Siusi
Il Seceda, vetta di 2518 metri di quota, è posto nel gruppo dolomitico delle Odle/Geisler in Val Gardena/Gröden nell’area del Col Raiser-Seceda facente parte del comprensorio sciisitico Val Gardena Dolomites (QUI la “pillola” sul comprensorio sciisitico della Val Gardena).
La vetta si trova a breve distanza dall’arrivo della funivia Seceda proveniente da Ortisei e dalle seggiovie dell’area del Col Raiser; viene qui, però, descritto, il percorso innevato, solitamente battuto dal gatto delle nevi, che con diversi tratti ripidi, passando per diverse baite, porta dalla cabinovia Col Raiser di Santa Cristina alla panoramicissima vetta del Seceda, che offre una vista magnifica su Dolomiti e molti gruppi montuosi dell’Alto Adige e non solo (QUI la “pillola” sul Col Raiser, QUI quella sulla funivia Seceda e QUI la “pillola” sul paese di Santa Cristina).
La salita al Seceda comincia dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser (2107 m, rifugio, stazione a valle a Santa Cristina), si scende in breve alla Baita Odles e si segue l’indicazione per il Rifugio Fermeda sul sentiero 2. Si costeggia in breve una pista da sci entrando poi a destra nel bosco su mulattiera innevata, solitamente battuta dal gatto delle nevi, usciti dal bosco, ed ignorato il bivio per la baita Trojer, si continua sulla mulattiera fino ad un bivio posto poco prima del Rifugio Fermeda. Al bivio si devia a destra seguendo le indicazioni 1A/6 per la Baita Sofie, si segue quindi la mulattiera innevata che sale con pendenza moderata fino ad incontrare una pista da sci, che si attraversa con prudenza, giungendo alla Baita Daniel (2240 m).
Dalla Baita Daniel si continua a seguire la mulattiera innevata che ripidamente conduce alla Baita Mastlè (2290 m), dalla Baita Mastlè si segue la traccia battuta dal gatto delle nevi a destra della baita che sale molto ripidamente, diretta sul pendio, fino a giungere alla Baita Sofie (2412 m). Dalla Baita Sofie si segue la traccia del gatto delle nevi che porta in salita ripida ad incrociare una pista da sci, che si attraversa con prudenza, giungendo al Rifugio Seceda dove arriva anche la funivia da Ortisei (2500 m).
Dal Rifugio Seceda si costeggia la pista da sci salendo in moderata pendenza il pendio che porta alla vetta del Seceda (2518 m, croce, tavola panoramica delle cime visibili, 1.45 ore dalla partenza). Discesa per lo stesso percorso con alcuni saliscendi nel tratto che riporta alla cabinovia Col Raiser (1.15 ore dal Seceda, 3.00 ore dalla partenza).
Percorso: stazione a monte cabinovia Col Raiser – Baita Daniel – Baita Mastlè – Baita Sofie – Rifugio Seceda – Seceda – Rifugio Seceda – Baita Sofie – Baita Mastlè – Baita Daniel – stazione a monte cabinovia Col Raiser
Sentieri: traccia battuta invernale che segue in parte i sentieri estivi 2 e 1A/6
Dislivello: 450 metri in salita e discesa considerati i saliscendi
Tempo di percorrenza: 3.00 ore (1.45 ora la salita, 1.15 ore la discesa).
Quota massima: 2518 m
Difficoltà: EAI – escursione dallo sviluppo medio di circa 7 chilometri totali e impegnativa, seppur solitamente battuta dal gatto delle nevi, dati i tanti tratti ripidi presenti sul tracciato che richiedono ciaspole o ramponi, prestare anche attenzione all’attraversamento delle piste da sci.
Data di percorrenza: gennaio 2022
Annotazioni: per chi volesse abbreviare l’escursione, ed evitare i tratti più ripidi, è anche possibile fermarsi alla Baita Daniel od alla Baita Mastlè riducendo dislivello ed impegno.
Vista sulle Odle e la Baita Odles dalla stazione a monte della cabinovia Col Raiser
Primo breve tratto che costeggia la pista da sci
Nel bosco
Tratto verso il bivio posto poco prima del Rifugio Fermeda
Bivio posto poco prima del Rifugio Fermeda
Tratto salendo alla Baita Daniel
Vista sulla Baita Daniel salendo alla Baita Mastlè
Baita Mastlè
Salendo alla Baita Sofie
Baita Sofie
Salendo al Rifugio Seceda
Vista sulle Odle salendo al Rifugio Seceda
Salendo alla vetta del Seceda
Vetta del Seceda
Vista dalla vetta verso il Rifugio Seceda, il Sassolungo e i Denti di Terrarossa
Vista verso il gruppo del Sella
Vista sul gruppo dell’Ortles
Scopriamo QUI altre “pillole” sulla Val Gardena e l’Alpe di Siusi
Scopriamo QUI altre “pillole” sui sentieri innevati e ciaspolate in Sudtirolo
Cliccare sull’immagine per visualizzare la cabinovia Col Raiser di Santa Cristina su Google Maps
DISCLAIMER:
Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.
Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.
Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.