Piz da Lech Dlacè (3009 m) – Ferrata Vallon – Rifugio Franz Kostner (2500 m) – Dolomiti

Il Piz da Lech Dlacè, vetta di 3009 metri di quota, è posizionato nel gruppo dolomitico del Sella ed è raggiunto solitamente lungo il sentiero che porta alla Cresta Strenta ed al Piz Boè; viene qui descritto un percorso più insolito che ha come meta la vetta del Piz da Lech Dlacè salendo dalla Ferrata Vallon con discesa poi al Rifugio Franz Kostner con il sentiero attrezzato Lichtenfels.

Il percorso, che offre panorami amplissimi su molti gruppi dolomitici, parte dalla stazione a monte della seggiovia Vallon, a sua volta raggiunta con la cabinovia Boè da Corvara in Alta Val Badia; il tracciato presenta sviluppo e dislivello moderati ma richiede esperienza su vie ferrate e, in generale, passo sicuro su terreno sassoso e su alcuni saltini di roccia non attrezzati, presenti anche lungo la discesa (QUI la “pillola” su Corvara e Colfosco e QUI quella sulla cabinovia Boè e la seggiovia Vallon).

La Ferrata Vallon presenta un attrezzatura con cavo piuttosto lasco ed alcuni fittoni saltati; durante la sua percorrenza va valutato, quindi, bene come procedere nei vari punti; nel tratto successivo dalla fine della ferrata verso la vetta sono presenti segnavia a tratti sbiaditi e va, quindi, cercata bene la traccia di salita.
Il percorso di discesa è, invece, segnalato in maniera più evidente.

Il percorso comincia dalla stazione a monte della seggiovia Vallon (2537 m, stazione a valle di cabinovia Boè e successiva seggiovia Vallon a Corvara); si seguono le indicazioni per il Piz da Lech e la Roda de Valun raggiungendo su traccia sassosa in saliscendi, in breve, il bivio tra via Piz da Lech e Roda de Valun.
Si prende a sinistra la traccia Roda de Valun, procedendo su traccia sassosa in moderata salita, fino ad incontrare un grosso masso con indicazione sbiadita “Piz Boè – Via Ferrata”; seguendo a destra la traccia con bolli rossi e blu (a tratti un po’ sbiaditi) si sale ripidamente su fondo sassoso fino all’attacco della ferrata.

La ferrata sale, con cavo spesso lasco ed anche alcuni fittoni saltati, alternando paretine gradinati a traversi (rimanendo su difficoltà moderate per esperti di questi percorsi) fino a giungere ad un ponticello sospeso (a sinistra si vedono vecchie attrezzature del precedente tracciato della ferrata).
Superato il ponticello dondolante, con vista sulla cascatella alla sua sinistra) si sale su una paretina più verticale (più esposta e con alcuni passaggi più tecnici seppur con discreta presenza di appigli) fino a giungere, in breve, alla fine della Ferrata Vallon (2750 m circa, 1.30 ore dalla partenza).

Dal termine della ferrata si seguono i bolli rossi (a tratti sbiaditi, attenzione a non perdere la traccia) salendo, con vista anche su due piccoli laghetti, su fondo sassoso ed anche su alcuni saltini di roccia non attrezzati.
La traccia porta, quindi, ad una sella e all’incrocio col sentiero Lichtenfels-672 proveniente da sinistra; seguendo in salita il sentiero 672 si superano alcuni saltini rocciosi (di cui l’ultimo attrezzato) giungendo, in breve, in vetta al Piz da Lech Dlacè (3009 m, 45 minuti dal termine della ferrata, 2.15 ore dalla partenza).

Tornati con prudenza sui saltini rocciosi si giunge, in breve, al bivio incontrato in salita tra il percorso proveniente dalla Ferrata Vallon ed il sentiero 672; si segue il sentiero 672 scendendo su traccia sassosa alternando tratti in tornanti ad alcuni saltini rocciosi fino ad una sella.
Seguendo sempre i segni del sentiero 672 si procede in breve saliscendi e poi su una cengia, a tratti un po’ esposta, scendendo poi ripidamente in tornanti su fondo sassoso fino a giungere ad un tratto attrezzato; seguendo il cavo si scende su salti rocciosi (abbastanza gradinati) fino a giungere ad un saltino finale non attrezzato.

Il sentiero procede, quindi, su traccia sassosa raggiungendo alcuni bivi; seguendo per il Rifugio Franz Kostner si segue il sentiero 638 che in saliscendi su fondo ghiaioso porta al Rifugio Franz Kostner (2500 m, 1.30 ore dalla vetta, 3.45 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Franz Kostner si segue, quindi, il sentiero ghiaioso e terroso che prima in discesa, e poi in breve risalita, riporta alla stazione a monte della seggiovia Vallon, 15 minuti dal Rifugio Franz Kostner, 4.00 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte seggiovia Vallon – ferrata Vallon – Piz da Lech Dlacè –sentiero attrezzato Lichtenfels – Rifugio Franz Kostner – stazione a monte seggiovia Vallon

Sentieri: Roda de Valun – Ferrata Vallon – traccia per il Piz da Lech Dlacè – 672-Lichtenfels – 638 – sentiero per seggiovia Vallon

Dislivello: 600 metri in salita e discesa considerati i diversi saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.00 ore totali

Quota massima: 3009 m

Difficoltà: EEA – percorso con via ferrata Vallon non molto lunga e di difficoltà tecnica moderata per esperti di questi percorsi ma che presenta spesso cavo lasco ed alcuni fittoni saltati dovendo, quindi, valutare bene, i singoli passaggi; necessaria esperienza su questo tipo di itinerari. Anche la discesa presenta punti attrezzati e saltini rocciosi non attrezzati che richiedono attenzione ed assenza di vertigini. Il tratto di avvicinamento alla ferrata e quello da fine ferrata all’incrocio col sentiero 672 sono segnati con bolli a tratti sbiaditi e va fatta attenzione a non perdere la traccia. Necessari kit da ferrata e casco e tempo asciutto e buona visibilità

Data di ascesa: agosto 2023

Annotazioni: è bene informarsi sui periodi di apertura degli impianti di risalita e del Rifugio Franz Kostner; naturalmente è possibile evitare la via ferrata salendo e scendendo per  il sentiero Lichtenfels che, comunque, presenta alcuni tratti attrezzati che richiedono, in ogni caso, attenzione ed equipaggiamento adatto. Volendo dal Piz da Lech Dlacè è possibile proseguire sulla Cresta Strenta verso la vetta del Piz Boè con presenza di diversi tratti esposti a tratti attrezzati ed altri senza attrezzature.
Inoltre, la stazione a monte della seggiovia Vallon è anche punto di partenza per la via ferrata e la via normale al Piz da Lech de Boè (QUI la “pillola” su questi itinerari).

Esperienza di Stefano: è bene scegliere una giornata con buona visibilità sia per questioni di sicurezza ed orientamento oltre che per godere dei bellissimi panorami; con più persone lungo la ferrata è bene fare attenzione, in alcuni punti, alla possibile caduti di sassi. La ferrata presenta una lunghezza e dislivello moderati ma presenta, come detto, strutture non in perfetto stato che richiedono molta attenzione nel valutare lo stato del cavo e come e quanto farci affidamento (cavo a tratti lasco e alcuni fittoni saltati).

Cabinovia Boè

Seggiovia Vallon

Tratto verso il bivio tra Roda de Valun e Piz da lech de Boè

Sul percorso Roda de Valun

Deviazione verso la Ferrata Vallon

Salendo all’attacco della ferrata

Lungo la Ferrata Vallon

Lungo la salita verso l’incrocio col sentiero 672

Incrocio col sentiero 672

Salendo al Piz da Lech Dlacè

In vetta al Piz da Lech Dlacè con il Piz Boè sullo sfondo

Panorami di vetta

In vetta al Piz da Lech Dlacè

In discesa sul sentiero 672-Lichtenfels

Verso il Rifugio Franz Kostner

Rifugio Franz Kostner

Tornando alla stazione a monte della seggiovia Vallon


Cliccare sull’immagine per visualizzare la Cabinovia Boè di Corvara su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta.

Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Scopriamo QUI altre “pillole” sul turismo in Val Badia

Punta de Joel (2945 m) – Col Toron (2927 m) – L’Antersas (2907 m) – Rifugio Boè/Bambergerhütte (2871 m) – Dolomiti

La Punta de Joel, di 2945 metri di quota, il Col Toron, posto a 2927 metri di altezza, e L’Antersas, situato a 2907 metri di altezza, sono tre cime poste nel gruppo dolomitico del Sella attorno alla cima principale, il Piz Boè; dalle vette si gode un panorama bellissimo su molte vette del gruppo del Sella e molti altri gruppi dolomitici.

Il punto di partenza consigliato è la funivia del Sass Pordoi sopra il Passo Pordoi che mette in comunicazione la Val di Fassa in Trentino e la zona di Arabba in Veneto; il Passo Pordoi è comunque raggiungibile in alcuni chilometri dall’Alto Adige dal Passo Sella provenendo dalla Val Gardena.

Il percorso descritto presenta una lunghezza e dislivello moderati ma non va sottovalutato visto il terreno aspro d’alta quota e i tratti fuori sentiero per raggiungere le prime due vette che richiedono esperienza nel muoversi anche senza traccia segnata; questo percorso, per chi avesse il necessario allenamento e capacità, può essere abbinato anche all’ascesa al Piz Boè ed alla salita lungo il canalone che dal Passo Pordoi porta al Rifugio Forcella Pordoi (QUI la “pillola” sulla salita al Piz Boè e QUI quella lungo il canalone dal Passo Pordoi).

Il percorso descritto comincia dalla stazione a monte della funivia Sass Pordoi (2950 m, Rifugio Maria), si segue inizialmente il sentiero 627A per la Forcella Pordoi scendendo, in breve su traccia sassosa, alla Forcella Pordoi con omonimo rifugio (2848 m, 15 minuti dalla partenza, la forcella ed il rifugio, come anticipato, sono raggiungibili volendo anche a piedi dal Passo Pordoi su ripido canalone).

Dalla forcella si segue il sentiero 627 per il Piz Boè in saliscendi su traccia ghiaiosa e sassosa raggiungendo in breve il bivio tra Piz Boè e Rifugio Boè; si segue inizialmente per il Piz Boè salendo ripidamente su traccia sassosa raggiungendo un grosso palo (da qui si potrebbe salire al Piz Boè seguendo il sentiero segnato per chi volesse concatenarlo). Per la Punta de Joel si devia, invece, a destra su traccia non segnata raggiungendo in breve un grosso ometto, si sale, quindi, a sinistra su vaga traccia non segnata, tra terreno sassoso, salendo piuttosto ripidamente alla Punta de Joel (2945 m, grossi ometti, 30 minuti dalla Forcella Pordoi, 45 minuti dalla partenza).

Si torna, facendo attenzione a trovare la traccia migliore, al bivio tra Piz Boè e Rifugio Boè, si segue ore per il Rifugio Boè, il sentiero procede in saliscendi su terreno sassoso con anche due brevi tratti attrezzati con cavi fino a giungere ad un grosso ometto di pietra con buco in mezzo.
Dall’ometto si devia a sinistra per il visibile Col Toron, su vaga traccia non segnata si scende leggermente e poi si risale sul pendio sassoso in pendenza moderata cercando la via migliore fino alla vetta del Col Toron (2927 m, molti ometti, 1 ora dalla Punta de Joel, 1.45 ore dalla partenza).

Si torna con attenzione al grosso ometto con buco e si scende, quindi, in breve su sentiero ghiaioso e sassoso al Rifugio Boè (2871 m, 15 minuti dal Col Toron, 2.00 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Boè si segue il sentiero 647 per la Forcella d’Antersas, si scende in breve su sentiero sassoso ad una sella e seguendo per L’Antersas si sale piuttosto ripidamente, su sentiero sassoso, fino alla vetta dell’Antersas (2907 m, grosso palo, 20 minuti dal Rifugio Boè, 2.20 ore dalla partenza).

Ritorno alla funivia Sass Pordoi, senza risalire al Col Toron ed alla Punta de Joel, passando con diversi saliscendi per il Rifugio Boè ed il Rifugio Forcella Pordoi in  2.00 ore, 4.20  ore dalla partenza.

Percorso: funivia Sass Pordoi – Rifugio Forcella Pordoi – Punta de Joel – Col Toron – Rifugio Boè – L’Antersas – Rifugio Boè – Rifugio Forcella Pordoi – funivia Sass Pordoi

Sentieri: 627A – 627 – traccia non segnata per la Punta de Joel – 627 – traccia non segnata per il Col Toron – 627 – 647 – 627 – 627A

Dislivello: 500 metri in salita e discesa considerati i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.20 ore totali

Quota massima: 2950 m

Difficoltà: EE percorso impegnativo con presenza di terreno aspro d’alta quota e con salite senza sentiero segnato alle vette della Punta de Joel ed al Col Toron, necessaria esperienza su questo tipo di percorsi

Data di ascesa: luglio 2022

Annotazioni: necessario tempo asciutto e buona visibilità, valutare bene le proprie capacità se si volessero concatenare la salita a piedi dal Passo Pordoi e la salita al Piz Boè. Se si concatenassero tutti e tre gli itinerari il lungo e impegnativo percorso risluterebbe: Passo Pordoi – Rifugio Forcella Pordoi – Punta de Joel – Piz Boè – Rifugio Boè – L’Antersas – Rifugio Boè – Col Toron – Rifugio Forcella Pordoi – Sass Pordoi

Esperienza di Stefano: io ho preferito percorrere separatamente, dall’itianerio qui descritto, la salita a piedi dal Passo Pordoi e l’ascesa al Piz Boè per poter godere al meglio dell’ambiente circostante con meno stanchezza.

Funivia Sass Pordoi

Vista dal Sass Pordoi alla stazione a monte

Lungo il tratto dalla funivia Sas Pordoi al Rifugio Forcella Pordoi

Rifugio Forcella Pordoi posto sull’omonima forcella

Tratto verso il bivio tra Piz Boè e Rifugio Boè

Bivio tra Piz Boè e Rifugio Boè

 Palo da cui si devia, dopo un breve tratto verso il Piz Boè, per la salita fuori sentiero alla Punta de Joel

Vista sulla Punta de Joel (a destra) e il Piz Boè (a sinistra) dalla selletta sotto la vetta della Punta de Joel

Vista sulla funivia Sas Pordoi salendo alla Punta de Joel

Ultimo tratto di salita alla Punta de Joel

Vista sulla Marmolada dalla vetta della Punta de Joel

Vista sulle vette del Cadore

In vetta alla Punta de Joel

Percorso verso il Rifugio Boè una volta tornati al bivio tra Piz Boè e Rifugio Boè

Grosso ometto con buco da cui si devia per il Col Toron

Salendo al Col Toron

In vetta al Col Toron

Vista sul Piz Boè dal Col Toron

Scendendo al Rifugio Boè una volta tornati al grosso ometto

Rifugio Boè

Percorso verso L’Antersas

In vetta a L’Antersas

Vista sulle Meisules dalla vetta de L’Antersas

Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Pordoi su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Sass Pordoi (2950 m) – Rifugio Forcella Pordoi (2848 m) – Dolomiti

Il Sass Pordoi, vetta di 2950 metri di quota posta nel gruppo dolomitico del Sella, è una cima che svetta imponente sopra il Passo Pordoi che mette in comunicazione la Val di Fassa in Trentino e la zona di Arabba in Veneto; il Passo Pordoi è comunque raggiungibile in alcuni chilometri dall’Alto Adige dal Passo Sella provenendo dalla Val Gardena.

La cima del Sass Pordoi, da cui si gode un vastissimo panorama su molti gruppi dolomitici, è facilmente raggiungibile in funivia, viene qui descritta, però, anche la salita a piedi dal Passo Pordoi che conduce per ripido canalone sassoso al Rifugio Forcella Pordoi e poi alla vetta del Sass Pordoi; volendo l’escursione qui descritta, per chi ha il necessario allenamento, può essere anche abbinata alla salita al Piz Boè, massima elevazione del gruppo del Sella ed alle cime della Punta de Joel, Col Toron e L’Antersas (QUI la “pillola” sull’ascesa al Piz Boè e QUI quella sulle salite alla Punta de Joel, Col Toron e L’Antersas).

La salita al Sass Pordoi comincia dal Passo Pordoi (2239 m, diversi ristoranti), si sale sul sentiero 627 con indicazioni Piz Boè seguendo la traccia terrosa e sassosa che sale, inizialmente, con gradoni tra pascoli.
Il sentiero si fa poi sassoso e dopo un breve tratto di pendenza leggera riprende a salire a tornanti in pendenza decisa fino a raggiungere una piccola sella con cartelli.
Continuando in salita la traccia si fa molto ripida salendo prima versa sinistra e poi entrando nella parte alta del canalone, che viene risalito ripidissimamente con stretti tornanti, fino a giungere alla Forcella del Pordoi (2848 m, Rifugio Forcella del Pordoi, 1.40 ore dalla partenza).

Dal Rifugio si sale a sinistra sul sentiero 627A per il Sass Pordoi (a destra si andrebbe verso il Piz Boè, la Punta de Joel, il Col Toron e L’Antersas); salendo sul sentiero 627A si sale su traccia sassosa, con pendenza che alterna tratti ripidi ad altri più moderati, fino a giungere abbastanza rapidamente alla vetta del Sas Pordoi (2950 m, croce, stazione a monte della funivia, 20 minuti dal Rifugio Forcella Pordoi, 2.00 ore dalla partenza).

Discesa consigliata in funivia, altrimenti per lo stesso percorso di salita in 1.45 ore con i tratti ripidissimi nel canalone da percorrere in discesa.

Percorso: Passo Pordoi – Forcella Pordoi – Sass Pordoi

Sentieri: 627 – 627A

Dislivello: 700 metri in salita, nessuno in discesa se si scende in funivia

Tempo di percorrenza: 2.00 ore totali se si scende in funivia

Quota massima: 2950 m

Difficoltà: EE percorso impegnativo con presenza di tratti sassosi molto ripidi nel canalone

Data di ascesa: luglio 2022

Annotazioni: necessario tempo asciutto; per che avesse il necessario allenamento ed esperienza è possibile collegare la salita al Sass Pordoi alla salita al Piz Boè deviando all’altezza del Rifugio Forcella Pordoi.

Esperienza di Stefano: è bene scegliere giornate con buona visibilità per goder dei magnifici panorami della vetta; con tempo stabile, vista la brevità del percorso, la salita si presta anche ad una salita pomeridiana o al primo mattino. Io ho percorso in giornate diverse la salita al Sass Pordoi ed l’ascesa al Piz Boè, e il trittico di cime Punta de Joel, Col Toron e L’Antersas per poter godere al meglio, con meno stanchezza, del bellissimo ambiente circostante.

Cartelli alla partenza

Primo tratto tra pascoli

Vista sul Passo Pordoi dal primo tratto di salita

Breve tratto in leggera pendenza

Salendo con tratti via via più ripidi

Avvicinandosi alla parte alta del canalone

Nella parte alta del canalone (ombreggiata al mattino)

Forcella del Pordoi con omonimo rifugio

Salendo al Sas Pordoi

Vista sul Piz Boè

Salendo al Sass Pordoi con stazione a monte dell’omonima funivia

Stazione a monte Funivia Sass Pordoi e Rifugio Maria

Breve tratto dalla stazione a monte della funivia alla croce di vetta del Sass Podoi

Croce di vetta al Sass Pordoi nei pressi della stazione a monte dell’omonima funivia

Panorami dal Sass Pordoi

Funivia del Sass Pordoi usata in discesa tornando al Passo Pordoi

Cliccare sull’immagine per visualizzare la stazione a valle della Funivia Sass Pordoi ed il Passo Pordoi su Google Maps

DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche

Piz Boè – Capanna Piz Fassa (Sella) – (3152 m) – Cresta Strenta (3120 m) – Rifugio Boè/Bambergerhütte (2871 m) – Dolomiti

Il Piz Boè, vetta di 3152 metri di altezza, è la cima più alta del Gruppo del Sella ed è visibile e facilmente riconoscibile da ampio raggio anche grazie alla presenza del Rifugio Piz Fassa sulla sommità; la cima, da cui si gode un amplissimo panorama su molti gruppi dolomitici, si trova sul confine tra Alto Adige/Südtirol, Trentino e Veneto e presenta diverse possibilità di accesso.

Viene qui descritto un percorso ad anello che tocca, oltre alla vetta del Piz Boè, la cima della Cresta Strenta ed il Rifugio Boè/Bambergerhütte; il tracciato presenza alcuni tratti impegnativi e parte dalla funivia del Sass Pordoi la cui stazione a valle si trova al Passo Pordoi tra Veneto e Trentino.
Il Passo Pordoi è raggiungibile dall’Alto Adige dalla Val Gardena/Gröden tramite il Passo Sella e dall’Alta Badia tramite il Passo Campolongo ed Arabba.

La salita comincia dalla stazione a monte della Funivia Sass Pordoi (2950 m, Rifugio Maria), si segue inizialmente in discesa il sentiero 627A che conduce in breve, su fondo sassoso, alla Forcella del Pordoi (2848 m, Rifugio Forcella Pordoi).

Dal Rifugio si segue il sentiero 627 verso il Piz Boè, il sentiero su fondo sassoso (a tratti innevato fino a stagione estiva inoltrata) conduce al bivio tra il Rifugio Boè ed il PIz Boè/Capanna Piz Fassa; si segue, quindi, il sentiero 638 per il Piz Boè salendo in tornanti su traccia ghiaiosa e sassosa fino ad una sella.
Da qui si sale con traccia ripida rocciosa e ghiaiosa (alcuni tratti attrezzati con cavi e staffe) fino a giungere in vetta al Piz Boè (3152 m, croce, Rifugio Capanna Piz Fassa, 1.30 ore dalla partenza).

Dalla vetta si prende il sentiero 638 verso la Forcella dai Ciamorces e il Rifugio Boè, la traccia sassosa e ghiaiosa scende in breve ripidamente alla Forcella dai Ciamorces (3110 m, 5 minuti dal Piz Boè, 1.35 ore dalla partenza).
Dalla forcella, volendo, si prende a destra il sentiero verso la Cresta Strenta; con tracciato sassoso e leggermente esposto in breve si giunge al punto più alto della Cresta Strenta (3120 m, 10 minuti dalla forcella dai Ciamorces, 1.45 ore dalla partenza).

Tornati alla Forcella dai Ciamorces si scende sul sentiero 638 per il Rifugio Boè, prima su traccia ripida sassosa e ghiaiosa, poi seguendo le indicazioni “solo discesa” per un tratto attrezzato, con cavi e scalinata in legno, fino a giungere ad un pianoro ed al Rifugio Boè/Bamberghütte (2871 m, 45 minuti dalla Cresta Strenta, 2.45 ore dalla partenza).

Dal Rifugio Boè si prende il sentiero 627 verso il Sass Pordoi, la traccia sassosa conduce in leggera salita ad un pianoro con piramide di sassi, si prosegue in saliscendi su fondo roccioso e sassoso, con anche tratti attrezzati con cavi e possibili campi di neve, fino a tornare al bivio incontrato all’andata.
Dal bivio si torna, quindi, in breve al Rifugio Forcella Pordoi e, in risalita, si torna alla funivia del Sass Pordoi (1.30 ore dal Rifugio Boè, 4.15 ore dalla partenza).

Percorso: stazione a monte funivia Sass Pordoi – Forcella del Pordoi – Piz Boè – Cresta Strenta – Rifugio Boè – Forcella del Pordoi – stazione a monte funivia Sass Pordoi

Sentieri: 627A – 627 – 638 – deviazione alla Cresta Strenta – 638 – 627 – 627A

Dislivello: 550 metri in salita e discesa considerati anche i vari saliscendi

Tempo di percorrenza: 4.15 ore totali

Quota massima: 3152 m

Difficoltà: EE – escursione con diversi tratti esposti, alcune frazioni attrezzate con cavo ed altre ripide, possibili tratti innevati fino a stagione estiva inoltrata; sviluppo totale di 8 chilometri circa

Data di percorrenza: agosto 2024

Annotazioni: la deviazione alla Cresta Strenta può, naturalmente essere evitata, come è anche possibile scendere per il percorso descritto in salita.
Per chi ha il necessario allenamento è possibile anche raggiungere, direttamente a piedi dal Passo Pordoi, la Forcella del Pordoi ed l’omonimo rifugio risalendo il ripido canalone. Al ritorno dal Piz Boè si può poi, comunque, salire al Sass Pordoi e scendere in funivia (QUI la “pillola” sulla salita a piedi dal Passo Pordoi); è, inoltre, possibile collegare la salita al Piz Boè, allungando anche in questo caso percorso e dislivello, alle cime della Punta de Joel, Col Toron e L’Antersas (QUI la “pillola” sulla salita a queste tre cime)

Esperienza di Stefano: è bene scegliere giornate con buona visibilità per godere dei magnifici panorami della vetta. Io ho percorso in giornate diverse la salita al Piz Boè, usufruendo della funivia anche in salita, e quella al Rifugio Forcella Pordoi, tramite il canalone dal Passo Pordoi, per poter godere al meglio, con meno stanchezza, del bellissimo ambiente circostante.

QUI il link YouTube al video sulla salita al Piz Boè

Funivia Sass Pordoi

Panorami dal Sass Pordoi

Primo tratto in discesa scendendo alla Forcella Pordoi

Forcella del Pordoi con Rifugio Forcella Pordoi

Tratto verso il bivio tra Rifugio Boè e Piz Boè

Bivio tra Rifugio Boè e Piz Boè

Salendo al Piz Boè

Capanna Piz Fassa in vetta al Piz Boè

In vetta al Piz Boè

Panorama dalla vetta

Scendendo alla Forcella dai Ciamorces

Forcella dai Ciamorces

Deviazione alla Cresta Strenta

In vetta alla Cresta Strenta

Scendendo al Rifugio Boè una volta tornati alla Forcella dai Ciamorces

Rifugio Boè

Lungo il sentiero dal Rifugio Boè alla Forcella Pordoi


Cliccare sull’immagine per visualizzare il Passo Pordoi e la stazione a valle della Funivia Sass Pordoi su Google Maps


DISCLAIMER:

Le attività dell’alpinismo, arrampicata ed escursionismo sono pericolose se effettuate senza preparazione fisica, teorica e senza la adeguata attrezzatura, possono quindi creare danni a se stessi ed alle persone che condividono e sono coinvolte nell’attività.

Chi volesse percorrere gli itinerari descritti è tenuto ad assumere le rituali informazioni necessarie per la sicurezza in loco o presso associazioni escursionistiche della zona, nonchè dotarsi di aggiornata carta topografica e della attrezzatura adatta. Per la difficoltà che presentano le escursioni vi invitiamo a farvi guidare solo ed esclusivamente da Guide esperte ed ufficialmente autorizzate dalle organizzazioni preposte alla certificazione delle stesse.

Declino inoltre ogni responsabilità per gli eventuali errori, inesattezze ed indicazioni riportati nell’articolo e per gli eventuali danni ed incidenti da essi derivanti.

Scopriamo QUI altre “pillole” sulle cime delle Dolomiti e delle Alpi Carniche